Le cartine geografiche

Un lungo “ filo rosso” lega eventi che succedono in Paesi diversi di ogni continente,  i mesi di luglio e agosto sono stati il palcoscenico della geopolitica globale.

Il 7 gennaio di questo “ frammentato” 2024, in Bangladesh c’è stata la prima delle 76 elezioni politiche che il mondo sta affrontando e che termineranno con quelle americane. Per la quarta volta ha vinto la Prima Ministra  Sheikh Hasina. Il 6 agosto, a sette mesi esatti  dal rinnovato incarico,  il Bangladesh e’ nel caos. 

La premier Hasyna è dovuta fuggire in India dopo giorni di proteste e centinaia di manifestanti uccisi. L’esercito ha sciolto il parlamento e annunciato la formazione di un nuovo governo e nuove elezioni. 

Il Bangladesh, un tempo paese ostile agli occhi di Pechino e’ divenuto per la Cina un paese nel quale investire ingenti somme di denaro. Pechino deve importare circa l’80% di riserve energetiche attraverso  l’Oceano Indiano e il golfo del Bengala, quindi per la Cina è vitale mantenere l’influenza su questa regione marittima, nonostante la competizione con l’India. Sono stati creati importanti accordi con Dhaka, dal 2002 fino ad oggi, un totale supporto cinese nella formazione del personale dell’esercito bangladese e nella fornitura di armi a Dhaka. Tutto per assicurarsi una “ via” per ridurre la dipendenza energetica, dal momento che una ipotetica chiusura dello stretto di Malacca da parte dell’India  avrebbe ripercussioni inimmaginabili sulla economia cinese. Dietro il golpe in Bangladesh, si nascondono gruppi islamisti e sicuramente pressioni esterne, ma il futuro dell’ex Pakistan orientale, il Bangladesh, ha un peso non indifferente tra le relazioni di Stati Uniti e India.

Sentiamo parlare di Taiwan ma tralasciamo il problema del Tibet e il riaccendersi in questi giorni estivi dei focolai di guerra sui 3800 km di confine tra Cina ed India: conosciuto come linea di McMahon. Il SELA TUNNEL,  e’ il tunnel stradale che sorge ai piedi dell’Himalaya. Iniziato a costruire nel 2019 e inaugurato a marzo 2024, e’ un contenzioso “ pericoloso” tra New Delhi e Pechino. Il tunnel Sela costruito a 3.000 metri di altezza e’ lungo quasi 13 km, può garantire il collegamento, in qualsiasi condizione atmosferica, da Guawahati nell’Assam a Tawang nell’Arunachal Pradesh. Ovvero nello stato che da oltre un secolo è oggetto di contenzioso fra India e Cina: l’India rivendica l’Arunachal Pradesh come territorio, per la Cina si chiama Zangnam e lo considera dentro i suoi confini come parte del Tibet meridionale.

La regione dell’Indo-Pacifico non rende tranquilla Pechino per la presenza di militari americani nel Mar Cinese Meridionale e soprattutto attorno alle isole Spratly, rivendicate  da Cina, Filippine, Taiwan e Vietnam. La contesa tra Cina e Filippine sull’atollo di Sabina Shoal è uno dei nodi fondamentali della disputa territoriale. In quel tratto di mare c’è incagliata fin dalla seconda guerra mondiale, una nave “ la Sierra Madre” che viene usata dal governo delle Filippine per reclamare la propria sovranità su quel tratto di mare

Area strategicamente importante non solo per la sua posizione nelle rotte marittime principali, ma anche per la ricchezza delle risorse naturali di gas e petrolio. Pechino risponde e rivendica alle Filippine usando la “Nine-Dash Line”, la “Linea dei nove tratti”, una mappa che risale al 1947, ma con la quale la Cina afferma la sovranità su quasi l’intero Mar Cinese Meridionale. l’8 luglio il Giappone ha firmato con le Filippine l’Accordo di  “interoperabilità” delle truppe militari, aprendo una nuova strada ad un’importante strategia nella regione dell’Indo- Pacifico per il prossimo/a Presidente della Casa Bianca.

La Cina ha costruito isole artificiali e basi militari nella regione per rafforzare la sua presenza. Le Filippine, l’8 luglio 2024 hanno siglato un accordo militare; “ Accordo di Accesso Reciproco ”  con il Giappone , rivendicando Sabina Shoal come parte della loro Zona Economica Esclusiva ( ZEE). Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, fanno parte di un confronto tra stati Uniti e Cina nel Pacifico. Manila, insieme a Taiwan, Giappone e Corea del Sud, hanno formato un  “cordone ” che Washington usa per la sua politica di contenimento dell’espansione cinese. Una strategia che include il rafforzamento delle alleanze con i paesi dell’Asia-Pacifico e con l’Australia,  tramite accordi economici e di sicurezza. Il Giappone si trova nel contesto di sicurezza più complesso dal dopoguerra: all’interno del “libro Bianco della Difesa”, rilasciato pubblicamente  a luglio, viene messa in evidenza  la preoccupazione per la crescente collaborazione militare tra Cina e Russia. Nelle Relazioni Internazionali si sta verificando un cambiamento storico dell’equilibrio di potere, e l’Indo-Pacifico è al centro di questa trasformazione. La Cina sta aumentando le attività militari intorno a Taiwan, ma nel documento vi sono elencati anche  i crescenti rischi per la difesa interna del Giappone associati con l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e la disinformazione che si sta espandendo a macchia di olio. La forza militare cinese sta intensificando le attività nel Mar Cinese Orientale, compresa l’area intorno alle Isole Senkaku, e nel Pacifico.

