“La necessità di una sempre maggiore e migliore Comunicazione” di Riccardo Rescio

Oggi la comunicazione è veloce, dinamica, con molti competitor estremamente abili.
Vince chi meglio comunica e più coinvolge la potenziale utenza attraverso offerte attrattive, accattivanti, convincenti, che parlino il linguaggio del momento, con gli strumenti del momento.
Comunicare bene e in modo performante, è come scalare una montagna dove la vetta si raggiunge con il supporto di portatori esperti e forti.
Gli sherpa informatici, sono i buoni conoscitori dei percorsi, delle strategie di ascensione e delle diverse azioni necessarie da mettere in campo, diventando sempre più elementi essenziali e inalienabili nel web, quanto lo sono in una spedizione.
La vetta della montagna è la soglia di attenzione che bisogna raggiungere, solo quando si sarà in cima si potrà ottenere la massima visibilità del messaggio che si intende comunicare.
Una azione comunicativa che dovrà essere continuamente e costantemente mantenuta nel tempo.
Come le attrezzature, fatte da corde, chiodi moschettoni, costituiscono l’insieme degli strumenti necessari ed indispensabili per la scalata, così i motori di ricerca sono nel loro complesso le attrezzature informatiche necessarie al raggiungimento della visibilità cercata.
Come gli sherpa utilizzano le attrezzature e supportano gli scalatori per raggiungere la meta, così gli esperti di comunicazione e web marketing supportano gli scalatori di visibilità a raggiungere gli obiettivi attraverso la presenza sulle maggiori piattaforme web.
“Et Press” comunica con post , storytelling, articoli, immagini, video e foto video, la contemporaneità di momenti ed eventi, realizzando coinvolgenti percorsi di fidelizzazione, reiterando messaggi sempre nuovi e diversi nella presentazione.

Riccardo Rescio – Firenze 21 marzo 2022

I&f RotoWeb Illustrato marzo 2022 https://italiaefriends.wordpress.com/2022/03/01/if-rotoweb-illustrato-marzo-2022/?preview=true

“Et Press” Interconnessioni Comunicative

Et Press Comunicazione


Etpress Comunicazione è una piattaforma che interagisce in tempo reale tra Arte, Cultura, Sport, Tecnologia, Territori e Attualità.
Il tempo è quella illusione che non si misura in ore e minuti, ma si percepisce nelle trasformazioni.
Anche l’Italia, che è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato di Arte, in un territorio fra i più amati e ambiti al mondo, ha necessità e bisogno che il suo modo di comunicare tutto il bello e il che ha, si trasformi.
Sta a noi che abbiamo l’opportunità di viverci, scoprire, apprezzare, amore e soprattutto comunicare tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
Et Press Comunicazione lo fa utilizzando il web.
Scoprite http://www.etpress.it un nuovo modo di comunicare.

“Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022” di Riccardo Rescio

I&f RotoWeb Illustrato marzo 2022
Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022″
Domenica 20 Marzo 2022
alla Fortezza da Basso di Firenze l’evento “Chianti Lovers & Rosso Morellino – Anteprima 2022”
Un trionfo di etichette, orgoglio dell’enologia Toscana.

#tuttoilbelloeilbuonochece #etpress #comunichiamoalmondolitalia
Chianti.it  –  morellino.it
Etpress Comunication www etpress.it
Elisabetta Failla Elena Tempestini
Giorgio Anselmi  Consorzio Vino Chianti
Consorzio Tutela Morellino di Scansano

“Il Vino Stra-Rock di Gianna Nannini” di Elisabetta Failla

In molti forse ignorano che la rockstar senese produce vino a Certosa di Belriguardo, l’azienda agricola di famiglia che ha rilevato nel 2006 con 75 ettari di cui 8 coltivati a vigneto nel cuore del Chianti dei Colli Senesi. In questo luogo, a pochi chilometri da Siena, Gianna Nannini ha passato la sua infanzia, ha composto le prime canzoni, e ha conosciuto fin da bambina l’affascinante mondo del vino. “Fin da bambina partecipavo al rituale della vendemmia – ha raccontato –  che avveniva con i canti, si pestava il vino a piedi nudi; io le prime canzoni le scrivevo scappando con il motorino in mezzo alle zolle”. Quando ha rilevato l’azienda di famiglia si è rivolta ad uno dei massimi esperti, Renzo Cotarella, per produrre “un vino che fosse meglio del Tignanello”.  E ieri sera, in occasione dell’evento inaugurale delle Anteprime 2022 nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, ha presentato il nuovo rosso prodotto con Sangiovese. Un vitigno che la cantante ama perché è “stra-rock’: genera emozioni e vibrazioni a non finire, ma è sempre il frutto del lavoro di un gruppo e di una band. Mai di un solo solista”. 

