Ogni secolo ha il suo tipo di guerra, le sue condizioni di limite e i suoi preconcetti peculiari: l’epoca della guerra ibrida.

Sun Tzu Generale, filosofo cinese vissuto tra il IV e il V sec. A.C. / Pietrobon , analista geopolitico, consulente per gli affari esteri e Commissione Europea 2022

“L’eccellenza suprema consiste nel rompere la resistenza del nemico senza combattere”, nonostante sia un concetto del generale Cinese Sun Tzu, scritto nel IV secolo A.C. ben si sposa con l’odierna definizione di guerra ibrida che si basa su ostilità economico-commerciali, operazioni cibernetiche, notizie rapide, operazioni militari, di intelligence sotto copertura e la lunga mano del terrorismo internazionale. La guerra ibrida si può definire come l’insieme di quei metodi che hanno una forza distruttiva uguale o maggiore rispetto alle guerre convenzionali. In pratica lo scopo e’ quello di arrecare un maggior danno possibile allo Stato “ nemico” senza dover entrare in conflitto, avere dissapori pubblici o dichiarare guerra: diventano avversari atipici, complessi e sopratutto fluidi. Si crea la manipolazione di una zona grigia, attraverso la quale spargere la propria propaganda. Gli scontri geopolitici in atto comprovano l’impiego, in ogni area del pianeta, di forze ibride che possono essere rappresentate da organizzazioni terroristiche, criminali, mercenarie, finanziarie, informatiche, energetiche, imprenditoriali, ecc. Si tratta di una molteplicità di minacce che non sono visibili e apparentemente sono prive di coordinamento statale, nel lungo periodo possono dare vita a situazioni devastanti, tanto da alimentare la disinformazione, e l’ambiguità per erodere il rapporto fiduciario tra popolazione e Istituzioni. Abbiamo visto negli ultimi mesi l’incremento della guerra Russo-Ucraina, ma anche la notizia che la NATO non schiererà forze militari a favore dell’Ucraina, gli attacchi di Israele che rischiano di espandersi verso il Libano, in quel caso l’Iran minaccia di iniziare una “guerra di annientamento” verso Tel Aviv, i problemi difensivi occidentali e di protezione economica nell’Indo-Pacifico, che hanno richiesto al Giappone di entrare nell’Aukus, gli scontri in Nuova Caledonia, territorio francese nel sud Pacifico, che è stata oggetto di gravi scontri interni con le accuse pubbliche da parte dei francesi all’ Arzebaijan di essere il paese fomentatore dei disordini. La caduta, con la conseguente morte dell’elicottero del Presidente Iraniano Raisi e del suo Ministro degli esteri cinque giorni dopo le accuse francesi , avvenuto sulle montagne a confine con l’Azerbaigian.

A fine aprile, al Forum World dell’ Arabia Saudita i ministri degli esteri europei e arabi si sono incontrati nella capitale Riyad, per discutere su come unire le forze per fare avanzare la soluzione dei due Stati nel conflitto Israele Palestinese, e promuovere il grande progetto “ Saudi Vision 2030”. All’inizio di giugno sempre a Ryad, presso il” King Abdulaziz  City for Science and Technology”, il Polo Governativo di Ryad per la scienza e tecnologia, ha riunito pionieri industriali , scienziati e produttori di alta tecnologia dei semiconduttori, per esplorare tutto il percorso che parte dalle materie prime fino ai chip finiti.

