“Rotary e Scautismo, unica missione: servire”. Si apre domani a Firenze il primo convegno nazionale della International Fellowship of Scouting Rotarians di Elisabetta Failla

Il Rotary e lo Scautismo, due mondi solo apparentemente lontani ma uniti dalla volontà di servizio , valore di entrambe le associazioni. Domani, 14 maggio a Firenze, presso l’AC Hotel Firenze by Marriot (via L. Bausi 5) dalle 9 alle 13 avrà luogo il primo convegno dal titolo “Rotary e Scautismo, unica missione: servire” organizzato dall’International Fellowship of Scouting Rotarians (IFSR), presieduta dal dott. Dino Bruno, e dal Rotary Club di Firenze Nord presieduto dal dott. Massimo Conti Donzelli e sostenuta da tre Distretti Rotary: il 2071 e dal Governatore dott. Fernando Damiani, il 2072 con il Governatore avv. Stefano Spagna Musso, il 2101 con il Governatore dott. Costantino Astarita oltre che dal Centro Studi ed Esperienze Scout “Baden Pawell” diretto dal prof. Vittorio Pranzini.

“Abbiamo sentito la necessità di organizzare questo convegno ad un anno circa dalla fondazione di IFSR – spiega Dino Bruno – per presentarci sia a rotariani che al mondo scout. D’altra parte, circa il 50% dei rotariani è stato scout ed il tema scelto indica come il servizio leghi queste due importanti organizzazioni sebbene con due diverse prospettive”.

Nello scautismo, infatti, il servizio aiuta i giovani ad acquisire una propria crescita personale mentre nel Rotary si mette in pratica ciò che è stato appreso come scout diventando così un valore aggiunto. Il collante sono proprio i due motti: quello del Rotary che è “servire al di sopra di ogni interesse personale” e quello degli Scout rappresentato nei tre punti della Promessa scout “servire Dio e la Patria e aiutare gli altri in ogni circostanza”.

Ad aprire e moderare il Convegno sarà il prof. Fabrizio Marinelli, Ordinario di Diritto Privato nell’Università dell’Aquila, rotariano e per lungo tempo componente del Consiglio Nazionale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, mentre a chiudere sarà la Dott.ssa Marina Gridelli, Coordinatrice IFSR del Distretto 2071. Molti i relatori del mondo Rotary e Scout che discuteranno delle similitudini fra l’associazione di professionisti e imprenditori creata a Chicago nel 1905 dall’avvocato Paul Harris e il movimento educativo creato dal generale Sir Robert Baden-Powell a Londra nel 1907. Tra i relatori ci sarà anche il giornalista e scrittore Piero Badaloni, già componente della Pattuglia Nazionale Stampa dell’AGESCI, che terrà una relazione sul ruolo dell’informazione nella società odierna. Scautismo e politica.

Al termine del Convegno sarà consegnato ad alcuni rotariani e scout il “Fulvio Janovitz Award”, un premio istituito in onore di Fulvio Janovitz, rotariano e scout per lunghissimo tempo che ha rappresentato la perfetta sintesi tra due mondi, solo apparentemente diversi. “Fulvio Janovitz era stato uno scout ed un rotariano di eccellenza oltre che essere stato il presidente del Centro Studi Scout di Bologna fino alla sua morte – conclude Dino Bruno – In su memoria, e per quanto ha fatto, abbiamo deciso di organizzare il convegno a Firenze e di dedicare proprio a lui questo premio”.

