21 ottobre 2022. La Commissione Europea propone un meccanismo “dinamico” con l’Asia per non compromettere le forniture di Gnl. Italia, Francia e Spagna favorevoli al tetto. Germania, Austria e Olanda si oppongono. Di Elena Tempestini

“Agire insieme”

C’è e non c’è un vero e proprio accordo sul cosiddetto price cap del gas, cioè un “tetto” massimo ai prezzi del combustibile. I rappresentanti dei ventisette hanno concordato sulla necessità di proseguire le discussioni sulle varie opzioni. I leader hanno appoggiato le proposte della Commissione europea sull’istituzione di un riferimento di prezzo per il gas liquefatto alternativo al TTF e sull’acquisto collettivo (ma su base volontaria) di gas, in modo da negoziare con i fornitori da una posizione di maggiore forza. Le leggi specifiche che dovranno tradurre in realtà queste idee, però, non ci sono, e andranno negoziate nelle prossime settimane.

Il primo importante messaggio è “agire uniti”. Il Consiglio europeo si dice impegnato in uno stretto coordinamento delle risposte politiche e sottolinea l’importanza di uno stretto coordinamento e di soluzioni comuni a livello europeo, ove appropriato, e si impegna a raggiungere gli obiettivi politici in modo unito.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che “ora abbiamo un’ottima e solida tabella di marcia per continuare a lavorare sul tema dei prezzi dell’energia”.

i leader dell’Unione chiedono ai ministri nazionali e alla Commissione di “presentare decisioni concrete” su un “temporaneo corridoio dinamico dei prezzi sulle transazioni di gas naturale” e su un tetto al prezzo del solo gas utilizzato per produrre l’elettricità. Tra i paesi dell’Unione più contrari alla proposta di un tetto ai prezzi del gas è la Germania. Berlino sostiene che la misura ridurrà gli incentivi al risparmio energetico, viste le bollette meno care, e metterà l’Europa in una posizione di svantaggio competitivo rispetto all’Asia: attirati dai prezzi più alti, i carichi di gas liquefatto potrebbero dirigersi lì, lasciando il Vecchio continente senza una buona riserva di combustibile.

G20 che sarà a metà novembre a Bali

Per questo la Commissione ha proposto un price cap dinamico e non fisso, che rifletta l’andamento dei prezzi sul mercato asiatico.

Le ragioni dello scetticismo tedesco sono condivise dall’Austria e dai Paesi Bassi: i due paesi ospitano degli hub del gas, rispettivamente il Baumgarten e il TTF. Favorevole al cap, invece, è un gruppo di quindici paesi di cui fanno parte l’Italia, la Francia, il Belgio, la Spagna, il Portogallo e la Polonia.

Sergio Giraldo, manager del settore energetico, ha parlato di una situazione “in stallo” in sede europea: “Anche se probabilmente”, aggiunge, “si celebrerà l’unica cosa su cui si troverà un accordo, ovvero la procedura di acquisti congiunti di gas che tanto serve alla Germania [è il paese europeo che consuma più gas, ndr], ancora una volta vale la vecchia massima secondo cui ‘stare nell’Unione europea è semplice: 27 capi di stato si siedono attorno a un tavolo, fanno lunghe trattative e alla fine la Germania dice no’”.

Fra ’Luca Pacioli, il frate della Divina Proporzione: insegnò la matematica a Leonardo da Vinci e divenne il padre della contabilità. Di Elena Tempestini

Un rombicubottaedro. Illustrazione di Leonardo da Vinci per la Divina proportione

Il frate francescano e matematico Luca Pacioli nato a Borgo Sansepolcro, in Toscana, nel 1445, fu una delle menti più brillanti e famose del Rinascimento: studiò con Piero della Francesca, conobbe Bramante e insegnò a Leonardo Da Vinci. Matematico appassionato di scacchi e di numeri che divennero la moderna ragioneria.

Fra’ Luca Pacioli venne dimenticato per quasi due secoli, ma a cavallo fra Quattro e Cinquecento era molto famoso, tanto da meritarsi un ritratto, enigmatico quasi quanto la sua figura, oggi conservato a Napoli. Pitagorismo, platonismo e teologia coesistono in modo perfetto nell’idea di Pacioli, ed è la matematica a spiegare questo connubio perfetto di suggestioni, tanto complesse quanto lo è il creato stesso. Nella sua opera principale, la Divina proporzione, matematica e metafisica coesistono, riassumendo appieno lo spirito rinascimentale. Il SENSO DELLA BELLEZZA, che permette a tutti i saperi di essere connessi fra loro. Non esistono speculazioni fini a se stesse bensì ogni elemento è utile a comprendere l’architettura divina di cui l’uomo è pilastro fondante.

Ritratto del Frate matematico Luca Pacioli 1495, eseguito da Jacopo de’ Barbari ed esposto presso il Museo di Capodimonte.

Luca Pacioli è celebre soprattutto per il suo trattato intitolato “De divina proportione” di cui restano oggi due sole copie manoscritte: una conservata nella Bibliothèque Publique et Universitaire di Ginevra ed un’altra presso la Biblioteca Ambrosiana.
Il manoscritto dell’Ambrosiana è un codice in pergamena, in elegante scrittura umanistica, di 130 fogli, e reca la data del 14 dicembre 1498. Venne donato alla Biblioteca nel 1637 dal mar­chese Galeazzo Arconati, insieme ad altri manoscritti di Leonar­do Da Vinci tra cui il famoso Codice Atlantico.
Luca Pacioli nel suo trattato mette in evidenza gli studi della sezione aurea, in quanto scrisse che la proporzione divina è applicabile a tutte le arti, ed è necessario che tutti gli uomini di ingegno abbiano una copia dell’opera da cui avranno diletto e nuova conoscenza.
Già i matematici dell’antichità classica e i filosofi greci erano rimasti affascinati dalla proporzione aurea, in quanto riflesso della perfezione e armonia divina. Di qui l’uso del­l’aggettivo “divina” per indicare la “proporzione” che regola il rapporto.
Leonardo da Vinci, alla fine del Quattro­cento incontrò a Milano Luca Pacioli, lo incontrò alla corte di Ludovi­co il Moro. Per lasciare ai posteri, una prova visibile di come avvenisse l’applicazione del­la sezione aurea alla geometria solida, il frate matema­tico commissionò direttamente al grande maestro fiorentino Leonardo, una serie di tavole con i disegni acquerellati di sessanta solidi costruiti a partire dalla sezione aurea: grazie al gioco della prospettiva e dei colori, ne derivò un’affascinante serie di figure geometriche tutte accomunate dall’idea della perfezione.

Il so­lido risulta appeso, secondo le regole fisiche del baricentro, a un cartiglio che ci dà la titolazione identificativa in lingua latina ciel solido stesso (cioè di quale solido si tratta e le sue caratteristiche). Sotto il disegno acquerellato del solido in questione, un’iscrizio­ne riporta la titolazione nell’antica lingua greca, la lingua dei pri­mi matematici e dei grandi filosofi. Si parte dalla sfera per arriva­re fino allo stupefacente poliedro a settantadue basi, passando per tutte le variazioni possibili e immaginabili.
L’effetto finale e complessivo è quello cli una vera e propria ‘galleria’ di immagini, quasi irreali nella loro perfezione. ( Biblioteca Ambrosiana)

I poliedri sono raffigurati sospesi, come a voler sottolineare la geometria “divina”

Fra’Luca Pacioli possiamo ricordarlo non solo per la “Divina Proporzione”, ma per un Trattato e una scoperta alla quale, la moderna economia, ancora oggi deve dire grazie. Nel 1494 Pacioli scrisse il trattato che descrive il sistema di partita doppia. Un sistema di scrittura matematica che veniva utilizzato dai mercanti di Venezia. Fu chiamato il ‘Metodo di Venezia’, venne incluso come appendice nel suo ‘Summa’, un compendio di tutto ciò che comprendeva la matematica in quel momento. Il metodo di partita doppia, è una scrittura contabile, consistente nel registrare le operazioni aziendali simultaneamente su due serie di conti, “ dare-avere”, secondo il principio della duplice rilevazione simultanea. Lo scopo era ed è, quello di determinare il reddito di un preciso periodo amministrativo e di controllarne i movimenti.

