I preziosi corredi delle case reali di tutto il mondo provengono da Firenze. La ditta di Ricami Navone era in un famoso palazzo del centro fiorentino: Palazzo Dudley, acquistato dal conte di Warwick e duca di Northumberland, figlio del favorito della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Di Elena Tempestini

Palazzo Dudley ha due facciate, una su via della Vigna Nuova e una su via della Spada con uno spigolo su via de’Tornabuoni. Ancora mantiene la scritta Navone della antica ditta di Ricami che oggi è conservata a Palazzo Davanzati

Firenze: artigianato e ricami fiorentini. La grande tradizione artigianale italiana non è affatto destinata a scomparire, anzi, nei prossimi anni aumenteranno le richieste di professionalità. Richieste basate su competenze umane che le macchine non potranno rimpiazzare: la manualità, l’ingegno e la creatività.

Ricami Loretta Caponi

Artigianato e professionalità

Firenze e l’artigianato fiorentino: Recenti studi sulle tendenze dell’occupazione concordano nell’affermare che l’artigianato e il “saper fare con le mani” saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni. L’arte dell’ artigiano non eleva soltanto le capacità e le abilità tecniche e manuali, ma custodisce dei valori. Valori che appartengono alla storia, sono gli antichi mestieri avvolti di segreti, tramandati da padri in figli.

Il medioevo a Firenze e le corporazioni

Firenze e l’artigianato fiorentino provengono da lontano tempo, dal profondo medioevo che grazie alla nascita delle Corporazioni e alla lavorazione e produzione unica, di meravigliose lane, sete e stoffe, fecero divenire Firenze il centro del mondo. L’artigiano rende ogni “prodotto” unico. L’artigianato tramanda un’abilità che l’arte di oggi non riesce più a garantire. Un gioiello o un ricamo mantengono un valore ineguagliabile. Uomini e donne al lavoro nelle loro botteghe creano oggetti preziosi che saranno poi esportati in tutto il mondo.

Firenze e i corredi nuziali principeschi

Ed è la storia del ricamo del grande artigianato fiorentino che oggi raccontiamo. Firenze non solo è stata, ed è, la Regina dei corredi nuziali delle corti reali, ma è la protagonista delle case e delle tavole private che gli stranieri comprano nella nostra città. Oggi questo è stato riscoperto dai migliori ristoranti che accolgono mescolando l’arte visiva con l’olfatto. Le tavole eleganti sono quelle che non si associano mai alla parola “sfarzo” bensì alla semplicità del bello e dell’eleganza.

Opus florentinum” 

Fin dal Trecento l’arte del ricamo è denominata “opus florentinum”. Ricordano le monache delle Murate in via Ghibellina che fornivano i paramenti ecclesiastici per le più importanti e solenni cerimonie. Erano le preziosebordature a “giornino” che rifinivano gli orli e il “punto pieno” usato per creare disegni. Sono l’ago e i fili a “dipingere” i tessuti di lino, seta e cotone che si trovano negli armadi di Buckingham Palace dai tempi del 1600. Ma anche nei tempi moderni la tradizione ha continuato, il corredo nuziale della Principessa Lady Diana fu confezionato da Loretta Caponi. Aprendo gli armadi e guardando le tavole delle corti di Olanda, Belgio, Danimarca e Norvegia, troverete nelle sale da pranzo e nelle camere da letto i ricami fiorentini.

Tovaglia di Bisso di lino ricamata dalle Sorelle Bellini

Le famose sorelle Bellini avevano ricamato l’immenso corredo della bellissima principessa Soraya, la prima moglie dello Scia di Persia.

Ricami storici

Palazzo Dudley Firenze

Antiche famiglie americane ancora si tramandano le preziose tovaglie ricamate a Firenze nel pieno del suo splendore di Capitale del Regno d’Italia. A ricamarle la “Ditta Navone ricami e merletti dal 1870 al 1978”, che serviva i corpi diplomatici presenti in città. Francia, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Impero Ottomano, Russia, Prussia, Svezia, Svizzera, Portogallo, Danimarca, Belgio, Brasile, Grecia, Austria-Ungheria, Spagna e Messico. Tutti insediatesi nei più bei palazzi del centro e nelle ville collinari. Una curiosità Fiorentina poco conosciuta, la sede dove era la ditta NAVONE, che ancora oggi potete vedere sul palazzo che si affaccia sul versante di Via Tornabuoni, tra le vie che lo costeggiano, Via della Vigna Nuova e Via della Spada si chiama PALAZZO DUDLEY . Fu costruito nel 1613 su antichi possedimenti e case appartenenti ai Rucellai per il figlio di Robert Dudley I conte di Leicester, favorito/amante della regina Elisabetta I d’Inghilterra, per il quale amore la storia racconta che la Regina non volle mai contrarre matrimonio. Robert era il figlio minore di John Dudley, Duca di Northumberland, che fu giustiziato nel 1553 per aver tentato di far salire Lady Jane Grey al trono d’Inghilterra e di Jane Dudley, duchessa di Northumberland. Il Robert Dudley, conte di Warwick, duca di Northumberland, che visse a Firenze era il figlio illegittimo del Robert Dudley, primo conte di Leicester e di Lady Douglas Sheffield, il quale riparò a Firenze come esule per ragioni politiche, lavorando al servizio del granduca Cosimo II de’ Medici, prima, e di Ferdinando II, poi. In Toscana lavorò come ingegnere e costruttore navale, progettò la bonifica delle paludi fra Pisa e il mare e ingrandì il porto di Livorno. Tra il 1646 e il 1647 pubblicò a Firenze “Dell’Arcano del Mare”, trattato di scienza della navigazione in tre volumi che è anche il primo atlante marittimo pubblicato in Italia. È sepolto nella chiesa di San Pancrazio. Ha lasciato al Granduca Ferdinando II il suo patrimonio e tutti gli strumenti portati dall’inghilterra che oggi si trovano al Museo Galileo. All’inizio del 900 fu deciso di abbattere i piani superiori del Palazzo per realizzare una grande balconata con effetti scenografici più eleganti rispetto alla prima forma a cuneo che aveva originariamente. Nel 1919 fu affidato l’incarico della trasformazione all’architetto Adolfo Coppedè (Firenze, 1871 – 1951)

Il prezioso fondo “Navone” è oggi custodito presso il Museo di Palazzo Davanzati.

Gli artigiani di oggi

Ricami dell’Ottocento fiorentino, Navone Ricami

L’artigianato fiorentino si rivela nelle botteghe “Oltr’Arno” che ricevono direttamente la clientela prettamente straniera. Liutai, arazzieri, sarti, ricamatrici, fabbri e ciabattini. Quest’ultimi spediscono anche la loro merce nelle dimore di attori e cantanti famosi, di opulenti arabi e russi e nelle più belle ville di Hollywood.

A scuola di artigianato

Una curiosità: il premio Oscar Daniel Day-Lewis ha soggiornato due anni a Firenze per imparare un lavoro manuale di alto artigianato. Si potrebbe continuare e scoprire un mondo che vive di antichi lavori nelle tante botteghe di San Frediano e dintorni.
Lo faremo, con le Accademie prestigiose riconosciute a livello internazionale. Di gioielleria, di cinema, di tutela e restauro del “forte piano” l’antenato del pianoforte e altre eccellenze che sono da secoli il fiore all’occhiello di Firenze.

Il più potente rivelatore al mondo di onde gravitazionali, l’Einstein Telescope, avrà il premio Nobel Parisi nel comitato. ET è il più potente rivelatore al mondo di onde gravitazionali.

ET, l’Einstein Telescope, il progetto per il più grande e sensibile telescopio di onde gravitazionali mai realizzato, in grado di aprire orizzonti completamente nuovi nell’osservazione dell’universo

“L’atmosfera è resiliente ai cambiamenti che l’uomo gli impone, ma ciò non significa necessariamente che l’uomo lo sia” (David Crisp, ricercatore della NASA)

La rete internet è l’interazione tra sito e utente, nel mezzo si pone la conoscenza per distinguere una notizia vera da una falsa o distorta. La conoscenza, come ha detto la fisica, direttrice del CERN di Ginevra, Fabiola Giannotti, è come l’Arte, un bene che appartiene all’umanita’.

