Mosaico di AmalasuntaTesta di Amalasunta al Louvre di Parigi
Nel racconto di Benedetto da Norcia, uno spazio è riservato al Re Teodorico e alle vicende del regno Ostrogoto in Italia, che rappresentava l’ambiente storico in cui si colloca la vita del fondatore del monachesimo medievale. Negli ultimi giorni della sua vita, consapevole dei grandi problemi che la sua morte è destinata a sollevare, Re Teodorico, dialogando con l’unica figlia Amalasunta, gli confida delle intenzioni dei suoi comandanti e delle congiure che alcuni di loro stanno organizzando: Teodorico avrebbe pronunciato parole molto significative: “Per quanto donna, saresti più adatta a regnare tu di tutti loro. Peccato, davvero un peccato che tu non sia nata maschio”. Dagli scritti di Procopio di Cesarea, come da quelle di Cassiodoro, che con Amalasunta collaborò tutta la vita, emerge un’evidente capacità politica destinata inevitabilmente a scontrarsi con i pregiudizi che una donna suscitava sia presso gli ostrogoti, sia presso i bizantini ai quali a più riprese ebbe modo di avvicinarsi.
Amalasunta in San Giovanni in Laterano
Amalasunta, è stata una figura spesso dimenticata dalla storia, il suo regno, come regina dei Goti è avvolto in una trama di ambizioni personali, intrighi politici e potere.
Nata nel 495 d.C. venne educata secondo il modello romano, Teodorico si era impegnato ad essere il continuatore della politica romana, come risulta dalle Variae di Cassiodoro, e aveva mantenuto un atteggiamento di grande rispetto per la grandezza di Roma e del suo Senato. Di religione ariana, non aveva esitato ad appoggiarsi a ministri cattolici, come lo stesso Cassiodoro e Boezio, l’intellettuale romano che rappresentava un punto di passaggio fondamentale per la tradizione culturale del medioevo latino.
Amalasunta
Amalasunta ebbe un’istruzione raffinata raramente riservata alle donne dell’epoca. Thankmar, cappellano di suo padre, l’istruì nel greco e nel latino, nella filosofia e negli studi classici. Una formazione che, successivamente, userà per l’esercizio del potere.
Ravenna deteneva un significato particolare nella vita e nel regno di Amalasunta, era la capitale del Regno Ostrogoto. Il padre di Amalasunta, re Teodorico, scelse la città come capitale per la sua posizione strategica e per la sua bellezza, arricchendola di edifici e monumenti splendidi che ancora oggi possiamo ammirare, quale il Mausoleo di Teodorico a lui dedicato.
Mausoleo di Teodorico a Ravenna
Alla morte del padre, nel 526 d.C., Amalasunta si trovò a regnare sui Goti quale reggente per il figlio minorenne Atalarico, mostrando una forte inclinazione verso la romanità, e cercando un compromesso non conflittuale tra le tradizioni del suo popolo e quelle romane. La sua posizione come regina e la sua politica romanizzante la resero un obiettivo per le fazioni ostili all’interno dell’aristocrazia gotica.
Imperatrice Gotica, non accertata. Amalasunta? Bargello Firenze
La morte precoce del figlio nel 534 d.C. la costrinse a cambiare i suoi piani. Con Atalarico fuori scena, Amalasunta sposò il cugino Teodato duca di Tuscia, Teodato era uno dei più influenti esponenti della nobiltà gota, ma anche educato alla greca e proprietario in Toscana di grandi latifondi, che aveva offerto a Giustiniano in cambio di proprietà e onori imperiali, tra i quali un posto in Senato. Teodato poteva essere un elemento di equilibrio nella politica perseguita da Amalasunta, rassicurando gli elementi goti all’interno e garantendo, all’esterno, i buoni rapporti con l’Impero di Oriente. Amalasunta sposandolo, lo elevo’ al rango di re, e nonostante le ostilità tentò di mantenere un certo controllo attraverso la sua persona.
Isola di Martana, lago di Bolsena
Il piano di Amalasunta si ritorse contro di lei. Teodato, sentendosi minacciato, la fece imprigionare con l’inganno nell’Isola di Martana, nel lago di Bolsena, dove venne misteriosamente assassinata nel 535 d.C.
Celebrazione per i 1500 anni di Amalasunta sull’Isola di Martana
La morte di Amalasunta defini’ la fine dell’indipendenza del regno ostrogoto che, privato della sua sovrana, cadde in mano ai Bizantini.
Amalasunta rimane ancora oggi un personaggio affascinante, e poco conosciuta, una regina intrappolata nel gioco del potere, vittima dei suoi tentativi di mediare tra due culture e fazioni in lotta tra loro. La sua storia, intrisa di ambizione, accusa e tradimento, è un testamento vivido della complessità e della brutalità dell’età in cui ha vissuto.
La morte della regina Amalasunta è carica di mistero, ed ha alimentato da sempre molte leggende che si tramandano sul lago di Bolsena. Gli anziani del posto raccontano che dopo la sua morte il corpo di Amalasunta fu messo in una carrozza d’oro e seppellito sulla terraferma in uno dei sette colli posti davanti all’isola, e che nelle notti di luna piena il suo fantasma aleggi attorno alle rocce e alle acque dell’Isola di Martana. Inoltre molti pescatori di Marta (VT) affermano che durante le giornate di forte tramontana, vicino l’isola Martana, sia possibile udire le urla strazianti della regina dei Goti. Si narra anche di una strada che collegava anticamente l’isola Martana alla terraferma e che era solita essere percorsa dalla regina. La strada, quasi sicuramente è esistita, grazie alle conferme degli ultimi rilevamenti subacquei. Le è stato dato il nome di “strada di Amalasunta” in onore alla regina. Nel 1994, in occasione dei 1500 anni della sua nascita, fu celebrato l’anno Amalasuntiano con una targa affissa sulla roccia dell’Isola di Martana.
Una buffa curiosità: l’ostrogoto è una lingua che non è più parlata da secoli, ma è spesso usata come metafora nel modo di dire : “ parli ostrogoto”, a significare un parlare incomprensibile.
Amalasunta, nata a Ravenna, figlia di Teodorico regina dei Goti
I cambiamenti nel panorama politico nel corso del tempo hanno seguito da vicino i progressi tecnologici. È in quest’ottica che il mio viaggio inizia con la filosofia di “I Like Ike” , creata per la campagna elettorale del generale Dwight Eisenhower. Nel 1952, Dwight D. Eisenhower, noto come “Ike”, aveva capito l’importanza della televisione come nuovo mezzo di comunicazione di massa. l’America assisteva a una rivoluzione e ad una innovazione tecnologica senza precedenti, la quale poteva essere usata anche in politica. “I Like Ike” era un semplice slogan, si alzava il pollice in segno di approvazione proprio come nell’antica Roma. Fu ideato da un pubblicitario, Roy Disney, fratello di Walt Disney. In poco tempo divenne il simbolo di una promessa elettorale che ha cambiato per sempre il modo in cui si fanno le campagne politiche. Ancora oggi, i principi alla base di quel modello si ritrovano quotidianamente. Quando Mark Zuckerberg ha creato il pulsante “Mi piace” sulla sua piattaforma Facebook, ha ridefinito virtualmente lo slogan e il disegno usato nel 1952.