Siamo nel Rinascimento: la riscoperta di opere greche antiche portò ad un’età di cambiamento, preliminare all’età moderna. L’influenza degli studi classici è particolarmente sentita in ambito letterario e artistico, in matematica invece il periodo rinascimentale fu caratterizzato soprattutto dall’affermarsi dell’algebra e quindi, in qualche modo, in continuità con la tradizione medievale. Pacioli non fu un economista ma preparò il materiale, creò ed utilizzò per primo il linguaggio tecnico che è stato la radice della nostra odierna scienza economica. L’uso di due sezioni contrapposte per segnare i crediti ed i debiti ma anche i costi ed i ricavi, la doppia contabilizzazione delle operazioni finanziarie ed economiche ai fini di un maggior controllo, il concetto di pareggio, il bisogno di creare un inventario per i beni mobili e immobili

questi cinque corpi sono legati, proportionatili tra loro e circoscritti da una sfera, solo ricorrendo alla Divina Proportione che tra loro li accorda con certa irrazionale sinfonia”. ( Luca Pacioli)

La figura di Luca Pacioli ci aiuta a comprendere un’epoca di radicali cambiamenti, il passaggio verso un mondo globale nel quale diventa un’autorità assoluta in Europa. Colui che insieme alle più grandi menti illuminate del Rinascimento diviene l’organizzatore dei libri commerciali e dello sviluppo della geometria solida. È l’apertura a orizzonti nuovi, in una combinazione tra il rigore della geometria e la disponibilità a “mettersi in gioco” su spazi geografici e mentali. Dalla logica di una costruzione “chiusa”, attentamente misurata dalle risorse fisiche e intellettuali dell’uomo, si passa progressivamente a un respiro universale condiviso con artisti quali Piero della Francesca, Leonardo Da Vinci, Leon Battista Alberti Bramante, Raffaello e Albrecht Dürer

Divina Proporzione di Fra’ Luca Pacioli

Dal Convivio di Dante alla cultura digitale. Il Sommo Poeta scrisse: “ l’uomo saggio deve saper prevedere ciò che accadrà». Di Elena Tempestini

Convivio, opera incompiuta di Dante

“Dentro dall’uomo possono essere due difetti e impedi[men]ti: l’uno dalla parte del corpo, l’altro dalla parte dell’anima. Dalla parte del corpo è quando le parti sono indebitamente disposte, sì che nulla ricevere può, sì come sono sordi e muti e loro simili. Dalla parte dell’anima è quando la malizia vince in essa, sì che si fa seguitatrice di viziose dilettazioni, nelle quali riceve tanto inganno che per quelle ogni cosa tiene a vile.” ( Dante Convivio)

Il Convivio è una opera incompiuta di Dante, scritta negli anni dell’esilio, tra il 1304 e il 1307. L’opera, prevedeva, oltre al Proemio, 14 trattati di commento ad altrettante canzoni d’amore e di contenuto filosofico. Purtroppo si interruppe al quarto trattato. Grazie alle numerose fonti cui attinge, Bibbia, Aristotele, Cicerone, Boezio, Ovidio, Virgilio, ecc, il Convivio è una specie di enciclopedia del sapere umano, che ci mostra l’ampiezza delle letture e la rigorosa impalcatura logica del ragionamento dantesco.
Il primo trattato, composto da 13 capitoli, è l’introduzione generale che contiene la lode alla filosofia. È il pane del sapere, il cibo di Sapienza. Cibo? Convivio significa banchetto.
Il poeta ha ben in mente l’immagine del ‘vivere insieme’, del “mangiare insieme’, condividendo il cibo. Ma il “Convivio è una metafora, è il “banchetto della sapienza’.
Alla mensa sono seduti i veri sapienti. Dante immagina se stesso ai piedi della loro tavola dai quali può raccogliere le briciole del sapere. Le briciole, al di là del loro aspetto frammentario, costituiscono ricchezza accessibile per tutti. È lo scopo del Poeta, la sua divulgazione per rivolgersi a tutti gli esseri umani. È per questo motivo che scrive in volgare, la lingua quotidiana del popolo. ‘Traduce’ dal dotto latino in lingua “semplice” il ricco sapere.
Dante apparecchia, nel Convivio, una tavola sul quale imbastire un “banchetto metaforico”. Le vivande servite agli ospiti sono conoscenze degne di essere condivise con tutti, i quali eravamo, siamo e saremo tutti noi.
Il cibo servito è politica, teologia, filosofia, geografia, nei fatti la conoscenza più ampia.
La ‘beata mensa dei sapienti’ è aperta a tutti.

Catacombe di San Pietro e Marcellino, o catacombe di Sant’Elena. Roma. Datate circa 150 D.C. restaurate e rese visitabili dal 2014 grazie ai finanziamenti della Repubblica dell’Azerbaigian

La meraviglia è che possiamo leggere il Convivio come una metafora moderna. La tavola diviene una rete di conoscenza, che distribuisce vivande. Internet, il suo contenuto, il Web, i quali ci permettono e garantiscono un accesso alla conoscenza. Ed è proprio l’elogio alla lingua “volgare” che ispira una nuova visione della società e dei doveri dell’intellettuale per il Poeta. La divulgazione.

Dante si presenta come un divulgatore di conoscenze. Certo, possiamo accedere solo alle briciole, e non sempre possiamo riuscire a vederle, perché ci mancano gli strumenti organizzativi del sapere. Ed è questo che dovrebbe essere il nostro scopo di oggi, imparare e abituarci a muoverci nello sterminato universo di briciole, fiduciosi della nostra capacità di costruire il senso della bellezza. Le Biblioteche, gli Archivi digitali, sono un patrimonio in crescita: sono “luoghi virtuali” che forniscono accesso a una infinita serie di materiali di cui ricercatori, studiosi, studenti o utenti occasionali, hanno a disposizione per fare il loro lavoro, nuove forme di ricerca senza confini o barriere, difficili o impossibili da effettuare prima del loro avvento.

il termine “cultura” può essere interpretato anche in senso socio antropologico, come l’insieme di comportamenti, conoscenze, norme, sistemi di valori, meccanismi di controllo che una società, in tutte le sue componenti, mette in opera per sopravvivere, e possibilmente per vivere meglio.

La cultura di una società è necessariamente innervata nel suo tempo, nella sua organizzazione politica e civile, nei suoi sistemi di produzione, e sopratutto nelle tecnologie del suo tempo. la Cultura Digitale non è riducibile ad una serie di nozioni tecniche, più o meno approfondite, ma rappresenta la capacità di capire la complessità, la profondità, l’interrelazione dei sistemi che gestiscono il mondo contemporaneo.

Biblioteca digitale

Le competenze digitali, quali software, linguaggi, sistemi, piattaforme, social, sono destinati ad invecchiare rapidamente, a causa dell’alto tasso di innovazione del digitale, la cultura, il contenuto, è la base teorica profonda. È un ecosistema che controlla e gestisce le attività produttive, ma anche i mezzi di informazione, i rapporti interpersonali, il nostro tempo libero e le nostre passioni. Un ecosistema globale capace di riformulare i saperi del passato e contemporaneamente di proiettarsi nel futuro. Un banchetto, una tavola imbandita della quale dobbiamo prendere consapevolezza che ogni attività, ogni sapere è interconnesso, .

Un cambiamento così profondo e radicale che non possiamo più etichettare solo come “fenomeno” ma che deve essere considerato come un nuovo modo di comportarsi e relazionarsi, a tutti gli effetti. Il motore che muove l’idea di Dante attraverso il Convivio è il motore di ricerca di oggi, la struttura della cultura digitale. Ci sono secoli di distanza ma entrambi si incontrano, forse per la prima volta nella stessa epoca.

