“ Quello che devi fare, fal­lo al più presto” : giuda, “l’anatema” del cattolicesimo. Elena Tempestini 

Vorrei che fosse compreso subito che il lato oscuro della forza che compone l’essere umano mi ha sempre affascinata . Mi sento perfettamente in accordo  con la filosofia classica/orientale: non esiste il bello se non concepiamo il brutto, non esiste la felicità se non proviamo la tristezza, il buio esiste solo se al contempo contempliamo e siamo in grado di vedere la luce. Personalmente ho un’ idea “diversa”, fuori da solito coro nei riguardi di Giuda, e’ veramente “cattivo” oppure no? C’è qualcosa in più, qualcosa di previsto, forse doveroso… qualcosa che non può essere semplicemente etichettato con stereotipi e pregiudizi.

Entriamo  più nel profondo di questa figura, forse fra le più importanti.  Chi era Giuda?” E sopratutto quale ruolo aveva nel gruppo ristretto degli Apostoli?” Molte volte ci limitiamo a imparare nozioni, e vediamo come il tradimento sia stato un atto deplorevole, compiuto, ovviamente, da un altrettanto deplorevole individuo, ma la 

storia è un po’ più profonda di tutto ciò. 

Come posso affermare tutto ciò? 

Grazie al ritrovamento del Vangelo di Giuda. 

Il manoscritto, scritto in copto, che è stato autenticato, tradotto e mostrato pubblicamente dal National Geographic society di Washington. Il codice, scritto su papiro e legato da un laccio di pelle, è stato probabilmente copiato in copto intorno al 300 d.C. ed è stato ritrovato negli anni Settanta nel deserto presso El Minya, in Egitto. In seguito finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l’Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island per 16 anni prima di venire acquistato dall’antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000. 

Il manoscritto, noto anche come Codice Tchacos, verrà riconsegnato all’Egitto e ospitato dal Museo Copto del Cairo. 

Il Vangelo di Giuda presenta una nuova visione del rapporto tra Gesù e Giuda e fornisce nuove informazioni sul discepolo che tradì Cristo. Contrariamente a quanto raccontano Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento, dove Giuda è ritratto come un traditore, questo nuovo vangelo presenta un Giuda che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo. Gesù,  in privato avrebbe dato istruzioni a Giuda di portarlo alle autorità romane. Si spiegherebbe così la frase a lui rivolta e riportata dal Vangelo di Giovanni: «Qualunque cosa tu debba fare, falla in fretta». 

Caravaggio

Si tratta di un documento di straordinaria importanza che ribalta completamente la visione cristiana contemporanea e mostra quanto variegata fosse l’interpretazione della cristianità ai suoi albori. 

Il Vangelo di Giuda, in sostanza, afferma che Giuda Iscariota fu l’unico apostolo a conoscere la verità della grandezza del Cristo. Si presenta con un titolo fortemente evocativo: «Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua». Emergono temi che gli studiosi considerano coerenti con le tradizioni gnostiche. 

Gesù non sceglie a caso i suoi seguaci “Non ho forse scelto io voi, i Do­dici?” (Gv 7, 70) quindi Giuda doveva avere qualcosa per aver attirato l’attenzione del Maestro. L’appellativo “Iscariota” può avere una duplice provenienza: nel primo caso, si pensa derivi dal greco “sikarios”, assassino, per l’evidente ruolo che ebbe in tutta la vicenda; nel secondo, più probabile, il soprannome si crede sia legato al villaggio di nascita, “Querjoth”, località della Giudea. Ciò sarebbe anche curioso poiché, se fosse così, sarebbe stato l’unico apostolo non Galileo.

Penso che già qui possiamo capire quanto il pregiudizio possa dilagare se non si leggono le cose con attenzione e ricchezza di dettagli. 

Facciamo un passo in più. Giuda era uno “Zelota”, appartenente a un partito estremista ebraico, fortemente indipendentista. Il loro obiettivo era la liberazione dalla schiavitù romana, una filosofia molto importante quando andremo ad approfondire le motivazioni del tradimento. Fra gli apostoli, comunque, c’erano altre teste calde, in primis Pietro, e nel Vangelo poche volte viene evidenziata questa sua “scuola di pensiero”. Ma esiste, è presente, e corrode dentro, pone domande e interrogativi. Agli occhi di Giuda, chi era Gesù? Quale ruolo si aspettava da lui? 

l’ultima cena è l’inizio della fine, per voler fare una citazione filosofica. Gesù e Giuda conoscono bene cosa accadrà, mentre tutti gli altri festeggiano la Pasqua fra cibi e bevande. Nulla fa presagire gli eventi a breve, ma Giuda è nervoso, sta aspettando il momento giusto nel terribile dubbio di fare veramente  la cosa giusta. A smuovere l’impasse ci pensa Gesù: “Quello che devi fare, fal­lo al più presto” (Gv 13,27). Giuda si alza, nel pensiero generale che debba fare qualcosa legato al suo incarico da tesoriere per la festa della Pasqua.

“Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.” (Gv 13, 30) In tre parole Giovanni riesce ad arricchire un quadro oramai delineato. “Ed era notte”. La descrizione sarà stata certamente “fisica”, ma il significato può essere molto più astratto; la notte è il buio che scende sull’umanità, è l’oscurità che prende il sopravvento sulla luce, il tradimento che porterà l’agnello di Dio al sacrificio. “Il chicco di grano che cade in terra e muore per dare molto frutto”: Giuda è l’unico che riceve l’eucaristia da Gesù. Il Figlio dell’uomo dona la sua vita a lui che gliela ruba. Così rivela la sua gloria di Figlio, che è la stessa del Padre: amore incondizionato e assoluto. 

Tutto si compie, non perché Giuda tradisce, ma perché Gesù ama; non perché Pietro rinnega ma perché Gesù ama. La nostra vita si può compiere solo nell’Amore . 

Si vince il male solo con il bene

In Italia siamo concentrati e interessati sull’Anatomia e Autopsia di uno scandalo al sole con San Giuliano, nel frattempo nel mondo l’Italia è stata esclusa dal Summit di Washington, Draghi in conferenza stampa avverte del forte scricchiolio dell’Europa e stanotte si affrontano Kamala Harrys e Trump. Non di meno nell’Indo -Pacifico….

Mentre le televisioni e i giornali italiani si sono concentrati sull’Anatomia di uno scandalo di fine estate, nessuno si pone il problema che l’Italia è stata esclusa dal summit di Washington, per giunta nel momento in cui ha la responsabilità di presiedere il G7 , direi che questo è un pessimo segnale per il nostro paese. Ma a noi piace continuare a parlare dell’autopsia della “ notizia” SanGiuliano. Nel frattempo Draghi ha rilasciato una conferenza stampa allarmista, congiunta con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella quale presenta il suo rapporto sulla competitività del Vecchio Continente con gli Stati Uniti. Tra il PIL europeo e quello USA, si è creato un profondo divario di base pro capite, dal 2010 a oggi, il reddito disponibile reale in America è cresciuto quasi il doppio rispetto a quello Europeo. Draghi pone l’accento sui freni strutturali che in questi decenni hanno soffocato l’Europa: il ritardo nella capacità di innovazione, l’aumento dei prezzi dell’energia, la mancanza di manodopera specializzata, e la mancanza di capacità di difesa comune. La prima cosa che si evince dal rapporto dell’ex governatore della Banca Centrale europea è che la sfida per il rilancio della competitività è urgente e ineludibile. E che l’unico modo per affrontarla è crescere e diventare più produttivi, preservando valori e diritti fondamentali senza i quali l’Europa “avrà perso la sua ragione d’essere”. Una sfida epocale per l’Europa, politica e poi economica.
Stanotte 10 settembre 2024 ci sarà un tornante molto importante della campagna elettorale americana, il primo e forse anche unico “ duello” presidenziale, soprattutto per Kamala Harris. Con sondaggi che mostrano una situazione di sostanziale parità e una mobilità bassissima di opinioni, e di voti potenziali, diventa fondamentale galvanizzare il proprio elettorato, assicurandosi la sua piena mobilitazione verso il voto di novembre. Trump è in larga misura certo di averla questa mobilitazione; e si può permettere parole incendiarie senza pagare dazio alcuno. Harris ha margini di manovra ben più limitati. Dovrà apparire preparata, precisa e, appunto, presidenziale; ma dovrà anche trovare il modo di esporre questo radicalismo di Trump, che la paura di quel che l’ex Presidente rappresenta e può fare rimane la variabile più importante nello spingere elettori ed elettrici democratici a votare” …
Per non farci mancare nulla in queste ore nell’Indo-Pacifico, alti ufficiali cinesi e americani stanno avendo il primo colloquio in videoconferenza su questioni di interesse comune, riconsiderare l’uso di tattiche pericolose, coercitive e potenzialmente inclini a causare un’escalation di guerra nel Mar Cinese Meridionale.

