Arsène Heitz, creatore della bandiera simbolo dell’Europa, nata il giorno 8 dicembre del 1955, per la festività dell’Immacolata Concezione.

12 Stelle Corona di Maria

Dopo che l’università Europea, aveva rilasciato un comunicato stampa, è’ nata una polemica politica con relativi schieramenti ideologici e molte distorsioni dal reale comunicato . Nessuno poteva pensare di eliminare il Natale in quanto, come scritto nel comunicato “nella festività vi sono tradizionalmente numerosi riferimenti alle festività di Natale, che fanno parte del patrimonio culturale europeo”.

Ma ben sappiamo che più persone “ s’indignano” più commentano sui social media; più commenti ci sono agli articoli e più le notizie diventano virali. Ergo, la manipolazione di massa, atta alla negatività ( sempre la notizia negativa attrae ) il gioco è fatto.

Perché una Università Europea non poteva essere contro il concetto di Natale quale riferimento cristiano? Perché è la storia della sua nascita che sancisce il senso europeo. Le stelle della bandiera europea hanno una storia:

E’ l’ 8 dicembre del 1955 il giorno dell’Immacolata Concezione, una delle feste mariane più importanti nel calendario liturgico della Chiesa cattolica e celebrata in tutto il mondo.

“Vergini non si nasce, si diventa
Quando sarai la Vergine Sophia, ogni materia in te sarà redenta” (dal Manoscritto Clavis Artis, XVII secolo, copia presso l’Accademia dei Lincei)

La mela con due morsi, scultura ideata dall’Artista di Grosseto Lea Monetti, la quale sancisce la Condivisione

L’Immacolata Concezione non è soltanto un attributo “morale” della Madonna per definire il processo di “generazione” del Cristo, ma rappresenta la “sublimazione” dello stesso principio femminile ed il senso compiuto dell’agire dell’uomo in questo mondo. In particolare l’Opera dell’uomo è finalizzata al miracolo della Vita ed alla sua “partecipazione”. La conoscenza della vita è la stessa vita della conoscenza. In questa “ambivalenza” naturale si colloca l’uomo, che ben lungi dall’essere osservatore esterno, diventa un partecipante interno al processo stesso della vita, la sperimenta per comprendere. Quindi l’8 dicembre è quella festività che crea una “coppa vergine per ricevere” il suo degno contenuto quale simbolo della trasformazione e della rinascita dell’uomo perfetto in un mondo che perfetto non solo non è, ma non può esserlo necessariamente. Il simbolismo tra la donna terrena, evocata dal nome Eva, progenitrice femminile, e la donna celeste evocata dal saluto Ave che l’angelo annunziante pronuncia nell’umile casa di Nazaret. Maria muta la sorte di Eva. La mela, si carica del suo simbolismo millenario, il peccato di Eva, la sua colpa di egoismo fino a “ peccare”, ma finalmente decade e viene trasformata in due morsi che sanciscono la CONDIVISIONE. La positività femminile è riabilitata, proprio alla maniera cortese medioevale nel quale periodo Eva/Maria veniva chiamata Madonna, ovvero “ Mia Signora”

L8 dicembre del 1955 , TUTTI i Capi di Stato dell’Europa, tutti proprio tutti, approvarono il simbolo dell’Europa rappresentato dalla bandiera celeste con 12 stelle.

Fu Arsène Heitz, grafico, il vincitore del concorso europeo bandito a Strasburgo nel 1955. Egli impressionò favorevolmente la commissione giudicatrice presieduta da un belga di religione ebraica. L’azzurro e il bianco (le stelle nel bozzetto originale erano bianche poi sono diventate gialle) erano i colori della bandiera del neonato Stato d’Israele e simbolicamente le dodici stelle della madonna uniscono il giudeo-cristianesimo.

La donna di Nazareth, in effetti, è la “Figlia di Sion” per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, mentre dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù. Ed è lui che spiega come è nata: “la bandiera europea nasce come un simbolo mariano. È poco noto, ma il suo disegno parla di Maria. È ispirato dal passo dell’Apocalisse in cui si parla delle dodici stelle: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle».

Gli Stati europei all’epoca erano solo sei, ma Arsène Heitz, senza rivelare la fonte che lo ispirò, spiegò che il numero dodici è un simbolo di pienezza, il dodici simboleggia la ricomposizione della totalità originaria. nella Bibbia è il numero che rappresenta la diversità che si ritrova nell’unità. È per questo che Arsène Heitz chiese esplicitamente nel progetto che la bandiera non la si dovesse ritoccare se i membri avessero superato quel numero.

Rifiuti spaziali: D-Orbit azienda italiana leader per la rimozione dei rifiuti spaziali e progettazione di servizi di edge computing. Di Elena Tempestini

Detriti spaziali

Lo spazio non è solo un affascinante tetto di stelle ma anche una discarica crescente di detriti. I rifiuti spaziali si sono rivelati con l’incremento delle attività sia da parte delle agenzie governative che delle aziende private, producendo “rifiuti tecnologici” abbandonati in orbita.

Ma che cosa sono esattamente i rifiuti spaziali?

In termini semplici, i rifiuti spaziali sono oggetti artificiali in orbita attorno alla Terra che non sono più in uso o necessari. Nei detriti vi sono inclusi vecchi satelliti, parti di razzi, e persino piccoli frammenti di materiale prodotti da collisioni o esplosioni. I rifiuti spaziali rappresentano un rischio di collisione con i satelliti funzionanti e le stazioni spaziali. A causa delle alte velocità a cui orbitano, anche un piccolo frammento di detrito può causare danni significativi a un satellite. Questo rischio richiede costanti manovre evasive, risorse di tempo e sopratutto risorse economiche.

Rifiuti spaziali

La crescita della quantità di rifiuti spaziali può anche limitare l’accesso allo spazio. Un grande accumulo di detriti in specifiche orbite potrebbe rendere inutilizzabili alcune aree, limitando il lancio di nuovi satelliti.

In ultimo esiste anche il rischio che i detriti cadano sulla Terra. Sebbene molti brucino nell’atmosfera prima di avere impatto con la superficie terrestre.

Come possiamo risolvere il problema dei rifiuti spaziali?

Luca Rossettini, Ceo e fondatore di D-Orbit: L’European Inventor Award ha nominato il co-fondatore di D-Orbit quale finalista per lo sviluppo del sistema capace di ripulire lo spazio dai detriti

La D-Orbit, e’ un’azienda spaziale italiana, che lavora alle soluzioni per pulire l’orbita terrestre. Un’azienda che sta lavorando per affrontare delle nuove sfide per costruire l’infrastruttura digitale del futuro nello spazio.

Allo studio ci sono diverse strategie per affrontare il problema dei rifiuti spaziali: dallo sviluppo di satelliti che “raccolgono” i rifiuti, a tecnologie per “spingere” i detriti fuori dall’orbita. Molte di queste tecnologie sono ancora in fase di sviluppo e richiedono sia volontà politica che consistenti investimenti per essere realizzate.