“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.” Albert Einstein

Uomo e territorio sono un rapporto in continua evoluzione. I 150 anni dell’Istituto Geografico Militare, un’Istituzione antica volta verso il futuro. Di Elena Tempestini

150 anni dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, una vera e propria eccellenza, dentro e fuori dai confini italiani. 150 anni di una Istituzione antica ma sempre volta verso il futuro. Le attività dell’ IGM, Istituto Geografico Militare, sono caratterizzate dalla duplice natura del ruolo rivestito e riflettono l’evoluzione del quadro geostrategico internazionale e soprattutto l’evoluzione, che in tale contesto hanno subito le relazioni internazionali dell’Italia. La doppia natura di ente cartografico di Forza Armata e organo cartografico dello stato determina la necessità di coniugare le necessità geospaziali della Difesa, condizionate a loro volta dagli impegni contratti con la NATO, con le esigenze imposte, all’organo cartografico di stato, dalla normativa nazionale ed europea. Dalla manutenzione, misura e materializzazione dei confini di Stato con interventi periodici geotopocartografici, alla effettuazione di misure di carattere geofisico di gravimetria e geomagnetismo, nonché di astronomia geodetica;

“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” ( canto XXVI, Inferno)

Sono le parole che Dante fa dire ad Ulisse, il quale esortava i suoi compagni a non temere l’ignoto, la curiosità e la voglia di sapere, avere il coraggio di oltrepassare le paure dei limiti umani. Se così non fosse ci sarebbe l’imbarbarimento dell’ uomo. È fondamentale fare tesoro della conoscenza per migliorarsi in tutto. Anche nel custodire il passato per gettare i ponti verso il futuro.

La geografia è l’occhio della storia. Questo motto, risale al geografo alessandrino Tolomeo del II secolo d.C. ed è ripreso molti secoli dopo nel proemio del primo atlante moderno, il “Theatrum Orbis Terrarum” del 1570, a cura del cartografo olandese Abraham Ortelius. La geografia serve per conoscere e memorizzare la storia, per collocare nello spazio le imprese degli antichi.

Biblioteca Attilio Mori

Uomo e territorio sono un rapporto inscindibile, in continua evoluzione. Con l’unificazione del Regno di Italia, si riconobbe l’esigenza per lo Stato, di creare una cartografia nazionale unitaria. Nacque l’Istituto Geografico Militare, corpo dell’Esercito Militare. Firenze capitale fu la città che lo accolse, nelle sale adiacenti alla basilica della Santissima Annunziata, in parte degli spazi monastici appartenuti al convento dei Padri Serviti. All’interno della struttura si trova l’imponente salone,  già biblioteca dei Servi di Maria, che oggi conserva il patrimonio librario dell’Istituto con e svolge le funzioni di Ente Cartografico dello Stato italiano con
200 mila volumi e 175 mila tiipologie cartografiche:  una collezione di atlanti di tutto il mondo dal 1570 ad oggi, una cartoteca, un’emeroteca che conta circa 750 testate nazionali ed estere e collezioni fotografiche.

Istituto Geografico Militare

Il complesso risale alla fondazione del convento dei Servi di Maria (1250 circa). Gli ambienti circostanti sono della fine del XIII secolo, mentre i locali contigui al secondo chiostro sono del XIV secolo. Fra il 1444 e il 1454 il cenobio viene interamente ristrutturato da Michelozzo, mentre al 1471 risale un altro intervento a opera di Leon Battista Alberti. La decisa accelerazione del progresso tecnologico degli ultimi decenni ha messo a disposizione dei topografi e dei cartografi nuovi e potenti mezzi: tecniche di rilevamento satellitare, metodologie ed applicazioni informatiche, procedure digitali di acquisizione ed elaborazione dei dati territoriali. L’Istituto geografico militare (IGM) ha il compito di fornire supporto geotopocartografico alle Unità e ai Comandi dell’Esercito italiano. L’uomo si trova immerso all’interno di un paesaggio caratterizzato da elementi naturali e non, che ne condizionano il suo modo di essere ed il rapporto con ciò che lo circonda. E’ necessario trovare il giusto equilibrio per mantenere la testimonianza della propria memoria, ma allo stesso tempo la capacità di progettare un futuro compatibile
per la salvaguardia del nostro Pianeta.

Ildegarda di Bingen, dottore della chiesa Universale, donna moderna nell’anno 1000, fu antesignana delle odierne evidenze scientifiche. Di Elena Tempestini

A sinistra Miniatura di Ildegarda di Bingen dell’ Uomo Sinfonico, ( Uomo Sinfonico”, miniatura tratta dal manoscritto “Liber Divinorum Operum”, I.2, ms. 1942, c. 9r, inizio del XIII secolo, Biblioteca Statale, Lucca.). A destra l’uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci Le proporzioni del corpo umano secondo Vitruvio”, cat. n. 228, Gabinetto dei Disegni delle Gallerie dell’Accademia, Venezia. Circa 300 anni separano i due disegni. Come per l’Uomo Vitruviano di Leonardo, l’Uomo Sinfonico di Ildegarda rappresenta l’ideale della perfezione. Per Ildegarda non nasce da scienza e misurazioni, ma da musica e poesia. Queste arti, sono da lei considerate un “collante” simbolico fra le idee filosofiche di macrocosmo, l’universo, e microcosmo l’uomo

In quale modo Ildegarda di Bingen contemplava il mondo in cui si muoveva? In maniera analogica. Il legame analogico tra l’uomo/microcosmo e l’universo/macrocosmo, sostenuto sin dall’antichità, ha formato nel corso dei secoli la base di numerosi saperi, tra cui la teologia, l’astrologia, la politica, la medicina, la scienza e la fisica. Per gli antichi greci l’universo era un ente vivente analogo all’uomo che ne faceva parte e come tale si componeva di anima e corpo. Curiosamente è lo stesso modello che ci rivela oggi la fisica quantistica, la teoria delle stringhe e la teoria matematica dei frattali: praticamente un granello di sabbia contiene l’universo, l’atomo è una rappresentazione del sistema solare, il nostro corpo è composto degli stessi atomi del sole, delle stelle, delle galassie, contiene dei buchi neri e conserva i detriti della nascita dell’universo. Non solo, nel nostro corpo sono scritti gli archivi della storia passata, ma Ildegarda ci parla anche del futuro, invitandoci a prendere cura tanto del nostro corpo quanto della nostra anima. In natura, troviamo i rimedi per potenziare l’energia vitale del corpo, nella musica, nella danza, nella contemplazione nutriamo il nostro Spirito. Questa attenzione alla nostra totalità è doverosa, oggi più che mai, per ricordarci che siamo al mondo per celebrare la bellezza, l’intelligenza, l’amore che abbiamo accumulato nei millenni della storia umana, non di certo per evocare la parte più arretrata, inconsapevole e avida del genere umano. Oggi, siamo ad un bivio epocale nel quale dobbiamo ricordare ciò che siamo e non diventare cibo di “un buco della memoria e della conoscenza”. Ildegarda è vissuta in un millennio attraversato da scismi, guerre, ideologie, epidemie. E se siamo oggi qui, lo dobbiamo alla vitalità, alla fede nella Vita, al coraggio dei nostri antenati, alla vitalità dell’universo che sempre si rigenera e si espande: ma sopratutto ha memoria. Come la scienza odierna in questi ultimi due anni ha dimostrato, grazie all’INFN, Istituto di Fisica Nucleare Italiano, c’è una rete cosmica, un web cosmico composto da infiniti filamenti che permeano gli spazi intergalattici, collegando le strutture più dense dell’universo e formando l’infrastruttura cosmica in cui nascono e si evolvono, nel corso di miliardi di anni, galassie, stelle, pianeti. Dall’altra, ci sono le reti filamentose di neuroni che costituiscono il cervello umano, in grado di ricevere, elaborare e trasmettere impulsi nervosi, e dare luogo alle complesse funzioni cognitive della mente.

Oggi più che mai l’attualità del pensiero di Ildegarda di Bingen, vissuta più di 1000 anni fa, è sotto gli occhi di tutti. I suoi concetti, le sue regole di vita sono state riscoperte in questo momento epocale, nel quale l’essere umano si trova davanti a un nuovo modo di leggere la vita dentro il suo ambiente.

