San Torpè, il Santo Pisano decapitato dal quale prende il nome la località di Saint Tropez di Elena Tempestini

Torpè, il cui nome deriva dal nome greco Eutropos (di animo buono) si pensa fosse originario di Pisa, ma il dubbio resta sulla possibile provenienza dalla Spagna o dall’Oriente. San Torpè è stato un santo martire, legato indissolubilmente alla storia pisana.

San Torpè visse nel periodo di Pietro l’Apostolo, si presume intorno al 65 d.C. La storia, o forse sarebbe meglio dire la leggenda che avvolge il Santo, racconta del suo martirio.

Torpè, era un soldato romano, nominato in un testo agiografico “Passio Torpetis” del VI/VII secolo. Convertito al Cristianesimo da Antonino da Lucca, un eremita che viveva sui monti tra Pisa e Lucca, fu battezzato alla “fons vulgo” presso il Romitorio di Corliano. Tornato a Pisa, Torpete iniziò a convertire i pagani. Un’antica tradizione pisana racconta che la fonte dove venne iniziato al Cristianesimo tramite il battesimo, divenne la famosa fonte del “latte di Corliano”. La sorgente era miracolosa, in quanto dopo che le puerpere l’avevano bevuta, il loro latte aumentava in modo consistente. Per questo motivo viene riconosciuto a San Torpé il potere galattoforico.

San Torpè

Torpè venne perseguitato e martirizzato in quanto cristiano.

L’imperatore Nerone, durante una festività per la dea Diana, cara all’imperatore che la credeva progenitrice dell’Universo, cercò di imporre il suo culto ai Pisani. Nerone aveva fatto edificare un sontuoso tempio presso le mura, a nord della città. Torpete, nonostante fosse in buoni rapporti con l’imperatore, si rifiutò di adorare la statua della dea e venne per questo condannato a morte quale cristiano.

Martirio di San Torpè, olio su tela, di Placide Costanzi situato nel Duomo di Pisa

. San Torpè non si fece piegare da nessuna costrizione, si racconta che durante le torture avvennero i primi miracoli: il prefetto morì schiacciato dalla colonna alla quale era stato legato Torpete; nell’anfiteatro morì uno dei due leoni che avrebbero dovuto sbranarlo, e l’altro si accucciolò ai suoi piedi. Il tempio di Diana crollò senza un motivo valido.

Evelio, un funzionario dell’imperatore romano, vedendo che il santo era uscito incolume dalle feroci prove a cui era stato sottoposto, si convertì alla fede cristiana.

Il Santo morì per decapitazione, e il suo corpo fu abbandonato sopra un’imbarcazione, insieme ad un gallo e ad un cane, alla foce dell’Arno.

La barca si arenò nelle vicinanze di una piccola cittadina della Provenza conosciuta e chiamata Heraclea. Successivamente in onore del Santo Pisano fu ribattezzata con il nome di Saint Tropez.

Nei tempi antichi Saint-Tropez fu popolata dai Fenici e in seguito da coloni greci di Massalia, provenienti da Focea, che vi fondarono un piccolo emporio, dove scambiavano le loro merci coi nativi Galli. L’insediamento prese il nome di Athenopolis e, con l’arrivo dei Romani mutò in Heraclea. Con la caduta dell’Impero Romano i pirati saraceni iniziarono a saccheggiare le coste mediterranee e, proprio sulla riva opposta del Golfo di Saint Tropez, fondarono la loro base più importante, il Frassineto. In seguito i Genovesi ne fecero una repubblica autonoma, intorno al 1400. Il borgo venne più volte saccheggiato e le reliquie del Santo Torpete, durante una scorribanda, vennero trafugate. La tradizione tramanda che fu la corrente del Mar Ligure a spingere la barca sino alle spiagge di quella che sarebbe stata poi St. Tropez. Successivamente, i religiosi dell’Abbazia di Saint-Victor di Marsiglia, proprietari di gran parte del golfo, fecero costruire una cappella proprio in ricordo del martire chiamata “Ecclesia Sancti Torpetis”. A Parigi sulla facciata di Notre Dame è rappresentato il Santo armato, sono custodite le reliquie all’interno di alcune cassette dorate e il busto ligneo di San Tropez che viene portato in processione in occasione delle Bravades, che si svolgono dal 16 al 18 Maggio e si ripetono il 15 Giugno. I festeggiamenti che corrispondono alle vittorie sugli Spagnoli.

