Leonardo Da Vinci e la concezione del sordomutismo nel “Trattato della Pittura”: la mente ben disposta può superare qualsiasi ostacolo. Di Elena Tempestini

Nel 1482 Leonardo Da Vinci giunse a Milano per lavorare alla corte di Ludovico il Moro e nei primi anni soggiornò nella parrocchia di San Vincenzo in Prato, ospite della famiglia De Predis. Tra i sette fratelli De Predis c’era anche Cristoforo, eccellente e conosciuto miniaturista. Cristoforo era nato sordo, e riusciva ad esprimersi per mezzo di “certi segni”.

Leonardo, iniziò a osservare l’amico de Predis, praticamente a studiarne la sua quotidianità per poi immettere il concetto di “sordomutismo”, nel suo “Trattato di Pittura”. Forse Leonardo fu influenzato dalla conoscenza del medico, matematico e filosofo pavese Girolamo Cardano, con il quale Da Vinci si consultava su problemi di geometria e linguaggi crittografici. Ma fu proprio il Cardano ad esprimersi più volte a favore dell’insegnamento ai sordomuti, tanto da definire “criminale” chi lo impediva.
I pregiudizi erano inevitabili nella cultura del Rinascimento, gli scritti che Leonardo Da Vinci ci ha lasciato sul tema, hanno il pregio di essere un’indagine scientifica molto prima che se ne occupassero la scienza e la medicina moderne.

Cristoforo de Predis – Morte del Sole, della Luna e caduta delle stelle – Miniatura/illustrazione da “Storie di San Gioachino, Sant’Anna, di Maria Vergine, di Gesù, del Battista e della fine del mondo”, XV secolo – Biblioteca Reale di Torino

Leonardo Da Vinci paragona il sordo al cieco, definendoli entrambi “esseri incompleti” perché privi di uno dei cinque sensi che a loro volta sono “servi e ministri dell’anima”. Tuttavia, Leonardo fa una distinzione tra sordità e cecità, ponendo il sordo su un livello superiore rispetto al cieco. A parere del genio fiorentino, è la vista la regina dei sensi. Quindi, meglio perdere l’udito e adattarsi alla mancanza della parola, piuttosto di non vedere le bellezze dell’universo: “chi perde il vedere perde la bellezza del mondo a differenza del sordo il quale perde il suono fatto da moto dell’aria percossa, che è minima cosa nel mondo”.
La vista è il “senso massimo, il signore dei sensi” e perciò anche più nobile dell’udito. Leonardo evidenzia che perdere l’udito non implica la perdita di tutte le scienze che si acquistano con la parola, ma è ben più sopportabile una tale mancanza che il non poter vedere le bellezze dell’universo. Nelle parole di Leonardo ben si comprende che la cecità è “sorella della morte”, il cieco è “come un cacciato dal mondo, perché egli più non lo vede” e perché, sebbene intenda molte verità, non sa che cosa siano “luce, tenebre, colore, corpo, figura, mito, rimozione, promiscuità, moto e quiete, le quali cose sono dieci coronamenti della natura”. Egli è infelice nel senso più stretto della parola, perché non potrà vivere mai lieto, come si vede nei sordi nati, cioè i muti, perché “chi perde il vedere perde la bellezza del mondo a differenza del sordo il quale perde il suono fatto da moto dell’aria percossa, che è minima cosa nel mondo”. Il sordo nato è muto “perché mai udì a parlare e mai poté imparare alcun linguaggio”. Egli, però, può “intendere bene ogni cosa accidentale, con le qualità visibili nei corpi umani, meglio di uno che parli e che abbia udito, e similmente conoscere le opere dei pittori e quello che in esse si rappresenta a che tali figure sono appropriate”. “ Io vidi in Firenze un sordo accidentale il quale se tu gli parlavi forte non ti intendeva, e parlando piano, senza suono di voce, lui intendeva solo per lo menar delle labbra. Or mi potresti dire non mena le labbra uno che parla forte come piano?”.

