Il “sigillo” di pace e libertà ispirato da Machiavelli e usato dalla città di Firenze di Elena tempestini

La colomba segno di pace con l’Ulivo sigillo del Comune di Firenze dal 1429 al 1530, e fatto riconiare dal Sindaco Giorgio Morales, negli anni 90, in metallo prezioso da un’antica e preziosa bottega artigiana della città a cura di un Maestro di arte orafa quale Paolo Penko

“i popoli per conservare la libertà devono tenervi sopra le mani”. ( Machiavelli)

Machiavelli, un uomo conosciuto in tutto il mondo universale, figura amata, a volte odiata, sicuramente personalità controversa nella Firenze dei Medici. Cancelliere della Repubblica fiorentina, fondatore della Scienza Politica moderna, enunciò i suoi principi nel testo Il Principe.

Le sue parole sono ancora oggi studiate e il suo concetto di “ragione di stato” è presente in tutta la storia ciclica dei tempi. Machiavelli fu un letterato ma sicuramente anche un acuto e spregiudicato consigliere, ed è proprio per questa sua connotazione “negativa” del termine che un’idea giudicata buona ma scaltra viene definita “Machiavellica”. Egli dette un contributo notevole soprattutto nell’ambito dell’organizzazione politica e giuridica offrendo una visione estremamente innovativa e originale per l’epoca.

Il sigillo, simboleggia una colomba e l’Ulivo, simbolo di pace e libertà come estremo messaggio in difesa delle istituzioni. Ricordando il pensiero di Machiavelli secondo il quale la verità si fonda sull’esperienza e sulla ciclicità della storia: per questo fu un gran sostenitore dello studio dei Classici. La storia quale unica fonte in grado di fornire i dati oggettivi su cui basarsi, i modelli da imitare. Al contempo riconoscere gli errori e le strade da non ripercorrere. Proprio attraverso il Principe, l’autore rompe radicalmente con i dogmi fino ad allora conosciuti. Il Principe deve saper resistere alla “fortuna”e contare sulla sua “virtù”, intesa quale complesso di talento, doti e abilità.

Il Sigillo fu usato dal Comune di Firenze per un lungo periodo: dal 1429 al 1530. Catalogato al Bargello sotto al numero 509, rappresentava l’espressione dei “Conservatori di Legge di Firenze”, la magistratura repubblicana istituita nel 1429 e inizialmente destinata a vigilare sul giuramento di pace interna, oltre alla regolarità dell’azione amministrativa.

Il simbolo dopo il 1530 cadde nell’oblio. Negli anni novanta del XX secolo, nell’ archivio di un’antica famiglia fiorentina: la famiglia Guadagni, un consigliere comunale, l’avvocato Anton Luigi Aiazzi, appassionato studioso della storia di Firenze, trovò che il sigillo era stato apposto su un documento, un provvedimento del governo fiorentino datato 4 agosto 1505. L’avvocato propose al sindaco di allora, Giorgio Morales, di permettere che il sigillo con la colomba ad ali aperte con in bocca un ramo di ulivo e tra le zampe un altro ramoscello della stessa pianta, contornato dalla scritta “ S. Pax et Defensio Libertatis, Sacra o Santa Pace e difesa della libertà, affiancasse il più famoso e conosciuto Fiorino d’Oro, che la città di Firenze dona alle personalità che si sono distinte per il loro impegno civile, politico e culturale con valore.

Il sindaco Morales affidò la riproduzione al Maestro Orafo Paolo Penko, e il Sigillo, nella sua prima copia fu consegnato dal Sindaco Giorgio Morales al sindaco di New York Rudolph Giuliani durante la sua visita americana. Successivamente un’altra copia fu regalata a Gorbaciov in occasione della sua visita in Italia.

Come ebbe a dire Il Cancelliere della Repubblica, Niccolò Machiavelli, davanti ai “Signori di Balia”:

“Fiorentini liberi, essere nelle vostre la vostra libertà, alla quale io credo che voi avrete quel rispetto che ha avuto sempre chi è nato libero e desidera viver libero”.

