“Mostra dell’Artigianato 2022”

Orchidee in Fortezza

L’86° Mostra dell’Artigianato si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 28 aprile, al 1°maggio 2022.
La manifestazione riprende in presenza l’abituale appuntamento primaverile della Città di Firenze e della Toscana tutta.
Un forte e necessario segno che vuole partecipare e supportare la grande tradizione artigianale italiana, che non è affatto destinata a scomparire, ma che vuole anzi far fronte sempre più e meglio alle aumentate richieste di professionalità, Artistico/Artigianali Tipiche locali.
L’insieme di tutte quelle peculiarità che da sempre caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni e in particolare quelle Toscane, che il mondo mira, ammira e anela.
Un fiorire di richieste di questi ultimi anni basate su competenze umane fatte di manualità, ingegno e creatività, che le macchine non possono rimpiazzare, fanno ben sperare ad una meritata nuova vita per tutto il comparto dell’Artigianato Italiano.
Un insieme di antichi saperi artigianali, artistici e professionali, che a Firenze hanno casa da sempre.
Recenti studi sulle tendenze dell’occupazione concordano nell’affermare che l’artigianato e il “saper fare con le mani” saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni.
L’Arte dell’Artigiano non è soltanto la capacità e l’abilità manuale di creare, ma è anche e forse anche la massima espressione dei valori che riesce a trasmettere nel tempo.
Ph Giorgio Anselmi

Firenze Fiera Mostra dell’Artigianato – Firenze
Fondazione CR Firenze Camera di Commercio di Firenze Confartigianato Imprese Firenze

“Andria farà sistema” di Riccardo Rescio

“Fuori Evento”


Le opportunità sono come i treni , si possono prendere oppure lasciarli passare, tutto dipende da dove si vuole veramente andare.
Da qualche hanno i grandi brand nazionali hanno capito che presentare le proprie creazioni, oltre alle manifestazioni tradizionali fiere, anche in location di particolare bellezza e di rilevante risonanza.
Un scelta molto importante per la sempre maggiore conoscenza delle nostre meraviglie e per una loro sempre crescente capacità attrattiva. Una grande opportunità lo sottolineano noi di Italia& friends, il Network comunicazionale della Associazione di Promozione Sociale “Assaggia l’Italia Aps”, una no profit che da molti hanno si prefigge di comunicare tutto il bello e il buono che abbiamo nelle nostre Terre Uniche.
Gucci sceglie Castel del Monte e Andria sceglie di promuovere se stessa attraverso la realizzazione di una serie di eventi e momenti, come succede già da anni in concomitanza di grandi manifestazioni fieristiche a Milano e Firenze.
Un ‘Fuori Evento’, che coinvolga il tessuto connettivo della Provincia BAT durante l’allestimento ed effettuazione della manifestazione, capace di offrire in modo pianificato, organizzato una serie di eventi che presentino, esaltandoli, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano la provincia di Barletta Andria, Trani, determinando un ritorno di conoscenza, immagine e valorizzazione di straordinaria rilevanza, proprio in virtù dell’evento Guggi.
Questo sarà possibile solo se dalla mera enunciazione di intenti si passerà ad una progettualità pianificata che veda coinvolte in un piano di fattibilità tutte le organizzazioni di categoria, le associazioni, i produttori e le attività private sotto l’egida del Comune di Andria, della Provincia e della Regione.
Per ‘Fuori Evento’ si intende l’insieme degli eventi diffusi distribuiti in diverse zone di una determinata località, che avvengono in corrispondenza e concomitanza di una determinata manifestazione di richiamo Internazionale.
Condividiamo lo spirito che anima l’assessore comunale Cesareo Troia, ‘Andria lo merita’, il nostro meraviglioso Paese lo merita, sta a tutti noi fare in modo da cogliere le opportunità facendo sistema.
A tal proposito come associazione nazionale di promozione sociale dichiariamo la completa disponibilità e tutto il nostro apporto per la buona riuscita del progetto di accoglienza, intrattenimento e comunicazione dell’evento Gucci e del ‘Fuori Evento Andria’.
Riccardo Rescio per Itali&Friends
Associazione di Promozione Sociale
“Assaggia l’Italia ApS”

