“Amadeo Peter Giannini, immigrato italiano, fondatore della Banca più potente di America e non solo..” di Elena Tempestini

Il figlio di un Italiano che creò il sistema finanziario Americano …… (aprile 2019)


Gli inglesi sono coscienziosi, ma troppo impegnati negli affari, i francesi sono intelligenti, ma vanitosi e sciovinisti, i tedeschi sono dotti, ma vivono in un contesto infelice.
Gli italiani non sono sopraffatti da interessi materiali, non sono vanitosi e vivono in un paesaggio straordinario eppure sono spesso ignoranti, distratti e sovente inconsapevoli dei tesori di cui sono circondati: per questo vengono bersagliati e invidiati dalle critiche degli stranieri. “
Questo pensiero lo scriveva Violet Page, nel suo più famoso libro “Genius Loci”.
Violet, era una scrittrice americana di fine ottocento, trasferitasi a Firenze, facente parte di quella società anglobecera così ben radicata in città.
Giornalista e donna emancipata che nonostante l’aria di libertà che da secoli si respirava in Firenze, dovette inventarsi lo pseudonimo maschile di Vernon Lee per essere pubblicata.
In questi momenti così difficili che stiamo vivendo, le sue parole ci sono di conforto, perché la bellezza è indispensabile alla civiltà, un’opinione pubblica, povera di “cultura estetica”, non può comprendere né sostenere il genio che la natura continua a produrre nella sua innovazione.
Gli eventi delle ultime settimane hanno messo a dura prova le persone, e purtroppo ci raccontano di Italiani che non sono mai grati verso i migliori. Praticamente assistiamo alla rivelazione e disgregazione che il male fa più notizia del bene. Abbiamo imparato a procrastinare così bene, che in poche parole, ci auto-sabotiamo nel raggiungimento di obiettivi, aspirazioni e desideri, dato che si è , per forza di cose, ridotta la produttività personale e la conseguente capacità di affrontare le sfide della vita.
Dobbiamo divenire dei cercatori di luoghi dimenticati, dobbiamo prendere spunto dalla memoria per ampliare e creare nuovi semi, innovazioni che diano modo ad un’idea di trovare spazio nel nostro tempo.
Se una società americana mancante di radici e background si insediava a Firenze, una società piena di sogni e di desiderio di migliorarsi, lasciava la terra italiana per cercare e trovare il proprio “Genius Loci”.
Non esiste il caso né la coincidenza; forse in alcuni momenti della vita, camminiamo verso luoghi che ci aspettano da sempre.
Fu così per la famiglia ligure Giannini, che vide nelle terre fertili della California la possibilità di dare una nuova vita, una nuova dignità alla propria famiglia. Era il sogno americano, quello della volontà, della fatica, della possibilità di gettare nuovi semi per creare i propri sogni.
Purtroppo dopo pochi anni che il capostipite aveva avviato una piccola fattoria nelle fertili terre di San Francisco, fu ucciso da un suo bracciante, durante una litigata per un misero dollaro.
Questo non solo non sarà mai scordato dal figlio, Amadeo Peter Giannini, ma sarà la leva, il motore della formazione di una parte dell’economia bancaria americana.
Parlare di una famiglia italiana immigrata in America e di economia americana, all’apparenza sembra un concetto presuntuoso.
Forse potrebbe far venire l’orticaria a molti paesi che non ci amano, ma forse si smetterebbe anche di guardare l’Italia solo come un paese che esporta la mafia e i romanzi criminali.
Siamo una nazione che è sempre riuscita con genio, estro e capacità a dare il proprio contributo a tutto il mondo.
Era l’inizio del XX secolo, Amadeo Peter Giannini aveva studiato economia a San Francisco, proprio durante il periodo nel quale c’era tutto da costruire. Amadeo ebbe l’idea di aprire una piccola banca, per fornire i servizi ai lavoratori ed agli operai della zona, ma soprattutto a quelli di nazionalità Italiana, nel quartiere North Beach di San Francisco, ai quali veniva spesso negato l’accesso al credito; il nome fu Bank of Italy. Il 18 aprile del 1906, San Francisco fu distrutta da un terremoto che uccise tremila persone, e ben 300.000 su un totale di 400.000 abitanti, persero completamente tutto nella distruzione delle loro case.
Dove c’è distruzione c’è anche economia, ma c’è sempre un libero arbitrio di come l’essere umano vuole operare
Molte furono le banche che lucrarono sulla grande catastrofe, la loro riserva di oro gli permetteva azioni spregiudicate, ma anche accompagnate da solidi certezze grazie alla ricca clientela che voleva ricostruire le proprie abitazioni.
Amadeo Giannini era diverso, la sua clientela era formata da artigiani e piccoli commercianti di origine italiana, ai quali nessuna banca voleva fare credito.
Fu così che gli venne l’idea di andare al porto di San Francisco, prendere un tavolo e metterlo nel mezzo di una folla di persone disperate, che avevano raggiunto quelle terre lontane per costruire un nuovo sogno di dignità.
Il tavolo fu messo ben in evidenza con un cartello ; “ “Banca di Italia aperto ai clienti”, offrendo soldi per la ricostruzione.
Il coraggio, l’empatia, e non solo la fortuna aiutano gli audaci.
Il vero motore della banca fu la fiducia di Giannini nel suo popolo di nascita, nel sudore e nel lavoro della gente semplice, la fiducia in quel sogno americano che lo aveva accolto, insegnandogli il dinamismo dell’economia americana.
La città di San Francisco fu in gran parte finanziata e ricostruita attraverso i suoi sportelli. La Banca d’Italia Americana divenne dal 1916 in poi, famosa in tutta la California per i finanziamenti ai piccoli agricoltori, in gran parte italiani.
Era il suo tributo per onorare quel padre perso prematuramente a causa di un dollaro.
Come reagirono i banchieri americani “all’intrusione” di quell’italiano? Non tutti i finanzieri vedevano di buon occhio l’espansione della Banca Italia e del suo dinamismo a favore della gente più umile.
Agli inizi degli anni venti, La banca si ingrandì e divenne Banca d’America e d’Italia, rimanendo la succursale della madre Banca d’Italia fondata quindici anni prima.
Giannini era chiamato il banchiere degli umili, ma a tutti gli effetti era divenuto il banchiere di tutti.
Per continuare a crescere in previsione di mercati a volte incerti, nel 1928 strinse una alleanza con Orra Eugene Monnette, presidente della Banca di America di Los Angeles, creando una fusione tra i propri istituti finanziari e dando vita al più grosso gruppo bancario di tutta la California.
Con il grande crack del 1929 le banche smisero di erogare soldi, e qui subentrò il coraggio, l’innovazione, e il talento di saper essere dei visionari.
Se le banche smettevano di prestare soldi per ricostruire e immettere nuove idee, questa era l’occasione per comportarsi in modo diverso da loro.
Operare finanziariamente, rimanendo dalla parte di chi desiderava costruire nuove occasioni, per divenire reale sostegno.
Amadeo Giannini aveva sempre privilegiato gli italiani, e un giorno gli si presentò un ingegnere che con la grande depressione era rimasto disoccupato. Un ingegnere atipico, in quanto la sua laurea non corrispondeva ai suoi sogni lavorativi, la sua visione era proiettata sul futuro, sul cinema.
Creare storie per tutti, attraverso le immagini riprodotte su un grande schermo, si poteva dare vita e condivisione alla tragedia che il mondo stava vivendo.
Praticamente l’antesignano del digitale. L’ingegnere era l’Italo Americano Frank Capra, che insieme a Charlie Chaplin sognavano di raccontare la grande depressione vista attraverso gli occhi di un bambino.
Erano convinti che solo così poteva essere raccontata la verità di una tragedia senza percepire l’essenza della crudeltà di essa.
Il film era il “Monello”, capolavoro della cinematografia di tutti i secoli.
Lo stesso concetto, anni dopo, grazie nuovamente ad un italiano, è stato raccontato nella grande poesia della “Vita è bella di Benigni” il quale si è meritato l’Oscar.
Furono anni di grande strategia oculata, la cinematografia ebbe un grande risultato di rendita economica, la scoperta e i finanziamenti a Walt Disney si rivelarono un successo, e la sua risorsa di essere un vero visionario, un innovatore e non un semplice ricco banchiere, lo fece divenire il “Genius Loci”. Riuscì a creare l’industria californiana del vino, finanziando e creando con la sua banca la “Napa Valley”, quella che ancora oggi è considerata una delle migliori regioni vinicole al mondo. Un’espansione terriera che ha influenzato la storia e la cultura gastronomica americana, divenendo una delle mete turistiche più amate della California.
Quindi non un banchiere, ma un grande innovatore, colui che investe dei soldi per creare cultura e migliorare la società.
Ma anche visionario e sostenitore di grandi progetti edili fino a quel momento considerati irrealizzabili, quale il Golden Gate.
L’ing. Joseph Strauss, l’architetto Irving Morrow, l’ingegnere Charles Alton Ellis e il progettista di ponti Leon Moisseiff, si presentarono ad Amadeo Giannini con un progetto “rivoluzionario” per i tempi. Avevano progettato di costruire un ponte che unisse le due estremità della baia di San Francisco, con una tecnica nuova, che non implicava la muratura.
Il Segretario della Difesa aveva concesso i terreni, ma nessuna banca voleva accollarsi il finanziamento.
Fu Amadeo Giannini a credere in quei giovani ingegneri, finanziando l’impresa senza interessi.
Quale poteva essere la condizione per la quale una banca non applicava gli interessi? L’aiuto lavorativo alle persone più deboli.
Amadeo Giannini rinunciò ai propri interessi imponendo che il lavoro fosse dato a coloro ai quali aveva già prestato dei soldi.
Giannini stava creando lavoro, garantendo la restituzione del finanziamento del capitale senza la necessità di imporre tassi di interesse.
San Francisco ebbe il suo Golden Gate Bridge, ancora oggi considerato uno dei più notevoli esempi di ingegneria applicata alla costruzione di ponti.
Le scelte di Giannini furono oculate e visionarie, la sua economia non era basata sul possedere solide radici da custodire e contare, bensì sul creare e finanziare nuovi semi da spargere per un mondo innovativo e migliore.
Quel mondo nel quale aveva creduto suo padre, un italiano che aveva cercato in America la propria dignità famigliare, e che per un dollaro fu ucciso.
La Banca di America, alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, aveva superato per entità di depositi la First National City Bank, e la Chase Manhattan Bank, divenendo la banca più importante del mondo.
Amadeo Giannini, durante, e subito dopo il conflitto, insieme al figlio Mario, fu in prima linea per gli aiuti all’Italia.
Stringendo un accordo con Arthur Schlesinger, responsabile della gestione del Piano Marshall, riuscendo il più possibile ad accelerare gli aiuti. Giannini fu definito un “Costruttore e un Titano” sulla copertina della rivista Time, per le sue grandi idee, la sua lungimiranza, e il senso di appartenenza alla nazione dalla quale proveniva.
Il Computer altro non è che un cervello elettronico, ma sempre un cervello, il quale contiene una memoria storica costituita anche da personaggi a volte poco conosciuti.
Quella parte di storia potrà ricordare che il figlio di un umile immigrato italiano, non solo non ha esportato il modello del Padrino, e delle mafie che così tanto amano raccontare di noi alcuni “maligni”, ma ha creato e solidificato il sistema Bancario Americano divenendone il più potente amministratore.