Il Marstro Orafo Paolo Penko riproduce il Sigillo della Pace di Firenze

il Sigillo si “perse” nella memoria della storia, ma fu donato al Senatore Carlo Strozzi e raccolto in una vasta collezione comprendente numerosi simboli delle antiche istituzioni e della famiglia regnante. L’ordinamento dell’eccezionale materiale secondo criteri scientifici si deve a Domanico Maria Manni che redisse nel 1733 un esauriente catalogo. Inventariato al numero 150, l’esemplare in oggetto passò successivamente nelle mani di Tommaso Gherardi e quindi nei fondi del Bargello a partire dal 1872, dove venne classificato da Pellegrino Tonini e Umberto Rossi. Gli ordinatori del museo si affiancarono al singolare erudito settecentesco come fondamentali pionieri della sfragistica, la scienza che si dedica allo studio del sigillo dal punto di vista tecnico, storico, artistico e diplomatico.

La “Pietà” di Vezzoli in Piazza della Signoria e la lettera di Raffaello Sanzio al Papa Medici Leone X

La PIETÀ di Francesco Vezzoli in piazza della Signoria

Dove l’Arte si vuole “cancellare” per la sua provenienza geografica, dove si vuole creare il buco della memoria, l’artista Francesco Vezzoli ha voluto creare, direttamente sul posto, l’assemblaggio di un’Opera intitolata Pietà. Un leone novecentesco, allto cinque metri, trovato nel parco di una Villa e messo davanti al Palazzo della Signoria per rinfrescarci la memoria. Il leone, simbolo di Firenze è conosciuto come il Marzocco, dal latino “martius” = di Marte. Un’altra delle spiegazioni avanzate è che marzocco sia la contrazione della parola Martocus, cioè piccolo Marte. Dante riporta la comune credenza che la città di Firenze fosse anticamente dedicata a Marte, e che esistesse una statua romana del Dio. Successivamente collocata alla fine del Ponte Vecchio e travolta dalla grande piena d’Arno del 4 novembre 1333 … eh si proprio il 4 novembre. Successivamente Nel Trecento, almeno fino alla peste nera, accanto a Palazzo Vecchio, sul lato di via della Ninna, la Signoria manteneva un vero e proprio serraglio di leoni, con una trentina di animali, tanto che la strada si chiamava “via dei Leoni”. La decisione di tenere leoni vivi in un serraglio, fu presa per rendere onore a Guglielmo, fratello del Re di Scozia Malcolm IV, al quale successe nel 1165. Guglielmo, detto Il Leone, perché aveva raffigurato questo animale nello stemma, e aveva fatto un buon governo per Firenze. Questo fu il modo per la città di dimostrargli la loro riconoscenza. La scultura di Francesco Vezzali tiene tra le fauci una testa romana, reperto del II secolo, a significare un frammento di una civiltà perduta. Guardando la statua mi viene alla mente la lettera del grande Raffaello Sanzio a Leone X, un documento del 1519, scritto dal pittore insieme a Baldassarre Castiglione sotto la supervisione di Angelo Colocci, segretario apostolico del Papa. Il tema trattava della mancata protezione e conservazione delle vestigia della Roma Antica. PIETÀ per l’Arte antica.

LETTERA DI RAFFAELLO SANZIO AL PAPA MEDICI LEONE X

“Quanti Pontefici, Padre Santissimo, li quali avevano il medesimo officio che ha Vostra Santità, ma non già il medesimo sapere, né il medesimo valore e grandezza d’animo, né quella clemenza che la fa simile a Dio: quanti, dico, Pontefici hanno atteso a ruinare templi antichi, statue, archi e altri edifici gloriosi! Quanti hanno comportato che solamente per pigliar terra pozzolana si sieno scavati dei fondamenti, onde in poco tempo poi gli edifici sono venuti a terra! Quanta calce si è fatta di statue e d’altri ornamenti antichi! che ardirei dire che tutta questa Roma nuova che ora si vede, quanto grande ch’ella si sia, quanto bella, quanto ornata di palagi, chiese e altri edifici che la scopriamo, tutta è fabricata di calce e marmi antichi.»

Facolcup: il primo Torneo di calcio tra studenti delle facoltà dell’Universita’ di Firenze di Elena Tempestini

Nicola Armentano, Consigliere città Metropolitana con delega allo Sport

Presentazione, presso la biblioteca delle Oblate, di Facolcup, il primo Torneo di calcio delle facoltà di Unifi, Università di Firenze.

