“Collaborazioni, sinergie e connessioni” di Riccardo Rescio

“Collaborazioni, sinergie e connessioni”


Potrà sembrare retorico e quanto mai banale, ma nella realtà la concomitanza di questi elementi porta sempre a raggiungere grandi risultati, che troppo spesso la superficialità valutativa porta a ritenere impossibili.
Andria, nella piena e totale consapevolezza offerta da Gucci sta rispondendo molto bene, al programmato evento dalla prestigiosa Maison.
Le sue istituzioni, le sue organizzazioni, le associazioni, si stanno sempre più attivando per offrire la degna cornice alla manifestazione, che non potrà che far maggiormente conoscere e valorizzare le peculiarità che caratterizzano e identificano la città di Andria, della provincia, della Regione e dell’Italia tutta.
Un ruolo determinante è affidato alla stampa locale e nazionale, un plauso particolare va a “Edicola del Sud” per l’articolo che ha voluto sottolineare l’esigenza di organizzare quel qualcosa già sperimentato in simili situazioni, che abbia come obiettivo non solo quello dell’accoglienza, ma anche quello di predeterminare le condizioni alla maggiore conoscenza, valorizzazione e comunicazione, di tutte le valenze della Terra Unica di Puglia.
Riccardo Rescio per Italia&friends
Associazione di Promozione Sociale
“Assaggia l’Italia ApS”

La “Pietà” di Vezzoli in Piazza della Signoria e la lettera di Raffaello Sanzio al Papa Medici Leone X

La PIETÀ di Francesco Vezzoli in piazza della Signoria

Dove l’Arte si vuole “cancellare” per la sua provenienza geografica, dove si vuole creare il buco della memoria, l’artista Francesco Vezzoli ha voluto creare, direttamente sul posto, l’assemblaggio di un’Opera intitolata Pietà. Un leone novecentesco, allto cinque metri, trovato nel parco di una Villa e messo davanti al Palazzo della Signoria per rinfrescarci la memoria. Il leone, simbolo di Firenze è conosciuto come il Marzocco, dal latino “martius” = di Marte. Un’altra delle spiegazioni avanzate è che marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. Dante riporta la comune credenza che la città di Firenze fosse anticamente dedicata a Marte, e che esistesse una statua romana del Dio. Successivamente collocata alla fine del Ponte Vecchio e travolta dalla grande piena d’Arno del 4 novembre 1333 … eh si proprio il 4 novembre. Successivamente Nel Trecento, almeno fino alla peste nera, accanto a Palazzo Vecchio, sul lato di via della Ninna, la Signoria manteneva un vero e proprio serraglio di leoni, con una trentina di animali, tanto che la strada si chiamava “via dei Leoni”. La decisione di tenere leoni vivi in un serraglio, fu presa per rendere onore a Guglielmo, fratello del Re di Scozia Malcolm IV, al quale successe nel 1165. Guglielmo, detto Il Leone, perché aveva raffigurato questo animale nello stemma, e aveva fatto un buon governo per Firenze. Questo fu il modo per la città di dimostrargli la loro riconoscenza. La scultura di Francesco Vezzali tiene tra le fauci una testa romana, reperto del II secolo, a significare un frammento di una civiltà perduta. Guardando la statua mi viene alla mente la lettera del grande Raffaello Sanzio a Leone X, un documento del 1519, scritto dal pittore insieme a Baldassarre Castiglione sotto la supervisione di Angelo Colocci, segretario apostolico del Papa. Il tema trattava della mancata protezione e conservazione delle vestigia della Roma Antica. PIETÀ per l’Arte antica.

LETTERA DI RAFFAELLO SANZIO AL PAPA MEDICI LEONE X

“Quanti Pontefici, Padre Santissimo, li quali avevano il medesimo officio che ha Vostra Santità, ma non già il medesimo sapere, né il medesimo valore e grandezza d’animo, né quella clemenza che la fa simile a Dio: quanti, dico, Pontefici hanno atteso a ruinare templi antichi, statue, archi e altri edifici gloriosi! Quanti hanno comportato che solamente per pigliar terra pozzolana si sieno scavati dei fondamenti, onde in poco tempo poi gli edifici sono venuti a terra! Quanta calce si è fatta di statue e d’altri ornamenti antichi! che ardirei dire che tutta questa Roma nuova che ora si vede, quanto grande ch’ella si sia, quanto bella, quanto ornata di palagi, chiese e altri edifici che la scopriamo, tutta è fabricata di calce e marmi antichi.»