L’ articolo su Peter Amedeo Giannini di Elena Tempestini è stato pubblicato nell’aprile del 2019
su ‘Governo delle Idee’

Amadeo P. Giannini, il titano del XX secolo
di Milena Gabanelli
Pubblicato sul ‘Corriere della Sera’
del 18 luglio 2022 a pag. 23
https://www.corriere.it/digital-edition/CS_ND/2022/07/18/10771755.shtml

Il video e stato pubblicato da Elena Tempestini
sul proprio canale ‘YouTube’ il 7 aprile 2020

Da Pannunzio a Scalfari: storia della politica laica. Di Elena Tempestini

“Ne mai cose nuove fioriscono se prima distruggendo le vecchie non le aiuta la morte”. Così scriveva Lucrezio nel De Rerum Natura, la nascita e la morte di tutte le cose, il principio e la fine, l’alfa e l’omega come simbolo della ciclicità. Eugenio Scalfari lo si poteva amare o odiare ma indubbiamente è stato un uomo di grande intelligenza, potere e protagonista della cultura laica, rimasta sostanzialmente minoritaria in Italia.

La nostra società odierna si trova in un momento molto incerto da collocare, un momento che la nostra percezione potrebbe descrivere come l’epilogo di un lungo ciclo di crisi, oppure come l’inizio di una nuova opportunità per prendere coscienza del nostro mondo.Continuo a pensare ai processi di causa/effetto, e quando l’essere umano si trova in periodi di grandi cambiamenti si immerge in quello che Hegel definiva “il bisogno di filosofia”. Ed è in quel bisogno che l’uomo deve riuscire a leggere oltre le righe, deve trovare una chiave di lettura degli eventi nella loro interezza, riuscendo a superare la dualità degli opposti discordanti. Se questo avviene, riusciamo a comprendere il tempo nel quale viviamo.

