“Il Silenzio” di Alan Oisrak

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini.

Si dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più dell’oro.
Il silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per quelle che non hanno saputo o voluto dire.
In realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt’altro che saggezza e nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e arroganza.
Se come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo avuto la necessità di farlo attraverso la parola, questa non l’avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni genetiche.
Persino il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i gatti di miagolare.
Il cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti degli esseri umani.
Chi non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni, emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona con qualche problema in più.
Il silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni, ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce ci illumina l’anima.
Alan Oisrak

Olomouc Repubblica Ceca 2010 http://alanoisrak.blogspot.com/?m=1

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini. Firenze 8 Maggio 2022

“Prima le parole poi la musica” Al Teatro del Maggio Musicale


Prima le parole poi la musica

Venerdì 6 Maggio alle 18.00 si è tenuta al Teatro del Maggio nel Foyer di Galleria “Prima le parole e poi la musica” rovesciando ordine di titolazione di una deliziosa opera di Antonio Salieri con libretto di Giovanni Battista Casti (1786), la conferenza curata dal prof. Maurizio Biondi introduceva “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart (1786), opera del Festival, con la partecipazione di Rosalia Cid (Soprano) e di Vittorio Fait al pianoforte.
Alle spalle di Maurizio Biondi, scorrevano su un grande schermo immagini o brevi insert, che evocavano allestimento e carattere dell’opera mozartiana e lo stesso Biondi con grazia e padronanza assoluta al piano dava corpo a citazioni colte e al discorso come prendendo per mano lo spettatore.
L’eloquio sospeso tra divulgazione e semiologia della musica, scorreva fluido e piacevolissimo, tra letteratura, filosofia e teatro a ricordare, nomi e presenze delle cantanti e i protagonisti dell’opera al tempo del compositore, tempo breve e gemmato dalla superba bellezza della sua arte.
Così quello che avrebbe potuto apparire noioso, mancando l’emozione viva della esecuzione dell’opera, si faceva umanissimo affidamento alle espressioni dei sentimenti che la musica porta con sé anche in semplici parole che, oltre la didascalia, ci consegnavano ritratti d’epoca e insieme analisi sapiente dell’opera.
Biondi riusciva a parlare d’amore senza mai banalizzare sentimento ed evocava in questa tensione, un grande scrittore italiano dimenticato, Giorgio Manganelli, di cui per altro cade centenario della nascita.
Manganelli in una celebre intervista aveva espresso ritrosia nel pronunziare la parola “amore”, che pure aveva scelto quale titolo di una sua scrittura. Appassionato melomane amava Mozart e dell’opera celebrava in una conversazione col compianto Paolo Terni, oltre le note i silenzi.
Per questo è molto altro, non è stata quella al foyer della galleria, semplice celebrazione di intrecci amorosi, “triangoli” e abbandoni ma un discorso che si faceva storia del “vissuto”, discorso che Biondi riesce ad attualizzare e a portare sul binario dei “fatti della vita”, lì dove la partitura musicale e il cantabile, come l’arte in genere, trova espressione più alta e profonda.
Il passaggio poi alle arie mozartiane per voce e pianoforte è stato “corolla” a questa introduzione.
Restano dunque in noi i tratti gentili, gli abiti, le parrucche, le voci ascoltate o immaginate, le parole al servizio della musica ma anche, attraverso di essa, capaci di tornare all’umano in un tempo di barbarie, con scenari di guerra che paiono di “un altro mondo” e forse lo sono.
Mozart aveva ventinove anni quando compose “Le nozze di Figaro”, si sarebbe congedato al mondo solo sei anni più tardi ma, come in molti hanno scritto, aveva già compiuto quanto era destino, caso o provvidenza.
Quì un’ora e poco più di pensiero e teatro musicale, con e attraverso la parola, ha riportato i presenti al senso del sublime e alla bellezza e còlto in Sala ampio consenso.