Il Convegno del sabato potrà essere seguito anche via Zoom Meeting tramite i seguenti link:

https://us02web.zoom.us/j/3939055055 Meeting ID: 393 905 5055 (Rotary Club Firenze Nord)
https://us02web.zoom.us/j/86819206703 Meeting ID: 868 1920 6703 – passcode: 357658 (International Fellowship of Scouting Rotarian)

“Orcia Wine Festival, il racconto di un territorio, patrimonio Unesco, attraverso le sue eccellenze” di Elisabetta Failla

Il racconto di un territorio attraverso le sue eccellenze, in particolare il vino, consente di conoscerlo da una differente angolazione. E se la zona in questione è la Val d’Orcia, dal 2004 patrimonio Unesco, la narrazione diventa ancora più magica e affascinante. Da domani 23 fino al 26 aprile San Quirico d’Orcia ospiterà l’undicesima edizione dell’Orcia Wine Festival, che torna dopo due anni di stop causa la pandemia, con i banchi d’assaggio delle oltre venti aziende presenti in forma diretta all’interno delle suggestive sale seicentesche di Palazzo Chigi Zondadari. “La nostra denominazione è pronta ad accogliere i tantissimi turisti che per il ponte del 25 aprile saranno presenti nel territorio dell’Orcia Doc – spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio di tutela – finalmente potremo tornare a farlo in presenza, in uno dei posti più suggestivi del mondo, tra palazzi storici, paesaggi mozzafiato, sapori incredibili, perché questo è il valore e insieme l’unicità della nostra denominazione”.

Organizzata dal Consorzio Vino Orcia, sarà possibile visitare direttamente le cantine della denominazione, degustare i vini direttamente al banco dei produttori, e partecipare alle degustazioni guidate dai degustatori Onav con tre temi diversi: doppia annata dello stesso vino, biodinamico e biologico, novità e sperimentazioni. Ad esse si aggiunge la masterclass guidata da Davide D’Alterio, vice campione italiano 2021 e Ambasciatore italiano del Sangiovese, uno dei giovani assaggiatori più talentuosi che lavora all’Enoteca Pinchiorri a Firenze.

Per i wine lovers sportivi ci saranno escursione in bici alla Cappella di Vitaleta con assaggio di tre vini. Oppure trekking da San Quirico a Bagno Vignoni con assaggio di tre vini Orcia. Domenica in programma il saluto dei quartieri del Barbarossa, con sbandieratori in costume storico, lungo le strade di San Quirico. E ancora musica e poesia dedicata al vino. Gli amanti del bel canto troveranno inoltre l’Unione Corale Senese con pillole di “vino nella lirica” e, in altri momenti, un tenore. Per i bambini e gli adulti ci saranno dei laboratori di cucina locale. Ancora in chiave giocosa la caccia al tesoro nei vicoli di San Quirico per imparare in modo divertente la storia e le tradizioni locali. Non mancherà inoltre la tradizionale cena a Palazzo Chigi, in programma per il 24 aprile, in collaborazione con Tiziana Tacchi del ristorante “Il Grillo è buon cantore” di Chiusi, premiato da Slow Food come migliore ostessa d’Italia. Martedì 27 aprile la degustazione del vino Orcia ai tavoli dei produttori sarà riservata agli operatori del territorio. Il ricco programma è disponibile sul sito della manifestazione www.orciawinefestival.wordpress.com.

Le uve che danno i vini della denominazione Orcia Doc sono in gran parte coltivate in un territorio meraviglioso qual è la Val d’Orcia, patrimonio Unesco. Non è un caso che tra i principali temi portati avanti dai produttori e dal Consorzio vi sia proprio quello della salvaguardia del paesaggio agricolo, uno tra i più belli del mondo. Un paesaggio dove ogni anno in media si registrano circa 1,4 milioni di presenze turistiche, con un milione di escursionisti. Molti sono anche gli stranieri che hanno case di proprietà nella zona e non a caso il 65% delle aziende vitivinicole dell’Orcia Doc è impegnata anche nell’ospitalità con un agriturismo o un servizio di ristorazione. Senza contare che la maggior parte di queste strutture

Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena). Il disciplinare di produzione prevede la tipologia “Orcia” (uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese), l’”Orcia Sangiovese” (con almeno il 90% di Sangiovese) entrambe anche con la menzione Riserva in base a un prolungato invecchiamento (rispettivamente 24 e 30 mesi tra botte di legno e bottiglia). Fanno inoltre parte della Doc il bianco, il rosato e il Vin Santo. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255.631 bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 30 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilare e proteggere la produzione del territorio.

