Pinocchio è una delle favole più conosciute in tutto il mondo, usata nelle epoche più diverse, capolavoro di simbolismo e di meta comunicazione. Ricca di simboli a contenuto massonico – esoterico la sua lettura può essere considerata un percorso capace di racchiudere molteplici chiavi di lettura.
Non ci sono documenti ufficiali che provano l’iniziazione di Collodi nell’ordine massonico, ma la sua appartenenza è accertata da storici e studiosi della massoneria. Forse sono stati i molteplici eventi della vita di Carlo Lorenzini a confermare questa tesi, e mi riferisco alla figura del combattente rivoluzionario repubblicano, grande nemico della monarchia. La creazione e pubblicazione nel 1848 del “Il lampione“, del quale lo stesso Lorenzini affermava fosse un giornale che illuminava tutti coloro che fossero stati nelle tenebre, possono essere dei buoni indizi. Ma è in due episodi che Pinocchio si rivela, due episodi apertamente iniziatici, uno di stampo più esoterico e l’altro più di stampo cristiano, la trasformazione di Pinocchio in asino e il soggiorno nel ventre del terribile pesce-cane, la balena … il “ grande pesce”.
Il primo richiama alla memoria uno dei capolavori della letteratura latina, le Metamorfosi o l’Asino d’oro del mago africano Lucio Apuleio. In questo romanzo il protagonista, Lucio, viene trasformato in asino dopo aver assistito di nascosto a riti proibiti , riti di magia in Tessaglia. Solo dopo diverse peripezie che possono ricordare quelle di Pinocchio, Lucio riacquisterà la forma umana grazie all’intercessione di Iside, la dea della quale Apuleio era fervente devoto.
Nel secondo caso Pinocchio è dentro il ventre della balena, e Lorenzini si ispira al “Libro di Giona” il quale contenuto è ambientato nel VIII secolo A.C. e ci ricorda che spesso noi umani ci preoccupiamo di cose effimere che non durano, che appaiono e scompaiono, anziché occuparci di quelle che durano per l’eternità. E’ Giona che ci ricorda che Dio, il misericordioso, si occupa di tutti, buoni e cattivi, e a tutti dona la salvezza. Si tratta di un mito riscontrabile nelle tre religioni monoteiste, nel cristianesimo nell’islamismo e nell’ebraismo, oltre ad essere un caposaldo studiato in tutte le scuole misteriche.
Il libro di Giona
Matteo 12,38-42
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno. Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono
Ma come trova Carlo Lorenzini il nome al burattino, come nasce il personaggio che dette al Lorenzini detto il “ Collodi” la fama universale Pinocchio?
Pinocchio ha la radice -pin un derivato dal nome Pino, albero che nell’ermetismo allude alla ghiandola pineale, il terzo occhio che porta alla visione: Pino -occhio ?
Le avventure di Pinocchio sono divenute una favola ideata nel 1883 da Carlo Lorenzini conosciuto come “il Collodi“, la storia di un burattino di legno che si anima, ma solo dopo molte peripezie ed una “ morte alla vecchia vita” riesce a realizzare il sogno di diventare un bambino in carne ed ossa.
Protagonista iniziale della storia è mastro Geppetto, un umile falegname che non avendo figli decide di crearsene uno, intagliando un pezzo di legno. Al suo burattino Geppetto riesce a dare delle sembianze umane, ma è ovviamente privo di vita.
Geppetto simbolizza il Demiurgo di Platone e dello gnosticismo. La parola ‘demiurgo’ deriva dal greco: ‘creatore, artigiano.’ In termini filosofici il Demiurgo è il ‘dio minore’, l’entità che crea esseri imperfetti che si adattano alle insidie della vita materiale.
Disegno di William Blake
Geppetto realizza di avere bisogno dell’aiuto del Grande Dio, il Grande Architetto perché possa dare a quel pezzo di legno animato il soffio vitale per diventare un “bambino vero” colui che è illuminato dal suo percorso.
La fata Turchina diviene un tramite a simbolo del Grande Dio, che immette a Pinocchio una scintilla della Mente Universale, il “Nous” degli gnostici, compie l’atto di donargli la vita e di conseguenza la libertà del libero arbitrio. Pinocchio è un pezzo di legno animato ma non è un ancora un bambino.
Pinocchio chiede alla fata Turchina se sia diventato un bambino, e la Fata gli risponde: “No, Pinocchio, il desiderio di tuo padre si avvererà solo se saprai meritarlo”, mettiti alla prova usa il Cor-Agere l’azione del cuore che conferisce il coraggio, la sincerità e la vera passione, e quel giorno diventerai un bambino vero”.
Il concetto di migliorarsi, di crescere per imparare, si ispirano alle antiche scuole misteriche, nelle quali la salvezza dello spirito deve essere meritata attraverso l’auto-disciplina, la forza di volontà e la conoscenza di sé stessi. Una pietra grezza ben lavorata si leviga.
Nella filosofia massonica il Grezzo è un’allegoria dei non-iniziati; delle persone prima dell’illuminazione. Il Levigato incarna un massone che si adopera per ottenere una vita onesta e si sforza di ottenere l’illuminazione.”
Pinocchio inizia il suo viaggio come un pezzo di legno e le tentazioni ad ostacolare il cammino non mancano. Nel Paese dei Balocchi, che ben simboleggia la vita profana fatta d’ignoranza, la ricerca della gratificazione immediata e la soddisfazione dei più bassi impulsi e’ di monito. Ed è il cocchiere a incoraggiare la pessima condotta, in quanto è il miglior metodo per creare degli schiavi. I ragazzi che si abbandonano a tale stile di vita si trasformano in asini e vengono poi mandati a lavorare in una miniera. Una cupa previsione di cosa possa divenire la massa ignorante di coloro che ignorano . Pinocchio riesce ad oltrepassare le disavventure del Paese dei Balocchi, e torna a casa con la volontà di riunirsi a suo padre, ma trova la casa vuota. Pinocchio scopre che suo padre Geppetto è stato inghiottito da una balena. Nonostante sia un pezzo di legno che non sa nuotare, pinocchio salta nel mare per farsi ingoiare dalla stessa balena e ritrovare il padre, colui che lo ha Creato.
L’iniziazione di Pinocchio ha luogo nel momento che l’Amore, la fedeltà e il coraggio gli danno la forza di fuggire dal buio della vita, simboleggiato dal ventre della balena, scegliendo la luce, l’illuminazione.
Dopo mille difficoltà Pinocchio sfugge al buio dell’ignoranza. E mentre emerge dal ventre della balena, “ il grande pesce” come Giona, vi viene data dal Lorenzini la chiave per comprendere la favola: Pinocchio prende coscienza assumendosi le sue responsabilità . Ora è un bambino vero, un uomo illuminato che ha spezzato le catene della vita materiale per abbracciare il suo SE’ superiore. La Grande Opera è stata compiuta.
Sun Tzu Generale, filosofo cinese vissuto tra il IV e il V sec. A.C. / Pietrobon , analista geopolitico, consulente per gli affari esteri e Commissione Europea 2022
“L’eccellenza suprema consiste nel rompere la resistenza del nemico senza combattere”, nonostante sia un concetto del generale Cinese Sun Tzu, scritto nel IV secolo A.C. ben si sposa con l’odierna definizione di guerra ibrida che si basa su ostilità economico-commerciali, operazioni cibernetiche, notizie rapide, operazioni militari, di intelligence sotto copertura e la lunga mano del terrorismo internazionale. La guerra ibrida si può definire come l’insieme di quei metodi che hanno una forza distruttiva uguale o maggiore rispetto alle guerre convenzionali. In pratica lo scopo e’ quello di arrecare un maggior danno possibile allo Stato “ nemico” senza dover entrare in conflitto, avere dissapori pubblici o dichiarare guerra: diventano avversari atipici, complessi e sopratutto fluidi. Si crea la manipolazione di una zona grigia, attraverso la quale spargere la propria propaganda. Gli scontri geopolitici in atto comprovano l’impiego, in ogni area del pianeta, di forze ibride che possono essere rappresentate da organizzazioni terroristiche, criminali, mercenarie, finanziarie, informatiche, energetiche, imprenditoriali, ecc. Si tratta di una molteplicità di minacce che non sono visibili e apparentemente sono prive di coordinamento statale, nel lungo periodo possono dare vita a situazioni devastanti, tanto da alimentare la disinformazione, e l’ambiguità per erodere il rapporto fiduciario tra popolazione e Istituzioni. Abbiamo visto negli ultimi mesi l’incremento della guerra Russo-Ucraina, ma anche la notizia che la NATO non schiererà forze militari a favore dell’Ucraina, gli attacchi di Israele che rischiano di espandersi verso il Libano, in quel caso l’Iran minaccia di iniziare una “guerra di annientamento” verso Tel Aviv, i problemi difensivi occidentali e di protezione economica nell’Indo-Pacifico, che hanno richiesto al Giappone di entrare nell’Aukus, gli scontri in Nuova Caledonia, territorio francese nel sud Pacifico, che è stata oggetto di gravi scontri interni con le accuse pubbliche da parte dei francesi all’ Arzebaijan di essere il paese fomentatore dei disordini. La caduta, con la conseguente morte dell’elicottero del Presidente Iraniano Raisi e del suo Ministro degli esteri cinque giorni dopo le accuse francesi , avvenuto sulle montagne a confine con l’Azerbaigian.
A fine aprile, al Forum World dell’ Arabia Saudita i ministri degli esteri europei e arabi si sono incontrati nella capitale Riyad, per discutere su come unire le forze per fare avanzare la soluzione dei due Stati nel conflitto Israele Palestinese, e promuovere il grande progetto “ Saudi Vision 2030”. All’inizio di giugno sempre a Ryad, presso il” King Abdulaziz City for Science and Technology”, il Polo Governativo di Ryad per la scienza e tecnologia, ha riunito pionieri industriali , scienziati e produttori di alta tecnologia dei semiconduttori, per esplorare tutto il percorso che parte dalle materie prime fino ai chip finiti.