La missione di D-Orbit e’ di andare oltre, l’azienda sta investendo “nell’edge computing”, un approccio tecnologico rivoluzionario che sposta l’elaborazione dei dati più vicino alla fonte dove vengono generati, in questo caso, nello spazio. Nella pratica l’edge computing è uguale ad usare un server per il nostro smartphone o computer, più vicino si trova e più veloci sono le informazioni che ci arrivano. Questo comporta un enorme risparmio di tempo e risorse, poiché i dati non devono più essere trasmessi alla Terra per essere elaborati.

Edge computing

Ma cosa significa tutto questo per noi?

Molto semplicemente, migliora tutti i nostri accessi quotidiani che usiamo sulla terra, dalla meteorologia spaziale alle precauzioni del tempo, dai servizi di navigazione satellitare, alle missioni scientifiche. Una migliore gestione dei dati spaziali può significare previsioni meteo più accurate, aumentando la sicurezza durante eventi meteorologici estremi. Può portare a miglioramenti nell’agricoltura di precisione, contribuendo a migliorare le condizioni della popolazione mondiale. Può persino condurre a nuove scoperte scientifiche, approfondendo la nostra comprensione dell’universo.

Nello spazio, come sulla Terra, l’infrastruttura digitale è fondamentale. Così come le nostre reti di comunicazione terrestri ci permettono di connetterci, lavorare, apprendere, e molto altro, l’infrastruttura digitale dello spazio ci permetterà di migliorare la qualità della vita qui sulla Terra, esplorare nuove frontiere e assicurare un futuro più sicuro e sostenibile per il nostro pianeta.

Lavorare per rendere lo Spazio un luogo migliore e più accessibile e’ una grande sfida, l’Italia sta sicuramente emergendo come una delle nazioni leader nel settore della tecnologia e dell’innovazione spaziale.

Negli ultimi anni, la nostra Nazione ha investito notevolmente nel settore spaziale attraverso agenzie statali come l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e imprese private innovative. Queste organizzazioni stanno lavorando per lo sviluppo di tecnologia e servizi spaziali avanzati, dalla progettazione e produzione di satelliti, all’esplorazione planetaria, al monitoraggio climatico e ambientale.

Metereologia spaziale

La D-Orbit si sta affermando come uno dei leader mondiali nella gestione dei detriti spaziali, contribuendo a rendere lo spazio un ambiente più sicuro e sostenibile per tutti. Avanguardia ed eccellenza del settore aereo spaziale italiano, terza nazione al mondo nel settore satellitare. L’Italia sta contribuendo al progresso di soluzioni innovative per problemi complessi.

L’intelligenza artificiale diventa quantistica, una nuova era. Di Elena Tempestini

L’intelligenza Artificiale e la sua applicazione sono una delle rivoluzioni tecnologiche che sta stupendo il mondo, ma l’evoluzione è velocissima , e i computer quantistici potrebbero a loro volta stupire maggiormente inaugurando una nuova era, senza limiti per l’apprendimento automatico.

Cosa sono i Quantum, cioè i computer quantistici?

Sono delle macchine che usano le proprietà della meccanica quantistica per elaborare le informazioni. Si differenziano dai computer classici che usano i bit per gestire le informazioni, mente i quantum al posto dei bit utilizza i qubit come unità fondamentale di informazione.

L’apprendimento automatico quantistico o Quantum Machine Learning (QML) è un’area di ricerca emergente che sfrutta i principi della meccanica quantistica e della computazione quantistica per migliorare la velocità e l’efficienza degli algoritmi di apprendimento automatico.

Un computer quantistico può processare una grande quantità di dati in parallelo e in sovrapposizione, il che può portare a una risoluzione più rapida e precisa dei problemi di apprendimento automatico. Inoltre, l’uso di algoritmi quantistici può contribuire a migliorare la qualità dei modelli di apprendimento automatico, rendendo le previsioni più accurate. Le ricerche in questo campo stanno avanzando molto velocemente e i risultati potrebbero rivoluzionare vari settori, da quello militare a quello satellitare, nella metereologia spaziale con previsione tale da anticipare e prevenire i possibili disastri ambientali, nella medicina per mappare il genoma umano, sviluppando poi prodotti specifici, fino alla finanza e alla sicurezza informatica.

Intenti e simboli per la scelta del nome delle navi e dei sottomarini della flotta navale Russa. Di Elena Tempestini

Putin, fin dal momento della sua elezione ha mostrato ammirazione e rispetto per la storia zarista della sua Nazione, forse volendo incorporare elementi di storia nella visione del futuro della Russia. La sua ammirazione è per due sovrani, due grandi Zar: Pietro il Grande e Alessandro III. Grandi leader del passato che sono stati spesso citati come figure di riferimento per aver avuto la capacità di rafforzare il potere della Russia e di modernizzare il paese.

Pietro il Grande, regnò dal 1682 al 1725, fu il primo a creare riforme che trasformarono la Russia in una grande potenza europea. Restano fondamentali le sue radicali riforme politiche, economiche e culturali oltre alla fondazione della città di San Pietroburgo, nuova capitale della Russia.

Alessandro III, regnò dal 1881 al 1894, è ricordato per la sua politica di “russificazione”, mirata a consolidare la sua autorità sulle diverse etnie e culture all’interno delle frontiere russe.

La loro leadership forte e risoluta, come anche la loro capacità di rafforzare la Russia nel contesto globale, potrebbero aver conquistato l’ammirazione di Putin ?

Questa è la domanda che mi sono posta davanti al sottomarino Russo di nome Alessandro III, il quale è in grado di trasportare molteplici testate nucleari, tanto che la notte tra il 5/6 novembre 2023, e’ partito il missile balistico intercontinentale Bulava RSM-56 . Vladimir Putin aveva già firmato la legge che revoca la ratifica della Russia dal Trattato di messa al bando degli esperimenti nucleari. Trattato del 1966 che mette al bando tutte le esplosioni nucleari, ma mai ratificato da paesi quali Stati Uniti e Cina.

Alessandro III , fu uno zar molto popolare ma non più europeista come fu Pietro il Grande. Il suo regno, che andò dal 1881 al 1894, fu un periodo di pace, di estrema crescita economica e sviluppo industriale per la Russia, ricordato per il suo patriottismo e per la sua politica di “russificazione”, che mirava a unificare la diversità di culture e etnie sotto una sola identità nazionale russa.

Possiamo quindi supporre che il sottomarino, dal quale è partito il missile bulava, sia stato chiamato “Alessandro III” per onorare l’importante regno dello zar e per riflettere sugli ideali di patriottismo, forza e potere della Russia . Le scelte di nomi per navi da guerra e sottomarini sono spesso simboliche e l’intento può essere quello di invocare il rispetto ma sopratutto immettere timore nei confronti dei rivali.

Space Weather, meteorologia spaziale ed uso dell’Intelligenza Artificiale. di Elena Tempestini

Space Weather, meteorologia spaziale ed uso dell’Intelligenza Artificiale.