Il CERN già nel 2007 aveva studiato l’influenza esercitata dai raggi cosmici galattici sulle nubi e sul clima terrestre. Da luglio 2022 l’Istituto di Fisica Nucleare Italiano, ha accertato che esiste un “Cosmic Web”, cioè una rete composta da miliardi di galassie dell’Universo che sono connesse con la rete dei miliardi di neuroni all’interno del cervello umano: Universo e cervello evolvono secondo principi fisici simili. Quindi il nostro organismo umano percepisce il flusso invisibile che unisce il nostro pianeta allo spazio, e nel mezzo ci sono i cambiamenti climatici che subentrano per costituzione dei gas nei quali l’essere umano è immerso.

Web cosmico e connessione con neuroni umani
Esempio di Entanglement, in italiano legame. In fisica quantistica, se due particelle interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separate, non possono più essere descritte come due entità distinte, perché tutto quello che accade ad una continua a influenzare il destino dell’altra.
Duomo di Monreale mosaico del XII secolo. Creazione del cielo e della terra… l’universo è una rete unitaria di energia. Siamo e viviamo nella creazione del microcosmo e macrocosmo contemporaneamente, viviamo l’entanglement. Già intuito in antichità?

“Le cose sono unite da legami invisibili: non si può cogliere un fiore senza turbare una stella” ( Galileo Galilei 1600)

Sarà il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi a dirigere il Comitato tecnico scientifico per la candidatura dell’Italia ad ospitare l’Einstein Telescope (Et), il futuro grande osservatorio europeo per le onde gravitazionali che realizzato in Sardegna, a Lula in provincia di Nuoro. Parisi nel 2021 ha ricevuto il Nobel insieme a Syukuro Manabe della Princeton University negli Stati Uniti e Klaus Hasselmann del Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, Germania. Parisi ha messo in luce l’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”. Le sue teorie possono essere applicate a tutte le scale: il vetro, il cervello, la finanza, il volo degli uccelli, i ghiacciai e molto altro”. Parisi ha lavorato con Nicola Cabibbo e proviene dalla scuola di pensiero di Enrico Fermi. Lo studio del clima e della terra è al centro degli studi di Parisi

Prima di tutto, cosa è l’atmosfera? L’atmosfera, noi la conosciamo con il nome di aria, ed è uno strato di gas che circonda la Terra. Lo strato dei gas è mantenuto in posizione dall’attrazione gravitazionale del pianeta ed è fondamentale per permettere lo sviluppo della vita. È il gas che permette al pianeta di avere una temperatura media adatta agli esseri viventi, +15°C, grazie al naturale effetto serra. L’atmosfera si estende dalla superficie terrestre fino a 10 mila km ed è suddivisa in cinque strati.

1. La Troposfera, che si estende dalla superficie terrestre fino a 12 km. È lo strato più denso dell’atmosfera ed è il gas nel quale siamo immersi, nel quale viviamo. 2) La Stratosfera, si estende dai 12 ai 50 km. È lo strato contenente le molecole di ozono e per questo conosciuta come lo “strato dell’ozono”. 3. La Mesosfera, si estende dai 50 agli 80 km. In questo strato le temperature iniziano ad abbassarsi fino a -85°C. 4) La Termosfera si estende dagli 80 ai 700 km. Comprende anche lo strato della Ionosfera, il punto nel quale si formano le aurore. 5. La Esosfera si estende dai 700 ai 10 mila km. Contiene le molecole meno dense.

Ciò che il “sapere” non ha saputo spiegare nei tempi passati, spesso ha avuto un comportamento elusivo se non addirittura ridicolizzante. Nessuna conoscenza è riuscita fino ad oggi, a dimostrare cosa sia il nostro senso di identità personale, la percezione di essere creazione, la presa di coscienza di Essere. Ancora oggi nessuna conoscenza dimostra cosa sono le emozioni, i pensieri, le idee o gli ideali nei quali confluiamo durante il tempo della nostra vita. Lo studio della nascita della Materia e dell’energia Oscura nella quale siamo universalmente immersi sono profondamente legate ai grandi progressi fatti dalla scienza in Cosmologia. Essa è la branca della Fisica che studia la nascita e l’evoluzione del nostro Universo e come può influire sugli esseri viventi. La materia e l’energia oscura sono il grande mistero della scienza odierna, si sa ancora poco, sono due degli ingredienti base universali, occupano il 96% del cosmo, ma, non possono essere misurate direttamente. La materia oscura, tende a far restringere il cosmo per effetto della gravità ma c’è un’altrettanta misteriosa energia oscura, che tende a farlo espandere sempre più rapidamente. La particolarità dell’energia oscura è che essa agisce come una gravità negativa, ovvero tende a far espandere l’Universo e si contrappone alla decelerazione dovuta all’attrazione gravitazionale della materia ordinaria e della materia oscura. Alcuni fisici ritengono che l’energia oscura sia una quinta forza fondamentale dopo la forza elettromagnetica, l’interazione debole, forte e la gravità.

Gli scienziati stanno tentando di dare risposte alla “singolarità gravitazionale”, la teoria che predice che i buchi neri si evolvano in buchi bianchi. Sono le possibili configurazioni dello spazio-tempo già previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, nel caso in cui la densità della materia raggiunga valori molto elevati, ed il volume valori molto ridotti, tanto da provocare un collasso gravitazionale dello spaziotempo. Praticamente i buchi neri trasformandosi nell’esatto contrario, nei buchi bianchi, rilascerebbero, nuovamente sotto forma di radiazione, tutta la materia che hanno un tempo ‘divorato’, questo processo potrebbe risolvere uno dei misteri più profondi della fisica fondamentale. Per questo motivo gli scienziati stanno studiando la cosmologia quantistica, la gravità quantistica a loop, conosciuta come LQG, nella quale si cerca di unificare la meccanica quantistica e la relatività generale. L’Italia è protagonista in questo studio grazie al progetto ET Telescope, il più potente rivelatore di onde gravitazionali. Il progetto avviato nel 2021 è sostenuto formalmente dal governo italiano, proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), oltre che a da varie Università. Ma ancora di più l’Italia è candidata ad ospitare l’Einstein Telescope sul proprio territorio: in Sardegna, nella provincia di Nuoro dove è già operativo un laboratorio sotterraneo per studiare l’energia di vuoto correlata con la forza di gravità. l’Italia sta divenendo uno dei centri mondiali per la ricerca nel campo delle onde gravitazionali.

Modello di LQG

Torniamo alle correlazioni tra i miliardi di galassie e i nostri miliardi di neuroni, essendo in risonanza, questo può avere connessioni con le manifestazioni climatiche? Tutti i giorni parliamo di ambiente e di riscaldamento globale, ma cosa è nella pratica? Può influire sull’atmosfera terrestre e sull’essere umano? C’è un collegamento tra di loro? Attraverso misure del campo gravitazionale, i satelliti gemelli GRACE-FO hanno documentato lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e la riduzione delle falde acquifere. Gravitazione e clima sono in stretta correlazione. Lo studio è servito anche per monitorare le correnti oceaniche e le riserve idriche. Confermare o modificare i modelli esistenti è di fondamentale importanza non solo per preparare tecniche agricole efficaci, ma anche per programmare l’utilizzo dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita.

Progetto del MIT “Space Bubble” per combattere il riscaldamento globale

In tutto ciò la ionosfera gioca un ruolo fondamentale nei fenomeni elettrici atmosferici, essendo la “maglia esterna” del condensatore terrestre. Essa assorbe gran parte delle radiazioni ionizzanti che provengono dallo spazio cosmico. Veicola le trasmissioni radio a lunga distanza, permettendo alle onde radio di rimbalzare verso la superficie terrestre. Le onde gravitazionali si propagano nella struttura geometrica dello spazio modificando la distanza spaziotemporale di due punti vicini, facendola oscillare attorno a valori di riferimento. Esse sono fenomeni molto importanti per comprendere e spiegare la maggior parte delle leggi fondamentali della fisica. A differenza della luce, che può essere disturbata dal gas interstellare, le onde gravitazionali lo attraversano senza impedimenti. Quindi la sua individuazione diretta consentirà agli esperti di ottenere informazioni sullo spazio mai osservato dagli esseri umani. Per gli scienziati potrebbe essere un modo diretto per vedere l’universo capire la sua evoluzione, ma anche cercare di prevedere gli eventi futuri.