La Corea del Nord sta portando avanti lo sviluppo di armi nucleari e missili balistici, la Russia continua l’invasione dell’Ucraina a proprio favore e la comunicazione è stata manipolata in favore della propaganda, adesso è molto difficile prospettare una vittoria dell’Ucraina. La Russia mantiene attive le operazioni militari nella regione dell’Estremo Oriente, nelle Isole Curili del Nord

Le isole Curili sono 56 , si trovano tra l’estremità nordorientale dell’isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka. Le isole Curili separano il mare di Ochotsk dal Pacifico settentrionale. In questi mesi si sono intensificate le esercitazioni della Russia con la Cina. E dalla Russia la Cina ha importato i caccia militari considerati di quarta generazione avanzata, come ha segnalato nella sua introduzione al libro Bianco,  il ministro della Difesa Giapponese Minoru Kihara.

La competizione tra Stati Occidentali e paesi emergenti è destinata ad intensificarsi, a luglio ad Astana in Kazakistan, in occasione del 24º vertice della Shanghai Cooperation Organisation ( SCO) al quale appartengono paesi come Cina, India, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, e da luglio e agosto 2024 la Bielorussia e l’Azerbaigian. La  Turchia sempre di più strizza l’occhio per entrare nei BRICS, in quanto secondo il Presidente Erdoğan e’ rifiutata dall’Europa. La Turchia sarebbe il primo paese NATO a farne parte, e fortificherebbe le relazioni sino-russe. 

Il presidente israeliano a fine luglio era a Washington, intanto a Pechino si stava firmando un accordo di unità nazionale tra 14 fazioni palestinesi, tra le quali Fatah e Hamas. Accogliendo per la prima volta dall’inizio della guerra Russo/ Ucraina il ministro della guerra russo Dmytro Kuleba. Hamas e Fatah, sono i due principali partiti politici palestinesi, sono sempre stati grandi nemici, in quanto Fatah è più  moderato ed ha attaccato il comportamento di Hamas, fin dall’ inizio del conflitto, adesso si stringono la mano per annientare Israele. 

il 31 luglio il capo di Hamas, Ismail Haniyeh è morto in seguito a un attacco missilistico a Teheran contro una delle sue tante residenze. Haniyeh viveva in Qatar, anche se la sua era una vita in continua fuga. Pechino vuole essere artefice di pace nel Medio Oriente, nel 2022 Xi Jinping era a Riad in Arabia Saudita per il Consiglio di cooperazione tra Cina e paesi del Golfo, chiudendo svariate decine di accordi commerciali. Successivamente nel 2023 la Cina aveva mediato un’intesa tra Iran e Arabia Saudita che aveva portato al ripristino delle relazioni tra i due paesi.

A fine settembre, dopo l’espansione del conflitto di Israele verso il Libano, creando un’ulteriore tensione con l’Iran, è stato ucciso il leader di Hezbollah: Hassan Nasrallah. Nasrallah Ha rappresentato per oltre trent’anni una spina nel fianco per Tel Aviv, adesso la sua morte apre molte incertezze sul proseguo della guerra.

Altre situazioni sono pericolosamente in atto, settembre 2024 si è concluso con il bombardamento del porto di Hodeida in Yemen, il porto più importante per gli Houthi , in quanto ingresso via Mare per ricevere le armi di provenienza dall’Iran e poter esercitare il ricatto per l’accesso al canale di Suez. Il porto è anche l’unica via d’ingresso per i beni essenziali quali cibo medicina e carburante che sono cruciali per la sopravvivenza della popolazione yemenita.

il 10 settembre 2024 c’è stato il primo ed unico “ duello” presidenziale, tra Trump e  Kamala Harris. I sondaggi mostravano  una situazione di sostanziale parità ma la Harrys ha saputo tenere alta la testa. Secondo un’analisi della Cnn  la vice presidente degli Stati Uniti ha battuto l’ex inquilino della Casa Bianca Trump anche se non c’è garanzia che questo influenzerà l’esito delle elezioni di novembre. Harris, secondo le agenzie di stampa americane, “ha dettato le condizioni del duello” tv con Trump, da quando “lo ha praticamente costretto a stringerle la mano”. La vicepresidente si e’ “dimostrata energica e con una visione positiva del futuro”.

Sempre a metà settembre nell’Indo-Pacifico, alti ufficiali cinesi e americani hanno avuto  il primo colloquio in videoconferenza su questioni di interesse comune, per riconsiderare l’uso di tattiche pericolose, coercitive e potenzialmente inclini a causare un’escalation di guerra nel Mar Cinese Meridionale. 