Elena Tempestini

Dal calcolo delle probabilità alla crittografia di Telegram : una guerra cibernetica ai tempi delle criptovalute ?


Cosa leggi? ; Un libro sulla crittografia,
un libro di messaggi segreti?

Non segreti, è questo il bello. Sono messaggi che tu puoi vedere , ma che non potrai mai capire, se non hai la chiave.

Una settimana intensa per Palov Durov prima di decidere di atterrare a Parigi pur sapendo che c’era un mandato di arresto nei suoi confronti. Il viaggio  è iniziato in Kazakistan, proseguito in Kirghizistan e per ultimo in Azerbaigian, paese che ha molte controversie con Parigi: dalla guerra con gli Armeni ai cruenti scontri di aprile in Nuova Caledonia, territorio francese nell’Oceano Pacifico, dei quali il Ministro degli Interni francesi ha pubblicamente addossato la colpa all’Azerbaigian. E’ di queste ore la notizia che le assicurazioni potrebbero non pagare, causa negligenza dello Stato Francese. Il CEO di Allianz presume una causa miliardaria contro il governo di Macron per i risarcimenti. L’arresto di Dunov cela molte domande, l’ANSA di oggi 27 agosto, tramite l’agenzia di stampa russa Interfax , riporta la notizia che il Presidente della Duma, Viaceslav Volodin, ha accusato gli Stati Uniti di essere “dietro l’arresto” del patron di Telegram per cercare di prendere il controllo della piattaforma  prima delle elezioni, ma di fatto non ci sono prove a sostenere tali dichiarazioni. 

Il Daily Mail e il Times of India, scrivono di agenti dei servizi, di esperti di criptovalute  e di “ gaming” , branca della Teoria dei giochi e precisamente del calcolo delle probabilità. Facendo un salto indietro nella storia, troviamo l’ipotesi matematica sondata e scritta nel suo libro De ludo aleae (Il gioco dei dadi) scritto da Girolamo Cardano, italiano emigrato in Inghilterra nel 1500. A metà del 1600,  Blaise Pascal , matematico, riprese le teorie di Cardano e scrisse:

“La teoria della probabilità non è in fondo che buon senso ridotto a calcolo; essa permette di valutare con esattezza ciò che le menti illuminate sentono per una specie di istinto senza rendersene conto… E’ notevole come tale scienza, che è cominciata con gli studi dei giochi d’azzardo, si sia elevata ai più importanti oggetti delle conoscenze umane”. 

Nello stesso periodo Galileo Galilei scriveva il trattato  “Sulla scoperta dei dadi”, facendo riferimento, in modo intuitivo e in un esempio, alla “Legge dei Grandi Numeri” in collegamento con la “Legge Empirica del Caso”. 

I numeri non sono significativi che all’interno di un quadro teorico. In mancanza di questo quadro, il loro accumulo illumina il pensiero meno di quanto non lo schiacci. ( Oliver Rey)

Attraverso i secoli sono stati i grandi matematici ad occuparsi di Probabilità, e in questi ultimi giorni le teorie matematiche tornano alla ribalta anche in situazioni quali l’affondamento in Sicilia del veliero di proprietà dell’inglese Mike Lynch, genio dell’informatica  che aveva fatto ribattezzare il suo yacht in riferimento  al teorema sul quale aveva fatto la tesi: “ Bayesian”: teorema di Bayes. La teoria evidenzia il ruolo delle probabilità condizionate come strumento teorico per apprendere dall’esperienza, attraverso l’aggiornamento delle valutazioni di probabilità di una o più ipotesi, quando lo stato di informazione cambia a causa del verificarsi di uno o più eventi. 

Statua di
al-Khwārizmī in Uzbekistan , inventore dell’algoritmo tra l’813 e l’833, autore del Liber algebrae et almucabala tradotto
dall’inglese Roberto di Chester

Gli strumenti usati nelle analisi degli algoritmi e nello studio dei sistemi di comunicazione, sono basati sulla teoria della probabilità e sulla statistica. Sono relazioni tra la teoria della complessità computazionale, la teoria della probabilità, la teoria dei linguaggi di programmazione e la logica matematica.

Telegram è una piattaforma fondata dai fratelli, Nikolai e Pavel Durov, che si basa essenzialmente sui bot, software con accesso ai sistemi di comunicazione che usiamo , più precisamente , come viene spiegato dai tecnici,  sono degli script contenenti delle istruzioni e sono addestrati per svolgere azioni e interagire con gli utenti in carne e ossa in maniera “amichevole”, usando dei comandi semplici e rispondendo in maniera pertinente alle richieste ricevute grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Questi bot possono creare anche alti rischi, come gli schemi fraudolenti per attirare al guadagno facile grazie ad una criptovaluta che usa le tecnologie di Telegram.

Nikolai e Pavel Durov

Che i due fratelli fossero dei geni si e’ compreso, sia per il settore comunicativo e manageriale con Pavel, sia con il fratello più grande, Nikolai,  matematico e informatico che ha vinto per anni consecutivi le medaglie d’oro delle olimpiadi internazionali dell’informatica e della matematica. Il padre, Valerij Semënovič Durov è stato Professore Universitario di Filologia latina all’Università’ di Torino,  dal 1992 è a capo del dipartimento di filologia classica della facoltà di filologia dell’Università statale di San Pietroburgo. Anche il figlio Pavel è laureato con lode in Filologia a San Pietroburgo, conosce nove lingue tra le quali il persiano e il latino.

Nel 2006 appena laureato fonda in Russia la piattaforma social network VKontakte, il Facebook russo, venduto anni dopo all’apparato del Cremlino per dissapori verso il concetto di libertà di espressione,  non avendo voluto consegnare i dati personali degli utenti della piattaforma ai servizi di sicurezza russi.  Nel 2013  Nikolai, oggi Professore di informatica all’Università di San Pietroburgo dove continua ad essere un genio dello sviluppo matematico tecnologico, riesce a dare forma ad una grande idea di piattaforma messaggistica, evolvendola con la crittografia del protocollo MTProto, che come mi spiega un informatico permette  che un messaggio, o un multi messaggio, venga trasmesso su una rete utilizzando un protocollo di trasporto crittografato con un’intestazione esterna che viene aggiunta in cima al messaggio con una chiave di identificazione. Personalmente qui mi fermo, sia ad ascoltare l’informatico che a scrivere perché le mie competenze di algoritmi si sono esaurite. 

Non si è esaurita la mia curiosità che gira intorno all’arresto di Pavel Durov. Dopo la vendita del social network, giovanissimo e miliardario, lascia la Russia e si stabilisce a Dubai dove ottiene la cittadinanza degli Emirati Arabi. Successivamente ottiene la cittadinanza nell’Arcipelago caraibico di Saint Kitts e Nevis che si trova in America Centrale ma è Inglese. Nell’agosto del 2021, ottiene anche la nazionalità francese. 

Ma cosa sta succedendo? E’ in atto una “ cyber warfare” ? 

La guerra ibrida che si sta espandendo comprende il  “cyber warfare”; le operazioni strategiche e tattiche condotte mediante l’ausilio degli strumenti digitali, e la “ cyber war” che coinvolge uno Stato o più nazioni, avendo un notevole impatto sulle infrastrutture e sulla sicurezza di uno o più Stati anche contemporaneamente. Nel cyber spazio avvengono sempre più spesso, attacchi ai sistemi finanziari e di comunicazione, ed è in questo sistema che si inseriscono alcune minacce. Il ruolo delle criptovalute nella cyber warfare è in crescita, rendendo ancora più complessa la gestione dei conflitti digitali. Le criptovalute offrono sia opportunità che sfide: possono essere utilizzate per finanziare attività illegali, e allo stesso tempo offrire nuove possibilità per la raccolta di fondi in modo rapido ed efficiente. Le cripto valute sono un prodotto della “ futura rete Internet “ la blockchain, la quale sfrutta una rete informatica di “nodi”, i quali sono dei computer aventi una copia del registro di dati e informazioni senza un’entità centrale.