Enea de Vita

Con il supporto del Sindaco di Firenze, della città Metropolitana, di Titta Meucci Assessora
Università e ricerca del Comune di Firenze del giornale Corriere dello Sport, Enea de Vita,Matteo Gesmundo, Leonardo Giusti hanno dato vita ad un progetto che unisce lo Sport alla cultura. In collaborazione con le storiche ASD Belmonte e US Sales. Le finali sono previste nazionali a Roma. Grandi nomi per le collaborazioni quali Red Bull che hanno partecipato senza scopo di lucro. Sarà divertente per i giovani universitari seguire l’iniziativa sul social Instagram: Facolcupunifi2022. Grazie a questi giovani che hanno unito le Idee, la Cultura, lo Sport e il tessuto sociale e relazionale nel mondo Accademico.

Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci.
(Michael Jordan)

Marco Buti : “The man insidie” il difficile equilibrio della geopolitica nel terzo millennio di Elena Tempestini

Nella foto: Marco Buti, Dario Nardella Romano Prodi e Alexander Stubb. In collegamento da Roma Emma Bonino

Marco Buti, il sindaco Dario Nardella, la senatrice Emma Bonino, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e Alex Stubb, primo Ministro della Finlandia, direttore Istituto Universitario Europeo.
Marco Buti , Direttore Generale per gli Affari Economici e Finanziari dell’Unione Europea, capo di gabinetto del commissario europeo agli Affari economici di Paolo Gentiloni.
Ha ricoperto la carica di viceministro delle finanze per la commissione al G7 e al G20. Nel suo libro ‘The man inside’ affronta il precario equilibrio delle scelte politiche europee che hanno cercato il mantenimento tra economia, istituzioni e politica. Alex Stubb, Ministro delle finanze della Finlandia, vice-presidente della Banca Europea degli Investimenti. Direttore della Scuola di Transnational Governance all’Università Europea di Firenze. Oggi ha rilasciato la dichiarazione : La Finlandia deve entrare nella Nato, Putin ci fa paura” Abbandoniamo la “Neutralità’”.

Durante la guerra in Ucraina la Russia sta aumentando la sua potenza geopolitica in tutta l’Africa.

Di Elena Tempestini

Sentimenti anti francesi in Mali. Marzo/aprile 2022

E così la Russia, fuori dai suoi “confini” di guerra, “elimina” la Francia dall’Africa. Fine anno 2022 è confermato il Summit Russia/Africa a San Pietroburgo. Si procede con la costruzione di una base navale Russa in Sudan .

Un portavoce militare del Mali, in un’intervista alla Agenzia di Stampa Reuters, ha così commentato : “Gli abusi da parte di gruppi islamici armati non sono una giustificazione per il deliberato massacro di persone in custodia da parte dell’esercito“. In precedenza, un portavoce della giunta aveva dichiarato che l’esercito del Mali dal 23 al 31 marzo 2022 aveva eliminato 203 militanti islamici, e arrestato altri 51, assicurando che “si indagherà su ogni accusa di violazione dei diritti”. I testimoni hanno detto che Il 27 marzo i soldati maliani sono arrivati in elicottero al mercato degli animali di Moura e hanno ingaggiato una sparatoria con i jihadisti, che si sarebbero radunati sul luogo. Gli elicotteri hanno poi bloccato le uscite del villaggio, mentre i commercianti e i civili cercavano di fuggire. L’oppositore Oumar Mariko è stato convocato dalle autorità per aver attaccato la giunta diretta da Assimi Goïta per il massacro, e suggerito che l’esercito sia stato messo fuori gioco da “compagnie inaccettabili”. La decisione del Governo guidato dai militari del Mali di invitare i combattenti del gruppo Wagner, Un gruppo paramilitare che l’Economist descrive come una rete di mercenari, un esercito privato alle dipendenze di Putin

La compagnia paramilitare ha un ruolo di contractor della Russia, causando una crescente preoccupazione in molte capitali occidentali, che ne scorgono un ulteriore segnale della penetrazione di Mosca in Africa, dopo il caso della Siria e della Libia. Qualche reazione è in atto: la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche in risposta alla proposta di rinviare le elezioni, promesse per l’anno prossimo, almeno fino al 2026.

