Durante la guerra in Ucraina la Russia sta aumentando la sua potenza geopolitica in tutta l’Africa.

Di Elena Tempestini

Sentimenti anti francesi in Mali. Marzo/aprile 2022

E così la Russia, fuori dai suoi “confini” di guerra, “elimina” la Francia dall’Africa. Fine anno 2022 è confermato il Summit Russia/Africa a San Pietroburgo. Si procede con la costruzione di una base navale Russa in Sudan .

Un portavoce militare del Mali, in un’intervista alla Agenzia di Stampa Reuters, ha così commentato : “Gli abusi da parte di gruppi islamici armati non sono una giustificazione per il deliberato massacro di persone in custodia da parte dell’esercito“. In precedenza, un portavoce della giunta aveva dichiarato che l’esercito del Mali dal 23 al 31 marzo 2022 aveva eliminato 203 militanti islamici, e arrestato altri 51, assicurando che “si indagherà su ogni accusa di violazione dei diritti”. I testimoni hanno detto che Il 27 marzo i soldati maliani sono arrivati in elicottero al mercato degli animali di Moura e hanno ingaggiato una sparatoria con i jihadisti, che si sarebbero radunati sul luogo. Gli elicotteri hanno poi bloccato le uscite del villaggio, mentre i commercianti e i civili cercavano di fuggire. L’oppositore Oumar Mariko è stato convocato dalle autorità per aver attaccato la giunta diretta da Assimi Goïta per il massacro, e suggerito che l’esercito sia stato messo fuori gioco da “compagnie inaccettabili”. La decisione del Governo guidato dai militari del Mali di invitare i combattenti del gruppo Wagner, Un gruppo paramilitare che l’Economist descrive come una rete di mercenari, un esercito privato alle dipendenze di Putin

La compagnia paramilitare ha un ruolo di contractor della Russia, causando una crescente preoccupazione in molte capitali occidentali, che ne scorgono un ulteriore segnale della penetrazione di Mosca in Africa, dopo il caso della Siria e della Libia. Qualche reazione è in atto: la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche in risposta alla proposta di rinviare le elezioni, promesse per l’anno prossimo, almeno fino al 2026.

La Repubblica Centrafricana (Rca), un’altra ex colonia francese, sta già lavorando a stretto contatto con il Gruppo Wagner, e ha nominato il russo Valery Zakharov consigliere per la sicurezza nazionale. Le Nazioni Unite ne hanno già denunciato le atrocità sulle popolazioni civili.  Nel 2018 Orkhan Dzhemal, un reporter di guerra russo noto per i suoi rapporti critici sulle politiche di Mosca, è stato misteriosamente ucciso insieme a due colleghi giornalisti russi, mentre indagavano sulle operazioni di Wagner nel Paese. Anche nel vicino Burkina Faso Il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, l’ultimo leader militare a prendere il potere nell’area, ha chiamato al suo fianco i mercenari russi. Questo meno di un anno dopo che il Mali ha subito il suo secondo colpo di stato in 12 mesi, e il terzo in 10 anni, mentre a settembre un colpo di stato nella vicina Guinea ha posto al potere il comandante delle forze speciali Mamady Doumbouya.

La Francia, l’ex potenza coloniale in tutti e tre i Paesi, si è vista così soppiantare dalla Russia. Il sentimento antifrancese sta crescendo, grazie anche ai social media, e si nutre speranza nella presenza russa perché porti stabilità. Questa settimana di marzo 2022 all’ambasciatore francese è stato chiesto di lasciare il Mali, e vi sono anche dubbi sul fatto che l’Air France, uno degli ultimi vettori internazionali che collegano il Paese col resto del mondo, possa riprendere i suoi voli per la capitale Bamako. I leader del Mali continuano però a minimizzare la presenza dei mercenari, dicendo che stanno semplicemente cooperando con “addestratori russi”. Da parte loro, i membri del gruppo Wagner trovano un punto di interesse nel Paese nei ricchi giacimenti d’oro. Per ripetere lo schema già applicato nella Repubblica centroafricana, dove si sono di fatto appropriati delle miniere di diamanti, vero compenso per i loro servizi.