Le cripto valute , spesso utilizzate per riciclare denaro e finanziare attacchi informatici, rendono difficile rintracciare le transazioni e identificare i responsabili. Questo ha aggiunto una nuova dimensione finanziaria ai conflitti cyber, permettendo a gruppi di hacker di operare in modo impunito.

L’etimologia del termine  criptovaluta che in inglese e’ conosciuta come cryptocurrency, e’ composta da due parole ; cripto/nascosto e valuta / valore. La criptovaluta è un valore digitale, che di basa sulla crittografia. 

Telegram ha sede negli Emirati Arabi Uniti, un paese estremamente rigido con le sue leggi in tema di traffico di  droga e materiale pedofilo, parte delle accuse che il governo francese ha mosso contro la piattaforma di Dunov, ma anche per il Digital Service ACT europeo non ci sono motivazioni contro Telegram. 

E se il nodo  gordiano fossero  le criptovalute che finanziano le operazioni di guerra cibernetica come e’ successo in Ucraina? 

Sicuramente avere canali per finanziare in modo anonimo attacchi militari, rende estremamente difficile per una nazione prevenire e difendersi. La velocità, l’immediatezza di invio e ricezione del denaro hanno dimostrato l’efficacia dello strumento virtuale in un contesto di guerra, un potenziamento potrebbe avere gravi ripercussioni nel campo della sicurezza. Ma della tecnologia non dobbiamo avere paura,  bisogna considerarla con il rispetto della sua neutralità, la tecnologia, come tutti gli strumenti, non può essere il “male” dipende dall’uso che il buon suonatore ne fa. 

Un problema che potrebbe porsi sono i paesi “ South Global”, i paesi aderenti ai BRICS, dei quali l’ultimo che ha fatto richiesta di adesione e’  proprio l’Arzebaijan pochi giorni fa, dopo la visita del Presidente Russo Putin. Per “ coincidenza” Dunov è partito dall’Azerbaigian per atterrare a Parigi.

Perché le cripto valute sono così importanti per i paesi emergenti? Perché potrebbero  sostituire il cosiddetto “ Petrodollaro” con una tipologia di criptovaluta simile allo L’E-Yuan digitale cinese che è emesso direttamente dalla Banca Centrale cinese.

Sir Jeremy Fleming, fino a Maggio 2023 è’ stato Direttore del Government Communications Headquarters, l’agenzia di intelligence, che si occupa di sicurezza, spionaggio e controspionaggio nell’ambito delle comunicazioni cyber del Regno Unito, ha espresso preoccupazione per la moneta digitale cinese, perché potrebbe servire per eludere le sanzioni internazionali. 

A fine giugno, in America c’è stata l’abolizione della “Dottrina Chevron”, che era nata negli anni ottanta per permettere alle Agenzie Federali di interpretare le leggi di cui sono responsabili. Con la sua abolizione si aprono le porte ad una frammentazione che avverrà Stato per Stato dell’economia americana. Abolendo la Dottrina Chevron, la Sec, la Securities and Exchange Commission, Commissione Federale per i Titoli e gli Scambi di valuta e responsabile della vigilanza sulla borsa, potrebbe avere dei grossi problemi per monitorare a livello nazionale le criptovalute. La dimostrazione è che in questi ultimi giorni la SEC andrà a processo contro la piattaforma di cripto valute Kraken. 

Tutto il mondo vuole un posto al sole per essere protagonista sullo scacchiere mondiale.

Luglio e Agosto 2024: palcoscenico di guerre ibride e di “ cyber War” . Elena Tempestini

Un lungo “ filo rosso” lega eventi che succedono in Paesi diversi di ogni continente,  i mesi di luglio e agosto sono stati il palcoscenico della geopolitica globale.

Cartina geografica del Bangladesh 

Il 7 gennaio di questo “ frammentato” 2024, in Bangladesh c’è stata la prima delle 76 elezioni politiche che il mondo sta affrontando e che termineranno con quelle americane. Per la quarta volta ha vinto la Prima Ministra  Sheikh Hasina. Il 6 agosto, a sette mesi esatti  dal rinnovato incarico,  il Bangladesh e’ nel caos. 

La premier Hasyna è dovuta fuggire in India dopo giorni di proteste e centinaia di manifestanti uccisi. L’esercito ha sciolto il parlamento e annunciato la formazione di un nuovo governo e nuove elezioni. 

Cartina geografica dell’oceano indiano e del Golfo del Bengala 

Il Bangladesh, un tempo paese ostile agli occhi di Pechino e’ divenuto per la Cina un paese nel quale investire ingenti somme di denaro. Pechino deve importare circa l’80% di riserve energetiche attraverso  l’Oceano Indiano e il golfo del Bengala, quindi per la Cina è vitale mantenere l’influenza su questa regione marittima, nonostante la competizione con l’India. Sono stati creati importanti accordi con Dhaka, dal 2002 fino ad oggi, un totale supporto cinese nella formazione del personale dell’esercito bangladese e nella fornitura di armi a Dhaka. Tutto per assicurarsi una “ via” per ridurre la dipendenza energetica, dal momento che una ipotetica chiusura dello stretto di Malacca da parte dell’India  avrebbe ripercussioni inimmaginabili sulla economia cinese. Dietro il golpe in Bangladesh, si nascondono gruppi islamisti e sicuramente pressioni esterne, ma il futuro dell’ex Pakistan orientale, il Bangladesh, ha un peso non indifferente tra le relazioni di Stati Uniti e India.

Cartina geografica che mette in evidenza lo stretto di malacca: Fonte rivista di geopolitica Limes

Il 2024 continua ad essere un anno di riassetti territoriali e di “ sfide” storiche da affrontare. “l’umanità non ha mai avuto così tanto potere su se stessa, eppure nulla può garantire che questo potere sarà usato saggiamente” ( Papa Francesco) 

SELA Tunnel : foto dal web

Sentiamo parlare di Taiwan ma tralasciamo il problema del Tibet e il riaccendersi in questi giorni estivi dei focolai di guerra sui 3800 km di confine tra Cina ed India: conosciuto come linea di McMahon. Il SELA TUNNEL,  e’ il tunnel stradale che sorge ai piedi dell’Himalaya. Iniziato a costruire nel 2019 e inaugurato a marzo 2024, e’ un contenzioso “ pericoloso” tra New Delhi e Pechino. Il tunnel Sela costruito a 3.000 metri di altezza e’ lungo quasi 13 km, può garantire il collegamento, in qualsiasi condizione atmosferica, da Guawahati nell’Assam a Tawang nell’Arunachal Pradesh. Ovvero nello stato che da oltre un secolo è oggetto di contenzioso fra India e Cina: l’India rivendica l’Arunachal Pradesh come territorio, per la Cina si chiama Zangnam e lo considera dentro i suoi confini come parte del Tibet meridionale.

Isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale

La regione dell’Indo-Pacifico non rende tranquilla Pechino per la presenza di militari americani nel Mar Cinese Meridionale e soprattutto attorno alle isole Spratly, rivendicate  da Cina, Filippine, Taiwan e Vietnam. La contesa tra Cina e Filippine sull’atollo di Sabina Shoal è uno dei nodi fondamentali della disputa territoriale. In quel tratto di mare c’è incagliata fin dalla seconda guerra mondiale, una nave “ la Sierra Madre” che viene usata dal governo delle Filippine per reclamare la propria sovranità su quel tratto di mare

Atollo Sabina Shoal

Area strategicamente importante non solo per la sua posizione nelle rotte marittime principali, ma anche per la ricchezza delle risorse naturali di gas e petrolio. Pechino risponde e rivendica alle Filippine usando la “Nine-Dash Line”, la “Linea dei nove tratti”, mappa che risale al 1947, ma con la quale la Cina afferma la sovranità su quasi l’intero Mar Cinese Meridionale.