La Repubblica Centrafricana (Rca), un’altra ex colonia francese, sta già lavorando a stretto contatto con il Gruppo Wagner, e ha nominato il russo Valery Zakharov consigliere per la sicurezza nazionale. Le Nazioni Unite ne hanno già denunciato le atrocità sulle popolazioni civili.  Nel 2018 Orkhan Dzhemal, un reporter di guerra russo noto per i suoi rapporti critici sulle politiche di Mosca, è stato misteriosamente ucciso insieme a due colleghi giornalisti russi, mentre indagavano sulle operazioni di Wagner nel Paese. Anche nel vicino Burkina Faso Il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, l’ultimo leader militare a prendere il potere nell’area, ha chiamato al suo fianco i mercenari russi. Questo meno di un anno dopo che il Mali ha subito il suo secondo colpo di stato in 12 mesi, e il terzo in 10 anni, mentre a settembre un colpo di stato nella vicina Guinea ha posto al potere il comandante delle forze speciali Mamady Doumbouya.

La Francia, l’ex potenza coloniale in tutti e tre i Paesi, si è vista così soppiantare dalla Russia. Il sentimento antifrancese sta crescendo, grazie anche ai social media, e si nutre speranza nella presenza russa perché porti stabilità. Questa settimana di marzo 2022 all’ambasciatore francese è stato chiesto di lasciare il Mali, e vi sono anche dubbi sul fatto che l’Air France, uno degli ultimi vettori internazionali che collegano il Paese col resto del mondo, possa riprendere i suoi voli per la capitale Bamako. I leader del Mali continuano però a minimizzare la presenza dei mercenari, dicendo che stanno semplicemente cooperando con “addestratori russi”. Da parte loro, i membri del gruppo Wagner trovano un punto di interesse nel Paese nei ricchi giacimenti d’oro. Per ripetere lo schema già applicato nella Repubblica centroafricana, dove si sono di fatto appropriati delle miniere di diamanti, vero compenso per i loro servizi.

La Francia ha puntato sulla task force europea Takuba per mantenere un controllo sull’area. Ma questa forza europea è a sua volta in crisi: il governo militare ha chiesto alle truppe danesi di lasciare il Mali. E la Svezia ha annunciato il suo ritiro dalla task force. La Russia sta invece aumentando la sua influenza geopolitica in tutta l’Africa. San Pietroburgo ospiterà il secondo summit Russia-Africa alla fine di quest’anno. E ha appena firmato un accordo che le permetterà di stabilire una base navale in Sudan. Anche il Covid19 ha offerto ai russi un’opportunità per affermare la sua influenza. L’anno scorso, la Russia ha donato più di 300 milioni di dosi di Sputnik V all’Unione Africana. Diversi paesi africani hanno approvato il vaccino.

SENSO DELLA BELLEZZA, l’accelleratore Italiano di Particelle: ADA. Il Fisico Nicola Cabibbio. Che “sapore” ha un Quark?

Di Elena Tempestini

Roma, Basilica dei Santi Quattro Coronati: parete d’ingresso dell’Oratorio di San Silvestro