La meteorologia spaziale si avvale dell’Intelligenza Artificiale per prevedere e contrastare le condizioni generate dall’attività solare. Nel 2015 la NASA, insieme al Geological Survey e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, ha trovato delle connessioni tra il vento solare e le perturbazioni geomagnetiche che possono causare danni ingenti alle nostre tecnologie. Quando parliamo di meteorologia spaziale è’ bene definire cosa sia e dove nasca. La linea “Kármán”che prende il nome dall’ingegnere fisico che ha calcolato il punto nel quale l’atmosfera diviene rarefatta, è una linea immaginaria che si trova ad un’altezza di 100 chilometri sopra il livello del mare nell’atmosfera terrestre, è il punto in cui convenzionalmente inizia lo spazio. La meteorologia spaziale descrive le condizioni ambientali dello spazio occupato dal Sole e dai pianeti, è l’insieme delle proprietà fisiche del sole che interferiscono con la magnetosfera, l’atmosfera e la superficie terrestre. È una scienza che si avvale in modo significativo delle infrastrutture tecnologiche per monitorare gli effetti di una causa antropogenica, parola che si usa per comprendere l’accelerazione climatica. Ci sono fenomeni ai quali siamo soggetti, il plasma ambientale che è il quarto stato della materia, come il fuoco che non è né liquido ne’ solido, l’aurora boreale altro evento di plasma. I campi magnetici, la radiazione elettromagnetica, le tempeste geomagnetiche, che sono in effetti un disturbo significativo della magnetosfera. Questo disturbo si verifica come diretta conseguenza dello scambio di energia dal vento solare all’ambiente spaziale terrestre. L’energia e le particelle che si creano, possono avere molta influenza nei nostri sistemi economicamente vitali, come i satelliti, le reti di comunicazione o le reti elettriche. L’utilizzo di mezzi tecnologici in tutti i settori della nostra vita quotidiana, subiscono una “ vulnerabilità” agli eventi di meteorologia spaziale. In questo campo l’uso dell’intelligenza artificiale può prevedere, in modo rapido e accurato fino a quasi ventiquattro ore di anticipo gli eventuali effetti che si verificherebbero sulla terra. Le tempeste solari possono causare gravi danni a sistemi satellitari di informazione sia militare che meteorologici, ai sistemi di comunicazione finanziaria quali sportelli operativi bancari, transazioni delle carte di credito, telefoni cellulari, blackout elettrici. Oltre al Sole, anche le variazioni nelle fonti non solari di particelle energetiche, come i raggi cosmici galattici, sono considerati parte della meteorologia spaziale poiché alterano le condizioni dell’ambiente vicino alla Terra. La rivista “Space Science Reviews”, grazie alla desecretazione dei dati dei test nucleari condotti in alta quota durante la guerra fredda tra USA e Urss, ha scoperto che aurore polari, o tempeste geomagnetiche, che tendiamo ad associare a fenomeni naturali quali le eruzioni solari, oggi sono studiare e documentate come situazioni di meteorologia artificiale, la stessa che in questa epoca viene potenziata con l’intelligenza artificiale. Pangu Weather è un primo modello di intelligenza artificiale , messo a punto dai ricercatori della Huawei, colosso dell’elettronica e della telefonia cinese. Per realizzare Pangu – Weather è stata costruita una rete neurale profonda, con trentanove anni di dati meteorologici. Un modello per realizzare osservazioni del tempo passato con modelli futuri. Uno dei primi studi elaborati è stato che il flusso d’aria non è lo stesso a tutti i livelli e può essere molto diverso in intensità e direzione se associato a sistemi meteorologici vigorosi. Sicuramente ci saranno futuri vantaggi ma si deve procedere con cautela per non sottovalutare rischi che ancora non sono conosciuti. Non possiamo far finta che i test nucleari che sono sempre stati usati per sperimentare la difesa da missili balistici e per comprendere gli effetti delle radiazioni nell’ambito esoatmosferico, non abbiano influito sulla meteorologia.

Le condizioni quotidiane, che avvengono all’interno della magnetosfera, della ionosfera e della termosfera terrestre, sono di grande importanza, in quanto i cambiamenti dinamici nell’ambiente, che sono causati dal Sole e dal vento solare, possono influenzare il funzionamento e l’affidabilità delle infrastrutture sia spaziali che terrestri.

Nell’economia europea di oggi, numerosi settori sono potenzialmente associati alla meteorologia spaziale. Grazie ad uno studio dell’ESA, è stato stimato che il potenziale impatto socio economico in Europa oggi, derivante da un singolo evento meteorologico spaziale estremo, potrebbe superare i venti miliardi di euro. Nei prossimi anni si prevede che la sensibilità della nostra società e della nostra economia, davanti agli effetti della meteorologia spaziale, aumenterà, in particolare a causa della crescente dipendenza dai sistemi di navigazione satellitare nei trasporti e nell’aviazione.

All’interno dell’economia europea nel suo complesso, ogni singolo settore ha bisogno di dati e servizi meteorologici spaziali specifici, insieme all’ulteriore esigenza che tali servizi siano adattati alle loro particolari applicazioni e usi. Quindi, telecomunicazioni spaziali, radiodiffusione, servizi meteorologici, trasporto stradale e qualsiasi altra attività che dipenda da un posizionamento preciso, fino alla distribuzione di energia e alle comunicazioni terrestri, soprattutto alle latitudini settentrionali. Un’influenza significativa dell’attività solare è riscontrabile nei disturbi ai servizi di navigazione satellitare, come nei confronti del sistema satellitare Galileo, dovuti agli impatti della meteorologia spaziale sull’atmosfera superiore. Galileo è il programma europeo di radionavigazione e di posizionamento via satellite. Programma lanciato dalla Commissione europea e sviluppato in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, ESA, che ha iniziato a fornire, e fornirà all’Unione europea, una tecnologia indipendente rispetto al GPS americano e al Glonass russo, sistemi entrati in attività con la Guerra fredda tra i due Stati. Per anni il GPS è stato l’unico sistema satellitario del globo, in quanto il sistema Russo Glonass è stato ripristinato negli anni 2000 da Putin. L’anno 2023 ha definito il programma europeo Galileo, nel febbraio 2023 il sistema era composto di 24 satelliti operativi, adesso 12 satelliti saranno lanciati tra il dicembre 2023 e il 2026. Con Galileo si prevede di completare la prima generazione del sistema europeo satellitare.

Gli effetti della meteorologia spaziale sono stati visti in quasi tutta l’Europa la sera tra il 5/6 novembre 2023,

con una tempesta geomagnetica di altissima intensità, un fenomeno raro che ha generato un’aurora di colore rosso. I colori variano in quanto l’aurora rossa si manifesta principalmente ad altitudini comprese tra 300 e 400 km, a causa degli atomi di ossigeno, il colore verde avviene ad un’altitudine compresa tra 100 e 300 km, a causa degli atomi di ossigeno, è il rosa violaceo per un’altitudine di circa 100 km, a causa degli atomi di azoto. Solitamente le aurore sono visibili quasi esclusivamente nelle regioni polari, dove è più intensa l’interazione fra il campo magnetico terrestre e lo sciame di particelle provenienti dal Sole, questa aurora è stata vista in un vastissimo territorio: dalla Russia fino alla Grecia.

Gli stati dell’atmosfera sono fenomeni molto complessi, e concatenati, in cui le variabili, a ogni mutamento meteorologico, si decuplicano, generando un “effetto farfalla”.

l’ascesa della Governance dei BRICS nella geopolitica globale

Brics: acronimo in inglese dei Paesi fondatori, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica

L’assetto geopolitico globale sta subendo una serie di cambiamenti significativi . C’è un evidente spostamento di potere dalle economie occidentali a quelle asiatiche, in particolare per la Cina, la quale è al primo posto nel mondo in termini di PIL e con le maggiori riserve di valuta estera del mondo.