Tre sono le chiese dedicate al santo. A Pisa, nella quale chiesa si custodisce un’urna argentata, all’interno della quale vi è il cranio del santo, a Genova e a Saint Tropez. Ma una curiosità ci ricorda che c’è un altro luogo che prende il nome dal santo: Torpè in Sardegna, nel Nuorese, sulle pendici del Monte Nurris e non lontana dal mare di Posada, sulla costa tirrenica. La località era uno scalo militare pisano durante il periodo della Repubblica Marinara. Il 18 Settembre di ogni anno è dedicata una processione al patrono, in cui la statua del santo viene portata in giro per il paese per farla toccare ai fedeli.

“Rotary e Scautismo, unica missione: servire”. Si apre domani a Firenze il primo convegno nazionale della International Fellowship of Scouting Rotarians di Elisabetta Failla

Il Rotary e lo Scautismo, due mondi solo apparentemente lontani ma uniti dalla volontà di servizio , valore di entrambe le associazioni. Domani, 14 maggio a Firenze, presso l’AC Hotel Firenze by Marriot (via L. Bausi 5) dalle 9 alle 13 avrà luogo il primo convegno dal titolo “Rotary e Scautismo, unica missione: servire” organizzato dall’International Fellowship of Scouting Rotarians (IFSR), presieduta dal dott. Dino Bruno, e dal Rotary Club di Firenze Nord presieduto dal dott. Massimo Conti Donzelli e sostenuta da tre Distretti Rotary: il 2071 e dal Governatore dott. Fernando Damiani, il 2072 con il Governatore avv. Stefano Spagna Musso, il 2101 con il Governatore dott. Costantino Astarita oltre che dal Centro Studi ed Esperienze Scout “Baden Pawell” diretto dal prof. Vittorio Pranzini.

“Abbiamo sentito la necessità di organizzare questo convegno ad un anno circa dalla fondazione di IFSR – spiega Dino Bruno – per presentarci sia a rotariani che al mondo scout. D’altra parte, circa il 50% dei rotariani è stato scout ed il tema scelto indica come il servizio leghi queste due importanti organizzazioni sebbene con due diverse prospettive”.

Nello scautismo, infatti, il servizio aiuta i giovani ad acquisire una propria crescita personale mentre nel Rotary si mette in pratica ciò che è stato appreso come scout diventando così un valore aggiunto. Il collante sono proprio i due motti: quello del Rotary che è “servire al di sopra di ogni interesse personale” e quello degli Scout rappresentato nei tre punti della Promessa scout “servire Dio e la Patria e aiutare gli altri in ogni circostanza”.

Ad aprire e moderare il Convegno sarà il prof. Fabrizio Marinelli, Ordinario di Diritto Privato nell’Università dell’Aquila, rotariano e per lungo tempo componente del Consiglio Nazionale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, mentre a chiudere sarà la Dott.ssa Marina Gridelli, Coordinatrice IFSR del Distretto 2071. Molti i relatori del mondo Rotary e Scout che discuteranno delle similitudini fra l’associazione di professionisti e imprenditori creata a Chicago nel 1905 dall’avvocato Paul Harris e il movimento educativo creato dal generale Sir Robert Baden-Powell a Londra nel 1907. Tra i relatori ci sarà anche il giornalista e scrittore Piero Badaloni, già componente della Pattuglia Nazionale Stampa dell’AGESCI, che terrà una relazione sul ruolo dell’informazione nella società odierna. Scautismo e politica.

Al termine del Convegno sarà consegnato ad alcuni rotariani e scout il “Fulvio Janovitz Award”, un premio istituito in onore di Fulvio Janovitz, rotariano e scout per lunghissimo tempo che ha rappresentato la perfetta sintesi tra due mondi, solo apparentemente diversi. “Fulvio Janovitz era stato uno scout ed un rotariano di eccellenza oltre che essere stato il presidente del Centro Studi Scout di Bologna fino alla sua morte – conclude Dino Bruno – In su memoria, e per quanto ha fatto, abbiamo deciso di organizzare il convegno a Firenze e di dedicare proprio a lui questo premio”.

