William Blake non è soltanto un poeta e un pittore che con i suoi versi e le sue immagini ci rende partecipi del suo “percepire” l’eternità infinita, bensì riesce a trasmettere dei valori etici. L’uomo adulto perde nel tempo lo stupore del bambino, il quale vive di immaginazione. Ma è proprio l’uomo adulto che denigra, inconsapevolmente, come infantile, il processo della formazione del pensiero. È l’immagine la radice di esso, non è uno stato mentale: è l’esistenza umana. È il preciso momento nel quale il pensiero diviene materia.
Il demiurgo, l’artefice, il legislatore dell’universo di Blake, diventa negativo poiché usa la ragione per imbrigliare, mettere in catene l’essere umano. È la condizione per evidenziare la ragione quale forza negativa che pretende il dominio assoluto. Il bambino al contrario è un raggio di luce e di speranza che rappresentando con purezza l’immaginazione, proietta la bellezza che i greci racchiudevano in “Kalos Kai Aghatos “ il bello è buono. Non è “bello” per il suo aspetto sensibile, ma per la bellezza che è connessa al comportamento morale, virtuoso, “buono”.
Blake evidenzia nei suoi scritti, la “verità sporcata”, cioè quella condizione creata ad arte, di far credere ai bambini e alle persone più sensibili, che c’è un’unica condizione di vita: quella che gli viene a loro insaputa “imposta”. A chi fa comodo? A tutti coloro che possono trarre da secoli benefici per sfruttare e impedire di vedere le cose come realmente sono. Praticamente bloccare la possibilità di spezzare le catene dell’ignoranza e della paura, rendere ciechi dalla luce e allontanare dalla libertà. È sempre la dualità a farci cascare nel tranello, senza il superamento e la trasformazione tra bene e male l’uomo rimane incatenato nella caverna al buio. Ed è in suo racconto: Il matrimonio del cielo e dell’inferno (The marriage of Heaven and Hell) che Blake esprime i suoi ideali romantici e rivoluzionari, descrivendo in prima persona la sua avventura nell’inferno, prendendo ispirazione dall’Inferno della Divina Commedia.
Matrimonio del cielo è dell’inferno, William Blake
Nel racconto il poeta non descrive l’inferno come un luogo di punizione, bensì come una fonte di energia. È la volontà di vivere: la volontà è la nostra potenza. È per William Blake è la rivendicazione del concetto di libertà individuale e del progresso sociale, la quale prende forma tramite l’analisi delle opposizioni e dei contrari.
L’inferno, William Blake
È la validità dell’antica legge morale che viene portata avanti con il coraggio, con il Cor Agere, l’azione del cuore. Alla fine del 1700 e l’inizio del 1800 Blake scriveva uno dei concetti di libertà più espliciti: “Nell’universo, ci sono cose conosciute e cose sconosciute, e nel mezzo, ci sono porte.” Pensiamo alle difficoltà di chi nel suo tempo era considerato “stravagante” e nella sua visione vedeva ciò che è oggi è dimostrato.
Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nella conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti del 700° anniversario della morte di Dante, che si è tenuta a Firenze il 2 ottobre 2020 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ha affermato : “la nostra è una giovane nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro”. Dante Alighieri è senza ombra di dubbio e per molti aspetti una pietra miliare nella storia del nostro Paese, divenendone nel tempo anche la personalità più rappresentativa. Il Sommo Poeta, considerato il padre della Lingua Italiana, può a buon titolo esserlo anche di ogni singolo Italiano e ancora, alla luce del bellissimo e interessantissimo libro edito da Firenze Fiera da titolo “Dante scopre l’Europa – La geografia europea nella Divina Commedia”, anche antesignano e magistrale architetto di una Europa compiuta, che tutti ci auguriamo possa realizzarsi quanto prima. Se il sostantivo Europea, poteva essere effettivamente presente nella Divina Commedia, quante e quali città, fiumi, monti, regioni e stati, isole, venivano eventualmente riportate nei suoi canti, sono le domande da cui parte l’idea di un Dante possibile Europeista, quesiti che costituiscono lo stimolo per l’iniziale ricerca, per divenire successivamente stesura e immediatamente dopo stampa, di un libro che rende onore alla capacità prospettica di un uomo sicuramente eccezionale. Riscontrare quanti e quali luoghi europei fossero menzionati nei 100 canti hanno dato la conferma di quanto importante e poco esplorato fosse il tema. Un Dante poliedrico innovatore nel pensare, nel fare e nello scrivere, con una visione complessiva più ampia di quanto non si potesse leggere in libri e trattati latini del Trecento. In tutta l’opera di Dante queste sue peculiarità emergono e sanciscono la grandezza, lo spessore e la consistenza dei messaggi che l’autore manda nei suoi scritti. Il Presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini ha maturato e fortemente voluto la realizzazione di “Dante Alighieri scopre l’Europa”, per il 700° centenario della morte del sommo poeta. Il libro la cui stesura in italiano, inglese e francese, è una affascinante e preziosa creazione letteraria che affascina il lettore con brani commentati della Commedia, affiancati da immagini provenienti dalla Biblioteca Vaticana, dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, dalla Biblioteca Palatina – Complesso monumentale della Pilotta di Parma, dall’Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana, dalla British Library di Londra. La parte scientifica dell’opera è stata curata della Prof.ssa Paola Allegretti, Il coordinamento del progetto è della Dott.ssa Paola Laurella, mentre la parte grafica è stata affidata alla Dott.ssa Claudia Cogato Lanza. Quest’opera fa seguito a un altro volume realizzato anni fa da Lorenzo Becattini, all’epoca Presidente di Toscana Energia spa col titolo “I Comuni italiani nella Divina Commedia – le mura e i versi” anch’esso nato con la collaborazione della Società Dantesca Italiana e l’apporto scientifico della Professoressa Allegretti. “Dante scopre l’Europa – La geografia europea nella Divina Commedia” vede la prefazione del già Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del Sindaco di Firenze Dario Nardella, del Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi. Il volume è stato presentato in Palazzo Vecchio alla Sala dei Gigli, alla presenza del Presidente della Regione Eugenio Giani e del già Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, al Consiglio Regionale della Toscana e presso la Fiera Next di Los Angeles lo scorso 25 marzo dove una copia è stata battuta all’asta per beneficienza. La pubblicazione è’ stata inviata alle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica a Sua Santità Papa Francesco fino alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen che ha fatto pervenire una lettera di ringraziamento. Per aggiungere prestigio all’opera 515 copie sono state numerate sulla base di Purgatorio XXXIII, 43-45: “nel quale un cinquecento diece e cinque, messo di Dio, anciderà la fuia con quel gigante che con lei delinque” Mercoledì 29 giugno a “Villa Vittoria Cultura Firenze” Un libro alla settimana è stato lo stesso Lorenzo Becattini a presentare la pubblicazione al numerosissimo pubblico presente affiancato dal Prof. Massimo Seriacopi, Dantista, profondo studioso, conoscitore e scrittore di Dante. Riccardo Rescio Italia&friends Firenze 29 giugno 2022 Elena Tempestini Etpress Comunication