«Luce del suo popolo e del suo tempo»: con queste parole Giovanni Paolo II, definì Ildegarda di Bingen nel 1979, in occasione degli 800 anni dalla morte della Mistica Tedesca. La sua autorevolezza supera decisamente i confini di un’epoca e di una società e, nonostante la distanza cronologica e culturale, il suo pensiero si manifesta di perenne attualità in tutte le Scienze e le Arti da lei penetrate. Il linguaggio di Ildegarda è caratterizzato da uno stile originale ed efficace, ricorre volentieri ad espressioni poetiche dalla forte carica simbolica, con folgoranti intuizioni, incisive analogie e suggestive metafore.

Ildegarda allo scrittoio – miniatura dal Liber Divinorum Operum, Ms. 1942 – Lucca, Biblioteca Statale.

“Iddio ha sistemato tutte le cose del mondo in considerazione di tutto il resto. Tutto ciò che è nei cieli, sulla Terra, e sotto la Terra, è compenetrato di interconnessione, è compenetrato con l’essenza del reciproco rapporto”.

L’uomo, secondo la cosmologia di Ildegarda, racchiude tutti gli elementi del mondo, perché l’universo intero si riassume in lui, che è formato della materia stessa della creazione. Perciò egli può in modo consapevole entrare in rapporto con lo Spirito, l’energia: e dove essa c’è, si trova la libertà. Ciò accade non per una visione diretta, ma, seguendo la celebre espressione, «come in uno specchio» L’immagine divina nell’uomo consiste nella sua razionalità, strutturata in intelletto e volontà. Grazie all’intelletto l’uomo è capace di distinguere il bene e il male, grazie alla volontà egli è spinto all’azione.

Cosmologia di Ildegarda di Bingen miniatura tratta dallo Scivias

Se possiamo pensare che fosse un millennio buio nel quale una donna non aveva diritto di parola, allora non ha mai letto la storia di Ildegarda. Essa era colei che scriveva ai papi, dialogava con i grandi della terra e predicava nelle cattedrali.

Quando un tempo le Scienze e le Arti non erano divise, ma avevano un linguaggio comunicativo tra di esse. quando lo scienziato, il filosofo e il poeta si comprendevano a vicenda c’era cibo di vita l’uno per gli altri.

Ildegarda di Bingen, donna Medico, erborista, teologa, compositrice e musicista, per l’esattezza fu la prima donna a comporre musica, i quali spartiti non sono andati persi, ancora oggi sono suonate e ascoltate. Per Ildegarda la musica è sinfonia dell’anima, con la sua danza-canto chiamata “ Ordo Virtutum”. Ildegarda, usa il movimento del corpo come guarigione per le persone cadute nel disordine interno: nessun altro mezzo è in grado di riportare l’armonia interiore come il movimento, la danza che unisce le connessioni con le forze vitali.

Ildegarda di Bingen, Liber Divinorum Operum
Lucca, Biblioteca municipale, Codex Latinum

Ildegarda fu spronata da Bernardo di Chiaravalle e autorizzata da Papà Eugenio III, nel 1147, a scrivere e parlare in pubblico. Rispettata e ossequiata, le venivano poste domande alle quali dava risposte sempre riferite all’autorità dell’energia, della “Luce vivente”. Le parole di Ildegarda avevano un’acuta capacità di discernimento e una grande sicurezza, dono della profezia e della veggenza che fu la caratteristica che più contribuì a far crescere la sua fama di santità.

“Tutto ciò che imparo e vedo in visione, rimane per lungo tempo nella mia memoria, così che ricordo ciò che ho visto e udito una volta. Contemporaneamente vedo, ascolto e comprendo, e quasi simultaneamente imparo ciò che comprendo”.

A distanza di ottocento anni è divenuta Dottore della chiesa universale.

Professa dell’ordine di San Benedetto,
è proclamata Dottore della Chiesa universale.
BENEDETTO PP. XVI

In Ildegarda risultano espressi i più nobili valori della femminilità: la presenza della donna nella Chiesa e nella società viene illuminata dalla sua figura.

In una lettera a San Bernardo scrisse: “Io sono un essere senza istruzione, e non so nulla delle cose del mondo esteriore, ma è interiormente nella mia anima che sono istruita.”

Ildegarda è la viridita’ del Mondo: è il vigore, la freschezza e la vivacità: la VIRIDIIS che indica il colore verde e tutto ciò che ad esso è idealmente collegato in termini di: crescita vitale, forza e vigore. Viriditas per Ildegarda è la rappresentazione reale di una energia interna all’essere vivente che viene percepita come una musica inaudita che muove ogni piuma al vento e danza con la fiducia di Dio per essere germoglio.

Ildegarda è la dimensione terrestre nella quale viviamo, nella sua essenza più autentica, attraverso il suo linguaggio ci permette di osservare fuori di noi ciò che nasce al nostro interno. All’uomo dotato di ragione è affidata la responsabilità del creato. 

L’uomo non è isolato, ma relazionato ad altri uomini composti da maschi e femmine. Non è al mondo per la sua propria volontà, bensì ha un compito, una missione da portare avanti.

Secoli che Ildegarda di Bingen occupa un posto di primo piano nel concetto di interpretazione del processo di creazione.

“ tutta la creazione è una sinfonia di giubilo e di gioia” e per esprimerlo nel reale, essa disegna una miniatura di nove cerchi e li fa corrispondere con i nove cori angelici: Angeli, Arcangeli, Virtù, Potestà, Principati, Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini: “Tutti inneggiavano al dono divino della creazione”. L’immaginazione è la forma di pensiero, che non segue regole ma elabora in modo del tutto libero un’esperienza sensoriale. L’immaginazione diviene la via per concepire e rendere reale un mondo inconoscibile. Ildegarda ci tramanda l’esempio di trasposizione di vere e proprie immagini interiori, da immagine, disegno alla parola. È colei che riceve il comando interiore di esternare le sue visioni perché tutti gli esseri umani possano goderne. Le sue visioni erano immagini dell’anima che venivano accuratamente riprodotte in ricchissimi disegni Miniati, L’arte in tutte le sue forme, diviene il passaggio per aprire la porta su un mondo mistico che accompagna verso il sé interiore. Ildegarda è consapevole e cosciente delle sue visioni, le sa che non sono frutto di sogni o di estasi, lo descrive nelle sue parole: “conoscere la forma, non più di quanto si possa guardare direttamente la sfera del sole”.

Conoscere la forma è l’interpretazione della lingua ignota, dell’alfabeto segreto nel quale non c’è la parola umana ma l’immagine come potenziale di espressione di una luce non terrena ma destinata agli uomini. Ildegarda è una messaggera della forza cosmica, delle forze divine che sono trasmesse all’uomo. Ildegarda ha rivoluzionato la visione del mondo e del suo tempo precorrendo e anticipando un caos moderno ma trasmettendoci la possibilità di una guarigione attraverso un processo globale che avviene su più livelli. Questo processo è già presente dentro ogni essere umano alla nascita, ma sarà attivo solo se fluirà consapevolmente dentro la natura alla quale appartiene. Ildegarda vede l’invisibile nel visibile, e lo rende reale attraverso la sua persona e i suoi atti. Gli “invisibili segreti dell’eterno”, un messaggero che trasforma da pensiero ad immagini per la mente umana, il fiume della vita. È il percorso che unisce l’arte creativa, l’artista che crea con L’Archetipo che genera. Le tre forze cosmologiche che si equilibrano e danno espressione al trionfo dei colori: il nero, il bianco il giallo, il grigio, l’azzurro, il rosso, il verde, l’oro quali codici e simboli del significato del linguaggio universale che comunica la molteplicità delle realtà percepibili per l’essere umano. Un sapere profetico che nasce, fiorisce e declina in una eterna circolarità che prende energia e forza dai “messaggeri” che in ogni secolo sono venuti e vengono a piantare i semi futuri.

Giuseppe di Arimatea, Glastombury Abbey e la devota tradizione del biancospino della casa regnante inglese.

Glastombury Abbey, Giuseppe D’Arimatea e i Reali Inglesi.

Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò.

Giuseppe d’Arimatea in Britannia

Giuseppe di Arimatea viene menzionato nei quattro vangeli nel contesto della passione e della morte di Gesù. Membro del Sinedrio che si rifiutò di condannare Gesù. Nella leggenda, Giuseppe d’Arimatea, approdò sulle coste britanniche, ai tempi popolate dai romani, e si racconta che fu il fondatore della prima chiesa sul suolo britannico, Glastonbury, vicino alla Glastombury Tor, la Torre di San Michele, la quale fu distrutta da un terremoto l’11 settembre del 1275. Un sisma tremendo, tanto che fu sentito a Londra, a Canterbury e in Galles. Nel corso dei secoli, fu recuperata una croce solare risalente al X o all’XI secolo.