Rappresentazione 3D della Terra in base alle deformazioni esercitate sulla superficie dalle forze gravitazionali: il pianeta non è uniforme sia perché già di suo non è una sfera perfetta, sia perché la sua composizione è tutt’altro che omogenea. credit: Nasa/Grace-FO

Il nucleo terrestre, la terra è un Organismo vivente, ed oggi la scienza da un contributo decisivo al progresso dell’ecologia. Dobbiamo pensare e progettare la visione in termini nuovi, ma al tempo stesso essere grati a conoscenze presenti in età antichissima. La base dell’ecologia è l’Interdisciplinarità, la scienza trasversale, che lega tra loro tutte le Arti e le scienze, della natura e dell’uomo, è il SENSO DELLA BELLEZZA citato dal CERN. Il modello è la natura stessa a cui tutti i fenomeni sono legati indissolubilmente. Tutti i Pianeti e tutte le stelle, compresa la Terra sono esseri viventi, dotati di un organismo interno, indispensabile alle sue funzioni ed al suo ruolo nel Cosmo. La terra è suddivisa in nove strati sovrapposti: gli otto strati interni alla crosta terrestre rappresentano, in un certo modo, gli organi fisiologici del pianeta, da cui emana e da cui dipende la sua vita, il nono strato, quello più superficiale, è lo strato solido, dove vive l’uomo. Gli elementi che compongono gli strati interni sono semiliquidi e gassosi e risiedono nel centro della Terra. Vi torna in mente qualcuno dal passato? Perché non scordiamo che la gratitudine, come diceva Einstein è il seme di ogni Arte e ogni scienza, torniamo a quel qualcuno che nel medioevo già immaginava la cosmologia, ed è sorprendente che per Dante, l’universo non-Euclideo presentasse forti analogie con la geometria dello spazio-tempo e della cosmologia scientifica attuale, descritta nell’ambito della Relatività Generale di Einstein. Quanto più gli oggetti che osserviamo sono lontani dalla Terra, tanto più ci appaiono come erano nel passato, perché la luce impiega un tempo sempre più lungo per arrivare fino a noi. Ma poiché l’universo è in espansione, le informazioni che noi riceviamo dal lontano passato ci mostrano un universo molto più piccolo di quello attuale. Oggi, da poco più di due mesi, lo stiamo vedendo anche grazie al potente telescopio della NASA/ESA, il telescopio James WEBB

La Galassia “Sombrero”

“Da quel punto depende il cielo e tutta la natura”. ( Paradiso XXVIII canto)

Dante e la cosmologia

L’energia geotermica, fu scoperta ed utilizzata per primo al mondo dal fiorentino Principe Piero Ginori Conti. Tutti i vantaggi dell’energia approvata dal MIT e da Enel Green Power, che sfrutta il calore della Terra ed è fonte di energia verde. Di Elena Tempestini

Il fiorentino Principe Piero Ginori Conti, che fu il primo al mondo, ad utilizzare l’energia geotermica

Sotto i nostri piedi, a profondità di qualche chilometro al massimo, c’è una quantità di energia sufficiente a soddisfare, potenzialmente, il fabbisogno dell’umanità. È l’energia del calore della Terra. E anche se al momento ha ancora un ruolo marginale nel bilancio energetico mondiale, potrebbe diventare una delle protagoniste della transizione energetica verso l’uso di fonti green. permette di abbattere la produzione di anidride carbonica, di polveri sottili e di altre sostanze tossiche che provocano l’effetto serra e che, dunque, contribuiscono al tanto temuto cambiamento climatico.

La produzione di calore è sempre stata una problematica per la quale l’uomo, anche di millenni fa, si è prodigato a trovare delle soluzioni. I cinesi costruirono il centro termale più antico conosciuto, una piscina in pietra sulla montagna di Lisan costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C., i Romani conquistarono Acque Sulis divenuta poi il rinomato centro termale di BATH nel Somerset in Inghilterra, utilizzando le sue sorgenti calde per alimentare i bagni pubblici e il riscaldamento a pavimento delle abitazioni. I bagni termali furono il primo utilizzo commerciale dell’energia geotermica.

Antica Piscina termale riscaldata
Impianto ad energia geotermica di Nesjavellir in Islanda, che fornisce acqua calda all’area di Reykjavík

L’energia geotermica è una fonte stabile da cui è possibile ricavare energia costante e determina un’occupazione del suolo più contenuta rispetto alle altre fonti di energia rinnovabile. Il vapore e l’acqua calda dal geyser sono utilizzati per il riscaldamento domestico in Islanda a partire dal 1943. Inoltre, l’assenza di processi di combustione contribuisce alla riduzione delle emissioni di inquinanti e di CO2 in atmosfera. L’energia geotermica è fonte di energia alternativa e rinnovabile rispettosa dell’ambiente e del territorio. L’energia termica accumulata nel sottosuolo fuoriesce sulla superficie terrestre attraverso vettori fluidi, quali acqua e vapore. Esistono tre tipologie di centrali geotermiche. Quelle a vapore secco, in cui il vapore è estratto dalle fratture presenti nel terreno ed utilizzato per azionare una turbina.

Quelle flash che trasformano l’acqua bollente e ad alta pressione in acqua più fredda e a bassa pressione.

E quelle binarie, in cui un fluido con il punto di ebollizione inferiore rispetto a quello dell’acqua viene fatto scorrere a fianco dell’acqua bollente, la quale trasforma il fluido in vapore che andrà ad azionare una turbina.

L’energia geotermica, Fu utilizzata e sfruttata per la prima volta al mondo, dal fiorentino Principe Piero Ginori Conti, che il 4 luglio del 1904 la usò per produrre elettricità. Fu costruito poco dopo il primo generatore geotermico a Lardarello, in Toscana, dove in seguito furono costruite delle vere e proprie centrali geotermiche. Fonte di energia verde rinnovabile per eccellenza, l’energia geotermica è un’energia alternativa e pulita a cui fanno da cornice non trascurabili vantaggi. La produzione di energia è continua, indipendentemente dalle temperature esterne, dalle condizioni meteorologiche e dall’alternanza giorno-notte. Tra le energie rinnovabili, la geotermica concretizza la fonte che riesce a produrre la maggiore quantità di elettricità.

Ecco i vantaggi dell’energia che sfrutta il calore della Terra

Gli impianti geotermici sono silenziosi, non creano problemi acustici e non emettono anidride carbonica e polveri sottili. Gli scarti di produzione vengono rimessi in circolo grazie al riciclo del vapore prodotto e l’assenza di processi di combustione riduce al minimo la necessità di interventi di manutenzione sugli impianti. Da valutare è anche la possibilità di installare un impianto geotermico domestico. È di grande rilevanza lo studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology MIT, che afferma che la potenziale energia geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne solamente 2000 ZJ e, dato che il consumo mondiale del pianeta ammonta a un totale di 0,5 ZJ all’anno, con solo l’energia geotermica si potrebbe teoricamente soddisfare il fabbisogno energetico planetario per i prossimi 4000 anni. Grazie alla peculiarità della geotermia, questa energia può essere utilizzata sia come fonte di energia elettrica che come fonte di calore, secondo il processo della cogenerazione, cioè generare il processo della produzione contemporanea di energia meccanica, solitamente trasformata in energia elettrica, e di calore utilizzabile per il riscaldamento di edifici oppure per insediamenti di processi produttivi-industriali.

Inside the Tower”, scatto di Fabio Sartori all’interno di una torre di raffreddamento della centrale geotermica “Sasso 2” di Enel Green Power

Quindi la domanda da porsi è: se per il MIT americano, per la società nazionale ENEL, l’energia geotermica è: sostanzialmente gratuita una volta completata l’installazione dell’impianto, disponibilità costante, non necessita di grandi spazi, è un’energia silenziosa, potrebbe creare molti posti di lavoro da più’ energia a parità di potenza installata, permette un doppio riciclo, gli impianti sono sicuri e longevi, richiede poca manutenzione, e come produce il calore può produrre il fresco e può essere installato anche in versione domestica, perché ci continuano a “guerrigliare” per le fonti di energia? L’Italia «Come competenze e risorse, è all’avanguardia. Abbiamo una
filiera industriale considerevole dedicata alla geotermia che per il momento sta lavorando quasi sempre fuori della nazione. In Italia non c’è uno sviluppo e non per mancanza di capacità, ma perché i progetti sono tutti fermi»anche per mancanza di conoscenza del settore e delle competenze necessarie

Mentre la comunicazione dei Social “twitta”, cinguetta, la scienza dimostra che il linguaggio umano e il canto degli uccelli, hanno somiglianze nelle strutture cerebrali. L’antica lingua degli uccelli? Di Elena Tempestini

La fatica del dire e del capire. La nostra mente come quella di un computer, ogni giorno “processa”, ( termine in uso agli informatici) , decine e decine di migliaia di parole, e il word processing mentale continua anche durante il sonno. Nella lettura di un libro, quindi una lettura muta, si può arrivare a triplicare lo sforzo. È un processo puramente mentale: si ascolta, si capisce, si progettano le parole per poi parlare o scrivere. Tutto talmente “normale” che la nostra mente fluisce come su una cosa ovvia.