I like Ike , campagna elettorale di Dwight D. Eisenhower, 1952
La tecnologia e i social media, come Facebook e Twitter, hanno permesso l’introduzione di una nuova era politica. Le piattaforme hanno aiutato i candidati a raggiungere in modo immediato e mirato gli elettori, usando segmenti demografici specifici e personalizzando il loro messaggio politico in modo efficace.
Nel quadro attuale, l’intelligenza artificiale si sta rivelando una forza trainante nel cambiamento delle campagne politiche. L’IA ha il potenziale di personalizzare i messaggi a un livello mai visto prima, utilizzando dati comportamentali per individuare un approccio mirato agli annunci politici con un’efficacia fino adesso impensabile
Gli algoritmi di apprendimento automatico, allenati specificatamente alla politica, possono analizzare enormi quantità di dati per identificare tendenze e comportamenti di voto, permettendo ai responsabili delle campagne di affinare le loro strategie per suggerire i migliori messaggi da condividere ai candidati . Campagne mirate a rispondere alle preoccupazioni specifiche dei singoli elettori.
Nel momento che la tecnologia offre nuove opportunità, si presentano anche nuove sfide, come l’importanza della protezione dei dati personali e delle questioni etiche e di trasparenza.
Stiamo vivendo una nuova era digitale, nella quale l’informazione è velocemente accessibile e il potere è sempre più decentralizzato. In tal senso, potrebbe apparire come un “nuovo gioco” di sfide in cui chi riesce ad adattarsi e a capire meglio come navigare in mezzo a questa complessità ha un sicuro vantaggio. Le particelle elementari del Principe di Salina? Nonostante le molteplici trasformazioni abbiamo bisogno di perseveranza e unione, necessità di connettersi con le persone e di comunicare efficacemente i propri messaggi politici. Il Principe di Salina sarà sempre presente a ricordare l’importanza di comprendere e non sottovalutare il perpetuo gioco del potere.
Nel 2024 la metà della popolazione mondiale andrà alle urne per il voto politico. Si voterà in paesi come: Stati Uniti, Russia, Bangladesh, Brasile, India, Iran, Messico, Pakistan, Indonesia, Stato molto ambito tra Cina e USA, in quanto è il più grande Paese musulmano al mondo. Ci saranno elezioni in 18 Paesi dell’Africa, dove l’elezione più importante si terrà in Sudafrica, tra 60 milioni di persone, e con un rischio di default. Il Democracy Index del The Economist, si concentra su cinque categorie generali per indagare le elezioni: processo elettorale e pluralismo, libertà civili, funzione del governo, partecipazione politica e cultura politica. Secondo le sue previsioni solo 43 Stati, compresi i 27 europei, avranno elezioni pienamente libere e democratiche. Non sempre, ma questo 2024 appena iniziato creerà importanti ripercussioni geopolitiche e non solo, nei singoli Stati. Le più importanti sfide le vedremo sotto nel dettaglio di ciascun paese.
Il 2024 rappresenterà un anno a rischio per le previsioni, un test per valutare come questi anni di pandemia e guerre si siano confrontati con il concetto di democrazia. Sarà l’anno nel quale l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non potrà non essere considerato, se non vogliamo alimentare la disinformazione mirata.
La prima elezione è partita nel Bangladesh, dove sono stati “ eliminati” i concorrenti che potevano insidiare il vecchio regime, di Sheikh Hasina. La Cina ambisce a predominare per le sue rotte marittime e terrestri. La cartina mostra il potere geografico del Bangladesh nel progetto della Nuova Via della Seta, ufficialmente noto come l’Iniziativa della Cintura e della Strada (BRI) lanciata dalla Cina. Progetto che mira ad una vasta rete di infrastrutture come strade, ferrovie, porti e altre installazioni in tutto il mondo per facilitare il commercio e l’investimento. Il Bangladesh ha ricevuto l’investimento cinese nella costruzione di infrastrutture come il porto marittimo di Payra e una serie di progetti energetici. Questi progetti non solo collegano il Bangladesh con l’economia globale, ma rafforzano anche i suoi legami economici e politici con la Cina.
Cartina Bangladesh
13 gennaio 2024 ci saranno le elezioni a Taiwan, il cui voto avrà un impatto molto importante sulle relazioni tra Stati Uniti e la Cina. Gli analisti ci dicono che forse non succederà assolutamente nulla, ma si aprono le vere danze geopolitiche di questo anomalo e bisesto 2024. Taiwan da sempre e’ teatro di scontro, di minacce di guerra tra Cina e America. A Taiwan si fabbricano e si assemblano oltre la metà dei chip e semiconduttori mondiali. Quindi, in teoria e nella pratica, si stabilirà se c’è capacità o volontà della Cina di condizionare l’isola, se ciò influirà sul rapporto tra Washington e Pechino. Sicuramente darà un primo orientamento all’asse delle Relazioni Internazionali. Taiwan è l’unico luogo a costruire i semiconduttori, materiale di base utilizzato per creare i microchip, i quali sono i dispositivi effettivi che svolgono una varietà di funzioni nelle apparecchiature elettroniche sia militari che del nostro uso quotidiano. Il ministro degli Esteri taiwanese Joseph Wu dice che Pechino è impegnata in un’operazione “ibrida” per influenzare l’isola: infiltrazioni, cyberattacchi, disinformazione, pressione economica. Per Pechino la “riunificazione” è parte fondamentale del grandioso risveglio della nazione cinese voluto da XiJinping. Con le elezioni del 13 gennaio il paese deciderà se allontanarsi ulteriormente o riavvicinarsi alla Cina. Taiwan potrebbe essere il primo Paese, di questo 2024, a dimostrare che le democrazie vogliono restare tali? A questo proposito possiamo dire che il 2023, e’ stato un anno piuttosto turbolento nei rapporti internazionali, ma si è concluso con un incontro tra il Presidente Cinese e il Presidente Americano, in modo positivo grazie alla riapertura dei dialoghi tra alti funzionari politici e militari. Insieme hanno discusso e approvato una eventuale cooperazione su molte questioni di pace mondiale.
Taiwan
Il 4 di febbraio 2024 ci saranno le elezioni presidenziali a El Salvador, prima nazione al mondo ad adottare il Bitcoin come moneta legale per cercare di avvicinarsi alla tecnologia finanziaria. Per gli analisti internazionali rimarrà in carica Nayib Bukele, presidente in dal 2019. La Costituzione salvadoregna proibisce a un presidente in carica di ricandidarsi.