Trattato della Pittura, Leonardo Da Vinci Biblioteca Vaticana


Leonardo, grazie all’amicizia e all’ospitalità di De Predis, conosce come interagire con la persona sordomuta, e ne comprende l’importanza per le pitture e le arti figurative. I personaggi dipinti devono essere espressivi in modo che, chiunque le guardi conosca il loro sentimento a “similitudine del muto, che vedendo due parlatori, benché esso sia privato dell’udito, nientedimeno mediante li effetti e li atti di essi parlatori, lui comprende il tema della loro disputa”. Per ottenere quest’effetto il pittore deve studiare i gesti dei sordomuti “i quali parlano coi movimenti delle mani, e degli occhi, e ciglia, e di tutta la persona, nel voler esprimere il concetto dell’animo loro”. I sordomuti sono “i maestri dei movimenti e intendono da lontano di quel che uno parla, quando egli accomoda i moti delle mani con le parole”.

Foglio 12604 della Raccolta di Windsor

Sono molti gli studiosi di arte, che riconoscono a Leonardo Da Vinci di aver inserito il linguaggio dei sordomuti anche nella sua pittura. La Vergine delle Rocce risale al 1486, durante il periodo milanese del grande fiorentino. Il quadro fu realizzato in collaborazione con i fratelli de Predis, tra i quali c’era anche il miniaturista Cristoforo, il fratello sordo. Se osserviamo attentamente la mano sinistra della vergine compone una “L” di Leonardo, la mano destra dell’Arcangelo Uriel forma una “D” di Da e, infine, quella del Bambino segna la “V” di Vinci. I personaggi raffigurati nella scena, inoltre, comunicano molto anche con la postura del corpo, delle mani e con le espressioni del viso, a creare una vera e propria narrazione che ha reso questo dipinto unico al mondo. Sarà un altro genio, in un altro secolo a portare l’attenzione sulla perdita del senso dell’udito: Beethoven. Come spesso accade alle persone di valore e di successo, Beethoven riuscì a trasformare il suo “svantaggio”, comprendendone, ma solo con infinite e tremende battaglie affrontate nel suo profondo, che l’essere umano deve costantemente confrontarsi con crisi e nuove sfide quotidiane. Nel momento che il suo udito non funzionava più, Beethoven era sempre più costretto a ritirarsi in se stesso e a trarre ispirazione dalla propria immaginazione, esattamente ciò che secoli prima Leonardo Da Vinci aveva messo in evidenza con l’arte della pittura. Beethoven, già sordo, riuscì a sentire le vibrazioni della musica e comporre opere immense come la nona sinfonia .
Due geni, antesignani che hanno dimostrato come la mente può superare qualsiasi ostacolo, a patto di non considerarsi delle vittime di circostanze avverse ma forgiatori del proprio destino.

La Vergine delle Rocce, Leonardo Da Vinci
Ludwig van Beethoven

“Concerto in Voce Narrante”

Ugo De Vita al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze

“Concerto in voce recitante”
con Ugo De Vita
Sabato 4 giugno 2022 alle ore 17.00, al Conservatorio Cherubini di Firenze, nella Sala del Buonumore Pietro Grossi, uno straordinario spettacolo dal titolo “Concerto in voce recitante” realizzato da Ugo De Vita, autore, attore e docente universitario, propone una lettura dall’epistolario di L.V. Beethoven (1770-1827), con le preziose collaborazioni della Prof.ssa Daniela De Santis (Musica da Camera) e del Prof. Maurizio Biondi (Storia della Musica) e i giovani musicisti del Conservatorio “Luigi Cherubini”.
La voce recitante si alterna a esecuzioni dalla Sonata n 5 op. 24 (II Adagio molto espressivo) e la Sonata n 10 op. 96, consegnandoci una scelta di brani (dalle traduzioni di germanisti illustri) delle Lettere del musicista.
E’ un vero e proprio spettacolo innovativo nella forma e nei contenuti musicali e letterari.
Il commento musicale sarà curato da Maurizio Biondi
(ingresso libero e senza prenotazione).
Conservatorio Luigi Cherubini Firenze
https://www.consfi.it/

Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Etpress Comunication

“Il Museo di Orsanmichele”

Orsanmichele Chiesa e Museo

Il Museo di Orsanmichele a Firenze, è uno straordinario monumento unico e particolare, poiché al suo interno si svolgono funzioni civili e religiose.
La Chiesa al piano terra, dove regolarmente vengono officiate le sante messe, ha al suo interno il magnifico tabernacolo marmoreo della Madonna delle Grazie.
Il Museo al primo piano ospita le opere scultorie originali dei più celebri Artisti fiorentini dal quindicesimo al sedicesimo secolo.
Le statue ornavano originariamente le nicchie all’esterno della costruzione, sui quattro lati dell’imponente edificio di pietra forte, equidistante dal Palazzo della Signoria e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Al secondo piano del Museo di Orsanmichele,
in cima alla costruzione, è possibile godere la indicibile bellezza della città delle Arti per antonomasia.
Definito da Antonio Paolucci, “Tempio del lavoro” perché fu costruito dalle Arti liberali che fecero la grandezza del libero Comune fiorentino ed in esso trovarono raffigurazione.
Piero Bargellini, l’indimenticato Sindaco di Firenze
disse su Orsanmichele “il luogo dove si custodiva il Grano del comune; il Grano della popolazione e dei poveri, che i provvidi ordinamenti repubblicani cercavano di difendere dalle speculazioni annonarie in ogni tempo, ma specialmente negli anni della carestia”.
Solo alla metà del Trecento il granaio fu consacrato al culto cristiano.
Firenze 1° giugno 2022
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Etpress Comunication

Musei del Bargello Museo Orsanmichele

“Et Press Comunicazione”

Interconnessioni Comunicative

Et Press Comunicazione

Interconnessioni Comunicative, non è solo uno slogan, è molto di più, è un concetto che vuole essere un nuovo modo di pensare, agire, relazionarsi.

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L’interpretazione di Copenaghen: Teoria e Realtà della fisica quantistica. Di Elena Tempestini

Quando veniamo al mondo non portiamo con noi un manuale di istruzione, nessuno ci spiega cosa dobbiamo fare per muovere al meglio il nostro vettore. Il nostro vettore? Eh si, perché “indossare il corpo”, muoverlo, farlo vivere all’interno della realtà, viverlo bene per anni, nutrire l’energia che richiede per muoversi non è una cosa semplice è un meccanismo complesso del quale prendiamo consapevolezza durante il tragitto. Tutto appare molto ovvio, ma se ci pensiamo bene, ogni civiltà, ogni uomo da millenni ha voluto imporre il proprio manuale di istruzione, anche volendo causare dissensi e guerre, creando dottrine e religioni conflitti e contrasti anche con il corso della storia

La scienza è tornata ad aiutare l’essere vivente, non con una fisica classica, ma ricordandoci che il primo vettore da studiare e conoscere, siamo noi. Siamo esseri portatori di molteplici probabilità e coniugati da infiniti, sottili e invisibili fili. È la fisica quantistica, la quale è riuscita a dimostrare che l’energia non è solo alla base della massa-materia, ma anche della coscienza stessa. Le leggi quindi sono diverse da quelle alle quali ci hanno abituati, si tratta di un mondo costituito di potenzialità infinite. I legami chimici che uniscono i tratti di DNA, e che permettono alle molecole della famosa doppia elica di aprirsi e replicarsi, agiscono esattamente in accordo con le leggi della fisica quantistica..