La Francia ha puntato sulla task force europea Takuba per mantenere un controllo sull’area. Ma questa forza europea è a sua volta in crisi: il governo militare ha chiesto alle truppe danesi di lasciare il Mali. E la Svezia ha annunciato il suo ritiro dalla task force. La Russia sta invece aumentando la sua influenza geopolitica in tutta l’Africa. San Pietroburgo ospiterà il secondo summit Russia-Africa alla fine di quest’anno. E ha appena firmato un accordo che le permetterà di stabilire una base navale in Sudan. Anche il Covid19 ha offerto ai russi un’opportunità per affermare la sua influenza. L’anno scorso, la Russia ha donato più di 300 milioni di dosi di Sputnik V all’Unione Africana. Diversi paesi africani hanno approvato il vaccino.

“Volterra, da scoprire, conoscere, amare” di Riccardo Rescio”

“Volterra, da scoprire, conoscere, amare”
di Riccardo Rescio
Cinta da mura, con uno stupendo Palazzo dei Priori, un Duomo assolutamente da non perdere e un Museo Etrusco, Volterra è certamente una meta da non lasciarsi scappare per un turismo vicinale o intercontinentale.
Volterra in provincia di Pisa in Toscana, è uno scrigno stracolmo di preziosità non solo Artistiche.
Il Palazzo dei Priori, in pieno centro, ha affreschi medievali e un campanile dal quale si aprono panorami, prospettive di incommensurabile bellezza.
Il Duomo di Volterra poi vanta un portale di ingresso in marmo e un soffitto a cassettoni dorato.
Nelle immediate vicinanze si trovano le vestigia dell’Acropoli Etrusca.
Il Museo Etrusco Guarnacci custodisce una ricca collezione di manufatti archeologici.
Il complesso del Teatro Romano comprende i ruderi di terme del III secolo.
Se tutto questo non bastasse è bello ricordare che oltre al buon Vino e alla squisita cucina Volterra è nota e famosa per la lavorazione dell’alabastro.
Proprio all’alabastro è dedicata una Mostra dal titolo “I Tesori dell’Alabastro” nel Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena di Volterra, dal 10 aprile al 1° novembre 2022.
Riccardo Rescio
Volterra 9 aprile 2022

“I Tesori dell’Alabastro” Volterra 10 aprile – 1 novembre 2022″

“I Tesori dell’Alabastro”
Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena
A Volterra ci sono riusciti, perché lavorare l’alabastro è uno stile di vita che in pochi nel mondo hanno potuto vedere e sperimentare.
Gli Artisti Volterrani lo hanno esportato nel mondo, valorizzandolo, facendo splendere la sua trasparente corposità venata, scolpendolo nelle più differenti forme, contemporaneamente hanno contribuito a far conoscere il loro straordinario territorio toscano.
Terre Uniche che meritano di essere maggiormente conosciute, apprezzate e comunicate.
L’alabastro racconta, la propria storia e al contempo la storia delle località dove la sua lavorazione è stata è e continuerà ad essere una delle peculiarità che caratterizzano e identificano Volterra.
“Ho deciso di raccontare questa mia avventura, condivisa da buona parte dei cittadini volterrani, ampliata all’evoluzione del mondo della lavorazione dell’alabastro contemporaneo, sotto forma di avventura, di caccia al tesoro, un po’ con gli occhi e l’entusiasmo di un bambino, un po’ con lo sguardo e la sensibilità di un uomo, ormai adulto, che ha sempre approfondito il legame con questa pietra e con la sua città”. Nico Lopez Bruchi
Riccardo Rescio
Volterra 8 aprile 2022

Ph giorgioanselmi

SENSO DELLA BELLEZZA, l’accelleratore Italiano di Particelle: ADA. Il Fisico Nicola Cabibbio. Che “sapore” ha un Quark?

