Il figlio di un Italiano che creò il sistema finanziario Americano …… (aprile 2019)
Gli inglesi sono coscienziosi, ma troppo impegnati negli affari, i francesi sono intelligenti, ma vanitosi e sciovinisti, i tedeschi sono dotti, ma vivono in un contesto infelice.
Gli italiani non sono sopraffatti da interessi materiali, non sono vanitosi e vivono in un paesaggio straordinario eppure sono spesso ignoranti, distratti e sovente inconsapevoli dei tesori di cui sono circondati: per questo vengono bersagliati e invidiati dalle critiche degli stranieri. “
Questo pensiero lo scriveva Violet Page, nel suo più famoso libro “Genius Loci”.
Violet, era una scrittrice americana di fine ottocento, trasferitasi a Firenze, facente parte di quella società anglobecera così ben radicata in città.
Giornalista e donna emancipata che nonostante l’aria di libertà che da secoli si respirava in Firenze, dovette inventarsi lo pseudonimo maschile di Vernon Lee per essere pubblicata.
In questi momenti così difficili che stiamo vivendo, le sue parole ci sono di conforto, perché la bellezza è indispensabile alla civiltà, un’opinione pubblica, povera di “cultura estetica”, non può comprendere né sostenere il genio che la natura continua a produrre nella sua innovazione.
Gli eventi delle ultime settimane hanno messo a dura prova le persone, e purtroppo ci raccontano di Italiani che non sono mai grati verso i migliori. Praticamente assistiamo alla rivelazione e disgregazione che il male fa più notizia del bene. Abbiamo imparato a procrastinare così bene, che in poche parole, ci auto-sabotiamo nel raggiungimento di obiettivi, aspirazioni e desideri, dato che si è , per forza di cose, ridotta la produttività personale e la conseguente capacità di affrontare le sfide della vita.
Dobbiamo divenire dei cercatori di luoghi dimenticati, dobbiamo prendere spunto dalla memoria per ampliare e creare nuovi semi, innovazioni che diano modo ad un’idea di trovare spazio nel nostro tempo.
Se una società americana mancante di radici e background si insediava a Firenze, una società piena di sogni e di desiderio di migliorarsi, lasciava la terra italiana per cercare e trovare il proprio “Genius Loci”.
Non esiste il caso né la coincidenza; forse in alcuni momenti della vita, camminiamo verso luoghi che ci aspettano da sempre.
Fu così per la famiglia ligure Giannini, che vide nelle terre fertili della California la possibilità di dare una nuova vita, una nuova dignità alla propria famiglia. Era il sogno americano, quello della volontà, della fatica, della possibilità di gettare nuovi semi per creare i propri sogni.
Purtroppo dopo pochi anni che il capostipite aveva avviato una piccola fattoria nelle fertili terre di San Francisco, fu ucciso da un suo bracciante, durante una litigata per un misero dollaro.
Questo non solo non sarà mai scordato dal figlio, Amadeo Peter Giannini, ma sarà la leva, il motore della formazione di una parte dell’economia bancaria americana.
Parlare di una famiglia italiana immigrata in America e di economia americana, all’apparenza sembra un concetto presuntuoso.
Forse potrebbe far venire l’orticaria a molti paesi che non ci amano, ma forse si smetterebbe anche di guardare l’Italia solo come un paese che esporta la mafia e i romanzi criminali.
Siamo una nazione che è sempre riuscita con genio, estro e capacità a dare il proprio contributo a tutto il mondo.
Era l’inizio del XX secolo, Amadeo Peter Giannini aveva studiato economia a San Francisco, proprio durante il periodo nel quale c’era tutto da costruire. Amadeo ebbe l’idea di aprire una piccola banca, per fornire i servizi ai lavoratori ed agli operai della zona, ma soprattutto a quelli di nazionalità Italiana, nel quartiere North Beach di San Francisco, ai quali veniva spesso negato l’accesso al credito; il nome fu Bank of Italy. Il 18 aprile del 1906, San Francisco fu distrutta da un terremoto che uccise tremila persone, e ben 300.000 su un totale di 400.000 abitanti, persero completamente tutto nella distruzione delle loro case.