Il Convegno del sabato potrà essere seguito anche via Zoom Meeting tramite i seguenti link:

https://us02web.zoom.us/j/3939055055 Meeting ID: 393 905 5055 (Rotary Club Firenze Nord)
https://us02web.zoom.us/j/86819206703 Meeting ID: 868 1920 6703 – passcode: 357658 (International Fellowship of Scouting Rotarian)

“L’Estate di Villa Vittoria” di Riccardo Rescio

“Villa Vittoria Firenze”

Villa Vittoria Firenze mercoledì 11maggio 2022

L’Estate fiorentina è iniziata, per nostra fortuna liberi da condizionamenti e con tanta voglia di stare insieme.
È iniziata a Villa Vittoria Firenze, il luogo giusto, nel posto giusto, nella Città delle Arti per antonomasia. Effettivamente magnifica nel suo splendore come ieri sera si è potuto apprezzare e godere.
L’inaugurazione ufficiale giovedì 12 maggio 2022.
Bella, accogliente, coinvolgente Villa Vittoria, è un luogo adatto a tutti, di tutte le età, dove ci si può sedere, rilassarsi, prendere un aperitivo, oppure gustare piacevoli manicaretti, ascoltando musica, immersi in uno splendido giardino.
L’ambientazione, senza esagerare, si può definire rigenerante, perché come ben sappiamo la bellezza riempie gli occhi e appaga l’anima.
Villa Vittoria, nel centro della Città, fra la Fortezza da Basso e la Stazione di Santa Maria Novella è il posto giusto dove finire una giornata, in piacevole compagnia.
La proposta di intrattenimento serale nella edizione 2022, come sottolineato da Giovanni Fittante, oltre alle tante novità, si presenta del tutto ecosostenibile, una scelta che appartiene a Villa Vittoria fin dai tempi del suo esordio.
Inaugurazione giovedì 12 maggio 2022
a partire dalle 20.
Riccardo Rescio Italia&friends
Elena Tempestini Et Press Comunicazione
Villa Vittoria Firenze Giovanni Fittante
Eugenio Giani
Firenze Fiera
Etpress Comunication Italia&friends

“Green Factory al Giardino dell’Orticoltura Firenze” di Riccardo Rescio

Cultura e sostenibilità ambientale

Mercoledì 11 maggio 2022, presentazione della Prima edizione di “Green Factory” il nuovo Festival dedicato alla promozione della cultura della sostenibilità ambientale.
Conferenza stampa a Palazzo Vecchio di Firenze con la partecipazione di Cecilia Del Re Assessore urbanistica, ambiente, agricoltura urbana, turismo, fiere e congressi, innovazione tecnologica, sistemi informativi, coordinamento progetti Recovery Plan, smart city, piano gestione Unesco e Giuseppe Meduri Direttore relazioni esterne, comunicazione e sostenibilità di Alia Servizi Ambientali SpA.
“Green Factory” è un progetto realizzato dall’Associazione Heyart con il sostegno del Comune di Firenze, Assessorato all’Ambiente, Firenze Città Circolare.
L’iniziativa è stata partecipata ai molti giornalisti presenti da Francesca Votano Direttore Green Factory e Presidente Associazione Heyart.
Da maggio a dicembre 2022 sono in programma mostre, workshop, performance artistiche e teatrali, laboratori per bambini, talk e molto altro ancora.
Tra gli ospiti e i partner del Festival: Slow Food, Codesign Toscana, Change for Planet, ToscanaBio per la Sostenibilità, Why Graphic Design Festival, Circular Farm, GenuinoZero.
Insieme a loro un nutrita community di designer, artisti e artigiani che realizzano prodotti con materiali sostenibili e a basso impatto.
La manifestazione che sarà ad ingresso gratuito vedrà protagonista il Tepidarium del Roster, la splendida serra in stile liberty realizzata nel cuore del Giardino dell’Orticultura di Firenze tra la seconda metà dell’800 e i primi decenni del ‘900, che fu al centro di un grande progetto di orticultura da esposizione. che,
Questa prima edizione “Green Factory” prenderà il via sabato 21 e domenica 22 maggio 2022
Riccardo Rescio per Italia&friends