Ugo De Vita regista, autore e attore di prosa. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte drammatica, dopo gli esordi con Dario Fo e Franca Rame ha conseguito la laurea e specializzazione americana in “Psicologia clinica”, svolgendo lo stage di perfezionamento con Oliver Sacks nel 1992

Et Press Comunicazione

“e-P Summit 2022 Firenze Stazione Leopolda” di Riccardo Rescio

“e-P Summit 2022”

Stazione Leopolda Firenze


Nuovo il formato, nuova la direzione scientifica e nuova la sede alla Stazione Leopolda di Firenze il 4 e il 5 maggio 2022.
e-P Summit, da oltre un decennio l’appuntamento di Pitti Immagine dedicato ai rapporti tra la moda e il mondo digitale, questo anno volta pagina dopo il fermo forzato, proponendosi come evento leader europeo per il confronto tra domanda e offerta di innovazioni applicate in ambito digitale.

e-P Summit 2022


Shaping the digital future of Fashion è infatti il sottotitolo dell’evento, nonché la sua promessa.
Rinaldo Rinaldi, il nuovo Direttore scientifico di e-P Summit è docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, che da molti anni lavora sul rapporto tra i grandi brand della moda e del lusso e le ICT (Information and Communication Technologies) per la transizione digitale dell’intera filiera.


Nella selezione dei temi e dei contenuti, la direzione scientifica è affiancata da un Comitato composto da docenti universitari, esperti e dirigenti di alto livello delle imprese della moda e del lusso.
Riccardo Rescio per Italia&friends

Et Press Comunicazione

Fondazione Cr Firenze “Presentazione dei giovani musicisti vincitori del progetto ‘Attraverso i suoni – A.Gi.Mus. Sistema Futuro”

Giovedì 28 aprile, nella Sede della Fondazione CR Firenze, in Via Bufalini 6, a Firenze, la conferenza stampa di presentazione dei dodici talenti che iniziano un inedito percorso per costruire e rafforzare le loro carriere professionali.
Sono i vincitori di “Attraverso i Suoni – A.Gi.Mus. Sistema Futuro”, il nuovo progetto di Fondazione CR Firenze e A.Gi.Mus Firenze, Arezzo e Grosseto.
Per loro un tour, un cachet e benefits.
Attraverso i Suoni – A.Gi.Mus. Sistema Futuro”,
il nuovo progetto di A.Gi.Mus Firenze, Arezzo e Grosseto e Fondazione CR Firenze, unico nel suo genere, ideato sotto la direzione artistica di Luca Provenzani Presidente di A.Gi.Mus. Firenze e primo violoncello dell’Orchestra della Toscana e Gloria Mazzi pianista e Presidente di A.Gi.Mus.Grosseto.
Oltre ai responsabili del Progetto, gli artisti premiate e i membri della commissione giudicante, erano presenti alla conferenza stampa, Gabriele Gori Direttore Generale della Fondazione CR Firenze e il Vice Sindaco di Firenze Alessia Bettini
Riccardo Rescio per Italia&friends
Firenze 28 aprile 2022

http://www.fondazionecrfirenze.it

Fondazione CR Firenze

“Enogastronomica 13/14/15 maggio 2022” Pura esperiezialita’ di Riccardo Rescio

Esperiezialita


L’esperenzialita, è la parola che dovrà sempre più caratterizzare gli eventi e i momenti delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Questo perché ogni singola località delle nostre Terre Uniche ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
L’edizione “Enogastronomica 2022” sarà nuova nella forma ma non nella sostanza, una versione decisamente nuova e fuori dalle righe.
La tradizione artigiana della Città delle Arti per antonomasia e della sua provincia, l’antico saper fare Fiorentino e toscano, è ancora attivo, presente e fortemente ricercato nel mondo.
In questa sua nuova veste “Enogastronomica 2022” si intreccia con il comparto Food&Wine, egualmente ricercato e apprezzato in ogni dove.
La Bottega è senza ombra di dubbio un luogo ricco di fascino e di storia dove gli artigiani trasformano l’antico sapere oggetti unici, ma è anche quel luogo come la bottega alimentare di quartiere, rione, strada che nel vendere racconta, tramanda e condivide storie.
Gustare, degustare in bottega, vivere una serata in bottega, assaggiando un prodotto tipico di quella bottega, magari anche cucinato lì in loco da un cuoco, è l’idea che “Enogastronomica 2022” lancia in questo inizio del terzo millennio, per fare divenire sempre più il nostro Paese il luogo dove vivere emozioni esperienziali uniche e irripetibili.
L’esperenzialita emozionale gustativa e visiva, ricreata in una Bottega è sicuramente un connubio nuovo e coinvolgente.