El Salvador Centro America
Il 14 febbraio 2024 si voterà in Indonesia, nazione molto ambita tra Stati Uniti e Cina: Chi prenderà il posto dell’attuale leader Joko Widodo, alleato della Cina sin dal suo insediamento nel 2014? Dal punto di vista geografico l’Indonesia si trova in una posizione particolarmente strategica: localizzata tra due continenti, l’Asia e Oceania e due oceani l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano, assume il ruolo di una linea marittima di comunicazione chiamata (SLOC) e una linea marittima di commercio chiamata (SLOT) per gran parte dei traffici commerciali internazionali. il ruolo strategico svolto dalle acque indonesiane all’interno di una regione la cui rilevanza è destinata a crescere insieme alla crescente domanda di energia e altre risorse naturali. In questo contesto le acque territoriali indonesiane, in particolare nello stretto di Malacca, sono considerate una rotta critica per il commercio mondiale insieme allo stretto di Hormuz, al canale di Suez e al canale di Panama. Il ruolo della marina militare appare quindi centrale nella tutela degli interessi nazionali e nella garanzia della libertà di navigazione attraverso gli stretti.L’ Indonesia si trova in una posizione difficile: da un lato la dipendenza economica dalla Cina e dall’altro la volontà di costruire una partnership più forte con l’Occidente finalizzata ad aumentare la propria sicurezza. Il Paese si trova in un contesto caratterizzato da attriti crescenti: in particolare tra Stati Uniti e Cina relativamente a Taiwan. Gli Stati Uniti continuano a essere un partner strategico per la sicurezza dell’Indonesia e dell’Asean della quale fa parte. Indonesia e Cina hanno già avuto tre scontri marittimi all’interno della zona economica esclusiva indonesiana di 200 miglia nautiche al largo delle isole Natura. E’ la “nine-dash line” o “linea delle nove tratteggiature” è una linea imprecisamente tracciata usata dal governo cinese per reclamare quasi l’85% del Mar Cinese Meridionale. Questa linea, come suggerisce il nome, è composta da nove segmenti di linea che formano un U che delimita un’area che la Cina considera il suo territorio storico.Questa area include isole e acque territoriali di molti paesi del Sud-Est asiatico, tra cui le Filippine, il Vietnam e la Malesia. Questi paesi non riconoscono le rivendicazioni cinesi e ci sono stati numerosi conflitti territoriali e diplomatici sull’argomento. La questione della nine-dash line è controversa a causa dell’importanza strategica e commerciale del Mar Cinese Meridionale. Quest’area è ricca di risorse naturali come il petrolio e il gas, è un importante rotta di navigazione commerciale e ha un grande significato strategico sia in termini di difesa che di sicurezza.
Indonesia
Il 25 febbraio 2024, saranno elezioni in Bielorussia. Aleksandr Lukashenko, legato anche alle vicende che hanno coinvolto l’ex leader della Wagner Yevgeny Prigozhin, cammina sulla stessa strada della Russia. Il Presidente a fine dicembre del 2023 ha fatto approvare dal Parlamento Bielorusso una legge che gli garantisce l’immunità a vita contro eventuali procedimenti penali nei suoi confronti, e impedisce ai leader dell’opposizione che vivono all’estero di candidarsi alle elezioni presidenziali. Aleksandr Lukashenko è’ stato eletto nel 1994, considerato “l’ultimo dittatore d’Europa» ha imposto in Bielorussia un regime di tipo autoritario.
Bielorussia
Il 1 marzo 2024 voteranno in Iran, nonostante l’opposizione del movimento “Jin, Jiyan, Azadî, donna, vita, libertà” , nato per far conoscere a tutto il mondo le atrocità perpetrate nei confronti delle donne e di chi non segue le regole imposte dai dittatori, secondo gli analisti non subirà nessun scossone che possa disturbare l’attuale regime teocratico.
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Il 17 marzo del 2024 votazioni in Russia. Le previsioni danno Vladimir Putin vincente, anche perché il leader dell’opposizione, Alexey Navalny è stato rinchiuso in una colonia penale nel Mar Artico. Con queste elezioni Putin si avvicinerebbe al quinto incarico da presidente, garantendosi il potere fino al 2030, come ha da sempre comunicato al mondo.
Cartina della Russia
Data ancora non certa ma prevista tra aprile e maggio per il paese più popoloso del mondo, l’India, nel 2023 ha superato la Cina nella classifica a livello globale. L’attuale presidente Narendra Modi, conservatore, punta alla rielezione con il suo partito Bharatiya Janata Party (Bjp). Modi spinge anche per rispolverare l’antico nome sanscrito dell’India, Bharat, in ottica nazionalista. La motivazione secondo gli analisti, è da attribuire al fatto che l’attuale premier è riuscito a trasformare un partito conservatore vicino alle élite economiche urbane e alle caste alte, in una macchina elettorale capace di far breccia nella comunità induista anche nelle regioni meno conosciute e più povere, tra le caste escluse dalla crescita economica, senza usare la retorica di India quale potenza emergente sullo scacchiere internazionale. Nel 2023 l’India è stata la quarta nazione ad arrivare con una sonda sulla luna, dopo Stati Uniti, URSS/Russia e Cina. Un risultato ottenuto dall’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (Isro) con a capo della missione una ingegnera: Kalpana Kalahasti. La missione pone l’India tra le nazioni con il programma spaziale più avanzato e con un tasso di complessità crescente.
Il 2 giugno 2024, si voterà in Messico. A contendersi la presidenza due donne, il presidente uscente Andrés Manuel López Obrador, per legge non può candidarsi per un secondo mandato. Claudia Sheinbaum, ex sindaca di Città del Messico e’ scelta dal partito della sinistra che è al potere, Xóchitl Gálvez , politica, ingegnere e Senatrice della Repubblica, fa parte del Partito conservatore di azione nazionale. Entrambe vogliono aumentare le misure contro la povertà e sono favorevoli alla depenalizzazione dell’aborto. Sarebbe la prima volta al potere per una donna del Messico.
Claudia Sheinbaum Pardo e Xochtil Galvez
Il 9 giugno 2024, voteranno tutti e ventisette paesi dell’Unione europea per eleggere i deputati dell’Europarlamento. Saranno 15 in più della precedente elezione. È l’unico caso in cui non si vota per gli organi di una nazione, ma di un’Unione di Stati, 27, in attesa di un prossimo allargamento. La prima forza uscente è il Partito popolare, alleato con i socialisti, e i liberali nella maggioranza chiamata ironicamente dagli italiani, “Ursula”, che ha portato alla presidenza della Commissione la popolare la tedesca Ursula Von der Leyen. Ci sono tendenze contrastanti per l’ascesa dei Sovranisti in quanto vari paesi stanno facendo dei rimescolamenti: lo dimostrerebbe lo spostamento del partito Fidesz dell’ungherese Viktor Orbán, che è uscito dal Ppe. Per l’Italia si potrebbe presentare una nuova maggioranza tra popolari e conservatori, dove Fratelli d’Italia svolgerebbe un ruolo chiave.