È stato leggendo il libro del filosofo Merleau-Ponty “ Il visibile e l’invisibile” che le Arti che amo, la filosofia, la storia e la fisica, si riuniscono in un’ unica frase “la realtà non è come ci appare”. Grazie alla teoria quantica l’uomo non ha scoperto tutto ciò che c’era da scoprire, come ci piace sostenere, ma può ancora agire e esplorare campi fino a oggi ignorati o ritenuti impossibile da violare. La meccanica quantistica è molto pragmatica; scardina le leggi che governano gli eventi singoli e stabilisce direttamente le leggi che governano gli insiemi.

Ma come la fisica quantistica interagisce con l’essere vivente?
Nel campo della quantistica non esiste mai una unica soluzione, come eravamo abituati dalla precedente fisica classica, ma ne esistono tante “possibili” alcune delle quali più probabili di altre. L’oggetto quantico non ha un’esistenza reale, attuale ma sembra invece ridursi a una nuvola di possibilità, a un’onda di probabilità. La mente umana può occuparsi solo di idee. Quindi non possiamo pensare che la mente abbia la facoltà effettiva di poter “considerare” la realtà. Tutto quello che la mente può effettivamente valutare sono le proprie idee nei confronti della realtà.

È con l’ interpretazione di Copenhagen, che la parte razionale della nostra psiche, rappresentata dalla scienza, iniziò nuovamente a fondersi con la parte intuitiva che è in noi, nel nostro profondo e che dal 1700 in poi avevamo ignorato. Praticamente per 300 anni, abbiamo messo a tacere il nostro lato “irrazionale”.
Il fatto che qualcosa sia o meno vero, non dipende da quanto strettamente corrisponda alla verità assoluta, ma da quanto sia conforme alla nostra esperienza. In pratica la scienza deve ammettere che parte della comprensione della realtà va ben oltre la possibilità del pensiero razionale dell’essere umano.

Ma come nasce la sua rappresentazione del mondo ?
Abbiamo detto che il piano dell’esistenza macroscopico in cui viviamo è costituito da atomi che sono oggetti inconoscibili che “emergono” da una realta’ più profonda. Questi atomi emettono Radiazione Elettromagnetica, una perturbazione dello Spazio-Tempo la cui natura è ondulatoria. Gli esseri viventi percepiscono solo una minima parte di questa radiazione, che è compresa in un ristretto intervallo di lunghezze d’onda. La minima parte colpisce la retina in fondo all’occhio e delle cellule specializzate, chiamate “coni e bastoncelli” la trasformano in deboli impulsi elettrici. Questi impulsi elettrici attraversano un sottile filo, il nervo ottico, e giungono in una particolare zona del cervello. È in questa parte del nostro cervello che si generano le immagini che noi chiamiamo realtà. ( vi ricordate la famosa frase: “ti sei fatto un film”?)
I dati che il nostro cervello riceve possono essere “caotici” , li possiamo mettere a posto, ri-ordinare solo attraverso lo Spazio e il Tempo. Ma se Spazio e tempo sappiamo che non esistono, in quale realtà alimenteremo il nostro personale mondo illusorio?


Noi siamo coinvolti, noi siamo partecipi della natura, e questo necessariamente significa che noi non siamo in grado di avere una visione della natura per come essa effettivamente è fuori da noi; noi non possediamo la virtù di un “terzo occhio” che ci permetta di avere una visione intellettuale della globalità della realtà.( Basil Hiley)


La meccanica quantistica potrebbe dimostrare che ogni decisione, ogni scelta sono istantanee. Per la maggior parte di noi ciò che non si muove come per esempio una pietra, o una pianta non sono organiche ( esseri viventi) . Niente di più falso, perché oggi sappiamo scientificamente che le piante rispondono a stimoli con reazioni di tipo umano quali dolore, piacere e desiderio di affetto. La differenza è insita nel concetto di tempo: la loro reazione è talmente lenta che per i nostri “razionali” cinque sensi, sembra che esse non abbiamo alcuna reazione, siano inanimate. Siamo noi esseri umani che abbiamo timore e ignoranza nei confronti del tempo. Lo misuriamo in anni, mesi, giorni e ore, anziché osservarlo in trasformazioni.