La percezione della società l’assorbiamo attraverso la comunicazione, e in questo momento stiamo assistendo alla caduta dei media tradizionali il declino della carta stampata come mezzo di comunicazione di massa, o forse sarebbe meglio dire stiamo assistendo ad una trasformazione della comunicazione di massa, quella che ha da sempre veicolato la storia, la cultura e soprattutto la politica. Per capire meglio l’oggi, dobbiamo comprendere un pezzetto della nostra storia, lo dobbiamo “assorbire” con una visione diversa, analizzando le cause. Facciamo un salto temporale nel passato, che ci mostrerà un cambio di attori, costumi e scenografie, ma nella realtà il ripetersi della stessa storia.Sappiamo che dopo il trattato di Versailles del 1919, che fu realmente solo un armistizio della durata di venti anni, si formarono molti grovigli di spartizioni territoriali, che con la seconda guerra porteranno un assetto completamente rivoluzionato dei poteri. La vittoria degli alleati, permise l’attuazione dei sistemi di pensiero anglo americani, con la creazione dell’agenzia ANSA tramite lo Psychological WarfareBranch e tramite l’ «Allied Publication Board» (APB), le quali concessero l’autorizzazione ai giornali di poter tornare in edicola,ma con il compromesso di sottolineare la rottura con il passato. All’indomani delle elezioni del 1948 l’Italia, era dominata dal bipolarismo di due partiti: la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi e il PCI, il quale era composto da una federazione di partiti di sinistra rappresentata da Palmiro Togliatti (Pci) e Pietro Nenni (Psi). la fedeltà del Partito Comunista a Mosca obbligava l’establishment angloamericano a sostenere il partito della Democrazia Cristiana, anche se era una alleanza abbastanza forzata, Il partito, essendo radicato nel cattolicesimo e nello Stato, poteva stridere con la parte atlantica che si rispecchiava in quella società ebraica o protestante, che era da sempre accanita sostenitrice del libero mercato e delle libertà individuali quali il divorzio e l’aborto. Anche la finanza, rappresentata in Italia da Raffaele Mattioli, presidente della Comit era attentissima all’evoluzione di una nuova società italiana che andava costituendosi, nonostante le forti pressioni di Harry Truman che aveva lanciato il Piano Marshall, un piano di aiuti di 14 miliardi di dollari per la ricostruzione economica dell’Europa Occidentale, (Piano contestato da Palmiro Togliatti che lo liquidò come un ricatto politico). Non si pensava ad una presa di potere, bensì a un reale ammodernamento dell’Italia, anche grazie a strumenti quali la comunicazione a mezzo stampa per veicolare un pensiero di maggiore cultura. Fu con la nascita dell’Europeo di Giulio Benedetti, suo suocero, che per la prima volta gli uomini politici, gli scrittori, gli uomini d’affari, diventarono dei personaggi da raccontare alla società italiana, figure che attraverso la cronaca, divenivano reali per tutti, la condivisione degli eventi tramite un giornalismo che fino a quel momento era riservato solamente ai “dotti” e agli intellettuali.