Le dodici stelle sulla bandiera, rappresentano le dodici stelle della Corona di Maria narrata nell’Apocalisse. Furono fatte nascere l’8 dicembre del 1955 per l’Immacolata Concezione.
Intanto nella fine del 2023 e’ stato siglato l’atto europeo sui chip, che rafforzerà la competitività e la sovranità tecnologica dell’Europa. La legge dell’UE sull’Intelligenza Artificiale è unica: consente di vietare gli usi dell’IA che violano i diritti fondamentali e i valori umani. Un primo ed importante divieto dei sistemi di IA che manipolano il comportamento umano per minare il libero arbitrio.
Chip act Europa, nato alla fine del 2023
Il 5 novembre 2024, ci saranno le 60esime presidenziali elezioni negli Stati Uniti. La sfida per adesso si propone tra l’attuale inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, e il suo predecessore, Donald Trump. E qui l’incognita non sono tanto gli sfidanti, ma la ricandidatura di Donald Trump che potrebbe rimescolare gli equilibri globali fino adesso elaborati quali: la guerra in Ucraina, il conflitto in Medioriente, Taiwan, le politiche climatiche, i rapporti con l’Unione Europea e la ventilata uscita dalla Nato degli Stati Uniti. Dopo che Trump durante un convegno elettorale ha ribadito che: “dobbiamo portare a termine il processo iniziato sotto la mia amministrazione per rivalutare radicalmente lo scopo e la missione della Nato», il 15 dicembre del 2023, il Congresso federale degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge che prevede il divieto per qualsiasi presidente di revocare unilateralmente l’adesione del paese all’Alleanza Atlantica senza la previa approvazione da parte del Senato o un atto del Congresso.
Ci aspetta un anno particolare nel quale sarebbe importante rileggere le parole che si trovano scolpite nell’atrio dell’Onu di New York.
“Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo anche le altre parti soffrono. Se tu non senti la pena degli altri, non meriti di essere chiamato uomo”. ( Saādi di Shiraz, poeta iraniano del XIII secolo)
Poesia di Saādi di Shiraz del 1250, scolpita nell’atrio dell’Onu di New York
Adamo non è un nome proprio di persona, ma un nome collettivo che significa «Umanità, Genere Umano», senza aggettivi perché non è occidentale né orientale, ma solo universale.
La Creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella Sistina. Il dito teso di Dio verso Adamo/genere umano, rappresenta che Lui è lì e la decisione di stare o meno dalla sua parte dipende dall’uomo
Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e i servizi della commissione von der Leyen, in un editoriale pubblicato su “Le Monde”, ha parlato di come l’Europa si sta sempre più avvicinando all’uso dell’intelligenza artificiale. La legge dell’UE sull’IA è unica: ci consente di vietare gli usi dell’IA che violano i diritti fondamentali e i valori dell’UE” e il divieto dei sistemi di IA che manipolano il comportamento umano per minare il libero arbitrio.
Tuttavia, questo solleva una domanda: l’Europa non dovrebbe allora vietare tutto il marketing comportamentale e la pubblicità? Perché non preoccuparsi di 100 milioni di cittadini che sono bombardati da annunci comportamentali tutto il tempo? Dopotutto, l’obiettivo finale dell’industria pubblicitaria è quello di influenzare il comportamento umano e il libero arbitrio. Ancora più importante, non è chiaro chi intenda regolamentare, poiché molte importanti aziende e startup di intelligenza artificiale sono al di fuori dell’Europa.
Alcuni dati indicano che la Francia e la Germania ospitano rispettivamente 135 e 167 aziende di intelligenza artificiale, mentre gli Stati Uniti ne vantano oltre 15.000, braindrain dell’AI dall’europa all’america e’ notevole.
L’European Chips Act rafforzerà la competitività dell’Europa nelle tecnologie e nelle applicazioni dei semiconduttori e contribuirà a realizzare sia la transizione digitale che quella verde. Lo farà rafforzando la leadership tecnologica dell’Europa nel settore. A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio, il regolamento è entrato in vigore il 21 settembre 2023.
La necessità di un’azione dell’UE
I chip sono risorse strategiche per le principali catene di valore industriali. Con la trasformazione digitale stanno emergendo nuovi mercati per l’industria dei chip, come automobili altamente automatizzate, cloud, Internet delle cose, connettività, spazio, difesa e supercomputer.
La recente carenza globale di semiconduttori ha costretto alla chiusura di fabbriche in una serie di settori, dalle automobili ai dispositivi sanitari. Ciò ha reso più evidente l’estrema dipendenza globale della catena del valore dei semiconduttori da un numero molto limitato di attori in un contesto geopolitico complesso.
I risultati del Chips Survey, lanciato dalla Commissione Europea, hanno evidenziato che l’industria prevede che la domanda di chip raddoppierà entro il 2030. Ciò riflette la crescente importanza dei semiconduttori per l’industria e la società europee. Ci saranno sfide nel soddisfare questa crescente domanda, soprattutto alla luce dell’attuale crisi dell’offerta di semiconduttori.
Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2021, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito la visione della strategia europea sui chip, per creare congiuntamente un ecosistema europeo di chip all’avanguardia. Ciò includerà la produzione, nonché il collegamento delle capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale dell’UE. E già nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2022, la presidente von der Leyen ha sottolineato che la prima gigafactory di chip in Europa verrà inaugurata nei prossimi mesi.
Rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa
Con l’European Chips Act, l’UE affronterà la carenza di semiconduttori e rafforzerà la leadership tecnologica dell’Europa. Mobiliterà più di 43 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati e stabilirà misure per preparare, anticipare e rispondere rapidamente a eventuali future interruzioni della catena di approvvigionamento, insieme agli Stati membri e ai nostri partner internazionali.
Ciò sarà raggiunto sulla base di tre pilastri d’azione:
L’iniziativa “Chips for Europe” sosterrà lo sviluppo di capacità tecnologiche e l’innovazione su larga scala
Un quadro volto a incentivare gli investimenti pubblici e privati negli impianti di produzione garantirà la sicurezza dell’approvvigionamento del settore dei semiconduttori dell’Unione
Un meccanismo di coordinamento attraverso l’European Semiconductor Board costituirà la piattaforma chiave per il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri
Lo scopo e’: Rafforzare la leadership europea nella ricerca e nella tecnologia verso chip più piccoli e più veloci
Mettere in atto un quadro per aumentare la capacità produttiva fino al 20% del mercato globale entro il 2030
Costruire e rafforzare la capacità di innovazione nella progettazione, produzione e confezionamento di chip avanzati
Sviluppare una comprensione approfondita delle catene di fornitura globali dei semiconduttori
Affrontare la carenza di competenze, attrarre nuovi talenti e sostenere l’emergere di una forza lavoro qualificata
Investimenti a sostegno del Chips Act
Lo stesso Chips Act dovrebbe comportare ulteriori investimenti pubblici e privati per oltre 15 miliardi di euro.
Questi investimenti completeranno:
programmi e azioni esistenti nel campo della ricerca e dell’innovazione nel settore dei semiconduttori, come Orizzonte Europa e il programma Europa digitale.