Di Elena Tempestini

Roma, Basilica dei Santi Quattro Coronati: parete d’ingresso dell’Oratorio di San Silvestro

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Il SENSO DELLA BELLEZZA:
Nicola Cabibbo (Roma, 1935 – Roma, 2010) era nato a Roma nel 1935 e si era laureato in fisica, discutendo una tesi sulle interazioni deboli, nel 1958 con Bruno Touschek, un fisico teorico austriaco trapiantato nella capitale. Dopo la laurea Cabibbo accoglie l’invito e va a lavorare, all’inizio degli anni Sessanta, a Frascati con Touschek alla realizzazione di Adone, un’evoluzione a grande scala dell’acceleratore Ada, prototipo della “fisica italiana delle alte energie”. Insieme a Raoul Gatto stila un elenco dettagliato di tutti i processi che possono prevedibilmente nascere dall’urto ad alta energia fra elettroni e positroni. Questo lavoro a Frascati era noto come «la Bibbia».
Cabibbo parte poi per gli Stati Uniti. E lì scrive e nel 1963 pubblica, a ventotto anni, l’articolo scientifico più citato nella storia della Phisical Review Letters e, probabilmente, nella storia della fisica. In quell’articolo introduce un parametro (che da allora in poi sarà chiamato l’angolo di Cabibbo) che consente di spiegare come un insieme di particelle diverse possa essere confinato in una sola. Ancora non si conoscevano i quark, ma Cabibbo già spiegava come tre di loro potessero, per esempio, ritrovarsi in un protone o in un neutrone. Spiegava, in altri termini, come possa esistere quella che noi chiamiamo la “materia ordinaria”.
Il “mescolamento” di quark spiegato in anticipo da Nicola Cabibbo è oggi alla base della cromodinamica quantistica e del Modello Standard delle Alte Energie. Ovvero di tutta la fisica delle particelle elementari. A illustrarne l’importanza, sempre con grande modestia, era lui stesso: oggi esistono, diceva, venti parametri fondamentali con cui siamo in grado di spiegare la fisica delle particelle. Otto di quei parametri hanno a che fare con il mescolamento e, dunque, con l’angolo di Cabibbo. Ciò spiega perché quell’articolo giovanile sia così citato dalla comunità dei fisici. E non spiega come mai Nicola Cabibbo non abbia ricevuto il Nobel, sebbene nel 2008 siano stati premiati ricercatori per lavori fondati sull’articolo del fisico romano.
Dopo il successo lavora e insegna tra gli Stati Uniti e l’Europa, prima di tornare in Italia, prima a L’Aquila e poi alla Sapienza di Roma. La sua carriera ormai non è più solo quella del ricercatore, ma anche quella del manager della scienza. Viene chiamato, tra l’altro, a presiedere l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – durante la sua presidenza vengono inaugurati i Laboratori del Gran Sasso, i più grande al mondo nel campo della fisica “sotterranea” – e poi l’ENEA. I suoi interessi spaziano dalla fisica quantistica all’alta informatica; dall’insegnamento al lavoro ininterrotto con l’INFN. I riconoscimenti sono eccezionali: diventa membro, tra l’altro, dell’Accademia dei Lincei di Roma; della National Academy of Sciences degli Stati Uniti – solo altri tre italiani (Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Giorgio Parisi) ne fanno parte – e dal 1993 fino alla morte è stato Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
Nicola Cabibbo era, infatti, cattolico. Pensava che i frutti economici e sociali della scienza dovessero essere più equamente ripartiti. Non vedeva mai in contrasto la scienza e la fede, riconoscendone con grande lucidità i rispettivi ambiti. Proprio per questo non entrava mai nelle polemiche. Anche se, quando c’erano questioni dirimenti, non si tirava affatto indietro. È il caso del dibattito sulla teoria dell’evoluzione biologica di Darwin, messa in discussione di recente anche in autorevoli ambienti cattolici. Ebbene, sosteneva Cabibbo, non dimenticando affatto di essere Presidente della Pontificia Accademia delle Scienza, non solo la teoria è compatibile con la religione cattolica, ma metterla in discussione è come credere ancora che il Sole ruoti intorno alla Terra.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Che sapore ha un quark? Nella fisica particellare, questa domanda ha perfettamente senso. Siamo nel mondo dell’infinitamente piccolo: impossibile chiamare gli elementi ultimi della materia per nome, o anche solo trovare caratteristiche per distinguerli gli uni dagli altri. E così è entrata in gioco una nuova proprietà, detta appunto sapore: si tratta di un insieme di numeri quantici che distingue i due blocchi principali che costituiscono la materia, i quark e i leptoni. Il Quark è una particella elementare, costituente fondamentale della materia. I Quark sono sei, e sono anche le uniche particelle elementari del modello standard a prendere parte a tutte e quattro le interazioni fondamentali (elettromagnetica, gravitazionale, forte e debole) “Credere alle categorie di spazio e di tempo è stupidità manifesta” ( Giordano Bruno)
È la realtà fondamentale unica e indivisibile a generare e governare il comportamento delle particelle. Per come è fatto il nostro cervello, vediamo solo ciò che crediamo possibile; combiniamo, cioè, schemi che già esistono dentro di noi, a causa dei condizionamenti”. Il nostro cervello non sa la differenza tra ciò che avviene là fuori e ciò che avviene qua dentro. Il fatto è che là fuori non c’è qualcosa di indipendente da quello che succede qua dentro. Etpress Comunication Elisabetta FaillaRiccardo Rescio