Si stava formando quella che oggi viene definita “L’opinione pubblica”, quella che con il tempo darà vita a un vero e proprio partito politico. il 19 febbraio 1949, uscì il primo numero del settimanale “ Mondo” un giornale laico e anticlericale diretto da Mario Pannunzio. Così scrisse Eugenio Scalfari: “Il Mondo lanciò quella che sarebbe stata l’idea guida ed il programma politico del gruppo per 18 anni: la formazione di una terza forza politica che bilanciasse i due super-partiti DC e PCI”. Ma sarà nel 1955, con la nascita del partito radicale, che si formarono i veri e propri liberals”. ( Eugenio Scalfari). Sono gli anni del potere di Valletta alla FIAT, l’Amministratore Delegato era stato scaltro e intuitivo, aveva compreso che non poteva fare guerra al PCI e al sindacato, specialmente da una posizione conservatrice come facevano quasi tutti gli imprenditori del dopoguerra, bensì solo creando una politica socialdemocratica si sarebbero potuti avere dei buoni risultati, praticamente la vera politica saragattiana che vedrà successivamente in Nenni un rappresentante del centro-sinistra. Il centro -sinistra di Valletta, fu la solida pietra per isolare il PCI, quella differenziazione che lo anteponeva ad Enrico Mattei. Filo americano Valletta, e anti americano Mattei. Con il consolidamento della DC a destra e l’elezione di Segni al Quirinale, Mattei comprese la sconfitta. Lo scenario della stampa di allora, era dominata quasi esclusivamente dal “Corriere della Sera” e dalla “Stampa”, due tradizioni diverse li separavano, più inglese e liberal il primo e più socialdemocratico il secondo,praticamente liberista il Corriere e populista la Stampa. Ma poiché l’Italia era più conservatrice che liberale, il Corriere divenne presto il giornale di maggiore diffusione sul territorio nazionale. La seconda metà degli anni cinquanta richiese la nascita di un nuovo partito, la creazione di una fazione politica, che accogliesse la sinistra più liberals, quella che si rispecchiava pericolosamente nel PCI e che invece doveva essere “spostata”, consigliata a guardare verso valori più “atlantici e liberali”, quei valori che erano stati sedati sotto il regime fascista, quei valori portati avanti dalla politica di La Malfa, Visentini, Parri, Spinelli, dalla finanza di Mattioli, Cuccia, Carli, dall’industria di Valletta, Olivetti e Merzegora, dalla cultura di Pannunzio, Silone, Croce e Moravia e molti altri. Fu così che nel febbraio del 1956 venne fondato il Partito Radicale, quel partito nato sotto l’inno della Marsigliese, l’unica musica per quel gruppo di liberali di sinistra, devoti all’illuminismo, un partito che li rappresentasse pienamente nei loro valori e principi, quelli che mettevano al centro di tutto l’uomo, valori fondati sull’uso della ragione e della libertà di giudizio, contrapposti alla tradizione dell’autorità politica e religiosa. La nascita di un nuovo partito richiedeva anche un giornale che avesse una voce di grandi proporzioni verso i cittadini, e il giornale Mondo si stava rivelando troppo elitario per arrivare alla massa. Fu così che venne ideato “L’Espresso”, un settimanale che non fosse solo letto dagli intellettuali, bensì fosse alla portata di tutti i cittadini, affrontando le tematiche piùlibertarie e progressiste, un giornale che potesse pubblicare degli scoop e anche “bacchettare” attraverso gli articoli, i poteri interni statalisti italiani, un settimanale che svelasse o “ rivelasse”i retroscena di una Italia, che volendo a volte scappare dal giogo post guerra filo Atlantico, si ribellava con progetti di colpi di stato e accordi non trasparenti, quelli che si profileranno negli anni con la “Speculazione Edilizia del Sacco di Roma e il tentativo di Golpe del Piano Solo che vide protagoniste le più alte cariche dello Stato. La realizzazione del governo Moro arrivò a scontrarsicon il presidente della Repubblica Segni, che vedeva in quella apertura a sinistra un reale pericolo, si era aperta una fase completamente nuova per l’Italia, una nuova prospettiva che andava a scontrarsi con i vecchi equilibri di un assetto burocratico-militare, ma grazie al ridimensionamento di tutte leparti ci fu solo “un tintinnio di sciabole”. I fondatori dell’Espresso, su consiglio del finanziere Raffaele Mattioli, si rivolsero ad Adriano Olivetti, che non solo fu combattente per gli Alleati, ma apparteneva a una borghesia laica sostenitrice delle idee euro federaliste di Altiero Spinelli. Negli anni arrivarono alcuni cambi di rotta, tra i quali il più importante fu quello di Olivetti che non si rispecchiava totalmente nelle idee di una sinistra radicale, e che lasciò, senza nulla volere in cambio, nonostante l’investimento di 125 milioni di lire, tutte le azioni del settimanale, ripartite tra un 60% al principe Caracciolo, e il resto diviso tra Arrigo Benedetti e Eugenio Scalfari. Il settimanale fu portato avanti con l’intenzione di fungere da organo di contro potere, che è poi quel ruolo che dovrebbe distinguere un giornale che riporta i fatti, da un giornale che vive e si anima di un pensiero che analizza i fatti. Saranno gli anni di svolte senza precedenti, con un partito socialista quale elemento determinante nella maggioranza parlamentare, anni di scontri con i comunisti della classe operaia e con la democrazia cristiana per la gestione moderata della società. Si arriverà per l’idea di bene comune ad una alleanza della DC con i socialisti, e a una diffusione di idea del benessere come concetto necessario alla vita quotidiana, anche dovendo far fronte all’emigrazione di massa dal sud al nord che si era creata con la manovalanza imprenditoriale. Purtroppo fu proprio la borghesia imprenditoriale, che avrebbe dovuto essere il motore principale della nazione, ad essere assente. Nonostante tutto la società italiana continuava a crescere, il fronte liberale-progressista si ricompose e la coscienza dei diritti civili si consolidava nel benessere che si diffondeva. Fin dall’antichità la filosofia, l’umanesimo ci hanno trasmesso che tutto inesorabilmente fluisce, tutto è in movimento e tutto si trasforma, e i mezzi di comunicazione sono sempre stati lo specchio e il punto di riferimento dell’opinione dei cittadini, per questo il gruppo dei liberals ebbe la necessità di andare “oltre” un settimanale come L’Espresso, c’era il bisogno di un quotidiano rapporto con i lettori. Fu nel gennaio del 1976 che nacque “Repubblica”. Giorgio Mondadori, Mario Formenton, Carlo Caracciolo, Eugenio Scalfari, Lio Rubini dettero il via a una trasformazione del fare giornalismo, tanto da creare un “fenomeno Repubblica”. Si susseguirono anni molto difficili per l’Italia, che vide parte dei partiti inglobati nei sindacati, che come un’arma a doppio taglio, porterà una nuova forza per sedare i movimenti di protesta di tentazioni anarchiche e focolai spesso presenti in Italia, ma per contro, una delegittimazione progressiva delle istituzioni, una incapacità di mantenere l’autorità politica che con il tempo arriverà ad affiliarsi a singoli settori della magistratura, facendo nascere motivazioni trasversali e politicizzando purtroppo l’ordine giudiziario. È il nodo gordiano degli anni 80, quello che vedrà l’inizio di un vero e proprio inquinamento delle notizie, la destabilizzazione attraverso i mezzi di comunicazione, che a loro volta con la delegittimazione dei partiti politici vedrà nascere aggregazioni di gruppi editoriali e singoli giornalisti quali fazioni di influenza politica. Sono gli anni fine settanta e inizio ottanta, il rapimento Moro, il terrorismo in Italia, la lista P2, gli scandali di Andreotti, la solitudine di Berlinguer e l’ascesa di Craxi fino all’assalto giudiziario di Di Pietro che con “Tangentopoli” nel 1992 distruggerà la classe politica della Prima Repubblica. Saranno anni a seguire di una sinistra trasformista che vedrà nel giornale Repubblica un’area di riferimento molto potente, un prodotto pensato e creato per la funzione di accoglienza a tutto il malessere cittadino davanti agli estremi, una voce potente ottenuta anche grazie alla propria indipendenza dal potere economicoitaliano. Non so se oggi siamo arrivati alla resa dei conti, non so se quella sinistra trasformista ha portato a termine il progetto iniziale di traghettare un PCI verso le idee liberals, non so se quelle idee si sono confluite nel PD odierno, ma sicuramente la percezione è che le manovre non siano circoscritte alla politica di casa nostra, bensì si stiano ripresentando i terreni di un dopoguerra, con scenari più ampi e mondiali che si combattono nell’ombra, quella dualità che vede gli Stati Uniti da una parte e i Russi dall’altra, i filo atlantici contro i filo arabi, un rappresentante quale Soros, contrapposto a Bannon, la continua sfida per l’espansione, il duello di armistizio e non di pace che il trattato di Versailles ha mostrato nei decenni, come se la guerra fredda non fosse mai cessata di essere combattuta nelle retrovie. Perché come esiste una polarizzazione politica liberal/conservatrice tra capitalisti all’interno di una nazione, c’è una polarizzazione tra capitalisti riguardo le politiche estere della propria nazione, un continuo conflitto tra il liberale e il conservatore, tra il globalista e il nazionalista.

la straordinaria intelligenza di Dante: precursore delle teorie di Einstein. Di Elena Tempestini

«L’immagine allo specchio è simile a quella reale, solo che è invertita. Il mondo invisibile diventa allora un calco rovesciato del mondo visibile: l’Empireo è Dio-centrico mentre la Terra è diavolo-centrica… l’invisibile obbedisce a norme opposte rispetto al visibile. Per spiegare queste simmetrie non resta che concepire l’universo visibile (con al centro la Terra) e l’Empireo (con al centro Dio) come due sfere che hanno in comune la superficie, cioè il “Primo Mobile”: il che equivale appunto a una ipersfera, oggetto della geometria di Riemann adottato da Einstein per descrivere l’universo nella relatività generale » ( Roman Patapievici, fisico, 2006)

Il cemento che tiene insieme i mattoni dell’Universo

è come un grande edificio, è “composto” di tanti piccoli mattoni, così come tutte le cose che ci circondano. Le particelle che non si possono dividere in parti più piccole sono chiamate particelle elementari e le forze che agiscono tra di esse, facendole aggregare fino a formare una goccia d’acqua, sono chiamate forze fondamentali che sono: la forza gravitazionale, la forza elettromagnetica, la forza (nucleare) debole e la forza (nucleare) forte.