In totale, oltre 43 miliardi di euro di investimenti orientati alle politiche sosterranno il Chips Act fino al 2030, a cui corrisponderanno sostanzialmente investimenti privati a lungo termine.
Il Chips Act propone:
Investimenti nelle tecnologie di prossima generazione
Fornire accesso in tutta Europa a strumenti di progettazione e linee pilota per la prototipazione, il test e la sperimentazione di chip all’avanguardia
Procedure di certificazione per chip affidabili e ad alta efficienza energetica per garantire qualità e sicurezza per le applicazioni critiche
Un quadro più favorevole agli investitori per la creazione di impianti di produzione in Europa
Sostegno alle start-up, alle scale-up e alle PMI innovative nell’accesso ai finanziamenti azionari
Promuovere competenze, talento e innovazione nella microelettronica
Strumenti per anticipare e rispondere alle carenze e alle crisi dei semiconduttori per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento
Costruire partenariati internazionali nel settore dei semiconduttori con paesi che la pensano allo stesso modo.
Quindi l’Europa è il primo continente ad adottare un “corpus giuridico e tecnico” che concilia il meglio dei due mondi. Il chip Act non ostacola l’intelligenza artificiale, ma anzi, fa da garante per la sicurezza” ( Thierry Berton, commissario dell’Ue) . Adesso aspettiamo il chip act Italiano. Il governo Meloni, ha sostenuto sin dall’insediamento “la necessità di una maggior autonomia strategica a livello europeo supportando gli investimenti sulle nuove frontiere tecnologiche, come i semiconduttori, le batterie elettriche, la cyber sicurezza e l’intelligenza artificiale”.
Un nuovo capitolo nella storia delle biotecnologie e dell’ingegner neurale è stato aperto da Elon Musk con la sua società di neurotecnologia, Neuralink. Musk è conosciuto per le sue attività avveniristiche in diversi settori: dall’auto elettrica Tesla, al viaggio spaziale con SpaceX. Elon Musk continua a spingere i confini dell’immaginazione umana, con l’obiettivo di rivoluzionare anche la medicina e l’interazione umana.
BCI , acronimo di un interfaccia neurale, una comunicazione diretta tra cervello e computer
Fondata nel 2016, Neuralink si concentra sullo sviluppo di dispositivi impiantabili ultramoderni del cervello con l’obiettivo di aiutare gli esseri umani a fondersi con l’intelligenza artificiale. Per Musk e il suo team di scienziati, la fusione, chiamata ormai da quasi quaranta anni BCI, cioè Interfaccia cervello-computer” , e’ un calcolatore di impulsi elettrici trasmessi dai neuroni di un cervello umano. Lo scopo principale per il quale sono state sviluppate le BCI è quello di permettere ai disabili gravi di comunicare con il mondo esterno o di recuperare parte delle normali funzionalità del corpo. Tutto ciò potrebbe aiutare l’umanità a rimanere al passo con l’IA, evolvendosi da una specie puramente biologica a una specie cibernetica.
Neuralink
La missione più immediata di Neuralink è sviluppare tecnologie che possano aiutare le persone con vari disturbi neurologici. Questo include la creazione di un dispositivo di interfaccia cervello-computer, il quale può essere impiantato nel cervello per monitorare e stimolare le cellule nervose. Le potenziali applicazioni mediche sono vaste, comprendono tra l’altro il trattamento di malattie come Parkinson, Alzheimer e lesioni del midollo spinale, e persino la ripristinazione della vista, dell’udito e del movimento in pazienti paralizzati.
La tecnologia di Neuralink, che da ottobre 2023 ha una nuova società concorrente, Synchron, E molte altre in fase di sperimentazione, potrebbe anche portare benefici oltre il campo medico.
“La scienza e la tecnologia hanno raggiunto un livello di maturità tale da poter iniziare ad avere effetti reali e sbalorditivi sulla condizione umana” ha detto Jacob Robinson, professore di Biologia Chimica dell’Università di Harvard ed oggi sviluppatore di dispositivi nanofabbricati per studiare la dinamica strutturale e funzionale dei circuiti neurali viventi.
Phd in fisica ad Harvard
Musk sostiene che, in un futuro lontano, Neuralink consentirà agli esseri umani di comunicare telepaticamente o caricare la propria coscienza su un computer. Anche se queste idee sembrano provenire direttamente da un romanzo di fantascienza, Musk sta dimostrando che meritano di essere prese seriamente.
Nonostante le ambizioni e il potenziale di rivoluzione di Neuralink, la società non è priva di controversie. I critici sollevano questioni etiche sulla fusione di intelligenza umana e artificiale, e sulle potenziali implicazioni di una società in cui alcune persone potrebbero avere accesso a queste tecnologie mentre altre no.
In definitiva, Neuralink è un giocatore affascinante e potenzialmente rivoluzionario nel panorama globale della neurotecnologia. I risultati futuri affronteranno anche le sfide etiche che emergono, determineranno il posto di Neuralink nella storia della scienza e del progresso umano. Non importa come si guardi, con Neuralink, Musk ha ancora una volta ridefinito i limiti del possibile.
L’economia come pratica esiste da quando l’uomo ha iniziato lo scambio e il commercio, ma la formalizzazione di un vero e proprio linguaggio economico lo possiamo far risalire al Rinascimento, con opere fondamentali come quella di Luca Pacioli. Un monaco francescano e matematico del XV secolo, considerato il “Padre della contabilità”, con un ruolo fondamentale nel plasmare il linguaggio dell’economia italiana.
Libro Banca d’Italia di Rosanna Visca
Nel suo scritto “Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalita” pubblicato nel 1494, Pacioli include una sezione chiamata “Tractatus de Computis et Scripturis”; Trattati sui conti e le scritture. Da sempre considerata la prima pubblicazione scritta, con un linguaggio per la comprensione del metodo di doppia entrata, base del moderno sistema contabile.
Nel suo lavoro, Pacioli utilizzò e sviluppò una terminologia specifica per descrivere vari concetti economici e contabili. Ad esempio, introdusse termini come “debito” e “credito”, che sono ancora utilizzati nella contabilità odierna. Quindi, possiamo affermare che Luca Pacioli ha avuto un’influenza significativa sul linguaggio dell’economia italiana.
William Blake Divina Commedia
La lingua dell’economia ha la duplice funzione di veicolare complesse teorie economiche e finanziarie tra gli addetti ai lavori e di tradurre queste nozioni in un linguaggio accessibile al grande pubblico. Trovare il giusto equilibrio tra comunicazione scientifica e divulgazione di un linguaggio economico rappresenta sicuramente una grande sfida, ma anche un obiettivo etico per garantire un’ampia comprensione dei temi economici.
La comunicazione economica si caratterizza per l’uso di un lessico tecnico e molto preciso, il quale permette di esprimere concetti specifici con chiarezza e rigore. Simili a un codice, questi termini permettono agli esperti del settore di discutere dettagliatamente i problemi e le soluzioni, contribuendo all’avanzamento delle ricerche e delle teorie economiche.