“Enogastronomica 2022”
https://enogastronomica.org/

Firenze 26 aprile 2022

“La Strada” di Alan Oisrak”

Se ci fosse una strada che portasse là, dove tutti noi vorremmo essere per veder appagati i nostri desideri, le nostre speranze, le nostre aspettative, ebbene quella strada io non la percorrerei, poiché non vi è gioia più grande di quella di perseguire il proprio esclusivo percorso, assaporando ogni centimetro, ogni momento, ogni impercettibile emozione che si riesca a cogliere percependo, vedendo, sentendo, ciò che esiste intorno a te sul tuo percorso.
Sarà solo la scelta della nostra personale strada, quella da noi voluta e tracciata con la consapevolezza di averla percorsa o di continuare a percorrerla con tutti i sensi a disposizione, il vero appagamento del nostro essere.                                                                             Olomouc Repubblica Ceca 5 aprile 2010

La voce, le immagini e il video, sono di Elena Tempestini
Firenze 24 aprile 2022

“Così dentro così fuori” di Elena Tempestini

Nella prima foto un Barione, scoperta del CERN del 2017. La materia che vediamo intorno a noi è costituita da barioni. Seconda foto, particolare del “mosaico del Ciclo della Creazione” nel Duomo di Monreale ( Palermo)

Sant’Agostino, nel IV secolo, scrive tredici libri: Le “Confessioni”. Nel libro XI affronta il tema che affligge l’umanità: Il tempo.

“Io so cosa è il tempo, ma quando me lo chiedono non so spiegarlo” dice Sant’Agostino. Il passato ed il futuro possono essere pensati solo come presente, il passato come «memoria», e sono le immagini del passato che tornano alla mente, ma avviene sempre nel presente, il futuro lo percepiamo come una «attesa» e spesso non arriva mai come l’abbiamo immaginato. Quindi, la memoria del passato e l’attesa del futuro sono entrambi dei fatti presenti. Essi si creano nella mente attraverso le immagini, a seconda della nostra soggettiva Visione.

Sant’Agostino nello studio” dipinto murale di Sandro Botticelli, databile al 1480, conservato nella chiesa di Ognissanti di Firenze. Un’altra versione del soggetto è conservata agli Uffizi

Se il passato è oggetto di un ricordo, chi lo riporta alla luce, lo fa tramite una immagine, perché la memoria ha la facoltà di trattenerle. Le immagini riportate dalla memoria vengono “viste” solo nel presente. La memoria non è altro che il presente del passato: Il futuro non é altro che una attesa, vissuta nel presente , di ciò che ancora non c’è. Il presente una attenzione, o meglio, una CON – Siderazione a ciò che ci circonda in quel momento

Tutta la realtà che sembra esterna da noi, non è che un riflesso, uno specchio di quello che è dentro di noi; comprese tutte le illusioni, le falsificazioni che la mente riesce a creare.

È la percezione illusoria di una distanza che separa ciò che siamo da quello che crediamo di essere.

A volte non riusciamo a svuotare la mente dall’ affollamento dei pensieri, preoccupazioni e sopratutto dalle paure che si aggrovigliano come catene. Il rumore assordante di una vita sempre più veloce, e guarda caso… quasi sempre percepita come mancante di tempo.

È la vita e come la mente percepisce gli eventi che ci accadono.