Ma ad attirare l’attenzione sono i Paesi Emergenti: I paesi BRICS, acronimo che deriva dalle prime lettere dei nomi dei Paesi nella trascrizione inglese. Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Dopo il vertice dei BRICS del giugno 2022, Iran e Argentina avevano presentato domanda per aderire all’organizzazione, in seguito hanno fatto richiesta Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti ed Etiopia, divenendo il 45% della rappresentazione della popolazione mondiale. Praticamente dobbiamo prendere atto che nuove economie emergenti stanno diventando attori geopolitici sempre più importanti. Sono Paesi che hanno sufficienti risorse economiche, demografiche e naturali per influenzare e far rivalutare le decisioni economiche globali.

Una delle loro principali aspirazioni è riequilibrare il potere nel sistema politico internazionale, che è stato per lungo tempo dominato dagli Stati Uniti e dai paesi occidentali.

La loro forza, da non sottovalutare, è la cooperazione e lo sviluppo. I BRICS hanno dato il via ad una serie di iniziative per aumentare il legame tra i loro paesi, tra cui la creazione della Banca dei BRICS, progettata per finanziare progetti di infrastrutture nei paesi in via di sviluppo, fornendo così un’alternativa alle istituzioni di Bretton Woods come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

I BRICS hanno un ruolo fondamentale da giocare nella lotta al cambiamento climatico e nella promozione dell’energia sostenibile. La Cina e l’India, in particolare, sono tra i principali emettitori di gas serra e importanti attori nella ricerca e sviluppo di tecnologie energetiche rinnovabili.

In sintesi, i paesi BRICS si presentano al mondo quale parte essenziale per la formazione di un sistema di governance globale multilaterale e più equilibrato. La loro crescita e influenza stanno cambiando il modo in cui le decisioni vengono prese a livello internazionale, tanto che gli esperti Economici e di Relazioni Internazionali, prevedono una crescita senza precedenti, nella quale la Repubblica Popolare della Cina, così come l’India, che supererà di gran lunga quella statunitense entro il 2043, diventeranno leader mondiali nella fornitura di manufatti. Non dimentichiamo mai la storia e la geografia, perché la popolazione dei BRICS, in continua espansione, alla fine di questo 2023 e’ più del 45% di quella del pianeta, e loro loro superficie terrestre occupa più del 31% delle terre emerse.

Il Nobel Grazia Deledda e il suo mentore Angelo de Gubernatis: storia di un carteggio

A metà dell’800 a Firenze si respirava un’aria di libertà di pensiero e senza limiti di frontiere. All’interno del Regio Istituto di Studi Superiori, un luogo di alta formazione di élite nell’Italia postunitaria, divenuto solo nel 1924 l’Università della città, s’insegnavano sanscrito, arabo, cinese, giapponese, ebraico, lingue semitiche, persiano e storia dell’Asia Orientale. L’ateneo stampava anche libri in lingue orientali, avvalendosi dei punzoni della tipografia medicea.

Manoscritto della Tipografia Medicea

Angelo de Gubernatis, professore a Firenze di sanscrito e glottologia, orientalista di fama internazionale, storico della letteratura italiana, grande viaggiatore e fondatore di riviste quali la “ Rivista Europea”, decise di donare alla Biblioteca Nazionale di Firenze, un fondo personale. Lo fece in tre fasi: nel 1888, nel 1901 e nel 1907. Il fondo comprende un vastissimo carteggio, di oltre 26.000 autografi di scrittori, letterati, politici, intellettuali sia italiani che stranieri. Documenti, scritti e volumi ceduti insieme ai diari vincolati per 50 anni post mortem. Come si scoprirà leggendo il carteggio, l’intenzione di De Gubernatis di vincolare per cinquanta anni una parte del carteggio, era per mantenere l’integrità del nome delle donne che intrattenevano con lui una amicizia epistolare che in molti casi sfociò in una relazione passionale ed amorosa. Come con Evelyn Franceschi Marini, storica dell’arte, giornalista e scrittrice

Professore Angelo de Gubernatis, orientalista e glottologo presso Regio Istituto Superiore di Firenze

italiana. Nata in Francia da padre irlandese e madre inglese, la quale stabilitasi in Italia per scrivere, ebbe l’incontro con colui che divenne il marito, Piero de’ Franceschi Marini, discendente diretto di Piero della Francesca. Insieme a lui visse tra la bellissima villa di famiglia a San Sepolcro, oggi sede del Municipio e la Villa di Fiesole. Seguendo l’esempio di Enrico Nencioni, la Marini si impegnò a divulgare in Italia la letteratura inglese, a studiare e scrivere di Piero della Francesca, quale salvaguardia delle tradizioni rinascimentali di fronte all’insorgere del “ modernismo”. Ad aiutarla in questo importante scopo, era al suo fianco Angelo de Gubernatis; prima mentore e poi amante.

Evelyn Franceschi Marini, storica dell’arte, giornalista e scrittrice

Siamo agli inizi del nuovo secolo e a Firenze soggiornavano molti intellettuali stranieri, tra questi la scrittrice e giornalista Violet Page, proprietaria di Villa il Palmerino, alla quale fu proprio Angelo de Gubernatis a suggerire di usare lo pseudonimo di Vernon Lee. È a Villa il Palmerino che si formò il londinese “Bloomsbury Group fiorentino”, un gruppo molto raffinato i cui componenti erano attivi in campo artistico e letterario senza tralasciare le scienze sociali e l’economia, quest’ultima animata da: John Maynard Keynes il futuro padre della macroeconomia e uno dei più influenti economisti del XX secolo e Leonard Woolf, editore, giornalista e teorico politico, marito di Virginia Woolf. Nel gruppo vi erano Telemaco Signorini pittore macchiaiolo e raffinatissimo intellettuale, John Singer Sargent, Henry James ed Enrico Nencioni. Angelo de Gubernatis, era il direttore della Rivista Europea, e con la dicitura: “considerazioni del “distinto collaboratore straniero” pubblicò una lettera di Vernon lee, nella quale sottolineava la necessità della condivisione della bellezza e della cultura estetica per la formazione della società di un popolo. Poco dopo la scrittrice edito’ il suo libro “ Genius Loci”.

Libro Genius Loci scritto da Violet Page pseudonimo di Vernon Lee

La storia è piena della dimostrazione nei fatti delle parole di Mahatma Gandhi : “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, solo allora vinci.” Ed è anche la storia di Grazia Deledda, la prima, e ancora unica donna italiana che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1926. La domanda da porsi è come Grazia Deledda riuscì a farsi conoscere oltre il mare che divide la Sardegna dall’Italia. Fu grazie al suo scopritore e mentore, colui che le consenti’ di dare corpo alla speranza di mostrare al mondo intero le proprie potenzialità, ma sopratutto di andare oltre le mere lusinghe e vedere riconosciute per merito le sue capacità. Un’ambizione immensa e quasi impossibile per una donna di quei tempi: ma Grazia Deledda volle testardamente conoscere il Professore Angelo de Gubernatis.