La Fisica e la Poesia, si avvicinano sino a toccarsi? l’Arte, le ARTI sono il Senso della Bellezza.

“Non altrimenti il trïunfo che lude
sempre dintorno al punto che mi vinse,
parendo inchiuso da quel ch’elli ‘nchiude,

a poco a poco al mio veder si stinse”

(Dante Paradiso XXX, 10-13)

Ma Dante è collegato All’Astronomia? Erano uomini che avevano una concezione unitaria della vita e dell’universo e osservavano il mondo con una mentalità multidisciplinare e non specializzata. In Dante si ha la figura del poeta scienziato, per cui i poeti del dolce stil novo vennero detti anche dicitori scienziati.

Praticamente è la complessa somma cosmologica regolata da modelli geometrici immutabili.

Ma fu Il matematico tedesco Speiser, che nel 1925 sviluppò una tesi, poi portata avanti fino ai giorni odierni da vari autori. Praticamente Dante per il suo Paradiso non ha immaginato uno spazio geometrico euclideo, bensì uno spazio curvo, quadridimensionale, che ha delle forti analogie con la geometria dello spazio tempo di Einstein che, secondo la cosmologia moderna, descrive l’universo nel quale viviamo.

Per la fisica “moderna” tra le quattro forze fondamentali della natura, solo per la gravità non è stata individuata una corrispondente unità di base, quello che viene definito come Quanto. I fisici si aspettano che la forza gravitazionale sia veicolata da una particella elementare, chiamata gravitone, così come la forza elettromagnetica è trasportata dal fotone. La gravità è l’unica che non ha ancora una descrizione quantistica”, ma la ricerca degli scienziati potrebbe dare un’inequivocabile e diretta conferma che il campo gravitazionale è quantizzato.

Dante porta il ragionamento all’estremo, quando arriva a Lucifero al centro della Terra, e lo supera, lasciandosi l’attrazione della gravità alle spalle.

Cadere nell’inferno e’ come cadere in un “buco nero”, una prigione eterna: nella quale si entra ma non si esce.

Ma se ..È puro e disposto a salire alle stelle, a riveder le stelle a volare verso stelle”, quell’energia che tutto move…

E se, al centro della terra il famoso nucleo scoperto: il cuore cristallino chiamato dagli scienziati “ inner inner core”, fosse un grande e immenso buco nero? Ed è qui che la distanza critica non deve essere oltrepassata per non finire imprigionati.

“Basta riconoscere il significato umano delle forze” diceva Giordano Bruno.

Oggi gli scienziati definiscono il nostro camminare, una “caduta controllata”, poiché con ogni passo che facciamo, in realtà, stiamo cadendo. Ci alziamo, stendiamo una gamba, e poi ci arrendiamo alla gravità. E cadiamo. Ma poi il piede atterra, ci solleviamo di nuovo e stendiamo l’altra gamba, fino a che, di nuovo, ci arrendiamo alla gravità, e cadiamo. E avanti così. Praticamente è un continuo: alzarci e cadere.

La gravità è la forza che muove il Sole e le altre stelle, che tiene assieme il cosmo e ne governa l’evoluzione. Rimane, dopo più di due millenni, una questione ancora da comprendere: non è stata trovata l’ipotetica particella elementare chiamata Gravitone. un’ipotetica particella responsabile della trasmissione della forza di gravità.

Ed è a questo punto che entrano in gioco i fisici delle particelle elementari, e l’esperimento avviato il 5 luglio 2022 “RUM 3”, si sta sperimentando e sviluppando alcune teorie per comprendere le proprietà della materia ad energie altissime, avvicinandosi, in senso metaforico, in tal modo sempre di più al Big Bang”.

La gravità non è solo sotto i nostri piedi, ma anche nel moto degli astri. “Come sopra, così anche sotto; come sotto, così anche sopra. Come dentro, così anche fuori; come fuori, così anche dentro. Come nel grande, così anche nel piccolo”. ( principio di corrispondenza)

In ogni angolo dell’universo, nelle profondità dello spazio e del tempo, c’è un mistero affascinante che aspetta ancora di essere svelato. È il “Senso della Bellezza” :

“Per vedere un mondo in un granello di sabbia,
E un paradiso in un fiore di campo,
Poni l’infinito nel palmo della mano
E l’eternità in un’ora. ( William Blake)

La terra, gira intorno al sole con una curvatura dello spaziotempo che la obbliga a muoversi su quella traiettoria. Grazie ai progressi della scienza la nostra conoscenza del cosmo e della natura oggi ha fatto passi da gigante. Ma forse noi uomini moderni rischiamo di perdere la cosa più preziosa: la gratitudine, quell’ampiezza della ragione, quella tensione all’unità, il “senso del mistero” che doveva ardere nello sguardo e nel cuore di Dante Alighieri e che, come diceva Einstein, “è il seme di ogni ARTE e di ogni vera scienza”.

la «straordinaria intelligenza di Dante: precursore delle teorie di Einstein. Di Elena Tempestini

«L’immagine allo specchio è simile a quella reale, solo che è invertita. Il mondo invisibile diventa allora un calco rovesciato del mondo visibile: l’Empireo è Dio-centrico mentre la Terra è diavolo-centrica… l’invisibile obbedisce a norme opposte rispetto al visibile. Per spiegare queste simmetrie non resta che concepire l’universo visibile (con al centro la Terra) e l’Empireo (con al centro Dio) come due sfere che hanno in comune la superficie, cioè il “Primo Mobile”: il che equivale appunto a una ipersfera, oggetto della geometria di Riemann adottato da Einstein per descrivere l’universo nella relatività generale » ( Roman Patapievici, fisico, 2006)

Il cemento che tiene insieme i mattoni dell’Universo

è come un grande edificio, è “composto” di tanti piccoli mattoni, così come tutte le cose che ci circondano. Le particelle che non si possono dividere in parti più piccole sono chiamate particelle elementari e le forze che agiscono tra di esse, facendole aggregare fino a formare una goccia d’acqua, sono chiamate forze fondamentali che sono: la forza gravitazionale, la forza elettromagnetica, la forza (nucleare) debole e la forza (nucleare) forte.

