“Pitti Immagine Bimbo giugno 2022” di Riccardo Rescio

22 giugno 2022, primo giorno di Pitti Immagine Bimbo, alla Fortezza da Basso di Firenze.

Punto di riferimento internazionale, per le collezioni moda per bambini e teenager, è senza ombra di dubbio Pitti Immagine Bimbo, dove partecipano i più grandi nomi della moda dedicata a questo particolare comparto che si rivolge alla fascia di età da 0 a 18 anni. Pitti Immagine Bimbo propone come sempre sfilate, eventi e momenti, dove sono presenti numerosi buyers nazionali ed internazionali, per conoscere e acquistare le nuove collezioni, per le loro rispettive realtà distributive. Prima o poi prenderemo piena consapevolezza che abbiamo bisogno di ogni forma di eventi e momenti, che costituiscano a livello nazionale e internazionale attrattività, richiamo, interesse, sia per lo specifico da proporre che per il contesto in cui quello specifico si manifesta. Fiere, manifestazioni, congressi, meeting, raduni fanno richiamo e muovono un enorme indotto di cui non abbiamo piena coscienza, che andrebbe conosciuto meglio. Comunicare, più e meglio le innumerevoli attrattività, perché, che, che, se ne dica Firenze e l’Italia tutta, in ogni sua singola località famosa e conosciuta, o piccola e sconosciuta, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare, coinvolgenti eventi da far vivere, pertanto ha bisogno di ospiti, visitatori, turisti, esploratori, studiosi, studenti, artisti e apprendisti.
Adoperiamoci per far conoscere tutto il bello e il buono che abbiamo intorno, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.
Non è difficile, non è costoso, non ha bisogno di tempo, non produce controindicazioni, contribuisce a conoscere o riconoscere, a scoprire o riscoprire , storie, luoghi, traduzioni, cucine, abitudini, insomma ci aiuta a prendere sempre maggiore consapevolezza di vivere in un Paese che è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato di Arte, in un territorio fra i più amati e ambiti al mondo.
Riccardo Rescio Italia&friends
Firenze 22 giugno 2022
I&f RotoWeb Illustrato – Arte Cultura Attualità
Elena Tempestini Etpress Comunication

https://bimbo.pittimmagine.com/it

https://bimbo.pittimmagine.com/it/exhibitors?&page=2

“Firenze, come non l’hai mai vista – Toscana Rinascimento senza fine”

Firenze, val bene un viaggio.

L’Italia val bene un soggiorno

Sono sempre questioni di prospettive, basta solo spostarsi di qualche centimetro per scoprire cose mai viste. L’occhio del turista è curioso, attento, vorace, cerca di immagazzinare più immagini possibili per imprimerle bene nella memoria, perché un viaggio in Italia, una visita in una delle sue stupende Città d’Arte è qualcosa di straordinario. L’occhio dello stanziale, dell’indigeno nato e che risiede in una delle tante meravigliose località del nostro straordinario Paese, è invece, distratto, stanco, non nota, non osserva, dà tutto per scontato, tutto gli appartiene per diritto, ma non sa neanche che cosa ritiene suo. Suo solo nel momento di ostentarlo, ma non certo per conoscerlo, tutelarlo, amarlo e rispettarlo. Che strano popolo siamo, diciamo di essere abitanti di una terra che non ha eguali, che è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato d’Arte e poi ignoriamo spudoratamente quale siano le peculiarità che caratterizzano le nostre Terre Uniche, i valori che custodiscono, le meraviglie che li contraddistinguono. Troppo fatica scoprire, conoscere, viaggiare in lungo e in largo entro i confini nazionali, non fa figo, un viaggio in Italia non è spendibile, non ci pone nella condizione di essere invidiati, come per un viaggio in un altro continente. Troppa fatica anche condividere tutto il bello e il buono conosciuto che ci circonda, per farlo scoprire a chi ne ignora l’esistenza, oppure solo ricordarlo a chi ha dimenticato di averli visti un tempo. Troppa fatica, aggiungere ad una foto le indicazioni necessarie a far capire a chi guarda dove si trovi mai quel posto, dall’altra parte chi osserva l’immagine, è interessato il giusto a sapere dove sia. Nella migliore delle ipotesi ne sottolinea la bellezza e tutto finisce lì. Questo succede perché abbiamo perso la curiosità di sapere, di conoscere ciò che dovremmo già avere nel nostro bagaglio di conoscenze. Ma queste sono solo considerazioni che nelle intenzioni vorrebbero stimolare a far apprezzare e amare il nostro Paese, soprattutto a noi che ci siamo nati, per poter capire quanto veramente vale e quanto realmente merita L’Italia.