Ma anche le percezioni del nostro cervello da un punto di vista fisiologico sono complesse. Il cervello è diviso in due, una parte sinistra e una parte destra.
Se facciamo caso, fin da sempre ci sono stati studi sul movimento delle mani, come fece Leonardo Da Vinci o Raffaello. La mano destra, sappiamo che corrisponde all’emisfero sinistro, che ha caratteristiche razionali, maschili, e assertive. Invece, la mano sinistra corrisponde all’emisfero destro, che ha caratteristiche femminili, ricettive intuitive e mistiche. Praticamente i cinesi già millenni indietro questo concetto lo descrivevano con l’energia Yin e yang: due polarità che non implicano assolutamente la divisione bensì l’Unione, due polarità energetiche che sono dentro l’essere umano. Dopo tutto, i fisici da sempre, sono persone che si stupiscono di fronte all’universo. L’esperienza soggettiva di meraviglia è un messaggio alla parte razionale della nostra mente intuitiva. L’oggetto di quella meraviglia viene percepito e soprattutto compreso in modi diversi da quello razionale. Solo percependo intuitivamente, la nostra capacità di ascolto potrà ampliarsi. Quindi la meccanica quantistica è un modo specifico di considerare una specifica parte della “realtà”. Ma per poterla comprendere ci deve essere un sistema osservato e un sistema osservatore.

Ma allora la domanda potrebbe essere: Chi sta osservando l’universo? E in che modo l’universo diventa per noi la realtà?
Prima di tutto ci vuole la Consapevolezza di essere stati creati, di essere, di comprendere che ognuno di noi è una vera e propria unica creazione. In secondo luogo, prendere consapevolezza che ognuno di noi rende l’universo reale, perché ne fa parte. Questo processo mentale cognitivo, ci rende partecipi dell’universo: entrambi auto-realizzanti.

La bellezza della meccanica quantistica è che ci fornisce gli elementi scientifici per comprendere che il mondo non è come ci appare, bensì lo percepiamo come una realtà fisica data da una nostra costruzione cognitiva. Solo l’atto di osservare, compiuto da un essere cosciente, è in grado di trasformare una probabilità di esistenza in una esistenza vera tra osservatore ed osservato. L’universo esiste perché vi è un osservatore, significa che il sistema di credenze dell’osservatore determina l’esistenza della realtà nella forma in cui egli crede che sia.

“I trabocchetti del Bandino” Il libro di Lorenzo Andreaggi

Un libro alla settimana e tanto di più

Villa Vittoria Cultura Firenze



Mercoledì 25 Maggio 2022 a Villa Vittoria Cultura, presentazione del libro “I trabocchetti del Bandino” di Lorenzo Andreaggi.
Lorenzo è un giovane pieno di sorprese che sin da giovanissimo si appassiona al cinema, al teatro, al canto e con tenacia, studio e determinazione, da tempo riesce a creare stupore.
Nel libro “I trabocchetti del Bandino” ci porta per mano in un antico borgo pieno di misteri.
Non mancano gli incantesimi, i buoni, i malvagi e anche i delitti.
Secoli di racconti e sopratutto di trabocchetti che l’umana falsità e le finte amicizie che da sempre creano .
Lo stupore continua perché Lorenzo Andreaggi ha appena presentato, con grande successo il suo film “Fiabe italiane”, liberamente ispirato ai racconti della tradizione popolare italiana, prodotto
dall’americano Mark Solden.
Lorenzo è l’ennesima conferma che stravolge il negativo luogo comune sulla gioventù, che alcuni vogliono un modo fare credere.
I giovani, nella loro stragrande maggioranza sono da sempre generosi portatori di idee e di innovazione, come purtroppo le esigue minoranze di adolescenti sui generis anche loro da sempre danno pretesto, a chi ha ormai perso la capacità di apprezzare tutto il bello e il buono che abbiamo intorno, di denigrare unicamente perché non è più capace di sognare.
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Etpress Comunication
Villa vittoria mercoledì 25 maggio ore 18.00