Green Factory
https://greenfactoryfirenze.com/
Email: info@greenfactoryfirenze.com
facebook: https://www.facebook.com/greenfactoryfirenze
instagram: https://www.instagram.com/greenfactoryfirenze

Organizzazione
Associazione Culturale Heyart
Francesca Votano
francesca.heyart@gmail.com

Ufficio stampa & social media
Lorenzo Migno
lorenzomigno@gmail.com

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=5371181419600288&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“La Cultura della Accoglienza” di Riccardo Rescio

La capacità di accogliere,
se non si possiede, bisogna impararla


Nel Paese delle sagre, della particolare attenzione alle tradizioni popolari, alla cultura della ospitalità, non potevano mancare le ovvie considerazioni sui Turisti e sul Turismo nostrano, come per esempio quelle che affermano che l’Italia sia talmente conosciuta, che oltre non si potrebbe andare, quindi inutile e banale ogni sua ulteriore reiterazione promozione.
Poi ci sono quelli, pochi per fortuna, che si arrogano il merito attraverso il loro fare di essere gli unici a fare attrattività territoriale e ancora ci sono quelli, pochissimi, che ritengono il fenomeno turistico un prodotto usa e getta, da consumare e metabolizzare in giornata e non come seme da curare, fare crescere in una cultura da sviluppare.
I flussi turistici verso il nostro Paese si alimentano con la sempre maggiore e migliore conoscenza di tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre Terre Uniche e con l’accoglienza e si affievoliscono progressivamente nel tempo, se le persone che scelgono di visitarci vengono considerate come meri portatori di denaro.
Solo liberandosi dal circolo vizioso del dire, senza praticare, ciò che riteniamo banale e scontato, riusciremo ad attuare quelle metodologie comportamenti e procedurali, che migliorerebbero la considerazione internazionale e nel comparto della promozione e della accoglienza turistica, sicuramente determinerebbe la crescita esponenziale dell’intero Paese.
La parola accoglienza non è un modo di dire, ma un articolato modo di fare.
La stragrande maggioranza degli operatori turistici lo sanno bene e altrettanto bene operano e praticano l’accoglienza nel migliore dei modi, poi purtroppo, come succede in tanti altri contesti, una sparuta minoranza di improvvisati avventurieri senza scrupoli depreda i portatori di benessere, determinando danni che pregiudicano la credibilità, la professionalità, l’impegno, dei tanti che lavorano sulla accoglienza, visto che siamo un Paese prevalentemente a vocazione turistica.
Se desideriamo realmente puntare sulle due assi portanti del nostro sviluppo economico, quali il Turismo e l’Export, dobbiamo fare della Accoglienza e della Qualità la nostra filosofia applicata alla quotidiana operatività.

Etpress Comunication Italia&friends

Credito immagine : https://www.hoeplieditore.it/scuola/articolo/professione-accoglienza-monica-mainardi/opera/2259

“Il Primo Festival sulle Arti del Terzo Millennio” di Riccardo Rescio

Arti Immersive


Alla Cattedrale dell’Immagine, Santo Stefano al Ponte Firenze.
dal 1° al 22 maggio 2022.
Per tre settimane Firenze si trasformerà nella capitale dell’Arte digitale, con una rassegna di eventi esclusivi dedicati a New Media & Crypto Art.
Nella Cattedrale dell’Immagine le opere e le performance di numerosi Artisti digitali internazionali. (Ingresso libero)
Non mancheranno incontri con esperti e professionisti, che si confronteranno sulle nuove tendenze e tecnologie del mondo dell’Arte.
Un ricco programma dove verranno affrontate le tematiche relative al fenomeno NFT, la nascita del Metaverso, i progressi dell’Intelligenza Artificiale e naturalmente i nuovi trend dell’Arte Immersiva.
Riccardo Rescio Italia&friends Etpress Comunication I&f Arte Cultura Attualità
http://www.etpress.ithttp://www.italiaefriends.wordpress.com

