“San Gimignano Torri e Vernaccia” di Elisabetta Failla

Potevamo perderci l’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano? Noi di EtPress siamo arrivati ieri al tramonto fin da subito abbiamo subito il fascino e la magia di quella che una volta era la “Manhattan della Toscana” con le molteplici torri che svettavano nel cielo e di cui, oggi, ne rimangono solo alcune. La Vernaccia di San Gimignano, la “Regina Bianca”, unico vino bianco Docg della regione, merita di essere riscoperta. I sentori di fiori e frutta gualla (ginestra, pesca, ananas) si uniscono allo zafferano e alle note sulfuree derivanti dal terreno ricco di fossili e conchiglie. Perché questa zona, nel Pliocene, era solamente il fondale del mare. Freschezza, acidità e sapidità, infine, contribuiscono a rendere la Vernaccia la grande Regina Bianca della Toscana.

Elisabetta Failla per Et Press Comunicazione

“Il Circolo Virtuoso” di Riccardo Rescio

Prefazione

https://italiaefriends.wordpress.com/2019/10/15/il-circolo-virtuoso-di-italiafriends/?preview=true

Ogni luogo della nostra Penisola delle Meraviglie esprime Valenza e le Valenze altro non sono che l’incontrovertibile espressioni dei rispettivi territori di origine. Non vi è infatti luogo, nel nostro straordinario Paese, che non abbia affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere. Pertanto partendo da queste inconfutabili constatazioni si propone di dotare le singole peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 Regioni, di un QR Code, che oltre ad indicare le specificità del prodotto, di qualsiasi natura possa essere, riporti le informazioni delle caratteristiche territoriali, di attrattiva, di ricettività, di produttività, ecc, ecc, della zona in cui insistono. In tal modo si creerebbe un “Circolo Virtuoso” dove il prodotto viene valorizzato dal territorio e il territorio comunicato dal prodotto. Il QR Code diverrebbe un veicolo di promozione Territoriale a costo zero, solo per fare un esempio si pensi ai milioni di bottiglie di Vino esportate nel mondo, consumate da più persone, che solitamente stazionano sulle tavole per il tempo della consumazione, da sempre l’etichetta del vino costituisce suscita curiosità, interesse, è comunque sempre motivo di attrazione visiva, la semplice aggiunta di un QR Code sulla etichetta dei vini diverrebbe un veicolo diffuso e diretto di preziose informazioni.

Riepilogando.

1) Marchio Ombrello Italia

“Italian Brand” di Riccardo Rescio

2) Marchio Regionale

https://www.regione.toscana.it/regione/statuto/stemma#:~:text=Il%20Pegaso%20%C3%A8%20stato%20riconosciuto,1975%2C%20durante%20la%20prima%20legislatura.

3) Marchio di fabbrica

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marchio#:~:text=Il%20marchio%20di%20fabbrica%20viene,coperto%20dal%20marchio%20di%20commercio.

4) QR Code

“L’Autopromozione in un francobollo”

Le Bottiglie Ambasciatrice divine

“Le Bottiglie, Ambasciatrici divine”

Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia ApS (no profit)

I&f RotoWeb Illustrato ottobre 2021

Riccardo Rescio per Italia&friends Firenze 24 ottobre 2021

“La Chianti Classico Collection 2022 torna alla Stazione Leopolda” di Riccardo Rescio

“La Chianti Classico Collection 2022”
torna a presentare le nuove annate dei vini del Gallo Nero, i suoi produttori e le nuove Unità Geografiche Aggiuntive.
Due giorni riservate alla stampa e ai professionisti del settore per incontrare oltre 180 produttori e assaggiare oltre 700 etichette firmate Gallo Nero, Chianti Classico annata, Riserva e Gran Selezione, il Vin Santo del Chianti Classico e l’Olio DOP Chianti Classico. La migliore e maggiore comunicazione del nostro Paese nel mondo passa attraverso la conoscenza, partecipazione, divulgazione e condivisione, di tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.