Glastombury Tor.

La collina è menzionata nei miti celtici in particolare nella mitologia legata alla figura di Re Artù: si pensa di probabile costruzione Romano-britannica grazie al ritrovamento di alcune ceramiche di vasi per vino che erano stati importati dal Mediterraneo. Nei secoli Glastombury si espanse grazie ai monaci benedettini, nel 1184 un grande incendio distrusse le costruzioni monastiche, ma Glastombury fu ricostruita con celerità e consacrata nel 1186.

Luogo del presunto ritrovamento della tomba di Re Artù e della regina Ginevra a Glastombury

Lo storico Giraldus Cambrensis, gallese, nel suo De principis instructione del 1193, poi ripreso in Speculum Ecclesiae del 1216 afferma che l’abate Henry de Sully ordinò una ricerca scoprendo, ad una profondità di circa 5 metri, un enorme tronco di quercia scavato, contenente due scheletri. Sopra di esso, e sotto una pietra come scritto da Giraldus, c’era una pesante croce con un’iscrizione inequivocabile: ” Hic jacet sepultus inclitus rex Arthurus in insula Avalonia” (Qui giace sepolto il famoso Re Artù nell’isola Avalonia).

Giraldus Cambrensis

Gli storici smentiscono l’autenticità del reperto. Una trovata “pubblicitaria” del 1100 per far visitare il luogo? Potrebbe essere stata una idea per raccogliere i fondi necessari per la ricostruzione della chiesa dopo l’incendio. Praticamente è la prova che le fake news, la contraffazione della storia è sempre esistita, anche nelle fonti scritte e ritenute “attendibili” dei tempi storici, costruite e prodotte sempre per scopi ben precisi.

Biancospino in fioritura anche nell’Abbazia di San Galgano, dove si trova la cappella dell’Eremo di Montesiepi , chiamata “la rotonda” per via della sua forma, all’interno della quale si trova una vecchia spada datata metà del 1100/ inizio 1200. La spada è di ferro ed è conficcata nella roccia. Ph. Crediti Elena Tempestini

L’abbazia di Glastonbury, è considerata la culla della cristianita’ inglese.

La cucina dell’Abate di Glastonbury Abbey. Confortata da quattro enormi camini posti ai quattro angoli, a conferma della condizione molto agiata del luogo. Oggi considerata una delle cucine medioevali meglio conservate in Europa

La leggenda narra che Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio che sì rifiuto’ di condannare Gesù, arrivato in Britannia nel I secolo, stava dormendo e dal suo bastone pastorale piantato accanto al suo corpo, sarebbero uscite delle radici e dei fiori. Erano i fiori di un biancospino splendido. Il biancospino fin dai tempi più antichi era considerata una pianta di buon auspicio. Gli antichi greci utilizzavano il biancospino per decorare gli altari prima di cerimonie nuziali perché lo ritenevano propiziatorio. Le antiche popolazione celtiche gli dedicavano un intero mese, da metà maggio a metà giugno e lo consideravano l’albero delle fate, secondo le credenze popolari del tempo. Dove cresceva un biancospino con pazienza si sarebbero potute ammirare le piccole e magiche creature fatate. I romani lo chiamavano Alba Spina, spina bianca, nome ancora oggi conosciuto, e gli attribuivano il potere magico di scacciare gli spiriti maligni grazie alle sue spine aguzze. Nella mitologia romana il biancospino è la pianta consacrata alla dea Flora la dea della Primavera alla quale è attribuita anche la nascita di Firenze. Secondo le credenze inglesi i fiori bianchi del biancospino rappresentano l’Immacolata Concezione, gli stami rossi le gocce del sangue versato da Gesù Cristo e, le spine simboleggiano la corona di spine posta sul suo capo.


“Il biancospino di Glastombury”, cresce davvero nei dintorni della cittadina inglese, ed ha una caratteristica speciale che lo rende diverso da tutti gli altri biancospini del mondo. È l’unico che ha doppia fioritura, sia nella tarda primavera che una seconda volta, in pieno inverno. Nel periodo di Natale.

Nel 1649, la “miracolosa” pianta fu recisa, il re Cattolico Carlo I decapitato, e proclamata la repubblica, Oliver Cromwell fece tagliare in segno di spregio il biancospino, simbolo degli omaggi che ogni anno venivano tributati al re e ai suoi parenti.

Ristabilita la monarchia con Carlo II, si volle dedicare attenzione al simbolo del biancospino, il re fece piantare un alberello per continuare la tradizione. A Glastombury passeggiando fra i resti della abbazia, c’è un cippo che indica il luogo in cui sorgeva il biancospino: Il biancospino di San Giuseppe. Da quel momento in poi ogni anno durante il periodo natalizio il biancospino fioriva ed un suo ramoscello in fiore veniva portato in dono ai regnati Inglesi.

Francobollo Inglese che celebra il biancospino

La tradizione natalizia, ancora oggi, si è sempre ripetuta.
la mattina di Natale, la regina Elisabetta II era solita entrare nella sua sala da pranzo, nella quale, davanti al suo piatto vi era un piccolo ramoscello di biancospino appena arrivato da Glastombury, mantenendo l’antichissima tradizione. Carlo III, noto ambientalista, ecologista ed amante della natura, dopo aver promesso di tutelare la chiesa cattolica di Scozia porterà sicuramente avanti la tradizione della cristianità inglese.

I preziosi corredi delle case reali di tutto il mondo provengono da Firenze. La ditta di Ricami Navone era in un famoso palazzo del centro fiorentino: Palazzo Dudley, acquistato dal conte di Warwick e duca di Northumberland, figlio del favorito della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Di Elena Tempestini

Palazzo Dudley ha due facciate, una su via della Vigna Nuova e una su via della Spada con uno spigolo su via de’Tornabuoni. Ancora mantiene la scritta Navone della antica ditta di Ricami che oggi è conservata a Palazzo Davanzati

Firenze: artigianato e ricami fiorentini. La grande tradizione artigianale italiana non è affatto destinata a scomparire, anzi, nei prossimi anni aumenteranno le richieste di professionalità. Richieste basate su competenze umane che le macchine non potranno rimpiazzare: la manualità, l’ingegno e la creatività.

Ricami Loretta Caponi

Artigianato e professionalità

Firenze e l’artigianato fiorentino: Recenti studi sulle tendenze dell’occupazione concordano nell’affermare che l’artigianato e il “saper fare con le mani” saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni. L’arte dell’ artigiano non eleva soltanto le capacità e le abilità tecniche e manuali, ma custodisce dei valori. Valori che appartengono alla storia, sono gli antichi mestieri avvolti di segreti, tramandati da padri in figli.

Il medioevo a Firenze e le corporazioni

Firenze e l’artigianato fiorentino provengono da lontano tempo, dal profondo medioevo che grazie alla nascita delle Corporazioni e alla lavorazione e produzione unica, di meravigliose lane, sete e stoffe, fecero divenire Firenze il centro del mondo. L’artigiano rende ogni “prodotto” unico. L’artigianato tramanda un’abilità che l’arte di oggi non riesce più a garantire. Un gioiello o un ricamo mantengono un valore ineguagliabile. Uomini e donne al lavoro nelle loro botteghe creano oggetti preziosi che saranno poi esportati in tutto il mondo.

Firenze e i corredi nuziali principeschi

Ed è la storia del ricamo del grande artigianato fiorentino che oggi raccontiamo. Firenze non solo è stata, ed è, la Regina dei corredi nuziali delle corti reali, ma è la protagonista delle case e delle tavole private che gli stranieri comprano nella nostra città. Oggi questo è stato riscoperto dai migliori ristoranti che accolgono mescolando l’arte visiva con l’olfatto. Le tavole eleganti sono quelle che non si associano mai alla parola “sfarzo” bensì alla semplicità del bello e dell’eleganza.