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Il SENSO DELLA BELLEZZA:
Nicola Cabibbo (Roma, 1935 – Roma, 2010) era nato a Roma nel 1935 e si era laureato in fisica, discutendo una tesi sulle interazioni deboli, nel 1958 con Bruno Touschek, un fisico teorico austriaco trapiantato nella capitale. Dopo la laurea Cabibbo accoglie l’invito e va a lavorare, all’inizio degli anni Sessanta, a Frascati con Touschek alla realizzazione di Adone, un’evoluzione a grande scala dell’acceleratore Ada, prototipo della “fisica italiana delle alte energie”. Insieme a Raoul Gatto stila un elenco dettagliato di tutti i processi che possono prevedibilmente nascere dall’urto ad alta energia fra elettroni e positroni. Questo lavoro a Frascati era noto come «la Bibbia».
Cabibbo parte poi per gli Stati Uniti. E lì scrive e nel 1963 pubblica, a ventotto anni, l’articolo scientifico più citato nella storia della Phisical Review Letters e, probabilmente, nella storia della fisica. In quell’articolo introduce un parametro (che da allora in poi sarà chiamato l’angolo di Cabibbo) che consente di spiegare come un insieme di particelle diverse possa essere confinato in una sola. Ancora non si conoscevano i quark, ma Cabibbo già spiegava come tre di loro potessero, per esempio, ritrovarsi in un protone o in un neutrone. Spiegava, in altri termini, come possa esistere quella che noi chiamiamo la “materia ordinaria”.
Il “mescolamento” di quark spiegato in anticipo da Nicola Cabibbo è oggi alla base della cromodinamica quantistica e del Modello Standard delle Alte Energie. Ovvero di tutta la fisica delle particelle elementari. A illustrarne l’importanza, sempre con grande modestia, era lui stesso: oggi esistono, diceva, venti parametri fondamentali con cui siamo in grado di spiegare la fisica delle particelle. Otto di quei parametri hanno a che fare con il mescolamento e, dunque, con l’angolo di Cabibbo. Ciò spiega perché quell’articolo giovanile sia così citato dalla comunità dei fisici. E non spiega come mai Nicola Cabibbo non abbia ricevuto il Nobel, sebbene nel 2008 siano stati premiati ricercatori per lavori fondati sull’articolo del fisico romano.
Dopo il successo lavora e insegna tra gli Stati Uniti e l’Europa, prima di tornare in Italia, prima a L’Aquila e poi alla Sapienza di Roma. La sua carriera ormai non è più solo quella del ricercatore, ma anche quella del manager della scienza. Viene chiamato, tra l’altro, a presiedere l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – durante la sua presidenza vengono inaugurati i Laboratori del Gran Sasso, i più grande al mondo nel campo della fisica “sotterranea” – e poi l’ENEA. I suoi interessi spaziano dalla fisica quantistica all’alta informatica; dall’insegnamento al lavoro ininterrotto con l’INFN. I riconoscimenti sono eccezionali: diventa membro, tra l’altro, dell’Accademia dei Lincei di Roma; della National Academy of Sciences degli Stati Uniti – solo altri tre italiani (Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Giorgio Parisi) ne fanno parte – e dal 1993 fino alla morte è stato Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
Nicola Cabibbo era, infatti, cattolico. Pensava che i frutti economici e sociali della scienza dovessero essere più equamente ripartiti. Non vedeva mai in contrasto la scienza e la fede, riconoscendone con grande lucidità i rispettivi ambiti. Proprio per questo non entrava mai nelle polemiche. Anche se, quando c’erano questioni dirimenti, non si tirava affatto indietro. È il caso del dibattito sulla teoria dell’evoluzione biologica di Darwin, messa in discussione di recente anche in autorevoli ambienti cattolici. Ebbene, sosteneva Cabibbo, non dimenticando affatto di essere Presidente della Pontificia Accademia delle Scienza, non solo la teoria è compatibile con la religione cattolica, ma metterla in discussione è come credere ancora che il Sole ruoti intorno alla Terra.

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? ( delle parabole di Gesù, riportata dal Vangelo secondo Marco e dal Vangelo secondo Matteo.)

Che sapore ha un quark? Nella fisica particellare, questa domanda ha perfettamente senso. Siamo nel mondo dell’infinitamente piccolo: impossibile chiamare gli elementi ultimi della materia per nome, o anche solo trovare caratteristiche per distinguerli gli uni dagli altri. E così è entrata in gioco una nuova proprietà, detta appunto sapore: si tratta di un insieme di numeri quantici che distingue i due blocchi principali che costituiscono la materia, i quark e i leptoni. Il Quark è una particella elementare, costituente fondamentale della materia. I Quark sono sei, e sono anche le uniche particelle elementari del modello standard a prendere parte a tutte e quattro le interazioni fondamentali (elettromagnetica, gravitazionale, forte e debole) “Credere alle categorie di spazio e di tempo è stupidità manifesta” ( Giordano Bruno)
È la realtà fondamentale unica e indivisibile a generare e governare il comportamento delle particelle. Per come è fatto il nostro cervello, vediamo solo ciò che crediamo possibile; combiniamo, cioè, schemi che già esistono dentro di noi, a causa dei condizionamenti”. Il nostro cervello non sa la differenza tra ciò che avviene là fuori e ciò che avviene qua dentro. Il fatto è che là fuori non c’è qualcosa di indipendente da quello che succede qua dentro. Etpress Comunication Elisabetta FaillaRiccardo Rescio

All’Expo di Dubai il 29 Marzo si è tenuto il World Government Summit (WGS2022). Il fondatore il Professor Klaus Schwab ha parlato di nuovi orizzonti e dialoghi di pace.

Di ELENA TEMPESTINI

DUBAI, 29 marzo 2022

Durante l’ottava edizione del World Government Summit (WGS2022), che si è tenuta all’Expo 2020 Dubai dal 29 al 30 marzo.

Abdullah bin Touq Al Marri , ministro dell’Economia, e Ohood bint Khalfan Al Roumi , Ministro di Stato per lo Sviluppo del Governo e il Futuro, e Vice Presidente della Fondazione WGS, hanno firmato una partnership strategica per organizzare il primo vertice sugli investimenti di Investopia durante il WGS2022.