#tuttoilbellorilbuonochece #etpress  #comunichiamoalmondolitalia Etpress Comunication Chianti Classico http://www.etpress.it

“La necessità di una sempre maggiore e migliore Comunicazione” di Riccardo Rescio

Oggi la comunicazione è veloce, dinamica, con molti competitor estremamente abili.
Vince chi meglio comunica e più coinvolge la potenziale utenza attraverso offerte attrattive, accattivanti, convincenti, che parlino il linguaggio del momento, con gli strumenti del momento.
Comunicare bene e in modo performante, è come scalare una montagna dove la vetta si raggiunge con il supporto di portatori esperti e forti.
Gli sherpa informatici, sono i buoni conoscitori dei percorsi, delle strategie di ascensione e delle diverse azioni necessarie da mettere in campo, diventando sempre più elementi essenziali e inalienabili nel web, quanto lo sono in una spedizione.
La vetta della montagna è la soglia di attenzione che bisogna raggiungere, solo quando si sarà in cima si potrà ottenere la massima visibilità del messaggio che si intende comunicare.
Una azione comunicativa che dovrà essere continuamente e costantemente mantenuta nel tempo.
Come le attrezzature, fatte da corde, chiodi moschettoni, costituiscono l’insieme degli strumenti necessari ed indispensabili per la scalata, così i motori di ricerca sono nel loro complesso le attrezzature informatiche necessarie al raggiungimento della visibilità cercata.
Come gli sherpa utilizzano le attrezzature e supportano gli scalatori per raggiungere la meta, così gli esperti di comunicazione e web marketing supportano gli scalatori di visibilità a raggiungere gli obiettivi attraverso la presenza sulle maggiori piattaforme web.
“Et Press” comunica con post , storytelling, articoli, immagini, video e foto video, la contemporaneità di momenti ed eventi, realizzando coinvolgenti percorsi di fidelizzazione, reiterando messaggi sempre nuovi e diversi nella presentazione.

Riccardo Rescio – Firenze 21 marzo 2022

I&f RotoWeb Illustrato marzo 2022 https://italiaefriends.wordpress.com/2022/03/01/if-rotoweb-illustrato-marzo-2022/?preview=true

“Et Press” Interconnessioni Comunicative

Et Press Comunicazione


Etpress Comunicazione è una piattaforma che interagisce in tempo reale tra Arte, Cultura, Sport, Tecnologia, Territori e Attualità.
Il tempo è quella illusione che non si misura in ore e minuti, ma si percepisce nelle trasformazioni.
Anche l’Italia, che è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato di Arte, in un territorio fra i più amati e ambiti al mondo, ha necessità e bisogno che il suo modo di comunicare tutto il bello e il che ha, si trasformi.
Sta a noi che abbiamo l’opportunità di viverci, scoprire, apprezzare, amore e soprattutto comunicare tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
Et Press Comunicazione lo fa utilizzando il web.
Scoprite http://www.etpress.it un nuovo modo di comunicare.

“Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022” di Riccardo Rescio

I&f RotoWeb Illustrato marzo 2022
Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022″
Domenica 20 Marzo 2022
alla Fortezza da Basso di Firenze l’evento “Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022”
Un trionfo di etichette, orgoglio dell’enologia Toscana.

#tuttoilbelloeilbuonochece #etpress #comunichiamoalmondolitalia
Chianti.it  –  morellino.it
Etpress Comunication www etpress.it
Elisabetta Failla Elena Tempestini
Giorgio Anselmi  Consorzio Vino Chianti
Consorzio Tutela Morellino di Scansano

“Il Vino Stra-Rock di Gianna Nannini” di Elisabetta Failla

In molti forse ignorano che la rockstar senese produce vino a Certosa di Belriguardo, l’azienda agricola di famiglia che ha rilevato nel 2006 con 75 ettari di cui 8 coltivati a vigneto nel cuore del Chianti dei Colli Senesi. In questo luogo, a pochi chilometri da Siena, Gianna Nannini ha passato la sua infanzia, ha composto le prime canzoni, e ha conosciuto fin da bambina l’affascinante mondo del vino. “Fin da bambina partecipavo al rituale della vendemmia – ha raccontato –  che avveniva con i canti, si pestava il vino a piedi nudi; io le prime canzoni le scrivevo scappando con il motorino in mezzo alle zolle”. Quando ha rilevato l’azienda di famiglia si è rivolta ad uno dei massimi esperti, Renzo Cotarella, per produrre “un vino che fosse meglio del Tignanello”.  E ieri sera, in occasione dell’evento inaugurale delle Anteprime 2022 nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, ha presentato il nuovo rosso prodotto con Sangiovese. Un vitigno che la cantante ama perché è “stra-rock’: genera emozioni e vibrazioni a non finire, ma è sempre il frutto del lavoro di un gruppo e di una band. Mai di un solo solista”. 