“King Abdulaziz  City for Science and Technology’ Centro Nazionale dell’Arabia Saudita per la Scienza e la Tecnologia fondato nel 1977

Dopo lo scioglimento del Parlamento francese a causa della schiacciante vincita di Marine le Pen, il primo turno delle elezioni francesi vedono l’estrema destra crescere e il Presidente Macron perdere, ad oggi il futuro equilibrio del nuovo parlamento potrebbe essere totalmente in bilico. Alta affluenza in Nuova Caledonia, territorio francese del Sud Pacifico, dove le urne delle Legislative si sono aperte prima che nella Francia continentale. Il 7 luglio il secondo voto francese potrebbe creare tra i partiti un patto di desistenza per fare argine alla destra, oppure avere per la prima volta un governo di estrema destra in coabitazione con il Presidente Emanuele Macron. Incertezze e guerre non solo sono asimmetriche ma fluidamente ibride. Non possiamo tralasciare la conflittualità a tutto campo tra Turchia e Francia per varie zone d’influenza: la capitale dell’Azerbaigian, Baku, è vista come una mano lunga della Turchia, che è alleata della Francia nella Nato ma al tempo stesso è anche una rivale, ed è nelle parole del Presidente Turco che si può comprendere meglio la sua visione: la Turchia punta ai “Brics”: potrebbe essere il primo Paese della Nato ad entrarvi, questo rafforzerebbe l’alleanza. “L’Ue non ci fa entrare, quindi ora guardiamo altrove”.


Macron fu eletto nel 2017 sul concetto che i nazionalismi andavano combattuti superando la dicotomia destra-sinistra. Ma gli ultimi sviluppi politici francesi, e lo sfondamento ideologico dell’estrema destra, dimostrano che questa ipotesi è definitivamente tramontata insieme a Macron

In uno scenario competitivo in cui dal Caucaso si arriva al Niger, dove l’arrivo delle milizie turche al posto dei soldati francesi è dato per plausibile, si passa per il Corno d’Africa, dove la proiezione di Ankara è sempre più crescente, e si arriva nei Balcani. Regione nella quale la penetrazione turca contrasta con quella europea a trazione franco-tedesca per attrarre verso Bruxelles gli Stati in bilico non membri dell’Unione Europea, quali Albania, Bosnia-Erzegovina e Serbia.

Fonte Limes, il Corno d’Africa è teatro di tensioni internazionali, la Turchia progredisce nel territorio.

In questo stesso periodo di elezioni francesi ci sono le elezioni in Iran, le quali hanno ottenuto un ballottaggio tra un riformista ed un ultra conservatore, mentre nella regione dell’Indo -Pacifico si stanno muovendo in modo ibrido le pedine, esattamente come su uno scacchiere. La liberazione di Julian  Assange, dopo un accordo tra le parti per il quale si è presentato davanti ad un tribunale delle isole Marianne settentrionali, un Commonwealth in unione politica con gli Stati Uniti d’America, posto in posizione strategica nel sud Pacifico, non è una notizia di poco conto, sopratutto perché il 10 aprile 2024 il Presidente americano Joe Biden annuncio’ pubblicamente che gli Stati Uniti stavano prendendo in esame l’idea di abbandonare il processo contro il giornalista, anche grazie  alla pressante richiesta dell’Australia attraverso il primo ministro australiano Anthony Albanese: propaganda pre-elezioni per il Presidente Americano?