Facolcup: il primo Torneo di calcio tra studenti delle facoltà dell’Universita’ di Firenze di Elena Tempestini

Nicola Armentano, Consigliere città Metropolitana con delega allo Sport

Presentazione, presso la biblioteca delle Oblate, di Facolcup, il primo Torneo di calcio delle facoltà di Unifi, Università di Firenze.

Enea de Vita

Con il supporto del Sindaco di Firenze, della città Metropolitana, di Titta Meucci Assessora
Università e ricerca del Comune di Firenze del giornale Corriere dello Sport, Enea de Vita,Matteo Gesmundo, Leonardo Giusti hanno dato vita ad un progetto che unisce lo Sport alla cultura. In collaborazione con le storiche ASD Belmonte e US Sales. Le finali sono previste nazionali a Roma. Grandi nomi per le collaborazioni quali Red Bull che hanno partecipato senza scopo di lucro. Sarà divertente per i giovani universitari seguire l’iniziativa sul social Instagram: Facolcupunifi2022. Grazie a questi giovani che hanno unito le Idee, la Cultura, lo Sport e il tessuto sociale e relazionale nel mondo Accademico.

Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci.
(Michael Jordan)

Marco Buti : “The man insidie” il difficile equilibrio della geopolitica nel terzo millennio di Elena Tempestini

Nella foto: Marco Buti, Dario Nardella Romano Prodi e Alexander Stubb. In collegamento da Roma Emma Bonino

Marco Buti, il sindaco Dario Nardella, la senatrice Emma Bonino, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e Alex Stubb, primo Ministro della Finlandia, direttore Istituto Universitario Europeo.
Marco Buti , Direttore Generale per gli Affari Economici e Finanziari dell’Unione Europea, capo di gabinetto del commissario europeo agli Affari economici di Paolo Gentiloni.
Ha ricoperto la carica di viceministro delle finanze per la commissione al G7 e al G20. Nel suo libro ‘The man inside’ affronta il precario equilibrio delle scelte politiche europee che hanno cercato il mantenimento tra economia, istituzioni e politica. Alex Stubb, Ministro delle finanze della Finlandia, vice-presidente della Banca Europea degli Investimenti. Direttore della Scuola di Transnational Governance all’Università Europea di Firenze. Oggi ha rilasciato la dichiarazione : La Finlandia deve entrare nella Nato, Putin ci fa paura” Abbandoniamo la “Neutralità’”.

“La Bella Epoque” di Riccardo Rescio

Interconnessioni Comunicative
“La Bella Epoque” Articolo e video già pubblicati su facebook in aprile 2019


La Bella Epoque, è sinonimo di Francia, La Dolce Vita, quello d’Italia, definizioni di particolari momenti, che per la loro forte caratterizzazione, hanno finito per identificarsi con i rispettivi Paesi, La Penisola delle Meraviglie, in egual misura e stessa intensità, inizia a rappresentare le straordinarietà, delle 20 Regioni d’Italia.
Si perché, nonostante tutto e per nostra grande fortuna, il nostro Paese è costituito da 20 inimitabili Regioni, una diversa dall’altra, per Storia, Cultura, Arte, Tradizioni, Folclore, Lingua, ma tutte comunque accomunate da un denominatore, la ricchezza e varietà di peculiarità che le caratterizzano e identificano, allora perché non prendere spunto da questo “Marche’ Francaise”, elegante e colorato, mercatino di specialità tipiche delle Province Francesi, che tutti gli anni propone nelle più belle Piazze di Firenze, come probabilmente in altre Città Italiane, le specialità d’Oltralpe e anche noi realizzare un mercato itinerante, prima in Europa e poi nel mondo, che proponga le nostre tipicità, dando reale percezione e tangibile riscontro a tutto il Buono e il Bello che che abbiamo.
Un villaggio con venti caratteristiche casette, una per ogni singola Regione d’Italia, che propongano la vendita e la somministrazione delle rispettive Bontà Territoriali, con una ulteriore casetta, come vero e proprio ufficio Turistico, per offrire tutte quelle informazioni necessarie a far conoscere il nostro Paese, ancora più e meglio e perché no, anche con la possibilità dell’acquisto, delle Mille e una attrattiva delle nostre “Terre Uniche”.
Si spendono milioni di euro per promuovere in modo disorganico le nostre Meraviglie, poiché ogni singola proposta corre per proprio conto, quasi per spartirsi un mercato saturo, ignorando caparbiamente il fatto, che quello attuale rappresenta solo una piccola parte della potenzialità che il nostro Patrimonio potrebbe determinare, se si realizzassero, tra le componenti interessate le necessarie sinergie.
“La Penisola delle Meraviglie”, con il suo Mercato itinerante, potrebbe divenire un primo concreto tentativo di prove tecniche di collaborazione, per arrivare a quel “Sistema Italia”, di cui si avverte il tanto necessario bisogno.
Riccardo Rescio

Si consiglia di visionare il video “La Bella Epoque”
https://youtu.be/YdYsARtpcW4

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=125786766705526&id=100078226091632&sfnsn=scwspmo

Durante la guerra in Ucraina la Russia sta aumentando la sua potenza geopolitica in tutta l’Africa.