Elisabetta Failla Giornalista – Firenze 20 marzo 2022

“Solare ed energica, sorridente e determinata” di Tiziana Leopizzi

Solare ed energica, sorridente e determinata, curiosa, lungimirante, colta, generosa, disponibile e organizzata al millimetro. Stiamo parlando di Alba Cappellieri di cui qui riporto alcune riflessioni: “Non mi godo i risultati, lo stop forzato mi ha insegnato a riflettere sulle scelte innocue della vita non é sufficiente la vocazione” e ancora “non riesco a smettere di conoscere” . “Fare il professore non è un lavoro lo farei comunque perché è una di ragione di vita”. Professore ordinario al Politecnico di Milano, cattedra di Design del Gioiello e Accessori Moda, Direttore del Master internazionale in Design degli Accessori di Moda, del Master in Brand and Product Management presso Milano Fashion Institute, presidente di Milano Fashion Institute, scrittrice, curatore di moda internazionale in Design degli Accessori di Moda, del Master in Brand and Product Management presso Milano Fashion Institute, presidente di Milano Fashion Institute, scrittrice, curatore di mostre, tra i suoi committenti Van Cleef & Arpels, direttore e fondatore del Museo del gioiello di Vicenza. La provenienza dalla Federico II si sente… La Prof. Cappellieri sa trasmettere il suo sapere in modo modo semplice e coinvolgente, un dono che appartiene a chi possiede una cultura vera, profonda.
Le sue lezioni aprono ad un mondo di altissima professionalità, fatto di competenza e di rispetto e per questo è adorata dai suoi studenti così come l’adorano i suoi colleghi. E il Mondo è la sua casa ormai, chiamata ovunque com’é a tenere conferenze e master. Figura bellissima sotto ogni punto di vista e con una famiglia meravigliosa completa di cani e gatti di cui uno va in deliquio per il profumo dei fiori, è grande amica di ARTOUROilMUST a cui partecipato diverse volte con il Politecnico di Milano, è Artour-o d’Argento il riconoscimento destinato a chi ha fatto della bellezza sistema di vita e di lavoro.
Tante le sfaccettature della sua brillante personalità, tra cui spiccano la sua insaziabile curiosità, la passione per l’insegnamento il suo habitus mentale, e per i suoi studenti che sono la sua linfa. Lieti di conoscerla Prof!

Tiziana Leopizzi Architetto Firenze 19 marzo 2022

“Tornabuoni Art ritorno alle origini” di Riccardo Rescio

Venerdì 18 marzo 2022, Tornabuoni Arte – Arte Antica, ha presentato alla stampa la nuova collezione di ‘Dipinti e Arredi Antichi 2022’, esponendo una selezione delle opere più significative del catalogo.
Un ritorno alle origini, Casamonti torna nella sua prima Galleria, in via Tornabuoni, 5 a Firenze.
aperta negli stessi spazi dove nel 1981 è nata tutta la storia della Tornabuoni Arte.
#tuttoilbelloeilbuonochece #etpress #comunichiamoalmondolitalia @davis & Co.