Il “sigillo” di pace e libertà ispirato da Machiavelli e usato dalla città di Firenze di Elena tempestini

La colomba segno di pace con l’Ulivo sigillo del Comune di Firenze dal 1429 al 1530, e fatto riconiare dal Sindaco Giorgio Morales, negli anni 90, in metallo prezioso da un’antica e preziosa bottega artigiana della città a cura di un Maestro di arte orafa quale Paolo Penko

“i popoli per conservare la libertà devono tenervi sopra le mani”. ( Machiavelli)

Machiavelli, un uomo conosciuto in tutto il mondo universale, figura amata, a volte odiata, sicuramente personalità controversa nella Firenze dei Medici. Cancelliere della Repubblica fiorentina, fondatore della Scienza Politica moderna, enunciò i suoi principi nel testo Il Principe.

Le sue parole sono ancora oggi studiate e il suo concetto di “ragione di stato” è presente in tutta la storia ciclica dei tempi. Machiavelli fu un letterato ma sicuramente anche un acuto e spregiudicato consigliere, ed è proprio per questa sua connotazione “negativa” del termine che un’idea giudicata buona ma scaltra viene definita “Machiavellica”. Egli dette un contributo notevole soprattutto nell’ambito dell’organizzazione politica e giuridica offrendo una visione estremamente innovativa e originale per l’epoca.

Il sigillo, simboleggia una colomba e l’Ulivo, simbolo di pace e libertà come estremo messaggio in difesa delle istituzioni. Ricordando il pensiero di Machiavelli secondo il quale la verità si fonda sull’esperienza e sulla ciclicità della storia: per questo fu un gran sostenitore dello studio dei Classici. La storia quale unica fonte in grado di fornire i dati oggettivi su cui basarsi, i modelli da imitare. Al contempo riconoscere gli errori e le strade da non ripercorrere. Proprio attraverso il Principe, l’autore rompe radicalmente con i dogmi fino ad allora conosciuti. Il Principe deve saper resistere alla “fortuna”e contare sulla sua “virtù”, intesa quale complesso di talento, doti e abilità.

Il Sigillo fu usato dal Comune di Firenze per un lungo periodo: dal 1429 al 1530. Catalogato al Bargello sotto al numero 509, rappresentava l’espressione dei “Conservatori di Legge di Firenze”, la magistratura repubblicana istituita nel 1429 e inizialmente destinata a vigilare sul giuramento di pace interna, oltre alla regolarità dell’azione amministrativa.

Il simbolo dopo il 1530 cadde nell’oblio. Negli anni novanta del XX secolo, nell’ archivio di un’antica famiglia fiorentina: la famiglia Guadagni, un consigliere comunale, l’avvocato Anton Luigi Aiazzi, appassionato studioso della storia di Firenze, trovò che il sigillo era stato apposto su un documento, un provvedimento del governo fiorentino datato 4 agosto 1505. L’avvocato propose al sindaco di allora, Giorgio Morales, di permettere che il sigillo con la colomba ad ali aperte con in bocca un ramo di ulivo e tra le zampe un altro ramoscello della stessa pianta, contornato dalla scritta “ S. Pax et Defensio Libertatis, Sacra o Santa Pace e difesa della libertà, affiancasse il più famoso e conosciuto Fiorino d’Oro, che la città di Firenze dona alle personalità che si sono distinte per il loro impegno civile, politico e culturale con valore.

Il sindaco Morales affidò la riproduzione al Maestro Orafo Paolo Penko, e il Sigillo, nella sua prima copia fu consegnato dal Sindaco Giorgio Morales al sindaco di New York Rudolph Giuliani durante la sua visita americana. Successivamente un’altra copia fu regalata a Gorbaciov in occasione della sua visita in Italia.