Elisabetta Failla Giornalista – Firenze 20 marzo 2022

Degustazione alla cieca: i vini del Consorzio del Chianti dei Colli Fiorentini

di Elisabetta Failla

La degustazione alla cieca può sembrare ai meno esperti un divertissement da sommelier o da giornalisti di settore per indovinare di che vino si tratti. Un quiz, insomma, in cui però non si vince nulla. In realtà questa degustazione è la più complessa in assoluto perché non si tratta solo di capire di che vino si tratti, o quale sia l’azienda che lo produca, ma soprattutto di individuare tutte le sue caratteristiche organolettiche. Questo tipo di degustazione, detta anche blind testing, evita qualunque tipo di condizionamento esterno: non si conosce il produttore né le etichette sono nascoste né l’annata e la tipologia. La bottiglia è accuratamente coperta e il degustatore deve fare leva sulla sua esperienza e sui suoi sensi per individuare le caratteristiche del vino. Vista, olfatto, gusto e anche udito (incredibile, il vino fa anche rumore!) sono in allerta per poter capire il vino da degustare.

Ai primi di marzo, in anticipo sulla settimana delle anteprime dei vini toscani, abbiamo partecipato ad una degustazione alla cieca di vini prodotti dalle aziende del Consorzio Chianti Colli Fiorentini. In questo caso si tratta di una degustazione alla cieca può essere di carattere “comparativo” in quanto vengono fornite al massimo due indicazioni sulle bottiglie: tipologia di vino e annata. Dovrà essere quindi valutata la corrispondenza delle caratteristiche proprie di quella tipologia di vino con quelle dei vini che sta gustando.

La degustazione di 72 etichette, in rappresentanza della denominazione, è avvenuta presso l’azienda agricola Marzocco di Poppiano a Montespertoli ospiti di Roberta Chini e di Maurizio Mazzantini. Il Consorzio riunisce i produttori più vicini a Firenze, situati in un territorio ampio situato sulle colline intorno al capoluogo toscano con territori ed esposizioni diverse. Un modo per i giornalisti di settore presenti di approfondire le caratteristiche dei vini per tipologia e annata.

In particolare i vini Chianti Colli Fiorentini soprattutto 2020 e 2019 e quelli Chianti Colli Fiorentini Riserva del 2018 con qualche etichetta del 2017 e 2016. Abbiamo cominciato con i bianchi: Chardonnay 2020 caldi e fruttati e 2021 più vegetali. Tra i rossi ci ha colpito l’annata 2018. Sia nell’annata che nella riserva abbiamo notato bouquet di spessore dove fiori e frutti rossi si uniscono a leggere note balsamiche e boisé mentre al gusto appaiono morbidi, in certi casi anche abbastanza corposi, e con tannini piuttosto vellutati, persistente e con un bel finale di bocca.

Difficile per il momento trovare una vera e propria identità di produzione, proprio perché terreni e esposizioni possono fare la differenza fra un vino e l’altro. Ma la strada intrapresa è sicuramente giusta e in futuro potremmo avere delle belle sorprese da questa denominazione.

Pochi giorni prima, tra l’altro, è stato siglato il Protocollo di intesa tra il Consorzio Chianti Colli Fiorentini e le Amministrazioni Comunali della provincia di Firenze, volto alla promozione del territorio. Un modo questo per il Consorzio che tutela, valorizza e cura gli interessi generali relativi a questa denominazione, per poter lavorare insieme ai progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del territorio, e la firma apposta oggi ne è un’importantissima dimostrazione.

“Solare ed energica, sorridente e determinata” di Tiziana Leopizzi

Solare ed energica, sorridente e determinata, curiosa, lungimirante, colta, generosa, disponibile e organizzata al millimetro. Stiamo parlando di Alba Cappellieri di cui qui riporto alcune riflessioni: “Non mi godo i risultati, lo stop forzato mi ha insegnato a riflettere sulle scelte innocue della vita non é sufficiente la vocazione” e ancora “non riesco a smettere di conoscere” . “Fare il professore non è un lavoro lo farei comunque perché è una di ragione di vita”. Professore ordinario al Politecnico di Milano, cattedra di Design del Gioiello e Accessori Moda, Direttore del Master internazionale in Design degli Accessori di Moda, del Master in Brand and Product Management presso Milano Fashion Institute, presidente di Milano Fashion Institute, scrittrice, curatore di moda internazionale in Design degli Accessori di Moda, del Master in Brand and Product Management presso Milano Fashion Institute, presidente di Milano Fashion Institute, scrittrice, curatore di mostre, tra i suoi committenti Van Cleef & Arpels, direttore e fondatore del Museo del gioiello di Vicenza. La provenienza dalla Federico II si sente… La Prof. Cappellieri sa trasmettere il suo sapere in modo modo semplice e coinvolgente, un dono che appartiene a chi possiede una cultura vera, profonda.
Le sue lezioni aprono ad un mondo di altissima professionalità, fatto di competenza e di rispetto e per questo è adorata dai suoi studenti così come l’adorano i suoi colleghi. E il Mondo è la sua casa ormai, chiamata ovunque com’é a tenere conferenze e master. Figura bellissima sotto ogni punto di vista e con una famiglia meravigliosa completa di cani e gatti di cui uno va in deliquio per il profumo dei fiori, è grande amica di ARTOUROilMUST a cui partecipato diverse volte con il Politecnico di Milano, è Artour-o d’Argento il riconoscimento destinato a chi ha fatto della bellezza sistema di vita e di lavoro.
Tante le sfaccettature della sua brillante personalità, tra cui spiccano la sua insaziabile curiosità, la passione per l’insegnamento il suo habitus mentale, e per i suoi studenti che sono la sua linfa. Lieti di conoscerla Prof!