“MIDA 2022, Leonardo Romanelli torna con le sue Delizie” di Elisabetta Failla

Da domani, sabato 23 aprile, a domenica 1° maggio tornano alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze Le delizie di Leonardo Romanelli. Il piano superiore del Padiglione Centrale della Fortezza da Basso, dedicato come sempre al settore del food, ospiterà tante ghiotte occasioni per chi ama scoprire le novità, conoscere prodotti autentici toscani, assaggiare buoni piatti, ottimi vini e birre poco conosciute, sperimentare cucine etniche.

Ci sarà la possibilità di vedere all’opera tanti artigiani del gusto che espongono alla Mostra, i cui prodotti saranno utilizzati dalle blogger selezionate da Sandra Pilacchi. Ampio spazio apizzaioli migliori della Toscana – tra cui Mario Cipriano, Romualdo Rizzuti, Giovanni Santarpia, Marco Manzi – che riuniti nell’Associazione Pizza&Peace, faranno provare le loro specialità e in quell’occasione lanceranno anche una raccolta fondi per l’Ucraina.

Un’altra novità saranno lemasterclassche vedranno protagonisti gli alunni delle scuole alberghiereChino Chini di Borgo San Lorenzo, Saffi di Firenze, Datini di Prato e Enriques di Castelfiorentino; ogni sessione vedrà i ragazzi all’opera insieme a uno chef, Alessandro Liberatore e Marco Stabile, una pasticciera, Ginevra Gualtieri, un maestro pizzaiolo, Gianluca Bartolotta.

E poi il cibo di strada, la presentazione di libri, i cooking show con ricette preparate in diretta: tutto in uno spazio allestito con un tocco artistico, a ingresso libero e senza prenotazione.

Autodromo del Mugello: la ‘Hankook 12h Mugello’ inaugura il calendario sportivo 2022

di Elisabetta Failla

Prende il via questo fine settimana la stagione motoristica dell’autodromo del Mugello a Scarperia (Firenze) con una gara di durata, la ‘Hankook 12h Mugello’ inaugurale del calendario sportivo 2022 del Circuito del Mugello: più di 50 iscritti, 35 team e 16 diverse nazioni sono pronte a scendere in pista.

, campionato internazionale Gran turismo composto da nove gare che ha preso il via a gennaio sul circuito di Dubai e che approderà in Europa proprio in questo weekend sulla pista toscana e che inaugura il calendario sportivo 2022 del Circuito del Mugello: più di 50 iscritti, 35 team e 16 diverse nazioni sono pronte a scendere in pista.

La gara si dividerà in due tranche: il primo via è fissato per le 13 di sabato 26 marzo e vedrà un primo stop dopo cinque ore e mezzo. Le rimanenti sei ore e mezzo si svolgeranno la domenica a partire dalle ore 9. Alla gara parteciperanno oltre 50 equipaggi in rappresentanza di 16 nazioni. Nutrito il parco macchine composto da Ferrari, Porsche, Bmw, Ligier, Ginetta, Cupra, Audi, Renault, Mercedes, Volkswagen, Vortex, Ktm e Lotus. Per l’occasione l’autodromo verrà riaperto al pubblico al quale sarà riservata la tribuna centrale.
   

Dopo il circuito toscano sono previsti altri quattro appuntamenti nel vecchio continente, Spa- Francorchamps, Hockenheimring, Portimao e Barcellona, al termine dei quali saranno eletti i campioni europei per le classifiche piloti e team.