Dove c’è distruzione c’è anche economia, ma c’è sempre un libero arbitrio di come l’essere umano vuole operare
Molte furono le banche che lucrarono sulla grande catastrofe, la loro riserva di oro gli permetteva azioni spregiudicate, ma anche accompagnate da solidi certezze grazie alla ricca clientela che voleva ricostruire le proprie abitazioni.
Amadeo Giannini era diverso, la sua clientela era formata da artigiani e piccoli commercianti di origine italiana, ai quali nessuna banca voleva fare credito.
Fu così che gli venne l’idea di andare al porto di San Francisco, prendere un tavolo e metterlo nel mezzo di una folla di persone disperate, che avevano raggiunto quelle terre lontane per costruire un nuovo sogno di dignità.
Il tavolo fu messo ben in evidenza con un cartello ; “ “Banca di Italia aperto ai clienti”, offrendo soldi per la ricostruzione.
Il coraggio, l’empatia, e non solo la fortuna aiutano gli audaci.
Il vero motore della banca fu la fiducia di Giannini nel suo popolo di nascita, nel sudore e nel lavoro della gente semplice, la fiducia in quel sogno americano che lo aveva accolto, insegnandogli il dinamismo dell’economia americana.
La città di San Francisco fu in gran parte finanziata e ricostruita attraverso i suoi sportelli. La Banca d’Italia Americana divenne dal 1916 in poi, famosa in tutta la California per i finanziamenti ai piccoli agricoltori, in gran parte italiani.
Era il suo tributo per onorare quel padre perso prematuramente a causa di un dollaro.
Come reagirono i banchieri americani “all’intrusione” di quell’italiano? Non tutti i finanzieri vedevano di buon occhio l’espansione della Banca Italia e del suo dinamismo a favore della gente più umile.
Agli inizi degli anni venti, La banca si ingrandì e divenne Banca d’America e d’Italia, rimanendo la succursale della madre Banca d’Italia fondata quindici anni prima.
Giannini era chiamato il banchiere degli umili, ma a tutti gli effetti era divenuto il banchiere di tutti.
Per continuare a crescere in previsione di mercati a volte incerti, nel 1928 strinse una alleanza con Orra Eugene Monnette, presidente della Banca di America di Los Angeles, creando una fusione tra i propri istituti finanziari e dando vita al più grosso gruppo bancario di tutta la California.
Con il grande crack del 1929 le banche smisero di erogare soldi, e qui subentrò il coraggio, l’innovazione, e il talento di saper essere dei visionari.
Se le banche smettevano di prestare soldi per ricostruire e immettere nuove idee, questa era l’occasione per comportarsi in modo diverso da loro.
Operare finanziariamente, rimanendo dalla parte di chi desiderava costruire nuove occasioni, per divenire reale sostegno.
Amadeo Giannini aveva sempre privilegiato gli italiani, e un giorno gli si presentò un ingegnere che con la grande depressione era rimasto disoccupato. Un ingegnere atipico, in quanto la sua laurea non corrispondeva ai suoi sogni lavorativi, la sua visione era proiettata sul futuro, sul cinema.
Creare storie per tutti, attraverso le immagini riprodotte su un grande schermo, si poteva dare vita e condivisione alla tragedia che il mondo stava vivendo.
Praticamente l’antesignano del digitale. L’ingegnere era l’Italo Americano Frank Capra, che insieme a Charlie Chaplin sognavano di raccontare la grande depressione vista attraverso gli occhi di un bambino.
Erano convinti che solo così poteva essere raccontata la verità di una tragedia senza percepire l’essenza della crudeltà di essa.
Il film era il “Monello”, capolavoro della cinematografia di tutti i secoli.
Lo stesso concetto, anni dopo, grazie nuovamente ad un italiano, è stato raccontato nella grande poesia della “Vita è bella di Benigni” il quale si è meritato l’Oscar.