Investopia convocherà decisori, leader del settore privato, istituzioni sociali e società di investimento di tutto il mondo per esplorare nuovi modelli economici per l’era post-pandemia. Abbiamo di fronte una sfida esistenziale, dice Klaus Schwab. Una sfida che mostrerà se il mondo è in grado di governare il cambiamento per il meglio, se il multilateralismo ha ancora senso, oppure no. È la corsa alle nuove tecnologie, che vede Stati Uniti e Cina sfidarsi per il primato della prossima rivoluzione industriale. Il Professore Klaus Schwab, fondatore del

“World Economic Forum” ( WEF) ha affermato nel giorno di apertura del vertice del governo mondiale (WGS2022) a Dubai, che

I governi mondiali devono agire in uno spirito di unità e dipendere dalla collaborazione per risolvere problemi globali come il cambiamento climatico, il commercio e l’interruzione economica. Ha parlato il Professor Klaus Schwab Fondatore e Presidente Esecutivo del

Il Professor Klaus Schwab parlando al Centro Esposizioni di Dubai presso il sito di Expo 2020 Dubai durante una sessione intitolata “Il nostro mondo oggi, perché il governo deve agire ora?”, Schwab ha riconosciuto che il ruolo del governo è importante nel migliorare l’impatto delle attività mondiali sui sistemi energetici globali come come; sistemi alimentari e filiere.

Schwab, che ha invitato i responsabili politici a “un grande ripristino” durante la pandemia e a comprendere la loro responsabilità di lavorare in modi collaborativi e portare soluzioni multilaterali per le sfide immediate da gestire e le sfide globali a lungo termine attraverso questa piattaforma globale per costruire il nostro futuro.

Schwab ha aggiunto: “L’impatto della quarta rivoluzione industriale accelera il cambiamento globale in un modo molto più completo e veloce rispetto alle precedenti rivoluzioni industriali. Nonostante tutte le sfide, dobbiamo sostenere la responsabilità che abbiamo nei confronti della prossima generazione attraverso collaborazioni a livello nazionale e a livello globale. Il nostro futuro è intrinsecamente connesso e ciò richiede risposte collaborative”.

Schwab ha invitato i governi ad adottare nuove tecnologie ea sviluppare i quadri etici necessari attorno a tali nuove tecnologie per garantire l’abbraccio della vita umana e dei sistemi orientati alla società.

Il WGS 2022 riunisce leader di governo, ministri, alti funzionari, decisori, politici e specialisti dei settori economico, sociale, tecnologico e finanziario di tutto il mondo organizzato a Expo 2020 Dubai dal 29 al 30 marzo 2022 per condividere esperienze, conoscenze e idee che contribuire a promuovere lo sviluppo e la prosperità in tutto il mondo per forgiare nuovi modelli di governance agile.

L’Associazione Modellismo & Storia DLF Pontassieve

di Elena Tempestini

Il modellismo è un’attività artigianale davvero antica che si contraddistingue per essere, oltre che una passione, una vera e propria arte. Essenzialmente il modellismo consiste nella creazione di modelli in scala. Hanno un grande pregio e valore, oltre tanta passione realizzare pezzi da collezione che addirittura possono partecipare a delle competizioni . Per “costruire” il modellismo bisogna conoscere la storia che si sussegue da secoli, e la storia del modellismo comincia proprio nella notte dei tempi. Con gli antichi egizi comparvero alcuni tra i primi modelli navali a cui questo popolo attribuiva straordinari poteri occulti legati al regno dei morti. È importante ricordare inoltre che in ogni epoca i bambini di ogni classe sociale hanno sempre giocato con giocattoli che conistevano in sommarie riproduzioni di oggetti e mezzi di trasporto in scala, come i grandi velieri e i treni. Presso l’Associazione modellismo , situata a Pontassieve, ho potuto vedere la ricostruzione in scala della Firenze di una volta, dall’epoca romana in poi. La ricostruzione della partita dell’Assedio, quando le truppe di Carlo V d’Asburgo cinsero d’assedio Firenze, nel tentativo di sovvertire la Repubblica e per risposta la città gioco’ una partita a pallone. Era il Il 17 febbraio 1530 la Signoria esce in pompa magna da Palazzo Vecchio, in testa il gonfaloniere messer Raffaele Girolami, al ritmo sferzante e frastornante di trombe e tamburi. Ciò che sarebbe stato impossibile in qualsiasi altro posto del mondo accade a Firenze. Ci attaccano? La nostra autostima tracima al punto che vi facciamo vedere quanto ci importa. Così eccole, le due squadre. Una indossa la livrea bianca, rappresentante la libertà; l’altra quella verde, il colore delle milizie cittadine ma sopratutto il colore della speranza.