Allo stesso tempo, i vari piloti competeranno anche nel Campionato dei Continenti, il cui risultato sarà determinato dai punteggi ottenuti alla 24H di Dubai dello scorso gennaio, il miglior risultato di una tra le quattro tappe europee e la gara finale, la Hankook 24H Sebring, in California. Per tutti l’obiettivo sarà scalzare i campioni in carica del campionato team 2021: ST Racing per la categoria GT e Autorama Motorsport by Wolf-Power Racing per la categoria TCE. Una gara, quella al Mugello, che è sempre stata uno spettacolo per il grande pubblico e che ha visto vincere per ben tre volte il team Porsche Herberth Motorsport nel 2015, 2020 e 2021. Anche il team Ferrari Scuderia Praha non è da meno, con due trionfi nel 2017 e 2019; a corollario, il team Ferrari AF Corse e il team Renault V8 Racing, laureatisi campioni della pista rispettivamente nel 2014 e nel 2016.

Occhi puntati sul team Kessel Racing (#8), cliente Ferrari dal 1993 e unica 488 GT3 in pista: team svizzero ma formazione tutta italiana. Altro sorvegliato speciale è MP Racing (#58), un vero e proprio affare di famiglia che coinvolge il terzetto Thomas Gostner (padre), David Gostner (figlio) e Corinna Gostner (figlia), cui si unisce lo specialista italiano di LMP2 Giorgio Sernagiotto.

Sempre Italia in prima fila con Willi Motorsport (#955), campione in carica della classe 991 che vede una proficua collaborazione romeno-italiana con due terzi dei piloti italiani. A seguire troviamo Ebimotors (#973 e #974) che ha esordito nel 2018 portando a casa tre podi e che disputa al Mugello la gara casalinga. ST Racing (#1), canadese, team campione in carica 2021 della categoria GT che fa il suo ingresso nella classe GT3 con la nuova BMW M4 GT3. Samantha Tan, co-proprietaria del team, è anch’essa in possesso del titolo GT piloti.

Ancora, CP Racing (#85), team statunitense vincitore del titolo piloti nel 2018 con Charles Putnam, Charles Espenlaub e Joe Foster. Wolf Power Racing (#116), detentore di tre campionati team con Autorama Motorsport e alla seconda gara con la nuova Audi RS 3 LMS. Altra squadra da tenere d’occhio è BoDa by Bas Koeten Racing (#6), che debutta con la Bentley Continental GT3; vale la pena ricordare che Bas Koeten Racing ha fatto il suo ingresso in un evento CREVENTIC ufficiale nel 2006 con la 24H di Dubai. Infine, BBR (#159), che a gennaio, durante la Hankook 24H di Dubai, ha portato a casa la sua prima vittoria in categoria TCE nella 24H Series.

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Degustazione alla cieca: i vini del Consorzio del Chianti dei Colli Fiorentini

di Elisabetta Failla

La degustazione alla cieca può sembrare ai meno esperti un divertissement da sommelier o da giornalisti di settore per indovinare di che vino si tratti. Un quiz, insomma, in cui però non si vince nulla. In realtà questa degustazione è la più complessa in assoluto perché non si tratta solo di capire di che vino si tratti, o quale sia l’azienda che lo produca, ma soprattutto di individuare tutte le sue caratteristiche organolettiche. Questo tipo di degustazione, detta anche blind testing, evita qualunque tipo di condizionamento esterno: non si conosce il produttore né le etichette sono nascoste né l’annata e la tipologia. La bottiglia è accuratamente coperta e il degustatore deve fare leva sulla sua esperienza e sui suoi sensi per individuare le caratteristiche del vino. Vista, olfatto, gusto e anche udito (incredibile, il vino fa anche rumore!) sono in allerta per poter capire il vino da degustare.

Ai primi di marzo, in anticipo sulla settimana delle anteprime dei vini toscani, abbiamo partecipato ad una degustazione alla cieca di vini prodotti dalle aziende del Consorzio Chianti Colli Fiorentini. In questo caso si tratta di una degustazione alla cieca può essere di carattere “comparativo” in quanto vengono fornite al massimo due indicazioni sulle bottiglie: tipologia di vino e annata. Dovrà essere quindi valutata la corrispondenza delle caratteristiche proprie di quella tipologia di vino con quelle dei vini che sta gustando.