La Fisica e la Poesia, si avvicinano sino a toccarsi? l’Arte, le ARTI sono il Senso della Bellezza.

“Non altrimenti il trïunfo che lude
sempre dintorno al punto che mi vinse,
parendo inchiuso da quel ch’elli ‘nchiude,

a poco a poco al mio veder si stinse”

(Dante Paradiso XXX, 10-13)

Ma Dante è collegato All’Astronomia? Erano uomini che avevano una concezione unitaria della vita e dell’universo e osservavano il mondo con una mentalità multidisciplinare e non specializzata. In Dante si ha la figura del poeta scienziato, per cui i poeti del dolce stil novo vennero detti anche dicitori scienziati.

Praticamente è la complessa somma cosmologica regolata da modelli geometrici immutabili.

Ma fu Il matematico tedesco Speiser, che nel 1925 sviluppò una tesi, poi portata avanti fino ai giorni odierni da vari autori. Praticamente Dante per il suo Paradiso non ha immaginato uno spazio geometrico euclideo, bensì uno spazio curvo, quadridimensionale, che ha delle forti analogie con la geometria dello spazio tempo di Einstein che, secondo la cosmologia moderna, descrive l’universo nel quale viviamo.

Per la fisica “moderna” tra le quattro forze fondamentali della natura, solo per la gravità non è stata individuata una corrispondente unità di base, quello che viene definito come Quanto. I fisici si aspettano che la forza gravitazionale sia veicolata da una particella elementare, chiamata gravitone, così come la forza elettromagnetica è trasportata dal fotone. La gravità è l’unica che non ha ancora una descrizione quantistica”, ma la ricerca degli scienziati potrebbe dare un’inequivocabile e diretta conferma che il campo gravitazionale è quantizzato.

Dante porta il ragionamento all’estremo, quando arriva a Lucifero al centro della Terra, e lo supera, lasciandosi l’attrazione della gravità alle spalle.

Cadere nell’inferno e’ come cadere in un “buco nero”, una prigione eterna: nella quale si entra ma non si esce.

Ma se ..È puro e disposto a salire alle stelle, a riveder le stelle a volare verso stelle”, quell’energia che tutto move…

E se, al centro della terra il famoso nucleo scoperto: il cuore cristallino chiamato dagli scienziati “ inner inner core”, fosse un grande e immenso buco nero? Ed è qui che la distanza critica non deve essere oltrepassata per non finire imprigionati.

“Basta riconoscere il significato umano delle forze” diceva Giordano Bruno.

Oggi gli scienziati definiscono il nostro camminare, una “caduta controllata”, poiché con ogni passo che facciamo, in realtà, stiamo cadendo. Ci alziamo, stendiamo una gamba, e poi ci arrendiamo alla gravità. E cadiamo. Ma poi il piede atterra, ci solleviamo di nuovo e stendiamo l’altra gamba, fino a che, di nuovo, ci arrendiamo alla gravità, e cadiamo. E avanti così. Praticamente è un continuo: alzarci e cadere.

La gravità è la forza che muove il Sole e le altre stelle, che tiene assieme il cosmo e ne governa l’evoluzione. Rimane, dopo più di due millenni, una questione ancora da comprendere: non è stata trovata l’ipotetica particella elementare chiamata Gravitone. un’ipotetica particella responsabile della trasmissione della forza di gravità.

Ed è a questo punto che entrano in gioco i fisici delle particelle elementari, e l’esperimento avviato il 5 luglio 2022 “RUM 3”, si sta sperimentando e sviluppando alcune teorie per comprendere le proprietà della materia ad energie altissime, avvicinandosi, in senso metaforico, in tal modo sempre di più al Big Bang”.

La gravità non è solo sotto i nostri piedi, ma anche nel moto degli astri. “Come sopra, così anche sotto; come sotto, così anche sopra. Come dentro, così anche fuori; come fuori, così anche dentro. Come nel grande, così anche nel piccolo”. ( principio di corrispondenza)

In ogni angolo dell’universo, nelle profondità dello spazio e del tempo, c’è un mistero affascinante che aspetta ancora di essere svelato. È il “Senso della Bellezza” :

“Per vedere un mondo in un granello di sabbia,
E un paradiso in un fiore di campo,
Poni l’infinito nel palmo della mano
E l’eternità in un’ora. ( William Blake)

La terra, gira intorno al sole con una curvatura dello spaziotempo che la obbliga a muoversi su quella traiettoria. Grazie ai progressi della scienza la nostra conoscenza del cosmo e della natura oggi ha fatto passi da gigante. Ma forse noi uomini moderni rischiamo di perdere la cosa più preziosa: la gratitudine, quell’ampiezza della ragione, quella tensione all’unità, il “senso del mistero” che doveva ardere nello sguardo e nel cuore di Dante Alighieri e che, come diceva Einstein, “è il seme di ogni ARTE e di ogni vera scienza”.

“Let’s Get Digital” A Palazzo Strozzi Firenze – di Riccardo Rescio

Un momento di profonda riflessione …..

La Mostra promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati, nell’ambito del progetto Palazzo Strozzi Future Art, presenta una seguenza di installazioni digitali ed esperienze multimediali create da Artisti che esprimono le nuove e poliedriche ricerche nell’ambito degli NFT, che stanno ridefinendo i concetti di unicità e valore di un’opera d’Arte. Let’s Get Digital offre uno sguardo su un movimento in piena evoluzione e trasformazione, di cui non si comprende a pieno i possibili sviluppi. Punto di partenza, o momento di transizione, sicuramente costituiscono una vera rivoluzione per tutto il mondo dell’Arte, nella accezione più ampia del termine.  I Sostenitori della Mostra sono Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Intesa Sanpaolo, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati e a cura di Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze) e Serena Tabacchi (Direttrice MoCDA, Museo d’arte digitale contemporanea),

“Donatello il Rinascimento” la Mostra a Palazzo Strozzi Firenze – di Riccardo Rescio

Donatello è uno di noi …..