“King Abdulaziz City for Science and Technology’ Centro Nazionale dell’Arabia Saudita per la Scienza e la Tecnologia fondato nel 1977
Dopo lo scioglimento del Parlamento francese a causa della schiacciante vincita di Marine le Pen, il primo turno delle elezioni francesi vedono l’estrema destra crescere e il Presidente Macron perdere, ad oggi il futuro equilibrio del nuovo parlamento potrebbe essere totalmente in bilico. Alta affluenza in Nuova Caledonia, territorio francese del Sud Pacifico, dove le urne delle Legislative si sono aperte prima che nella Francia continentale. Il 7 luglio il secondo voto francese potrebbe creare tra i partiti un patto di desistenza per fare argine alla destra, oppure avere per la prima volta un governo di estrema destra in coabitazione con il Presidente Emanuele Macron. Incertezze e guerre non solo sono asimmetriche ma fluidamente ibride. Non possiamo tralasciare la conflittualità a tutto campo tra Turchia e Francia per varie zone d’influenza: la capitale dell’Azerbaigian, Baku, è vista come una mano lunga della Turchia, che è alleata della Francia nella Nato ma al tempo stesso è anche una rivale, ed è nelle parole del Presidente Turco che si può comprendere meglio la sua visione: la Turchia punta ai “Brics”: potrebbe essere il primo Paese della Nato ad entrarvi, questo rafforzerebbe l’alleanza. “L’Ue non ci fa entrare, quindi ora guardiamo altrove”.
Macron fu eletto nel 2017 sul concetto che i nazionalismi andavano combattuti superando la dicotomia destra-sinistra. Ma gli ultimi sviluppi politici francesi, e lo sfondamento ideologico dell’estrema destra, dimostrano che questa ipotesi è definitivamente tramontata insieme a Macron
In uno scenario competitivo in cui dal Caucaso si arriva al Niger, dove l’arrivo delle milizie turche al posto dei soldati francesi è dato per plausibile, si passa per il Corno d’Africa, dove la proiezione di Ankara è sempre più crescente, e si arriva nei Balcani. Regione nella quale la penetrazione turca contrasta con quella europea a trazione franco-tedesca per attrarre verso Bruxelles gli Stati in bilico non membri dell’Unione Europea, quali Albania, Bosnia-Erzegovina e Serbia.
Fonte Limes, il Corno d’Africa è teatro di tensioni internazionali, la Turchia progredisce nel territorio.
In questo stesso periodo di elezioni francesi ci sono le elezioni in Iran, le quali hanno ottenuto un ballottaggio tra un riformista ed un ultra conservatore, mentre nella regione dell’Indo -Pacifico si stanno muovendo in modo ibrido le pedine, esattamente come su uno scacchiere. La liberazione di Julian Assange, dopo un accordo tra le parti per il quale si è presentato davanti ad un tribunale delle isole Marianne settentrionali, un Commonwealth in unione politica con gli Stati Uniti d’America, posto in posizione strategica nel sud Pacifico, non è una notizia di poco conto, sopratutto perché il 10 aprile 2024 il Presidente americano Joe Biden annuncio’ pubblicamente che gli Stati Uniti stavano prendendo in esame l’idea di abbandonare il processo contro il giornalista, anche grazie alla pressante richiesta dell’Australia attraverso il primo ministro australiano Anthony Albanese: propaganda pre-elezioni per il Presidente Americano?
Nel 2011 nacque “Pivot to Asia” , ad opera dell’ex segretario di stato Hillary Clinton, un protocollo con il quale gli Stati Uniti hanno ridato direzione, chiarezza al proprio ruolo nel mondo, fu la prima grande svolta nell’alterazione della decennale politica di equilibrio delle forze militari tra i due Oceani: Pacifico e Atlantico, con uno squilibrio in favore della zona Pacifica. La realizzazione del TPP la Trans-Pacific Partnership, L’area di libero scambio che ha coinvolto tutti gli Stati che si trovano nella zona dell’Oceano Pacifico per trovare una via di fuga all’obbligo di commerciare con la superpotenza cinese. Il riallineamento strutturale con l’India, il riuscire a convincere il Giappone a divenire il Perno asiatico, facendo pressioni sul governo giapponese a prendere parte attiva riguardo all’autodifesa collettiva nella zona pacifica. La scelta di dare priorità strategica al teatro Asia-Pacifico è stata la base per la trasformazione in senso multipolare del sistema internazionale, ma sopratutto ha evidenziato la costruzione di una barriera occidentale al ruolo che la Cina gioca nell’Indo -Pacifico, in quanto principale potenza emergente su scala non solo regionale. Il 15 settembre del 2021 c’è stata la nascita dell’Aukus, acronimo composto dalle iniziali di Australia, Regno Unito, e Stati Uniti, il quale rappresenta un programma di approvvigionamento militare trilaterale atto a fornire al governo di Canberra sottomarini a propulsione nucleare, affinché l’Australia possa raggiungere una maggiore profondità strategica e contribuire alla sicurezza nell’Oceano Pacifico Occidentale. Le forze militari americane stanno lavorando per contrastare la temuta ascesa della Cina nell’Indo -Pacifico. L’asso nella manica e’ il Giappone, il quale tra aprile e maggio 2024 e’ entrato in Aukus, irritando la Cina che ha visto in questa mossa la nascita di una «Nato asiatica» e sollevando lo spettro del militarismo giapponese e la potenziale destabilizzazione regionale. Il Giappone ha la capacità e la possibilità di costruire un intercettatore di missili ipersonici, i quali viaggiano ad una velocità superiore cinque volte a quella del suono, con una tecnologia quantistica molto avanzata. Lo scopo dell’intercettatore e’ quello di dissuadere e neutralizzare qualsiasi minaccia ipersonica proveniente dalla Corea del Nord, dalla Cina e dalla Russia.
missile in grado di intercettare missili ipersonici. Sarà disponibile nel 2030 ed impiegato su navi che hanno installato il sistema di sicurezza AEGIS ( scudo) fonte Ministero della difesa Giapponese
Nell’Indo -Pacifico vi sono isole strategiche per l’Occidente, ad esempio le isole Marianne settentrionali che si trovano tra le Hawaii e le Filippine, isole che furono scoperte da Ferdinando Magellano sbarcando a Guam nel 1521. Successivamente vendute alla Germania nel 1899, e nel 1914 conquistate dal Giappone e trasformate in una guarnigione militare. Durante la seconda guerra mondiale i Marines statunitensi sbarcarono sull’isola e riuscirono a vincere dopo tre settimane di combattimenti. Dopo la sconfitta giapponese, le isole vennero amministrate dagli Stati Uniti come parte del territorio fiduciario delle isole del Pacifico delle Nazioni Unite. il ministero della difesa e il ministero degli affari esteri sono responsabilità degli Stati Uniti. L’economia delle isole Marianne settentrionali dipende principalmente dal turismo, ma soprattutto dal turismo giapponese.
Posizione strategica delle Isole Marianne e isola di Guam
Il Commonwealth beneficia di sostanziosi sussidi e di assistenza allo sviluppo, da parte del governo federale degli Stati Uniti. Le Marianne Settentrionali hanno sfruttato con successo la loro posizione di area di libero scambio con gli Stati Uniti, restando allo stesso tempo non soggette alla stessa legislazione su molti fronti.
Mappa isola di Guam ( Fonte ISPI Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.)
L’isola più strategica è l’isola di Guam, la quale costituisce un polo strategico militare importantissimo per gli Stati Uniti. Grazie alla sua posizione geografica , permette al governo statunitense di esercitare la sua proiezione di potenza e sicurezza nella regione dell’Indo-Pacifico. Con la presenza della base aerea di Andersen e della Naval Base Guam, c’è un ruolo fondamentale nelle missioni della US Navy che mantengono l’equilibrio di sicurezza nelle rotte di commercio marittimo. Ma l’isola di Guam non solo costituisce un luogo strategico per mantenere la sicurezza e la difesa degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ma è anche uno strumento geo strategico per ostacolare e contenere due delle forze politiche che negli ultimi anni sono entrate maggiormente in contrasto con gli Stati Uniti: la Cina e la Corea del Nord. L’intuibile nuova e maggiormente assertiva politica cinese, che poi si traduce nell’inflessibilità sulle questioni di Taiwan e del Tibet, sono delle inevitabili rivendicazioni territoriali e dei confini marittimi che suscitano inquietudine . Ci sono le dispute sulle risorse sottomarine del Mar Cinese meridionale, che interessano ben otto Paesi, con rivendicazioni sulle disabitate isole Senkaku o Diaoyu, come le chiamano i cinesi contese con il Giappone, sulle isole Paracelso, contese con il Vietnam, e sulle isole dell’arcipelago delle Spratly, contese da Vietnam, Filippine, Cina, Malaysia, Taiwan e Brunei, e trasformate dalla Cina in base militare con piste aeree e missili antinave. Sono le isole Spratly ad essere luogo infuocato, anche dopo lo scontro, avvenuto a metà giugno 2024 tra una nave cinese ed una filippina.
Foto dal satellite fonte agenzia Reuters: In sei mesi è’ avvenuta la costruzione di avamposti vietnamiti nelle isole Spratly . Sono state costruite piste di atterraggio e hangar militari in diverse isole con le ire di Pechino
Alcuni contenziosi possono quasi passare inosservati, ma sono almeno più di venti le potenziali cause di conflitto con la Cina. Pensando alla Repubblica Popolare Cinese, dobbiamo ricordare che tra i suoi obiettivi principali e sopratutto dichiarati pubblicamente, vi sono la riunificazione della Cina, con chiaro riferimento a Taiwan e la riaffermazione dei suoi “diritti storici” su gran parte del Mar Cinese meridionale. Le preoccupazioni della comunità internazionale riguardo la stabilità dell’area e’ che in Asia non esistono organizzazioni di sicurezza collettiva simili alla NATO, né trattati multilaterali per la riduzione delle tensioni e degli armamenti. Le associazioni e organizzazioni sub-regionali sono in prevalenza di natura economica, non hanno gli strumenti necessari per affrontare un’eventuale disputa militare, sia diretta che ibrida. Ed e’ in questo punto che i cavi sottomarini assumono una grande importanza strategica, nei fondali di quel punto strategico dell’oceano si disputa il “ Nuovo Grande Gioco” tra le varie potenze, sia per prevenire eventuali minacce sia per espandere la rete d’influenza. Dai cavi sottomarini dipendono non solo le comunicazioni, ma anche i flussi finanziari e l’accesso ai dati globali , il loro controllo costituisce tra le potenze uno strumento formidabile di influenza geoeconomica.
Mappa dei cavi sottomarini nell’Indo-Pacifico ( fonte TeleGeography Washington )
Sono due gli Stati dominanti che stanno esercitando una guerra ibrida, la Cina e gli Stati Uniti, ed entrambi vogliono due cose: mettere in sicurezza il proprio mercato economico interno ma anche accrescere il proprio potere economico internazionale.
Quindi il vero dominio da conquistare sono i cavi sottomarini, rivelatori di suoni, di intercettazioni ambientali altamente avanzate che sono situate sul fondo del mare nella regione, e che sono in grado di rilevare le comunicazioni dei sottomarini sia cinesi che americani.