William Blake
D’altra parte, c’è la volontà di rendere il linguaggio di divulgazione economica accessibile al grande pubblico. Questo processo implica una traduzione del linguaggio tecnico in uno più quotidiano, mantenendo l’essenza delle informazioni.
Possiamo fare un parallelo su come fu usata la lingua italiana da Dante Alighieri con la “Commedia”. L’Epistola a Cangrande della Scala ci fornisce il punto di vista di Dante su come dovrebbe essere letta e interpretata la Commedia. Dante la descrive “regnante” , sottolinea che la sua opera è scritta in volgare, la lingua parlata dal popolo comune, piuttosto che in latino, la lingua “regale” o “regolata” usata per i testi formali e letterari. Questo potrebbe essere interpretato come un modo per sottolineare il ruolo dominante della “Commedia” nella letteratura italiana e, più in generale, nella cultura italiana. Praticamente il Sommo crea un “instrumentum regni’, uno strumento di potere grazie all’Opera, la commedia, può riuscire a condurre il genere umano da uno stato di miseria e ignoranza verso uno stato di maggiore conoscenza grazie al linguaggio che viene usato per scriverla. Una guida spirituale per l’umanità, una “produzione di valore”
AI , produzione di valore
Vi può sembrare strano parlare di economia, di Dante ma anche di Intelligenza artificiale? Assolutamente no, perché ognuno di questi elementi è impegnato nella “produzione di valore” nonostante i modi di linguaggio diversi.
Nell’economia, si crea valore tramite la produzione e lo scambio di beni e servizi. L’importanza di questa divulgazione è evidente, considerando la complessità dell’economia del Paese, e le molteplici sfide che affronta attraverso l’impatto sulle vite dei cittadini. Sia che si tratti di legislazioni fiscali, di politiche economiche o di consigli per gli investimenti, la comprensione del linguaggio dei temi economici può influenzare le decisioni delle persone a vari livelli.
Una corretta divulgazione economica può favorire una partecipazione più attiva dei cittadini, stimolando un dibattito pubblico informato e un aggiornamento costante su questioni nazionali e internazionali.
L’opera di Dante, la Commedia, usa l’umanesimo per produrre valore, esplorando la condizione umana, illuminando la complessità emotiva dell’uomo e riflettendo sui temi universali dell’esistenza. L’indagine sulla condizione umana è di valore inestimabile, ed è il linguaggio usato che può condurci a comprendere la profondità del divino e del nostro posto nell’universo.
Produzione di valore, il linguaggio
La trasformazione del linguaggio, odierno e’ l’intelligenza artificiale, la quale crea valore attraverso la sua capacità di processare enormi quantità di dati molto più velocemente di quanto potrebbe fare un essere umano, trasformandoli in informazioni utilizzabili e sopratutto comprensibili: un linguaggio multidisciplinare che può stimolare l’innovazione e la creatività. Quando combiniamo idee e concetti da diverse discipline creiamo innovazione, insieme al cambiamento linguistico camminiamo di pari passo. Un diverso approccio linguistico può portare a nuove idee, concetti e modi di pensare. Lo possiamo vedere attraverso la tecnologia, la scienza e la cultura, dove le nuove parole e le nuove espressioni linguistiche rappresentano i nuovi concetti e le nuove invenzioni. Lo abbiamo visto attraverso la storia che ha creato nuovi generi letterari, stili di scrittura e forme di espressione artistica influenzando il modo in cui le persone hanno percepito e interpretato il mondo. Per questo motivo, è importante fare un uso responsabile, sensibile ed etico delle novità linguistiche.
La lingua dell’economia in Italia è un potente strumento di comunicazione, conoscenza e cultura. Il giusto compromesso tra comunicazione scientifica e divulgazione è cruciale per informare, formare e coinvolgere la società italiana nei confronti dei temi economici che riguardano tutti noi, sottolineando l’interconnessione tra economia, storia, tecnologia, innovazione e vita quotidiana.
La crescita esponenziale del web ha portato le testate giornalistiche, e quelle di uso prettamente personale, a rivedere il proprio assetto nei confronti del lettore. È’ nato un rinnovamento, sia nella forma, in cui i contenuti sono proposti, quanto nella loro diffusione online. L’uso dei social media, che fa parte della sezione non giornalistica, cioè che non deve sottostare alle regole imposte a chi è professionalmente iscritto all’ordine, ha abituato gli utenti-lettori a ricevere una grande quantità di suggerimenti, notizie e dati in un breve lasso di tempo, anche grazie ai semplici smartphone. Piattaforme come Facebook in particolare, sono state stimolo del mutamento delle preferenze, con conseguenze nelle proposte che sono state considerate dalle testate online. Le piattaforme, sia giornalistiche che di “ uso personale”, in Italia si differenziano per audience, contenuti, stile editoriale e formati multimediali. Proviamo, in questo articolo, ad esplorare le tre grandi categorie: i giornali tradizionali online, i blog di notizie indipendenti e i social media.
I Giornali tradizionali online:
Queste piattaforme ereditano la struttura e lo stile dei giornali cartacei. Testate come “Corriere della Sera”, “La Repubblica” e “La Stampa” sono esempi di questa categoria. Sono piattaforme che garantiscono l’affidabilità delle notizie seguendo standard rigorosi di giornalismo. La loro copertura include notizie nazionali e internazionali di economia, politica, sport e cultura.
Blog di notizie indipendenti:
Sono piattaforme che generalmente si focalizzano su aree di nicchia o hanno un tono più personale. L’esempio migliore in Italia è forse “Il Post”, che offre articoli di analisi su argomenti d’attualità. : Il Post offre analisi politiche, articoli di approfondimento e altro, scritti da una redazione di giornalisti. Un blog personale, invece, può trattare qualsiasi argomento in base agli interessi dell’autore, che spaziano dalla cucina, ai viaggi, alla moda, alle esperienze personali, ma sempre e soltanto in base alle preferenze di chi scrive, il quale è l’unico che decide che il contenuto sia pubblicabile, non deve rispondere a un capo redattore o un direttore. I blog possono essere più flessibili nel loro stile, potendosi permettere approcci più creativi e più vicini alla narrazione della notizia.
I Social media:
Sono le Piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram, ognuna con le sue peculiarità, sono diventate nel tempo dei canali informali ma molto influenti sulla massa. Molti giornalisti, dal politico all’ influencer usa i social per condividere e discutere qualsiasi tema cavalcando l’attimo immediato, la notizia, vera o falsa, che desiderano mettere in evidenza e fare divenire virale. Sono piattaforme che offrono immediatezza e interattività con il grande pubblico “sovrano”, il vero problema è l’assenza di un filtro redazionale, questo problema alza il rischio della diffusione di fake e deep news : notizie e contenuti falsi, atti ad una manipolazione della notizia.