Grazia Deledda

Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, era nata a Nuoro il 27 settembre 1871, in una numerosa famiglia alla quale non mancavano i problemi da risolvere: un padre laureato in legge che si occupava di commercio, una madre casalinga, due fratelli che avevano problemi con la giustizia e il dolore per la morte dell’amata sorella Giovanna. Grazia Deledda era una giovane accanita lettrice di libri, di storie di paese, di leggende e tradizioni. Amava ascoltare i racconti dei pastori e degli agricoltori che frequentavano la casa dei genitori, e magicamente riusciva a trasformarli in dei racconti che ammaliavano i lettori. Erano storie sui briganti e sulla giustizia della Sardegna: praticamente la sua prima scuola di letteratura. In futuro potrà essere definita la degna scolara di Giovanni Verga, ed è lei stessa a scriverlo nel 1891 al direttore della rivista romana “ La Nuova Antologia” Maggiorino Ferraris.

“L’indole di questo mio libro a me pare sia tanto drammatica quanto sentimentale e anche un pochino veristica se per ‘verismo’ intendiamo il ritrarre la vita e gli uomini come sono, o meglio come li conosco io» L’istinto di scrivere era più forte di qualsiasi ragione, erano racconti di paesaggi, di luoghi dove la terra è arsa dal sole, dura e aspra , ma è la terra della sua amata Sardegna: amata fino al punto di usare volontariamente parole in dialetto sardo. Nel 1888 a soli sedici anni, e con suo grande stupore, furono pubblicati i primi racconti e il romanzo “Memorie di Fernanda” che divenne una pubblicazione a puntate. Era la fine dell’Ottocento, Grazia era giovanissima, era donna e viveva lontano dal continente, era isolana, era sarda ma desiderava ardentemente poter pubblicare le sue storie su riviste a tiratura nazionale. Le sue condizioni non la favorivano, ma la sua bravura, passione, testardaggine ed ambizione sicuramente si, tanto da portarla in futuro al Premio Nobel. La Deledda non aveva ancora venti anni, quando la famiglia e l’intero paese natale, capeggiato dal prete, l’additarono come una scostumata ambiziosa, Grazia rimanendo fedele e caparbia verso “ l’isola nell’isola” come amava chiamare la sua terra, prese il coraggio a quattro mani, e scrisse ad Angelo de Gubernatis, del quale conosceva la fama e il suo lato di essere attento alle persone escluse ed emarginate, in particolare di tenere in considerazione la condizione femminile dei tempi. Grazia Deledda si descriveva

“piccina piccina, sa, sono piccola anche in confronto alle donne sarde, ma sono ardita e coraggiosa come un gigante». La sua prima lettera a de Gubernatis e’ dell’aprile 1892:

Egregio Signor Direttore,

Leggo sempre con piacere la sua Rivista’, e deside«re›rei vederne il mio nome fra i collaboratori; ma non oso mandarle qualche mio scritto, prima d’esser certa ch’Ella vorrà farmi l’onore di pubblicarlo. Perciò mi azzardo a scriverle questa, pregandola di dirmi se posso aspirare a tal favore, e se la mia modesta collaborazione può riuscirle gradita. In attesa di un suo gentile riscontro La ringrazia anticipatamente la sua Dev.ma Grazia Deledda.

La risposta non si fece attendere e un’altra lettera della Deledda è del 1 maggio 1892

Lettere pubblicate di Grazia Deledda ad Angelo de Gubernatis

Egregio Signor Direttore,

A suo tempo ho ricevuto la sua cortese risposta alla mia cartolina: e, adottando il suo consiglio, Le invio un racconto sardo, puramente sardo, anzi davvero accaduto. Si degni leggerlo e giudicarlo e, se crede, lo pubblichi nella sua Rivista’.

Intanto mi permetto dirle che sono una giovanissima signorina sarda; che sono la sola scrittrice che conti attualmente la Sardegna; che collaboro in molti giornali letterari italiani, e che… sarei felicissima se anch’Ella volesse annoverarmi fra i collaboratori della

sua “Natura ed Arte”. Spero di sì. Tanto che, La ringrazio sin da ora, e, salutandola rispettosamente mi dico sua

Devo.ma

Grazia Deledda.

Le lettere sulle quali possiamo ricostruire ma sopratutto capire come Grazia Deledda si sia fatta conoscere a livello nazionale, è racchiusa in quel carteggio con Angelo de Gubernatis, sconosciuto fino al 2008, quando la dottoressa Roberta Masini, bibliotecaria della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ha curato la prima edizione completa del carteggio. La parte separata e vincolata era formata dal carteggio privato e intimo, volutamente protetto da de Gubernatis per la tutela delle lettere, che con alcune donne divennero reali passioni amorose: erano scrittrici, giornaliste, traduttrici e artiste. Ed è tra queste lettere che si trovano le missive della Grazia Deledda. Con la quale, nonostante la passione intellettuale fosse divenuta molto forte, si era creata una vicinanza solo spirituale di «due anime tanto diverse eppur tanto unite».

Carteggio de Gubernatis con Grazia Deledda

Nel 1900, poco dopo il matrimonio, Grazia Deledda si trasferì a Roma, il carteggio con de Gubernatis continuo’, cambiò solo la sua firma alla quale aggiunse il cognome del marito, Madesani. I suoi numerosissimi scritti, ispirati alla vita agropastorale della Barbagia, le diedero sempre più notorietà, la sua fama non rimase circoscritta all’Italia ma apprezzata all’estero. Nel 1909, nonostante le donne non potessero votare, il nome di Grazia Deledda comparve al collegio di Nuoro del Partito Radicale Italiano, una provocazione verso il suo antagonista Ministeriale, l’avvocato Antonio Luigi Are, scatenando una grande polemica. I voti a favore della Deledda furono 34 dei quali 31 contestati. Vinse il suo avversario, ma l’elezione dovette essere ripetuta una seconda volta.

Carteggio di de Gubernatis con Edoardo Schure’ , scrittore, critico letterario, poeta, storico, filosofo ed esoterista francese.

Grazia Deledda morì a Roma il 15 agosto 1936 per una caduta accidentale, lascio’ incompiuta la sua ultima opera, “Cosima, quasi Grazia”, autobiografia che nello stesso anno sarà pubblicata sulla rivista Nuova Antologia a cura di Antonino Baldini, e successivamente edita solo con il titolo “ Cosima”.

La millenaria conoscenza non poteva che manifestarsi in due grandi figure quali Grazia Deledda e Angelo de Gubernatis, da Socrate a don Milani, Educare è Educere, solo l’insegnante mediocre racconta, il bravo insegnante riesce a spiegare, l’insegnante eccellente dimostra ma solo il maestro può ispirare, tirando fuori il meglio dalle menti predisposte.