È la vita, quella energia che ci fa fluire, che ci sveglia la mattina e ci fa alzare per andare incontro a un lasso di tempo presente, che è scandito e compreso dalla natura, tra un’alba e un tramonto. Siamo noi a decidere se assecondare il flusso o andargli contro. Siamo noi a scegliere come affrontare i nostri stati d’animo quotidiani . La vita è un flusso di potente energia, non si ferma, nessuno nella “realtà” cercherebbe di fermare con una mano un treno in corsa.
Forse mai prima d’ora l’umanità aveva assistito ad un cambiamento così radicale, dobbiamo imparare a comprendere che la realtà è più complessa di quello che appare. Sono molteplici gli eventi, a volte ci spaventano perché siamo abituati a usare un “controllo” sulla nostra vita, un controllo che non può esistere, se non illusoriamente attraverso il materiale, il possesso, l’accumulo. È sulla vita stessa che l’uomo non può avere il controllo degli accadimenti, li può solo accettare, combattere o riuscire a trasformare. Ls vita fluisce come l’acqua, non si arresta. Leonardo Da Vinci, già riprendendo il concetto di Eraclito disse: “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.“

Barione, particelle comuni. Il barione è una delle quattro forze fondamentali della natura: la forza forte. È la particella che compone la materia, denominata “Xi”. Praticamente Xi, è il collante che tiene insieme la materia.

La realtà, è il campo elettromagnetico:

“Ricordatevi che la realtà è il campo» diceva Einstein.

Carlo Rubbia, fisico e premio Nobel ha dimostrato che solo la miliardesima parte di noi è pura materia, il resto sono fotoni, bio-fotoni, energia e informazioni. Se consideriamo solo la materia comprenderemo solo un miliardesimo della realtà, della biologia e sopratutto della salute dell’essere umano.

Tutte le forme esistenti in natura, sono governate e tenute insieme da campi di energia elettromagnetica.

I campi elettromagnetici sono presenti ovunque nei nostri ambienti, ma sono invisibili all’occhio umano. Pensiamo alla natura, della quale noi facciamo parte, e prendiamo gli alberi, essi hanno la capacità di influire elettromagneticamente sulle funzioni vitali dell’uomo, l’intensità dei campi elettromagnetici emessi dagli alberi è estremamente bassa ma possiede un’altissima affinità biologica con l’essere umano. Questo è il senso della bellezza, la scienza, con tutte le sue cautele, non sta più dividendo ma tornando a sommare.

Fermiamovi e consideriamo attentamente la nostra vita. Tutti abbiamo una “strana” percezione del tempo. Lontanissima, nebulosa per gli eventi passati, e velocissima nel presente. La vita si consuma come una paglia che brucia. Pensiamo di aver vissuto, di aver deciso come viverla, ma nella realtà, noi stessi siamo stati vissuti da lei. È sempre una percezione diversa per ogni singola persona. Il reale è il momento presente, la scacchiera, il campo che in fisica è conosciuto come campo quantico. Potrebbe all’apparenza non sembrarci razionale, ma il campo quantico è un luogo dove sono previste tutte le possibilità, un campo dove c’è tutto il nostro noi. Passato, presente e futuro.

Sant’Agostino un precursore della fisica quantistica? Una scoperta o una riscoperta? Perché è in quel “campo” che si svolge il gioco infinito della vita. È un infinito spazio e “non decide” per l’uomo, questo compito spetta alla coscienza umana, che sceglie alcune delle possibilità che sono nell’immediato presente, in modo che le “possibilità” si manifestino concretamente nel mondo fisico, cioè in quella che noi chiamiamo realtà e che non può “mostrarsi” in nessun altro luogo. In questo concetto nasce il problema, nasce la dualità del credo o non credo, è vero o falso. Noi siamo abituati a credere soltanto a ciò che vediamo, tocchiamo, pensiamo di sentire, praticamente la realtà visibile dei nostri cinque sensi. Oggi la fisica ci spiega che quella “realtà” è solo una piccola parte dell’intera realtà.

La cosa bella è quando inizi a dare e fare, due azioni che portano all’attenzione del momento presente. Quando osserviamo possiamo agire direttamente , oppure possiamo lasciare che la vita “agisca” attraverso di noi. Qualunque sia la nostra scelta, noi siamo “ uno con la vita. Energia e Materia sono da considerarsi, in fondo, come la stessa cosa, due facce della stessa medaglia. E=mc²”, l’equazione che stabilisce che: massa ed energia sono due forme perfettamente equivalenti della medesima cosa. Fu la dimostrazione di un grande scienziato, Einstein.