Opus florentinum” 

Fin dal Trecento l’arte del ricamo è denominata “opus florentinum”. Ricordano le monache delle Murate in via Ghibellina che fornivano i paramenti ecclesiastici per le più importanti e solenni cerimonie. Erano le preziosebordature a “giornino” che rifinivano gli orli e il “punto pieno” usato per creare disegni. Sono l’ago e i fili a “dipingere” i tessuti di lino, seta e cotone che si trovano negli armadi di Buckingham Palace dai tempi del 1600. Ma anche nei tempi moderni la tradizione ha continuato, il corredo nuziale della Principessa Lady Diana fu confezionato da Loretta Caponi. Aprendo gli armadi e guardando le tavole delle corti di Olanda, Belgio, Danimarca e Norvegia, troverete nelle sale da pranzo e nelle camere da letto i ricami fiorentini.

Tovaglia di Bisso di lino ricamata dalle Sorelle Bellini

Le famose sorelle Bellini avevano ricamato l’immenso corredo della bellissima principessa Soraya, la prima moglie dello Scia di Persia.

Ricami storici

Palazzo Dudley Firenze

Antiche famiglie americane ancora si tramandano le preziose tovaglie ricamate a Firenze nel pieno del suo splendore di Capitale del Regno d’Italia. A ricamarle la “Ditta Navone ricami e merletti dal 1870 al 1978”, che serviva i corpi diplomatici presenti in città. Francia, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Impero Ottomano, Russia, Prussia, Svezia, Svizzera, Portogallo, Danimarca, Belgio, Brasile, Grecia, Austria-Ungheria, Spagna e Messico. Tutti insediatesi nei più bei palazzi del centro e nelle ville collinari. Una curiosità Fiorentina poco conosciuta, la sede dove era la ditta NAVONE, che ancora oggi potete vedere sul palazzo che si affaccia sul versante di Via Tornabuoni, tra le vie che lo costeggiano, Via della Vigna Nuova e Via della Spada si chiama PALAZZO DUDLEY . Fu costruito nel 1613 su antichi possedimenti e case appartenenti ai Rucellai per il figlio di Robert Dudley I conte di Leicester, favorito/amante della regina Elisabetta I d’Inghilterra, per il quale amore la storia racconta che la Regina non volle mai contrarre matrimonio. Robert era il figlio minore di John Dudley, Duca di Northumberland, che fu giustiziato nel 1553 per aver tentato di far salire Lady Jane Grey al trono d’Inghilterra e di Jane Dudley, duchessa di Northumberland. Il Robert Dudley, conte di Warwick, duca di Northumberland, che visse a Firenze era il figlio illegittimo del Robert Dudley, primo conte di Leicester e di Lady Douglas Sheffield, il quale riparò a Firenze come esule per ragioni politiche, lavorando al servizio del granduca Cosimo II de’ Medici, prima, e di Ferdinando II, poi. In Toscana lavorò come ingegnere e costruttore navale, progettò la bonifica delle paludi fra Pisa e il mare e ingrandì il porto di Livorno. Tra il 1646 e il 1647 pubblicò a Firenze “Dell’Arcano del Mare”, trattato di scienza della navigazione in tre volumi che è anche il primo atlante marittimo pubblicato in Italia. È sepolto nella chiesa di San Pancrazio. Ha lasciato al Granduca Ferdinando II il suo patrimonio e tutti gli strumenti portati dall’inghilterra che oggi si trovano al Museo Galileo. All’inizio del 900 fu deciso di abbattere i piani superiori del Palazzo per realizzare una grande balconata con effetti scenografici più eleganti rispetto alla prima forma a cuneo che aveva originariamente. Nel 1919 fu affidato l’incarico della trasformazione all’architetto Adolfo Coppedè (Firenze, 1871 – 1951)

Il prezioso fondo “Navone” è oggi custodito presso il Museo di Palazzo Davanzati.

Gli artigiani di oggi

Ricami dell’Ottocento fiorentino, Navone Ricami

L’artigianato fiorentino si rivela nelle botteghe “Oltr’Arno” che ricevono direttamente la clientela prettamente straniera. Liutai, arazzieri, sarti, ricamatrici, fabbri e ciabattini. Quest’ultimi spediscono anche la loro merce nelle dimore di attori e cantanti famosi, di opulenti arabi e russi e nelle più belle ville di Hollywood.

A scuola di artigianato

Una curiosità: il premio Oscar Daniel Day-Lewis ha soggiornato due anni a Firenze per imparare un lavoro manuale di alto artigianato. Si potrebbe continuare e scoprire un mondo che vive di antichi lavori nelle tante botteghe di San Frediano e dintorni.
Lo faremo, con le Accademie prestigiose riconosciute a livello internazionale. Di gioielleria, di cinema, di tutela e restauro del “forte piano” l’antenato del pianoforte e altre eccellenze che sono da secoli il fiore all’occhiello di Firenze.

Il più potente rivelatore al mondo di onde gravitazionali, l’Einstein Telescope, avrà il premio Nobel Parisi nel comitato. ET è il più potente rivelatore al mondo di onde gravitazionali.

ET, l’Einstein Telescope, il progetto per il più grande e sensibile telescopio di onde gravitazionali mai realizzato, in grado di aprire orizzonti completamente nuovi nell’osservazione dell’universo

“L’atmosfera è resiliente ai cambiamenti che l’uomo gli impone, ma ciò non significa necessariamente che l’uomo lo sia” (David Crisp, ricercatore della NASA)

La rete internet è l’interazione tra sito e utente, nel mezzo si pone la conoscenza per distinguere una notizia vera da una falsa o distorta. La conoscenza, come ha detto la fisica, direttrice del CERN di Ginevra, Fabiola Giannotti, è come l’Arte, un bene che appartiene all’umanita’.

Il CERN già nel 2007 aveva studiato l’influenza esercitata dai raggi cosmici galattici sulle nubi e sul clima terrestre. Da luglio 2022 l’Istituto di Fisica Nucleare Italiano, ha accertato che esiste un “Cosmic Web”, cioè una rete composta da miliardi di galassie dell’Universo che sono connesse con la rete dei miliardi di neuroni all’interno del cervello umano: Universo e cervello evolvono secondo principi fisici simili. Quindi il nostro organismo umano percepisce il flusso invisibile che unisce il nostro pianeta allo spazio, e nel mezzo ci sono i cambiamenti climatici che subentrano per costituzione dei gas nei quali l’essere umano è immerso.

Web cosmico e connessione con neuroni umani
Esempio di Entanglement, in italiano legame. In fisica quantistica, se due particelle interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separate, non possono più essere descritte come due entità distinte, perché tutto quello che accade ad una continua a influenzare il destino dell’altra.
Duomo di Monreale mosaico del XII secolo. Creazione del cielo e della terra… l’universo è una rete unitaria di energia. Siamo e viviamo nella creazione del microcosmo e macrocosmo contemporaneamente, viviamo l’entanglement. Già intuito in antichità?

“Le cose sono unite da legami invisibili: non si può cogliere un fiore senza turbare una stella” ( Galileo Galilei 1600)

Sarà il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi a dirigere il Comitato tecnico scientifico per la candidatura dell’Italia ad ospitare l’Einstein Telescope (Et), il futuro grande osservatorio europeo per le onde gravitazionali che realizzato in Sardegna, a Lula in provincia di Nuoro. Parisi nel 2021 ha ricevuto il Nobel insieme a Syukuro Manabe della Princeton University negli Stati Uniti e Klaus Hasselmann del Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, Germania. Parisi ha messo in luce l’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”. Le sue teorie possono essere applicate a tutte le scale: il vetro, il cervello, la finanza, il volo degli uccelli, i ghiacciai e molto altro”. Parisi ha lavorato con Nicola Cabibbo e proviene dalla scuola di pensiero di Enrico Fermi. Lo studio del clima e della terra è al centro degli studi di Parisi

Prima di tutto, cosa è l’atmosfera? L’atmosfera, noi la conosciamo con il nome di aria, ed è uno strato di gas che circonda la Terra. Lo strato dei gas è mantenuto in posizione dall’attrazione gravitazionale del pianeta ed è fondamentale per permettere lo sviluppo della vita. È il gas che permette al pianeta di avere una temperatura media adatta agli esseri viventi, +15°C, grazie al naturale effetto serra. L’atmosfera si estende dalla superficie terrestre fino a 10 mila km ed è suddivisa in cinque strati.