La degustazione di 72 etichette, in rappresentanza della denominazione, è avvenuta presso l’azienda agricola Marzocco di Poppiano a Montespertoli ospiti di Roberta Chini e di Maurizio Mazzantini. Il Consorzio riunisce i produttori più vicini a Firenze, situati in un territorio ampio situato sulle colline intorno al capoluogo toscano con territori ed esposizioni diverse. Un modo per i giornalisti di settore presenti di approfondire le caratteristiche dei vini per tipologia e annata.

In particolare i vini Chianti Colli Fiorentini soprattutto 2020 e 2019 e quelli Chianti Colli Fiorentini Riserva del 2018 con qualche etichetta del 2017 e 2016. Abbiamo cominciato con i bianchi: Chardonnay 2020 caldi e fruttati e 2021 più vegetali. Tra i rossi ci ha colpito l’annata 2018. Sia nell’annata che nella riserva abbiamo notato bouquet di spessore dove fiori e frutti rossi si uniscono a leggere note balsamiche e boisé mentre al gusto appaiono morbidi, in certi casi anche abbastanza corposi, e con tannini piuttosto vellutati, persistente e con un bel finale di bocca.

Difficile per il momento trovare una vera e propria identità di produzione, proprio perché terreni e esposizioni possono fare la differenza fra un vino e l’altro. Ma la strada intrapresa è sicuramente giusta e in futuro potremmo avere delle belle sorprese da questa denominazione.

Pochi giorni prima, tra l’altro, è stato siglato il Protocollo di intesa tra il Consorzio Chianti Colli Fiorentini e le Amministrazioni Comunali della provincia di Firenze, volto alla promozione del territorio. Un modo questo per il Consorzio che tutela, valorizza e cura gli interessi generali relativi a questa denominazione, per poter lavorare insieme ai progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del territorio, e la firma apposta oggi ne è un’importantissima dimostrazione.

Una mostra fotografica e un libro per Don Renzo Rossi, il “prete degli ultimi”

di Elisabetta Failla

Ḕ stata presentata martedì scorso la mostra Don Renzo Rossi. Prete di Firenze, cittadino del mondo, un viaggio fotografico di una vita sulle strade degli ultimi, dalle periferie fiorentine alle favelas brasiliane, ospitata dal 19 marzo al 3 aprile nel Chiostro grande della Basilica della SS. Annunziata a Firenze.

Organizzata dalla Fondazione La Pira e da Arcton – Associazione Archivi di cristiani nella Toscana del Novecento, col sostegno di Fondazione CR Firenze, Progetto Agata Smeralda ODV, Opera Fraternità Bahiana Onlus, Comunità Giovanile San Michele col patrocinio del Comune e il sostegno dell’Arcidiocesi di Firenze, l’esposizione è curata da Andrea Fagioli, Carlotta Gentile e Piero Meucci, e sarà visitabile a ingresso libero dal lunedì al venerdì con orario 12-18, il sabato e la domenica 10-18.

Renzo Rossi (1925-2013) è un sacerdote fiorentino che ha dedicato la sua vita agli ultimi: operai, prigionieri politici, poveri del mondo. La mostra fotografica comprende circa 130 foto, scattate personalmente da don Rossi o da lui conservate nell’archivio depositato presso Arcton, che raccontano la sua storia che inizia dagli anni della vocazione e del seminario, per poi attraversare l’Italia degli anni Cinquanta, quando Rossi svolse attività pastorale nelle parrocchie periferiche della diocesi fiorentina e iniziò ad assistere i lavoratori del Gas di Rifredi e quelli delle Ferrovie di Porta a Prato. Le immagini lo seguono poi nei sui soggiorni in India, Mozambico e Brasile, dove avviò nel 1965 la missione della Chiesa fiorentina a Salvador Bahia. A conclusione del percorso, una bacheca racchiude foto e documenti relativi al rapporto fra Rossi e Giorgio La Pira, oltre ad alcuni oggetti significativi dell’attività del prete fiorentino. Un monitor mostrerà alcuni video realizzati da registi e giornalisti.