Di Elena Tempestini

Sentimenti anti francesi in Mali. Marzo/aprile 2022

E così la Russia, fuori dai suoi “confini” di guerra, “elimina” la Francia dall’Africa. Fine anno 2022 è confermato il Summit Russia/Africa a San Pietroburgo. Si procede con la costruzione di una base navale Russa in Sudan .

Un portavoce militare del Mali, in un’intervista alla Agenzia di Stampa Reuters, ha così commentato : “Gli abusi da parte di gruppi islamici armati non sono una giustificazione per il deliberato massacro di persone in custodia da parte dell’esercito“. In precedenza, un portavoce della giunta aveva dichiarato che l’esercito del Mali dal 23 al 31 marzo 2022 aveva eliminato 203 militanti islamici, e arrestato altri 51, assicurando che “si indagherà su ogni accusa di violazione dei diritti”. I testimoni hanno detto che Il 27 marzo i soldati maliani sono arrivati in elicottero al mercato degli animali di Moura e hanno ingaggiato una sparatoria con i jihadisti, che si sarebbero radunati sul luogo. Gli elicotteri hanno poi bloccato le uscite del villaggio, mentre i commercianti e i civili cercavano di fuggire. L’oppositore Oumar Mariko è stato convocato dalle autorità per aver attaccato la giunta diretta da Assimi Goïta per il massacro, e suggerito che l’esercito sia stato messo fuori gioco da “compagnie inaccettabili”. La decisione del Governo guidato dai militari del Mali di invitare i combattenti del gruppo Wagner, Un gruppo paramilitare che l’Economist descrive come una rete di mercenari, un esercito privato alle dipendenze di Putin

La compagnia paramilitare ha un ruolo di contractor della Russia, causando una crescente preoccupazione in molte capitali occidentali, che ne scorgono un ulteriore segnale della penetrazione di Mosca in Africa, dopo il caso della Siria e della Libia. Qualche reazione è in atto: la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche in risposta alla proposta di rinviare le elezioni, promesse per l’anno prossimo, almeno fino al 2026.

La Repubblica Centrafricana (Rca), un’altra ex colonia francese, sta già lavorando a stretto contatto con il Gruppo Wagner, e ha nominato il russo Valery Zakharov consigliere per la sicurezza nazionale. Le Nazioni Unite ne hanno già denunciato le atrocità sulle popolazioni civili.  Nel 2018 Orkhan Dzhemal, un reporter di guerra russo noto per i suoi rapporti critici sulle politiche di Mosca, è stato misteriosamente ucciso insieme a due colleghi giornalisti russi, mentre indagavano sulle operazioni di Wagner nel Paese. Anche nel vicino Burkina Faso Il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, l’ultimo leader militare a prendere il potere nell’area, ha chiamato al suo fianco i mercenari russi. Questo meno di un anno dopo che il Mali ha subito il suo secondo colpo di stato in 12 mesi, e il terzo in 10 anni, mentre a settembre un colpo di stato nella vicina Guinea ha posto al potere il comandante delle forze speciali Mamady Doumbouya.

La Francia, l’ex potenza coloniale in tutti e tre i Paesi, si è vista così soppiantare dalla Russia. Il sentimento antifrancese sta crescendo, grazie anche ai social media, e si nutre speranza nella presenza russa perché porti stabilità. Questa settimana di marzo 2022 all’ambasciatore francese è stato chiesto di lasciare il Mali, e vi sono anche dubbi sul fatto che l’Air France, uno degli ultimi vettori internazionali che collegano il Paese col resto del mondo, possa riprendere i suoi voli per la capitale Bamako. I leader del Mali continuano però a minimizzare la presenza dei mercenari, dicendo che stanno semplicemente cooperando con “addestratori russi”. Da parte loro, i membri del gruppo Wagner trovano un punto di interesse nel Paese nei ricchi giacimenti d’oro. Per ripetere lo schema già applicato nella Repubblica centroafricana, dove si sono di fatto appropriati delle miniere di diamanti, vero compenso per i loro servizi.