Ebbene si, abbiamo bisogno di trovare o ritrovare lo stupore, quella condizione che da un po’ di tempo abbiamo dimenticata, emarginata, riposta alla rifunsa nei cassetti dove si conservano le cose che non adoperiamo più. Molti di noi distratti dagli effetti speciali, dalle cose sensazionali, dai clamori più o meno reali, abbiamo dimenticato e le nuove generazioni non conosciuto, lo stupore per le piccole e grandi cose che non suscitano il clamore internazionale, ma che comunque riescono a farci vivere emozioni. Ritroviamo lo stupore, quella condizione in grado di farci godere il momento, meravigliarci del visto, di assaporare il gusto, di acquisire il percepito, di ciò che ci circonda. Ieri sera lunedì 27 giugno 2022, tutto questo è stato possibile alla Pre Opening di Oasi Parterre . Proprio al Parterre, quel luogo conosciuto e per molti versi amato Parterre in Piazza della Libertà, ora completamente rigenerato. Il Parterre è stato, è attualmente e resterà nel tempo, l’ombelico di Firenze, un luogo con una storia importante, una storia che viene da lontano, conosciuto e amato dai Fiorentini, che in tempi più recenti è stata anche anche sede storica della Mostra dell’Artigianato. Una luogo che per troppo tempo è stato trascurato e purtroppo destinato ad un lento e progressivo degrado, ma che dal 28 giugno 2022 riprende nuova vita grazie ad un imprenditore illuminato, che con “Oasi Parterre” dove Arte, Cultura, Musica, Libri, Cocktail Bar e ottima Cucina, costituiscono un giusto, rilassante, mix di piacevolezza e benessere, rende finalmente a tutti noi Fiorentini e ai nostri graditissimi ospiti la voglia di continuare a stupirci. Ridare una nuova vita ai luoghi è la costante aspirazione di Giovanni Fittante che dopo l’esperienza positiva di Villa Vittoria Firenze si è cimentato in una nuova interessante iniziativa, quella di riqualificare e dare nuova vita al Parterre, con “Oasi Parterre” con un importante e rilevante, impegno che inevitabilmente comporta una iniziativa di questo genere. Riccardo Rescio Italia&friends Elena Tempestini Etpress Comunication
Lo stupore è il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi
“Se l’altezza dà ebrezza, la bellezza dà estasi” e così è stato anche per me venerdì 24 giugno 2022, sulla Terrazza privata più bella di Firenze. In attesa dei Fuochi, in onore del Patrono della Città delle Arti per antonomasia, ho ammirato, mi sono stupito, mi sono inebriato e nonostante che tutto ciò che ho avuto il privilegio di osservare fosse di incommensurabile bellezza, questa non è riuscita a saturare i miei occhi, che insaziabilmente hanno continuano ad ammirare quello che milioni di persone auspicano di vedere almeno una volta nella vita. Grato a Rosanna, Paola ed Elena.
Prima o poi prenderemo piena consapevolezza che abbiamo bisogno di fiere, manifestazioni, congressi, meeting, raduni e chi più ne ha più ne metta, perché, che, che, se ne dica Firenze e l’Italia tutta, in ogni sua singola località famosa e conosciuta, o piccola e sconosciuta, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare, coinvolgenti eventi da far vivere, pertanto ha bisogno di ospiti, visitatori, turisti, esploratori, studiosi, studenti, artisti e apprendisti. Il nostro è un Paese a vocazione turistica, adoperiamoci per poter realizzare un vero, organico, funzionale “Sistema Accoglienza”, in grado di dare il giusto rilievo ad un comparto determinante per il bilancio dello stato e il conseguente benessere di tutti. Il turismo nostrano non ha bisogno di rifarsi il trucco, tantomeno di massaggi rassodanti, ha invece impellente necessità e bisogno di una visione prospettica in grado di sopperire alle evidenti, conosciute e tralasciate, problematiche che ostacolano e impediscono pesantemente il suo naturale potenziale sviluppo. Riccardo Rescio Italia&friends Associazione di Promozione Sociale “”Assaggia l’Italia ApS” Firenze 24 giugno 2022
22 giugno 2022, primo giorno di Pitti Immagine Bimbo, alla Fortezza da Basso di Firenze.