Elena tempestini

Hamas dimostra che il passato non è mai morto, anzi non è nemmeno passato …di Elena Tempestini

Decifrare, comprendere e capire cosa stia succedendo in Israele in questo momento non è certo semplice. È un’epoca nella quale abbiamo assistito a continui sconvolgimenti geopolitici, dalla questione dello Uygur nello Xinjiang, che comprende un territorio immenso i quali confini sono Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan e India. La costruzione del corridoio Cina -Pakistan  nell’ambito della Belt and Road, la nuova via della seta, la decisione nel 2021 da parte degli americani di lasciare l’Afghanistan, non si può non ricordare la guerra in Nagorno – Karabakh e il  fiancheggiamento dell’Azerbaijan da parte della Turchia, altro perno fondamentale. Si devono poi considerare le implicazioni globali della guerra Russo – Ucraina, con la spaccatura che l’ascesa dei BRICS e il loro futuro allargamento ad Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran ha fatto presagire. Proprio adesso all’improvviso si riapre e si espande in maniera drastica, il conflitto israelo-palestinese. Quest’ultimo non è solo una guerra di religione, l’appartenenza a due fedi diverse, ebraica e islamica, sicuramente indurisce il confronto, ma è  una millesima parte del problema. La chiave per comprendere l’oggi è storica, lo scenario mediorientale cambiò nel corso della Prima guerra mondiale. Gli inglesi, nemici dell’Impero Ottomano, cercarono l’appoggio sia degli arabi, sia degli ebrei, promettendo a entrambi di sostenere le loro aspirazioni a costituire uno Stato indipendente. Il 23 maggio del 1916 la Gran Bretagna e la Francia, con l’avvallo della Russia zarista, siglarono un accordo “ segreto” chiamato Sykes Picot, nel quale aveva vitale importanza la spartizione dei territori ad est di Suez, che allora erano inclusi nell’Impero Ottomano. L’accordo di Sikes-Picot era destinato a diventare la pietra angolare dell’assetto geopolitico del Medio Oriente contemporaneo. Le tre potenze, in piena guerra si spartivano e delimitavano i territori  mediorientali dell’Impero Turco, il quale stava già tramontando prima della fine della prima guerra mondiale. Gli  effetti, geopolitici, economici e religiosi, condizionano tutt’ora il Medio Oriente e per riflesso la maggior parte dei rapporti della realtà geopolitica del “Occidente”. 

Dopo l’Accordo di Sykes-Picot, con gli inglesi che detenevano i territori che si estendevano da Suez all’India, venne stipulato il 2 novembre del 1917 l’accordo di Balfour con il quale il governo britannico si impegnava a sostenere la costituzione di un «focolare nazionale» per il popolo ebraico in Palestina. Un ruolo geopolitico e petrolifero determinante per la Gran Bretagna, durato fino alla Guerra del Canale di Suez del 1956, e che avrebbe segnato la fine della presenza anglo-francese sul territorio.  Successivamente a Sikes Picot e Balfour ci fu la Conferenza internazionale di Sanremo del 1920, che sancì il dominio occidentale su quella parte di ex Impero Ottomano: alla Francia fu affidata la neonata Siria, che all’epoca includeva il Libano, mentre la Gran Bretagna ottenne il neonato stato dell’Iraq, la Transgiordania che è oggi conosciuta come  Giordania, e la Palestina compreso l’odierno Stato di Israele. Si venivano a creare le radici dalle quali sarebbero scaturiti avvenimenti nefasti, come l’ attuale questione arabo-israeliana e israelo-palestinese, e non di meno la volontà di possedere Gerusalemme che era e continua ad essere negli interessi delle tre grandi religioni monoteiste: Islam, Ebraismo e Cristianesimo.

È storia, ma è di strettissima attualità fin dagli interventi militari occidentali in Afghanistan nel 2001 e in Iraq nel 2003, che hanno dato il via a movimenti  politici che riguardano tutto il mondo arabo.  

Il 2014 fu un anno di grandissimi stravolgimenti geopolitici, ma sempre guardati come eventi divisi, nel presente possono essere ben ricostruiti e compresi. La rivoluzione Ucraina nasceva nel 2014 con la guerra del Donbass, un conflitto armato tra le forze separatiste del Donbass, una regione dell’Ucraina orientale, e le forze governative ucraine. Le truppe separatiste furono  sostenute dalla Russia con armamenti, mezzi blindati, carri armati e artiglieria. Sempre nel 2014 ci fu l’annessione della Crimea alla Russia, la quale storicamente proveniva dallo scontro tra Napoleone III e lo zar Nicola I per il controllo e la gestione dei luoghi santi della cristianità in Palestina, quindi sul territorio dell’Impero Ottomano. Ma è nel 2014 che si forma il movimento islamista Isis, rappresentato dallo “Stato Islamico” e conosciuto anche come Daesh. Una “ Restaurazione” del “Califfato” islamico il quale era il primo obiettivo politico-ideologico, ma con un importante riferimento a quell’accordo di Sikes Picot del 1916, che aveva creato degli Stati a tavolino usando un righello. Fu nell’unico discorso pubblico, avvenuto dalla moschea di Mosul, che Abu Bakr al Baghadi, capo dell’Isis, affermò: “Non ci fermeremo fino a che non avremo piantato l’ultimo chiodo nella bara della cospirazione di Sykes-Picot”

Il passato non è mai morto, anzi non è neppure passato scriveva William Faulkner ed è ciò che si palesa oggi, che sono cambiati gli attori e le strategie, ma i fondamentali obiettivi forse sono ancora gli stessi, generando una grave e sempre più acuta preoccupazione nel mondo Occidentale. 

Tutto e il contrario di tutto più della veridicità dei fatti, in Medio Oriente conta la percezione del colpevole.  Le Brigate Ezzedin al-Qassam, sono il  braccio armato, di un partito, quello di Hamas, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya organizzazione  politica e paramilitare palestinese politicamente su posizioni di estrema destra, che governa la Striscia di Gaza mettendo in atto molti dei principi della legge islamica. Hamas ha ammesso pubblicamente ed  “orgogliosamente” che per due anni ha fatto finta di governare. Ha dissimulato le sue intenzioni per ingannare Israele, ha fatto finta di avere abbandonato la violenza, o quasi, per poi preparare un grande attacco, verso il nemico che aveva abbassato la guardia. È stata applicata la dottrina della “Taqiyya”

La Taqiyya o Kitman, possiamo dire che sono due modi di creare” la santa ipocrisia”. Tutte le religioni le fedi e le filosofie del mondo, esortano a dire la verità. La  dottrina della Taqiyya

dell’ Islam, prevede l’inganno quale parte integrante della loro cultura politica e militare,  permettendo che venga applicato il raggiro e la falsa testimonianza, a condizione che l’obiettivo finale sia la gloria delle fede stessa. Non c’è divieto per la menzogna militare finalizzata agli obiettivi.

