“Il Silenzio” di Alan Oisrak

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini.

Si dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più dell’oro.
Il silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per quelle che non hanno saputo o voluto dire.
In realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt’altro che saggezza e nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e arroganza.
Se come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo avuto la necessità di farlo attraverso la parola, questa non l’avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni genetiche.
Persino il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i gatti di miagolare.
Il cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti degli esseri umani.
Chi non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni, emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona con qualche problema in più.
Il silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni, ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce ci illumina l’anima.
Alan Oisrak

Olomouc Repubblica Ceca 2010 http://alanoisrak.blogspot.com/?m=1

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini. Firenze 8 Maggio 2022