Associazione Modellismo e Storia

Questo è solo una piccola parte del racconto delle ricostruzioni in scala della storia. L’Associazione Modellismo, nasce dalla grande amicizia e passione di un gruppo di persone che alla fine del 2004 avendo superato i trenta associati, decisero di darsi uno statuto sociale e formare un Consiglio direttivo che sarebbe succeduto a Claudio Quaglierini nella sua carica di coordinatore. Il primo atto del nuovo consiglio, su espressa richiesta di alcuni soci di Firenze, fu quello di cambiare il nome del club, e, non potendo aggiungere altre sigle territoriali fu deciso di togliere le sigle e di darci un nuovo nome senza indicazioni territoriali se non Pontassieve in quanto nostra residenza, quindi fu deciso per:

Gruppo Modellisti DLF – Pontassieve. Nel 2008 Scelsero di inserire nel nome la parola “storia” essendo presente una forte componente di soci dediti alla ricerca e ricostruzione storica, nacque così

Associazione Modellismo&Storia DLF – Pontassieve. Con i nuovi materiali oggi disponibili sul mercato e le nuove tecniche a disposizione, fare del modellismo è molto più bello ed appagante, ma richiede maggiori conoscenze rispetto agli anni passati. Oggi un modello si può completare con i kit di dettaglio, con le fotoincisioni e poi magari con tecniche particolari si può invecchiare e renderlo come…vero! Il saper utilizzare al meglio tutte queste nuove tecniche è un patrimonio di pochi eletti che possono quindi trasmetterle agli altri soci.

L’Associazione opera in tutti i campi del modellismo, sia statico che dinamico, della ricerca e ricostruzione storica e del collezionismo; questa sua completezza d’attività permette all’Associazione di essere un vero punto di riferimento per tutti, e di basare la sua attività su quattro importanti proponimenti:

Centro di Ricerca e Documentazione

Divulgazione del modellismo

Mostre – Raduni – Convegni

La vita Sociale

la divulgazione della pratica modellistica, non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche riferita alla ricerca e ricostruzione storica, opera a fianco delle scuole, delle associazioni ONLUS, e dei Comuni della Val di Sieve, attraverso incontri, corsi e dibattiti con i giovani e non solo. Periodicamente prendono vita dei corsi di modellismo aperti a tutti e tenuti da esperti modellisti del gruppo, così come ciclicamente vengono effettuati dei corsi interni di perfezionamento.

Effettivamente, come potete vedere nel video, coloro che si dedicano a costruire con le proprie mani degli intagli in legno, o altri materiali, ma atti a delle fedeli ricostruzioni storiche, di battaglie, città, velieri, navi ecc costituiscono l’ossatura della società.

Murales, Graffiti Street Art e Affreschi di Allegra Anselmi

Foto di Allegra Anselmi


La pittura murale è una forma di arte che si distingue principalmente per il supporto su cui viene riprodotta l’opera: la muratura.
Ci sono diversi tipi di pittura murale, ma valutate socialmente in modo profondamente differente. Abbiamo il Graffitismo nato negli Stati Uniti con una storia evolutiva, che si concretizza nel suo profondo quale manifestazione socioculturale e di auto affermazione. Nata basandosi sullo studio del lettering , attualmente tornato in uso grazie ai “bullet journal”, agende che si formano in base alle esigenze con le quali si può organizzare e tracciare tutto quello che riteniamo importante: appuntamenti di lavoro, liste di cose da fare, ecc. ma ciò che le distingue è la possibilità di personalizzarle come se fossero dei veri e propri oggetti di design.

Riproponendo un “tag” con la scritta del proprio nome o meglio di uno pseudonimo che ne diviene il suo alter ego.

Diversa è la Street art, impropriamente accumunata con il Graffitismo che ha come unico punto di incontro il luogo e a volte alcune modalità di esecuzione.

I murales nacquero nei primi anni del novecento in Messico come strumento di propaganda sociopolitica, usare l’arte pittorica quale linguaggio per poter parlare al popolo. Immagini comprensibili anche per coloro che non sapevano leggere. I murales sono una forma di pittura più completa rispetto al Graffitismo.