Musica : https://youtu.be/Pczm_JmAILo

“Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’Ordine dei Templari” di Elena Tempestini

Giovanni Boccaccio, Giovanni Villani, Chellino Boccaccio ( padre di Giovanni che assistette al rogo a Parigi) e la Biblioteca del Vaticano…. Oggi 18 marzo è l’anniversario della morte di Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’Ordine dei Templari. Giovanni Villani che fu uno dei più grandi storici e cronisti della storia quotidiana dei tempi medioevali, nella sua Nova Cronica (Libro IX, cap. XCII), scritta tra il 1322 e il 1348, quindi molto vicina ai fatti che ripropone, afferma senza mezzi termini “…“È nota che la notte appresso che’l detto maestro e’l compagno furono martorizzati, per frati e altri religiosi le loro corpora e ossa come reliquie sante furono ricolte, e portate via in sacri luoghi” Nel nel 1363-64, Giovanni Boccaccio dedicò un intero capitolo del suo trattato moralizzatore De casibus virorum illustrium alla figura di De Molay esaltandone i valori umani e trascrivendo il famoso resoconto di Chellino Boccaccio, suo padre, testimone oculare del tragico evento.Tracce di un passato dimenticato stanno lentamente riemergendo dagli abissi della storia, e non è mai facile per chi con curiosità legge e studia, seguire un percorso che non porti a smarrirsi in strane selve oscure.
Dopo oltre sette secoli, l’Ordine dei Cavalieri Templari non ha smesso di affascinare ed ammaliare schiere di curiosi e studiosi in tutto il mondo.
Sono ancora molte le domande senza risposta che riguardano questo ordine cavalleresco, enigmi che hanno percorso il tempo senza trovare una chiarificazione definitiva. Durante le mie ricerche sul sistema bancario medievale studiato da Raymond de Roover, mi sono imbattuta nel fallimento della “Gran Tavola”, e in Filippo il Bello, con curiosità ancora una volta non tutto nella mia mente quadrava, i racconti sui Templari, le cronache, le leggende ….ma quando sono resoconti bancari, che si parli di medioevo o di tempi odierni tutto si complica davanti alla parola verità. Filippo il bello vide la possibilità di accrescere la propria sete di denaro e potere, grazie ad essere creditore dei Bonsignori, i (banchieri senesi) e questo gli aprì il debole spiraglio che permise alla corte francese di arrogarsi il diritto di spostare la sede papale ad Avignone. Papa Clemente V, grazie a un credito mai rimborsato di Papa Niccolò IV, si “concesse” l’arma della scomunica contro Siena, nonostante Bonifacio VIII avesse espressamente vietato la scomunica come arma di ricatto per il recupero creditizio. Con la sede papale ad Avignone, Filippo creò numerosi cardinali francesi e consentì alla soppressione dei Templari per impadronirsi delle immense ricchezze dell’ordine e liberarsi nel contempo, del suo principale creditore. Il Papa non voleva la sua morte. La Pergamena di Chinon è un documento medievale scoperto nel settembre 2001 da Barbara Frale, una paleografa italiana presso l’Archivio Segreto Vaticano, il quale dimostra che nel 1308 Papa Clemente V concesse l’assoluzione sacramentale al Gran Maestro Jacques de Molay nonché i restanti maggiorenti dei Cavalieri templari, trascinati in un processo organizzato dal re di Francia Filippo IV il Bello servendosi dell’inquisizione medievale. Il Papa tolse loro ogni scomunica e censura riammettendoli nella comunione della Chiesa cattolica. La pergamena è datata Chinon, 17-20 agosto 1308 e fu redatta su ordine di Berengario, cardinale prete di San Nereo ed Achille, Stefano, cardinale prete di San Ciriaco in Thermis, e Landolfo, cardinale diacono di Sant’Angelo in Pescheria; il Vaticano custodisce la copia originale e autentica degli atti di quella inchiesta, con segnatura archivistica Archivum Arcis Armarium D 217, mentre una seconda copia è autenticata e conservata.

Elena Tempestini Giornalista

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10223253959950236&id=1021326961&sfnsn=scwspmo

‘Donatello, il Rinascimento’, la mostra che celebra il ‘Maestro dei maestri’ e simbolo del Rinascimento di Elisabetta Failla