Geopolitica ed alta Tecnologia ( foto fonte RHC, Red Hot Cyber)
Per gli scienziati cinesi le operazioni che vengono da loro effettuate vicino a Guam e altre isole delle regioni del Pacifico occidentale, sono necessarie per spezzare il potere americano e agevolare quello cinese nelle terre del Pacifico. Potrebbe essere il Mar Cinese Meridionale il luogo di una guerra ibrida, conflittuale combattuta per procura e conosciuta in gergo militare come Proxy war? La complessità mondiale riflette bene la frase che: “ il minimo battito di ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
L’otto giugno è la giornata mondiale dedicata all’Oceano, millenni di avventure, esplorazioni navigazioni e racconti. Il mare è l’unico essere infinito che si pone umilmente ai nostri piedi, senza mai perdere un briciolo della sua grandezza. Ma del mare dobbiamo parlare anche riguardo al futuro della popolazione mondiale.
Quanto è cambiato l’oceano in questi anni ? Tantissimo, perché è l’oceano ad assorbire la maggior parte del calore aggiuntivo nel sistema climatico, praticamente l’oceano assorbe parte dell’anidride carbonica che si trova in eccesso nella nostra atmosfera. L’aumento del calore contribuisce all’innalzamento del mare, allo scioglimento dei ghiacci e a un cambiamento del moto ondoso.
Il Polo nasce dalla realizzazione di una moltitudine di droni autonomi, che possano sorvegliare le infrastrutture sottomarine, dai metanodotti alle dorsali di internet, delle telecomunicazioni, potendo rimanere immersi in mare fino a sei mesi senza bisogno di manutenzione, recuperando energia dal moto ondoso per limitare i consumi energetici , utilizzando algoritmi sofisticati per identificare eventuali minacce di sabotaggio e attacco, trasmettendo i dati nel più breve tempo possibile in superficie. Il sabotaggio lo ricordiamo bene a causa dei ribelli yemeniti “ Houthi” che da fine novembre del 2023 hanno attaccato le navi merci occidentali nel Mar Rosso mettendo in ginocchio l’economia del Canale di Suez e delle merci globali. Il 98% della nostra economia mondiale viaggia attraverso i mari. Bāb el-Mandeb e’ lo stretto che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano. Ai due lati delle sue sponde si fronteggiano Gibuti, sulla costa africana e lo Yemen, nella Penisola Arabica. Sono stati proprio i ribelli Houthi a pubblicare la mappa dei cavi sottomarini più importanti.
Mappe di cavi sottomarini resi pubblici da TeleGeograph con sede a Washington
Quindi la dimensione subacquea riesce a riunire altissime competenze e creare nuove sinergie tra strategia militare, difesa militare, istituzioni e aziende private in grado di offrire tecnologia sempre più qualificata. La dimensione subacquea ha molti interessi vitali che si stanno sviluppando. I cavi sottomarini si diramano sotto i mari di tutto il mondo, con punti più o meno strategici, tanto da divenire attori principali durante questi ultimi anni di guerre, sia di quelle conosciute alla luce del sole sia di quelle che si “ combattono” nei fondali marini. I cavi hanno alle spalle una storia di più di cento anni, nel 1852 fu inaugurata la prima linea di cavi nello stretto della Manica, tra Parigi e Londra e a seguito tra Inghilterra e l’Irlanda e tra Inghilterra e l’Olanda. Nel 1854 vennero posati sulle dorsali marine i primi cavi italiani: tra la Sardegna e la Corsica e tra La Spezia e l’Algeria, seguirono quelli nel canale di Sicilia.
Oggi i cavi sottomarini di Internet sono circa seicento e in continua costruzione, Il ruolo di primo piano lo ha l’Egitto e il Mar Rosso. Per posizione geografica l’Egitto è sempre stato un punto chiave del mediterraneo divenendo nel tempo protagonista del palcoscenico energetico. La scoperta dell’immenso giacimento di Zohr da parte di Eni al largo delle coste egiziane, hanno trasformato il paese in un esportatore di combustibile, ma adesso punta ad esserlo per l’energia elettrica. Ed è con la Grecia e Cipro, che è stato inaugurato l’ EuroAfrica Interconnector che collegherà i tre paesi con un cavo sottomarino, più precisamente il cavo passerà dall’Egitto a Cipro, da Cipro a Creta e da Creta all’Attica in Grecia. Una visione futura che richiederà grande strategia politica, in quanto l’Egitto ha firmato accordi di interconnessione elettrica anche con Arabia Saudita, Sudan, Libia e Giordania. I progetti di rete elettrica stanno rendendo l’Egitto un vettore energetico fondamentale in Medio Oriente, dall’est con la Giordania e l’Arabia Saudita, dall’ovest con la Libia, dal sud con il Sudan, o dal nord con Cipro e la Grecia. Un percorso che può’ ribaltare e portare caos nelle complesse situazioni geopolitiche.
La rete globale dei cavi sottomarini sono la gran parte della spina dorsale di Internet, sono loro a veicolare i dati di tutto il mondo che si collegano alle reti che alimentano le torri cellulari e le connessioni Wi-Fi; per fare un esempio i cavi sottomarini collegano la tecnologia da New York a Londra all’Australia e Los Angeles. Nonostante molte persone possano pensare che internet “viaggi con i satelliti”, il 98% delle telecomunicazioni digitali viaggia attraverso le dorsali marine. Nel 2023 ci sono state un trilione di transazioni realizzate attraverso cavi sottomarini con un valore stimato di 10 trilioni di dollari ed un tasso di crescita annuale pari al 12% secondo i dati della società di ricerca, marketing e consulenza TeleGeography di Washington. Non dimentichiamo che oltre le telecomunicazioni vi sono le piattaforme estrattive di materie prime e le condotte subacquee quali oleogaasdotti, giacimenti e realizzazioni di impianti di depurazione.
La vera novità tutta italiana, e’ stata l’attuazione e la presentazione del “ Polo della Dimensione Subacquea” , una eccellenza, una potenzialità immensa per l’Italia e la sua crescita, il Polo sarà guidato dal nostro paese., che vede lo sviluppo sottomarino quale fonte futura per gli interessi vitali. Dobbiamo ricordare che il 70% del mare ricopre la nostra terra, e ciò che ci serve per vivere è proprio sotto l’acqua. Il mare è la nostra vita il nostro futuro, vi sono elementi essenziali sia per la nostra economia che per la nostra sopravvivenza. Si stima che più del 40% del cibo che mangeremo proverrà proprio dalle acque del mare, oltre all’estrazione di petrolio gas e terre rare. Durante l’inaugurazione del Polo, il Senatore Musumeci, Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, ha detto: “ la nascita del polo subacqueo è il primo passo di un viaggio lungo e affascinante. Il dominio subacqueo è una sfida che si vince solo facendo rete: Marina Militare, mondo accademico, comunità scientifica e industria, devono lavorare insieme affinché questo mondo, in gran parte ancora inesplorato, possa divenire una straordinario opportunità per l’Italia, sul piano economico e della sicurezza nazionale. Serve un piano strategico, nuove norme, e un tavolo tecnico politico al quale i vari attori possano confrontarsi.
Il Polo è nato a La Spezia, dove ci saranno laboratori officine e accesso al mare . l’attività di ricerca, di sviluppo e di sperimentazione potrebbe essere replicabile in altri contesti.
Sarà una nuova realtà, uno straordinario incubatore di idee, in grado di aggregare e capitalizzare le pregiate competenze del mondo accademico, ma sarà anche un prezioso hub strategico per sviluppare mezzi e competenze per esplorare, conoscere, difendere e valorizzare il mondo subacqueo in modo sostenibile e consapevole. Possiamo dire che dal Polo della dimensione subacquea dipenderà gran parte del futuro dell’Italia, il quale è alla ricerca di persone da inserire nei punti chiave con bandi di concorso al quale poter partecipare.
I primi quattro bandi di concorso della Marina Militare per il Polo della Dimensione Subacquea:
Gli spazi marittimi in generale, ma in particolar modo il Mar Mediterraneo, sono da sempre luoghi strategici. Sono ventuno gli Stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo e che sono interconnessi tra di loro. Il Mar Mediterraneo mette in comunicazione l’Europa Occidentale con le risorse petrolifere del Medio Oriente, collega i trasporti marittimi dall’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano, unisce i porti del Mar Nero con l’Oceano Indiano e l’oceano Atlantico. Il Mediterraneo conferma la sua centralità anche negli abissi più profondi, grazie ai cavi sottomarini che vi si trovano. Attraverso questi cavi depositati sui fondali, passa il 99% del traffico digitale e vocale del mondo. Cercare di bloccarli, come hanno cercato di fare i terroristi Houthi bombardandoli nel Mar Rosso a fine febbraio 2024, ha significato un danno del 25% alla rete di comunicazione tra Asia ed Europa. Mandare in tilt le telecomunicazioni internazionali del sistema informatico di molti paesi e’ un danno immenso alle forniture di energia, alla trasmissione dei dati, ad internet e alle transizioni bancarie.
Cavo sottomarino per trasmissione dati
L’anno 2024 è iniziato il 7 gennaio con le elezioni del Bangladesh, il 13 gennaio ha votato Taiwan eleggendo un indipendentista progressista: William Lai. la notte precedente le elezioni, tra l’11 e il 12 gennaio, America, Regno Unito, Bahrein, Canada, Paesi Bassi e Australia hanno bombardato i terroristi Houthi Yemeniti, che con il sostegno di Hamas e dell’Iran attaccano le navi occidentali nel Mar Rosso. Le navi che attraversano il Canale di Suez, entrano nel Mar di Aden nel quale c’è una piccola strozzatura conosciuta come Bab el -Mandeb, la porta delle lacrime, che ha un’influenza enorme sull’economia mondiale: è un punto chiave per le rotte marittime. Un luogo strategico situato tra la punta sud occidentale della penisola Arabica e il Corno d’Africa. Non dimentichiamo che il Corno d’Africa, è il ponte di coniugazione ed equilibrio tra Oriente ed Occidente, storicamente composto in gran parte da ex colonie italiane, come ricordato nel summit Italia Africa avvenuto a fine gennaio a Roma dove è stato firmato nel corso del vertice “il piano Mattei“, il programma di crescita comune che mira a porre il nostro paese come ponte fra il continente europeo e quell’africano, un’opportunità importante nell’assetto geopolitico del Mediterraneo allargato. Somalia, Eritrea, Etiopia e Gibuti. ed è proprio Gibuti la punta, il cuore per la sua posizione geografica. Gibuti e’ di fondamentale interesse geostrategico per il rifornimento delle rotte navali, più vicino in assoluto di tutti allo Yemen, si affaccia sugli stati petroliferi della penisola arabica, praticamente una delle zone in cui si giocano gli equilibri geopolitici mondiali. Presso Gibuti l’Italia ha una base militare di supporto antipirateria denominata Amedeo Guillet, la Francia, per lo stesso motivo, ha un contingente della Legione straniera, ma la presenza più rilevante sono i circa 5000 militari americani della base Camp Lemmonier, per operazioni contro obiettivi sensibili in tutto il medio oriente, in particolar modo contro i terroristi islamisti presenti Yemen e Somalia. Anche la Cina è presente nell’area da alcuni anni, aderendo alle operazioni di contrasto della pirateria e dove ha fatto investimenti estremamente importanti costruendo strade, aeroporti, alberghi, banche, centri commerciali, impianti eolici e solari e una rete idrica per il trasporto dell’acqua potabile dall’altopiano etiopico. Gli attacchi terroristici portano le compagnie di navigazione a fermarsi oppure a dover circumnavigare l’Africa con 10 giorni in più rispetto alla rotta classica. Purtroppo a rimetterci sono i porti italiani, a favore di quelli spagnoli, olandesi, tedeschi, francesi, inglesi, Rotterdam e Mar del Nord Europa.