La Francia ha puntato sulla task force europea Takuba per mantenere un controllo sull’area. Ma questa forza europea è a sua volta in crisi: il governo militare ha chiesto alle truppe danesi di lasciare il Mali. E la Svezia ha annunciato il suo ritiro dalla task force. La Russia sta invece aumentando la sua influenza geopolitica in tutta l’Africa. San Pietroburgo ospiterà il secondo summit Russia-Africa alla fine di quest’anno. E ha appena firmato un accordo che le permetterà di stabilire una base navale in Sudan. Anche il Covid19 ha offerto ai russi un’opportunità per affermare la sua influenza. L’anno scorso, la Russia ha donato più di 300 milioni di dosi di Sputnik V all’Unione Africana. Diversi paesi africani hanno approvato il vaccino.

“Volterra, da scoprire, conoscere, amare” di Riccardo Rescio”

“Volterra, da scoprire, conoscere, amare”
di Riccardo Rescio
Cinta da mura, con uno stupendo Palazzo dei Priori, un Duomo assolutamente da non perdere e un Museo Etrusco, Volterra è certamente una meta da non lasciarsi scappare per un turismo vicinale o intercontinentale.
Volterra in provincia di Pisa in Toscana, è uno scrigno stracolmo di preziosità non solo Artistiche.
Il Palazzo dei Priori, in pieno centro, ha affreschi medievali e un campanile dal quale si aprono panorami, prospettive di incommensurabile bellezza.
Il Duomo di Volterra poi vanta un portale di ingresso in marmo e un soffitto a cassettoni dorato.
Nelle immediate vicinanze si trovano le vestigia dell’Acropoli Etrusca.
Il Museo Etrusco Guarnacci custodisce una ricca collezione di manufatti archeologici.
Il complesso del Teatro Romano comprende i ruderi di terme del III secolo.
Se tutto questo non bastasse è bello ricordare che oltre al buon Vino e alla squisita cucina Volterra è nota e famosa per la lavorazione dell’alabastro.
Proprio all’alabastro è dedicata una Mostra dal titolo “I Tesori dell’Alabastro” nel Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena di Volterra, dal 10 aprile al 1° novembre 2022.
Riccardo Rescio
Volterra 9 aprile 2022

“I Tesori dell’Alabastro” Volterra 10 aprile – 1 novembre 2022″

“I Tesori dell’Alabastro”
Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena
A Volterra ci sono riusciti, perché lavorare l’alabastro è uno stile di vita che in pochi nel mondo hanno potuto vedere e sperimentare.
Gli Artisti Volterrani lo hanno esportato nel mondo, valorizzandolo, facendo splendere la sua trasparente corposità venata, scolpendolo nelle più differenti forme, contemporaneamente hanno contribuito a far conoscere il loro straordinario territorio toscano.
Terre Uniche che meritano di essere maggiormente conosciute, apprezzate e comunicate.
L’alabastro racconta, la propria storia e al contempo la storia delle località dove la sua lavorazione è stata è e continuerà ad essere una delle peculiarità che caratterizzano e identificano Volterra.
“Ho deciso di raccontare questa mia avventura, condivisa da buona parte dei cittadini volterrani, ampliata all’evoluzione del mondo della lavorazione dell’alabastro contemporaneo, sotto forma di avventura, di caccia al tesoro, un po’ con gli occhi e l’entusiasmo di un bambino, un po’ con lo sguardo e la sensibilità di un uomo, ormai adulto, che ha sempre approfondito il legame con questa pietra e con la sua città”. Nico Lopez Bruchi
Riccardo Rescio
Volterra 8 aprile 2022

Ph giorgioanselmi

SENSO DELLA BELLEZZA, l’accelleratore Italiano di Particelle: ADA. Il Fisico Nicola Cabibbio. Che “sapore” ha un Quark?

Di Elena Tempestini

Roma, Basilica dei Santi Quattro Coronati: parete d’ingresso dell’Oratorio di San Silvestro