Come ebbe a dire Il Cancelliere della Repubblica, Niccolò Machiavelli, davanti ai “Signori di Balia”:

“Fiorentini liberi, essere nelle vostre la vostra libertà, alla quale io credo che voi avrete quel rispetto che ha avuto sempre chi è nato libero e desidera viver libero”.

Il Marstro Orafo Paolo Penko riproduce il Sigillo della Pace di Firenze

il Sigillo si “perse” nella memoria della storia, ma fu donato al Senatore Carlo Strozzi e raccolto in una vasta collezione comprendente numerosi simboli delle antiche istituzioni e della famiglia regnante. L’ordinamento dell’eccezionale materiale secondo criteri scientifici si deve a Domanico Maria Manni che redisse nel 1733 un esauriente catalogo. Inventariato al numero 150, l’esemplare in oggetto passò successivamente nelle mani di Tommaso Gherardi e quindi nei fondi del Bargello a partire dal 1872, dove venne classificato da Pellegrino Tonini e Umberto Rossi. Gli ordinatori del museo si affiancarono al singolare erudito settecentesco come fondamentali pionieri della sfragistica, la scienza che si dedica allo studio del sigillo dal punto di vista tecnico, storico, artistico e diplomatico.

“Collaborazioni, sinergie e connessioni” di Riccardo Rescio

“Collaborazioni, sinergie e connessioni”


Potrà sembrare retorico e quanto mai banale, ma nella realtà la concomitanza di questi elementi porta sempre a raggiungere grandi risultati, che troppo spesso la superficialità valutativa porta a ritenere impossibili.
Andria, nella piena e totale consapevolezza offerta da Gucci sta rispondendo molto bene, al programmato evento dalla prestigiosa Maison.
Le sue istituzioni, le sue organizzazioni, le associazioni, si stanno sempre più attivando per offrire la degna cornice alla manifestazione, che non potrà che far maggiormente conoscere e valorizzare le peculiarità che caratterizzano e identificano la città di Andria, della provincia, della Regione e dell’Italia tutta.
Un ruolo determinante è affidato alla stampa locale e nazionale, un plauso particolare va a “Edicola del Sud” per l’articolo che ha voluto sottolineare l’esigenza di organizzare quel qualcosa già sperimentato in simili situazioni, che abbia come obiettivo non solo quello dell’accoglienza, ma anche quello di predeterminare le condizioni alla maggiore conoscenza, valorizzazione e comunicazione, di tutte le valenze della Terra Unica di Puglia.
Riccardo Rescio per Italia&friends
Associazione di Promozione Sociale
“Assaggia l’Italia ApS”

La “Pietà” di Vezzoli in Piazza della Signoria e la lettera di Raffaello Sanzio al Papa Medici Leone X

La PIETÀ di Francesco Vezzoli in piazza della Signoria

Dove l’Arte si vuole “cancellare” per la sua provenienza geografica, dove si vuole creare il buco della memoria, l’artista Francesco Vezzoli ha voluto creare, direttamente sul posto, l’assemblaggio di un’Opera intitolata Pietà. Un leone novecentesco, allto cinque metri, trovato nel parco di una Villa e messo davanti al Palazzo della Signoria per rinfrescarci la memoria. Il leone, simbolo di Firenze è conosciuto come il Marzocco, dal latino “martius” = di Marte. Un’altra delle spiegazioni avanzate è che marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. Dante riporta la comune credenza che la città di Firenze fosse anticamente dedicata a Marte, e che esistesse una statua romana del Dio. Successivamente collocata alla fine del Ponte Vecchio e travolta dalla grande piena d’Arno del 4 novembre 1333 … eh si proprio il 4 novembre. Successivamente Nel Trecento, almeno fino alla peste nera, accanto a Palazzo Vecchio, sul lato di via della Ninna, la Signoria manteneva un vero e proprio serraglio di leoni, con una trentina di animali, tanto che la strada si chiamava “via dei Leoni”. La decisione di tenere leoni vivi in un serraglio, fu presa per rendere onore a Guglielmo, fratello del Re di Scozia Malcolm IV, al quale successe nel 1165. Guglielmo, detto Il Leone, perché aveva raffigurato questo animale nello stemma, e aveva fatto un buon governo per Firenze. Questo fu il modo per la città di dimostrargli la loro riconoscenza. La scultura di Francesco Vezzali tiene tra le fauci una testa romana, reperto del II secolo, a significare un frammento di una civiltà perduta. Guardando la statua mi viene alla mente la lettera del grande Raffaello Sanzio a Leone X, un documento del 1519, scritto dal pittore insieme a Baldassarre Castiglione sotto la supervisione di Angelo Colocci, segretario apostolico del Papa. Il tema trattava della mancata protezione e conservazione delle vestigia della Roma Antica. PIETÀ per l’Arte antica.