Sono stati, ed io tra loro, in oltre 100.000 i visitatori che hanno potuto apprezzare la magnificenza della grande Mostra “Donatello, il Rinascimento”, a Palazzo Strozzi di Firenze.
Senza retorica, con il solo orgoglio di sentirlo uno di noi, un Italiano che con la sua bravura ha contribuito a rendere grande e conosciuto nel mondo il nostro Paese.
Senza ombra di dubbio uno straordinario successo per questa grande e bellissima Mostra, che si conferma come l’evento culturale di punta del 2022 in Italia.
Al successo di questo straordinario evento stanno concorrendo il coinvolgimento di tantissimi visitatori su tutte le piattaforme social, l’hashtag ufficiale #donatelloilrinascimento , l’attenzione e l’apprezzamento di stampa e di critica per l’altissimo livello artistico, culturale, scientifico, proposto.
La Mostra “Donatello, il Rinascimento” è diffusa in tutta la città di Firenze e nella Regione Toscana, grazie anche alla collaborazione delle più importanti Istituzioni Culturali del territorio, tra cui spiccano l’Opera di Santa Maria del Fiore, l’Opera di Santa Croce, l’Opera Medicea Laurenziana e l’Opera della Metropolitana di Siena, che custodiscono fondamentali capolavori inamovibili dell’artista.
La Fondazione Palazzo Strozzi propone infatti la speciale iniziativa Donatello in Toscana, un progetto che mira alla valorizzazione del patrimonio Artistico Regionale.
La Mostra resterà aperta fino al 31 luglio 2022
Riccardo Rescio per Italia&friends
Elena Tempestini per Etpress Comunication

Firenze Sabato 9 luglio 2022

https://www.palazzostrozzi.org/mostre-in-corso/
Fondazione CR Firenze

“Stupor Mundi” Museo dell’Italiano” di Riccardo Rescio

Italiano nel pensare, parlare e agire. Perché il nostro Paese è uno e indivisibile, nel quale tutti noi dobbiamo riconoscerci.

La Lingua Italiana avrà la sua casa, a Firenze il suo Museo, sarà realizzato nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella, i lavori inizieranno nel 2021, anno della celebrazione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri. Così le prime dell’articolo pubblicato il 12 dicembe del 2020, in occasione della presentazione del progetto del nuovo Museo della Lingua Italiana avvenuta a Firenze venerdì 11 dicembre 2020 fatta dal Ministro per i Beni e le attività Culturali Dario Franceschini, dal Sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Mercoledì 6 luglio 2022, nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella, in Piazza Stazione a Firenze, l’inaugurazione delle prime due sale del Museo dell’Italiano a cui è seguita la conferenza stampa, alla presenza ad entrambi i momenti del Ministro della Cultura Dario Franceschini e del Sindaco di Firenze Dario Nardella.
Riccardo Rescio per Italia&friends
Elena Tempestini per Etpress Comunication

“Museo della Lingua Italiana”
di Riccardo Rescio (12 dicembre 2020)
https://www.facebook.com/100001254482577/posts/3811701888881590/

“Firenze è Musica” di Riccardo Rescio

La Musica è Vita ……


Da sempre la musica sottolinea, marca, enfatizza ogni momento del nostro quotidiano fluire, è il suono, la melodia della natura quella che l’uomo ha imparato nel tempo a imitare, che accompagna ogni nostra emozione vissuta, legandola indissolubilmente ad essa.
Firenze, in questi ultimi mesi è stracolma di turisti e non potrebbe essere altrimenti, è talmente bella che merita davvero di esser vista da tutti, almeno una volta nella vita.
Piazza del Duomo, della Repubblica, della Signoria, Ponte Vecchio, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi, Palazzo Medici Riccardi, Villa Bardini, solo solo alcune delle straordinarie meraviglie della Città delle Arti per antonomasia, che nonostante la calura sono tornate ad essere ammirate dai tantissimi e graditissimi ospiti, nazionali e internazionali. Dal 6 luglio al 12 agosto 2022, Piazza della Signoria, sarà più affascinante che mai poiché la splendida Loggia dei Lanzi ospiterà la 23esima edizione del Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili.
Saranno 18 le Orchestre giovanili sinfoniche, provenienti da 11 paesi del mondo, che si alterneranno nella splendida Loggia dei Lanzi, per irradiare musica e rendere Piazza della Signoria più affascinante che mai.
Firenze 5 luglio 2022

Italia&friends I&f Arte Cultura Attualità Etpress Comunication Elena Tempestini
Sabrina Malavolti

Fabiola Giannotti, direttrice del CERN rivela che: “Siamo pronti a una nuova fase. L’acceleratore di particelle avrà la capacità di esplorare l’incognito più elevato”. Di Elena Tempestini

Sono trascorsi dieci anni dal quel 4 luglio 2012, giorno nel quale i fisici di Ginevra rivelarono la scoperta del Bosone di Higgs. Una scoperta che valse il premio Nobel per la fisica a Peter Higgs e Francois Englert, una scoperta che è comunemente conosciuta nel mondo come la “Particella di Dio“. Grazie al Large Hadron Collider, LHC, il grande acceleratore di particelle installato al Cern, sono stati compiuti passi da gigante verso una maggiore comprensione dell’universo. Lo potremo vedere oggi 5 luglio 2022 giorno nel quale sarà applicato un esperimento con il voltaggio più alto di tutti i tempi, ovvero 13,6 trilioni di elettronvolt. Intanto proviamo a porci nuovamente la domanda: cosa è il Bosone di Higgs? Il Bosone è la particella che conferisce una massa a tutte le altre particelle, e quindi in qualche modo dà ad esse l’esistenza in quanto oggetti materiali. Questa è la sua potenza «divina». Il Bosone riesce a dare massa e determina la stabilità a tutti i componenti della materia, i quali sarebbero inanimati senza: è il bosone che li “costringe” a interagire tra loro e ad aggregarsi.

Bosone di Higgs foto ANSA

L’esempio più semplice per visualizzare il Bosone è immaginare di attraversare una distesa di neve che si è creata con l’aggregazione di milioni di piccoli fiocchi di neve. Uno sciatore passa sopra la neve, non interagisce con il campo, scivola via come una particella senza massa che viaggia, come si usa dire, alla velocità della luce. Se invece lo sciatore, cammina con gli scarponi ai piedi, affondando nella neve, si muoverà molto meno velocemente, esattamente come una particella dotata di massa che interagisce con il campo, se affonderà profondamente nella neve, sarà come una particella dotata di massa maggiore. Ergo tutte le particelle non hanno la stessa massa.