Lo stupore nasce quando riusciamo a comprendere che non viviamo la vita, ma è la vita stessa che vive noi. Nel campo quantico, infatti, non esiste né lo spazio né il tempo, non c’è separazione e dove non c’è dualità, l’informazione ( la vita) non si sposta da un punto A ad un punto B, è istantanea, perché il campo quantico nel quale viaggia è cosciente, e il punto B sa immediatamente ciò che accade al punto A.

La vita è come un ballerino che danza, ma il senso della bellezza è: che noi siamo la danza.”

“L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo”, una parte limitata nello spazio e nel tempo. L’uomo sperimenta se stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria coscienza. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l’unico scopo di un’autentica religione. Non per alimentare l’illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente.” Albert Einstein

“Orcia Wine Festival, il racconto di un territorio, patrimonio Unesco, attraverso le sue eccellenze” di Elisabetta Failla

Il racconto di un territorio attraverso le sue eccellenze, in particolare il vino, consente di conoscerlo da una differente angolazione. E se la zona in questione è la Val d’Orcia, dal 2004 patrimonio Unesco, la narrazione diventa ancora più magica e affascinante. Da domani 23 fino al 26 aprile San Quirico d’Orcia ospiterà l’undicesima edizione dell’Orcia Wine Festival, che torna dopo due anni di stop causa la pandemia, con i banchi d’assaggio delle oltre venti aziende presenti in forma diretta all’interno delle suggestive sale seicentesche di Palazzo Chigi Zondadari. “La nostra denominazione è pronta ad accogliere i tantissimi turisti che per il ponte del 25 aprile saranno presenti nel territorio dell’Orcia Doc – spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio di tutela – finalmente potremo tornare a farlo in presenza, in uno dei posti più suggestivi del mondo, tra palazzi storici, paesaggi mozzafiato, sapori incredibili, perché questo è il valore e insieme l’unicità della nostra denominazione”.

Organizzata dal Consorzio Vino Orcia, sarà possibile visitare direttamente le cantine della denominazione, degustare i vini direttamente al banco dei produttori, e partecipare alle degustazioni guidate dai degustatori Onav con tre temi diversi: doppia annata dello stesso vino, biodinamico e biologico, novità e sperimentazioni. Ad esse si aggiunge la masterclass guidata da Davide D’Alterio, vice campione italiano 2021 e Ambasciatore italiano del Sangiovese, uno dei giovani assaggiatori più talentuosi che lavora all’Enoteca Pinchiorri a Firenze.

Per i wine lovers sportivi ci saranno escursione in bici alla Cappella di Vitaleta con assaggio di tre vini. Oppure trekking da San Quirico a Bagno Vignoni con assaggio di tre vini Orcia. Domenica in programma il saluto dei quartieri del Barbarossa, con sbandieratori in costume storico, lungo le strade di San Quirico. E ancora musica e poesia dedicata al vino. Gli amanti del bel canto troveranno inoltre l’Unione Corale Senese con pillole di “vino nella lirica” e, in altri momenti, un tenore. Per i bambini e gli adulti ci saranno dei laboratori di cucina locale. Ancora in chiave giocosa la caccia al tesoro nei vicoli di San Quirico per imparare in modo divertente la storia e le tradizioni locali. Non mancherà inoltre la tradizionale cena a Palazzo Chigi, in programma per il 24 aprile, in collaborazione con Tiziana Tacchi del ristorante “Il Grillo è buon cantore” di Chiusi, premiato da Slow Food come migliore ostessa d’Italia. Martedì 27 aprile la degustazione del vino Orcia ai tavoli dei produttori sarà riservata agli operatori del territorio. Il ricco programma è disponibile sul sito della manifestazione www.orciawinefestival.wordpress.com.