Gli scienziati hanno individuato alcuni tratti comuni al linguaggio umano nel canto degli uccelli: passeri, fringuelli ecc., sono state trovate somiglianze nelle strutture cerebrali. Questo ci permette di riflettere, per uscire dall’inghippo degli schemi mentali. Le lingue del mondo condividono molte caratteristiche la struttura sintattica fondamentale che è l’ordine delle parole, e le proprietà acustiche del parlato, come il tempo e l’intonazione, derivano da una predisposizione biologica. Tra linguaggio, comunicazione e relazione vi è una sistemica interdipendenza: ciascuno di essi implica e conduce agli altri, come già ben evidenziato nel testo greco attribuito a Ippocrate (469-399 a.C), composto comunque intorno al 400 a.C., il parlare, la diálektos, viene considerato uno dei sette sensi: udito, vista, odorato, gusto, “diálektos” di cui l’organo è la bocca, la quale inspira ed espira. È la connessione dell’essere umano” con il cosmo, la conoscenza o l’ignoranza. Il logos eterno di Eraclito, la manifestazione del pensiero che si articola nelle parole.

Dante fa parlare il nostro progenitore Adamo: Opera naturale è ch’uom favella,
ma così o così, natura lascia
poi fare a voi secondo che v’abbella ( Dante Divina Commedia, Paradiso XXVI canto)

Ippocrate, padre della medicina

Nella tecnologia, nell’uso quotidiano dei social, abbiamo twitter, che deriva dal verbo inglese to tweet, che significa “cinguettare”: È la comunicazione veloce e “stringata” del cyberspazio.

Si attinge alla antica conoscenza anche per comunicare velocemente. Il linguaggio, il cinguettio degli uccelli era raccontato dai greci e nella mitologia. Il leggendario re della Svezia Dag il saggio, aveva, il potere di parlare con gli uccelli, avendo un passero che girava il mondo per portargli notizie, Salomone comprendeva fin dalla nascita il linguaggio degli uccelli, San Francesco vi parlava per dono divino. Nel Rinascimento era la segreta “lingua verde”o “gaia scienza”, ricordata e citata da Fulcanelli nel primo volume delle “dimore filosofali”. Era l’ antica lingua universale ( pre-babelica) nata per simboleggiare cio`che e` spirituale rispetto a cio’ che e` materiale.

Nella spettacolare Basilica di San Clemente in Casauria, a Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara, sui capitelli del portale si possono ammirare degli uccelli dalla testa umana, simbologia del resto molto usata anche nell’iconografia egizia. In Inghilterra fu scritto un testo da Geoffrey Chaucer padre della letteratura britannica: il “Parlamento degli uccelli”. Un poema del 1300 considerato il primo riferimento storico a san Valentino quale giorno speciale per gli amanti. E oggi? Il linguaggio si è solo trasformato in un urlo virtuale di un Tweet di 140 caratteri, per portare notizie in tutto il mondo? Possiamo cambiare la forma, svuotare il contenuto e il contesto della scenografia, ma sempre di linguaggio e di comunicazione si tratta.

Ornamento capitelli del portale esterno della Basilica di San Clemente, a Torre dei Passeri Pescara.

Nelle scienze esiste un Vero, fuori dal quale si e` anche lontani dal facile. E quanto piu` una lingua si allontana da questo Vero, tanto piu` essa diventa di difficile comprensione e si allontana, si rivela al di sotto del concetto che vuole esprimere.( tratto da “L’altro mondo”.. Cyrano de Bergerac 1650 )

Il linguaggio è una profonda conoscenza, un ponte di connessione tra un mondo interno e un mondo esterno che si manifesta. È l’educazione alla parola in tutte le sue sfaccettature e potenzialità

Papa Bergoglio elimina le gestioni patrimoniali, estere ed italiane dei fondi vaticani. Entro un mese a partire dal 1 settembre 2022, solo lo Ior si potrà occupare delle finanze della Santa Sede. Di Elena Tempestini

IOR sinonimo per noi comuni cittadini, di intrighi e giochi di potere, partite tra cardinali e affari segreti. Da Marcinkus, il banchiere di Dio, fino ai giorni nostri. La Banca vaticana è stata travolta, nei decenni da numerosi scandali, finanziari, tra questi, solo per citarne alcuni: il crac del Banco Ambrosiano, l’inchiesta della procura di Roma e la condanna di monsignore Nunzio Scarano per riciclaggio. Segreti, denaro nero, paradisi fiscali. All’apparenza con l’arrivo di Papa Francesco la comunicazione ci fa percepire che le cose sarebbero cambiate, ma sono realmente cambiate? Per adesso possiamo constatare che la vera svolta impressa all’Istituto per le opere di religione è arrivata in realtà da Benedetto XVI, negli ultimi anni del suo pontificato. Grazie al “Motu proprio”, locuzione latina che significa “di propria iniziativa” che è stato firmato il 30 dicembre 2010. È l’introduzione di una legge cardine sulla «Prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo».

Ma acqua sotto i ponti ne è scorsa da quel 2012 che vide la destituzione di Ettore Gotti Tedeschi dalla Presidenza dello IOR. Sotto il link dell’articolo di Formiche.it che riassume gli anni più caldi.

https://formiche.net/2013/10/ior-viaggio-trasparente-nei-segreti-della-banca-vaticana/

Ma in questo caldissimo agosto, arriva una notizia che lascia tutti interdetti, dei soldi del Papa, del Vaticano e della Santa Sede si occuperà in via esclusiva solo e soltanto lo IOR, l’Istituto per le Opere di Religione. Non potranno essere più le banche italiane o straniere. I patrimoni mobiliari, i conti, i fondi finanziari dovranno rientrare obbligatoriamente entro il prossimo 1° ottobre. Le congregazioni e gli enti vaticani avranno infatti trenta giorni di tempo dal 1° settembre 2022 .

Lo ha stabilito il Papa in base a un rescritto post udienza del segretario di Stato Pietro Parolin, che ha il carattere di interpretazione autentica della norma già contenuta nella nuova Costituzione della Curia romana che verrà illustrata ai cardinali che giungeranno a Roma da tutto il mondo il 27 e 28 agosto 2022.

katéchon; in escatologia è il potere che frena l’avanzata dei tempi dell’Apocalisse

Se i tempi sono epocali, e i tempi lo dimostrano, se sono i tempi del katéchon, che indica il potere che tiene a freno l’avanzata dell’Anticristo prima dell’Apocalisse, la profezia di San Paolo di Tarso sembra avvicinarsi. San Paolo profetizzò che, prima della seconda e ultima venuta di Gesù’ , dovrà avvenire l’apostasia, il ripudio totale del proprio credo e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, precisando che il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene, cioè il katéchon. Benedetto XVI è il katéchon? E perché riformare la preghiera del Padre Nostro? Benedetto XVI nel primo volume della trilogia “Gesù di Nazaret”, ha dedicato ampio spazio alla preghiera del Padre Nostro, incluso il versetto successivamente modificato da Papa Francesco.

Francamente mi torna alla memoria un articolo di Massimo Cacciari apparso su Repubblica il 5 dicembre del 2020, ( e vado a memoria perché non riesco più a trovarlo), nel quale parlava dei due papi. Ma è il finale che mi è rimasto impresso, essendo un’amante della fisica, l’articolo riportava la frase: “le particelle elementari del Principe di Salina” : Le particelle elementari sono indivisibili, e il motto del Principe di Salina è “che tutto deve cambiare per restare uguale”… profezia o conoscenza dei fatti?