Corno d’Africa
Questa “ tempesta imperfetta” sta rivelando che il vero bersaglio da colpire è il commercio globale con tutto ciò che esso rappresenta. Quindi non solo un effetto collaterale della guerra tra Hamas ed Israele, ma un piano ben definito delle forze ribelli sciite di stanza in Yemen, che assume le sembianze di una strategia anti-occidentale e colpisce un motore economico importantissimo : la logistica marittima del commercio globale.
Creare instabilità nei passaggi commerciali attraverso alcuni snodi cruciali per la navigazione, causare danni alla principale motrice dei trasbordi intercontinentali di merci , dall’immensa fabbrica del mondo che è l’Asia ai consumatori per eccellenza, Europa e Nord America. Per questo motivo si presenta sempre più appetibile la Rotta Artica, detta Northern Sea Route (NSR), la via marittima che attraversa l’Oceano Artico lungo la costa nord della Russia.
Rotta Artica
La Rotta Artica consentirebbe, sulle tratte tra l’Europa e l’Asia, percorsi più brevi anche rispetto ai tradizionali canali di Suez e di Panama, con un risparmio di carburante e di costi, ed ovviamente di nocive emissioni CO2. Grazie ai dati satellitari che hanno monitorato l’area ambientale, è’ stato visto che la regione artica si surriscalda a velocità quattro volte superiore alle medie mondiali, cambiando le dinamiche globali. Le ripercussioni sulla regione polare, si riflettono sull’economia, l’energia, la navigazione e i trasporti, con notevoli implicazioni su sicurezza e difesa.
fonte: Marzio Mian “Artico. La battaglia per il Grande Nord” (Neri Pozza, 2018)
L’Artico è un’area particolarmente sensibile agli effetti del cambiamento climatico, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, definì l’Artico come: “il canarino nella miniera di carbone del mondo“, primo allarme della spirale negativa alla base del surriscaldamento globale. Lo scioglimento dei ghiacci implica l’innalzamento del livello dei mari, ma anche l’assottigliamento del Permafrost, lo strato di terreno permanentemente gelato che si trova profondità non minori di qualche metro.
Northern Sea Route
Questo consente all’Artico di divenire più accessibile acquisendo un’importante rilevanza strategica. I geologi e gli scienziati che da anni studiano il permafrost ritengono che l’artico custodisca un’elevata quantità di riserve di petrolio, gas e di risorse naturali. Il vero cambio economico, il rovesciamento della clessidra sono le rotte di navigazione artiche, con una crescita del traffico navale, in particolare lungo il Passaggio a Nord-Ovest e la Northern Sea Route. Entrambe le rotte potrebbero apportare significativi cambiamenti nel commercio marittimo, considerando la riduzione dei tempi di percorrenza in particolare dall’Asia.
Rotta Artica
Taiwan ha aperto un’altra base scientifica nelle Svalbard, dimostrando di essere particolarmente attenta, allo sviluppo della tecnologia, proponendosi un “near-arctic state”, un nuovo stato artico.
La nuova stazione cinese di ricerca antartica. Pechino rafforza la sua presenza al Polo Sud,
L’importanza dell’artico si ritrova anche sul piano militare, riacquistando un’ importanza che aveva perso con il crollo dell’Unione Sovietica. Il potenziamento della Northern Fleet russa dimostra l’ interesse verso la regione artica.
Northern Fleet russa
L’invasione russa dell’Ucraina ha favorito l’abbandono della neutralità di Finlandia e Svezia, e con il loro ingresso nella Nato aumentano gli Stati Artici: Canada, Danimarca, compresa la Groenlandia, la Finlandia, l’Islanda, la Norvegia, la Russia, la Svezia e gli Stati Uniti.
Africa sub sahariana
I Paesi che hanno investito in infrastrutture logistiche e portuali come il Marocco , si ritroveranno avvantaggiati. Il Marocco, non casualmente è stato il primo a investire sui porti e su una linea ferroviaria che arriva fino alla Mauritania. Il Marocco si candida a svolgere il ruolo di interconnessione tra i paesi industrializzati europei e un nuovo mercato nell’Africa sub sahariana e west Africa. Quali conseguenze avranno questi fenomeni marittimi sul Mediterraneo? Per adesso stiamo vedendo come la geopolitica sta ridisegnando il commercio marittimo e l’economia mondiale.
Leggere non serve per contraddire o confutare, né per credere o prendere per oro colato ciò che si legge, ma per soppesare, riflettere e coniugare miriadi di storie che provenendo dal nostro passato ruotano e formano il nostro presente. In questo caso la raccolta d’arte di Riccardo Gualino, è stata, ed è, senza dubbio una delle più importanti collezioni italiane del primo Novecento. Molte furono le imprese di Gualino, che la grande crisi mondiale del 1929 portò al fallimento dovendo cedere la pregiata collezione alla Banca d’Italia con cui aveva contratto un grosso debito. L’epoca e’ quella della Torino di fine ottocento, la stessa città che precedette Firenze quale capitale del Nuovo Regno d’Italia, la stessa che uno scrittore arguto come Giorgio Caponetti, sotto forma di romanzo intitola un suo libro “Quando l’automobile uccise la Cavalleria”, un fil rouge che unisce molti fatti accaduti nelle cronache del tempo: la morte sospetta di uno dei primi e più importanti fondatori della Fiat, e del suo migliore amico, il Capitano Federico Caprilli, ideatore del Sistema Naturale di Equitazione che ha rivoluzionato l’equitazione internazionale, anche lui morto in modo molto sospetto nell’ultimo giorno da ufficiale di cavalleria del Regio Esercito sabaudo, ma anche dell’ascesa di quel Giovanni Agnelli nonno del famoso Gianni Avvocato. E’ la Torino del primo Novecento, e’ un’ epoca in fermento ricca di visionari, di persone abbienti che vogliono creare e costruire. Giorgio Caponetti nel suo libro “ Il Grande Gualino”
ripercorre la vita avventurosa di un uomo che riesce a creare delle importanti realtà, colui che sa “ Osare” citazione riportata dallo stesso Gualino in “Confessioni di un sognatore” un’autobiografia editata solo nel 2021, in quanto inedita per oltre settant’anni e per esplicita volontà dell’autore.
Autobiografia che per 70 anni è rimasta inedita.
Proviamo ad avvicinarci a conoscere meglio Riccardo Gualino e l’impronta che ha lasciato. Nasce a Biella il 25 marzo 1879, in un’agiata famiglia di imprenditori orafi, le sue amicizie sono nella Torino che conta dove diviene amico di Giovanni Agnelli. Tra Gualino e Agnelli nasce anche un periodo di collaborazione, di interessi e favori reciproci, che si interrompono bruscamente nel 1927 per visioni divergenti negli affari, ma molto probabilmente anche rispetto alle adesioni politiche del regime fascista. Riccardo Gualino ha fiuto per gli affari, sa osare, e si inserisce nel settore del cemento e del legname. Rileva tre aziende cementiere casalesi, tra cui la Unione Italiana Cementi. Nel 1906 incontra la futura moglie, nonché sua cugina e figlia di un ricco commerciante di cemento e buon azionista della Banca Agricola di Casale Monferrato. Si sposano l’8 settembre del 1907 dando vita fin da subito al restauro del castello di Cereseto trasformandolo in stile neogotico. La ristrutturazione del castello fu progettata dall’ingegner Vittorio Tornielli ispirandosi al Borgo medievale costruito dal visionario Architetto portoghese Alfredo D’Andrade a Torino, seguendo la moda architettonica revival gotica del tempo. Il castello è il luogo in cui grazie all’acquisto di numerosi quadri, oggetti di oreficeria, e marmi antichi inizia a nascere la collezione d’arte dei coniugi Gualino.
Riccardo Gualino
Nello stesso periodo l’imprenditore allarga i suoi orizzonti economici ed acquista alcune tenute forestali: a Conca in Corsica, a Listwin in Ucraina e nei Carpazi orientali, al confine fra la Transilvania austriaca e la Moldavia romena. Ancora non c’era l’alimentazione a carbone e tutta l’industria poggiava sul legname, commercio che rendeva delle grandi fortune in tutto il mondo. Senza dubbio Gualino era un personaggio diverso, finanziere spregiudicato, tanto da applicare il suo motto “ Osare”. Imprenditore ma anche affarista, cinico ma visionario, spericolato ma allo stesso tempo un’ amante dell’Arte, un mecenate che promuoveva tutte le arti più nobili: la musica, la danza e la pittura. La moglie Cesarina, donna eclettica e di avanguardia era da lui sostenuta tanto da frequentare in Normandia e a Parigi i corsi di danza ispirati a Isadora Duncan, la grande ballerina e precorritrice della “danza moderna”.
I primi anni ebbero un ruolo decisivo per la futura collezione d’arte, grazie anche all’incontro con il giovane Lionello Venturi critico d’arte, storico dell’arte italiano e docente universitario collaborazione che durò fino al momento che Venturi si rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al Fascismo. Tra Gualino e Venturi era nato un sodalizio basato sul rispetto e sull’affinamento del gusto, nonché una condivisa visione verso il moderno. Erano gli anni dell’ascesa di Riccardo Gualino imprenditore, gli anni della costruzione della “Nuova Pietroburgo”, un ambizioso progetto di costruzione di un quartiere residenziale su un’isola del delta della Neva, costituendo la St. Petersburg Land and Mortgage Company, con soci inglesi e svedesi. Terminato il primo lotto di edifici, e scoppiata la Grande guerra, il cantiere dovette fermarsi. La proprietà fu espropriata senza indennizzo a causa della Rivoluzione bolscevica. Riccardo Gualino riuscì a salvarsi dal fallimento grazie ad un intervento di aiuto guidato dalla Banca d’Italia.