“Chianti Academy China – Wine&Food Experience”di Riccardo Rescio

“Chianti Academy China
Wine&Food Experience”

Il 7 e l’8 aprile 2022 a Guangzhou – Canton,
la degustazione di Chianti d.o.c.g. Annata e Riserva abbinati a piatti italiani e locali, questa è la proposta della Academy del Consorzio Chianti che vola in Cina per la due giorni di Wine&Food Experience, che si terrà a Guangzhou – Canton.
Esperienze sensoriali immersive nel mondo del Vino Chianti raccontato a 360 gradi, in dialogo con la tradizione culinaria territoriale, unitamente alle necessarie nozioni tecniche.
E’ quanto propone il nuovo format della ‘Chianti Academy China – Wine&Food Experience’, la proposta dell’Academy che, negli anni prima della pandemia.
L’iniziativa è riservata ai professionisti di settore,
ai giornalisti e ai buyers.
Due intense giornate dove la teoria e la didattica del programma di formazione del Consorzio, lasceranno spazio a una maggiore interazione pratica col cibo.
Proprio per questo motivo è stata scelta una sede tecnica come quella del ristorante, per dare modo ai partecipanti di applicare, sperimentare, esplorare, tutte le sfumature del vitigno Sangiovese, testa e cuore del vino Chianti.
“La Chianti Academy, che mai si è fermata, da alcuni anni prosegue il suo lavoro di informazione con grande successo – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti -. Il tasting immersivo in abbinamento ai piatti locali e italiani centra perfettamente l’obiettivo del Consorzio Vino Chianti e avrà sicuramente un grande successo anche in un mercato così strategico come quello cinese”. Firenze 6 aprile 2022

“Progettazione e Didattica la missione di Pierluigi Spadolini nel centenario della nascita”

“Progettazione e Didattica la missione di Pierluigi Spadolini”
di Riccardo Rescio