Luglio 2022 una data molto importante per i progressi della Scienza Astronomica: il Telescopio WEBB, le foto ad infrarossi e la scoperta di CO2 in un esopianeta. Di Elena Tempestini

La spettacolare immagine contiene migliaia di galassie, tra cui gli oggetti più flebili mai osservati prima nell’infrarosso. È la visione più dettagliata dell’universo primordiale mai ottenuta.

Sono arrivate le prime immagini del potente telescopio Webb che rivelano un universo inedito. È l’alba di una nuova era per l’astronomia, ed è iniziata quando il mondo ha conosciuto per la prima volta tutte le capacità del telescopio spaziale James Webb nato da NASA/ESA/CSA. Le prime osservazioni di Webb raccontano la storia dell’universo nascosto, attraverso ogni fase della storia cosmica, dagli esopianeti vicini fino alle più lontane galassie osservabili nell’universo primordiale

Nebulosa della Carena, nebulosa planetaria Ngc 3132, spettro dell’atmosfera dell’esopianeta Wasp-96b

Dopo aver rilevato per la prima volta la presenza di acqua nell’atmosfera di un esopianeta, Webb si appresta a studiare centinaia di altri sistemi per capire come sono fatte le atmosfere di altri pianeti.

l’ammasso di galassie della regione di cielo Smacs 0723, che, agendo da lente gravitazionale, spinge lo sguardo del telescopio a oltre 13 miliardi di anni luce. Crediti: Nasa, Esa, Csa e Stsci

Queste immagini di Giove sono state possibili da vedere, grazie alla NIRcam che dispone di tre filtri infrarossi specializzati che mostrano i dettagli del pianeta. Poiché la luce infrarossa risulta invisibile agli occhi umani, è stata tradotta nelle lunghezze d’onda dello spettro visibile. In generale, le lunghezze d’onda più lunghe appaiono più rosse e quelle più corte risultano più blu. Per tradurre i dati del telescopio WEBB in immagini, gli scienziati hanno collaborato con una citizen scientist.

Giove fotografato grazie alla NIRcam, Credit NASA/ESA

Il telescopio James Webb, ha rilevato dell’anidride carbonica nell’atmosfera di un esopianeta, ossia un pianeta esterno al sistema solare. La CO2, una componente essenziale che fa parte dell’atmosfera terrestre, è stata intercettata dal James Webb Space Telescope nell’atmosfera di WASP-39b, un esopianeta che ruota attorno a una stella simile al Sole, e distante circa 700 anni luce dalla Terra. È la prima volta che c’è una prova inconfutabile della presenza di CO2 in un esopianeta che ruota attorno a una stella simile al Sole. «Rilevare un segnale così chiaro di anidride carbonica su Wasp-39b fa ben sperare per il rilevamento di atmosfere su pianeti più piccoli», ha dichiarato Natalie Batalha dell’Università della California a Santa Cruz, a capo del team di ricercatori che col telescopio Webb studia l’atmosfera degli esopianeti. «Appena abbiamo visto i dati era chiaro che si trattasse di una scoperta spettacolare», ha invece dichiarato Dominique Petit dit de la Roche, scienziata dell’Università di Ginevra e co-autrice dello studio. Quando un pianeta transita direttamente davanti alla sua stella, una parte della luce di essa passa attraverso il corpo celeste prima di raggiungere il telescopio. «L’atmosfera in quel momento filtra certi colori più di altri», ha spiegato Monika Lendl, docente all’Unige, nonché coautrice dello studio. E utilizzando il telescopio James Webb per decomporre la luce nei suoi colori «è stato possibile identificare le caratteristiche dei diversi gas che compongono l’atmosfera», ha spiegato Lendl. Con questo metodo è stato possibile rilevare una sorta di «impronta digitale» di CO2 nella luce che attraversa l’atmosfera di WASP-39b.

Crediti Nasa, Agenzia spaziale europea (Esa) e canadese (Csa), vista sul pianeta gigante gassoso Wasp-39b, in orbita attorno a una stella simile al Sole a 700 anni luce da noi.

Webb indagherà i misteri del nostro sistema solare, osserverà altre stelle in mondi ancora più lontani e sonderà le misteriose strutture origini del nostro universo e il posto che occupiamo all’interno di questo. Il Telescopio WEBB, è un programma internazionale guidato dalla NASA con i suoi partner, dall’ESA Agenzia Spaziale europea e la CSA Agenzia Spaziale Canadese.

Anello Sud, è una nebulosa planetaria, una nuvola di gas in espansione che circonda una stella morente.

Favola lunga e favola stretta conta la tua che la mia l’ho detta ( Italo Calvino). Di Elena Tempestini

La Bella Addormentata nel bosco ha avuto molti titoli, da Rosaspina a il Risveglio. Sono allegorie che dovrebbero farci comprendere meglio la natura che ci circonda, e sopratutto quella nella quale viviamo e della quale siamo composti.

“Stat rosa pristina nomine nomina tenemus”. “la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi”. Questa frase è di Bernardo de Cluny, usata in tempi “moderni”per concludere il libro “in nome della rosa” di Umberto Eco.

Una rosa a cinque petali era incisa nelle ante dei confessionali delle chiese Cristiane, a simbolo di custodia di un segreto inviolabile. È la Rosa di Aurora, la bella principessa che nasce con tutte le migliori aspettative dell’uomo in armonia, in comunione con l’universo. È La Rosa cantata e descritta nei tempi antichi, rappresentata nello stilnovo quale donna, fanciulla, dama, “la Madonna” che divenne rosa , regina dei fiori. Rosa quale sapienza, amore, la rosa di Soria come la chiamava Federico II. Ma La Rosa è soggetta ad un ciclo della natura, e all’improvviso si crea una difficoltà, punge con una spina la bella principessa d come la natura che è rappresentata dall’inverno, cade in un sonno profondo come la morte, si addormenta al ciclo vitale. Ci vorrà’ un lungo tempo e tanta pazienza per attendere il suo risveglio. Ma la pazienza è perseveranza, quella qualità di chi è in grado di accettare i contrattempi, le avversità, le difficoltà e il dolore, e con animo fiducioso le trasforma in opportunità positive della vita. Sarà la primavera ad essere identificata in un principe, a baciare sulle labbra la Principessa, che si risveglierà alla vita nuova, riflettendosi in tutto ciò che la circonda: sarà il ciclo della sua rinascita. Una fiaba non è mai un semplice racconto ma un “connettore sociale senza tempo” e non solo per essere abbinata ad un’arte letteraria o psicologica, ma anche scientifica, condividere spiegazioni per comprendere il contesto nel quale viviamo.

ROSA CANINA ‘HIBERNICA David Austin, Foto crediti Elena Tempestini

I personaggi che incontriamo nelle favole, nei miti, nelle storie, nei racconti, nelle leggende, e più recente nella letteratura fantasy, sono i più potenti alleati di Psyché, intesa come Anima. Ma fiaba e favola non sono sinonimi, la fiaba è caratterizzata dalla presenza di luoghi e personaggi magici e fantastici, mentre le favole hanno dei protagonisti che incarnano vizi e virtù umane per voler trasmettere una morale a chi legge.

Fu un grande psicanalista quale Jung a metterlo in evidenza.

“La strega incarna i desideri, i timori e le altre tendenze della nostra psiche che sono incompatibili con il nostro io” – Carl Gustav Jung

Quando un’energia che dorme dentro di noi, si sveglia, divenendo Consapevole, maturata dal calore del sole, anche nel più desolato inverno avviene una gioiosa rinascita. La scienza ben distingue la materia grigia dalla materia bianca, i due emisferi del cervello. Due emisferi che creano la dualità, il bipolarismo , il modo di comunicare con cariche “opposte”, tipico dell’elettricità, ma anche delle idee e delle ideologie che inducono a schierarsi con un partito e a combattere l’altro “opposto”. Pensare è trasformare, interpretare e plasmare quello che ci circonda, dotandolo di significato, il cervello umano è una macchina perfetta quando si tratta di innovare, di intravedere nuove possibilità nella nostra realtà. Non è ancora chiaro come la materia grigia e bianca influenzino la consapevolezza del sé, sappiamo che la Mente/sostanza Bianca, ha il compito di trasmettere l’informazione lungo tutto il sistema nervoso centrale. La Mente Grigia è “educata” a controllare le emozioni e a ignorare le funzioni superiori della Materia Bianca. La grigia usa la logica e non sfrutta la porzione inconscia bianca che è dieci volte più cospicua. È la sostanza bianca che compone l’albero della conoscenza.