1. La Troposfera, che si estende dalla superficie terrestre fino a 12 km. È lo strato più denso dell’atmosfera ed è il gas nel quale siamo immersi, nel quale viviamo. 2) La Stratosfera, si estende dai 12 ai 50 km. È lo strato contenente le molecole di ozono e per questo conosciuta come lo “strato dell’ozono”. 3. La Mesosfera, si estende dai 50 agli 80 km. In questo strato le temperature iniziano ad abbassarsi fino a -85°C. 4) La Termosfera si estende dagli 80 ai 700 km. Comprende anche lo strato della Ionosfera, il punto nel quale si formano le aurore. 5. La Esosfera si estende dai 700 ai 10 mila km. Contiene le molecole meno dense.

Ciò che il “sapere” non ha saputo spiegare nei tempi passati, spesso ha avuto un comportamento elusivo se non addirittura ridicolizzante. Nessuna conoscenza è riuscita fino ad oggi, a dimostrare cosa sia il nostro senso di identità personale, la percezione di essere creazione, la presa di coscienza di Essere. Ancora oggi nessuna conoscenza dimostra cosa sono le emozioni, i pensieri, le idee o gli ideali nei quali confluiamo durante il tempo della nostra vita. Lo studio della nascita della Materia e dell’energia Oscura nella quale siamo universalmente immersi sono profondamente legate ai grandi progressi fatti dalla scienza in Cosmologia. Essa è la branca della Fisica che studia la nascita e l’evoluzione del nostro Universo e come può influire sugli esseri viventi. La materia e l’energia oscura sono il grande mistero della scienza odierna, si sa ancora poco, sono due degli ingredienti base universali, occupano il 96% del cosmo, ma, non possono essere misurate direttamente. La materia oscura, tende a far restringere il cosmo per effetto della gravità ma c’è un’altrettanta misteriosa energia oscura, che tende a farlo espandere sempre più rapidamente. La particolarità dell’energia oscura è che essa agisce come una gravità negativa, ovvero tende a far espandere l’Universo e si contrappone alla decelerazione dovuta all’attrazione gravitazionale della materia ordinaria e della materia oscura. Alcuni fisici ritengono che l’energia oscura sia una quinta forza fondamentale dopo la forza elettromagnetica, l’interazione debole, forte e la gravità.

Gli scienziati stanno tentando di dare risposte alla “singolarità gravitazionale”, la teoria che predice che i buchi neri si evolvano in buchi bianchi. Sono le possibili configurazioni dello spazio-tempo già previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, nel caso in cui la densità della materia raggiunga valori molto elevati, ed il volume valori molto ridotti, tanto da provocare un collasso gravitazionale dello spaziotempo. Praticamente i buchi neri trasformandosi nell’esatto contrario, nei buchi bianchi, rilascerebbero, nuovamente sotto forma di radiazione, tutta la materia che hanno un tempo ‘divorato’, questo processo potrebbe risolvere uno dei misteri più profondi della fisica fondamentale. Per questo motivo gli scienziati stanno studiando la cosmologia quantistica, la gravità quantistica a loop, conosciuta come LQG, nella quale si cerca di unificare la meccanica quantistica e la relatività generale. L’Italia è protagonista in questo studio grazie al progetto ET Telescope, il più potente rivelatore di onde gravitazionali. Il progetto avviato nel 2021 è sostenuto formalmente dal governo italiano, proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), oltre che a da varie Università. Ma ancora di più l’Italia è candidata ad ospitare l’Einstein Telescope sul proprio territorio: in Sardegna, nella provincia di Nuoro dove è già operativo un laboratorio sotterraneo per studiare l’energia di vuoto correlata con la forza di gravità. l’Italia sta divenendo uno dei centri mondiali per la ricerca nel campo delle onde gravitazionali.

Modello di LQG

Torniamo alle correlazioni tra i miliardi di galassie e i nostri miliardi di neuroni, essendo in risonanza, questo può avere connessioni con le manifestazioni climatiche? Tutti i giorni parliamo di ambiente e di riscaldamento globale, ma cosa è nella pratica? Può influire sull’atmosfera terrestre e sull’essere umano? C’è un collegamento tra di loro? Attraverso misure del campo gravitazionale, i satelliti gemelli GRACE-FO hanno documentato lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e la riduzione delle falde acquifere. Gravitazione e clima sono in stretta correlazione. Lo studio è servito anche per monitorare le correnti oceaniche e le riserve idriche. Confermare o modificare i modelli esistenti è di fondamentale importanza non solo per preparare tecniche agricole efficaci, ma anche per programmare l’utilizzo dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita.

Progetto del MIT “Space Bubble” per combattere il riscaldamento globale

In tutto ciò la ionosfera gioca un ruolo fondamentale nei fenomeni elettrici atmosferici, essendo la “maglia esterna” del condensatore terrestre. Essa assorbe gran parte delle radiazioni ionizzanti che provengono dallo spazio cosmico. Veicola le trasmissioni radio a lunga distanza, permettendo alle onde radio di rimbalzare verso la superficie terrestre. Le onde gravitazionali si propagano nella struttura geometrica dello spazio modificando la distanza spaziotemporale di due punti vicini, facendola oscillare attorno a valori di riferimento. Esse sono fenomeni molto importanti per comprendere e spiegare la maggior parte delle leggi fondamentali della fisica. A differenza della luce, che può essere disturbata dal gas interstellare, le onde gravitazionali lo attraversano senza impedimenti. Quindi la sua individuazione diretta consentirà agli esperti di ottenere informazioni sullo spazio mai osservato dagli esseri umani. Per gli scienziati potrebbe essere un modo diretto per vedere l’universo capire la sua evoluzione, ma anche cercare di prevedere gli eventi futuri.

Rappresentazione 3D della Terra in base alle deformazioni esercitate sulla superficie dalle forze gravitazionali: il pianeta non è uniforme sia perché già di suo non è una sfera perfetta, sia perché la sua composizione è tutt’altro che omogenea. credit: Nasa/Grace-FO

Il nucleo terrestre, la terra è un Organismo vivente, ed oggi la scienza da un contributo decisivo al progresso dell’ecologia. Dobbiamo pensare e progettare la visione in termini nuovi, ma al tempo stesso essere grati a conoscenze presenti in età antichissima. La base dell’ecologia è l’Interdisciplinarità, la scienza trasversale, che lega tra loro tutte le Arti e le scienze, della natura e dell’uomo, è il SENSO DELLA BELLEZZA citato dal CERN. Il modello è la natura stessa a cui tutti i fenomeni sono legati indissolubilmente. Tutti i Pianeti e tutte le stelle, compresa la Terra sono esseri viventi, dotati di un organismo interno, indispensabile alle sue funzioni ed al suo ruolo nel Cosmo. La terra è suddivisa in nove strati sovrapposti: gli otto strati interni alla crosta terrestre rappresentano, in un certo modo, gli organi fisiologici del pianeta, da cui emana e da cui dipende la sua vita, il nono strato, quello più superficiale, è lo strato solido, dove vive l’uomo. Gli elementi che compongono gli strati interni sono semiliquidi e gassosi e risiedono nel centro della Terra. Vi torna in mente qualcuno dal passato? Perché non scordiamo che la gratitudine, come diceva Einstein è il seme di ogni Arte e ogni scienza, torniamo a quel qualcuno che nel medioevo già immaginava la cosmologia, ed è sorprendente che per Dante, l’universo non-Euclideo presentasse forti analogie con la geometria dello spazio-tempo e della cosmologia scientifica attuale, descritta nell’ambito della Relatività Generale di Einstein. Quanto più gli oggetti che osserviamo sono lontani dalla Terra, tanto più ci appaiono come erano nel passato, perché la luce impiega un tempo sempre più lungo per arrivare fino a noi. Ma poiché l’universo è in espansione, le informazioni che noi riceviamo dal lontano passato ci mostrano un universo molto più piccolo di quello attuale. Oggi, da poco più di due mesi, lo stiamo vedendo anche grazie al potente telescopio della NASA/ESA, il telescopio James WEBB

La Galassia “Sombrero”

“Da quel punto depende il cielo e tutta la natura”. ( Paradiso XXVIII canto)

Dante e la cosmologia

L’energia geotermica, fu scoperta ed utilizzata per primo al mondo dal fiorentino Principe Piero Ginori Conti. Tutti i vantaggi dell’energia approvata dal MIT e da Enel Green Power, che sfrutta il calore della Terra ed è fonte di energia verde. Di Elena Tempestini

Il fiorentino Principe Piero Ginori Conti, che fu il primo al mondo, ad utilizzare l’energia geotermica

Sotto i nostri piedi, a profondità di qualche chilometro al massimo, c’è una quantità di energia sufficiente a soddisfare, potenzialmente, il fabbisogno dell’umanità. È l’energia del calore della Terra. E anche se al momento ha ancora un ruolo marginale nel bilancio energetico mondiale, potrebbe diventare una delle protagoniste della transizione energetica verso l’uso di fonti green. permette di abbattere la produzione di anidride carbonica, di polveri sottili e di altre sostanze tossiche che provocano l’effetto serra e che, dunque, contribuiscono al tanto temuto cambiamento climatico.