Tre anni dopo la mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo” la Fondazione Palazzo Strozzi e i Musei del Bargello presentano, dal 19 marzo prossimo, Donatello, il Rinascimento, una mostra che ricostruisce lo straordinario percorso di colui che viene definito il “Maestro dei Maestri” anche per la sua grandiosa capacità di realizzare la sua arte utilizzando materiali diversi come marmo, bronzo, terracotta, legno, cartapesta e ceramiche, uniti tutti spesso in opere polimateriche, raggiungendo straordinari effetti espressivi e rivoluzionando l’idea stessa di scultura.
Grazie alle 130 opere esposte e ai 50 grandi artisti presenti oltre a Donatello siamo di fronte a quella Grande Bellezza che da sollievo alll’anima. La comparazione delle opere ci fa pensare a che periodo straordinario sia stato il Rinascimento che vide artisti come Donatello, Brunelleschi e Masaccio inventare un nuovo linguaggio artistico basato sulla prospettiva ma anche delicato e poetico.
Così è impossibile non rimanere abbagliati nella sala di apertura della mostra di Palazzo Strozzi, curata da Francesco Caglioti, dal meraviglioso confronto fra due Crocifissi in legno, quello di Brunelleschi per Santa Maria Novella e quello di Donatello per Santa Croce, detto il ‘Cristo contadino’.

Elisabetta Failla Giornalista

Padova Urbs Picta – Giotto, la Cappella degli Scrovegni e i cicli pittorici del Trecento | Unesco Italia

https://www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/1182

Dante attesta il primato raggiunto da Giotto nel campo della Pittura nel Canto XI del Purgatorio (vv. 73-108) e Giotto, o chi per lui della sua scuola, effigia Dante, post mortem, in un celebre affresco del Bargello, in Firenze. Dante fa visita a Giotto nella Cappella degli Scrovegni. L’Imolese Pietro d’Abano (Abano, 1250-1316) nelle sue parole così descrive:“Accadde una volta che mentre Giotto, ancora abbastanza giovane, dipingeva a Padova una cappella nel luogo dove un tempo c’era l’anfiteatro, o arena, giunse anche Dante da quelle parti e Giotto lo accolse con grandi onori e lo ospitò a casa sua. Qui Dante, vedendo che i suoi molti bambini erano davvero brutti e, per dirla in breve, somigliantissimi al padre, gli chiese: “Egregio maestro, mi domando stupito perché voi, che non avete uguali nell’arte del dipingere, facciate tanto belle le figure degli altri e cosí brutte, invece, le vostre”. Al che Giotto, ridendo, rispose prontamente: “Perché dipingo di giorno, ma plasmo di notte”. La risposta piacque estremamente a Dante, non perché fosse nuova, visto che si trova nei Saturnali di Macrobio (suddivisa in 7 libri dedicati al figlio Eustachio) ma perché prende lo spunto soprattutto dall’arte poetica e retorica di Virgilio, considerato maestro di ogni sapere umano. La “battuta” piacque a Dante in quanto nata dall’ingegno dell’uomo. Dante e Giotto appartenevano ad un medesimo circolo ristretto di intellettuali, i Fedeli d’Amore.
In quest’ottica è significativo pure l’attributo di «maestro» riconosciuto a Giotto, perché sappiamo benissimo che con tale titolo il pittore potrà firmarsi soltanto dal 1327, quando gli fu concesso di iscriversi in Firenze (primo in assoluto nella sua categoria) alla stessa corporazione cui appartenne l’Alighieri, quella dei Medici e degli Speziali. Con tale titolo, infatti, l’artista si firmò nelle opere successive a quella data, ma mai in precedenza. Dante e Giotto si pongono alla base di una rifondazione dell’Arte tale da innalzare nuovamente l’Uomo alle stelle, che non è facile retorica, ma espressione di un preciso ed oggettivo indirizzo neoplatonico. ( tratto da Dante e Michelangelo, testo Elena Tempestini) Giovanni Bernabei