La rete LinkedIn
LinkedIn si distingue da altre piattaforme di social networking perché si concentra principalmente sulla creazione di reti professionali e sullo scambio di informazioni commerciali e di lavoro. LinkedIn è progettato per i professionisti. Il suo scopo principale è permettere agli utenti di stabilire e mantenere una rete di contatti che possa aiutarli nel loro percorso di carriera. Le altre piattaforme social possono concentrarsi su aspetti personali, sociali o di intrattenimento, LinkedIn è una piattaforma orientata alla carriera e al business.
TIK TOK
TikTok è una piattaforma concepita principalmente per contenuti audiovisivi di intrattenimento piuttosto che come uno spazio per la condivisione di contenuti di tipo giornalistico o accademico. ha un pubblico in gran parte giovane, che spesso cerca contenuti leggeri, divertenti o virali a scapito della notizia giornalistica.
Le piattaforme online stanno rivoluzionando il modo in cui viviamo, lavoriamo e usiamo il tempo libero. Ogni piattaforma ha le proprie regole, il proprio pubblico e il proprio modo di funzionare. Scegliere la giusta piattaforma per le proprie esigenze, che si tratti di affari, apprendimento o socializzazione, può fare un’enorme differenza nel raggiungimento dei propri obiettivi. Tuttavia, è bene ricordare che l’utilizzo di queste piattaforme richiede una consapevolezza delle questioni relative alla sicurezza e all’etica digitale. Motivo per il quale, l’Ordine dei Giornalisti organizza corsi fondamentali per apprendere l’accuratezza, l’imparzialità e la responsabilità: sfide etiche che nell’ambiente digitale possono essere uniche e complesse. Ad esempio, i giornalisti digitali devono fare attenzione a come utilizzano e attribuiscono le fonti online, come gestiscono i commenti e le interazioni con il pubblico sui social media, come affrontano le questioni di privacy e consenso nel contesto online. Devono svolgere il loro ruolo in modo responsabile, ma sopratutto aumentare l’integrità in un mondo sempre più digitale.
Un libro ricevuto nei doni di questo Natale 2023, un autore che ha la capacità e grande punto di forza, di spiegare idee complesse con un linguaggio semplice e piacevole per rilassarsi. Passione, onestà, autenticità e rigore accademico. Se aggiungiamo che ha la capacità di emozionare i suoi lettori, le pagine scorrono veloci. Le sue opere evocano spesso un senso di nostalgia e apprezzamento per L’Italia e la sua ricca storia e cultura. Questo libro lo definirei un saggio stimolante, che affronta un argomento nel quale affondano le nostre radici e che non sottovaluterei neanche politicamente, e’ la nostra storia, quella dell’Impero Romano. Il libro si apre con una provocante affermazione: “l’Impero romano non è mai caduto”. Potrebbe apparire come un un concetto affascinante che l’autore sviscera attraverso un’analisi dettagliata dell’influenza di Roma sul mondo, oppure veramente non e’ mai caduto?
Cazzullo prende in considerazione non solo l’Impero romano d’Oriente o il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, ma anche le versioni contemporanee degli imperi”: l’Impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg per altro grande ammiratore di Augusto. Mi ha colpita la ricchezza di riferimenti storici, politici e culturali che attraversano i millenni, conferendo a una realtà antica una voglia, attuale, di ritorno agli Imperi.
Uno dei punti di forza del libro è la capacità di Cazzullo di collegare parole, concetti e realtà che usiamo e viviamo ogni giorno con le loro antiche radici romane. Che si tratti di termini politici come “Repubblica” o di idee fondamentali come la pace e la giustizia, l’autore dimostra l’enorme influenza che l’Impero Romano ha esercitato, e continua a esercitare, sul mondo. Roma vive, le parole della politica vengono dal latino: popolo, re, Senato, Repubblica, pace, legge, giustizia. Kaiser e Zar derivano da Cesare. I romani hanno dato i nomi ai giorni e ai mesi. Hanno ispirato poeti e artisti in ogni tempo, da Dante a Hollywood. Hanno dettato le regole della guerra, dell’architettura, del diritto che vigono ancora oggi. Hanno affrontato questioni che sono le stesse della nostra quotidianità odierna , il razzismo e l’integrazione, la schiavitù e la cittadinanza: si poteva diventare romani senza badare al colore della pelle, al dio che si pregava, al posto da cui si veniva. A noi italiani in particolare i romani hanno dato le strade, la lingua, lo stile, l’orgoglio, e il primo embrione di nazione.
Aldo Cazzullo
Un altro aspetto degno di nota è il modo in cui l’autore tratta la questione della cittadinanza romana. Si evidenzia come gli antichi romani fossero in grado di accogliere diversità etniche e religiose all’interno del loro impero, un concetto che rispecchia attualmente le sfide dell’integrazione e dell’immigrazione.
“Quando eravamo i padroni del mondo” non è solo un’attenta analisi storica, ma anche un esplorazione dell’orgoglio e dell’identità italiana, che riflette sulla lingua, sullo stile e sull’orgoglio che gli italiani hanno ereditato dagli avi.
Il libro racconta anche la mitica fondazione di Roma, con personaggi come Enea e Romolo, e personaggi storici come Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, in un racconto pieno di dettagli e curiosità che affascinerà non solo il lettore colto ma anche quello semplicemente curioso.
In ogni pagina, Cazzullo enfatizza il mito e il simbolismo di Roma, analizzando il significato dell’aquila, simbolo di tutti gli imperi del mondo, da Roma all’America.
Nella cultura romana, l’aquila era il simbolo dell’Impero e rappresentava la potenza, il coraggio e l’immortalità, ma anche la capacità di vedere ciò che è nascosto, di prevedere eventi e individuare opportunità. Era l’insegna della Legione romana ed era considerata sacra. La perdita di un’aquila in battaglia era considerata una tragedia immensa.
Nella mitologia greca, l’aquila era un animale sacro a Zeus, il re degli dei, e simboleggiava la regalità, la trascendenza e la spiritualità.
In ambito cristiano, l’aquila è associata a San Giovanni Evangelista, per la sua capacità di volare vicino al sole – simboleggiando la capacità di San Giovanni di vedere oltre il mondo materiale nelle terre spirituali.
Per le tribù dei Nativi Americani, l’aquila era un simbolo di saggezza e coraggio, un messaggero tra gli uomini e il grande spirito. Le sue piume erano usate nei rituali sacri e nelle cerimonie.
Gianicolo, Roma
Nel mondo moderno, l’aquila continua ad essere un simbolo importante. È presente nell’emblema degli Stati Uniti d’America, rappresentando la forza, la libertà e la ricerca dell’illuminazione: forza, libertà, visione e potere. E’ altresì l’uccello simbolo nazionale di molti paesi, tra cui Messico, Austria, Polonia, Germania, Egitto e molti altri.
Il libro “Quando eravamo i padroni del mondo” personalmente è una lettura piacevole che sottolinea come la grandezza di Roma, anche inconsapevolmente, sopravvive ancora oggi, sia nel nostro linguaggio, nella nostra cultura, nelle nostre istituzioni e soprattutto nella nostra mente.