Padiglione Spadolini
Fortezza da Basso di Firenze


Trasferire le proprie conoscenze per formare nuove coscienze, passare esperienze per fortificare i caratteri, partecipare emozioni, sogni, idee, aspirazioni per stimolare l’intuito, sollecitare l’osservazione, sviluppare le intrinseche potenzialità è difficile, molto difficile e come tutte le cose difficili richiedono la massima attenzione, grande impegno e molto spesso, con la tensione che tutto ciò comporta, anche tanta paura di sbagliare.
La partecipazione del sapere richiede un quotidiano e costante impegno, un onere e un onore a cui non si può e non si deve in alcun caso sottrarre.
Un genitore che non sente il desiderio, l’irrefrenabile necessità di trasferire continuamente le conoscenze acquisite ai propri figli non può dirsi un buon genitore.
Un precettore non può dirsi tale se non fa dell’insegnamento il postulato principale della propria vita, trovando il naturale appagamento nel formare coscienze ricche di desiderio di conoscere, piene di stimoli, capaci di sviluppare le grandi potenzialità del pensiero.
Il vero sapere non è la capacità di stivare notevoli quantità di nozioni o conoscere dati e date da poter sciorinare a menadito.
Fare cultura non è inculcare, ma sviluppare, attraverso lo studio, le conoscenze, l’osservazione, la voglia di sapere, la curiosità di conoscere, la possibilità di scoprire cose nuove, l’oltrepassare frontiere, l’esplorare territori sconosciuti e cosi facendo assaporare il supremo piacere di aggiungere qualcosa, anche infinitesimale, a tutto quello che già c’è.
Il sapere non deve mai essere fine a se stesso, ma deve precostituire il presupposto, la condizione inalienabile per elaborare, sviluppare sempre nuove conoscenze.
L’uomo libro, L’uomo enciclopedia, l’uomo dallo sconfinato sapere se usa le proprie conoscenze solo per se stesso rimane un fenomeno da baraccone, capace solo di appagare, con la meraviglia della gente, unicamente il proprio ego.
Non basta sapere, bisogna essere altrettanto capaci di trasferire il proprio sapere e fare in modo che tali conoscenze possano svilupparne sempre di nuove.
Ho voluto dedicare al grande Architetto Pierluigi Spadolini, nel centenario della sua nascita, un mio pensiero scritto qualche anno fa sulla capacità determinante che una mente illuminata deve necessariamente avere, che non puo’ e non deve essere riconducibile solo alle opere tangibili, concrete, realizzate, ma soprattutto a quella dote utile a convertire il proprio sapere in semi, stimoli, sollecitazioni, nelle menti di chi ha avuto l’opportunità di stargli accanto.
Per Pierluigi Spadolini, il grande architetto nato a Firenze il 5 aprile 1922, la progettazione e la didattica costituivano la missione e il presupposto del proprio fare.
Nel centenario della nascita, è molto importante ricordare fa figura dell’Architetto Spadolini, fratello dello statista Giovanni, che fu tra i fondatori della Tecnologia dell’Architettura e anche Presidente del comitato tecnico dell’Iri-Italstat.
Ognuno dei due fratelli Spadolini, nei rispettivi campi di azione, sono stati grandi protagonisti che hanno fortemente segnato la storia del nostro Paese.