Duccio da Boninsegna Collezione Gualino
Nel 1917 fonda a Torino la SNIA, la grande industria chimica italiana. La funzione iniziale era quella di controllare i trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti. Successivamente nel 1920 venne cambiato il nome in Società di Navigazione Industria e Commercio, in relazione al nuovo interessamento delle fibre tessili artificiali e al crollo dei noleggi marittimi che si erano intensificati con la prima guerra mondiale. Per cercare di rifarsi delle perdite ingenti avute alle spalle, Gualino punta tutto sulla Snia che è finanziata da quattro soci tra cui Giovanni Agnelli. Con gli elevati profitti, rileva un brevetto francese per la produzione della viscosa, la “seta artificiale”. La società ha successo, la “Società Navigazione Industriale Applicazione Viscosa, diviene la “SNIA Viscosa”. Grazie al Presidente Franco Marinotti, che aveva alle spalle un’esperienza commerciale di rilevo avuta con la Russia e il Medio Oriente, lavorando per conto di imprese manifatturiere italiane, aiutandole ad esportare i loro prodotti in tutto il mondo. Insieme a Gualino creò una delle più importanti realtà nazionali. All’inizio degli anni venti, i coniugi Gualino facevano parte attiva della vita economica del Paese Italia. Lui sosteneva la moglie nell’Arte e lei sosteneva il marito nell’industria. Le parole di Gualino per la moglie fanno comprendere il loro rapporto vincente:
Cesarina Gualino
“La sua individualità è difficilmente definibile. Contenta di un nulla, è indifferente a un tutto; di spirito vivace, pronta nel percepire e nel ribattere, temibile avversaria nelle discussioni, è compagna di viaggio deliziosa. Mai ammalata, d’umore quasi perennemente ottimo, sempre disposta a mutarsi dall’oscuro in sereno, afferra prontamente i lati comici della vita e ci fa su ogni volta una magnifica risata. Essa fu la compagna ideale della mia vita, e vivificò la mia giornata con la sua perenne freschezza. Danza e pittura sono i due cardini fondamentali sui quali poggia l’attività spirituale di mia moglie. Io vi partecipai con fervido entusiasmo, così com’essa prese parte ai progetti di costruzione edilizia e alla formazione della collezione d’Arte”.
Riccardo è Cesarina Gualino
Le società di Gualino erano attive nelle fibre tessili, nella chimica specialistica, nei materiali compositi e nel biomedicale. Ma l’economia si deve sempre confrontare con la politica e il suo ingranaggio, in questo caso possiamo asserire che non si confronto’ bensì si scontro’ con un personaggio sempre più in ascesa : Benito Mussolini. Nel dicembre 1918 si trasferisce con la famiglia a Torino, nella palazzina di via Galliari 28. Il Castello di Cereseto era riservato alle villeggiature. Nelle sue sale, di fronte a dipinti, sculture e raccolte di antiquariato, si consolida l’amicizia con lo storico dell’arte Lionello Venturi, il quale diviene consulente della collezione d’arte creata dai coniugi Gualino.
I primi anni Venti sono quelli del sodalizio Gualino-Agnelli, suggellato dalle cariche di vicepresidenza che i due industriali si scambiano nelle rispettive aziende. Il quinquennio 1922 -1926 e’ l’apice del successo di Riccardo Gualino, è il periodo d’oro delle scalate alle banche, di grandi operazioni finanziarie e una meticolosa creazione di industrie. Nel 1924 nasce una nuova realtà societaria, “ la Unica”, Unione Nazionale Industrie Cioccolato e Affini; nel 1925 viene acquisita la FIP, Fabbrica Italiana Pianoforti. I coniugi Gualino investono i profitti nell’arte, diventano grandi mecenati, si fanno ritrarre da Felice Casorati, pittore, scenografo, designer, Maestro ed insegnante di artisti come : Francesco Menzio, Carlo Levi, Gigi Chessa, Jessie Boswell ed Enrico Paulucci Delle Roncole che in seguito entreranno a far parte del gruppo dei “ Sei Pittori di Torino” che sostenevano il recupero dell’Impressionismo. I coniugi continuano a finanziare anche altre forme di arte come la danza, nel 1925 aprono un teatrino privato, il Teatro di Torino.
Nel 1926 la collezione Gualino viene pubblicata in un ricco volume curato da Lionello Venturi. A fine decennio inizia la costruzione del Palazzo degli uffici a Torino e di una villa sulla collina dei Castelli di Sestri Levante in Liguria. Le difficoltà iniziano nel 1927, quando le misure di rivalutazione della lira, varate dal regime, colpiscono gli affari dell’imprenditore, il quale scrive a Mussolini criticandone la politica economica. Nel 1928 la Snia, la società che fa da traino al gruppo Gualino, è minata da ingenti passività patrimoniali. Su consiglio della Banca d’Italia, Gualino chiede aiuto allo Stato. La richiesta è un ingente prestito che viene ratificato da due convenzioni stipulate con il Ministero delle Finanze e con la Banca d’Italia. Con la seconda convenzione avuta il 19 settembre 1930, “cede gratuitamente in proprietà allo Stato” gli oggetti d’arte catalogati e pubblicati sul volume del 1926 dedicato alla collezione. Tra il 21 e il 25 settembre, le opere vengono consegnate alla Galleria Sabauda di Torino. Alcune saranno in seguito inviate all’Ambasciata italiana a Londra e solo alla fine degli anni cinquanta saranno restituite.
Il crollo totale del “trust” dei Gualino avviene nel novembre del 1930, un domino che parte dal fallimento della Banque Oustric, appartenente a un suo socio francese, e sopratutto dalle conseguenze sulla Banca Agricola Italiana, cassaforte dell’imprenditore fin dai primi anni venti. Nel giugno 1921 il finanziere biellese acquisì l’Istituto, sottoscrivendo interamente un aumento di capitale di 7.500.000 lire attraverso la Società Marittima e Commerciale Italiana e rilevando le azioni del gruppo Boneschi-Gottlieb. Nel 1923 Angelo Cravario cedette le proprie azioni a Gualino e lasciò la carica di amministratore delegato dell’Istituto a Paolo Pedrotti, uomo di fiducia di Gualino, sotto la cui gestione la BAI venne utilizzata per il sostentamento delle imprese dell’industriale, soprattutto la Snia-Viscosa, “che in quel momento era agli albori” . Il 1° ottobre del 1930 Mussolini, parlando al Consiglio Nazionale delle Corporazioni sulla situazione dell’economia italiana, affermò che: “non tutti possono essere salvati; taluni meritano anzi di colare a picco. La maggioranza di questi ultimi appartiene alla categoria degli abborracciatori di affari; uomini, più che intraprendenti, temerari; acrobati dell’industria e della finanza; supremamente e disinvoltamente enciclopedici nelle iniziative; la loro gamma va dal cemento alla cioccolata; dal più pesante come il piombo, al più leggero come la seta artificiale”. Era evidente, in questo discorso, il riferimento a Gualino, impegnato in tutti i settori industriali citati dal Duce. Il 19 gennaio 1931 Mussolini ordina l’arresto di Riccardo Gualino, il quale viene prima incarcerato e poi condannato al confino di polizia per aver recato “grave nocumento ( danno) all’economia nazionale”. Prima è’ confinato a Lipari e poi a Cava dei Tirreni vicino a Vietri. Gualino durante i suoi anni di lontananza, scrive: la sua autobiografia, un libro che intitola “Frammenti di Vita e Solitudine” e il romanzo Uragani. Intanto, la liquidazione extragiudiziale delle sue proprietà mobiliari e immobiliari viene gestita dalla Banca d’Italia e dall’Istituto di liquidazioni, divenuto poi nel 1933 Istituto per la ricostruzione industriale. Nel settembre del 1932 Gualino torna in libertà e si trasferisce a Parigi dove nel 1933 dà avvio a una nuova attività in campo cinematografico.
Nasce la seconda vita di Riccardo Gualino e della moglie. Grazie a dei fondi occultati in Italia e trasferiti all’estero tra Francia, Svizzera e Lussemburgo, riesce a dare nuova vita ad una delle sue vecchie aziende, la Rumianca, azienda chimica che si era salvata perché intestata al cognato Ermanno Gurgo Salice. L’azienda sarà una solida realtà in ascesa nel campo della produzione chimica moderna. Il grande “ritorno” di visibilità per Gualino è la fondazione della “Lux Film”, la casa di produzione cinematografica italiana che avrà grandi successi con film che diverranno la storia del cinema italiano: Riso Amaro, Senso, I soliti ignoti, Divorzio all’italiana e La Corona di Ferro, film che trionfò a Venezia nel 1941, e del quale Goebbels commentò: «Se un regista tedesco avesse fatto questo film, oggi in Germania verrebbe messo al muro»
Gino Cervi e Elisa Cegani nella Corona di Ferro, film vincitore a Venezia della Coppa Mussolini nel nono festival del Cinema.
Ma L’amore per l’arte è sempre stato la compagnia dei coniugi, con la nuova ascesa tornano ad essere mecenati e compongono la loro seconda collezione. All’interno opere di Degas e Picasso, sculture greche antiche e sculture orientali, esposte nelle abitazioni dei Parioli a Roma. Negli anni quaranta avevano acquistato Il Giullarino, una villa quattrocentesca che si trova in via Pian de’ Giullari, a Firenze, davanti a Villa Capponi e molto vicina all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, una villa molto grande appartenuta agli zii di Lord Acton ed oggi divisa in appartamenti.
Firenze per Amore, per riposo, per scelta della bellezza. Il 7 giugno del 1964 Riccardo Gualino muore all’età di ottantacinque anni.
La figura di Riccardo Gualino e’ oggi completamente illuminata, tre libri raccontano la sua vita, tra ascese e cadute, tra successi e rocambolesche storie che forse hanno molto in comune con le diversità politiche di un regime fascista che dettava legge in tutti i campi, anche in quello dell’Arte. Cosa porta a pensare che la visione politica non allineata sia stato il punto focale del crack dell’impero dei Gualino? Per Mussolini Gualino era considerato come la figura di Cagliostro, un avventuriero che pronuncia la frase: “La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce”. Per una parte di intellettuali e di artisti non solo italiani, fu un grande innovatore, un visionario rinascimentale. Il non aver voluto pubblicare per settanta anni la propria biografia forse lo ha reso un grande amante della propria patria che ha voluto proteggere anche con le parole.