Nine-Dash -Line : fonte immagine Insightias

La Cina ha costruito isole artificiali e basi militari nella regione per rafforzare la sua presenza. Le Filippine, l’8 luglio 2024 hanno siglato un accordo militare; “ Accordo di Accesso Reciproco ”  con il Giappone , rivendicando Sabina Shoal come parte della loro Zona Economica Esclusiva ( ZEE). Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, fanno parte di un confronto tra stati Uniti e Cina nel Pacifico. Manila, insieme a Taiwan, Giappone e Corea del Sud, hanno formato un  “cordone ” che Washington usa per la sua politica di contenimento dell’espansione cinese. Una strategia che include il rafforzamento delle alleanze con i paesi dell’Asia-Pacifico e con l’Australia,  tramite accordi economici e di sicurezza. Il Giappone si trova nel contesto di sicurezza più complesso dal dopoguerra: all’interno del “libro Bianco della Difesa”, rilasciato pubblicamente  a luglio, viene messa in evidenza  la preoccupazione per la crescente collaborazione militare tra Cina e Russia. Nelle Relazioni Internazionali si sta verificando un cambiamento storico dell’equilibrio di potere, e l’Indo-Pacifico è al centro di questa trasformazione. La Cina sta aumentando le attività militari intorno a Taiwan, ma nel documento vi sono elencati anche  i crescenti rischi per la difesa interna del Giappone associati con l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e la disinformazione che si sta espandendo a macchia di olio. La forza militare cinese sta intensificando le attività nel Mar Cinese Orientale, compresa l’area intorno alle Isole Senkaku, e nel Pacifico.

Fonte Immagine ISPI

La Corea del Nord sta portando avanti lo sviluppo di armi nucleari e missili balistici, la Russia continua l’invasione dell’Ucraina a proprio favore e la comunicazione è stata manipolata in favore della propaganda, adesso è molto difficile prospettare una vittoria dell’Ucraina. La Russia mantiene attive le operazioni militari nella regione dell’Estremo Oriente, nelle Isole Curili del Nord

Immagine Ministero della difesa Giapponese

Cinquantasei isole tra l’estremità nordorientale dell’isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka. Le isole Curili separano il mare di Ochotsk dal Pacifico settentrionale. In questi mesi si sono intensificate le esercitazioni della Russia con la Cina. E dalla Russia la Cina ha importato i caccia militari considerati di quarta generazione avanzata, come ha segnalato nella sua introduzione al libro Bianco,  il ministro della Difesa Giapponese Minoru Kihara.

Astana Kazakistan

La competizione tra Stati Occidentali e paesi emergenti è destinata ad intensificarsi, a luglio ad Astana in Kazakistan, in occasione del 24º vertice della Shanghai Cooperation Organisation ( SCO) al quale appartengono paesi come Cina, India, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, e da luglio 2024 la Bielorussia. L’emergere dei paesi “South Global” si arricchirebbero della Turchia che sempre di più strizza l’occhio per entrare nei BRICS, in quanto secondo il Presidente Erdoğan rifiutata dall’Europa. La Turchia sarebbe il primo paese NATO a farne parte, e fortificherebbe le relazioni sino-russe. 

l’8 luglio il Giappone ha firmato con le Filippine l’Accordo di  “interoperabilità” delle truppe militari, aprendo una nuova strada ad un’importante strategia nella regione dell’Indo- Pacifico per il prossimo/a Presidente della Casa Bianca.

28 luglio 2024 : Roma vertice dei capi agenzie di sicurezza Cia, Mossad,
Mukhabaràt egiziani, servizi del Qatar

Luglio e agosto sono stati mesi molto caldi, non solo meteorologicamente, di eventi all’apparenza non coniugati. Il presidente israeliano a fine luglio era a Washington, intanto a Pechino si stava firmando un accordo di unità nazionale tra 14 fazioni palestinesi, tra le quali Fatah e Hamas. Accogliendo per la prima volta dall’inizio della guerra Russo/ Ucraina il ministro della guerra russo Dmytro Kuleba. Hamas e Fatah, sono i due principali partiti politici palestinesi ma sono sempre stati grandi nemici, in quanto Fatah è più  moderato ed ha attaccato il comportamento di Hamas, fin dall’ inizio del conflitto. Il 28 luglio, a Roma si sono riuniti i capi della Cia, del Mossad, dei servizi segreti egiziani e del Qatar. L’obiettivo è la liberazione degli ostaggi, per arrivare ad una tregua del conflitto, riuscendo a dare la parola fine alle armi e sopratutto ripristinare le condizioni minime di vita nella vita palestinese, sprofondata in questi dieci mesi in una crisi umanitaria senza precedenti che e’ sfociata anche in una epidemia di poliomielite. Questo potrà avvenire solo con il completo annientamento di Hamas. Ma i mesi si sono dimostrati veramente “ caldi”, il 31 luglio il capo di Hamas, Ismail Haniyeh è morto in seguito a un attacco missilistico a Teheran contro una delle sue tante residenze. Haniyeh viveva in Qatar, anche se la sua era una vita in continua fuga. Pechino vuole essere artefice di pace nel Medio Oriente, nel 2022 Xi Jinping era a Riad in Arabia Saudita per il Consiglio di cooperazione tra Cina e paesi del Golfo, chiudendo svariate decine di accordi commerciali. Successivamente nel 2023 la Cina aveva mediato un’intesa tra Iran e Arabia Saudita che aveva portato al ripristino delle relazioni tra i due paesi.

Tra luglio ed agosto sono aumentate, grazie  all’invasione russa in Ucraina, le tensioni  nell’area dei Balcani occidentali. Il blocco euro-atlantico e la Federazione russa stanno introducendo nuovi scenari  di preoccupazione ed incertezza geopolitica  sopratutto in Bosnia Erzegovina.

Fonte : Osservatorio Balcani

Che questo 2024 sia un anno complesso con in atto guerre ibride non convenzionali e non alla luce del sole si era compreso. 

Cosa c’entrano le vicende di OpenAI, società  tra le più potenti di AI con la geopolitica mondiale? Più di quello che possiamo immaginare.

Inizio agosto, nove degli undici fondatori di OpenAI hanno abbandonato la società di intelligenza artificiale, oggi di proprietà di Infosys, azienda  di consulenza indiana. Poche settimane prima, OpenAI aveva tentato di estromettere Sam Altman dalla Presidenza. 

Era l’11 di luglio 2024 quando Microsoft è’ uscito dal Consiglio di Amministrazione di OpenAI e nel frattempo il 9 di luglio il Presidente Sam Altman ha bloccato l’accesso a ChatGpt alla Cina, impedendo ai programmatori e agli sviluppatori cinesi di interagire. L’improvviso «buco» ha creato uno Tzunami nel mercato asiatico . Il 19 luglio 2024 un blocco ai sistemi software  di Microsoft ha mandato in tilt il mondo intero: aeroporti, treni, apparati militari, banche, telecomunicazioni, aziende, transazioni finanziarie, sale operatorie ecc, un caos di cybersicurezza che ha interrotto il pianeta intero. 

Immagine : Corriere

La guerra ibrida che si sta espandendo comprende il  “cyber warfare” operazioni strategiche e tattiche condotte mediante l’ausilio degli strumenti digitali, e la “ cyber war” che coinvolge uno Stato o più nazioni, avendo un notevole impatto sulle infrastrutture e sulla sicurezza di uno o più Stati anche contemporaneamente. L’intelligenza artificiale e la cyber sicurezza hanno un legame sempre più stretto. Il 10 gennaio 2024 OpenAI  proibiva le “attività che presentano un alto rischio di danni fisici, tra cui lo sviluppo di armi” e l’uso di CHATGPT per scopi “militari e di guerra” il 10 gennaio 2024 nel pieno di un crescente interesse delle agenzie militari di tutto il mondo riguardo l’uso dell’Intelligenza Artificiale, OpenAI ha eliminato questa specifica dal suo Statuto pur preservando il divieto a non utilizzare il suo “servizio per danneggiare se stessi o altri”.

Da metà luglio 2024 OpenAI ha proibito ai suoi dipendenti di segnalare alle autorità di regolamentazione i “gravi rischi” posti dai suoi sistemi di intelligenza artificiale. 

Cyber war

Nella “ città della sapienza” nacque l’algoritmo . Elena Tempestini

Monumento dedicato ad Al Khwarizmi che si trova a Khiva in Uzbekistan, rappresenta il matematico persiano padre dell’algebra e dell’algoritmo ( 780 – 850)

La storia degli algoritmi si intreccia con quella della matematica e del calcolo fin dalle sue antiche origini con una figura di spicco: il matematico persiano Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, che visse durante il califfato abbaside attorno all’800 d.C. 

Al-Khwarizmi è considerato il padre degli algoritmi per i suoi contributi fondamentali in vari campi della matematica, che sono alla base dei metodi odierni:

La Nascita dell’Algoritmo

Il termine “algoritmo” deriva dal nome latinizzato di al – Khwarizmi in “Algoritmo”. Nella sua opera più celebre, il “Kitab al-Jabr wal-Muqabala” (Il libro del completamento e della riduzione), al-Khwarizmi ha sistematizzato e spiegato le soluzioni alle equazioni lineari e quadratiche, gettando le basi dell’algebra.