“La libertà che non libera” di Carlo Calenda

Molta strada si dovrà percorrere per arrivare ad una libertà che liberi

“La libertà che non libera” è il titolo del libro presentato da Carlo Calenda a Villa Vittoria Cultura Firenze lunedì 20 giugno 2022. Il libro, con la moderazione di Giovanni Fittante patron della manifestazione, offre molteplici spunti di riflessione sullo stato dei fatti all’inizio di questo terzo millennio, che da una parte vede il riperpretarsi delle solite logiche del tanto dire e del poco fare, dall’altra evidenzia la perdita di quei valori che, secondo Calenda, in qualche maniera un tempo non tanto lontano, regolavano i comportamenti dei politici, degli imprenditori e delle persone comuni.

La libertà che non libera

Una lunga, appassionata condivisione, con il foltissimo pubblico presente, sulla determinante importanza della consapevolezza, che ogni singola persona, in quanto membro di un sodalizio famigliare, sociale, lavorativo, politico, sociale, deve avere per comprendere realmente e sostanzialmente cosa sia, come si tuteli e come si protegga la libertà, che non è mai acquista in modo perenne, ma bene raro e preziosissimo, che va protetto, tutelato e rispettato come il più caro degli affetti che si possano mai avere.

Elena Tempestini Giovanni Fittante Carlo Calenda

Villa Vittoria Cultura ogni mercoledì, fino a settembre, nel piacevolissimo giardino di Villa Vittoria Firenze presenta un libro diverso. Con ingresso libero dalle 18.00 da Viale Strozzi 2 Firenze

“Fotografe” Mostra Fotografica a Villa Bardini giugno 2022″ di Riccardo Rescio

Tutto il bello che c’è ….

“Fotografe” è la Mostra presentata alla stampa, venerdì 17 giugno 2022, a Villa Bardini a Firenze.
“Fotografe! Dagli Archivi Alinari a oggi”, è la bella Mostra curata da Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, che aprirà al pubblico sabato 18 giugno 2022, nella doppia sede di Villa Bardini e Forte Belvedere.
La Mostra, che proseguirà sino al 2 ottobre, proponendo visite, laboratori ed incontri, è stata presentata e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze e realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze.
Riccardo Rescio Italia&friends
Firenze 17 giugno 2022

Villa Bardini / Fondazione Alinari per la Fotografia / Città di Firenze / Elena Tempestini / Etpress Comunication / Davis & Co.

La moderna robotica dei secoli A.C. : la macchina di Anticitera il primo computer avanti Cristo. Di Elena Tempestini

Vi meravigliereste se scopriste che ciò che vi sembra “nuovo” tecnologicamente avanzato fosse già esistito in un tempo antico? No, è la storia che spesso non consideriamo. Gli automi nel mondo Greco erano concepiti come giocattoli, idoli religiosi per impressionare i fedeli o strumenti per dimostrare basilari principi scientifici, come quelli costruiti da Filone di Bisanzio nel III secolo A.C. oppure Erone di Alessandria nel I secolo A.C. , il quale trattava di idraulica e pneumatica, trattati di meccanica, conservati a opera degli arabi e dei bizantini, che furono successivamente tradotti in latino e italiano nel cinquecento. Trattato che servivano per costruire idranti, sifoni, organi idraulici: organi a canne che veniva usati con aria compressa per simulare il canto degli uccelli. Poi c’erano gli automi, sulla cui costruzione Erone aveva scritto uno dei suoi trattati di maggior successo, “Automata” . All’interno la descrizione di teatrini automatici dotati di moto autonomo, rettilineo o circolare, per tutta la durata dello spettacolo.

L’automa è una macchina in grado di operare in modo autonomo. Si conosce l’esistenza di complessi dispositivi meccanici nella Grecia antica benché l’unico esemplare sopravvissuto sia la “ Macchina di Anticitera “ che risale al circa 150-100 a.C.. il più antico calcolatore meccanico conosciuto. In pratica il meccanismo di Anticitera era un calendario solare e lunare: mostrava le fasi lunari, la posizione del Sole e della Luna nello zodiaco, la posizione e le orbite dei pianeti. Inoltre calcolava gli anni bisestili e prevedeva le eclissi. È importante notare altresì che, sebbene le fonti antiche parlino dell’esistenza di tali meccanismi, quello di Anticitera è l’unico a essere sopravvissuto.

