Fra ’Luca Pacioli, il frate della Divina Proporzione: insegnò la matematica a Leonardo da Vinci e divenne il padre della contabilità. Di Elena Tempestini

Un rombicubottaedro. Illustrazione di Leonardo da Vinci per la Divina proportione

Il frate francescano e matematico Luca Pacioli nato a Borgo Sansepolcro, in Toscana, nel 1445, fu una delle menti più brillanti e famose del Rinascimento: studiò con Piero della Francesca, conobbe Bramante e insegnò a Leonardo Da Vinci. Matematico appassionato di scacchi e di numeri che divennero la moderna ragioneria.

Fra’ Luca Pacioli venne dimenticato per quasi due secoli, ma a cavallo fra Quattro e Cinquecento era molto famoso, tanto da meritarsi un ritratto, enigmatico quasi quanto la sua figura, oggi conservato a Napoli. Pitagorismo, platonismo e teologia coesistono in modo perfetto nell’idea di Pacioli, ed è la matematica a spiegare questo connubio perfetto di suggestioni, tanto complesse quanto lo è il creato stesso. Nella sua opera principale, la Divina proporzione, matematica e metafisica coesistono, riassumendo appieno lo spirito rinascimentale. Il SENSO DELLA BELLEZZA, che permette a tutti i saperi di essere connessi fra loro. Non esistono speculazioni fini a se stesse bensì ogni elemento è utile a comprendere l’architettura divina di cui l’uomo è pilastro fondante.

Ritratto del Frate matematico Luca Pacioli 1495, eseguito da Jacopo de’ Barbari ed esposto presso il Museo di Capodimonte.

Luca Pacioli è celebre soprattutto per il suo trattato intitolato “De divina proportione” di cui restano oggi due sole copie manoscritte: una conservata nella Bibliothèque Publique et Universitaire di Ginevra ed un’altra presso la Biblioteca Ambrosiana.
Il manoscritto dell’Ambrosiana è un codice in pergamena, in elegante scrittura umanistica, di 130 fogli, e reca la data del 14 dicembre 1498. Venne donato alla Biblioteca nel 1637 dal mar­chese Galeazzo Arconati, insieme ad altri manoscritti di Leonar­do Da Vinci tra cui il famoso Codice Atlantico.
Luca Pacioli nel suo trattato mette in evidenza gli studi della sezione aurea, in quanto scrisse che la proporzione divina è applicabile a tutte le arti, ed è necessario che tutti gli uomini di ingegno abbiano una copia dell’opera da cui avranno diletto e nuova conoscenza.
Già i matematici dell’antichità classica e i filosofi greci erano rimasti affascinati dalla proporzione aurea, in quanto riflesso della perfezione e armonia divina. Di qui l’uso del­l’aggettivo “divina” per indicare la “proporzione” che regola il rapporto.
Leonardo da Vinci, alla fine del Quattro­cento incontrò a Milano Luca Pacioli, lo incontrò alla corte di Ludovi­co il Moro. Per lasciare ai posteri, una prova visibile di come avvenisse l’applicazione del­la sezione aurea alla geometria solida, il frate matema­tico commissionò direttamente al grande maestro fiorentino Leonardo, una serie di tavole con i disegni acquerellati di sessanta solidi costruiti a partire dalla sezione aurea: grazie al gioco della prospettiva e dei colori, ne derivò un’affascinante serie di figure geometriche tutte accomunate dall’idea della perfezione.

Il so­lido risulta appeso, secondo le regole fisiche del baricentro, a un cartiglio che ci dà la titolazione identificativa in lingua latina ciel solido stesso (cioè di quale solido si tratta e le sue caratteristiche). Sotto il disegno acquerellato del solido in questione, un’iscrizio­ne riporta la titolazione nell’antica lingua greca, la lingua dei pri­mi matematici e dei grandi filosofi. Si parte dalla sfera per arriva­re fino allo stupefacente poliedro a settantadue basi, passando per tutte le variazioni possibili e immaginabili.
L’effetto finale e complessivo è quello cli una vera e propria ‘galleria’ di immagini, quasi irreali nella loro perfezione. ( Biblioteca Ambrosiana)

I poliedri sono raffigurati sospesi, come a voler sottolineare la geometria “divina”

Fra’Luca Pacioli possiamo ricordarlo non solo per la “Divina Proporzione”, ma per un Trattato e una scoperta alla quale, la moderna economia, ancora oggi deve dire grazie. Nel 1494 Pacioli scrisse il trattato che descrive il sistema di partita doppia. Un sistema di scrittura matematica che veniva utilizzato dai mercanti di Venezia. Fu chiamato il ‘Metodo di Venezia’, venne incluso come appendice nel suo ‘Summa’, un compendio di tutto ciò che comprendeva la matematica in quel momento. Il metodo di partita doppia, è una scrittura contabile, consistente nel registrare le operazioni aziendali simultaneamente su due serie di conti, “ dare-avere”, secondo il principio della duplice rilevazione simultanea. Lo scopo era ed è, quello di determinare il reddito di un preciso periodo amministrativo e di controllarne i movimenti.

Siamo nel Rinascimento: la riscoperta di opere greche antiche portò ad un’età di cambiamento, preliminare all’età moderna. L’influenza degli studi classici è particolarmente sentita in ambito letterario e artistico, in matematica invece il periodo rinascimentale fu caratterizzato soprattutto dall’affermarsi dell’algebra e quindi, in qualche modo, in continuità con la tradizione medievale. Pacioli non fu un economista ma preparò il materiale, creò ed utilizzò per primo il linguaggio tecnico che è stato la radice della nostra odierna scienza economica. L’uso di due sezioni contrapposte per segnare i crediti ed i debiti ma anche i costi ed i ricavi, la doppia contabilizzazione delle operazioni finanziarie ed economiche ai fini di un maggior controllo, il concetto di pareggio, il bisogno di creare un inventario per i beni mobili e immobili

questi cinque corpi sono legati, proportionatili tra loro e circoscritti da una sfera, solo ricorrendo alla Divina Proportione che tra loro li accorda con certa irrazionale sinfonia”. ( Luca Pacioli)

La figura di Luca Pacioli ci aiuta a comprendere un’epoca di radicali cambiamenti, il passaggio verso un mondo globale nel quale diventa un’autorità assoluta in Europa. Colui che insieme alle più grandi menti illuminate del Rinascimento diviene l’organizzatore dei libri commerciali e dello sviluppo della geometria solida. È l’apertura a orizzonti nuovi, in una combinazione tra il rigore della geometria e la disponibilità a “mettersi in gioco” su spazi geografici e mentali. Dalla logica di una costruzione “chiusa”, attentamente misurata dalle risorse fisiche e intellettuali dell’uomo, si passa progressivamente a un respiro universale condiviso con artisti quali Piero della Francesca, Leonardo Da Vinci, Leon Battista Alberti Bramante, Raffaello e Albrecht Dürer

Divina Proporzione di Fra’ Luca Pacioli

Un commento

  1. Avatar di Marisa Marisa ha detto:

    Grande storica.

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