
Lo spazio non è solo un affascinante tetto di stelle ma anche una discarica crescente di detriti. I rifiuti spaziali si sono rivelati con l’incremento delle attività sia da parte delle agenzie governative che delle aziende private, producendo “rifiuti tecnologici” abbandonati in orbita.
Ma che cosa sono esattamente i rifiuti spaziali?
In termini semplici, i rifiuti spaziali sono oggetti artificiali in orbita attorno alla Terra che non sono più in uso o necessari. Nei detriti vi sono inclusi vecchi satelliti, parti di razzi, e persino piccoli frammenti di materiale prodotti da collisioni o esplosioni. I rifiuti spaziali rappresentano un rischio di collisione con i satelliti funzionanti e le stazioni spaziali. A causa delle alte velocità a cui orbitano, anche un piccolo frammento di detrito può causare danni significativi a un satellite. Questo rischio richiede costanti manovre evasive, risorse di tempo e sopratutto risorse economiche.

La crescita della quantità di rifiuti spaziali può anche limitare l’accesso allo spazio. Un grande accumulo di detriti in specifiche orbite potrebbe rendere inutilizzabili alcune aree, limitando il lancio di nuovi satelliti.
In ultimo esiste anche il rischio che i detriti cadano sulla Terra. Sebbene molti brucino nell’atmosfera prima di avere impatto con la superficie terrestre.
Come possiamo risolvere il problema dei rifiuti spaziali?

La D-Orbit, e’ un’azienda spaziale italiana, che lavora alle soluzioni per pulire l’orbita terrestre. Un’azienda che sta lavorando per affrontare delle nuove sfide per costruire l’infrastruttura digitale del futuro nello spazio.
Allo studio ci sono diverse strategie per affrontare il problema dei rifiuti spaziali: dallo sviluppo di satelliti che “raccolgono” i rifiuti, a tecnologie per “spingere” i detriti fuori dall’orbita. Molte di queste tecnologie sono ancora in fase di sviluppo e richiedono sia volontà politica che consistenti investimenti per essere realizzate.
La missione di D-Orbit e’ di andare oltre, l’azienda sta investendo “nell’edge computing”, un approccio tecnologico rivoluzionario che sposta l’elaborazione dei dati più vicino alla fonte dove vengono generati, in questo caso, nello spazio. Nella pratica l’edge computing è uguale ad usare un server per il nostro smartphone o computer, più vicino si trova e più veloci sono le informazioni che ci arrivano. Questo comporta un enorme risparmio di tempo e risorse, poiché i dati non devono più essere trasmessi alla Terra per essere elaborati.

Ma cosa significa tutto questo per noi?
Molto semplicemente, migliora tutti i nostri accessi quotidiani che usiamo sulla terra, dalla meteorologia spaziale alle precauzioni del tempo, dai servizi di navigazione satellitare, alle missioni scientifiche. Una migliore gestione dei dati spaziali può significare previsioni meteo più accurate, aumentando la sicurezza durante eventi meteorologici estremi. Può portare a miglioramenti nell’agricoltura di precisione, contribuendo a migliorare le condizioni della popolazione mondiale. Può persino condurre a nuove scoperte scientifiche, approfondendo la nostra comprensione dell’universo.
Nello spazio, come sulla Terra, l’infrastruttura digitale è fondamentale. Così come le nostre reti di comunicazione terrestri ci permettono di connetterci, lavorare, apprendere, e molto altro, l’infrastruttura digitale dello spazio ci permetterà di migliorare la qualità della vita qui sulla Terra, esplorare nuove frontiere e assicurare un futuro più sicuro e sostenibile per il nostro pianeta.
Lavorare per rendere lo Spazio un luogo migliore e più accessibile e’ una grande sfida, l’Italia sta sicuramente emergendo come una delle nazioni leader nel settore della tecnologia e dell’innovazione spaziale.
Negli ultimi anni, la nostra Nazione ha investito notevolmente nel settore spaziale attraverso agenzie statali come l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e imprese private innovative. Queste organizzazioni stanno lavorando per lo sviluppo di tecnologia e servizi spaziali avanzati, dalla progettazione e produzione di satelliti, all’esplorazione planetaria, al monitoraggio climatico e ambientale.

La D-Orbit si sta affermando come uno dei leader mondiali nella gestione dei detriti spaziali, contribuendo a rendere lo spazio un ambiente più sicuro e sostenibile per tutti. Avanguardia ed eccellenza del settore aereo spaziale italiano, terza nazione al mondo nel settore satellitare. L’Italia sta contribuendo al progresso di soluzioni innovative per problemi complessi.



