Tra le maggiori realizzazioni dell’Architetto Spadolini si annoverano il Centro traumatologico ortopedico per l’Inail di Firenze, il restauro e la ristrutturazione della sede storica del Monte dei Paschi a Siena, la progettaziobe di imbarcazioni con la fortunata “linea Akira”.
In relazione al suo ruolo d’indirizzo all’Iri-Italstat, dal 1973 al 1978 Spadolini inizia le sperimentazioni nell’edilizia industrializzata progettando il Padiglione espositivo Fortezza da Basso a Firenze che porta il suo nome, lanciando Italposte, il programma di uffici postali e i presidi ospedalieri Spo, realizzabili in ogni parte d’Italia, ma soprattutto il progetto Mapi, il Modulo abitativo di pronto intervento del 1982.
La sua capacità progettuale spazia dalle infrastrutture e assetto del territorio, all’edilizia, è del 1981-88 il progetto per il Centro direzionale delle Assicurazioni Generali a Mogliano Veneto, il Centro direzionale di Napoli e persino la chiesa di Tor Bella Monaca a Roma.
Spadolini è stato un instancabile realizzatore in proprio, ma anche reso possibile a molti altri di costruire numerose opere con il suo impulso e sotto la sua supervisione.
Contrassegnato da multiforme attività, all’inizio come industrial designer, poi come Architetto, urbanista e docente universitario, ma soprattutto, come autorevole ispiratore di realizzazioni sempre più impegnative sia edili che infrastrutturali.
Fu Ettore Bernabei ad affidare a Pierluigi Spadolini l’incarico di Presidente del comitato tecnico dell’Iri-Italstat, la holding delle attività delle concessioni, costruzioni e progettazioni, edilizie e infrastrutturali.
Nonostante il poderoso impegno progettuale Pierluigi Spadolini non dimenticherà mai la sua missione, che nella scuola e nella trasmissione dei saperi e dei valori ai giovani, trova la sua essenza.
Un passaggio della lectio magistralis con la quale si congeda il 5 giugno 1992 dalla Università di Firenze sintetizza la sua filosofia di vita :
«Dalla mia esperienza ho imparato a non vedere la parola fine nelle cose perché comunque c’è sempre un altro giorno da passare, per inventare qualcosa di diverso, forse di più bello.
Ogni progetto che ho fatto, con i miei collaboratori, è sempre stato come una lunga fiaba che, finché rimane sul tavolo da disegno, è un racconto innaturale, impossibile.
Poi si forma, si costruisce, si definisce, diviene qualcosa di concreto, di irreversibile.
Questo concetto di irreversibilità mi ha dato sempre una grande angoscia: il momento in cui l’architetto lascia il progetto è drammatico, perché da quell’istante in poi non è più possibile modificarlo né controllarlo.
L’irreversibilità viaggia in parallelo con la responsabilità che l’architetto deve avere verso gli altri, poiché crea per la collettività.
Ritengo che chi fa progetti per mania di protagonismo è un delinquente, perché giocando con la sua capacità di dar forma alle idee non considera che in ogni caso deve fare i conti con la realtà.
Una realtà che lo giudica, lo interpreta, lo capisce: lo apprezza o lo distrugge».