I trabocchetti del Bandino

Giovanni Fittante Villa Vittoria Firenze
Firenze Fiera

“Selezione Oli 2022 con le 52 Eccellenze della Produzione Olearia Toscana” di Riccardo Rescio

Olio Extravergine di Oliva Italiano da tutelare, valorizzare e comunicare


Giovedì 26 maggio 2022, al Cinema La Compagnia di Firenze in Via Cavour, la presentazione e premiazione della Selezione degli Oli Extravergine di oliva DOP e IGP della Regione Toscana 2022.
Tra i relatori della premiazione il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la Vice Presidente e Assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi,
i rappresentanti di Ismea, Camera di Commercio di Firenze e Fondazione Sistema Toscana.
Hanno partecipato alla presentazione anche le 44 imprese che in questa edizione hanno avuto i propri oli ammessi al Catalogo Regionale.
L’evento è stato organizzato dalla Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione Sistema Toscana e PromoFirenze.
L’Olio di qualità, come le tante peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni, fa parte integrante del nostro incommensurabile patrimonio che, se saggiamente, oculatamente, programmaticamente, gestito all’interno di un sistema, quello tanto enunciato, paventato, reiterato “Sistema Italia” avrebbe rilevanti risvolti turistici.
Proprio pochi giorni fa, infatti, è stata approvata dal Consiglio Regionale la legge sull’Oleoturismo, una norma alla quale la Regione e in particolare l’Assessorato all’Agroalimentare, ha lavorato molto negli ultimi mesi per aiutare le imprese agricole a sviluppare tutte quelle attività legate al turismo rurale che possono rappresentare una marcia in più per l’agricoltura toscana e lanciare l’oleoturismo sui percorsi di promozione che si merita.
Durante la mattinata sono state premiate le menzioni speciali “Selezione Origine”, “Selezione Bio”, “Selezione Monovarietale”, “Selezione Biofenoli”, a cui quest’anno si è aggiunta la “Selezione Packaging”. Infine, è stato assegnato il riconoscimento al “Migliore olio” per ciascuna DOP e IGP, scelto in una rosa di almeno tre Oli.
Grosseto, Firenze e Siena le provincie con le aziende più premiate.
La Selezione degli oli nasce con l’obiettivo di evidenziare i migliori oli DOP e IGP della Toscana, allo scopo di sostenere e far crescere in Italia e all’estero, attraverso azioni promozionali economiche e di immagine, anche con iniziative plurisettoriali, il comparto olivo-oleicolo regionale, e allo stesso tempo per diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva di qualità certificata, stimolando lo sforzo delle imprese olivicole al continuo miglioramento della qualità del prodotto.
In occasione dell’evento è stato presentato il Catalogo della Selezione 2022, redatto sia in lingua italiana sia inglese, pubblicato anche on line sul sito della Regione Toscana, raccoglie le schede descrittive di tutti gli oli selezionati.
Riccardo Rescio Italia&friends

Catalogo Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana 2022 https://www.regione.toscana.it

Regione Toscana Eugenio Giani Camera di Commercio di Firenze Giuseppe Salvini Fondazione Sistema Toscana PromoFirenze – Azienda Speciale della Camera di Commercio

