“Le Torsioni di Alberto Biasi” di Riccardo Rescio

Questioni di prospettive

Giovedì 26 maggio 2022, alla Galleria Tornabuoni Arte al Lungarno Cellini, preview per la stampa della Mostra di Alberto Biasi
Alberto Biasi, tra i più importanti rappresentati dell’Arte programmata e pioniere nella ricerche ottico-cinetiche, cofondatore del Gruppo N, nasce a Padova 1937.
A Firenze, saranno esposte circa 50 opere, con una particolare attenzione alla produzione più recente del ciclo Torsioni, che rimane tra i più iconici del lavoro di Biasi.
Le Torsioni sono realizzate su forme geometriche classiche, con strisce di plastica bifacciali dai colori contrastanti, che convergono verso il centro, creando un dinamismo ottico, che induce l’osservatore a cambiare punto di osservazione
dando origine ad un dinamismo percettivo che trasforma le immagini.
Immagini che si deformano, si restringono, si dilatano, mutano dimensione oppure colore, un piacevole esperimento, quasi un gioco, che con piacevolezza e leggerezza, ma con profondità e consapevolezza, conferma che in fondo tutto è visibile e percepibile, comprensibile e accettabile, basta spostare il proprio punto di vista.
Tornabuoni Arte ha già dedicato a questo artista tre monografiche che si sono tenute a Parigi 2015 e 2022 e a Londra 2017.
Alberto Biasi così definisce la propria Arte :
“un’arte visiva che trasmette conoscenza e sapere attraverso gli occhi.
Questa e solo questa io definisco Arte, appunto perché trasmette Scienza.”
Firenze 26 maggio 2022
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini #etpress

Tornabuoni Art
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“Arte bella, funzionale, vivibile e godibile” di Riccardo Rescio

“Opera Viva” di Matteo Baroni alle Serre Torrigiani


Opera Viva è il nome più che appropriato dell’istallazione, artistica, ornamentale, funzionale e mutante nella sua staticità, realizzata da Matteo Baroni alle Serre Torrigiani, all’interno dell’omonimo giardino all’italiana nel cuore di Firenze.
Opera Viva si presenta come una sorta di chiosco, una cupola, un gazebo, arricchito di elementi pendenti che svolgono funzioni diverse, altalene, portaoggetti, ornamenti, ma anche di panchine fiorite, tutto realizzato con tondini di ferro, quelli tipici che si utilizzano nelle costruzioni di cemento armato.
Una scelta dal forte contrasto, in realtà solo apparente, perché creato proprio per integrarsi con l’ambiente circostante, in una alternanza che nella stagionalità vede primeggiare ora la natura sulla scultura e successivamente questa sulla natura, in un continuo processo rigenerativo mai uguale a se stesso, ecco perché la scelta del nome Opera Viva, che altro non è se non il suo continuo mutamento.
“Opera Viva, spiega il critico d’Arte Gianni Pozzi, autore dei testi del giornale che accompagna il visitatore è un intervento ambientale, ma anche un’opera che si aggiunge alle tante che caratterizzano lo spazio, come la statua di Osiride, dio dei morti e della rinascita, posta all’ingresso, quella di Pio Fedi con Seneca e il giovane Piero Torrigiani, e poi i vari tempietti, torri e laghetti che costituiscono un singolare percorso esoterico all’interno di questo che è uno dei grandi giardini storici italiani.
Non una delle tante installazioni temporanee cittadine ma la ripresa – da parte della ricerca e della committenza artistica – di una reale progettualità ambientale”.
“Serre Torrigiani – spiega il suo amministratore delegato Simone Bellocci – fin dai suoi inizi si è prefisso di aprire un luogo dove crescessero forme di aggregazione, bellezza e cultura.
Questa opera sembra la sintesi perfetta dei nostri intenti in origine e per questo sarà sempre aperta, visibile e fruibile da cittadini e dai visitatori della città”.
Matteo Baroni, nasce a Firenze nel 1977, dove frequenta l’Istituto Statale d’Arte, laureandosi poi alla Central Saint Martins di Londra, dove trascorre parte della sua vita, lavorando come intagliatore e al contempo esplorando anche l’uso di diverse tecniche e materiali.
Sarà proprio a Londra che esporrà per la prima volta le sue opere.
Tra gli interventi recenti, si ricordano la partecipazione alla rassegna “da ragioni invisibili” nel parco di villa La Cartiera a Pontremoli nell’estate 2020, la creazione di un ambiente/scultura nella Piazzetta dei Tre Re a Firenze nel 2019,
il laboratorio itinerante FLOCKERS nella casa circondariale di Busto Arsizio, pensato per insegnare a trasformare gli scarti materiali del carcere in prodotti artistici nel 2019, la partecipazione come rappresentante di Italia e Francia alla creazione di un parco di sculture in metallo riciclato a Bhubaneswar in Orissa, India nel 2018.

Matteo Baroni Sculpture #matteobaroni #operaviva
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Opera Viva
Serre Torrigiani
Via Gusciana 21, Firenze
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