Definizione di algoritmo: 

Un algoritmo è una serie di istruzioni o regole ben definite e organizzate che, se seguite correttamente, portano alla risoluzione di un problema o all’esecuzione di un compito. Gli algoritmi sono fondamentali nella matematica e nell’informatica, dove guidano il funzionamento dei programmi e delle macchine nel processare dati, effettuare calcoli e prendere decisioni. 

L’Antica Biblioteca di Baghdad: la casa della  sapienza e l’algoritmo

 Al – Khwarizmi, era tra i fondatori della “Casa della Sapienza ” conosciuta come Bayt al-Ḥikma, una struttura immensa che conteneva la prima grande collezione di libri accademici dopo la distruzione della Biblioteca di Alessandria. La città di Baghdad, “ città della pace”, nel 1250 era una delle più importanti del mondo: 

La Casa della Sapienza nacque orginariamente dalla biblioteca privata del califfo abbaside al-Rashid nel 832, in pochissime generazioni raggiunse lo straordinario patrimonio librario di mezzo milione di volumi, libri  che potevano contenere più opere all’interno, in lingua greca, siriaca, ebraica, copta, persiana, sanscrita. Nello stesso periodo in Europa le biblioteche cristiane non arrivavano a un migliaio di volumi.

Bayt al-Ḥikma non era solo una biblioteca, aveva anche la funzione di università pubblica dove si svolgevano corsi di specializzazione, in particolar modo in medicina, tanto che era anche un ospedale  che accoglieva tutti gli esseri umani  di qualsiasi etnia o sesso e che potevano essere curati gratuitamente. Un luogo dove conoscenze mediche provenienti da tre continenti si mescolavano per essere al servizio dell’umanità

Le opere di al-Khwarizmi, così come i lavori di molti altri eruditi, furono tradotte e studiate presso la Casa della Saggezza. Qui, gli studiosi non solo conservarono e tradussero testi da altre culture, ma estesero le conoscenze e le ricerche al Medioevo europeo attraverso la scuola dei traduttori di Toledo. La Scuola dei Traduttori di Toledo fu un centro culturale e intellettuale che raggiunse il suo apice nel XII e XIII secolo sotto il patrocinio dei re di Castiglia. La sua missione principale era la traduzione di opere dal greco, dall’arabo e dall’ebraico in castigliano e in latino, fungendo da ponte tra le diverse culture e conoscenze del tempo.

Toledo, dopo essere stata riconquistata dai Cristiani nel 1085, divenne un luogo di incontro per studiosi cristiani, musulmani ed ebrei. La coesistenza di diverse culture e religioni creò un ambiente fertile per lo scambio di idee e conoscenze. 

Importanti opere di filosofia, medicina, astronomia, matematica e altre scienze, scritte originariamente in arabo e greco, furono tradotte in latino e poi in altre lingue europee. Questo permise la diffusione di una vasta quantità di conoscenza scientifica nel mondo latino, influenzando significativamente il Rinascimento europeo.

Tra i personaggi più noti associati alla Scuola ci fu Gerardo da Cremona, che tradusse numerosi testi dal mondo islamico, incluso il famoso “Almagesto” di Tolomeo. Il lavoro svolto nella Scuola dei Traduttori contribuì notevolmente a  gettare le basi per i successivi sviluppi scientifici ed intellettuali che avvennero in Europa.

Evoluzione dell’algoritmo fino all’Intelligenza Artificiale

Gli algoritmi hanno subito un’evoluzione straordinaria da al-Khwarizmi ai giorni nostri. Con l’invenzione del computer nel XX secolo, la capacità di eseguire algoritmi complessi rapidamente e su larga scala ha rivoluzionato campi che vanno dalla criptografia alla logistica, dalla medicina all’intelligenza artificiale. Oggi, gli algoritmi sono il cuore pulsante dell’IA, consentendo lo sviluppo di sistemi capaci di apprendere da grandi quantità di dati, prendere decisioni, e persino superare le prestazioni umane in specifici compiti.

L’IA sta trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo con il mondo intorno a noi. La sua capacità di analizzare grandi insiemi di dati, riconoscere pattern. Il riconoscimento di pattern, si riferisce al processo di identificazione e di configurazioni o tendenze in un insieme di dati. Questa capacità è fondamentale in diversi campi, come la statistica, l’intelligenza artificiale, il machine learning, la psicologia e molte altre discipline scientifiche.

Nel contesto dell’IA e del machine learning o apprendimento automatico, una branca dell’intelligenza artificiale che consente ai computer di apprendere e migliorare le proprie prestazioni senza essere esplicitamente programmati per ogni singolo compito. Questo apprendimento avviene attraverso l’analisi e l’interpretazione di grandi quantità di dati. In pratica, significa che un computer può “imparare” a riconoscere schemi, fare previsioni, o prendere decisioni basandosi sull’esperienza (i dati) che ha raccolto, piuttosto che seguire solamente istruzioni fisse e predeterminate. il riconoscimento di pattern si occupa di identificare schemi automaticamente, per esempio, classificare immagini basandosi sul contenuto visivo, riconoscere la voce, interpretare sequenze di geni in biologia o analizzare trend di mercato.

«Gli egiziani scrivono libri, i libanesi li commerciano, ma è a Baghdad che vengono letti». ( proverbio della Mesopotamia)

ALPINISMO e ASCESI SPIRITUALE: di Emilio Servadio

Articolo pubblicato su Abstracta n° 1 (gennaio 1986)

Foto Elena Tempestini 2023

Il sottoscritto, da giovane, ha effettuato numerosissime scalate nelle Dolomiti — arrivando talvolta ai “gradi” considerati allora, rispettivamente, 5° e 6° (il “sesto grado” segnava in quel tempo il limite delle possibilità umane). Ricordo benissimo alcune di quelle che il grande psicologo americano Abraham H. Maslow ha chiamato peak experiences (“esperienze di vetta”), volendo indicare con tale espressione non già, o non soltanto, ciò che si può provare al termine di una difficile scalata, ma certe sensazioni, che si potrebbero anche chiamare “estatiche”, sperimentate in qualche specifica occasione della vita, come è capitato ad alcuni anche all’improvviso, anche al di fuori di una qualche eccezionale congiuntura o stimolazione. Uno studioso americano, Richard M. Bucke, ha coniato in proposito l’espressione cosmìc consciousness (“coscienza cosmica”). Si tratta infatti di una sorta di “dilatazione” della coscienza: di ciò che, al limite, certi santi o certi iniziati hanno cercato di esprimere, affermando di avere superato — sia pure per poco tempo — la consueta distinzione fra “io” e “non io”, e di essere — metaforicamente ma efficacemente parlando — “saliti in cielo”.

Fra i miei ricordi di alpinismo, c’è per esempio quello di una “perfetta” ascensione lungo la “perfetta” verticale dello spigolo della Torre Delago, la prima a sinistra per chi guarda le tre Torri del Vajolet dalla Val di Fassa. Ricordo che spinto da un vivo desiderio di provocare nuovamente una certa esperienza, attinsi la vetta due volte nello stesso giorno, salendo per due vie diverse (una la mattina, una nel pomeriggio) la vetta del Castelletto di Vallesinella inferiore, nelle Dolomiti del Brenta; scalai la “Piccolissima” delle Tre Cime di Lavaredo procedendo in salita per la via Preuss, e in discesa per la via Dülfer (gli esperti di storia dell’alpinismo ben sanno di quali imprese furono protagonisti questi due grandi pionieri), con una indimenticabile “esperienza di vetta” appena giunsi sulla cima. Debbo dire tuttavia che ebbi in quel tempo un “maestro” eccezionale, considerato allora una specie di scalatore-prodigio: Emilio Comici. Questi era, al pari di Messner, un uomo normalissimo, che tuttavia aveva, a sua volta, momenti “sublimi” in montagna, tanto che potè scalare da solo, qualche anno prima della guerra ’39-45, la formidabile parete Nord della Cima Grande delle Lavaredo, impiegando nell’ascensione poco più di quattro ore. Quando gli chiesi se avrebbe potuto rifare quell’impresa, mi rispose: «Non credo. Quel giorno, ero in stato di grazia. Alcuni alpinisti tedeschi, giunti in vetta per la via normale, non si capacitavano che non avessi avuto almeno un compagno di cordata, e seguitavano a guardare giù per la parete, in cerca di un “altro” inesistente!». Scrisse letteralmente Comici: «Tutte le volte che comincio ad arrampicare, avviene in me una trasformazione… Una forza sconosciuta [sic] entra nel mio sangue, e, più arrampico, più forte mi sento».