“Le Torsioni di Alberto Biasi” di Riccardo Rescio

Questioni di prospettive

Giovedì 26 maggio 2022, alla Galleria Tornabuoni Arte al Lungarno Cellini, preview per la stampa della Mostra di Alberto Biasi
Alberto Biasi, tra i più importanti rappresentati dell’Arte programmata e pioniere nella ricerche ottico-cinetiche, cofondatore del Gruppo N, nasce a Padova 1937.
A Firenze, saranno esposte circa 50 opere, con una particolare attenzione alla produzione più recente del ciclo Torsioni, che rimane tra i più iconici del lavoro di Biasi.
Le Torsioni sono realizzate su forme geometriche classiche, con strisce di plastica bifacciali dai colori contrastanti, che convergono verso il centro, creando un dinamismo ottico, che induce l’osservatore a cambiare punto di osservazione
dando origine ad un dinamismo percettivo che trasforma le immagini.
Immagini che si deformano, si restringono, si dilatano, mutano dimensione oppure colore, un piacevole esperimento, quasi un gioco, che con piacevolezza e leggerezza, ma con profondità e consapevolezza, conferma che in fondo tutto è visibile e percepibile, comprensibile e accettabile, basta spostare il proprio punto di vista.
Tornabuoni Arte ha già dedicato a questo artista tre monografiche che si sono tenute a Parigi 2015 e 2022 e a Londra 2017.
Alberto Biasi così definisce la propria Arte :
“un’arte visiva che trasmette conoscenza e sapere attraverso gli occhi.
Questa e solo questa io definisco Arte, appunto perché trasmette Scienza.”
Firenze 26 maggio 2022
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini #etpress

Tornabuoni Art
Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – 50125 Firenze
info@tornabuoniarte.it / http://www.tornabuoniart.com / +39 055 68 12 697

Ufficio stampa:
Davis & Co | Lea Codognato e Caterina Briganti
Tel. + 39 055 2347273 – e.mail: info@davisandco.ithttp://www.davisandco.it

“Arte bella, funzionale, vivibile e godibile” di Riccardo Rescio

“Opera Viva” di Matteo Baroni alle Serre Torrigiani


Opera Viva è il nome più che appropriato dell’istallazione, artistica, ornamentale, funzionale e mutante nella sua staticità, realizzata da Matteo Baroni alle Serre Torrigiani, all’interno dell’omonimo giardino all’italiana nel cuore di Firenze.
Opera Viva si presenta come una sorta di chiosco, una cupola, un gazebo, arricchito di elementi pendenti che svolgono funzioni diverse, altalene, portaoggetti, ornamenti, ma anche di panchine fiorite, tutto realizzato con tondini di ferro, quelli tipici che si utilizzano nelle costruzioni di cemento armato.
Una scelta dal forte contrasto, in realtà solo apparente, perché creato proprio per integrarsi con l’ambiente circostante, in una alternanza che nella stagionalità vede primeggiare ora la natura sulla scultura e successivamente questa sulla natura, in un continuo processo rigenerativo mai uguale a se stesso, ecco perché la scelta del nome Opera Viva, che altro non è se non il suo continuo mutamento.
“Opera Viva, spiega il critico d’Arte Gianni Pozzi, autore dei testi del giornale che accompagna il visitatore è un intervento ambientale, ma anche un’opera che si aggiunge alle tante che caratterizzano lo spazio, come la statua di Osiride, dio dei morti e della rinascita, posta all’ingresso, quella di Pio Fedi con Seneca e il giovane Piero Torrigiani, e poi i vari tempietti, torri e laghetti che costituiscono un singolare percorso esoterico all’interno di questo che è uno dei grandi giardini storici italiani.
Non una delle tante installazioni temporanee cittadine ma la ripresa – da parte della ricerca e della committenza artistica – di una reale progettualità ambientale”.
“Serre Torrigiani – spiega il suo amministratore delegato Simone Bellocci – fin dai suoi inizi si è prefisso di aprire un luogo dove crescessero forme di aggregazione, bellezza e cultura.
Questa opera sembra la sintesi perfetta dei nostri intenti in origine e per questo sarà sempre aperta, visibile e fruibile da cittadini e dai visitatori della città”.
Matteo Baroni, nasce a Firenze nel 1977, dove frequenta l’Istituto Statale d’Arte, laureandosi poi alla Central Saint Martins di Londra, dove trascorre parte della sua vita, lavorando come intagliatore e al contempo esplorando anche l’uso di diverse tecniche e materiali.
Sarà proprio a Londra che esporrà per la prima volta le sue opere.
Tra gli interventi recenti, si ricordano la partecipazione alla rassegna “da ragioni invisibili” nel parco di villa La Cartiera a Pontremoli nell’estate 2020, la creazione di un ambiente/scultura nella Piazzetta dei Tre Re a Firenze nel 2019,
il laboratorio itinerante FLOCKERS nella casa circondariale di Busto Arsizio, pensato per insegnare a trasformare gli scarti materiali del carcere in prodotti artistici nel 2019, la partecipazione come rappresentante di Italia e Francia alla creazione di un parco di sculture in metallo riciclato a Bhubaneswar in Orissa, India nel 2018.