Credit Web

La mente bianca deriva dal colore bianco della guaina mielinica, che avvolge gli assoni dei neuroni e consente il passaggio dell’impulso elettrico da un neurone all’altro. La Mente/Sostanza grigia, è data dall’insieme dei corpi dei neuroni del sistema nervoso centrale e costituisce la corteccia cerebrale, è la parte più esterna dell’encefalo. È stata denominata ‘grigia’ non perché sia realmente di questo colore, ma per contrapporla alla sostanza bianca. La bianca usa più magnetismo che elettricità, compone il cervello emozionale, è la porzione nobile che supera il bipolarismo, è la forza, l’energia che trasforma. Infatti è più veloce della grigia ed anche capace di sintesi delle emozioni. Ma la materia bianca è un po’ come la bella addormentata, come Aurora o Biancaneve, come le protagoniste di molte favole che cadono inconsciamente in un sonno profondo.

La Mente Bianca per la neurologia è il 70% della massa del cervello, è abile e audace, capace di organizzare, creare ordine e bellezza. Il nostro mondo e noi esseri umani, siamo attraversati da luci che non vediamo e da suoni che non udiamo, ma che potremmo percepire se la nostra Mente Bianca fosse più sveglia, più attiva. Federica Agosta, ricercatrice presso l’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e co-autrice dello studio insieme a Francesca Caso, hanno scoperto che la degenerazione della sostanza bianca cerebrale potrebbe rappresentare un marker precoce per la malattia di Alzheimer, questa scoperta supporta l’ipotesi che l’Alzheimer ‘viaggi’ lungo le fibre della sostanza bianca, da una regione all’altra del cervello.

Non dobbiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, ma gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose.

Foto crediti Elena Tempestini

“L’anima incontra l’anima sulle labbra degli amanti”
– Percy Bysshe Shelley

Amanti; René Magritte

Il Perno geografico e geopolitico della storia. Cosa è la “Gerussia”. Di Elena Tempestini

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino la storia ha ricominciato a proseguire e nonostante la speranza di un continente europeo stabile e pacifico la tensione geopolitica ha riaperto antiche dispute che sembravano svanite. La disintegrazione della Iugoslavia, avvenuta tra il 1992 e il 1999, è stata solo l’inizio di un processo storico vivo che ancora oggi affonda le sue radici nei due secoli precedenti. La fine della prima guerra mondiale forse non avvenne mai, fu un armistizio durato venti anni come disse il Generale Francese Fock. Ci fu la disintegrazione degli Imperi Centrali, russo, austro-ungarico,  ottomano e tedesco che crearono un vuoto geopolitico tale, che molti stati e in particolare la Russia e la Gran Bretagna, hanno cercato di colmare in più di 100 anni. La caduta del muro di Berlino e la conseguente frammentazione dell’URSS è stata definita da Vladimir Putin, “la più grande catastrofe geopolitica della storia” che ha generato uno spazio di conflitto ancora più ampio. Un’estensione dai Balcani al Mar d’Azov e alle repubbliche caucasiche, e denominato dal capo della sicurezza americana, nei tempi di Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski; “Arco di Crisi”. Ampiamente dimostrato nei decenni successivi con le guerre in Iugoslavia e la guerra in Georgia.

La crisi ucraina iniziata nel 2013 e portata avanti fino al 2015, ha trovato le sue radici proprio in quella grande prima guerra mondiale mai finita. L’onda d’urto del Primo Conflitto Mondiale mise sotto pressione l’integrità della Russia post-zarista facendola scontrare con i movimenti indipendentisti ucraini. Fu ancora in questo periodo che la mancanza di un potenza regionale fece sì che l’appena ricostituita Polonia intraprendesse con il generale Pilsudski una guerra (1919-1921) contro la Russia sovietica, onde creare un grande stato polacco dal Mar Baltico al Mar Nero in grado di contenere una possibile espansione comunista verso ovest. Ed oggi è Varsavia che si vuole porre come testa di ponte nella regione di una grande sfera di influenza anglosassone/ russofoba, estesa su tre mari: Mar Nero, Mar Baltico e Mar Adriatico all’interno dell’Alleanza Atlantica, rafforzando le relazioni con Londra e indebolendo i paesi dell’Europa occidentale. espungendo, cancellando la possibilità della nascita della cosiddetta “Gerussia”, ovvero il rapporto tra la Germania e la Russia, le due vere potenze europee. Un grande “titano” russo-tedesco sull’est europeo che ostracizzerebbe l’influenza del “sea-power”, la potenza marittima anglo-americano e garantirebbe un assoluto dominio tellurico “dell’heartland”, il sogno utopico di Karl Ernst Haushofer, per far nascere l’organizzazione delle Pan-Regioni; la tanto antica quanto eterna dialettica tra le potenze di mare contrapposte a quelle continentali. È lo scontro tra l’Europa e l’incubo di uno dei fondatori della geopolitica, l’inglese Sir Halford Mackinder e del suo concetto: «Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo». Heartland, è il cuore pulsante, il centro, il perno del supercontinente Euroasiatico.

Hearhland

Il territorio delimitato ad ovest dal Volga, ad est dal Fiume Azzurro, a nord dall’Artico e a sud dalle cime più occidentali dell’Himalaya. Ecco spiegato l’importanza dell’Ucraina, che Zbigniew Brzezinski, di origini polacche, divenuto Consigliere Americano per la Sicurezza Nazionale alla fine anni degli anni settanta durante la Presidenza di Jimmy Carter, definì l’ucraina uno stato perno per il Cremlino: “Senza l’Ucraina, la Russia cessa di essere un impero ma con l’Ucraina subordinata o sottomessa, la Russia diviene automaticamente un Impero”. Quindi i motivi storico politici alla base del conflitto ucraino, possono estendersi anche alla Bielorussia e alla Moldavia. La presenza di questa grande area post-sovietica, non ancora ben delineata, si è intrecciata con le vicende del Medio Oriente, creando una linea che va da Damasco a Kiev, in cui gli effetti di uno si ripercuotono sull’altro, con al centro il Mar Nero. Altro punto nevralgico che avrà molto da dire nel futuro. Facendo un salto indietro, alla fine della guerra Greco turca del ventennio del XIX secolo, le parole del colonnello inglese Lacy Evans furono profetiche: il colonnello espresse quale era l’assillo russofobo britannico sugli stretti dei Dardanelli: “il possesso della più forte posizione strategica al mondo, Costantinopoli e gli Stretti, renderebbe immediatamente la Russia in grado di dominare il Mediterraneo e l’Asia Centrale e conseguentemente di minare il commercio e la potenza della Francia e della Gran Bretagna. Con Costantinopoli come base, il dominio universale è a portata di mano della Russia”. L’Europa occidentale si è trovata per forza di causa coinvolta nel caos, Londra ha più volte ribadito la propria amicizia con Varsavia appoggiando la divisione creatasi all’interno dell’Unione Europea tra est e ovest al fine di mantenere tramite l’Alleanza Atlantica Il concetto ben espresso da Sir Lionel Ismayl: “tenere fuori i russi, dentro gli americani e giù i tedeschi”. Storia? No è ancora un obiettivo geopolitico valido che persiste ancora oggi. Washington, è concentrata sul “Pivot to Asia”, ma è di Londra il ruolo di amministratore delegato, all’interno dell’Alleanza Atlantica, e degli interessi statunitensi in casa europea.

L’europa non si può permettere stati destabilizzati ai propri confini e un eventuale collasso dell’Ucraina avrebbe effetti devastanti sulla tenuta dell’integrità europea. L’Ucraina sarà destinata a cambiare la storia europea, quella storia che da più di cento anni non ha mai voluto mettere in piedi una risoluzione vera e propria, mantenendo volontariamente una separazione fra teoria politica e pratica politica, praticamente le ideologie politiche hanno sostituito il ruolo della fede religiosa nel compattare il consenso dei ceti subalterni, insistendo soprattutto sulle motivazioni etiche di ciascuno schieramento. Dopo l’accelerazione globalista dei decenni scorsi, che decretavano finita l’epoca degli stati nazionali, nella prospettiva di un ordine mondiale tutto dominato da un’unica immensa tecnostruttura mondiale basata sulla grande potenza americana e sull’inevitabile partnership atlantica euro-americana. Siamo sicuri che questa visione sia ancora attuale?