Probabilmente sono ormai poche le persone che confondono l’alpinismo con il semplice escursionismo, o che vedono “l’amore dei panorami” come vera e unica motivazione di ciò che spinge un alpinista ad agire. Da parecchi anni, ormai, anche il grande pubblico ha potuto rendersi conto delle quasi sovrumane prestazioni che hanno caratterizzato certe imprese alpinistiche, e qualcuno ha cominciato a chiedersi se avessero proprio ragione quei razionalisti che riducevano l’alpinismo a una semplice manifestazione sublimativa di cariche nevrotiche (W. Reich), o all’ostinato bisogno di “sfidare” e vincere una natura indifferente od ostile.

A me sembra che, se in qualche caso potrebbero essere valide tali interpretazioni, esse non siano comunque “generalizzabili” per almeno tre motivi: in primo luogo, perché rimane sempre aperto il problema relativo alla “scelta” di un dato comportamento più o meno nevrotico (si può “sfidare” la realtà esterna in mille modi diversi) ; in secondo luogo perché gli stessi meccanismi della “sublimazione” sono ancora molto enigmatici; e in terzo luogo, perché non è più consentito, ormai, di “ridurre” a processi psicologici elementari, come se si trattasse di manifestazioni nevrotiche, o nevrotico-simili, ogni e qualsiasi attività umana — compresa la creatività poetica, o quella musicale. Già Freud confessava l’impossibilità, per la psico-analisi, di “spiegare” il genio creativo: ma si direbbe che molti psicoanalisti non abbiano ben recepito il suo ammonimento.

Come si potrebbe, per esempio, considerare “espressione sublimativa di conflitti nevrotici inconsci” l’attività di un Reynhold Messner, nel quale molti giustamente vedono il più grande alpinista di tutti i tempi, notissimo per avere al suo attivo varie ascensioni oltre gli 8000 metri, e per avere scalato da solo, nel 1980, l’Everest, ossia la più alta montagna del mondo? Chi conosce Messner sa che si tratta di un uomo perfettamente sano di mente e di corpo, dotato di un eccellente senso pratico, e dalla vita sentimentale felice. Tutto ciò non impedisce a Messner di percepire chiaramente le “elevazioni” che si possono sperimentare in certe prestazioni alpinistiche: i loro aspetti spirituali ed ascetici, il non raro verificarsi, in esse, di fenomeni oggi studiati dalla parapsicologia. «L’alpinismo è una via naturale verso altri stadi, e, al limite, verso l’uomo» — ha scritto Messner. Naturalmente, i livelli variano. Non tutti coloro che fanno dell’alpinismo potrebbero certo, per esempio, esprimersi come segue: «… Si vivono momenti che io chiamo “rotondi”, di una sensazione che va oltre la gioia, che prende tutto l’uomo, il cervello, gli occhi, il corpo… Qualche volta in vetta, oppure mentre si sale, oppure mentre si è accoccolati per una sosta. Ti sembra di cadere, di fluttuare nell’aria. Sensazioni indescrivibili, come è indescrivibile quello che si prova nell’atto d’amore». E ancora: «Quando sono andato solo sull’Everest sono arrivato al limite delle mie possibilità. L’ultimo giorno di salita è stato il punto più difficile della mia vita. Li sono arrivato al punto estremo … Lì ho arrampicato nell’infinito».

Messner non nasconde di avere avuto, durante certe ascensioni, esperienze “paranormali” — come il “comunicare” solo mentalmente, ma a lungo e con precisione, con il suo compagno di cordata; o percepire più volte la “presenza invisibile” di qualcuno, e particolarmente di un suo fratello, morto sul Nanga Parbat; o il “riconoscere”, senza tema di errore, il punto esatto dell’Everest dove scomparve, nel 1924, l’alpinista inglese Leigh Mallory. «L’ho sentito, l’ho visto, gli ho parlato», scrive Messner. Era una semplice allucinazione?! Da molti anni il celebre alpinista arrampica a quote estreme, senza maschera di ossigeno. «Ho avuto spesso» — scrive — «esperienze strane… Nel 70 sul Nanga Parbat sono caduto per qualche metro sulla neve. Mi vedevo rotolare come dall’esterno e non potevo far nulla per fermare quel corpo che rotolava… Ero al di fuori del tempo». Forse qualche psichiatra potrà pensare a quelle esperienze che nell’ambito della psicologia medica si chiamano di “depersonalizzazione”… Ma Messner non ha paura (lo ha detto a un giornalista che lo intervistava) degli eventuali giudizi degli psichiatri, e sorride quando gli dicono che qualcuno è incline a considerarlo pazzo. «Noi, uomini dell’Occidente, abbiamo paura di parlare con noi stessi», di pensare in termini «di un’altra dimensione, di un altro modo di essere». Della morte ha detto: «Non è un problema. La morte è parte di me stesso. Io ho lavorato molto su questo tema e ho avuto la possibilità, la sfortuna, la fortuna, non so, non c’è parola giusta, di essere già una volta “morto”, cioè di aver vissuto la situazione e di sentire “Adesso non m’importa più se muoio, devo morire”. La morte non è sempre presente nel mio cervello, però è parte di me. Detto in parole molto severe: “Io stesso sono la mia morte” ». Ma più oltre: «È importante accettare la amare di più la vita». Io non so se Messner abbia mai letto testi tradizionali, o se abbia ricevuto insegnamenti esoterici particolari. Non proprio, e perciò mi sembra tanto più notevole il fatto che egli abbia — tanto semplicemente ed efficacemente — accennato a quella che in parecchie tradizioni viene chiamata “morte iniziatica”. Questa è un’esperienza per la quale è tenuto a passare chi voglia affrontare la fine della vita con impavida serenità, e sapendo ciò che lo attende. In antico, la “morte iniziatica” veniva realizzata mediante pratiche durissime e pericolose. Oggi, si ricorre a mezzi alquanto più blandi (ma non troppo). Qualcuno però sperimenta la “morte iniziatica” senza averla consapevolmente programmata. Ciò può avvenire attraverso un certo tipo di alpinismo come attraverso altre vicende al confine tra la vita e la morte. Io credo che Messner abbia provato e superato l’esperienza della “morte iniziatica” con le sue arditissime ascensioni, facendo proprie le loro possibilità di “utilizzazione” e di arricchimento in senso ascetico e spirituale.

Dall’Olimpo al Sinai o all’Himalaya, gli uomini hanno sempre pensato alle alte vette montane come “sedi” di divinità, e teatri di esperienze spirituali. Aveva dunque ben ragione il francese Sonnier quando scriveva che la montagna «ha una singolare virtù: quella di liberare la verità degli esseri». E l’essenziale “verità” dell’uomo non è forse, esotericamente parlando, la sua “scintilla” immortale, il “dio profondo” che è in lui?

Convivialita’ del bere bene. Elisabetta Failla

Andando al pratico, essendo una “ pessima” bevitrice, che d’estate agogna acqua che metterei nel vino ma rischio la pelle…🤣 Grazie a Elisabetta, collega ma sopratutto Amica,  sommelier FISAR che ha deliziato di :

Blanc de Manto Negro 2021

Tipico vitigno a bacca rossa delle Baleari, in particolare dell’isola di Maiorca, vinificato in bianco. E’ fresco, leggero, sapido con profumi floreali, agrumati e iodati. 

 

Kurt Angerer Kies Grüner Veltliner 2016

Proveniente dalla zona della Niederösterreichech, zona al confine con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, grande zona agricola attraversata dal Danubio e dove si trova la capitale Vienna. 

Al naso si percepiscono note di mela golden, frutta gialla e erba di prato e un leggero miele di fiori. Al palato ha un’acida fine, fresco delicate spezie, note agrumate di arancia e persistente sul finale.

 

Pomino Bianco Doc 2022

Vino elegante prodotto con un blend di Chardonnay e Pinot Bianco con vitigno che raggiungono i 700 mt. slm.  Un vino di montagna, tipico della zona della Rufina situata ai piedi dell’Appennino. Dopo la vendemmia, le uve fermentano in acciaio con una piccola parte in barrique di rovere francese e poi affina in bottiglia. Al naso si percepiscono note fiorite come tiglio e biancospino, giglio e mimosa, sentori fruttati si mela verde, pera, frutta tropicale come il mango e un leggero miele d’acacia. Al palato mostra grande freschezza, sapidità e note agrumate sul finale di bocca.