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Il SENSO DELLA BELLEZZA:
Nicola Cabibbo (Roma, 1935 – Roma, 2010) era nato a Roma nel 1935 e si era laureato in fisica, discutendo una tesi sulle interazioni deboli, nel 1958 con Bruno Touschek, un fisico teorico austriaco trapiantato nella capitale. Dopo la laurea Cabibbo accoglie l’invito e va a lavorare, all’inizio degli anni Sessanta, a Frascati con Touschek alla realizzazione di Adone, un’evoluzione a grande scala dell’acceleratore Ada, prototipo della “fisica italiana delle alte energie”. Insieme a Raoul Gatto stila un elenco dettagliato di tutti i processi che possono prevedibilmente nascere dall’urto ad alta energia fra elettroni e positroni. Questo lavoro a Frascati era noto come «la Bibbia».
Cabibbo parte poi per gli Stati Uniti. E lì scrive e nel 1963 pubblica, a ventotto anni, l’articolo scientifico più citato nella storia della Phisical Review Letters e, probabilmente, nella storia della fisica. In quell’articolo introduce un parametro (che da allora in poi sarà chiamato l’angolo di Cabibbo) che consente di spiegare come un insieme di particelle diverse possa essere confinato in una sola. Ancora non si conoscevano i quark, ma Cabibbo già spiegava come tre di loro potessero, per esempio, ritrovarsi in un protone o in un neutrone. Spiegava, in altri termini, come possa esistere quella che noi chiamiamo la “materia ordinaria”.
Il “mescolamento” di quark spiegato in anticipo da Nicola Cabibbo è oggi alla base della cromodinamica quantistica e del Modello Standard delle Alte Energie. Ovvero di tutta la fisica delle particelle elementari. A illustrarne l’importanza, sempre con grande modestia, era lui stesso: oggi esistono, diceva, venti parametri fondamentali con cui siamo in grado di spiegare la fisica delle particelle. Otto di quei parametri hanno a che fare con il mescolamento e, dunque, con l’angolo di Cabibbo. Ciò spiega perché quell’articolo giovanile sia così citato dalla comunità dei fisici. E non spiega come mai Nicola Cabibbo non abbia ricevuto il Nobel, sebbene nel 2008 siano stati premiati ricercatori per lavori fondati sull’articolo del fisico romano.
Dopo il successo lavora e insegna tra gli Stati Uniti e l’Europa, prima di tornare in Italia, prima a L’Aquila e poi alla Sapienza di Roma. La sua carriera ormai non è più solo quella del ricercatore, ma anche quella del manager della scienza. Viene chiamato, tra l’altro, a presiedere l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – durante la sua presidenza vengono inaugurati i Laboratori del Gran Sasso, i più grande al mondo nel campo della fisica “sotterranea” – e poi l’ENEA. I suoi interessi spaziano dalla fisica quantistica all’alta informatica; dall’insegnamento al lavoro ininterrotto con l’INFN. I riconoscimenti sono eccezionali: diventa membro, tra l’altro, dell’Accademia dei Lincei di Roma; della National Academy of Sciences degli Stati Uniti – solo altri tre italiani (Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Giorgio Parisi) ne fanno parte – e dal 1993 fino alla morte è stato Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
Nicola Cabibbo era, infatti, cattolico. Pensava che i frutti economici e sociali della scienza dovessero essere più equamente ripartiti. Non vedeva mai in contrasto la scienza e la fede, riconoscendone con grande lucidità i rispettivi ambiti. Proprio per questo non entrava mai nelle polemiche. Anche se, quando c’erano questioni dirimenti, non si tirava affatto indietro. È il caso del dibattito sulla teoria dell’evoluzione biologica di Darwin, messa in discussione di recente anche in autorevoli ambienti cattolici. Ebbene, sosteneva Cabibbo, non dimenticando affatto di essere Presidente della Pontificia Accademia delle Scienza, non solo la teoria è compatibile con la religione cattolica, ma metterla in discussione è come credere ancora che il Sole ruoti intorno alla Terra.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Che sapore ha un quark? Nella fisica particellare, questa domanda ha perfettamente senso. Siamo nel mondo dell’infinitamente piccolo: impossibile chiamare gli elementi ultimi della materia per nome, o anche solo trovare caratteristiche per distinguerli gli uni dagli altri. E così è entrata in gioco una nuova proprietà, detta appunto sapore: si tratta di un insieme di numeri quantici che distingue i due blocchi principali che costituiscono la materia, i quark e i leptoni. Il Quark è una particella elementare, costituente fondamentale della materia. I Quark sono sei, e sono anche le uniche particelle elementari del modello standard a prendere parte a tutte e quattro le interazioni fondamentali (elettromagnetica, gravitazionale, forte e debole) “Credere alle categorie di spazio e di tempo è stupidità manifesta” ( Giordano Bruno)
È la realtà fondamentale unica e indivisibile a generare e governare il comportamento delle particelle. Per come è fatto il nostro cervello, vediamo solo ciò che crediamo possibile; combiniamo, cioè, schemi che già esistono dentro di noi, a causa dei condizionamenti”. Il nostro cervello non sa la differenza tra ciò che avviene là fuori e ciò che avviene qua dentro. Il fatto è che là fuori non c’è qualcosa di indipendente da quello che succede qua dentro. Etpress Comunication Elisabetta FaillaRiccardo Rescio