Infine ci sono gli affreschi, sicuramente la forma di pittura considerata in accezione più positiva, avente un valore socio culturale elevato. Gli affreschi, sono pitture murali già pervenuti fin dall’età della civiltà minoica. Ci sono pervenuti affreschi molto rari greci, etruschi e romani. Straordinari sono gli affreschi parietali ritrovati negli scavi di Pompei, e in altri siti archeologici dell’area vesuviana. Ma ciò che ci lascia ancora oggi stupiti dalla loro bellezza , sono gli affreschi di Michelangelo della ‘Cappella Sistina’ presso il Vaticano, gli affreschi di Raffaello, il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, opere di immensa bellezza tramandate attraverso i secoli. Senza scendere nel dettaglio delle tecniche pittoriche tra affresco e murales, cerchiamo di comprenderne le differenze sociali, che sono ciò che definiscono l’opinione pubblica e i pregiudizi ad essa legati. Non credo che sia la sola tecnica a definire il pensiero di una persona, si pensi alla differenza tra pittura ad olio su tela ed affresco, sono tecniche diverse eppure godono di base di una valutazione positiva, ma del contesto in cui nascono queste tecniche e per quale fine. I murales nascono da movimenti di protesta, quali libere espressioni creative della popolazione contro il potere, nel tempo hanno sempre più assunto valore estetico, conservando talvolta anche un valore sociale. Murales ed affresco anche se molto simili, hanno tecnica completamente diversa, ma ciò che davvero li differenza è la direzione della comunicazione. Quando guardiamo un affresco avremo una comunicazione verticale: dal potere più alto fino a scendere verso il popolo. Nei murales invece la comunicazione è orizzontatale, fra eguali. Una comunicazione opposta, verticale che sale dal basso, dal popolo verso il potere più alto. Si pensi all’affresco del Giudizio Universale: l’uomo veniva giudicato dall’alto, mentre nei murales il giudizio che doveva spaventare era quello del popolo. Ai giorni di oggi i murales come la street art sono stati in parte rivalutati, a volte commissionati addirittura da Enti Pubblici. Ci sono quartieri degradati a Roma, Milano e molte altre città, che sono stati rigenerati, riqualificati grazie alla collaborazione fra street art e comune. Una forma di committenza per realizzare diversi murales. È la riqualificazione urbana attraverso l’integrazione delle risorse locali, umane e materiali, unendo mezzi di espressione artistica. La street art, l’arte di strada, i murales, hanno fatto rinascere i luoghi, donandogli una nuova vita, un valore che li innalza quali musei a cielo aperto che le persone possono ammirare. Non posso non tirar in causa Bansky che negli ultimi anni è diventato uno degli artisti più amato e chiacchierato. Non si sa la sua vera identità, ma con la sua street art è riuscito ad attirare l’attenzione del mondo intero. È riuscito a portare l’attenzione verso tematiche importanti, quali le situazioni di degrado socio politiche mondiali. La sua è una denuncia anche a nome di chi non aveva una voce. Una sua opera, molto famosa , è, o meglio era “La bambina con il palloncino” che fu battuta nel 2018 all’asta per 1,2 milioni di dollari. Dopo l’ultimo batter del martelletto però l’opera cominciò ad autodistruggersi, la cornice infatti non era una semplice cornice, ma un tritacarte. Se la street art era nata come un movimento di strada, finendo all’asta, potendo essere valutata in accezione monetaria, poteva dirsi entrato nel “sistema”, ma con questo gesto audace l’artista Banksy ha scosso, nuovamente, il mondo dell’arte e delle aste.

Allegra Anselmi

Un aiuto concreto al popolo Ucraino

Il Presidente di ACI Firenze Massimo Ruffilli insieme ad Angelo Amodeo della Checcucci Srl titolare del centro delegato ACI GLOBAL

Angelo Amodeo, titolare della Checcucci srl  Centro Delegato ACI GLOBAL di Calenzano, ha dato un aiuto concreto e immediato al popolo Ucraino. Ha donato due autoambulanze e le ha riempite di generi di prima necessità forniti dalla Misericordia di Calenzano. I mezzi resteranno a disposizione della sanità Ucraina, anche nel futuro tempo di pace che ci auguriamo possa essere vicina. Un segno di formidabile generosità e unione.