Matteo Baroni Sculpture #matteobaroni #operaviva
https://matteobaroni.it/

Opera Viva
Serre Torrigiani
Via Gusciana 21, Firenze
https://serretorrigiani.it/

Ufficio stampa
Davis & Co.
Caterina Briganti Lea Codognato #davisandcoufficiostampa
e.mail info@davisandco.it | http://www.davisandco.it

“Presentazione Estate Fiorentina 2022”

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

“Estate Fiorentina 2022”
Dal 1° giugno al 30 settembre si svolgerà, con 137 soggetti coinvolti e 118 eventi diffusi, l’edizione 2022 dell’Estate Fiorentina.
Sarà dedicata a Enrico Greppi, in arte Erriquez, cantautore e musicista fiorentino cofondatore del gruppo musicale Bandabardò, prematuramente scomparso il 14 febbraio 2021.
Tre passi avanti, riprende una strofa del catautore e a lui sarà dedicato il concerto del 27 maggio all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale, evento che anticipa e inaugura la rassegna, con il coinvolgimento dei componenti della Bandabardò
ci saranno Cisco, Giobbe Covatta, Carmen Consoli, Ginevra Di Marco, Jacopo Fo, Folcast, Enzo Iacchetti, Max Gazzè, Gabriella Martinelli, Mirkoeilcane, Erica Mou, Negrita, Paola Turci e Piero Pelù.
“Sarà un’Estate davvero straordinaria – ha commentato il Sindaco e Assessore alla Cultura Dario Nardella – dove Il livello medio dei contributi cresce da 3100 a 8500 euro e le risorse totali, anche grazie ai fondi europei, aumentano in maniera esponenziale.
Dal centro ai quartieri vivremo mesi densi di programmazione culturale. Una vera ripartenza dopo mesi difficili e un modo per riscoprire il piacere di incontrarci di nuovo e stare insieme”.
Il progetto legato a Erriquez è uno dei tre grandi eventi tematici e nuovi inseriti nel cartellone.
Gli altri due sono una rassegna dedicata agli anni Ottanta, con una serie di iniziative culturali e artistiche, ricreanti le atmosfere e le suggestioni della musica new wave.
Un decennio ricco di intuizioni creative che coinvolseri varie espressioni artistiche dal teatro alla moda, dalla fotografia all’Arte nelle sue molteplici manifestazioni.
Il progetto “Letteratura 1922-2022” pensato in occasione della ricorrenza del centenario dalla nascita di sei dei più grandi scrittori e intellettuali del Novecento italiano, nati nell’anno 1922, Luigi Meneghello, Beppe Fenoglio, Pier Paolo Pasolini, Raffaele La Capria, Giorgio Manganelli e Luciano Bianciardi.
Non solo incontri letterari, lectio magistralis, letture, ma anche spettacoli, concerti musicali e eventi artistici con l’obiettivo di trasmettere questa grande eredità letteraria alle nuove generazioni, con linguaggi contemporanei.
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Etpress Comunication

http://www.estatefiorentina.it


Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Etpress Comunication http://www.etpress.it – italiaefriends.wordpress.com