 

Cecchi La Mora Rosato Maremma Doc 2022

Prodotto con Sangiovese in purezza, dopo la macerazione in acciaio affina minimo 2 mesi in bottiglia. Profumo fresco ed elegante con sentori di piccoli frutti di bosco e vaniglia. Al palato è pieno, sapido, fresco, e note fruttate, equilibrato.

 

Domaine de Mauperthuis Grande Réserve Bourgogne Pinot Noir 2022

Produzione vitivinicola biologica, dopo la fermentazione, affina per 12 mesi in botti di rovere (10/15% nuove). 

Frutta estiva, ciliegia, ribes nero, mora e lamponi freschi, scorza d’arancia e sandalo, leggera affumicatura. Al gusto è avvolgente, i tannini sono vellutati con una bella struttura. La sua freschezza, soprattutto sul finale, dona una buona bevibilità. 

Studio Comunicazione, Geostrategia e Relazioni Internazionali

 

 

La Temperanza, la difficile arte di Amare.

la Temperanza di Piero del Pollaiolo 1470 ( Galleria degli Uffizi)

Tra le virtù umane, c’è la TEMPERANZA , la virtù he “ tocca” la dimensione intima dell’essere umano, a differenza delle altre virtù che riguardano il bene comune. Temperanza significa prendere di mira se stessi e la propria condizione, dirigere lo sguardo e la volontà su noi stessi, rappresenta la moderazione, la metamorfosi interiore, la trasformazione atta alla guarigione. La Temperanza, deriva dalla parola greca enkrateia, la radice krat e’ potere, dominio, governo, autorità, unita a en che significa se stessi. La temperanza è la capacità di governare se stessi, di padroneggiare sensibilità e pensieri; è il punto di arrivo di un cammino di conoscenza e plasmazione di sé, l’ideale per eccellenza della filosofia antica. Nel dialogo tra Socrate e Callicle, Socrate ben spiega che il piacere, il de -siderare continuamente non è sempre un ideale buono, richiede una volontà, una disciplina dell’anima, una ascesi per rendere l’uomo libero dalle passioni e capace di conseguire il bene nei suoi molteplici aspetti. Solo allora, sarà possibile essere liberi di poter provare un vero piacere autentico (Gorgia, 492c-500c). La Temperanza è la rigenerazione, il perfetto equilibrio fra il principio solare maschile, e quello lunare femminile. Nella tavola del Pollaiolo, esposta agli Uffizi, si vede la Temperanza che “mesce” dell’acqua, pazientemente e metodicamente la travasa da una brocca all’altra. I suoi occhi non guardano lo spettatore ma sono intenti ad osservare l’importante atto che sta compiendo: il mescere le acque superiori con le inferiori, in un’ azione interiorizzata e consapevole. È l’energia della vita che fluisce grazie al giusto equilibrio raggiunto attraverso la moderazione e la disciplina.
Tutto deve essere accettato senza paura né opposizioni.
La bottega del Pollaiolo eseguì sei dei sette dipinti delle virtù previste ; ma il settimo, la Fortezza venne eseguito dal giovane Sandro Botticelli.

La scienza oggi ci conferma che l’acqua agisce come un recettore, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria); l’acqua agisce come trasmettitore, di frequenze delle onde memorizzate (informazione come diceva Tesla)
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed elettro-magnetiche dell’acqua sono state messe in evidenza da esperimenti di fisici italiani ed internazionali. Emilio dal Giudice condusse, insieme a Giuliano Preparata, le ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito della CQED (elettrodinamica quantistica coerente). Secondo questa teoria esistono domini di coerenza nell’Universo, in grado di allineare i campi elettromagnetici. Il SENSO DELLA BELLEZZA, l’Unione della conoscenza attraverso le ARTI .

La morte del capo di Hamas: triangolazioni di una guerra ibrida

Studio di Comunicazione e Relazioni Internazionali

Il 23 luglio Benjamin Netanyahu è andato a Washington dove ha parlato davanti al congresso americano. Dopo il ritiro di Biden, questa è’ stata la prima sfida per la vicepresidente Kamala Harris, in lizza per la corsa alla Casa Bianca. In passato la Harris è stata più volte criticata di non condividere come Israele ha condotto la sua guerra contro Hamas, alimentando il sospetto che se vincesse le elezioni potrebbe adottare una linea più dura nei confronti di Israele.  Al contempo, la Cina sta mantenendo buoni rapporti con lo Stato Ebraico, nonostante che da decenni sostenga la causa palestinese. La Cina insieme ai paesi del Medio Oriente, come i Sauditi, sono favorevoli a una soluzione a creare due stati.

Foto carta geografica fonte ISPI

Ma la vera notizia da coniugare è che nello stesso giorno che il presidente israeliano era a Washington, a Pechino si stava firmando un accordo di unità nazionale tra 14 fazioni palestinesi, tra le quali Fatah e Hamas. Accogliendo per la prima volta dall’inizio della guerra Russo/ Ucraina il ministro della guerra russo Dmytro Kuleba.

Foto fonte Formiche.net

Hamas e Fatah, sono i due principali partiti politici palestinesi ma sono sempre stati grandi nemici, in quanto Fatah è sempre stato molto moderato ed ha attaccato il comportamento di Hamas, fin dall’ inizio del conflitto scoppiato nel 2006, dopo il quale Hamas ha preso il controllo totale della Striscia di Gaza.

Per il governo israeliano, che ha fatto dell’eliminazione di Hamas uno se non il principale degli obiettivi dichiarati dell’offensiva a Gaza, l’accordo era stato dichiarato inaccettabile. Di recente il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha detto che Hamas porta sulle sue spalle “ la responsabilità legale, morale e politica“ di voler prolungare la guerra di Gaza. Gli occhi del il mondo, delle cancellerie internazionali sono tutti puntati sul confine tra Israele e Libano dove si teme l’innesco di un nuovo conflitto. Di recente il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha attaccato la moralità di Hamas.

Si ripete la “Nakba” ( catastrofe)

Oggi 31 luglio il capo di Hamas, Ismail Haniyeh è morto in seguito a un attacco missilistico a Teheran contro una delle sue tante residenze. Haniyeh viveva in Qatar, anche se la sua era una vita in continua fuga. Già nel 2023 Pechino aveva mediato un’intesa tra Iran e Arabia Saudita che aveva portato al ripristino delle relazioni. E ancora prima, nel dicembre 2022, il presidente Xi Jinping aveva co-presieduto a Riad in Arabia Saudita il consiglio di cooperazione tra Cina e paesi del Golfo, chiudendo svariate decine di accordi commerciali.

Ismail Haniyeh, leader del gruppo militante palestinese Hamas durante un incontro pubblico a Beirut

Due giorni fa, esattamente il 28 luglio, a Roma si sono riuniti i capi della Cia, del Mossad e dei servizi segreti dellEgitto e del Qatar. L’obiettivo è favorire la liberazione degli ostaggi, arrivare ad una tregua del conflitto, riuscire a dare lo stop alle armi e sopratutto ripristinare le condizioni minime di vita nella vita palestinese, sprofondata in questi dieci mesi in una brutale crisi umanitaria. Questo potrà avvenire solo con la completa disarticolazione di Hamas.

In foto il capo del Mossad David Barnea, il direttore della Cia William Burns, il premier del Qatar Mohammed Al-Thani e il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamal

Siamo arrivati al momento più caldo dell’escalation del conflitto Mediorientale?

Tra storia ed attualità la geopolitica del “perno” giapponese di Abe Shinzo, il “vento divino” nell’Indo-Pacifico . ( riassunto trasmissione del 16/07/2024)

Foto : ISPI

Per anni si è discusso di uno spostamento dell’asse mondiale dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico, per conferire un ruolo da protagonisti alle due potenze che si affacciano sul Pacifico, la Cina e gli Stati Uniti, ma anche l’Europa ha dovuto preoccuparsi degli interessi di Australia, dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud/est asiatico alla quale è legata l’area di libero scambio, alla quale appartengono: Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore e Thailandia, dopo il 1967 si sono aggiunti Brunei nel 1984, Vietnam nel 1995, Laos e Myanmar l’ex Birmania nel 1997 e la Cambogia nel 1999. Si affacciano sul Pacifico anche l’India che ha una posizione cruciale sullo stretto di Malacca e il Giappone. Per arginare e prevenire un eventuale guerra con la Cina si sta effettuando una strategia di contenimento dell’Indo Pacifico da parte occidentale. Tutto ciò comporta degli accordi, come quello siglato tra il Giappone e le Filippine l’8 luglio del 2024 con il nome di “ Accordo di reciproco accesso” il quale prevede lo scambio delle forze militari sui reciproci territori, le due nazioni hanno importanti controversie con la Cina, far cessare la guerra Russo-Ucraina e in ultimo riuscire mantenere un buon coordinamento della NATO con il QUAD che comprende anche l’ibrida e non sicura India, solo così si potrà garantire un futuro sereno.