Punto di riferimento internazionale, per le collezioni moda per bambini e teenager, è senza ombra di dubbio Pitti Immagine Bimbo, dove partecipano i più grandi nomi della moda dedicata a questo particolare comparto che si rivolge alla fascia di età da 0 a 18 anni. Pitti Immagine Bimbo propone come sempre sfilate, eventi e momenti, dove sono presenti numerosi buyers nazionali ed internazionali, per conoscere e acquistare le nuove collezioni, per le loro rispettive realtà distributive. Prima o poi prenderemo piena consapevolezza che abbiamo bisogno di ogni forma di eventi e momenti, che costituiscano a livello nazionale e internazionale attrattività, richiamo, interesse, sia per lo specifico da proporre che per il contesto in cui quello specifico si manifesta. Fiere, manifestazioni, congressi, meeting, raduni fanno richiamo e muovono un enorme indotto di cui non abbiamo piena coscienza, che andrebbe conosciuto meglio. Comunicare, più e meglio le innumerevoli attrattività, perché, che, che, se ne dica Firenze e l’Italia tutta, in ogni sua singola località famosa e conosciuta, o piccola e sconosciuta, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare, coinvolgenti eventi da far vivere, pertanto ha bisogno di ospiti, visitatori, turisti, esploratori, studiosi, studenti, artisti e apprendisti. Adoperiamoci per far conoscere tutto il bello e il buono che abbiamo intorno, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare. Non è difficile, non è costoso, non ha bisogno di tempo, non produce controindicazioni, contribuisce a conoscere o riconoscere, a scoprire o riscoprire , storie, luoghi, traduzioni, cucine, abitudini, insomma ci aiuta a prendere sempre maggiore consapevolezza di vivere in un Paese che è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato di Arte, in un territorio fra i più amati e ambiti al mondo. Riccardo Rescio Italia&friends Firenze 22 giugno 2022 I&f RotoWeb Illustrato – Arte Cultura Attualità Elena Tempestini Etpress Comunication
Sono sempre questioni di prospettive, basta solo spostarsi di qualche centimetro per scoprire cose mai viste. L’occhio del turista è curioso, attento, vorace, cerca di immagazzinare più immagini possibili per imprimerle bene nella memoria, perché un viaggio in Italia, una visita in una delle sue stupende Città d’Arte è qualcosa di straordinario. L’occhio dello stanziale, dell’indigeno nato e che risiede in una delle tante meravigliose località del nostro straordinario Paese, è invece, distratto, stanco, non nota, non osserva, dà tutto per scontato, tutto gli appartiene per diritto, ma non sa neanche che cosa ritiene suo. Suo solo nel momento di ostentarlo, ma non certo per conoscerlo, tutelarlo, amarlo e rispettarlo. Che strano popolo siamo, diciamo di essere abitanti di una terra che non ha eguali, che è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato d’Arte e poi ignoriamo spudoratamente quale siano le peculiarità che caratterizzano le nostre Terre Uniche, i valori che custodiscono, le meraviglie che li contraddistinguono. Troppo fatica scoprire, conoscere, viaggiare in lungo e in largo entro i confini nazionali, non fa figo, un viaggio in Italia non è spendibile, non ci pone nella condizione di essere invidiati, come per un viaggio in un altro continente. Troppa fatica anche condividere tutto il bello e il buono conosciuto che ci circonda, per farlo scoprire a chi ne ignora l’esistenza, oppure solo ricordarlo a chi ha dimenticato di averli visti un tempo. Troppa fatica, aggiungere ad una foto le indicazioni necessarie a far capire a chi guarda dove si trovi mai quel posto, dall’altra parte chi osserva l’immagine, è interessato il giusto a sapere dove sia. Nella migliore delle ipotesi ne sottolinea la bellezza e tutto finisce lì. Questo succede perché abbiamo perso la curiosità di sapere, di conoscere ciò che dovremmo già avere nel nostro bagaglio di conoscenze. Ma queste sono solo considerazioni che nelle intenzioni vorrebbero stimolare a far apprezzare e amare il nostro Paese, soprattutto a noi che ci siamo nati, per poter capire quanto veramente vale e quanto realmente merita L’Italia.