Il 5 luglio 2022, il Cern entra in una nuova fase: si chiama Run 3, la terza fase ad un’energia di collisione pari a 13,6 trilioni di elettronvolt, permettendo una capacità di esplorazione dell’ incognito molto più elevata. Gli scienziati sono alla ricerca di scoprire e dimostrare l’energia che permette alle particelle, e al Bosone di essere. È la ricerca che ha permesso di misurare precisamente la massa dei più pesanti fra i fermioni: quark top, quark bottom e leptone tau, e hanno anche confermato l’esistenza di una particolare forza, chiamata “interazione di Yukawa”, mediata dal bosone di Higgs ma diversa da tutte le altre conosciute.

Acceleratore CERN Ginevra

Facciamo un salto indietro e andiamo presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Italiano. Incontriamo ADA, successivamente denominato ADONE, il primo acceleratore che ha fatto scontrare tra loro fasci di particelle. L’Anello di Accumulazione (AdA) fu costruito a Frascati nel 1961 da un gruppo di giovani ricercatori guidati dal fisico austriaco Bruno Touschek. Touschek aveva avuto un’idea rivoluzionaria: Realizzare un anello in cui far circolare, accelerandoli in senso opposto, due fasci di particelle: elettroni e positroni, per poi farli scontrare e produrre, nelle collisioni, nuove particelle. Lo stesso principio con cui funziona l’Acceleratore del CERN, LHC, che è il suo gigantesco discendente, in cui però si fanno scontrare fasci di protoni. Un fisico di nome Nicola Cabibbo scrisse nel 1963 a ventotto anni, l’articolo scientifico più citato nella storia della fisica, sulla rivista scientifica Phisical Review Letters. In quell’articolo introdusse un parametro, che da allora in poi sarà chiamato “l’angolo di Cabibbo”. Il quale, consente di spiegare come un insieme di particelle diverse possa essere confinato in una sola. Ancora non si conoscevano i quark, ma Cabibbo già spiegava come tre di loro potessero, per esempio, ritrovarsi in un protone o in un neutrone. Spiegava, in altri termini, come possa esistere quella che noi chiamiamo la “materia ordinaria”. Il “mescolamento” di quark spiegato in anticipo da Nicola Cabibbo è oggi alla base della cromodinamica quantistica e del Modello Standard delle Alte Energie. Ovvero di tutta la fisica delle particelle elementari. A illustrarne l’importanza, sempre con grande modestia, era lui stesso: oggi esistono, diceva, venti parametri fondamentali con cui siamo in grado di spiegare la fisica delle particelle. Otto di quei parametri hanno a che fare con il mescolamento e, dunque, con l’angolo di Cabibbo. Ciò spiega perché quell’articolo giovanile sia così citato dalla comunità dei fisici. “AdA fa parte del patrimonio scientifico dell’Italia e dell’Europa .”

Interno del Bosone di Higgs, foto CERN

Non scordiamo mai che siamo siamo discendenti di un passato ma sopratutto procreatori di un futuro. È nel corpo presente dell’oggi, che abbiamo una forza continua che tende all’infinito. Siamo il prodotto di un accumulo di energia, siamo eredi di scelte evolutive fatte in tempi lontani. Per come è fatto il nostro cervello, vediamo solo ciò che crediamo possibile; combiniamo, cioè, schemi che già esistono dentro di noi, a causa dei condizionamenti”. Il nostro cervello non sa la differenza tra ciò che avviene là fuori e ciò che avviene qua dentro. Il fatto è che là fuori non c’è qualcosa di indipendente da quello che succede qua dentro.

“La Comunicazione è determinate” di Riccardo Rescio

“APULIA. Mystères des Pouilles entre terre, pierres et mer” La Mostra a Parigi ……

“Gli Istituti Italiani di Cultura”
Dare per scontato che tutti sappiano tutto, è un gravissimo errore di superficialità per alcuni, per altri invece un sistema perché tutto sommato far sapere tutto a tutti potrebbe essere a volte controproducente.
Fatta questa doverosa premessa, spieghiamo a beneficio dunque dei pochissimi che non lo sanno, che gli Istituti Italiani di Cultura sono organi periferici del Ministero degli Affari Esteri con sede all’estero in diversi Stati.
Lo scopo degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo è di diffondere la Storia e la Cultura italiana attraverso eventi di carattere principalmente culturale.
In questa ottica Parigi, da martedì 5 luglio al 28 settembre 2022, ospiterà “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre, pierres et mer”, una Mostra dove saranno esposte eccezionali opere d’arte, tesori archeologici e medioevali, fotografie d’autore e sculture contemporanee.
Un evento, nelle intenzioni dei promotori che vuole tracciare l’evoluzione della culturale e del paesaggio architettonico pugliese nei secoli, dalla Magna Grecia ad oggi.
L’Italia, Terra amata, desiderata e ambita da sempre, attiva prepotentemente l’immaginario collettivo, soprattutto quello estero, per questo motivo non bisogna accontentarsi dei risultati finora ottenuti, esiti questi che non vedono il nostro Paese fra i più visitati, pur avendo un incommensurabile patrimonio Artistico, Culturale, Immobiliare, folcloristico, Territoriale, culinario e chi più ne ha più ne metta.
Questo significa che la comunicazione promo/territoriale non è adeguata.
La Puglia, che è una delle 20 straordinarie Regioni d’Italia è da sempre motivo di attrazione, ma la Puglia, come d’altronde tutte le altre nostre Regioni, viene identificata solo per alcune località e non per tutte le tante altre meravigliose peculiarità che la caratterizzano e la identificano.
L’Istituto Italiano di Cultura, proponendo ai e supportando questa iniziativa propone una nuova forma di conoscenza del “talon de la botte”, invitando i visitatori a compiere un viaggio ancora più sorprendente, in cui il visitatore potrà scoprire il bello e il buono che c’è, visibile e tangibile ,ma anche fare un viaggio nei suoi misteri.
Saranno le sezioni di archeologica rupestre, medievale e contemporanea a mostrare al pubblico francese e internazionale opere mai esposte e inediti assoluti.
La mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre, pierres et mer”, realizzata con il sostegno della Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, è a cura della storica dell’Arte Francesca Marocchino.
La mostra sarà visitabile fino al 28 settembre 2022.
Dal lunedì al venerdì, 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
La Mostra sarà chiusa il 14 luglio e il 15 agosto.
Riccardo Rescio per Italia&friends

Regione Puglia

Comunicati stampa della Giunta Dip.Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio Grazia Di Bari

Per tutte le informazioni relative alla Mostra consultare il link : https://www.piiilculturapuglia.it/apulia-mysteres-des-pouilles-entre-terre-pierres-et-mer/