Le opere di Gualino hanno segnato di fatto la nascita della collezione d’arte della Banca d’Italia, acquistate negli anni trenta e che oggi conta oggi circa tremila opere tra dipinti, sculture, arazzi e tappeti.
Banca d’Italia Firenze
Il fiore all’occhiello della collezione Gualino resta il prezioso nucleo di opere d’arte orientale, in particolare, le opere d’arte cinese, acquistate dall’imprenditore sul mercato antiquario di Parigi negli anni Venti e Trenta, in un momento unico e irripetibile visto che, a partire dagli anni Quaranta, nessuna opera è più uscita dalla Cina. La mostra, comprendente quarantuno opere ha costituito l’occasione per ripercorrere la vicenda della collezione, fare un percorso a ritroso verso Torino, farle uscire dagli ambienti di rappresentanza della Banca d’Italia e mostrarle al grande pubblico. Le opere, sono state attentamente selezionate attraverso la documentazione dell’Archivio storico della Banca d’Italia, che è stato recentemente riordinato e digitalizzato. I documenti evidenziano l’attenzione dedicata costantemente dalla Banca alle opere Gualino.
La fiaba è la rappresentazione simbolica della complessità della realtà quotidiana, e’ la dicotomia, la divisione in due parti, la polarizzazione che caratterizza la nostra vita di tutti i giorni: luci e ombre, gioia e tristezza, quiete e tempesta. Allo stesso tempo la fiaba rappresenta gli aspetti della vita e della condizione umana, infondendo la speranza all’uomo, trasmettendogli il messaggio positivo che le difficoltà possono essere superate e affrontate. Sono tre i “momenti” che caratterizzano lo svolgimento della storia: la prima fase affronta il problema, la seconda vive la crisi ed è in quel momento che si forma la terza fase, quella nella quale può nascere la speranza della soluzione. Attraverso lo snodarsi di questi tre passaggi, la fiaba rivela un ottimo strumento di “problem solving”, la risoluzione dei o del problema, mostrando come i personaggi, nonostante debbano affrontare difficoltà apparentemente insormontabili, riescono a superarle, vincere e crescere, migliorarsi interiormente. E’ la riuscita di un pieno sviluppo del sé che si può raggiungere solo affrontando responsabilmente le sfide della vita, senza rinnegarle o evitarle. Il Gatto con gli Stivali è una fiaba scritta nel 1697 da Charles Perrault, uno scrittore francese famoso per la sua raccolta di storie intitolata “ I racconti di Mamma Oca”
I quali comprendevano:
Cappuccetto Rosso, la bella addormentata, Pollicino, cenerentola, il gatto con gli stivali, barbablù.
La storia racconta di un gatto astuto che, con l’aiuto dei suoi “inganni”, a fin di bene, riesce a trasformare un povero contadino in un nobile ricco e rispettato. La morale ci porta a riflettere, non importa da dove veniamo o quali siano le nostre origini, ma ciò che conta è la nostra intelligenza, la nostra capacità di adattarci alle svariate situazioni che la vita ci pone davanti per ottenere successo. Il gatto con gli stivali mette in evidenza un concetto di gratitudine che purtroppo in questa epoca frenetica e individualista sta scomparendo. E’ l’importanza di essere riconoscenti verso coloro che ci aiutano lungo il cammino della nostra vita, la gratitudine verso chi ci allunga una mano per aiutarci a migliorare la nostra condizione di vita. Il Gatto si preoccupa del benessere del suo padrone e lo aiuta a realizzare tutti i suoi sogni.
Leggendo attentamente possiamo scoprire che il Gatto con gli Stivali può essere considerato in questa epoca come una figura di “ solving problem “.
Il personaggio del gatto ci dimostra l’importanza di pensare in modo strategico, di essere flessibili e di saper sfruttare le risorse a propria disposizione per raggiungere gli obiettivi.
Il Marchese di Carabat, d’altro canto, è un personaggio ricco e potente, ma che non possiede la stessa astuzia del Gatto. Egli rappresenta l’importanza di saper utilizzare le proprie risorse in modo efficace, di essere consapevoli dei propri limiti e di saper delegare quando necessario.
Ma solo insieme e uniti il Gatto con gli Stivali e il Marchese di Carabat potranno diventare potenti utilizzando le proprie risorse.
Entrambi mettono in evidenza l’importanza di sfruttare al massimo le risorse a disposizione. Tutti noi, nella vita quotidiana, possiamo imparare a riconoscerle: che esse siano materiali o personali, l’importante è saperle utilizzarle bene, in modo strategico per affrontare e superare i problemi.
Pensare in modo strategico? Si, il Gatto con gli Stivali è un abile stratega, che pianifica attentamente le sue mosse, prende decisioni ponderate e mette a disposizione del suo “padrone” il suo cuore e la sua volontà.
Essere creativi e flessibili? Il Gatto con gli Stivali è noto per la sua creatività nel trovare soluzioni, uniche e originali. Nella vita di tutti i giorni, possiamo imparare a pensare fuori dagli schemi, ad essere flessibili e ad adattarci alle nuove situazioni che si presentano.
Riconoscere i propri limiti e saper delegare: Il Marchese di Carabat rappresenta l’importanza di essere consapevoli dei propri limiti e di saper delegare quando necessario. Nella vita quotidiana, è’ importante riconoscere quando abbiamo bisogno di aiuto e sopratutto a chiedere il supporto ad altre persone che ci aiutino a risolvere i problemi in modo efficace.
Praticamente, applicando queste lezioni nella vita quotidiana, le nostre abilità di solving problem ci permetteranno di affrontare le sfide della vita in modo più consapevole ed efficace. il Gatto con gli Stivali e il Marchese di Carabat ci trasmettono l’importanza dell’adattabilità ma senza mai dimenticare che da soli non andiamo da nessuna parte, l’unione e la gratitudine deve essere vista come un dono, divenire elementi essenziali per arrivare al successo .
L’opera di Niccolò Machiavelli, “ Il Principe”, continua a riecheggiare nei luoghi del potere, più di cinque secoli dopo che le sue parole furono trasformate in inchiostro sulla carta per la prima volta. Le sfide, i successi e gli errori che caratterizzano l’attuale scenario politico globale riflettono spesso la saggezza contenuta nelle sue pagine. In tempi incerti e turbolenti come quelli che stiamo vivendo, la fragilità del potere politico non è mai stata più evidente. Dai cambiamenti repentini di leadership dovuti a riassetti geopolitici, alla volatilità delle sfide globali: guerre, cambiamento climatico, terrorismo. Siamo affidati all’intelligence, parola che proviene dalla radice latina “intelligere”, la quale è’ la capacità di comprendere unendo i punti della conoscenza: logica, razionalità e pensiero. Nella società attuale, immersa nella disinformazione, la funzione dell’intelligence diventa fondamentale per superare il corto circuito cognitivo originato dall’eccesso informativo e dalla carenza di istruzione dei cittadini: “La migliore arma di una nazione è avere una cittadinanza istruita”
Praticamente gli attuali detentori del potere si trovano a navigare in acque sempre più tempestose, una fase di profonda metamorfosi del mondo, nel quale il modo migliore per prevalere sugli altri è eccellere sul terreno dell’informazione e, quindi sul modo con cui si raccolgono, analizzano e utilizzano le informazioni.
In mezzo a tanta incertezza le parole di Niccolò Machiavelli risuonano con incredibile attualità. Il politico e storico fiorentino consigliava nelle pagine de “Il Principe” che un buon leader dovrebbe essere “un cervo nella fuga e un leone nell’attacco”.
Per Machiavelli, un principe deve sapere come adattarsi rapidamente alle circostanze, esattamente come un cervo che fugge. Nell’attuale panorama politico, questo si traduce nella necessità di essere proattivi, di anticipare i problemi prima che diventino crisi e di adattarsi alle situazioni mutevoli. Questo attributo è particolarmente pertinente oggi, tenendo presente che l’informazione circola virtualmente on-line con una velocità vertiginosa. Il risultato è che l’opinione pubblica può cambiare idea nel giro di pochi minuti. Machiavelli comprese acutamente come il potere può corrompere e come il desiderio di conservare il potere può portare a comportamenti immorali.
Siamo in un’epoca di gestione della metamorfosi del mondo, in cui le democrazie di 76 paesi si confrontano attraverso le elezioni. Il 2024 e’ un banco di prova cruciale per le nazioni e le relazioni internazionali. L’arretramento della democrazia è la realtà di questa fase della politica globale, dopo la sua grande espansione alla fine della Guerra Fredda, le libertà sono declinate e, pertanto, questa grande chiamata alle urne diviene determinante per comprenderne il futuro. Dopo il Bangladesh e Taiwan Il 14 febbraio prossimo sarà il turno dell’Indonesia che voterà per le elezioni Presidenziali e per il cambio del Parlamento.
Rete dei cavi sottomarini
L’Indonesia è la guardiana degli stretti strategici fra l’Asia, l’Europa e il Medio Oriente, detiene le chiavi del “Gran Gioco”, schierandosi nell’Indo pacifico. Lo stretto di Malacca è attraversato da 17 cavi sottomarini internazionali, i cavi sottomarini sono la spina dorsale della comunicazione globale, sono la fondamentale infrastruttura di Internet. Si trovano sul fondale oceanico, e forniscono la connessione che alimenta l’economia digitale globale, la comunicazione tra imprese, governi e popolazione. Solo attraverso un impegno congiunto per proteggere e garantire la sicurezza dei cavi sottomarini possiamo preservare l’accesso mondiale all’informazione e alla comunicazione. Monitorare l’aumento della tensione geopolitica, soprattutto tra Occidente, Russia e Cina. L’Indonesia è l’arteria del commercio marittimo mondiale nelle rotte energetiche, controlla due stretti, estremamente profondi, quello di Lombok e di Macassar, praticamente un’autostrada marittima vitale per il trasporto di materie industriali e per i sottomarini americani, che transitano da Guam a Diego Garcia, o quelli cinesi che sono all’uscita dello stretto di Balabac. L’importanza è che gli stretti rendono il passaggio dei sommergibili quasi invisibile. Nella competizione Sino -Americana, l’Indonesia cerca di conservare la sua neutralità, per non cadere nella trappola della bipolarizzazione del mondo che sembra prospettarsi. Prudenza e misura di una potenza emergente che viene corteggiata per la sua posizione strategica, per le sue risorse e il suo mercato in espansione. Risuona nella mente la tesi di Machiavelli: “essere un cervo nella fuga e un leone nell’attacco”.