L’obiettivo dichiarato da Hamas è stato la liberazione dei luoghi santi islamici e l’indipendenza dei territori palestinesi. Ma le ragioni sono ben altre visto che sono in corso trattative tra Israele e Arabia Saudita per un allargamento degli “Accordi di Abramo del 2020” voluto dagli Stati Uniti di Trump, e che hanno aperto e riavviato canali diplomatici tra lo Stato ebraico e gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Marocco e il Sudan che sono uniti contro Teheran, a loro potrebbe unirsi anche l’Arabia Saudita, avversaria di Teheran nella guerra tra fazioni in Yemen. Ma è Riad la più tenace a voler isolare Teheran e integrare nella regione la sua economia post-petrolifera. Invece l’Iran,  insieme al Libano e al Qatar sostengono Hamas e la “resistenza palestinese” con aiuti economici e militari. A fianco di Israele si sono schierati gli Stati Uniti, L’Unione Europea ha condannato gli attacchi di Hamas, e l’Egitto  si è proposto come mediatore. La Cina è preoccupata, ed ha proposto più volte e in diverse occasioni accordi per promuovere una soluzione internazionale del conflitto. La Russia osserva, 

nel settembre del 2022, durante il conflitto Russo -Ucraino, il capo dell’Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ebbe un incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov. Al termine, il capo della diplomazia russa disse che c’erano stati molti punti d’incontro. Tutto ciò fa presupporre  che la Russia e la milizia islamista abbiano un buon rapporto diretto, lo farebbe pensare anche l’uso dei potenti droni Shahed -136 che Teheran utilizza in Ucraina. Mosca coglie anche la palla al balzo per recriminare contro l’Occidente, dicendo che Kiev ha venduto ad Hamas le armi fornite dall’occidente stesso. La macchina della propaganda è’ sempre in azione e non si capisce mai quale sia la verità. Il problema vero è che gli aiuti economico-militari, possano in questo presente  spostarsi in Medio Oriente. Hamas, la Jihad Islamica Palestinese e i loro fautori  esterni,  sperano che con una guerra asimmetrica di riuscire a sparpagliare  le carte sul tavolo e bloccare la diplomazia mediorientale che sembrava avviarsi a un dialogo?

Che ruolo giocheranno le potenze in questo conflitto ancora non è chiaro, anzi, il nodo palestinese è stato sottovalutato da tutta la comunità internazionale, tanto che Israele sta pagando un prezzo altissimo che merita la totale solidarietà’.

Il rafforzamento delle alleanze, il prevalere degli interessi economici, energetici e strategici sta creando sempre più incertezza sul come affrontare e porre fine al conflitto.  

29 Settembre, San Michele e la linea Micaelica che attraversa tutta Europa.

St. Michael’s Mount , un’isola in Gran Bretagna al largo della Cornovaglia, è gemella della francese Abbazia di Mont Saint- Michel in Francia.

Oggi 29 settembre è San Michele, l’Arcangelo che simboleggia metaforicamente con la sua spada, il coraggio e la forza di volontà, colui che ci insegna a non avere paura del nostro buio interiore, a mantenere il giusto peso e la giusta misura. San Michele, è riconosciuto da tutte le culture e rappresentato come guerriero difensore delle forze universali. C’è una potente “ linea” di energia che si chiama Micaelica, e collega sette luoghi dove sono stati eretti sette santuari. I Santuari della Linea di San Michele sono: Skelling Michael (Irlanda), St. Michael’s Mount ( Gran Bretagna), Mont Saint Michel ( Francia), La Sacra di San Michele ( Piemonte), Santuario di Monte Sant’Angelo (Puglia), il Monastero di San Michele (Grecia) e il Monastero di Monte Carmelo (Israele). Il punto di partenza dell’itinerario è in Irlanda, dove si trova il Monastero di Skelling Michael. Lo scrittore Bernard Shaw nel 1910 scriveva :

“ Un incredibile, impossibile, folle posto che ancora induce devoti a strisciare in antri bui e a baciare “ pietre di panico” che si gettano a 700 piedi d’altezza sull’Atlantico”.

St. Michael’s Mount , un’isola in Gran Bretagna al largo della Cornovaglia, è gemella della francese Abbazia di Mont Saint- Michel in Francia. Dopo 1000 km si entra in Italia in Val di Susa, in Piemonte, dove sorge la Sacra di San Michele, che ispirò Umberto Eco per scrivere il libro “ In Nome della Rosa”. Ad una distanza di altri 1000 km si arriva in Puglia, sul Gargano dove sorge il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. Proseguendo lungo la linea sacra, arriviamo in Grecia, nel Dodecanneso, all’isola di Simy dove si trova il sesto santuario dedicato all’Arcangelo, eretto intorno al XII secolo. L’ultimo Santuario della Linea Sacra si trova in Israele ed è il Santuario Stella Maris sul Monte Carmelo ad Haifa. Praticamente questa linea di energia che si trova sulla nostra terra, era ben conosciuta dagli antichi Maestri costruttori, esattamente come la Francigena e il Cammino di Santiago. Forse quello che ci sarebbe da aggiungere, è che la linea tocca anche il monte Toscano Amiata . Ci sono 2700 pergamene che vanno dal 736 al 1736 D.C. e sono custodite nel fondo preziosissimo di San Salvatore di monte Amiata, il più antico fondo oggi conservato presso Archivio di Stato di Siena. A Firenze, presso la Biblioteca Laurenziana, dopo la custodia di mille anni presso l’Abbazia di Abbadia sull’Amiata, è arrivata il Codex Amiatinus o Bibbia Amiatina, che è la più antica copia manoscritta conservata integralmente della Bibbia, nella sua versione latina redatta da san Girolamo, di cui si ritiene sia anche la copia più fedele, ma realizzata in lingua inglese nel regno di Inghilterra.

Codex Amiantus, la Bibbia Proveniente da un monastero benedettino dell’allora regno di Northumbria,a poca distanza dal Vallo voluto dall’Imperatore Adriano per contrastare i Barbari. La Bibbia fu riprodotta da Ceolfrid, abate dell’abbazia di Jarrow. Per arrivare sul Monte Amiata in Toscana ….

Tornando al 29 settembre, San Michele con la sua spada deve simboleggiare la bilancia di tutte le forze che circondano l’ essere vivente, e che deve equilibrarsi ( bilancia segno zodiacale del mese) . San Michele è la forza che libera i pensieri dal giogo del cervello e apre il mondo del cuore. La natura rappresenta il periodo, si equilibra in mezzo alle sue forze intercambiabili, la primavera che fiorisce e l’autunno che sfiorisce, il periodo nel quale si veste e celebra la fioritura e il periodo che arrossisce per denudarsi davanti all’arrivo del vento invernale. Son l’apparenza di due stati così diversi ma al tempo stesso così uguali, la percezione del respiro dell’aria fresca profuma di muschio bagnato e prende il posto di quell’aria arida e secca che sprigionava la polvere, arsa dalla torrida estate.

Via dell’Amore nella splendida Pienza, cittadina voluta dall’Illuminato umanista Enea Piccolomini divenuto Papa II

Notte e giorno si incontrano bilanciandosi nella loro perfetta durata, poi via via la luce declinerà al buio, e la natura pittrice, indosserà i suoi colori: il giallo è l’ arancio. Non è malinconia, non ci può essere nostalgia del passato, non può e non deve esistere il lamento, perché tutto è bilanciato secondo giustizia da ciò che sorge e si afferma. Nell’equinozio di autunno si celebra l’affermazione della volontà, la capacità di RI-Tornare a noi stessi, di Con -siderare ciò che abbiamo come doni e non di De-siderare, anelare quello che non c’è. Ci saranno gioie e difficoltà, sicuramente degli ostacoli da superare… ma dovremo affrontarli sempre con quella sensazione di rinascita che è la Potenza unita a quell’energia che da millenni non si vede, si percepisce ed è chiamata Amore

cappella della Madonna di Vitaleta a San Quirico d’Orcia

George Nassau Clavering III, nipote di Re Giorgio II, conosciuto a Firenze quale Lord Cowper. Committente di Arte, scienza e musica.