Molta strada si dovrà percorrere per arrivare ad una libertà che liberi
“La libertà che non libera” è il titolo del libro presentato da Carlo Calenda a Villa Vittoria Cultura Firenze lunedì 20 giugno 2022. Il libro, con la moderazione di Giovanni Fittante patron della manifestazione, offre molteplici spunti di riflessione sullo stato dei fatti all’inizio di questo terzo millennio, che da una parte vede il riperpretarsi delle solite logiche del tanto dire e del poco fare, dall’altra evidenzia la perdita di quei valori che, secondo Calenda, in qualche maniera un tempo non tanto lontano, regolavano i comportamenti dei politici, degli imprenditori e delle persone comuni.
La libertà che non libera
Una lunga, appassionata condivisione, con il foltissimo pubblico presente, sulla determinante importanza della consapevolezza, che ogni singola persona, in quanto membro di un sodalizio famigliare, sociale, lavorativo, politico, sociale, deve avere per comprendere realmente e sostanzialmente cosa sia, come si tuteli e come si protegga la libertà, che non è mai acquista in modo perenne, ma bene raro e preziosissimo, che va protetto, tutelato e rispettato come il più caro degli affetti che si possano mai avere.
Elena Tempestini Giovanni Fittante Carlo Calenda
Villa Vittoria Cultura ogni mercoledì, fino a settembre, nel piacevolissimo giardino di Villa Vittoria Firenze presenta un libro diverso. Con ingresso libero dalle 18.00 da Viale Strozzi 2 Firenze
“Fotografe” è la Mostra presentata alla stampa, venerdì 17 giugno 2022, a Villa Bardini a Firenze. “Fotografe! Dagli Archivi Alinari a oggi”, è la bella Mostra curata da Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, che aprirà al pubblico sabato 18 giugno 2022, nella doppia sede di Villa Bardini e Forte Belvedere. La Mostra, che proseguirà sino al 2 ottobre, proponendo visite, laboratori ed incontri, è stata presentata e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze e realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze. Riccardo Rescio Italia&friends Firenze 17 giugno 2022
Villa Bardini / Fondazione Alinari per la Fotografia / Città di Firenze / Elena Tempestini / Etpress Comunication / Davis & Co.
Vi meravigliereste se scopriste che ciò che vi sembra “nuovo” tecnologicamente avanzato fosse già esistito in un tempo antico? No, è la storia che spesso non consideriamo. Gli automi nel mondo Greco erano concepiti come giocattoli, idoli religiosi per impressionare i fedeli o strumenti per dimostrare basilari principi scientifici, come quelli costruiti da Filone di Bisanzio nel III secolo A.C. oppure Erone di Alessandria nel I secolo A.C. , il quale trattava di idraulica e pneumatica, trattati di meccanica, conservati a opera degli arabi e dei bizantini, che furono successivamente tradotti in latino e italiano nel cinquecento. Trattato che servivano per costruire idranti, sifoni, organi idraulici: organi a canne che veniva usati con aria compressa per simulare il canto degli uccelli. Poi c’erano gli automi, sulla cui costruzione Erone aveva scritto uno dei suoi trattati di maggior successo, “Automata” . All’interno la descrizione di teatrini automatici dotati di moto autonomo, rettilineo o circolare, per tutta la durata dello spettacolo.
L’automa è una macchina in grado di operare in modo autonomo. Si conosce l’esistenza di complessi dispositivi meccanici nella Grecia antica benché l’unico esemplare sopravvissuto sia la “ Macchina di Anticitera “ che risale al circa 150-100 a.C.. il più antico calcolatore meccanico conosciuto. In pratica il meccanismo di Anticitera era un calendario solare e lunare: mostrava le fasi lunari, la posizione del Sole e della Luna nello zodiaco, la posizione e le orbite dei pianeti. Inoltre calcolava gli anni bisestili e prevedeva le eclissi. È importante notare altresì che, sebbene le fonti antiche parlino dell’esistenza di tali meccanismi, quello di Anticitera è l’unico a essere sopravvissuto.