“È tempo di esplorare” di Riccardo Rescio

Quanta Arte, quante bellezze, quanti sapori, quante tradizioni, quante straordinarietà, diamo per scontate senza nemmeno conoscerle, quante meraviglie dobbiamo ancora scoprire per poter affermare di essere abitanti del nostro luogo abituale e ancora quanto poco conosciamo della nostra Italia che diciamo di amare, se fossimo sinceri, se ci liberassimo dai luoghi comuni che imbavagliano la nostra mente, se scrollassimo da dosso la presunzione egocentrica di essere gli unici titolari di qualcosa, tanto da non aver bisogno di niente e di nessuno, sicuramente scopriremmo in modo tangibile, reale e concreto, di vivere in un Paese straordinario, ricco di meraviglie e di opportunità da cogliere.
Se desideriamo fare il viaggio dei viaggi, facciamolo alla scoperta delle peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, facciamolo con la voglia di conoscere, la stessa voglia che muoveva e muove gli esploratori di tutti i tempi, ricercatori di luoghi, prodotti e cose sconosciute. Se la bellezza salverà il mondo, la curiosità lo fa certamente muovere. Riccardo Rescio – Firenze 8 maggio 2022

Credito immagine : “Luigi Palumbo & Aquarata” – Video Castièdde du Mònde

“Il Silenzio” di Alan Oisrak

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini.

Si dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più dell’oro.
Il silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per quelle che non hanno saputo o voluto dire.
In realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt’altro che saggezza e nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e arroganza.
Se come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo avuto la necessità di farlo attraverso la parola, questa non l’avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni genetiche.
Persino il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i gatti di miagolare.
Il cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti degli esseri umani.
Chi non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni, emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona con qualche problema in più.
Il silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni, ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce ci illumina l’anima.
Alan Oisrak

Olomouc Repubblica Ceca 2010 http://alanoisrak.blogspot.com/?m=1

La voce, le immagini e il video,
sono di Elena Tempestini. Firenze 8 Maggio 2022

“Prima le parole poi la musica” Al Teatro del Maggio Musicale


Prima le parole poi la musica

Venerdì 6 Maggio alle 18.00 si è tenuta al Teatro del Maggio nel Foyer di Galleria “Prima le parole e poi la musica” rovesciando ordine di titolazione di una deliziosa opera di Antonio Salieri con libretto di Giovanni Battista Casti (1786), la conferenza curata dal prof. Maurizio Biondi introduceva “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart (1786), opera del Festival, con la partecipazione di Rosalia Cid (Soprano) e di Vittorio Fait al pianoforte.
Alle spalle di Maurizio Biondi, scorrevano su un grande schermo immagini o brevi insert, che evocavano allestimento e carattere dell’opera mozartiana e lo stesso Biondi con grazia e padronanza assoluta al piano dava corpo a citazioni colte e al discorso come prendendo per mano lo spettatore.
L’eloquio sospeso tra divulgazione e semiologia della musica, scorreva fluido e piacevolissimo, tra letteratura, filosofia e teatro a ricordare, nomi e presenze delle cantanti e i protagonisti dell’opera al tempo del compositore, tempo breve e gemmato dalla superba bellezza della sua arte.
Così quello che avrebbe potuto apparire noioso, mancando l’emozione viva della esecuzione dell’opera, si faceva umanissimo affidamento alle espressioni dei sentimenti che la musica porta con sé anche in semplici parole che, oltre la didascalia, ci consegnavano ritratti d’epoca e insieme analisi sapiente dell’opera.
Biondi riusciva a parlare d’amore senza mai banalizzare sentimento ed evocava in questa tensione, un grande scrittore italiano dimenticato, Giorgio Manganelli, di cui per altro cade centenario della nascita.
Manganelli in una celebre intervista aveva espresso ritrosia nel pronunziare la parola “amore”, che pure aveva scelto quale titolo di una sua scrittura. Appassionato melomane amava Mozart e dell’opera celebrava in una conversazione col compianto Paolo Terni, oltre le note i silenzi.
Per questo è molto altro, non è stata quella al foyer della galleria, semplice celebrazione di intrecci amorosi, “triangoli” e abbandoni ma un discorso che si faceva storia del “vissuto”, discorso che Biondi riesce ad attualizzare e a portare sul binario dei “fatti della vita”, lì dove la partitura musicale e il cantabile, come l’arte in genere, trova espressione più alta e profonda.
Il passaggio poi alle arie mozartiane per voce e pianoforte è stato “corolla” a questa introduzione.
Restano dunque in noi i tratti gentili, gli abiti, le parrucche, le voci ascoltate o immaginate, le parole al servizio della musica ma anche, attraverso di essa, capaci di tornare all’umano in un tempo di barbarie, con scenari di guerra che paiono di “un altro mondo” e forse lo sono.
Mozart aveva ventinove anni quando compose “Le nozze di Figaro”, si sarebbe congedato al mondo solo sei anni più tardi ma, come in molti hanno scritto, aveva già compiuto quanto era destino, caso o provvidenza.
Quì un’ora e poco più di pensiero e teatro musicale, con e attraverso la parola, ha riportato i presenti al senso del sublime e alla bellezza e còlto in Sala ampio consenso.