«Il veder questo giardino, il suo bello ordine, le piante e la fontana co’ ruscelletti procedenti da quella, tanto piacque a ciascuna donna e a’ tre giovani che tutti cominciarono ad affermare che, se Paradiso si potesse in terra fare, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino gli si potesse dare.»

(Giovanni Boccaccio, Decameron, introduzione alla Terza Giornata)

Villa Palmieri, dove fu ambientata la terza giornata del Decamerone da Boccaccio. Nel settecento fu acquistata da Lord Cowper, nipote del Re Giorgio II , e che ricorda i soggiorni della Regina Vittoria d’Inghilterra durante la sua visita a Firenze alla fine dell’ottocento.

Questa è la descrizione che Boccaccio fece del giardino di Villa Palmieri, un Eden paradisiaco alle porte di Firenze, luogo dove si riunivano i giovani che facevano parte delle novelle inserite nel Decamerone. Il giardino di Villa Palmieri era affacciato a sud verso Firenze, alle pendici di Fiesole.

Villa Palmieri fu acquistata da Lord Cowper, il quale visitò Firenze durante il suo Grand Tour del 1759 e vi risiedette fino al 1789 anno della sua morte. L’aristocratico inglese, aveva ricevuto una cospicua eredità dal nonno, questo gli permise di essere indipendente dai genitori e di permettersi uno stile di vita con dispendiose uscite di denaro, compiendo investimenti che lo fecero divenire un committente ed un collezionista sia dell’arte, che della scienza e della musica. A Firenze Cowper frequentò il salotto di Sir Horace Mann, cugino di Horace Walpole, il quale era costantemente informato da Mann, grazie ad un fitto ed importante carteggio che ancora oggi ci illustra la vita sociale, artistica e culturale nella città di Firenze nel settecento. Walpole era il Primo Ministro dei regnanti Giorgio I e Giorgio II d’Inghilterra, e per questo motivo Horace Mann divenne prima segretario di legazione, e successivamente fu investito del grado di inviato. Dal 1738, riuscì a realizzare il suo desiderio di essere accreditato come Ministro Britannico nella capitale del Granducato. Ad Horace Mann si deve il fervore dell’epoca in Firenze, uomo brillante e un buon anfitrione: i suoi ricevimenti settimanali divennero luogo d’incontro della società mondana e intellettuale fiorentina. Attraverso le parole di lady Orford, cognata di Horace walpole, si comprende meglio la figura del Mann: “l’uomo più compiacente ed amabile che sia mai vissuto, ha una casa ch’è una delizia, si fa vedere molto in giro e vive con grandissimo sfarzo”. D’altra parte la mescolanza di Tedeschi e d’altri forestieri rende questo luogo più acconcio di Roma o di Napoli alla vita di società”.

Ministro Britannico nella Firenze Granducale dei Lorena

Horace Mann fu residente inglese nel Granducato per un cinquantennio e figura significativa del circuito massonico italiano e britannico, nel quale si ritrovavano l’elite fiorentina e i numerosi inglesi in visita e residenti a Firenze. Lord Cowper divenne “ un fiorentino”, membro dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia del Disegno, dell’Accademia Etrusca di Cortona e fu collezionista non solo nel campo delle arti ma anche in quello musicale e scientifico coltivando la sua amicizia con Alessandro Volta. George Nassau Clavering-Cowper, nome completo, era figlio di William Clavering-Cowper II conte Cowper e nipote pertanto di Giorgio II d’Inghilterra. Grazie alla parentela con il Re di Inghilterra, alle estensioni del Granduca Leopoldo di Lorena, amante della sua bellissima moglie, e grazie alla posizione ottenuta durante il suo soggiorno fiorentino, poté’ essere attore di rilievo della città di Firenze, nella quale fioriva la società inglese e la massoneria della quale Cowper era un fervente fratello. Questo permise al Lord di avere rapporti importanti con la Galleria degli Uffizi e di ottenere il permesso granducale di Leopoldo di Lorena e del Direttore della Galleria degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni, di far eseguire copie in miniatura degli autoritratti di artisti della collezione dei Granduchi che poi inviò in Inghilterra al re Giorgio III ed attualmente conservati alla Royal Library di Windsor

Lord Cowper , dipinto commissionato da Carlo Rinuccini, gentiluomo di camera di Cosimo III . Il quadro è datato e firmato dal pittore Anton Raphael Mengs grande esponente del neoclassicismo europeo.

L’incarico delle miniature fu affidato al pittore Giuseppe Macpherson, duecentoventiquattro autoritratti in miniatura di pittori appartenenti alla collezione degli Uffizi, che furono donati al re Giorgio III d’Inghilterra nel 1773, forse per cercare di ingraziarselo per ottenere il posto di rappresentante plenipotenziario inglese nel Granducato, carica che non gli venne concessa forse anche perché, data la sua lunga permanenza a Firenze, egli era divenuto: usando le parole dello storico Edward Gibbon, “un quasi fiorentino”. Nel 2020 Philip Sheail gli ha dedicato un’opera in due volumi “The third Earl Cowper and his Florentine household 1760-90” con annessa pubblicazione di documenti tratti dal suo archivio personale: “l’Hertfordshire Archives.”

Il lord inglese fu ritratto nel celebre dipinto di Johann Zoffany la “Tribuna degli Uffizi”, commissionato dalla Regina d’Inghilterra Charlotte, moglie di Giorgio III, ed eseguito tra il 1772 e il 1777. Zoffany per ringraziamento dipingerà nel quadro sia Horace Mann che lo stesso Cowper assorto nella contemplazione del suo ultimo acquisto, la Grande Madonna Cowper di Raffaello.

Tribuna degli Uffizi, dipinto del XVIII secolo di Johan Zoffany, conservato conservato nella Royal Collection di Windsor.

Agli stessi anni è stato fatto risalire il dipinto commissionato da Carlo Rinuccini, gentiluomo di camera di Cosimo III che rappresenta il ritratto di lord Cowper. Il quadro è datato e firmato dal pittore Anton Raphael Mengs grande esponente del neoclassicismo europeo. A Lord Cowper dobbiamo la rappresentazione di importanti opere musicali come la prima italiana de “Il convito d’Alessandro Magno di Händel”. Mecenate di Arte musicale, fece da tramite tra Londra e Firenze, permettendo al compositore Luigi Cherubini di farsi conoscere all’estero. Cherubini, per ringraziarlo gli dedicò una composizione vocale. Lord Cowper offrì anche alla cittadinanza fiorentina una serata musicale all’aperto sotto la Loggia dei Lanzi con un’orchestra con più di 80 strumenti.

Dipinto di Raffaello, denominata Piccola Madonna Cowper . Oggi conservata conservata nella National Gallery of Art di Washington.

Le due Madonne con Bambino di Raffaello, di proprietà di Lord Cowper. La grande e la piccola Madonna sono oggi conservate nella National Gallery of Art dì Washington. La presenza e la testimonianza di Lord Cowper lascia nella città di Firenze una importante impronta della vivace cultura dell’epoca settecentesca.

Grande Madonna Cowper, o Madonna Niccolini, di Raffaello e conservata oggi nella National Gallery of Art di Washington.