Tiziana Leopizzi Architetto Firenze 19 marzo 2022

“Un borgo toscano magico: Lucchio” di Elena Tempestini

Lucchio Valle Pistoiese

Lucchio. Il paesaggio toscano. Dolci colline, cipressi solitari che appaiono come sentinelle a guardia delle strade sterrate abbracciate da vigneti illuminati dal sole. La Toscana regala antichi paesaggi, come regala autentiche “perle” di pietra e mattoni, piccoli borghi un tempo carichi di vita.

Lucchio, il borgo più nascosto della Toscana

Lucchio è il paese, il borgo, più nascosto e arroccato della regione Toscana: Lucchio. Si trova nella valle del fiume Lima. All’incrocio della strada che da Bagni di Lucca si incontra con la via del Brennero che sale da Pistoia.
Una valle inselvatichita di vegetazione che ricrea paesaggi medioevali e danteschi. Una valle quasi sicuramente già abitata dai Celti, anche grazie alla sacralità di una vegetazione così  verde e ricca.

La città delle aquile reali

Lucchio appare in tutta la sua magia salendo per una strada tortuosa, piena di curve. Lasciata così, come era stata costruita secoli addietro. Sembra la città delle aquile reali da quanto è inaccessibile. Secoli e secoli hanno scolpito Lucchio quale parte della roccia maestosa. Una fortezza di un paese abbandonato e oggi fantasma del tempo che fu.
Nel camminare davanti a queste case di roccia, alcune restaurate per le vacanze estive, incontro su una seggiola di paglia un anziano del luogo. Con il suo sorriso rassicurante, mi racconta di storie di cavalieri e di un castello che sovrasta la cima della montagna. Alzo gli occhi e non vedo castelli, vedo delle pietre e qualche muretto che forse un tempo remoto furono  il perimetro di un castello. La tradizione racconta che la Rocca sarebbe stata commissionata da Matilde di Canossa ma studiosi hanno scoperto che sicuramente fu un insediamento molto più antico, risalente ai romani e ai  longobardi.

Lucchio, contesa fra Firene e Lucca

Il castello, o rocca di Lucchio per molti anni venne conteso dal dominio lucchese e da quello fiorentino. Intrighi e guerriglie per una rocca seminascosta che dominava l’intera vallata della Lima. Una posizione molto strategica.
Il vecchio signore ha voglia di raccontare. Non molti viaggiatori vengono in questo paese, la strada ha un accesso molto ripido, tanto da aver paura di scivolare indietro. L’anziano del luogo continua il suo racconto, ed è la storia, o leggenda, di due giovani fanciulle che con l’arte della femminilità salvarono la rocca da alcuni cavalieri fiorentini che volevano impossessarsene.

le due giovani fanciulle che salvarono la rocca si chiamavano Anastasia e Lucia di Vico Pancellorum.

Vico Pancellorum

(Dal volume di storia lucchese, Volume 2 Di Antonio Nicolao Cianelli, apprendiamo che non fu leggenda ma storia vera) :, nel giugno del 1437 scoprirono, con gran scaltrezza femminile, il tradimento di Gasparo da Slazzema, Castellano di Lucchio, e sventarono il tradimento. Attirato con l’inganno, scherzando e giocando con lui, sfoderarono armi femminili a cui era impossibile rimanere immuni. Sotto la loro seduzione il tradimento a favore dei fiorentini venne sventato.
Questo luogo mantiene un fascino particolare, ha i colori della pietra confusi nel verde di una vegetazione sacra, inviolata, la magia di antiche sensazioni medioevali che rendono per qualche ora il viandante parte di un paesaggio presente, un piccolo grande tesoro ancora incontaminato . Vi posso assicurare, essendomi arrampicata varie volte a toccare i resti di quelle pietre che un tempo furono un castello, che si percepisce una antica energia.

di Elena Tempestini