Di Elena Tempestini

E così la Russia, fuori dai suoi “confini” di guerra, “elimina” la Francia dall’Africa. Fine anno 2022 è confermato il Summit Russia/Africa a San Pietroburgo. Si procede con la costruzione di una base navale Russa in Sudan .
Un portavoce militare del Mali, in un’intervista alla Agenzia di Stampa Reuters, ha così commentato : “Gli abusi da parte di gruppi islamici armati non sono una giustificazione per il deliberato massacro di persone in custodia da parte dell’esercito“. In precedenza, un portavoce della giunta aveva dichiarato che l’esercito del Mali dal 23 al 31 marzo 2022 aveva eliminato 203 militanti islamici, e arrestato altri 51, assicurando che “si indagherà su ogni accusa di violazione dei diritti”. I testimoni hanno detto che Il 27 marzo i soldati maliani sono arrivati in elicottero al mercato degli animali di Moura e hanno ingaggiato una sparatoria con i jihadisti, che si sarebbero radunati sul luogo. Gli elicotteri hanno poi bloccato le uscite del villaggio, mentre i commercianti e i civili cercavano di fuggire. L’oppositore Oumar Mariko è stato convocato dalle autorità per aver attaccato la giunta diretta da Assimi Goïta per il massacro, e suggerito che l’esercito sia stato messo fuori gioco da “compagnie inaccettabili”. La decisione del Governo guidato dai militari del Mali di invitare i combattenti del gruppo Wagner, Un gruppo paramilitare che l’Economist descrive come una rete di mercenari, un esercito privato alle dipendenze di Putin
La compagnia paramilitare ha un ruolo di contractor della Russia, causando una crescente preoccupazione in molte capitali occidentali, che ne scorgono un ulteriore segnale della penetrazione di Mosca in Africa, dopo il caso della Siria e della Libia. Qualche reazione è in atto: la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche in risposta alla proposta di rinviare le elezioni, promesse per l’anno prossimo, almeno fino al 2026.
La Repubblica Centrafricana (Rca), un’altra ex colonia francese, sta già lavorando a stretto contatto con il Gruppo Wagner, e ha nominato il russo Valery Zakharov consigliere per la sicurezza nazionale. Le Nazioni Unite ne hanno già denunciato le atrocità sulle popolazioni civili. Nel 2018 Orkhan Dzhemal, un reporter di guerra russo noto per i suoi rapporti critici sulle politiche di Mosca, è stato misteriosamente ucciso insieme a due colleghi giornalisti russi, mentre indagavano sulle operazioni di Wagner nel Paese. Anche nel vicino Burkina Faso Il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, l’ultimo leader militare a prendere il potere nell’area, ha chiamato al suo fianco i mercenari russi. Questo meno di un anno dopo che il Mali ha subito il suo secondo colpo di stato in 12 mesi, e il terzo in 10 anni, mentre a settembre un colpo di stato nella vicina Guinea ha posto al potere il comandante delle forze speciali Mamady Doumbouya.
La Francia, l’ex potenza coloniale in tutti e tre i Paesi, si è vista così soppiantare dalla Russia. Il sentimento antifrancese sta crescendo, grazie anche ai social media, e si nutre speranza nella presenza russa perché porti stabilità. Questa settimana di marzo 2022 all’ambasciatore francese è stato chiesto di lasciare il Mali, e vi sono anche dubbi sul fatto che l’Air France, uno degli ultimi vettori internazionali che collegano il Paese col resto del mondo, possa riprendere i suoi voli per la capitale Bamako. I leader del Mali continuano però a minimizzare la presenza dei mercenari, dicendo che stanno semplicemente cooperando con “addestratori russi”. Da parte loro, i membri del gruppo Wagner trovano un punto di interesse nel Paese nei ricchi giacimenti d’oro. Per ripetere lo schema già applicato nella Repubblica centroafricana, dove si sono di fatto appropriati delle miniere di diamanti, vero compenso per i loro servizi.
La Francia ha puntato sulla task force europea Takuba per mantenere un controllo sull’area. Ma questa forza europea è a sua volta in crisi: il governo militare ha chiesto alle truppe danesi di lasciare il Mali. E la Svezia ha annunciato il suo ritiro dalla task force. La Russia sta invece aumentando la sua influenza geopolitica in tutta l’Africa. San Pietroburgo ospiterà il secondo summit Russia-Africa alla fine di quest’anno. E ha appena firmato un accordo che le permetterà di stabilire una base navale in Sudan. Anche il Covid19 ha offerto ai russi un’opportunità per affermare la sua influenza. L’anno scorso, la Russia ha donato più di 300 milioni di dosi di Sputnik V all’Unione Africana. Diversi paesi africani hanno approvato il vaccino.