Ugo De Vita regista, autore e attore di prosa. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte drammatica, dopo gli esordi con Dario Fo e Franca Rame ha conseguito la laurea e specializzazione americana in “Psicologia clinica”, svolgendo lo stage di perfezionamento con Oliver Sacks nel 1992

Et Press Comunicazione

XII edizione di The State of The Union. Si apre il Festival Europa a Firenze, idealmente dedicato a David Sassoli che così tanto ha dato per le istituzioni comunitarie. Da stasera 5 maggio, il colore blu dell’Europa, illuminerà i monumenti. La storia in pietra della città dell’Umanesimo. Di Elena Tempestini

Il festival dedicato all’Europa è una testimonianza concreta del pensiero di Davide Sassoli, fiorentino di nascita, Presidente del Parlamento Europeo, scomparso a gennaio del 2022. Sassoli era l’incarnazione del “Nuovo Umanesimo Europeo”. Un uomo leale, fedele ai principi di democrazia per cui l’essenza della politica, è lavorare per il bene comune e non solo per gli individualisti della propria parte. Un uomo fedele ai principi di cui è portatrice la storia dell’Europa. Nel suo intenso impegno al Parlamento europeo, di cui è stato un Presidente amato e stimato da tutte le parti politiche. Davide Sassoli è riuscito a farsi orientare dagli ideali di umanità e giustizia, che proprio oggi, sono più che mai indispensabili.

Davide Sassoli, fiorentino, Presidente del Parlamento Europeo. Scomparso a gennaio del 2022.
Il pensiero di Sassoli, il suo impegno è sempre stato finalizzato alla conoscenza della storia umana , del rispetto, dell’amore, della pietà, quali cardini del sogno di un’Europa unita nella sua diversità. l’Europa è l’inginocchiarsi di fronte alla dignità di ogni essere umano. Non all’idea dell’essere umano. Non ai principi astratti dei sacrosanti diritti umani, ma di fronte a ogni persona in carne ed ossa. Parole che aveva ben assorbito da Maestri come Giorgio la Pira e Don Milani. Dire siamo europei e offendere lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani non ci rende uniti. Abbiamo bisogno di un’Europa solida, unita che sappia fare politica. Una Europa che possa decidere come tutte le comunità democratiche a maggioranza perché dietro la facciata dell’unanimità può albergare l’ipocrisia di chi non vuole che l’Europa faccia nulla.

“Mi hanno sempre colpito gli occhi delle vittime, la fissità degli occhi che guardano, ma non vedono. Sì, gli occhi dell’umanità privata di umanità. Gli occhi delle vittime sono sempre gli stessi. Sono quelli delle foto nei lager, dei condannati a morte, quelli che ritroviamo sempre, in ogni guerra, in ogni persona violentata, annientata, nelle donne umiliate, nelle colonne di famiglie che scappano, nei bambini smarriti, in coloro che annegano, che si aggrappano alla vita e la perdono dicono lo stesso anche a noi oggi». ( Davide Sassoli)