Meccanismo di Anticitera
In origine si pensava provenisse da Rodi, dove sembra esistesse una tradizione di ingegneria meccanica, in quanto l’isola era molto rinomata per i suoi automi. Ma anche in luoghi molto lontani, per i tempi, come l’antica Cina, la descrizione degli automi si trovano nel testo del Libro del vuoto perfetto “Liè Zĭ” scritto nel III secolo A.C. Nel libro vi è una descrizione di un più antico incontro tra re Mu del regno di Zhou (1023-957 a.C.) e un ingegnere meccanico chiamato Yan Shi, un ‘artefice’.
Il trattato taoista del vuoto perfetto
«Il re rimase stupito alla vista della figura. Camminava rapidamente, muovendo su e giù la testa, e chiunque avrebbe potuto scambiarlo per un essere umano vivo. L’artefice ne toccò il mento e iniziò a cantare perfettamente intonato. Toccò la sua mano e mimò delle posizioni tenendo perfettamente il tempo… Verso la fine della dimostrazione, l’automa ammiccò e fece delle avance ad alcune signore lì presenti, il che fece infuriare il re che avrebbe voluto Yen Shih [Yan Shi] giustiziato sul posto ed egli, per la paura mortale, istantaneamente ridusse in pezzi l’automa al fine di spiegarne il suo funzionamento. E, in effetti, dimostrò che l’automa era fatto con del cuoio del legno della colla e della lacca, bianco, nero, rosso e blu. Esaminandolo più da vicino il re vide che erano presenti tutti gli organi interni: un fegato completo, una cistifelia, un cuore dei polmoni, , una milza, , dei reni, lo stomaco, ed un intestino. Inoltre vide che era fatto anche di muscoli, ossa, braccia con le relative giunture, pelle, denti e capelli, ma tutto artificiale… Poi il re fece la prova di togliergli il cuore e osservò che la bocca non era più in grado di proferir parola. Gli tolse il fegato e gli occhi non furono più in grado di vedere; gli tolse infine i reni e le gambe non furono più in grado di muoversi. Il re ne fu deliziato.[1]
Automa meccanico di Leonardo Da Vinci
E se il termine “robot” è oggigiorno usato per indicare una macchina meccanica ricordate che un tempo antico il termine era usato per costruire automi somiglianti ad esseri umani o ad animali.
Se la robotica, oggigiorno è una disciplina dell’ingegneria in grande espansione che studia e sviluppa metodi che permettano a un robot di eseguire dei compiti specifici riproducendo in modo automatico il lavoro umano, ha necessità di avvalersi di molte discipline di natura umanistica, come linguistica, filosofica e psicologica.
nel diciottesimo libro di Omero, l’Iliade, parla e racconta di robotica:
Omero racconta che, Teti si recava a fare visita a Efesto nella sua fucina. Efesto era il dio dell’ingegneria, del fuoco e della metallurgia:
“venti tripodi ei forgiava per collocarli lungo le pareti dell’aula ben costrutta; e avea disposto sotto i loro piedi rotelline d’oro, perché da soli entrassero ai concilii degl’immortali, e poi, mirabil cosa ritornassero all’aula.”
Quindi, degli automi con 3 piedi muniti di ruote da utilizzare come aiutanti meccanici per trasportare bevande a tutti gli dei durante le loro riunioni. E ancora:
“ancelle d’oro simili in tutto a giovinette vive venivan sorreggendo il lor signore;ché vivo senso chiudon esse in petto, e hanno forza e favella, e in bei lavori instrutte son dagl’immortali Dei.” (Omero, Iliade, XVIII)
In tempi più recenti Karl Popper nel capitolo “Uomini e macchine” ci ricorda che la scienza che avvicina l’uomo al robot… è antica.
Si potrebbe continuare per pagine intere a raccontare tutti i meccanismi automatici creati nel mondo antico, come i molti gioielli delle “mille e una notte” che non erano solo leggende o fiabe.
La prova che l’avvenite e’ la porta, il passato ne è la chiave. Perché La vita è un continuo stupore, può essere compresa solo all’indietro, ma deve essere vissuta solo in avanti.