La produzione di calore è sempre stata una problematica per la quale l’uomo, anche di millenni fa, si è prodigato a trovare delle soluzioni. I cinesi costruirono il centro termale più antico conosciuto, una piscina in pietra sulla montagna di Lisan costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C., i Romani conquistarono Acque Sulis divenuta poi il rinomato centro termale di BATH nel Somerset in Inghilterra, utilizzando le sue sorgenti calde per alimentare i bagni pubblici e il riscaldamento a pavimento delle abitazioni. I bagni termali furono il primo utilizzo commerciale dell’energia geotermica.

Antica Piscina termale riscaldata
Impianto ad energia geotermica di Nesjavellir in Islanda, che fornisce acqua calda all’area di Reykjavík

L’energia geotermica è una fonte stabile da cui è possibile ricavare energia costante e determina un’occupazione del suolo più contenuta rispetto alle altre fonti di energia rinnovabile. Il vapore e l’acqua calda dal geyser sono utilizzati per il riscaldamento domestico in Islanda a partire dal 1943. Inoltre, l’assenza di processi di combustione contribuisce alla riduzione delle emissioni di inquinanti e di CO2 in atmosfera. L’energia geotermica è fonte di energia alternativa e rinnovabile rispettosa dell’ambiente e del territorio. L’energia termica accumulata nel sottosuolo fuoriesce sulla superficie terrestre attraverso vettori fluidi, quali acqua e vapore. Esistono tre tipologie di centrali geotermiche. Quelle a vapore secco, in cui il vapore è estratto dalle fratture presenti nel terreno ed utilizzato per azionare una turbina.

Quelle flash che trasformano l’acqua bollente e ad alta pressione in acqua più fredda e a bassa pressione.

E quelle binarie, in cui un fluido con il punto di ebollizione inferiore rispetto a quello dell’acqua viene fatto scorrere a fianco dell’acqua bollente, la quale trasforma il fluido in vapore che andrà ad azionare una turbina.

L’energia geotermica, Fu utilizzata e sfruttata per la prima volta al mondo, dal fiorentino Principe Piero Ginori Conti, che il 4 luglio del 1904 la usò per produrre elettricità. Fu costruito poco dopo il primo generatore geotermico a Lardarello, in Toscana, dove in seguito furono costruite delle vere e proprie centrali geotermiche. Fonte di energia verde rinnovabile per eccellenza, l’energia geotermica è un’energia alternativa e pulita a cui fanno da cornice non trascurabili vantaggi. La produzione di energia è continua, indipendentemente dalle temperature esterne, dalle condizioni meteorologiche e dall’alternanza giorno-notte. Tra le energie rinnovabili, la geotermica concretizza la fonte che riesce a produrre la maggiore quantità di elettricità.

Ecco i vantaggi dell’energia che sfrutta il calore della Terra

Gli impianti geotermici sono silenziosi, non creano problemi acustici e non emettono anidride carbonica e polveri sottili. Gli scarti di produzione vengono rimessi in circolo grazie al riciclo del vapore prodotto e l’assenza di processi di combustione riduce al minimo la necessità di interventi di manutenzione sugli impianti. Da valutare è anche la possibilità di installare un impianto geotermico domestico. È di grande rilevanza lo studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology MIT, che afferma che la potenziale energia geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne solamente 2000 ZJ e, dato che il consumo mondiale del pianeta ammonta a un totale di 0,5 ZJ all’anno, con solo l’energia geotermica si potrebbe teoricamente soddisfare il fabbisogno energetico planetario per i prossimi 4000 anni. Grazie alla peculiarità della geotermia, questa energia può essere utilizzata sia come fonte di energia elettrica che come fonte di calore, secondo il processo della cogenerazione, cioè generare il processo della produzione contemporanea di energia meccanica, solitamente trasformata in energia elettrica, e di calore utilizzabile per il riscaldamento di edifici oppure per insediamenti di processi produttivi-industriali.

Inside the Tower”, scatto di Fabio Sartori all’interno di una torre di raffreddamento della centrale geotermica “Sasso 2” di Enel Green Power

Quindi la domanda da porsi è: se per il MIT americano, per la società nazionale ENEL, l’energia geotermica è: sostanzialmente gratuita una volta completata l’installazione dell’impianto, disponibilità costante, non necessita di grandi spazi, è un’energia silenziosa, potrebbe creare molti posti di lavoro da più’ energia a parità di potenza installata, permette un doppio riciclo, gli impianti sono sicuri e longevi, richiede poca manutenzione, e come produce il calore può produrre il fresco e può essere installato anche in versione domestica, perché ci continuano a “guerrigliare” per le fonti di energia? L’Italia «Come competenze e risorse, è all’avanguardia. Abbiamo una
filiera industriale considerevole dedicata alla geotermia che per il momento sta lavorando quasi sempre fuori della nazione. In Italia non c’è uno sviluppo e non per mancanza di capacità, ma perché i progetti sono tutti fermi»anche per mancanza di conoscenza del settore e delle competenze necessarie

“Mostre, Manifestazioni, Fiere, Eventi e Momenti” di Riccardo Rescio

Organizzazione, Pianificazione, Sviluppo, costituiscono i presupposti di una Azienda, da quella familiare a quella sociale, aziendale e associativa …..

Fortezza da Basso Firenze

Le Mostre, le Fiere, i Congressi, sono determinanti valenze territoriali, importanti momenti di diffusione di conoscenze e di attrattività per le località dove si svolgono.
Quando comprenderemo che le mille sfaccettature della Promozione dell’Italia nel mondo non possono e non devono essere tra loro separate, tanto meno in concorrenza, ma costituire un unicum da partecipare a livello Nazionale e Internazionale, con un efficace sistema organico, solo allora avremo probabilmente acquisito la consapevolezza di aver perso tanto tempo, in chiacchiere, senza dare sostanza concreta alla metodologia che nelle collaborazioni e nelle sinergie tra pubblico e privato tra enti, associazioni e organizzazioni costituiscono il presupposto per una crescita costante e progressiva del nostro Paese. Organizzazione, Pianificazione, Sviluppo, costituiscono i presupposti di una Azienda, da quella familiare a quella sociale, aziendale e associativa. Il nostro Paese ha necessità e bisogno di un sistema che possa censire, tutelare, valorizzare e comunicare tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. “Sistema Italia” è la denominazione convenzionale che diamo al processo di conoscenza e promozione dell’Italia nel mondo. Effettivamente in quanto a denominazioni siamo senza dubbio straordinari, il problema è che troppo spesso ci adagiamo alle denominazioni dimenticando la fattiva pratica, la concretezza operativa, la sostanza di cui sono espressione.
Noi come Italia&friends ci siamo e continueremo ad esserci, per comunicare tutto il Bello e il Buono che c’è in Italia, lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo continueremo a fare in futuro, perché il nostro Paese deve essere conosciuto, considerato e amato, scelto, per quanto realmente vale e per quanto veramente merita. Firenze 3 settembre 2022

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