“Orcia Wine Festival, il racconto di un territorio, patrimonio Unesco, attraverso le sue eccellenze” di Elisabetta Failla

Il racconto di un territorio attraverso le sue eccellenze, in particolare il vino, consente di conoscerlo da una differente angolazione. E se la zona in questione è la Val d’Orcia, dal 2004 patrimonio Unesco, la narrazione diventa ancora più magica e affascinante. Da domani 23 fino al 26 aprile San Quirico d’Orcia ospiterà l’undicesima edizione dell’Orcia Wine Festival, che torna dopo due anni di stop causa la pandemia, con i banchi d’assaggio delle oltre venti aziende presenti in forma diretta all’interno delle suggestive sale seicentesche di Palazzo Chigi Zondadari. “La nostra denominazione è pronta ad accogliere i tantissimi turisti che per il ponte del 25 aprile saranno presenti nel territorio dell’Orcia Doc – spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio di tutela – finalmente potremo tornare a farlo in presenza, in uno dei posti più suggestivi del mondo, tra palazzi storici, paesaggi mozzafiato, sapori incredibili, perché questo è il valore e insieme l’unicità della nostra denominazione”.

Organizzata dal Consorzio Vino Orcia, sarà possibile visitare direttamente le cantine della denominazione, degustare i vini direttamente al banco dei produttori, e partecipare alle degustazioni guidate dai degustatori Onav con tre temi diversi: doppia annata dello stesso vino, biodinamico e biologico, novità e sperimentazioni. Ad esse si aggiunge la masterclass guidata da Davide D’Alterio, vice campione italiano 2021 e Ambasciatore italiano del Sangiovese, uno dei giovani assaggiatori più talentuosi che lavora all’Enoteca Pinchiorri a Firenze.

Per i wine lovers sportivi ci saranno escursione in bici alla Cappella di Vitaleta con assaggio di tre vini. Oppure trekking da San Quirico a Bagno Vignoni con assaggio di tre vini Orcia. Domenica in programma il saluto dei quartieri del Barbarossa, con sbandieratori in costume storico, lungo le strade di San Quirico. E ancora musica e poesia dedicata al vino. Gli amanti del bel canto troveranno inoltre l’Unione Corale Senese con pillole di “vino nella lirica” e, in altri momenti, un tenore. Per i bambini e gli adulti ci saranno dei laboratori di cucina locale. Ancora in chiave giocosa la caccia al tesoro nei vicoli di San Quirico per imparare in modo divertente la storia e le tradizioni locali. Non mancherà inoltre la tradizionale cena a Palazzo Chigi, in programma per il 24 aprile, in collaborazione con Tiziana Tacchi del ristorante “Il Grillo è buon cantore” di Chiusi, premiato da Slow Food come migliore ostessa d’Italia. Martedì 27 aprile la degustazione del vino Orcia ai tavoli dei produttori sarà riservata agli operatori del territorio. Il ricco programma è disponibile sul sito della manifestazione www.orciawinefestival.wordpress.com.

Le uve che danno i vini della denominazione Orcia Doc sono in gran parte coltivate in un territorio meraviglioso qual è la Val d’Orcia, patrimonio Unesco. Non è un caso che tra i principali temi portati avanti dai produttori e dal Consorzio vi sia proprio quello della salvaguardia del paesaggio agricolo, uno tra i più belli del mondo. Un paesaggio dove ogni anno in media si registrano circa 1,4 milioni di presenze turistiche, con un milione di escursionisti. Molti sono anche gli stranieri che hanno case di proprietà nella zona e non a caso il 65% delle aziende vitivinicole dell’Orcia Doc è impegnata anche nell’ospitalità con un agriturismo o un servizio di ristorazione. Senza contare che la maggior parte di queste strutture

Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena). Il disciplinare di produzione prevede la tipologia “Orcia” (uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese), l’”Orcia Sangiovese” (con almeno il 90% di Sangiovese) entrambe anche con la menzione Riserva in base a un prolungato invecchiamento (rispettivamente 24 e 30 mesi tra botte di legno e bottiglia). Fanno inoltre parte della Doc il bianco, il rosato e il Vin Santo. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255.631 bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 30 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilare e proteggere la produzione del territorio.