Riccardo Rescio Firenze 5 aprile 2022

“Terre degli Uffizi” 2022

“Il Circolo Virtuoso delle Terre degli Uffizi” di Riccardo Rescio

https://www.uffizi.it/terre-degli-uffizi

Sono otto le nuove mostre all’interno del progetto promossi da Gallerie degli Uffizi e Fondazione CR Firenze, che si terranno, nel corso del 2022, nella seconda edizione di Terre degli Uffizi, il progetto per la valorizzazione del patrimonio artistico della Toscana
Progetto che si sviluppa all’interno dei rispettivi progetti Uffizi Diffusi e Piccoli Grandi Musei.
Otto località che entrano in sinergia comunicativa con le due istituzioni, Anghiari, Montespertoli, Poppi, Reggello, Arezzo, San Giovanni Valdarno, San Casciano e San Piero a Sieve.
Finalmente un progetto concreto, un nuovo modo di concepire la diffusione della conoscenza, un modo per avvicinare sempre più persone alla usufruibilita dell’arte, per diversificare i flussi turistici e per fare conoscere più e meglio i territori e le peculiarità che li caratterizzano e li identificano.
Un Circolo Virtuoso che da anni come Associazione di Promozione Sociale portiamo avanti attraverso Italia&friends il nostro Web Network.
Il programma espositivo quindi promuove il legame del territorio con le sue ricchezze artistiche.
È stato presentato martedì 5 aprile 2022 a Villa Bardini da Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione CR Firenze, da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi e dai sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto.
L’obiettivo del progetto è quello di decentrare i flussi dei visitatori e incrementare il turismo di vicinanza, grazie alla collaborazione con i musei periferici già presenti sul territorio e con i Comuni.
I risultati della prima edizione confermano la validità del progetto, le località interessate hanno registrato rispettivamente un aumento medio del 16% di visitatori nei musei a Poppi, Anghiari e Castiglion Fiorentino + 18% Poppi, +14% Anghiari, +18% Castiglion Fiorentino, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un totale di 36.131 visitatori per le cinque mostre a dicembre 2021.
L’83% degli intervistati ha dichiarato che era la prima volta che visitava il museo, attirati dall’evento in corso.
Le mostre hanno dunque fatto da attrattore per i centri meno noti che hanno avuto l’occasione di far conoscere il proprio patrimonio artistico e storico a un pubblico più ampio.
Il progetto è realizzato grazie anche alla collaborazione con Unicoop Firenze.
Per tutte le informazioni sulle mostre consultare il sito https://www.uffizi.it/eventi/terre-uffizi-mostre. Sono inoltre disponibili all’interno alcuni video documentari che raccontano le mostre della prima edizione.
“Terre degli Uffizi”
https://www.uffizi.it/terre-degli-uffizi

“I Musei sempre più luoghi del cuore e ludoteche dell’anima”di Riccardo Rescio

Galleria dell’Accademia di Firenze

I Complessi Museali, nel nostro straordinario Paese, costituiscono una componente attrattiva determinante, di conseguenza sono anche precisi barometri per la misurazione dei flussi di ingresso nel nostro Paese.
C’è anche da sottolineare la loro sempre maggiore importanza, anche e in virtù di un autonomo processo di riconsiderazione del loro ruolo di conservazione, ma anche di una sempre maggiore rivalutazione e di condivisione dei rispettivi patrimonio custoditi, attraverso una serie di iniziative sempre più coinvolgenti rivolte non più a pochi eletti, a studiosi o presunti tali, o a ricchi possidenti, ma al grande pubblico.
Il direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg, durante la conferenza stampa di presentazione del REPORT 2016-2022 di lunedì 4 aprile 2022 ha dichiarato che “Da tempo stiamo recuperando terreno dal punto di vista numerico in modo eccezionale. Ieri, domenica 3 aprile, con oltre 5100 visitatori, abbiamo superato un’ulteriore soglia anche rispetto al 2019, prima della pandemia, e nonostante le restrizioni all’accesso in Galleria,
a causa dei grandi cantieri.
Il Museo è da tempo in overbooking e le prenotazioni sono esplose.
La maggioranza dei prenotati vengono dall’Italia e stanno aumentando i visitatori stranieri. Da gennaio ad oggi i numeri sono già più che raddoppiati. Il nostro pubblico è giovane e osserviamo con grande gioia che il 50% è sotto i 25 anni, un trend dovuto di sicuro anche al nostro impegno nel mondo digitale, virtuale e dei social.”

Davis & Co. Galleria dell’Accademia di Firenze Ministero della Cultura #davisandcoufficiostampa

“Oscar Ghiglia Gli anni di Novecento”