Le uve che danno i vini della denominazione Orcia Doc sono in gran parte coltivate in un territorio meraviglioso qual è la Val d’Orcia, patrimonio Unesco. Non è un caso che tra i principali temi portati avanti dai produttori e dal Consorzio vi sia proprio quello della salvaguardia del paesaggio agricolo, uno tra i più belli del mondo. Un paesaggio dove ogni anno in media si registrano circa 1,4 milioni di presenze turistiche, con un milione di escursionisti. Molti sono anche gli stranieri che hanno case di proprietà nella zona e non a caso il 65% delle aziende vitivinicole dell’Orcia Doc è impegnata anche nell’ospitalità con un agriturismo o un servizio di ristorazione. Senza contare che la maggior parte di queste strutture

Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena). Il disciplinare di produzione prevede la tipologia “Orcia” (uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese), l’”Orcia Sangiovese” (con almeno il 90% di Sangiovese) entrambe anche con la menzione Riserva in base a un prolungato invecchiamento (rispettivamente 24 e 30 mesi tra botte di legno e bottiglia). Fanno inoltre parte della Doc il bianco, il rosato e il Vin Santo. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255.631 bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 30 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilare e proteggere la produzione del territorio.

“MIDA 2022, Leonardo Romanelli torna con le sue Delizie” di Elisabetta Failla

Da domani, sabato 23 aprile, a domenica 1° maggio tornano alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze Le delizie di Leonardo Romanelli. Il piano superiore del Padiglione Centrale della Fortezza da Basso, dedicato come sempre al settore del food, ospiterà tante ghiotte occasioni per chi ama scoprire le novità, conoscere prodotti autentici toscani, assaggiare buoni piatti, ottimi vini e birre poco conosciute, sperimentare cucine etniche.

Ci sarà la possibilità di vedere all’opera tanti artigiani del gusto che espongono alla Mostra, i cui prodotti saranno utilizzati dalle blogger selezionate da Sandra Pilacchi. Ampio spazio apizzaioli migliori della Toscana – tra cui Mario Cipriano, Romualdo Rizzuti, Giovanni Santarpia, Marco Manzi – che riuniti nell’Associazione Pizza&Peace, faranno provare le loro specialità e in quell’occasione lanceranno anche una raccolta fondi per l’Ucraina.

Un’altra novità saranno lemasterclassche vedranno protagonisti gli alunni delle scuole alberghiereChino Chini di Borgo San Lorenzo, Saffi di Firenze, Datini di Prato e Enriques di Castelfiorentino; ogni sessione vedrà i ragazzi all’opera insieme a uno chef, Alessandro Liberatore e Marco Stabile, una pasticciera, Ginevra Gualtieri, un maestro pizzaiolo, Gianluca Bartolotta.

E poi il cibo di strada, la presentazione di libri, i cooking show con ricette preparate in diretta: tutto in uno spazio allestito con un tocco artistico, a ingresso libero e senza prenotazione.

“Mostra dell’Artigianato 2022”

Orchidee in Fortezza

L’86° Mostra dell’Artigianato si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 28 aprile, al 1°maggio 2022.
La manifestazione riprende in presenza l’abituale appuntamento primaverile della Città di Firenze e della Toscana tutta.
Un forte e necessario segno che vuole partecipare e supportare la grande tradizione artigianale italiana, che non è affatto destinata a scomparire, ma che vuole anzi far fronte sempre più e meglio alle aumentate richieste di professionalità, Artistico/Artigianali Tipiche locali.
L’insieme di tutte quelle peculiarità che da sempre caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni e in particolare quelle Toscane, che il mondo mira, ammira e anela.
Un fiorire di richieste di questi ultimi anni basate su competenze umane fatte di manualità, ingegno e creatività, che le macchine non possono rimpiazzare, fanno ben sperare ad una meritata nuova vita per tutto il comparto dell’Artigianato Italiano.
Un insieme di antichi saperi artigianali, artistici e professionali, che a Firenze hanno casa da sempre.
Recenti studi sulle tendenze dell’occupazione concordano nell’affermare che l’artigianato e il “saper fare con le mani” saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni.
L’Arte dell’Artigiano non è soltanto la capacità e l’abilità manuale di creare, ma è anche e forse anche la massima espressione dei valori che riesce a trasmettere nel tempo.
Ph Giorgio Anselmi

Firenze Fiera Mostra dell’Artigianato – Firenze
Fondazione CR Firenze Camera di Commercio di Firenze Confartigianato Imprese Firenze