Vedremo con l avvicinarsi del G20 di novembre 2022 organizzato il 15 e 16 novembre sull’isola di Bali. Sia Xi Jinping che Putin hanno dato conferma della loro presenza, nonostante gli USA fossero contrari alla presenza del leader Russo. La presenza di Xi Jinping e di Putin all’incontro, creerebbe una sorta di resa dei conti con il presidente americano, Joe Biden, e altri leader occidentali: tutti, infatti, si incontrerebbero di persona per la prima volta dall’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta il 24 febbraio scorso. “La rivalità dei grandi Paesi è davvero preoccupante”, ha detto Joko Widodo, Presidente dell’Indonesia, ciò che vogliamo noi è che questa regione sia stabile, pacifica, in modo da poter costruire una crescita economica. E non penso solo all’Indonesia, ma anche ai Paesi asiatici che vogliono la stessa cosa”. Quale presidente di turno del G20, ho cercato di bilanciare i legami tra le maggiori potenze, resistendo alle pressioni per escludere la Russia dagli incontri. Il presidente indonesiano Joko Widodo, conosciuto come Jokowi, ha respinto le preoccupazioni secondo cui le tensioni Usa-Cina su Taiwan possano riversarsi sul mar Cinese meridionale, affermando che le nazioni dovrebbero invece concentrarsi sulla gestione delle crisi alimentari, dell’energia e della pandemia. “L’Indonesia vuole essere amica di tutti”. Le aree prioritarie di intervento, infatti, coincidono con alcuni degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Traguardi globali di sviluppo sostenibile che, se raggiunti, ci consentiranno di salvare la specie umana e gli ecosistemi. Ricordo che l’Indonesia è ora uno degli attori economici più importanti dell’area Indo – Pacifico, rappresentante dei paesi che aderiscono all’ASEAN, ( Brunei, Cambogia, Tailandia, Laos, Filippine, Vietnam, Malesia, e Myanmar) la sua partecipazione al G20 riflette la necessità di includere uno dei paesi principali del Sud Est Asiatico, la regione più dinamica dal punto di vista economico. Insieme all’Arabia Saudita e alla Turchia, Jakarta è inoltre un membro G20 a maggioranza islamica, facendosi però portatrice di istanze ben diverse da quelle di Riyadh e di Ankara, anche in virtù del differente contesto geografico. Un contesto che le ha permesso di sviluppare un ruolo di ponte fra culture differenti, ed è proprio in questa dimensione che si è sviluppata la sua figura accogliente del G20 più “caldo” di tutti i tempi.

Leonardo Covello, fondatore della scuola multietnica di New York. Un pedagogo ed Accademico Italiano che ha contribuito al miglioramento della Nazione America. Di Elena Tempestini

Leonardo Covello

L’America ha goduto di molti benefici provenienti dagli immigrati italiani, non solo nell’ambito del cinema, ma anche della fisica nucleare, della medicina, dell’innovazione industriale, della cucina, e di tutte le arti. Ma non è stato facile per loro, per le loro famiglie di origine. Partire per un paese straniero e sconosciuto, con pochi soldi, senza conoscere la lingua e la cultura, dicendo addio alla famiglia, agli amici, e lasciando dietro di se la propria casa e nazione Italia. E’ difficile sapere che cosa si prova se non si affrontano simili esperienze. Eppure, milioni d’italiani hanno vissuto e affrontato  difficoltà negli USA, dall’unificazione dell’Italia in poi. Molti di loro hanno lasciato un’impronta importante e costruttiva, come Peter Amadeo Giannini, fondatore della Banca d’America e d’Italia finanziatore cinematografico, della Napa Valley, del Golden Gate è molto altro che ho già ben descritto in articoli e video negli scorsi anni. Ma Leonard Covello, nato ad Avigliano in Basilicata nel 1887, forse non è ancora molto conosciuto in Italia, nonostante che la sua sia stata una vita dedicata agli Italo Americani di New York. Leonard Covello si trasferì a New York per raggiungere suo padre già emigrato. Iniziò a frequentare la scuola elementare, senza conoscere una parola d’inglese. Gli cambiarono il cognome in Covello; il nome rimase Leonard. Il più del tempo, però, lo passava in strada, membro di una banda di ragazzi aviglianesi,che, come lui, erano pronti a venire alle mani per procurarsi qualcosa da mangiare. Avrebbe fatto certamente infelice fine, se non fosse intervenuta una donna, Miss Anna C. Ruddy, canadese, missionaria, protestante, forse metodista, che gli trovo un piccolo lavoro presso un panettiere per allontanarlo dalla strada. Leonard aveva solo dodici anni. Leonard fu convinto a prendere sul serio la scuola e l’inglese, necessario e indispensabile mezzo per affermarsi nella società americana. Ne derivò che tutto il resto della sua adolescenza e giovinezza fu per Leonard Covello una conquista graduale di successi scolastici. Vinse una borsa di studio al liceo che dal 1907 al 1911 gli permise di frequentare la Columbia University e di laurearsi in francese, il quale campo offriva più facili occasioni di lavoro. Infatti, dopo un soggiorno in Francia, divenne docente di ruolo. Contemporaneamente dava lezioni private di inglese. Quindi, nonostante il lavoro, conseguì una laurea in sociologia didattica, una laurea in materie giuridiche, una laurea in filosofia e, infine, il dottorato in pedagogia didattica.

New York inizio 900

Si convinse che grazie alla conoscenza era possibile salvarsi. Quello che aveva conquistato per sé, pur fra tanti sacrifici, era l’esempio possibile per tutti. Rivolse tutta la sua attenzione agli abitanti della East Harlem, avviando una lenta ma efficace azione sull’integrazione dei ragazzi italo-americani.

Covello contesteva la prassi che tendeva a separare i ragazzi dalla loro cultura e lingua madre, comprese le loro famiglie e le loro comunità di origine, come premessa per il loro successo negli studi. Nel bilinguismo e biculturalismo vedeva il mezzo per facilitare la transizione dei ragazzi da immigrati a cittadini integrati senza separarli dalle loro comunità o cultura nativa, anzi suscitando in loro l’orgoglio delle proprie radici. La vita era quanto mai difficile in quel ghetto di emarginati. italo-americani, guardati con sospetto e tenuti a distanza, quasi fossero tutti delinquenti, o potenzialmente tali. Nel 1934 ad East Harlem vi  fondò la multietnica Benjamin Franklin School, cui affiancò la Casa della Cultura e la Casa del Popolo.

New York inizio 900

La Benjamin Franklin High School divenne uno dei centri più importanti dell’immigrazione italiana a New York: Covello realizzò il suo sogno: creare nel quartiere una scuola superiore organizzata attorno ai suoi principi educativi. Quel concetto etimologico che porta in se la parola “educare” che non vuol dire immettere nozioni, bensì Educere, tirare fuori il meglio dalle menti ben predisposte. È il cuore dell’insegnamento è il maestro, che deve metterci l’anima. Il che, però, non significava che, per lui, la pedagogia non fosse anche una scienza con regole e leggi, che vanno adattate all’ambiente e al ragazzo con cui si opera. Con largo intuito e anticipazione su quanto in Italia si sarebbe scoperto molto dopo, sapeva che l’educazione, è vero, si svolge nelle scuole, ma è fortemente condizionata dal contesto sociale da cui il ragazzo proviene e in cui vive. Premessa indispensabile per impostare una corretta opera educativa era, perciò, conoscere il bambino al momento del suo arrivo. Obiettivo, insomma, era quello di avere una Scuola-comunità, in cui maestro, genitori e società tutta convergano sullo stesso fine della formazione del ragazzo. Solo a queste condizioni, ribadiva, si sarebbero salvate individualità destinate, per ambiente, al fallimento morale e sociale, si sarebbe salvata una intera comunità.Presso la Benjamin Franklin School fu istituito l’AdvisoryCouncil, in cui insegnanti, studenti, genitori, imprese e alte personalità, lavorando insieme e ottenendo il convinto appoggio del Sindaco italo-americano Enrico La Guardia, predisposero un programma di sviluppo, in cui si prevedevano alloggi popolari, servizi igienico sanitari, centri sociali ed educativi, campagne per il conseguimento della cittadinanza, scuole per adulti e scuole estive Non mancava nemmeno un corso di educazione interculturale, che, accogliendo studenti di più gruppi etnici, li avviava alla reciproca comprensione. Il successo fu tale che a Leonard Covello, qualche tempo dopo, fu assegnata anche la direzione della James Otis Junior High School. Fu con questo doppio incarico che andò in pensione, nel 1956. La pensione da professore e da preside, ma non la pensione da uomo e da educatore.Furono gli anni dedicati a conferenze e incontri, compreso un programma radiofonico. Per il suo lodevole e costante impegno a favore dei processi di integrazione, il Congresso americano, il 14 dicembre 1966, gli assegnò una medaglia d’oro fortemente voluta da Robert Kennedy. Successivamente, Louis Clapes (Claps), sindaco della città di Stamford, di origini aviglianesi anche lui, fissò al 21 agosto la celebrazione perché il suo nome rimanesse sempre presente nelle generazioni future : il “Leonard Covello Day”.