LETTERA DI RAFFAELLO SANZIO AL PAPA MEDICI LEONE X

“Quanti Pontefici, Padre Santissimo, li quali avevano il medesimo officio che ha Vostra Santità, ma non già il medesimo sapere, né il medesimo valore e grandezza d’animo, né quella clemenza che la fa simile a Dio: quanti, dico, Pontefici hanno atteso a ruinare templi antichi, statue, archi e altri edifici gloriosi! Quanti hanno comportato che solamente per pigliar terra pozzolana si sieno scavati dei fondamenti, onde in poco tempo poi gli edifici sono venuti a terra! Quanta calce si è fatta di statue e d’altri ornamenti antichi! che ardirei dire che tutta questa Roma nuova che ora si vede, quanto grande ch’ella si sia, quanto bella, quanto ornata di palagi, chiese e altri edifici che la scopriamo, tutta è fabricata di calce e marmi antichi.»

Facolcup: il primo Torneo di calcio tra studenti delle facoltà dell’Universita’ di Firenze di Elena Tempestini

Nicola Armentano, Consigliere città Metropolitana con delega allo Sport

Presentazione, presso la biblioteca delle Oblate, di Facolcup, il primo Torneo di calcio delle facoltà di Unifi, Università di Firenze.

Enea de Vita

Con il supporto del Sindaco di Firenze, della città Metropolitana, di Titta Meucci Assessora
Università e ricerca del Comune di Firenze del giornale Corriere dello Sport, Enea de Vita,Matteo Gesmundo, Leonardo Giusti hanno dato vita ad un progetto che unisce lo Sport alla cultura. In collaborazione con le storiche ASD Belmonte e US Sales. Le finali sono previste nazionali a Roma. Grandi nomi per le collaborazioni quali Red Bull che hanno partecipato senza scopo di lucro. Sarà divertente per i giovani universitari seguire l’iniziativa sul social Instagram: Facolcupunifi2022. Grazie a questi giovani che hanno unito le Idee, la Cultura, lo Sport e il tessuto sociale e relazionale nel mondo Accademico.

Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci.
(Michael Jordan)

Marco Buti : “The man insidie” il difficile equilibrio della geopolitica nel terzo millennio di Elena Tempestini

Nella foto: Marco Buti, Dario Nardella Romano Prodi e Alexander Stubb. In collegamento da Roma Emma Bonino

Marco Buti, il sindaco Dario Nardella, la senatrice Emma Bonino, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e Alex Stubb, primo Ministro della Finlandia, direttore Istituto Universitario Europeo.
Marco Buti , Direttore Generale per gli Affari Economici e Finanziari dell’Unione Europea, capo di gabinetto del commissario europeo agli Affari economici di Paolo Gentiloni.
Ha ricoperto la carica di viceministro delle finanze per la commissione al G7 e al G20. Nel suo libro ‘The man inside’ affronta il precario equilibrio delle scelte politiche europee che hanno cercato il mantenimento tra economia, istituzioni e politica. Alex Stubb, Ministro delle finanze della Finlandia, vice-presidente della Banca Europea degli Investimenti. Direttore della Scuola di Transnational Governance all’Università Europea di Firenze. Oggi ha rilasciato la dichiarazione : La Finlandia deve entrare nella Nato, Putin ci fa paura” Abbandoniamo la “Neutralità’”.