Cavi sottomarini vitali per il funzionamento dell’Internet globale
Machiavelli ricorda che un leader dovrebbe anche essere un leone nell’attacco. Deve essere pronto a difendere i suoi principi e le sue idee con forza e coraggio, mostrando determinazione e risolutezza nell’affrontare le sfide: la capacità di essere incisivi e risoluti è più che mai cruciale in questo momento.
Tuttavia, un aspetto fondamentale del pensiero di Machiavelli che spesso viene ignorato è l’importanza dell’etica e della virtù nella politica, che oggi è applicabile nelle relazioni internazionali. A dispetto della popolare interpretazione che lo dipinge come un ammiratore della realpolitik senza scrupoli, Machiavelli credeva fermamente che un leader senza virtù fosse destinato a fallire.
In un’epoca in cui la fiducia nel potere politico è sempre più fragile, questa lezione è vitale. Coloro che dimostrano integrità, onestà e rispetto per i loro cittadini sono coloro che saranno in grado di costruire coalizioni solide, superare le crisi e, in definitiva, consolidare il loro potere.
l’opera di Machiavelli, se riletta con attenzione, offre preziose lezioni per alzare la guardia contro la fragilità del potere politico e sottolineando l’importanza di una leadership adattabile e risoluta ma anche guidata dalla virtù. In un mondo in continua evoluzione dei flussi economici globalizzati, le parole di questo pensatore rinascimentale continuano a risuonare con chiarezza, pertinenza e grande attualità in questo anno 2024 che apporterà un cambio geopolitico e finanziario mondiale.
L’arte e la cultura sono il lutto, è morto Antonio Paolucci, ex sovrintendente del Polo Museale di Firenze ed ex Ministro per i Beni Culturali durante il Governo di Lamberto Dini, oltre la prestigiosa carica di direttore dei Musei Vaticani voluta da Papa Ratzinger . Paolucci e’ stato uno tra i più stimati storici ed esperti d’arte italiani, originario di Rimini, dove era nato il 19 settembre 1939.
Uomo rigoroso con la grande passione per l’Arte e la tutela del Patrimonio Artistico Italiano. Fu lui ad occuparsi dei danni provocati alla basilica di San Francesco ad Assisi dopo il terremoto, e della Galleria degli Uffizi dopo l’attentato dei Georgofili.
Ma vorrei ricordarlo per una grande operazione che ha permesso alla città di Firenze di entrare in possesso della grandiosa “ Eredità Bardini”, una storia che fin dal diciannovesimo secolo si dipana a livello mondiale.
Stefano Bardini a fine ottocento era divenuto uno dei più potenti mercanti d’arte di un mondo che stava cambiando, un mondo che grazie a Firenze capitale, al suo rifacimento, alla bella società internazionale che vi abitava, era freneticamente in fermento. Uomo di grande fiuto ed intelligenza per gli affari, le sue trattative riguardavano opere del Tiziano, Botticelli, Paolo Uccello e i suoi clienti erano il Louvre o l’Hermitage, coloro che amavano l’arte ed erano direttori di Pinacoteche prestigiose da arricchire. I “ clienti” di nome; Acton, Vanderbilt, Rothschild, si fermavano in città ad ammirare le collezioni, e gli storici, quali Berenson ed Horne si privilegiavano della sua esperienza: Bardini poteva trovare il pezzo giusto per tutte le richieste, statue, arazzi e dipinti, mobili e tessuti pregiati anche rinascimentali. Le città si trasformavano, nasceva la borghesia industriale e moriva l’aristocrazia che vendeva le proprietà, gli ordini religiosi disperdevano le ricchezze accumulate e non di meno il vizio del gioco rovinava antichi patrimoni che mettevano in gioco anche i titoli nobiliari, un nuovo secolo si era inaugurato e dalle macerie delle trasformazioni urbanistiche di un nuovo Regno, di una nuova Nazione chiamata Italia, tutto poteva rinascere attraverso la bellezza e l’ arte. Alla morte di Stefano Bardini, l’immenso patrimonio, che comprendeva ville, palazzi e opere di inestimabile valore, furono lasciate al Comune di Firenze in segno di gratitudine alla rinascimentale città, all’Atene d’Italia che tanto gli aveva dato come uomo. Ma le tazzine di veleno sono sempre state preparate ad arte amava dire Bettino Ricasoli. Con la nascita del fascismo, il Comune si comportò’ da vero ” tombarolo” nei confronti dell’ immenso patrimonio ricevuto in dono, permettendo che chiunque volesse abbellire gli uffici di potere, saccheggiasse a suo piacimento le stanze contenenti tesori nascosti. Il figlio Ugo, uomo molto introverso ma sensibile ne rimase talmente ferito da escogitare alla sua morte, avvenuta nel 1965 senza eredi, un testamento molto intricato e vendicativo, che ha richiesto 30 anni per permettere allo stato italiano di risolverlo. Ugo Bardini nominava erede lo stato svizzero, in seconda il Vaticano e solo in terza lo Stato Italiano, precisamente il Ministero della Pubblica Istruzione, con l’obbligo, in caso di accettazione di destinare l’intera somma ricavata dalla vendita di tutti i beni, alla compravendita su territorio mondiale di una o due opere d’arte di eccezionale importanza anteriori al 1600, da destinare successivamente ai Musei della città di Firenze. Ma come poteva essere venduta un’ intera eredità che comprendeva infiniti pezzi di inestimabile valore? Come potevano essere venduti palazzi ed edifici storici e monumenti italiani? La ” beffa” pensata da Ugo Bardini forse era proprio quella, aspettarsi che lo stato italiano applicasse la legge di tutela e vincolasse l’eredità per non disperdere il patrimonio. Le strade che si presentavano non potevano essere molte, lasciare l’eredità inutilizzata ed esposta al degrado, oppure eseguire la volontà testamentaria ed acquisire le opere richieste, e valutate in circa 35 miliardi di lire, ma solo dopo questa operazione il patrimonio sarebbe divenuto proprietà dello stato. Ma la divina provvidenza arriva sempre in aiuto agli impavidi sognatori. Nel 1975 un giovane Antonio Paolucci catalogò l’eredità Bardini, e quale estimatore e studioso della storia dell’arte, amante vero di Firenze aveva il desiderio di impedire la dispersione del più grande patrimonio artistico privato della città . Nel 1995, grazie al governo tecnico di Lamberto Dini, al ruolo di Ministro di Paolucci, l’appoggio di Valdo Spini, Sandra Bonsanti e Giovanni Berlinguer, e dall’allora Presidente della Commissione Cultura alla Camera, Vittorio Sgarbi, si ottenne il miracolo, con il decreto numero 120 del 6 marzo 1996, furono stanziati i soldi per acquisire le opere e districare l’eredità Bardini. Antonio Paolucci, ministro dei beni culturali istituì’ una commissione composta da Cristina Acidini, ( soprintendente beni artistici e storici Firenze) Evelina Borea, ( ufficio centrale beni culturali ministero) Marco Chiarini ( direttore galleria Palatina Firenze), per individuare le opere da comprare sul mercato internazionale. Il tempo a disposizione non era molto, il governo Dini era un governo tecnico e come tale, temporaneo, bisognava portare a termine l’intricata situazione per il bene di tutti. Cercare di acquistare opere per 35 miliardi di lire fece sicuramente rumore in tutto il mondo, collezionisti internazionali si mossero sia in occidente che in oriente, proposte arrivarono da antiquari, da galleristi,, da privati e mercanti pubblici, diciamo che la cifra destinata all’acquisto era di notevole entità , ma nonostante ciò trovare opere del prezzo di 15/16 miliardi l’una non era cosa semplice. Altro nodo e altro paradosso, fu lo stemma di Donatello, facente parte della collezione Martelli che era purtroppo giunto legato con una eredità all’arcivescovado che comprendeva anche il palazzo Martelli. Ma ancora una volta chi ama Firenze ed è’ protetto dalla divina provvidenza giunse in aiuto a dipanare i nuovi nodi, l’avvocato Raffaele Torricelli, uomo di legge ma attivo da decenni nel sociale e nell’arte, Gianni Conti che aveva ricoperto il ruolo di assessore alla cultura e alle belle arti, e tutti i personaggi che gravitavano da anni nel mondo della cultura e dell’arte fiorentina, coloro che da trenta anni vedevano tenute al buio opere meravigliose di inestimabile valore. Finalmente vennero scelti due pannelli su tavola di Antonello da Messina, perfettamente restaurati, raffiguranti una Vergine con Bambino incoronata da angeli, e un San Giovanni Evangelista. Finalmente l’eredità Bardini avrebbe potuto essere ammirata da tutto il mondo, visitata dai fiorentini come patrimonio della città. Grazie alla convenzione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze , e alla costituzione della fondazione Bardini – Peyron, l’ Ente ha disposto dodici miliardi per i lavori di restauro e ripristino della villa e del meraviglioso giardino Bardini. Un giardino romantico all’italiana con parco di quattro ettari situato sulla collina di Belvedere, adiacente a Boboli, oggi aperto al pubblico. E’ Stupendo poter ammirare il lago, la cascata adiacente alla Kaffehaus gemella di quella che si trova nel giardino di Pitti, la grotta sottostante e la vista panoramica spettacolare su Firenze. Le forze e l’impegno avuto nel dipanare i fili di questa immensa eredità oggi sono visibili nella bellezza delle ristrutturazioni avvenute, e nel aver creato all’interno di esse il museo Annigoni, il museo Roberto Capucci e le mostre internazionali che si susseguono durante l’anno con annesse visite.
Oggi l’Arte e la cultura sono in lutto, ci ha lasciato un uomo che ha sempre lavorato con un grande senso delle istituzioni e un preciso concetto del ruolo pubblico. Tutte le Istituzioni lo ricordano con grande stima, Eike Schmidt, ex direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, ora alla guida del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli ha detto: «La scomparsa di Antonio Paolucci crea un grande vuoto nel mondo della cultura. Profondissimo conoscitore della storia dell’arte, museologo di fama mondiale, colpiva per la cristallina chiarezza del suo pensiero» il Ministro Gennaro Sangiuliano : «L’Italia perde un uomo di cultura appassionato e rigoroso, un instancabile studioso che ha dedicato la sua vita alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale». Il Sindaco Dario Nardella, il Presidente della Regione Eugenio Giani e la Comunità Agostiniana di Santo Spirito alla quale Antonio Paolucci era molto legato.
Grazie Professore per la sua inestimabile conoscenza.