Nel 2011 nacque “Pivot to Asia” , ad opera dell’ex segretario di stato Hillary Clinton, un protocollo con il quale gli Stati Uniti hanno ridato direzione, chiarezza al proprio ruolo nel mondo, fu la prima grande svolta nell’alterazione della decennale politica di equilibrio delle forze militari tra i due Oceani: Pacifico e Atlantico, con uno squilibrio in favore della zona Pacifica. La realizzazione del TPP la Trans-Pacific Partnership, L’area di libero scambio che ha coinvolto tutti gli Stati che si trovano nella zona dell’Oceano Pacifico per trovare una via di fuga all’obbligo di commerciare con la superpotenza cinese. Il riallineamento strutturale con l’India, il riuscire a convincere il Giappone a divenire il Perno asiatico, facendo pressioni sul governo giapponese a prendere parte attiva riguardo all’autodifesa collettiva nella zona pacifica. La scelta di dare priorità strategica al teatro Asia-Pacifico è stata la base per la trasformazione in senso multipolare del sistema internazionale, ma sopratutto ha evidenziato la costruzione di una barriera occidentale al ruolo che la Cina gioca nell’Indo -Pacifico, in quanto principale potenza emergente su scala non solo regionale. Il 15 settembre del 2021 c’è stata la nascita dell’Aukus, acronimo composto dalle iniziali di Australia, Regno Unito, e Stati Uniti, il quale rappresenta un programma di approvvigionamento militare trilaterale atto a  fornire al governo di Canberra sottomarini a propulsione nucleare, affinché l’Australia possa raggiungere una maggiore profondità strategica e contribuire alla sicurezza nell’Oceano Pacifico Occidentale. Le forze militari americane stanno lavorando  per contrastare la temuta ascesa della Cina nell’Indo -Pacifico. L’asso nella manica e’ il Giappone, il quale tra aprile e maggio 2024 e’ entrato in Aukus, irritando la Cina che ha visto in questa mossa la nascita di una  «Nato asiatica» e sollevando lo spettro del militarismo giapponese e la potenziale destabilizzazione regionale. Il Giappone ha la capacità e la possibilità di costruire un intercettatore di missili ipersonici, i quali viaggiano ad una velocità superiore cinque volte a quella del suono, con una tecnologia quantistica molto avanzata. Lo scopo dell’intercettatore e’ quello  di dissuadere e neutralizzare qualsiasi minaccia ipersonica proveniente dalla Corea del Nord, dalla Cina e dalla Russia.


missile in grado di intercettare missili ipersonici. Sarà disponibile nel 2030 ed impiegato su navi che hanno installato il sistema di sicurezza AEGIS ( scudo) fonte Ministero della difesa Giapponese

Nell’Indo -Pacifico vi sono isole strategiche per l’Occidente, ad esempio le isole Marianne settentrionali che si trovano tra le Hawaii e le Filippine, isole che furono scoperte da Ferdinando Magellano  sbarcando a Guam nel 1521. Successivamente vendute alla Germania nel 1899, e nel 1914 conquistate dal Giappone e trasformate in una guarnigione militare. Durante la seconda guerra mondiale i Marines statunitensi sbarcarono sull’isola e riuscirono a vincere dopo tre settimane di combattimenti.  Dopo la sconfitta giapponese, le isole vennero amministrate dagli Stati Uniti come parte del territorio fiduciario delle isole del Pacifico delle Nazioni Unite. il ministero della difesa e il ministero degli affari esteri sono responsabilità degli Stati Uniti. L’economia delle isole Marianne settentrionali dipende principalmente dal turismo, ma soprattutto dal turismo giapponese. 

Posizione strategica delle Isole Marianne e isola di Guam

Il Commonwealth beneficia  di sostanziosi sussidi e di assistenza allo sviluppo, da parte del governo federale degli Stati Uniti. Le Marianne Settentrionali hanno sfruttato con successo la loro posizione di area di libero scambio con gli Stati Uniti, restando allo stesso tempo non soggette alla stessa legislazione su molti fronti. 

Mappa isola di Guam ( Fonte ISPI Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.)