“La Bella Epoque” di Riccardo Rescio

Interconnessioni Comunicative
“La Bella Epoque” Articolo e video già pubblicati su facebook in aprile 2019


La Bella Epoque, è sinonimo di Francia, La Dolce Vita, quello d’Italia, definizioni di particolari momenti, che per la loro forte caratterizzazione, hanno finito per identificarsi con i rispettivi Paesi, La Penisola delle Meraviglie, in egual misura e stessa intensità, inizia a rappresentare le straordinarietà, delle 20 Regioni d’Italia.
Si perché, nonostante tutto e per nostra grande fortuna, il nostro Paese è costituito da 20 inimitabili Regioni, una diversa dall’altra, per Storia, Cultura, Arte, Tradizioni, Folclore, Lingua, ma tutte comunque accomunate da un denominatore, la ricchezza e varietà di peculiarità che le caratterizzano e identificano, allora perché non prendere spunto da questo “Marche’ Francaise”, elegante e colorato, mercatino di specialità tipiche delle Province Francesi, che tutti gli anni propone nelle più belle Piazze di Firenze, come probabilmente in altre Città Italiane, le specialità d’Oltralpe e anche noi realizzare un mercato itinerante, prima in Europa e poi nel mondo, che proponga le nostre tipicità, dando reale percezione e tangibile riscontro a tutto il Buono e il Bello che che abbiamo.
Un villaggio con venti caratteristiche casette, una per ogni singola Regione d’Italia, che propongano la vendita e la somministrazione delle rispettive Bontà Territoriali, con una ulteriore casetta, come vero e proprio ufficio Turistico, per offrire tutte quelle informazioni necessarie a far conoscere il nostro Paese, ancora più e meglio e perché no, anche con la possibilità dell’acquisto, delle Mille e una attrattiva delle nostre “Terre Uniche”.
Si spendono milioni di euro per promuovere in modo disorganico le nostre Meraviglie, poiché ogni singola proposta corre per proprio conto, quasi per spartirsi un mercato saturo, ignorando caparbiamente il fatto, che quello attuale rappresenta solo una piccola parte della potenzialità che il nostro Patrimonio potrebbe determinare, se si realizzassero, tra le componenti interessate le necessarie sinergie.
“La Penisola delle Meraviglie”, con il suo Mercato itinerante, potrebbe divenire un primo concreto tentativo di prove tecniche di collaborazione, per arrivare a quel “Sistema Italia”, di cui si avverte il tanto necessario bisogno.
Riccardo Rescio

Si consiglia di visionare il video “La Bella Epoque”
https://youtu.be/YdYsARtpcW4

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=125786766705526&id=100078226091632&sfnsn=scwspmo

Durante la guerra in Ucraina la Russia sta aumentando la sua potenza geopolitica in tutta l’Africa.

Di Elena Tempestini

Sentimenti anti francesi in Mali. Marzo/aprile 2022

E così la Russia, fuori dai suoi “confini” di guerra, “elimina” la Francia dall’Africa. Fine anno 2022 è confermato il Summit Russia/Africa a San Pietroburgo. Si procede con la costruzione di una base navale Russa in Sudan .