Meccanismo di Anticitera

In origine si pensava provenisse da Rodi, dove sembra esistesse una tradizione di ingegneria meccanica, in quanto l’isola era molto rinomata per i suoi automi. Ma anche in luoghi molto lontani, per i tempi, come l’antica Cina, la descrizione degli automi si trovano nel testo del Libro del vuoto perfetto “Liè Zĭ” scritto nel III secolo A.C. Nel libro vi è una descrizione di un più antico incontro tra re Mu del regno di Zhou (1023-957 a.C.) e un ingegnere meccanico chiamato Yan Shi, un ‘artefice’.

Il trattato taoista del vuoto perfetto

«Il re rimase stupito alla vista della figura. Camminava rapidamente, muovendo su e giù la testa, e chiunque avrebbe potuto scambiarlo per un essere umano vivo. L’artefice ne toccò il mento e iniziò a cantare perfettamente intonato. Toccò la sua mano e mimò delle posizioni tenendo perfettamente il tempo… Verso la fine della dimostrazione, l’automa ammiccò e fece delle avance ad alcune signore lì presenti, il che fece infuriare il re che avrebbe voluto Yen Shih [Yan Shi] giustiziato sul posto ed egli, per la paura mortale, istantaneamente ridusse in pezzi l’automa al fine di spiegarne il suo funzionamento. E, in effetti, dimostrò che l’automa era fatto con del cuoio del legno della colla e della lacca, bianco, nero, rosso e blu. Esaminandolo più da vicino il re vide che erano presenti tutti gli organi interni: un fegato completo, una cistifelia, un cuore dei polmoni, , una milza, , dei reni, lo stomaco, ed un intestino. Inoltre vide che era fatto anche di muscoli, ossa, braccia con le relative giunture, pelle, denti e capelli, ma tutto artificiale… Poi il re fece la prova di togliergli il cuore e osservò che la bocca non era più in grado di proferir parola. Gli tolse il fegato e gli occhi non furono più in grado di vedere; gli tolse infine i reni e le gambe non furono più in grado di muoversi. Il re ne fu deliziato.[1]

Automa meccanico di Leonardo Da Vinci

E se il termine “robot” è oggigiorno usato per indicare una macchina meccanica ricordate che un tempo antico il termine era usato per costruire automi somiglianti ad esseri umani o ad animali.

Se la robotica, oggigiorno è una disciplina dell’ingegneria in grande espansione che studia e sviluppa metodi che permettano a un robot di eseguire dei compiti specifici riproducendo in modo automatico il lavoro umano, ha necessità di avvalersi di molte discipline di natura umanistica, come linguistica, filosofica e psicologica.

nel diciottesimo libro di Omero, l’Iliade, parla e racconta di robotica:

Omero racconta che, Teti si recava a fare visita a Efesto nella sua fucina. Efesto era il dio dell’ingegneria, del fuoco e della metallurgia:

“venti tripodi ei forgiava per collocarli lungo le pareti dell’aula ben costrutta; e avea disposto sotto i loro piedi rotelline d’oro, perché da soli entrassero ai concilii degl’immortali, e poi, mirabil cosa ritornassero all’aula.”

Quindi, degli automi con 3 piedi muniti di ruote da utilizzare come aiutanti meccanici per trasportare bevande a tutti gli dei durante le loro riunioni. E ancora:

“ancelle d’oro simili in tutto a giovinette vive venivan sorreggendo il lor signore;ché vivo senso chiudon esse in petto, e hanno forza e favella, e in bei lavori instrutte son dagl’immortali Dei.” (Omero, Iliade, XVIII)

In tempi più recenti Karl Popper nel capitolo “Uomini e macchine” ci ricorda che la scienza che avvicina l’uomo al robot… è antica.

Le Canard digérateur(l’anatra digeritrice) di Jacques de Vaucanson, salutato nel 1739 come il primo automa capace di digestione

Si potrebbe continuare per pagine intere a raccontare tutti i meccanismi automatici creati nel mondo antico, come i molti gioielli delle “mille e una notte” che non erano solo leggende o fiabe.