L’esperienza di don Rossi è raccontata anche nella biografia firmata dal giornalista Andrea Fagioli e pubblicata dall’editrice fiorentina Sarnus/Polistampa in occasione della mostra. Il libro, intitolato Renzo Rossi, prete (ed. Sarnus, pp. 144, euro 15), è una narrazione appassionante e particolareggiata che prende spunto dalla grande quantità di lettere, diari, documenti e fotografie lasciate dal “sacerdote degli ultimi”. “Questo piccolo prete”, scrive il cardinale Giuseppe Betori nella prefazione al volume, “rappresentava per me una sintesi del meglio del clero fiorentino sbocciato dall’eredità del ministero episcopale del venerabile Elia Dalla Costa: tanta fede, intelligenza vivace, apertura verso tutti, servizio generoso, coraggio apostolico”.

“Abbiamo promosso l’iniziativa insieme ad Arcton – ha affermato Mario Primicerio, presidente della Fondazione La Piraconvinti dell’importanza della personalità e dell’opera di don Rossi, che è stato amico di Giorgio La Pira e lo ha seguito negli anni della sua opera come sindaco di Firenze e nel suo impegno a favore dei più deboli. La mostra ripercorre gli anni più fecondi della comunità cristiana fiorentina, mettendo in luce il grande respiro internazionale dell’identità della città della quale don Rossi fu uno dei più importanti interpreti”.

“Siamo convinti –  ha dichiarato Piero Meucci, presidente di Arcton – che il nostro compito non sia solo conservare e studiare i documenti, ma anche fare in modo che questi diventino l’occasione per ripensare il modello e il messaggio che i grandi uomini di fede del passato ci hanno trasmesso. Dedichiamo la mostra al cardinale Silvano Piovanelli, promotore e primo presidente della nostra associazione a partire dalla sua fondazione nel 2012.”.

“Se il nostro progetto ha preso vita, ormai trent’anni fa –  ha aggiunto Mauro Barsi, presidente di Agata Smeralda – lo si deve anche alla presenza e all’impegno dei non pochi sacerdoti e suore inviati dalla Chiesa fiorentina nei ‘bairros’ di Salvador. Primo fra tutti loro fu proprio don Renzo, che ha condotto un’esistenza di condivisione con i poveri, in un’incessante azione di evangelizzazione e promozione umana, offrendo innanzitutto la sua testimonianza personale, sempre al servizio della vita e della speranza”. Anna Migliori, nipote di don Renzo ha concluso: “La mostra rende omaggio a mio zio anche in occasione dell’anniversario della morte avvenuta il 25 marzo 2013. In quel giorno lo ricorderemo in una messa che verrà celebrata a San Michelino Visdomini alle ore 18.00. La famiglia è particolarmente lieta di vedere che l’ingentissimo patrimonio archivistico lasciato da don Renzo può dar vita a iniziative che non sono solo uno stimolo alla memoria, ma contengono un forte messaggio di fiducia e di impegno per il futuro”.

Don Renzo Rossi. Prete di Firenze, cittadino del mondo, viaggio fotografico di una vita sulle strade degli ultimi, dalle periferie fiorentine alle favelas brasiliane. Chiostro grande della Basilica della SS. Annunziata, piazza SS. Annunziata – Firenze. Dal 19 marzo al 3 aprile, da lunedì a venerdì: ore12-18, sabato e la domenica: ore  10-18, ingresso libero.

Elisabetta Failla, giornalista, sommelier si occupa di enogastronomia, arte, cultura e spettacolo. Del bello e del buono della vita