Un portavoce militare del Mali, in un’intervista alla Agenzia di Stampa Reuters, ha così commentato : “Gli abusi da parte di gruppi islamici armati non sono una giustificazione per il deliberato massacro di persone in custodia da parte dell’esercito“. In precedenza, un portavoce della giunta aveva dichiarato che l’esercito del Mali dal 23 al 31 marzo 2022 aveva eliminato 203 militanti islamici, e arrestato altri 51, assicurando che “si indagherà su ogni accusa di violazione dei diritti”. I testimoni hanno detto che Il 27 marzo i soldati maliani sono arrivati in elicottero al mercato degli animali di Moura e hanno ingaggiato una sparatoria con i jihadisti, che si sarebbero radunati sul luogo. Gli elicotteri hanno poi bloccato le uscite del villaggio, mentre i commercianti e i civili cercavano di fuggire. L’oppositore Oumar Mariko è stato convocato dalle autorità per aver attaccato la giunta diretta da Assimi Goïta per il massacro, e suggerito che l’esercito sia stato messo fuori gioco da “compagnie inaccettabili”. La decisione del Governo guidato dai militari del Mali di invitare i combattenti del gruppo Wagner, Un gruppo paramilitare che l’Economist descrive come una rete di mercenari, un esercito privato alle dipendenze di Putin

La compagnia paramilitare ha un ruolo di contractor della Russia, causando una crescente preoccupazione in molte capitali occidentali, che ne scorgono un ulteriore segnale della penetrazione di Mosca in Africa, dopo il caso della Siria e della Libia. Qualche reazione è in atto: la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche in risposta alla proposta di rinviare le elezioni, promesse per l’anno prossimo, almeno fino al 2026.

La Repubblica Centrafricana (Rca), un’altra ex colonia francese, sta già lavorando a stretto contatto con il Gruppo Wagner, e ha nominato il russo Valery Zakharov consigliere per la sicurezza nazionale. Le Nazioni Unite ne hanno già denunciato le atrocità sulle popolazioni civili.  Nel 2018 Orkhan Dzhemal, un reporter di guerra russo noto per i suoi rapporti critici sulle politiche di Mosca, è stato misteriosamente ucciso insieme a due colleghi giornalisti russi, mentre indagavano sulle operazioni di Wagner nel Paese. Anche nel vicino Burkina Faso Il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, l’ultimo leader militare a prendere il potere nell’area, ha chiamato al suo fianco i mercenari russi. Questo meno di un anno dopo che il Mali ha subito il suo secondo colpo di stato in 12 mesi, e il terzo in 10 anni, mentre a settembre un colpo di stato nella vicina Guinea ha posto al potere il comandante delle forze speciali Mamady Doumbouya.

La Francia, l’ex potenza coloniale in tutti e tre i Paesi, si è vista così soppiantare dalla Russia. Il sentimento antifrancese sta crescendo, grazie anche ai social media, e si nutre speranza nella presenza russa perché porti stabilità. Questa settimana di marzo 2022 all’ambasciatore francese è stato chiesto di lasciare il Mali, e vi sono anche dubbi sul fatto che l’Air France, uno degli ultimi vettori internazionali che collegano il Paese col resto del mondo, possa riprendere i suoi voli per la capitale Bamako. I leader del Mali continuano però a minimizzare la presenza dei mercenari, dicendo che stanno semplicemente cooperando con “addestratori russi”. Da parte loro, i membri del gruppo Wagner trovano un punto di interesse nel Paese nei ricchi giacimenti d’oro. Per ripetere lo schema già applicato nella Repubblica centroafricana, dove si sono di fatto appropriati delle miniere di diamanti, vero compenso per i loro servizi.

La Francia ha puntato sulla task force europea Takuba per mantenere un controllo sull’area. Ma questa forza europea è a sua volta in crisi: il governo militare ha chiesto alle truppe danesi di lasciare il Mali. E la Svezia ha annunciato il suo ritiro dalla task force. La Russia sta invece aumentando la sua influenza geopolitica in tutta l’Africa. San Pietroburgo ospiterà il secondo summit Russia-Africa alla fine di quest’anno. E ha appena firmato un accordo che le permetterà di stabilire una base navale in Sudan. Anche il Covid19 ha offerto ai russi un’opportunità per affermare la sua influenza. L’anno scorso, la Russia ha donato più di 300 milioni di dosi di Sputnik V all’Unione Africana. Diversi paesi africani hanno approvato il vaccino.