La prova che l’avvenite e’ la porta, il passato ne è la chiave. Perché La vita è un continuo stupore, può essere compresa solo all’indietro, ma deve essere vissuta solo in avanti.

“La valenza attrattiva degli Eventi” di Riccardo Rescio

Gli Eventi fanno attrattiva

Non c’è bisogno né di genio, tanto meno di sregolatezza, basterebbe solo un po’ di riflessione e di considerazione sul turismo nostrano, che ha un rilevante e determinante peso nel bilancio del nostro Paese.
Prima o poi prenderemo piena consapevolezza che abbiamo bisogno di fiere, manifestazioni, congressi, meeting, raduni e chi più ne ha più ne metta, perché, che, che, se ne dica Firenze e l’Italia tutta, in ogni sua singola località famosa e conosciuta, o piccola e sconosciuta, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare, coinvolgenti eventi da far vivere, pertanto ha bisogno di ospiti, visitatori, turisti, esploratori, studiosi, studenti, artisti e apprendisti.
Adoperiamoci per far conoscere tutto il bello e il buono che abbiamo intorno, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.
Non è difficile, non è costoso, non ha bisogno di tempo, non produce controindicazioni, contribuisce a conoscere o riconoscere, a scoprire o riscoprire , storie, luoghi, traduzioni, cucine, abitudini, insomma ci aiuta a prendere sempre maggiore consapevolezza di vivere in un Paese che è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato di Arte, in un territorio fra i più amati e ambiti al mondo.
Riccardo Rescio Italia&friends
I&f RotoWeb Illustrato – Arte Cultura Attualità
Elena Tempestini Etpress Comunication

Pitti Immagine Pitti Uomo giugno 2022

“Visit Tuscany”

Toscana Rinascimento senza fine
Tuscany is one of the 20 extraordinary Regions of Italy.

https://youtube.com/visituscany

The Italian peninsula with the characteristic boot shape is very long, almost 1,200 kilometers, while it is at most 530 kilometers wide from Monte Chardonnet to Tarvisio.

“Finalmente torna Pitti immagine Uomo in tutto il suo scintillante fascino”di Riccardo Rescio

Il nostro Paese merita il mondo e il mondo anela l’Italia


Martedì 14 giugno 2022 apre ufficialmente la kermesse fiorentina dedicata alla moda maschile.
Finalmente, colori, bellezza, novità, un pizzico di stravaganza e tanta voglia di fare.
È quello di cui abbiamo bisogno, fiere, manifestazioni, congressi, meeting, raduni e chi più ne ha più ne metta, perché che, che, se ne dica, Firenze e l’Italia tutta, in ogni sua singola località famosa e conosciuta o piccola e sconosciuta, ha bisogno di ospiti, visitatori, turisti, esploratori, studiosi, studenti, artisti e apprendisti.
Dovremmo smettere tutti ed i media in particolare di fagocitare il fenomeno turismo come un problema, visto che è una importantissima risorsa per il nostro Paese e per ognuno di noi, anche se non è direttamente coinvolto nel comparto ricettività.
Riccardo Rescio Italia&friends
Pitti Immagine Pitti Uomo
Elena Tempestini Etpress Comunication

La mela con due morsi opera di Lea Monetti. Il piacere di condividere. Di Elena Tempestini

La mela, un frutto simbolo, che attraversa culture, realtà e saperi molto differenti, è, al contempo, il bene e il male, l’obbedienza e la disobbedienza, l’amore e l’odio, ma è anche un viaggio nel tempo attraverso la storia dell’essere umano. Eva addentò il frutto proibito, subendo così l’espulsione dal Paradiso Terrestre. l’innocenza e il peccato connessi al frutto proibito. Dalla mitologia di Zeus e delle Esperidi fino alla fiaba di Biancaneve la mela è la protagonista della vita e della morte.

Eva e la mela, frutto proibito.

Paride e la mela d’oro.

Ercole e i pomi d’oro.

Disegno della mela a due morsi

La mela di Guglielmo Tell.

La mela di Newton.

La mela di Biancaneve.

New York, la grande Mela.

Presentazione della mela a due morsi a Pietrsanta

La terra è avvolta dalla fasce di Van Allen che sono a forma di mela.