Leonardo Covello con Frank Sinatra

In questa estate 2022 sono quarant’anni dalla scomparsa di Leonard Covello, morto a Messina il 19 agosto 1982. Un altro illustre Italo Americano che ha creduto in se stesso e contribuito a far crescere e migliorare la nazione America. L’Italia, indubbiamente, ha donato il suo mirabile contributo all’arte, alla musica, alla scienza e a tutte le forme di produzione, spesso le migliori del mondo.

Unire globalizzazione e de-globalizzazione, crescita e decrescita, sviluppo e inviluppo: la natura e le Api lo insegnano da millenni a tutte le culture. Di Elena Tempestini

La rosa dà il miele all’ape. La rosa rappresenta l’Anima Universale, l’ape è l’eterno studente, il pellegrino sul sentiero. L’ape rappresenta l’intelligenza, la conoscenza e la saggezza, ma è solo antica filosofia? Plinio il vecchio, lo storico romano, raccontò che delle api si posarono sulla bocca di Platone quando era un bambino per annunciare la dolcezza della sua eloquenza. Effettivamente non esiste popolo o epoca della storia dell’uomo, in cui all’ape non sia stato riconosciuto un valore simbolico riconducibile al rinnovo della vita, della natura, dell’abbondanza e della ricchezza.

Foto crediti Elena Tempestini

L’ape diligente e ingegnosa, è stata ripresa quale simbologia da tutte le culture antiche. Gli antichi babilonesi utilizzavano lo stesso termine “dabar” per indicare l’ape e la parola divina, per gli egizi le lacrime del dio Ra si trasformavano in api, nella mitologia greca le api erano le messaggere delle Muse e delle Arti. Zeus, chiamato anche Mellisseo, uomo-ape, perché era stato nutrito da piccolo dalle api di Creta alle quali, per ricompensa, donò il colore dell’oro.

L’ape è sempre la stessa da millenni, continua a costruire alveari a celle esagonali, perché la natura universale è improntata sulla matematica dei numeri, e il numero sei è essenziale per l’armonia dell’universo. In geometria, la forma che riesce a contenere un volume più grande occupando uno spazio più piccolo è la sfera. Le api conoscono questa legge, per questo motivo iniziano a costruire delle celle che abbiano una forma più che altro circolare. Per evitare di lasciare spazio inutile tra un cerchio e l’altro, le api costruiscono le celle il più vicino possibile tra loro in modo tale che i cerchi avvicinandosi si deformino e creino con le altre celle dei lati in comune. Questo assemblaggio dà vita alle forme “esagonali” che permettono di risparmiare spazio, non sprecando la cera, vista la presenza di lati comuni, e di creare una struttura forte e salda.

Nel video l’armonia geometrica presente in natura. Natura e matematica nel rapporto aureo

In fin dei conti l’esagono, così come la sfera, è la forma che riesce a riempire meglio una determinata area rispetto ad altre soluzioni quali, il triangolo o il quadrato. Le api riescono a immagazzinare la maggior quantità di miele o polline dando più spazio vitale alle larve in crescita, e utilizzando la minor quantità di cera possibile. A livello meccanico una struttura di questo tipo, si presenta come una costruzione molto solida e si mantiene nel tempo senza collassare su sé stessa. Un’armonia che permette all’ape di vivere e produrre. A differenza dell’ape, l’essere umano, dotato di libero arbitrio, è mutevole nella sua organizzazione sociale, nei propri principi e valori, è alla continua ricerca dell’estetica e della parte più profonda che lo compone, la parte spirituale che caratterizza il buono, il bello e il giusto, il “Kalos Kai Aghatos” Greco. A volte lo fa bene, altre meno ed è proprio in questa ultima circostanza che potrebbe far ricorso alla conoscenza, osservazione e saggezza della natura, per correggere il cammino, puo’ sembrare impossibile, ma non lo è. L’ape ci insegna che l’etica del lavoro è fondata sul difficile bilanciamento tra l’essere e l’avere. Questo “Gap” ci ha portato a trascurare la compresenza sul pianeta di altre realtà biologiche e naturali che sono ugualmente responsabili della coesistenza e del benessere della vita che è fondato sulla comunità, sul lavoro, sulla condivisione e sul bene comune.

Foto crediti Elena Tempestini

Globalizzare e deglobalizzare, è la presa di coscienza della nostra comunità terrestre, la quale oscilla da millenni, tra la natura vivente e l’avventura umana. Non possiamo ridurre il tutto alla politica e all’economia, non possiamo non tenere in considerazione la complessità che richiede tutta la nostra natura universale, nella quale noi esseri umani siamo inseriti, concetto di micro e macro, e come dice Edgar Morin, possiamo “unire la globalizzazione e la de-globalizzazione, la crescita e la decrescita, lo sviluppo e l’inviluppo”. In linea teorica il concetto di globalizzazione non è negativo, negativo è limitare questo processo ai soli aspetti commerciali, economici e tecnologici. Perciò, per una società migliore, è auspicabile proseguire nella globalizzazione ma senza limitarla al dominio tecno-economico, dando invece a questo concetto “un senso pieno che indica il moltiplicarsi e lo sviluppo di legami e cooperazioni”.

Dobbiamo avere il coraggio di costruire nuove visioni, attuare una transizione fra un mondo “antico” e un mondo “nuovo”: il progresso non è per forza assimilabile alla crescita sana. Se da un lato abbiamo assistito ad una riuscita materiale della nostra civiltà, dall’altro lato si è creato uno scompenso che ha prodotto un degrado morale, una nuova e ampia povertà e l’aumento di individualismi ed egocentrismi, che stanno sfociando in preoccupanti malesseri psichici, che sono purtroppo quasi indefiniti.

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Le Api ci insegnano che pur essendo geneticamente predisposte allo stesso modo, costruiscono alveari e producono sostanze fortemente influenzate dall’ambiente, questo attiva la biodiversità che ne determina la varietà e quindi genera la forza. Per i nostri territori, per la nostra società è la stessa cosa: la forza deriva dalla diversità e unicità dei saperi e delle tradizioni locali: quindi l’azione delle api è deglobalizzante. Esse sfruttano il meglio del territorio, mantenendo costantemente pulito l’alveare al fine di conservare le peculiarità della loro produzione: è la soluzione alla sopravvivenza e alla conservazione della specie.

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Le api sono “inconsapevolmente” sagge, applicano la continua ricerca del miele della conoscenza, quella considerazione che gli uomini devono dare all’economia sociale e solidale, la saggezza di saper ampliare al meglio le risorse dei luoghi che occupano, avere l’attenzione di preservare l’agricoltura e l’alimentazione legata alla conoscenza del territorio. Mettere in evidenza e tornare a valorizzare l’opera degli artigiani, dei saperi antichi e delle Arti.

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Valori e qualità, che sia nelle api, che negli esseri umani, sono in relazione diretta con il comportamento individuale, ma la maggior parte governa il comportamento collettivo, cioè il comportamento del gruppo che forma la società. Il processo di evoluzione della nostra coscienza e della nostra società, richiede urgentemente che impariamo a interagire gli uni con gli altri.