Oscar Ghiglia
Palazzo Medici Riccardi Firenze

Martedì 5 aprile 2022, in Palazzo Medici Riccardi, è stata presentata alla stampa la Mostra “Oscar Ghiglia, Gli anni di Novecento”, a cura di Leonardo Ghiglia, Lucia Mannini e Stefano Zampieri, che resterà aperta dal 7 aprile al 13 settembre 2022.
Livornese di nascita e Fiorentino di adozione, Ghiglia resta fortemente toscano, ma anche profondamente legato alle vicende artistiche europee del suo tempo.
La bellissima esposizione, promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da MUS.E
in collaborazione con l’Istituto Matteucci di Viareggio, è un piacevole percorso dove il visitatore, come per magia, si ritrova immerso nei primi decenni del Novecento.
Sono oltre cinquanta le opere di Oscar Ghiglia, provenienti da prestigiose collezioni private, tra le quali si annovera anche l’Istituto Matteucci, oltre che da importanti Musei pubblici, fra cui la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Una narrazione tematica e cronologica fa da tracciato espositivo alle opere presentate, un percorso che si apre con l’Autoritratto di Oscar Ghiglia del 1920 e prosegue con le opere degli anni della prima maturità, per poi passare alla via sperimentale e il successivo “ritorno all’ordine” in chiave del tutto originale.
Mercoledì 6 aprile 2022, dalle 15.00 alle 18.00 la Mostra sarà inaugurata con un apertura gratuita alla cittadinanza, esclusivamente previa prenotazione. Scrivendo all’indirizzo mail : info@palazzomediciriccardi.it sarà possibile visitare in anteprima assoluta l’esposizione, che aprirà ufficialmente giovedì 7 aprile 2022

Firenze Palazzo Medici Riccardi
Via Camillo Cavour, 3
“Oscar Ghiglia, Gli anni di Novecento”
7 aprile – 13 settembre 2022
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Ultimo ingresso alle h. 18.00
mercoledì chiuso
Il biglietto è comprensivo della visita al museo.
Intero € 10.00 Ridotto € 6.00
Riduzioni: 18-25 anni; studenti universitari
Ingresso gratuito: 0-17 anni; guide turistiche abilitate; giornalisti accreditati; disabili e loro accompagnatori; gruppi di studenti e rispettivi insegnanti; membri ICOM, ICOMOS e ICCROM.
Per tutti i soci Unicoop Firenze è attiva la riduzione 2×1, che consente di accedere alla mostra e all’intero palazzo in due persone con il costo di un solo biglietto.
L’agevolazione è attiva anche per le visite guidate e per le attività.
Informazioni e prenotazioni Tel. + 39 055 2760552
e-mail: info@palazzomediciriccardi.it
http://www.palazzomediciriccardi.it
Ufficio Stampa Città Metropolitana di Firenze
e.mail : michele.brancale@cittametropolitana.fi.it
Ufficio stampa mostra
Davis & Co. per MUS.E
Caterina Briganti Lea Codognato
e.mail: info@davisandco.ithttp://www.davisandco.it

“Comunicazione e Cultura nel tempo della guerra” di Riccardo Rescio

Lunedì 4 aprile 2022, nella Sala del Cocomero, del Teatro Niccolini di Firenze il Professore Ugo de Vita, autore, attore, regista e scrittore ha incontrato, di fronte ad un pubblico attento e partecipe, Elena Tempestini, storica, giornalista, ricercatrice e scrittrice, insieme hanno dato vita ad un magia informativa, che ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti. Una magia che nulla ha avuto a che fare con i giochi di prestigio terminologici o ad una mera esplicitazione nozionistica, ma un vera e propria indicazione e sollecitazione a considerare i fatti e le circostante, non legate al momento contingente, ma contestualizzate nei diversi tempi in cui le situazioni, le circostanze, gli eventi e gli avvenimenti si sono generati. Questo è un processo utile in ogni tempo e per ogni evento, ma diviene indispensabile nei momenti in cui i venti di guerra soffiano e devastano, per poter comprendere ciò che accade. Se non si conoscono le vere motivazioni di fondo delle piccole e grandi storie, l’evolversi, spesso l’involversi e a volte il degenerare dei fatti, non usciremo mai dal dualismo in cui da sempre fa comodo che si resti. Ecco perché l’informazione, a prescindere dai miei usati, da sempre riveste una importanza strategica enorme. È comunque sempre la comunicazione che può fare credere reale, ciò che reale non è, e falsificare la realtà oggettiva, rendendola irreale. Un lungo sentito applauso ha coronato la conclusione dell’incontro.