L’isola più strategica è l’isola di Guam, la quale costituisce un polo strategico militare importantissimo per gli Stati Uniti. Grazie alla sua posizione geografica , permette al governo statunitense di esercitare la sua proiezione di potenza e sicurezza nella regione dell’Indo-Pacifico. Con la presenza della base aerea di Andersen e della Naval Base Guam, c’è un ruolo fondamentale nelle missioni della US Navy che mantengono l’equilibrio di sicurezza nelle rotte di commercio  marittimo. Ma l’isola di Guam non solo costituisce un luogo strategico per mantenere la sicurezza e la difesa degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ma è anche uno strumento geo strategico per ostacolare e contenere due delle forze politiche che negli ultimi anni sono entrate maggiormente in contrasto con gli Stati Uniti: la Cina e la Corea del Nord. L’intuibile nuova e maggiormente assertiva politica cinese, che poi si traduce nell’inflessibilità sulle questioni di Taiwan e del Tibet, sono delle inevitabili rivendicazioni territoriali e dei confini marittimi che suscitano inquietudine . Ci sono le dispute sulle risorse sottomarine del Mar Cinese meridionale, che interessano ben otto Paesi, con rivendicazioni sulle disabitate isole Senkaku o Diaoyu, come le chiamano i cinesi contese con il Giappone, sulle isole Paracelso, contese con il Vietnam, e sulle isole dell’arcipelago delle Spratly, contese da Vietnam, Filippine, Cina, Malaysia, Taiwan e Brunei, e trasformate dalla Cina in base militare con piste aeree e missili antinave. Sono le isole Spratly ad essere luogo infuocato, anche dopo lo scontro, avvenuto a metà giugno 2024 tra una nave cinese ed una filippina.

Foto dal satellite fonte agenzia Reuters: In sei mesi è’ avvenuta la costruzione di avamposti vietnamiti nelle isole Spratly . Sono state costruite piste di atterraggio e hangar militari in diverse isole con le ire di Pechino

Alcuni contenziosi possono quasi passare inosservati, ma sono almeno più di venti le potenziali cause di conflitto con la Cina. Pensando alla Repubblica Popolare Cinese, dobbiamo ricordare che tra i suoi obiettivi principali e sopratutto dichiarati pubblicamente, vi sono la riunificazione della Cina, con chiaro riferimento a Taiwan e la riaffermazione dei suoi “diritti storici” su gran parte del Mar Cinese meridionale. Le preoccupazioni della comunità internazionale riguardo la stabilità dell’area e’ che in Asia non esistono organizzazioni di sicurezza collettiva simili alla NATO, né trattati multilaterali per la riduzione delle tensioni e degli armamenti. Le associazioni e organizzazioni sub-regionali sono in prevalenza di natura economica, non hanno gli strumenti necessari per affrontare un’eventuale disputa militare, sia diretta che ibrida. Ed e’ in questo punto che i cavi sottomarini assumono una grande importanza strategica, nei fondali di quel punto strategico dell’oceano si disputa il “ Nuovo Grande Gioco” tra le varie potenze, sia per prevenire eventuali minacce sia per espandere la rete d’influenza. Dai cavi sottomarini dipendono non solo le comunicazioni, ma anche i flussi finanziari e l’accesso ai dati globali ,  il loro controllo costituisce  tra le potenze  uno strumento formidabile di influenza geoeconomica. 

Mappa dei cavi sottomarini nell’Indo-Pacifico ( fonte TeleGeography Washington )

Sono due gli Stati dominanti che stanno esercitando una guerra ibrida, la Cina e gli Stati Uniti, ed entrambi vogliono due cose: mettere in sicurezza il proprio mercato economico interno ma anche accrescere il proprio potere economico internazionale.

Quindi il vero dominio da conquistare sono i cavi sottomarini, rivelatori di suoni, di intercettazioni ambientali altamente avanzate che sono situate sul fondo del mare nella regione, e che sono in grado di rilevare le comunicazioni dei sottomarini sia cinesi che americani.

Geopolitica ed alta Tecnologia ( foto fonte RHC, Red Hot Cyber)

Per gli scienziati cinesi  le operazioni che vengono da loro effettuate vicino a Guam e altre isole delle regioni del Pacifico occidentale, sono necessarie per spezzare il potere americano e agevolare quello cinese nelle terre del Pacifico. Potrebbe essere il Mar Cinese Meridionale il luogo di una guerra ibrida, conflittuale combattuta per procura e conosciuta in gergo militare come Proxy war? La complessità mondiale riflette bene la frase che: “ il minimo battito di ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

Un commento

  1. Avatar di Marisa Marisa ha detto:

    una eccellente giornalista storica,di grande competenza.

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Marisa Cancella risposta