Dante attesta il primato raggiunto da Giotto nel campo della Pittura nel Canto XI del Purgatorio (vv. 73-108) e Giotto, o chi per lui della sua scuola, effigia Dante, post mortem, in un celebre affresco del Bargello, in Firenze. Dante fa visita a Giotto nella Cappella degli Scrovegni. L’Imolese Pietro d’Abano (Abano, 1250-1316) nelle sue parole così descrive: “Accadde una volta che mentre Giotto, ancora abbastanza giovane, dipingeva a Padova una cappella nel luogo dove un tempo c’era l’anfiteatro, o arena, giunse anche Dante da quelle parti e Giotto lo accolse con grandi onori e lo ospitò a casa sua. Qui Dante, vedendo che i suoi molti bambini erano davvero brutti e, per dirla in breve, somigliantissimi al padre, gli chiese: “Egregio maestro, mi domando stupito perché voi, che non avete uguali nell’arte del dipingere, facciate tanto belle le figure degli altri e cosí brutte, invece, le vostre”. Al che Giotto, ridendo, rispose prontamente: “Perché dipingo di giorno, ma plasmo di notte”. La risposta piacque estremamente a Dante, non perché fosse nuova, visto che si trova nei Saturnali di Macrobio (suddivisa in 7 libri dedicati al figlio Eustachio) ma perché prende lo spunto soprattutto dall’arte poetica e retorica di Virgilio, considerato maestro di ogni sapere umano. La “battuta” piacque a Dante in quanto nata dall’ingegno dell’uomo. Dante e Giotto appartenevano ad un medesimo circolo ristretto di intellettuali, i Fedeli d’Amore.
In quest’ottica è significativo pure l’attributo di «maestro» riconosciuto a Giotto, perché sappiamo benissimo che con tale titolo il pittore potrà firmarsi soltanto dal 1327, quando gli fu concesso di iscriversi in Firenze (primo in assoluto nella sua categoria) alla stessa corporazione cui appartenne l’Alighieri, quella dei Medici e degli Speziali. Con tale titolo, infatti, l’artista si firmò nelle opere successive a quella data, ma mai in precedenza. Dante e Giotto si pongono alla base di una rifondazione dell’Arte tale da innalzare nuovamente l’Uomo alle stelle, che non è facile retorica, ma espressione di un preciso ed oggettivo indirizzo neoplatonico. ( tratto da Dante e Michelangelo, testo Elena Tempestini) Giovanni Bernabei

“Un vincitore nella vita è un sognatore che non si arrende” di Elena Tempestini

Quando le storie belle si intrecciano con lo sport, perché un “vincitore” nella vita è un sognatore che non si arrende. ACI Firenze:
Nel video, c’è tutta la Solidarietà concreta di un grande gesto al servizio della comunità Ucraina. Questo ha fatto Angelo Amodeo, titolare della Checcucci srl Centro Delegato ACI GLOBAL
di Calenzano Firenze. Punto storico di riferimento, per l’assistenza automobilistica dei soci ACI dell’Automobile Club di Firenze. Sono passati cento anni da quando il Presidente fiorentino dell’Automobile Club, il Marchese Ginori Lisci, ebbe l’idea nel 1911 di creare e mettere a disposizione un mezzo di soccorso automobilistico, l’auto -lettiga, il carro -automobile divenuta poi autoambulanza
E sempre con ACI, ACI Global Firenze, nella persona di Angelo Amodeo , che si sono abbattute le distanze tra nazioni. È riuscito ad allungare la sua mano di aiuto al popolo Ucraino, e a tutti i medici e i volontari che si trovano sul territorio di guerra. Ha portato soccorso come è abituato a fare, con dei mezzi mobili. Ha comprato e regalato due autoambulanze nuove ed accessoriate per tutti i servizi di soccorso. A bordo delle vetture sono state caricate beni primari donati dalla Misericordia di Calenzano. Grazie Angelo Amodeo per questo segno di formidabile generosità e unione.
Lo sport ha eccelso nella Premiazione in Palazzo Vecchio dei piloti soci dell’Automobile Club Firenze che si sono distinti nella stagione agonistica 2022 con auto moderne e storiche. A tutti è stato consegnato il prestigioso Giglio da Corsa dall’assessore allo sport del Comune Cosimo GuccioneGuccione, con la presenza del Governatore della Toscana Eugenio Giani. Premi d’onore e di merito ad alcune eccellenze fiorentine che hanno primeggiato anche a livello internazionale, fra cui il campionissimo Simone Faggioli campione europeo per la velocità in montagna; Presenti i presidenti Aci Angelo Sticchi Damiani e Massimo Ruffilli, il direttore Aci Firenze Alessandra Rosa, insieme a Mario Mordini Ad Aci Promuove e Giuliano Taddei presidente Scuderia Biondetti.

Elena Tempestini Storica, Scrittrice, Giornalista, Fotografa. Firenze 16 marzo 2022