Il Corno d’Africa è una penisola che negli ultimi venti anni è divenuta la protagonista delle dinamiche geopolitiche a livello globale, una cartina di tornasole delle relazioni internazionali. Posizione geografica invidiabile e una dinamica strategica che si può vedere in tutti gli Stati. Il Corno d’Africa storicamente è composto in gran parte da ex Colonie Italiane, come ricordato nel Summit Italia-Africa avvenuto a fine Gennaio a Roma dove è stato firmato nel corso del vertice “il Piano Mattei”, il programma di crescita comune che mira a porre il nostro Paese come ponte fra il Continente europeo e quello africano. L’Italia potrà avere una grande opportunità nell’assetto geopolitico del Mediterraneo allargato.
Frontespizio del “ Piano Mattei” , 5,5 miliardi di euro per creare una partnership “paritaria”, “non predatoria”, con “mutui benefici”: “Il nostro futuro dipende dal futuro del continente africano”.Firmata la legge del “ Piano Mattei”
Non solo relazioni per ottenere soluzioni commerciali e creare infrastrutture energetiche comunitarie, ma per investimenti che frenino l’ondata migratoria, migliorando le condizioni e le prospettive di vita nei Paesi africani. In particolare Gibuti e la Somalia sono divenuti degli hub -strategici in questo “ nuovo grande gioco“ africano al quale tavolo sono in molti a volersi sedere. Il potere politico religioso non è da sottovalutare, il Corno d’Africa è allineato alla religione monoteista ( islamica, cristiana/copta ortodossa) mentre il resto dell’Africa, che è chiamata anche “Africa Nera” e’ tutt’ora in gran parte animista, cioè politeistico. Una penisola geograficamente fondamentale che si colloca tra l’Asia e l’Africa. E’ un avamposto verso il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano, ed è proprio per questo motivo che è così ambita. Un transito cruciale per il commercio internazionale e per le rotte marittime tra l’Europa, il Medioriente, l’Asia e l’Africa. Le acque del corno d’Africa, in particolare del Golfo di Aden, sono una delle rotte più trafficate al mondo per il trasporto di merci industriali e petrolio. Il Corno d’Africa è composto da vari Stati:
Somalia: Situata sulla costa orientale dell’Africa, è il paese principale del Corno d’Africa. Al suo interno ci sono le maggiori problematiche del terrorismo islamico jihadista somalo di Al- Shabaab, che dirige il “Partito dei Giovani”. Al- Shabaab è un gruppo militare legato ad al-Qaeda e inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, il suo obiettivo è la creazione di uno Stato islamico-fondamentalista in Somalia.
Somalia
Etiopia : Situata nell’interno del Corno d’Africa, secondo paese più popoloso del continente africano. Nazione di grande importanza geopolitica, avendo una posizione strategica che le conferisce accesso sia al Medio Oriente che alla sottostante regione del Sahel. Le sue coste si affacciano sul Mar Rosso, dove passa una delle rotte commerciali marittime più importanti del mondo, quella stessa rotta insidiata dai terroristi di Ansar Allah, meglio noto come il gruppo ribelle sciita Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, marcatamente anti occidentale e anti Israele, oggi tornati a colpire nell’ambito dell’escalation mediorientale della guerra Hamas-Israele. E’ da tempo che i terroristi attaccano le navi da trasporto petrolifere e industriali occidentali e non quelle cinesi, portando il gigante petrolifero BP a sospendere a tempo indeterminato l’uso della rotta commerciale nel Mar Rosso. La compagnia si era unita ad altre cinque grandi aziende che hanno sospeso il transito nell’area a causa dei pericoli per l’equipaggio: la Oocl, con sede a Hong Kong, la danese Maersk, la francese Cma Cgm, La tedesca Hapag-Lloyd e la Mediterranean Shipping Company (Msc) di proprietà italo-svizzera, tutto ciò nonostante che il governo di Taiwan il 18 dicembre 2023 abbia ammonito i terroristi di intervenire con i droni. Per mettere in sicurezza le navi e aggirare il Mar Rosso, si deve circumnavigare l’Africa sulla rotta Shanghai-Rotterdam, l’allungamento della navigazione e’ di almeno 8-10 giorni, con aumenti economici molto alti. Le compagnie di navigazione che hanno dovuto scegliere di cambiare rotta hanno penalizzato i porti italiani a vantaggio dei porti della Spagna, Olanda e Germania. Un danno all’economia mondiale visti gli esponenziali aumenti dei costi, in quanto la quasi totalità del commercio globale viaggia ancora tramite le navi.
Etiopia
Stati Uniti e Gran Bretagna, in collaborazione con Canada, Australia, Paesi Bassi e Bahrein, hanno attaccato i ribelli Houthi nella notte dell’11 e 12 gennaio 2024, alla vigilia delle elezioni Presidenziali del 13 gennaio 2024 che si sono tenute a Taiwan. Anche l’Italia, ha condannato con fermezza i ripetuti attacchi dei terroristi Houthi a danno delle navi mercantili nel Mar Rosso, confermando il sostegno al diritto di libera e sicura navigazione, in linea con le norme Internazionali.
Attacco Houthi
Gibuti: Situato sulla costa occidentale del Golfo di Aden, è uno dei più piccoli paesi del Corno d’Africa, con un transito marittimo fondamentale per il commercio internazionale. Prese di mira le navi che attraversano lo stretto di Bab al-Mandab che lo separa dallo Yemen, noto come “Porta delle lacrime”.
Gibuti
Eritrea: Situata sulla costa del Mar Rosso è un paese relativamente piccolo ma di grande importanza strategica grazie ai porti di Massaua e Assab, che svolgono un ruolo chiave nel controllare e gestire i flussi migratori significativi per tutta la comunità internazionale.
Eritrea
Sudan: Sebbene il Sudan non sia completamente incluso nel Corno d’Africa, alcune delle sue regioni settentrionali sono considerate parte della regione, la sua vasta estensione territoriale confina con numerosi paesi del Corno d’Africa, tra cui l’Etiopia e l’Eritrea.
Sudan
Stiamo vivendo un’epoca globalizzata , nella quale emergono le regole della teoria del caos, dell’effetto farfalla. Sono le piccole variazioni in uno sperduto angolo del globo che possono produrre grandi variazioni a lungo termine nell’intero sistema delle Relazioni Internazionali.
Praticamente il Corno d’Africa ha un’importanza strategica per molti paesi extra europei, europei e l’Italia, anche a causa della sua vicinanza a scenari di crisi come quello yemenita. Gli Stati del Corno d’Africa sono in condizioni di ricevere l’installazione di strutture e basi militari atte a garantire la sicurezza nella penisola e per garantire un ruolo di controllo delle rotte marittime commerciali del quadrante sub-continentale afro-asiatico-indiano.
Ma è anche L’Africa stessa che punta su un futuro di cooperazione e di crescita, un ruolo di protagonismo nella regione per lottare contro le disuguaglianze e le ingiustizie sociali. E’ l’Africa che guarda al futuro. L’Africa di Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, che sta esercitando il secondo mandato Presidenziale. Abiy Ahmed è stato insignito del Nobel per la pace nel 2019. Un Nobel politico, nel senso più alto e positivo del termine. Il vertice tenutosi a Roma porta l’Africa ad occupare un posto di rilievo al G7, Europa e Africa sono interconnesse l’Italia con il Piano che ha stanziato 5,5miliardi di euro, può ottenere una nuova visione sul futuro delle Relazioni Internazionali, sia politiche che economiche.
Ispettrice della Galleria Borghese di Roma, nel 1933, in piena epoca fascista, durante la convocazione di Benito Mussolini a tutti i soprintendenti d’Italia, lei, unica donna, si rifiutò di incontrare di persona il duce. Non solo non lo stimava come persona, ma non condivideva la sua pretesa di asservire gli artisti alla politica. Profonda conoscitrice del patrimonio artistico italiano, redattrice sul “Burlington Magazine”, la più prestigiosa tra le riviste di storia dell’arte, desta l’attenzione e la stima dei maggiori critici d’arte del mondo. Nel 1941 diviene la prima direttrice donna di un museo pubblico in Italia. Il periodo della Seconda Guerra Mondiale la vede intenta a salvare le opere d’arte, custodendole in nascondigli come Castel Sant’Angelo a Roma e Palazzo Farnese a Caprarola. La vita, e il panorama culturale degli anni del secondo dopoguerra, erano messi a dura prova; la devastazione del territorio nazionale, l’analfabetismo, il bisogno di innovare combattendo un pensiero prevalentemente maschilista che schiacciava e relegava le donne in un angolo le fece dire: “Credo che il mio aspetto fisico non mi abbia avvantaggiata. La mentalità corrente colloca una donna dalle fattezze gradevoli nel ruolo di signora mondana. Disturba vederla in un posto di responsabilità. L’arte è sempre stata un privilegio maschile, e questo mi fa profondamente infuriare”. Amata e odiata, adulata e criticata, dotata di grande bellezza, carisma, intelligenza e conoscenza, seppe fortificare le proprie qualità anche prendendo lezioni di dizione dall’attrice Andreina Pagnani e guidando spericolatamente le auto, esattamente come poteva fare un uomo: “Palma e sangue freddo”, l’aveva ribattezzata lo scultore Marino Mazzacurati quando la vedeva sfrecciare alla guida di potenti automobili.
Soprintendente dal 1941 al 1975 del suo amato Museo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, riuscì ad avviare un rinnovamento della comprensione dell’arte da parte del grande pubblico, un’innovazione portata avanti, parallelamente, a quella di un’altra grande museologa: Caterina Marcenaro, a Genova. La predilezione di Palma Bucarelli per l’arte astratta e il realismo le fece compiere delle acquisizioni molto importanti: Moore, Klee, Ernst, Giacometti, Zadkine, Picasso, Mondrian e Pollock. Non fu una strada semplice da percorrere, in un’Italia ancora chiusa all’arte internazionale. Palma Bucarelli ebbe attacchi pesanti, tanto da subire un’interrogazione parlamentare riguardo alla somma pagata per un’opera di Burri, la quale, in realtà, fu offerta a titolo gratuito. L’unico modo per andare avanti e oltrepassare gli ostacoli, si trova nella locuzione della Regola di San Benedetto “Ora et Labora”. In quegli anni durante gli uomini di potere italiani le dicevano: “Signora, lei è talmente bella che è sprecata in un museo, perché non fa l’attrice”. La risposta fu memorabile: “La ringrazio ma nella mia vita mi hanno osteggiato solo i mediocri e le mezzecalzette”. Nel 1960 Palma Bucarelli scrisse un’opera importante, la monografia su Fautrier, pubblicata dal Saggiatore, nel 1972 ricevette la Légion d’Honneur e divenne Accademica di San Luca, nel 1975 Grande ufficiale della Repubblica Italiana.
Palma Bucarelli con Margherita Sarfatti, grande critica d’arte italiana