La transizione egemonica è un fenomeno che si verifica quando un paese o un gruppo di paesi, aumenta la propria influenza e il proprio potenziale nel mondo, anche a spese di altre nazioni. Un fenomeno complesso che può essere analizzato attraverso la teoria della stabilità egemonica, la teoria della pace democratica e la teoria del conflitto strutturale. Tra il XIX e il XX secolo abbiamo assistito a momenti importanti di transizione egemonica: dal dominio britannico a quello degli Stati Uniti, dell’URSS dopo la seconda guerra mondiale. Dalla guerra fredda all’attuale “dominio relativo” degli Stati Uniti.
Oggi, il mondo si confronta con una nuova possibile transizione. La crescita della Cina e la sua ascesa come potenza globale, insieme al rafforzamento di altre economie emergenti come l’India e il Brasile, potrebbero divenire l’inizio di una nuova transizione. Dal tradizionale ordine occidentale-globalista a un ordine più multipolare, cioè regolato da più potenze.
Un cambiamento che in questo fine anno 2023 , sta aprendo un intenso dibattito sui diversi paradigmi che potrebbero emergere.
La dinamica del potere globale è sempre in un costante e imprevedibile mutamento. Da un predominio britannico nell’era coloniale a un mondo multi globalizzato. Mentre ci avviciniamo all’anno 2024, possiamo cercare di analizzare le potenziali implicazioni di un anno che rappresenta una tappa importante in questa dinamica, un anno in cui probabilmente vedremo la fine dell’opposizione tra Stati Uniti e Cina, ma anche l’inizio di una nuova era. Come da decenni viene detto: “ non è la fine del mondo ma la fine di un mondo”
Il 2024 sarà un anno cruciale per molte ragioni. In primo luogo, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti potrebbero avere importanti ripercussioni sulla politica interna del Paese e sul suo ruolo a livello globale. Il risultato di queste elezioni potrebbero determinare l’orientamento futuro del Paese, la sua posizione nei confronti delle questioni globali e la sua interazione con altre nazioni, inclusa la Cina.
Allo stesso tempo, la Cina, con la sua crescente influenza economica e politica, continuerà a plasmare l’ordine mondiale, molto probabilmente nel rispetto di una concezione multipolare del mondo. Il paese sta ampliando il suo impatto a livello globale attraverso le sue iniziative come la Belt and Road Initiative, la quale, dopo del tempo di “ fermo” ha ripreso la sua volontà a promuovere sia per via terrestre che marittima, l’integrazione economica, facilitando il commercio e gli investimenti tra l’Asia e il resto del mondo, con “la diplomazia degli investimenti”.
Se le due grandi potenze di Stati Uniti e Cina, si contendono la supremazia, c’è una maggiore consapevolezza verso la competizione bilaterale, la quale non è più sostenibile nel lungo termine. Il 2024 potrebbe quindi rappresentare l’anno in cui si passerà da una visione dualistica del “ tutto o nulla” del potere mondiale, a una visione più ampia, multipolare, regolata da più di due grandi potenze.
L’arrivo di nuovi protagonisti sul palcoscenico internazionale, e le elezioni che si terranno nei loro paesi nel 2024, come l’India, il Brasile e altri paesi emergenti, contribuirà quasi sicuramente a rimodellare l’equilibrio di potere globale. Nazioni che stanno dimostrando una crescente capacità di gestire un impatto significativo sulle questioni internazionali atte a creare un ordine mondiale più diversificato ed equilibrato.
Il 2024 promette di essere un anno di notevole importanza nella dinamica della transizione egemonica.
Scontro epocale, il New York Times fa causa a OpenAI e Microsoft accusandole di violazione del diritto d’autore per l’uso non autorizzato di milioni dei suoi articoli per addestrare le loro chatbot: ChatGPT e Copilot. La differenza tra le due chatbot è che GPT-3 nata nel 2920 è un modello di lingua naturalmente capace di creare frasi umanamente leggibili, invece GitHub Copilot è specificamente progettato per generare codice e assistere gli sviluppatori, gli allenatori di algoritmi nel processo di programmazione. Entrambe le tecnologie sono sviluppate da OpenAI.
L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato numerosi settori e ha messo in luce una serie di questioni legali ed etiche complesse. Il diritto d’autore e la possibilità della sua violazione da parte dei sistemi di IntelligenzaArtificiale e’ forse ciò che più preoccupa. Siamo in un territorio nuovo che potrebbe ledere la creatività umana, un territorio che richiede trasparenza e nel quale la legge si deve ancora definire.
L’azione legale apre un nuovo fronte nella battaglia che va avanti da anni fra Big Tech e l’industria dei media sul mondo del web
Forse non era così scontato che il New York Times presentasse una causa contro OpenAI e Microsoft per presunta violazione del diritto d’autore. Il giornale, chiamato in gergo “ la vecchia signora in grigio” simbolizzando il rispetto per le tradizioni giornalistiche e l’impegno per un giornalismo serio e attento, sostiene che la recente collaborazione tra Microsoft e OpenAI, il quale utilizza l’innovativo modello di linguaggio GPT-3, ha infranto il diritto d’autore del NYT utilizzando i suoi contenuti senza permesso.
OpenAI, un’organizzazione di ricerca su intelligenza artificiale, ha sviluppato GPT-3, un modello di linguaggio che può generare testi coerenti e realisticamente umani. A sua volta, Microsoft ha ottenuto i diritti esclusivi per l’uso commerciale di GPT-3. Il modello è addestrato su un vasto campo di articoli di giornali e pubblicazioni online. Il linguaggio come GPT-3 di OpenAI è stato addestrato su Internet, inclusi potenzialmente molti articoli di notizie e blog. È qui che sorge la questione del diritto d’autore: l’uso di questi materiali protetti da copyright per addestrare un modello di IA rientra nell’uso equo, o rappresenta una violazione del diritto d’autore?
OpenAI e Microsoft respingono le accuse, sostenendo che l’addestramento di GPT-3 di testo rientra sotto l’uso equo, una dottrina del diritto d’autore che consente l’uso limitato di materiali protetti da copyright senza il bisogno di chiedere il permesso dell’autore.
Il dibattito centrale della questione legale è quindi se l’addestramento di modelli di IA su testi protetti da copyright possa essere considerato “uso equo” o se costituisca una violazione del diritto d’autore. Questo caso potrebbe stabilire un precedente importante per il futuro dell’addestramento dei modelli di IA e l’uso dei dati.
La causa legale è solo agli inizi, le sue implicazioni potrebbero avere ripercussioni significative per l’industria dell’Intelligenza Artificiale e le nuove tecnologie in uscita nel 2024. La decisione del tribunale in questa causa promette di plasmare il modo in cui i dati vengono utilizzati nel settore e di determinare il futuro delle normative sul copyright nell’era dell’intelligenza artificiale.