Furono anni di grande strategia oculata, la cinematografia ebbe un grande risultato di rendita economica, la scoperta e i finanziamenti a Walt Disney si rivelarono un successo, e la sua risorsa di essere un vero visionario, un innovatore e non un semplice ricco banchiere, lo fece divenire il “Genius Loci”. Riuscì a creare l’industria californiana del vino, finanziando e creando con la sua banca la “Napa Valley”, quella che ancora oggi è considerata una delle migliori regioni vinicole al mondo. Un’espansione terriera che ha influenzato la storia e la cultura gastronomica americana, divenendo una delle mete turistiche più amate della California.
Quindi non un banchiere, ma un grande innovatore, colui che investe dei soldi per creare cultura e migliorare la società.
Ma anche visionario e sostenitore di grandi progetti edili fino a quel momento considerati irrealizzabili, quale il Golden Gate.
L’ing. Joseph Strauss, l’architetto Irving Morrow, l’ingegnere Charles Alton Ellis e il progettista di ponti Leon Moisseiff, si presentarono ad Amadeo Giannini con un progetto “rivoluzionario” per i tempi. Avevano progettato di costruire un ponte che unisse le due estremità della baia di San Francisco, con una tecnica nuova, che non implicava la muratura.
Il Segretario della Difesa aveva concesso i terreni, ma nessuna banca voleva accollarsi il finanziamento.
Fu Amadeo Giannini a credere in quei giovani ingegneri, finanziando l’impresa senza interessi.
Quale poteva essere la condizione per la quale una banca non applicava gli interessi? L’aiuto lavorativo alle persone più deboli.
Amadeo Giannini rinunciò ai propri interessi imponendo che il lavoro fosse dato a coloro ai quali aveva già prestato dei soldi.
Giannini stava creando lavoro, garantendo la restituzione del finanziamento del capitale senza la necessità di imporre tassi di interesse.
San Francisco ebbe il suo Golden Gate Bridge, ancora oggi considerato uno dei più notevoli esempi di ingegneria applicata alla costruzione di ponti.
Le scelte di Giannini furono oculate e visionarie, la sua economia non era basata sul possedere solide radici da custodire e contare, bensì sul creare e finanziare nuovi semi da spargere per un mondo innovativo e migliore.
Quel mondo nel quale aveva creduto suo padre, un italiano che aveva cercato in America la propria dignità famigliare, e che per un dollaro fu ucciso.
La Banca di America, alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, aveva superato per entità di depositi la First National City Bank, e la Chase Manhattan Bank, divenendo la banca più importante del mondo.
Amadeo Giannini, durante, e subito dopo il conflitto, insieme al figlio Mario, fu in prima linea per gli aiuti all’Italia.
Stringendo un accordo con Arthur Schlesinger, responsabile della gestione del Piano Marshall, riuscendo il più possibile ad accelerare gli aiuti. Giannini fu definito un “Costruttore e un Titano” sulla copertina della rivista Time, per le sue grandi idee, la sua lungimiranza, e il senso di appartenenza alla nazione dalla quale proveniva.
Il Computer altro non è che un cervello elettronico, ma sempre un cervello, il quale contiene una memoria storica costituita anche da personaggi a volte poco conosciuti.
Quella parte di storia potrà ricordare che il figlio di un umile immigrato italiano, non solo non ha esportato il modello del Padrino, e delle mafie che così tanto amano raccontare di noi alcuni “maligni”, ma ha creato e solidificato il sistema Bancario Americano divenendone il più potente amministratore.
L’ articolo su Peter Amedeo Giannini di Elena Tempestini è stato pubblicato nell’aprile del 2019
su ‘Governo delle Idee’

Amadeo P. Giannini, il titano del XX secolo
di Milena Gabanelli
Pubblicato sul ‘Corriere della Sera’
del 18 luglio 2022 a pag. 23
https://www.corriere.it/digital-edition/CS_ND/2022/07/18/10771755.shtml

Il video e stato pubblicato da Elena Tempestini
sul proprio canale ‘YouTube’ il 7 aprile 2020