Lea Monetti e la mela a due morsi

Il toroide è un vortice di energia a forma di ciambella, di mela. Una forma che si ritrova ricorrentemente in natura: negli atomi, nelle galassie, nei buchi neri e nei buchi bianchi, e alcuni scienziati sostengono che il nostro intero Universo sia un gigantesco Toroide. Ma non solo, anche il campo elettromagnetico terrestre chiamato in gergo scientifico Fasce di Van Allen è a forma di mela, il campo elettromagnetico del cuore umano è un toroide. La forma toroidale potrebbe rappresentare la Coscienza: proprio perché il toroide torna sempre su sé stesso, ripiegandosi, spiegando così il funzionamento della coscienza, la quale riflette sempre sé stessa che osserva sé stessa. Noi esseri viventi siamo scintille di energia, osserviamo noi stessi nella nostra interezza per poi sperimentare e creare l’illusione della separatività e dell’individualità.

Fasce di Van Hallen campo elettromagnetico terrestre

La mela un Archetipo, un simbolo della trasformazione che rappresenta una forma di pensiero Occidentale, che è alla base della scienza, della tecnica e della comunicazione verbale: un linguaggio. L’inconscio che è un sistema vivo, non opera mai una divisione netta tra conscio e inconscio, bensì induce una trasformazione, come Lea Monetti ha intuito e reso visibile nelle sue opere.

Andando nel profondo, la scultrice allieva di Annigoni, dopo una vita passata ad esporre le sue opere nei più prestigiosi Musei e luoghi d’Arte del mondo, ha creato e scolpito Il principio: Eva. Donna moderna del ventennio del duemila, donna che attraverso il mito e l’allegoria ci rivela la peccatrice e la coscienza della condizione femminile. Eva la mangiatrice di mele che ci ricorda che il suo peccato è impossibile da scontare perché costantemente ripetuto.

Lea Monetti tra le sue sculture rappresentanti Eva

Praticamente la mela è il simbolo del tutto e del contrario di tutto. Ma la mela è frutto della “conoscenza” alla quale viene dato un morso per entrarne in possesso e non è più un “peccato” ma un valore aggiunto, non è più una peculiarità da addossare alla donna, ma una condivisione della conoscenza tra due esseri duali che condividono la stessa natura ed esistenza.

La mela con due morsi. La mela che libera dal peccato dell’essere umano e lo gratifica della sua presa di coscienza, la consapevolezza di essere energia e talento che finalmente sono liberate per manifestarsi nel piacere della condivisione. Lea Monetti, con la sua mela, è voluta entrare direttamente nel presente/futuro, non più la rappresentazione di un consumo unilaterale ma il simbolo di una condivisione e di un nuovo equilibrio. La condivisione che unisce e non divide le Arti, la condivisione di mordere la stessa conoscenza universale che unisce le culture del mondo. E se la mela al suo primo morso “cacciò ” l”essere umano dalla natura e, lo fece entrare in una “realtà artificiale” e individualista, oggi la stessa natura si sta divorando con ingordigia la mela. Lea Monetti con la creazione della mela a due morsi, ci riconnette alla totalità della natura, alla condivisione, alla risonanza dell’intera umanità divenendo simbolo di un proposito aperto al futuro del mondo

“Volterra da scoprire apprezzare e amare” di Riccardo Rescio”

Che spettacolo è Volterra, che meraviglia è l’Italia.

Cinta da mura, con uno stupendo Palazzo dei Priori, un Duomo assolutamente da non perdere e un Museo Etrusco, Volterra è certamente una meta da non lasciarsi scappare per un turismo vicinale o intercontinentale.
Volterra in provincia di Pisa in Toscana, è uno scrigno stracolmo di preziosità non solo Artistiche.
Il Palazzo dei Priori, in pieno centro, ha affreschi medievali e un campanile dal quale si aprono panorami, prospettive di incommensurabile bellezza.
Il Duomo di Volterra poi vanta un portale di ingresso in marmo e un soffitto a cassettoni dorato.
Nelle immediate vicinanze si trovano le vestigia dell’Acropoli Etrusca.
Il Museo Etrusco Guarnacci custodisce una ricca collezione di manufatti archeologici.
Il complesso del Teatro Romano comprende i ruderi di terme del III secolo.
Se tutto questo non bastasse è bello ricordare che oltre al buon Vino e alla squisita cucina Volterra è nota e famosa per la lavorazione dell’alabastro.
Proprio all’alabastro è dedicata una Mostra dal titolo “I Tesori dell’Alabastro” nel Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena di Volterra, dal 10 aprile al 1° novembre 2022.
Riccardo Rescio
In visita a Volterra il 9 aprile 2022