Patto militare dell’8 luglio 2024 tra Giappone e Filippine

L’Indo Pacifico appare come un concetto “ moderno”, un’invenzione teorica e politica di uno spazio attribuito all’India e al Giappone , voluto e creato per resistere all’espansionismo della Cina. Non è corretto volerlo associare ad un’iniziativa degli Stati Uniti, esso racchiude in sé una storia molto più importante divenendo il vero perno del cambiamento geostrategico che sta ridisegnando la mappa dell’Asia. Il termine Indo-Pacifico attuale, è stato rei-introdotto in occasione di una visita del Primo Ministro giapponese, Abe Shinzo nel 2007, davanti al parlamento indiano. Abe Shinzo promosse un discorso intitolato “futatsu no umi no majiwari “ Convergenza dei Due Mari”, l’unione degli oceani Pacifico e indiano in un unico spazio geopolitico. l’Indo-Pacifico è un continuo che si estende dalla costa orientale dell’Africa fino alla West Coast statunitense, si rivela una immensa regione marittima che colloca al suo centro geografico il Sudest Asiatico. La scelta di Abe Shinzo di rivelare questa nuova teorizzazione dell’Asia-Pacifico nel suo discorso a New Delhi, non solo lo rese un visionario che già ben evidenziava la crescente rilevanza economico-strategica dell’India nella regione, ma anche un leader nipponico tra i più influenti del dopoguerra, forse per questo motivo fu assassinato l’8 luglio del 2022.

Foto: Limes

1. Discorso del Primo ministro Abe Shinzo, dal titolo, “Confluence of the Two Seas”, pronunciato davanti al Parlamento della Repubblica di India, 22 agosto 2007, disponibile online al link https://www.mofa.go.jp/region/asia-paci/pmv0708/speech-2.html.

Primo Ministro giapponese Abe Shinzo, foto ministero del Giappone

L’indo -Pacifico ha sulle spalle una storia che si interseca in epoche passate addirittura con Il nipote di Genghiz khan, Kublai , il quale decise di attaccare il Giappone con mille navi che partirono dalla Corea, ma un furioso uragano disperse e distrusse la flotta. Per i giapponesi l’uragano divenne il “vento divino”. I cinesi per secoli non riuscirono più a creare una grande flotta, rimanendo esterni al dominio del mare. Solo verso la fine della II Guerra Mondiale, i giapponesi che stavano per essere invasi dal mare usarono i piloti suicidi i “ kamikaze’ che in giapponese significa “ Vento Divino”.

Una mappa del 1904, tratta dal testo di Mackinder The Geographical Pivot of History.

Numerose potenze europee colonizzarono ampi territori in Asia e nell’Oceano Pacifico, l’Asia era percepita come uno spazio che si estendeva dal bacino dell’Oceano Indiano al Sudest Asiatico comprendendo: Cina, Corea e Giappone. Le rotte commerciali Britanniche della Compagnia delle Indie collegavano Singapore, Cina e Australia all’Africa e a Suez. La Royal Navy per mare e l’esercito inglese in India garantirono in breve la sicurezza e la regolarità dei commerci tanto che non esisteva una nazione asiatica che da sola si opponesse all’egemonia occidentale.

Nel 1924, il primo ad estendere il termine delle scienze marine e coniugare l’oceanografia alla geopolitica fu il geografo tedesco Karl Haushofer, ms solo durante il periodo della seconda guerra mondiale gli alleati denominarono , quale teatro di guerra contro l’Impero giapponese, il “bacino dell’ “Indo-Pacifico”, rendendo evidente l’influenza del pensiero di Haushofer.

La lezione di Haushofer tratta dal suo libro il “Blocco Continentale “ pubblicato dall’autore nel 1941

Haushofer fu allievo di Arturo Schopenhauer dal quale riprese alcuni elementi della filosofia di Platone, del romanticismo e della criticità di Kant, riuscendo a fonderli con le dottrine orientali del buddhismo e dell’induismo. Haushofer si ritrovò molto vicino alle politiche giapponesi, comprendendo il bisogno della terra della Manciuria per sviluppare le aree agricole e la necessità di avere il controllo delle coste cinesi in modo da estendere il commercio del petrolio, materia prima essenziale per lo sviluppo dell’industria nipponica. Nel suo libro del 1913 “ Dai Nihon” il Grande Giappone già intraprese la teorizzazione di una geografia difensiva, un pensiero politico che si era formato attraverso l’opera del generale e geo -politologo del Regno Unito Halford Mackinder padre della teoria di Heartland “ Terra-Cuore” , un’area geografica il cui controllo avrebbe consentito di dominare l’intero mondo. La teoria venne presentata il 25 gennaio 1904 alla Royal Geographical Society con il titolo: “il perno geografico della storia”.


l’Heartland, che spazia dal fiume Volga allo Yangtze e dall’Himalaya all’Artico. È la zona “pivot”, il centro del mondo intero, il generatore globale della storia. Nel 1919 nel suo libro scrisse i tre punti;
Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland
Chi controlla l’Heartland comanda la World-Island
Chi controlla la World-Island comanda il Mondo

Per Haushofer le potenze marittime quali la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti avevano costruito una sorta di “anello” per soffocare le potenze continentali; l’unica potenza che si era allontanata dal sistema era il Giappone che cercava di rafforzare la propria posizione sia a livello marittimo nel Pacifico, e quale potenza continentale estendendo il proprio controllo sul territorio cinese. L’unico modo per liberarsi da quest’anello è la creazione di “un’alleanza di difesa dalla pressione” da parte di Turchia, Russia, Afghanistan e India. L’inizio della Guerra Fredda creò la mappa moderna dell’Indo-Pacifico, ma la visione concretizzata e delineata la possiamo attribuire al leader Giapponese Abe -Shinzo nel 2007, ripresa nel 2011 dall’amministrazione di Obama con Hilary Clinton che crea “pivot to Asia.”

Barack Obama/Hilary Clinton “ Pivot to Asia 2011”

.E’ stata l’ascesa dell’India e della Cina, quali potenze economiche in un’area attraversata dalle più importanti rotte commerciali marittime al mondo, a creare i rapporti politici commerciali tra il nord-est asiatico e l’Asia del sud, sostituendo su scala geo strategica l’oceano Atlantico quale corridoio commerciale del XXI secolo.

Più del 30% del commercio marittimo globale, passa per lo Stretto di Malacca, nel cuore dell’Indo-Pacifico. 

Fonte: Foto Limes geopolitica

Lo Stretto di Malacca, nel Mar Cinese Meridionale, rappresenta virtualmente il punto di congiunzione tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, attraverso il quale transita più del 90 % delle risorse energetiche quali il petrolio che, dal Medioriente si dirige principalmente verso la Cina, il Giappone la Corea del sud e i paesi dell’Unione Europea. Nonostante che la riconfigurazione geopolitica dell’Asia nell’ “Indo-Pacifico” sia concettualmente e giustamente attribuita al Giappone, il termine è stato inizialmente introdotto nei discorsi politici nel 2010 dall’allora Segretaria di Stato Hillary Clinton, per poi essere incorporato nel White Defence Paper australiano nel 2013, nella politica estera giapponese e americana rispettivamente nel 2016 e 2017, nell’approccio regionale dell’ASEAN nel 2018, e dai paesi europei, Francia, Germania e Paesi Bassi, tra il 2018 e il 2020. Il 15 settembre del 2021 si formò’ l’Aukus il patto trilaterale tra Regno Unito, Australia e America che nell’aprile del 2024 ha aperto le sue porte al Giappone rendendolo nuovamente parte attiva e geostrategica dell’Indo -Pacifico.

Foto fonte Ministero del Giappone

Ed ecco che tutto “ circolarmente” ritorna, archiviati i dissapori giapponesi con la Corea del Sud, il paese nipponico è pronto per tornare al centro della scena. Dopo decenni passati in sordina, Tokyo ha la grande occasione per diventare, uno dei due perni fondamentali dell’Indo Pacifico a trazione statunitense insieme alla Corea del Sud