Il sindaco di Firenze Dario Nardella e Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio è molto legato all’Università Europea Fiorentina nella quale hanno studiato sia sua moglie Maria Serena Cappello, discendente della nota Bianca Cappello moglie di Francesco I dei Medici e la Presidente della Commissione Europea Ursula van der leyen

Oltre quaranta eventi per una settimana di incontro, condivisione e riflessione sull’Europa. E’ il Festival d’Europa 2022, progetto del Comune di Firenze cofinanziato dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea e realizzato in collaborazione con Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze, INDIRE- Agenzia Erasmus +, Istituto Universitario Europeo, Università di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e Fondazione CR Firenze e con la collaborazione speciale del Teatro della Toscana e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. L’apertura del Festival sarà a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento.

Salone dei Cinquecento

Il 6 maggio all’ex Tribunale di San Firenze si svolgerà l’evento (chiuso al pubblico) ‘Cities as recovery engines for the Next generation EU’ al quale parteciperanno anche la Commissaria europea per la coesione e le riforme Elisa Ferreira e la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, in collaborazione con la rete delle città europee Eurocities e l’Agenzia per la coesione territoriale. Sarà presente una delegazione di sindaci ucraini.

Per tutta la durata del Festival le porte storiche e i principali monumenti della città saranno illuminati di blu, colore dell’Europa.

Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. È stato Presidente del Parlamento europeo, Ministro del Governo Spagnolo agli Affari Esteri, Unione Europea e cooperazione.

Nei giorni del Festival in piazza della Repubblica ci sarà lo Spazio Erasmus, stand permanente su Erasmus + e Indire con info point, workshops, incontri e performance (inaugurazione 6 maggio ore 12 con la Torta Erasmus per i 35 anni del progetto). Quest’anno lo Spazio Erasmus vedrà la partecipazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea con sessioni informative sulla Programmazione 2021-2027, cybersecurity e intelligenza artificiale.  

A Palazzo Vecchio (Sala d’Arme) aprirà Agorà Europa, spazio per conoscere i principali progetti in corso finanziati dall’Ue a Firenze.

Il 6 maggio, dalle 10 alle 14 al Mad Murate art district, si svolgerà l’evento di presentazione del Nuovo Bauhaus europeo a cura dello Sportello Europe Direct in collaborazione con la Scuola di architettura dell’Università di Firenze; dal pomeriggio a notte, inoltre, le Murate ospitano la Notte Blu con installazioni e performance artistiche.

Sempre il 6 maggio, dalle 17 presso l’Orto botanico del Sistema Museale dell’Ateneo (via Micheli, 3),  è previsto il seminario “Belle da morire. Unveiling, svelare «il bello» della scienza”, dedicato al ruolo della bellezza nelle strategie di conservazione delle specie di farfalle europee a rischio di estinzione, con i ricercatori Unifi Mariagrazia Portera e Leonardo Dapporto.

Il 7 maggio, su iniziativa del Teatro della Toscana e del Théâtre de la Ville di Parigi, si svolgerà nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio dalle 10 alle 13 “Costruire il Teatro del 21° secolo”: dodici fra i maggiori teatri europei riuniti intorno al progetto della Carta 18/XXI per una nuova alleanza sul futuro del teatro, con un focus speciale sul Programma Cultura di Europa Creativa della Commissione europea. Dalle 11 alle 17.30 sedici artisti della Troupe de l’Imaginaire coordinati dal Théâtre de la Ville di Parigi offriranno consulenze poetiche, musicali e di danza in italiano, greco, estone, spagnolo, inglese, francese, portoghese e ucraino. Le “Consultazioni Poetiche” saranno dalle 11 alle 13 sull’Arengario di Palazzo Vecchio e presso lo stand Indire Erasmus in Piazza della Repubblica, dalle 15 alle 17.30 presso il cortile del Museo Novecento, con performance finale alle 18.30. Per l’occasione, il Museo sarà aperto gratuitamente tutto il giorno.

L’8 maggio in piazza della Repubblica presso lo Spazio Erasmus alle 15.30 Giochi senza frontiere con attività e giochi sull’Europa per bambini e ragazzi.

Il 9 maggio alle 10 a Palazzo Vecchio si svolgerà l’evento di celebrazione dei 35 anni di Erasmus e in serata dalle 16.30 il Salone dei Cinquecento ospiterà l’evento finale di Eu Talks, colloqui sul futuro dell’Europa e l’Anno europeo dei giovani 2022 con Università e Istituto universitario europeo. 

Sempre il 9 maggio al teatro Niccolini la Regione Toscana presenta l’iniziativa ‘Siete presente. Giovani protagonisti del cambiamento’ nell’ambito del progetto Giovanisì. Saranno presenti anche la ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone e lo scrittore e narratore Stefano Massini.

Ancora il 9 maggio, alle 10:30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Siena, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e lo Europe Direct Università degli Studi di Siena organizzano la masterclass “Cosa vuol dire essere europei?, che sarà trasmessa anche in diretta streaming.

Il 10 maggio al teatro Verdi Orchestra Erasmus in concerto per i 35 anni del programma, con 50 giovani musicisti provenienti da conservatori e istituti musicali italiani, in Erasmus in Italia o con un’esperienza Erasmus già fatta o in itinere.

Ancora il 10 maggio, alle 10 a Villa Ruspoli (piazza Indipendenza, 9), si svolgerà “La conferenza sul futuro dell’Europa”, organizzata dall’Università di Firenze in collaborazione con l’Associazione italiana studiosi di diritto dell’Unione europea. All’incontro – visibile anche online – si parlerà dei valori dell’Unione e della protezione della salute e dell’ambiente.

“Questo Festival sarà un’occasione di ripartenza nel segno dell’Europa – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – in un momento molto difficile tra guerra e svolta del Next Generation Eu, e sarà idealmente dedicato a David Sassoli che così tanto ha dato per le istituzioni comunitarie. Nei giorni del Festival e dell’evento The State of Union avremo la presidente del parlamento Roberta Metsola, cinque commissari e Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza”. “Al Festival – ha continuato – ospiteremo anche una delegazione di sindaci ucraini, tra i quali i primi cittadini di Bucha e Melitopol, all’interno di un incontro con il Comitato esecutivo dell’associazione dei sindaci europei Eurocities che presiedo, alla presenza della commissaria europea Ferreira e anche di altri sindaci europei, tra i quali quello di Varsavia per la prima volta a Firenze. C’è un filo rosso che lega Firenze all’Europa e che da alcuni mesi vede la città protagonista con iniziative come il Forum mediterraneo dei vescovi e sindaci e la manifestazione per la pace in piazza Santa Croce dei mesi scorsi”.  “Quando pensiamo al futuro dell’Europa – ha concluso Nardella – pensiamo a una unione di popoli e non di nazioni, non ad egoismi e sovranismi ma a una vera comunità sociale, economica e culturale nelle quale anche le voci delle comunità locali possano avere un peso nuovo”.

“La Regione Toscana ha partecipato alla stesura del programma del Festival d’Europa e ne è tra i finanziatori – sottolinea il presidente della Regione Eugenio Giani -. Lo abbiamo fatto di buon grado, convinti come siamo che la dimensione ideale per una città dalla storia, dalle tradizioni e dalla ricchezza culturale di Firenze, è davvero quella europea. E l’orizzonte europeo è quello in cui la Toscana vive, pensa, programma, realizza. E’ per questo che portiamo al Festival una delle nostre esperienze di punta, quel “Siete presente” che è il programma per i giovani a cui da anni ci dedichiamo e che abbiamo rilanciato e potenziato. L’evento finale di un tour che ha toccato tutte le province della Toscana si terrà infatti, alla presenza della ministra per le politiche giovanili, proprio nell’ambito del Festival dell’Europa, nell’anno europeo dedicato ai giovani. Il Festival rappresenta dunque un’occasione preziosa per “pensare largo” e per sentirsi cittadini europei: un obiettivo ancora più fondamentale per uscire da questa situazione di guerra e per costruire insieme una sempre più indispensabile convivenza pacifica e basata su amichevoli relazioni di cooperazione e di sviluppo tra Paesi e popoli”.

Monica Maggioni direttrice del Tg1, Elena Tempestini Giornalista