Durante gli stessi giorni di settembre Il presidente cinese Xi Jinping, ha ricevuto 53  su 54 presidenti e leader africani, facendo nuove promesse d’investimento, anche se l’esposizione debitoria della Cina in questo momento pone dei dubbi sulla reale possibilità di Pechino di mantenere un livello d’impegno così significativo. La Cina, però, è stata il più grande partner commerciale dell’Africa negli ultimi 15 anni, con un volume commerciale che nel 2023 ha raggiunto un record di 282,1 miliardi di dollari. Il deficit commerciale complessivo dell’Africa rispetto alla Cina è aumentato l’anno scorso a 64 miliardi di dollari, anche se il divario si è ridotto nella prima metà del 2024 grazie alle importazioni in rapida crescita dall’Africa di prodotti agricoli, metalli, materie prime critiche per i nuovi settori energetici cinesi. Gli investimenti diretti dalla Cina hanno raggiunto i 40 miliardi di dollari nel 2023, rendendola una delle principali fonti di investimenti esteri in Africa.

Inoltre, attorno all’Africa si è creato un clima di corteggiamento che vede impegnati anche diversi altri paesi. Questa settimana, per esempio, l’Indonesia ha tenuto un proprio forum di cooperazoone con 22 paesi africani e il suo presidente, Joko Widodo, ha promesso di “difendere gi interessi del Sud globale”. Anche l’India sta cercando di sfruttare il suo crescente peso economico per mettere piede in Africa. Al forum Future of Asia di Nikkei a maggio, il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha dichiarato che l’”impegno dell’India con l’Africa si è intensificato, soprattutto lungo la costa orientale africana”.

Il propagarsi della guerra russa Ucraina rende sempre più pericolosa l’area dei Balcani occidentali. Le tensioni tra il blocco euro-atlantico e la Federazione Russa introduce incertezza sugli scenari di sicurezza nella regione, soprattutto in paesi attraversati da profonde faglie interne e geopolitiche come la Serbia e la Bosnia Erzegovina.

Abbiamo visto che la geopolitica mondiale in questo anno 2024 si è intensificata ma anche trasformata in conflitti frammentati, ibridi e di Cyber War. Nel cyberspazio avvengono sempre più spesso attacchi e sistemi finanziari di comunicazione ed è in questo sistema che si inseriscono alcune minacce. 

Abbiamo visto che la geopolitica mondiale in questo anno 2024 si è intensificata ma anche trasformata in conflitti frammentati, ibridi e di Cyber War. Nel cyberspazio avvengono sempre più spesso attacchi e sistemi finanziari di comunicazione ed è in questo sistema che si inseriscono alcune minacce. l’arresto del proprietario della piattaforma di Telegram Pavel Durov, a messo in evidenza che le cripto valute, Dall’etimologia cripto /nascosto e valuta /valore, possono offrire sia opportunità che sfide, possono essere usate a scopo benefico come anche per finanziare in modo anonimo operazioni di guerra cibernetica e traffico di armi ad uso di guerra. 

A metà luglio nove cofondatori di OpenAI e il posto nel CDA occupato da Microsoft, avevano lasciato all’improvviso la società, ad agosto OpenAI ha siglato una partnership pluriennale con Condé Nast per espanderne la portata dei contenuti editoriali per potenziare CHATGPT. 

A fine settembre OpenAI ha pianificato una conversione da organizzazione non profit a società a scopo di lucro. Un cambiamento epocale e pericoloso in quanto la società è nata per sviluppare la tecnologia dell’intelligenza artificiale «a beneficio dell’umanità nel suo complesso, senza essere vincolata dalla necessità di generare un ritorno finanziario»

Brando Maria Benifei dal 30 settembre e’ stato eletto alla guida della Delegazione dell’Europarlamento per le relazioni con gli Stati Uniti. Una carica molto importante in un momento così delicato, in attesa delle lezioni americane di novembre, in un periodo di incertezza geopolitica, l’incarico comporta un impegno preciso: continuare a lavorare a una relazione transatlantica che sia basata sul rispetto reciproco. 

I Balcani diventano sempre di più la porta d’ingresso della Cina verso il Vecchio continente. Elena Tempestini

Foto Elena Tempestini

La guerra in Ucraina ha ampliato la frattura tra la frontiera dei paesi orientali della Nato e il territorio geopolitico occidentale russo. La situazione in Kosovo, che è riconosciuto da Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito, non lo è dalla Russia e dalla Cina, le quali continuano a considerarlo una provincia autonoma della Serbia. A luglio del 2024 si sono intensificati gli accordi commerciali tra Cina e Serbia, un continuo equilibrismo precario per la Serbia, che si alterna tra i due poli opposti della geopolitica mondiale. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, Belgrado non ha adottato alcuna sanzione contro Mosca, ma ha dovuto fare i salti mortali per preservare buoni rapporti con il Cremlino.

Ad acuire i problemi c’è anche la potenza della Serbia che potrebbe divenire uno dei maggiori fornitori di Litio per l’Europa, componente indispensabile per la transizione green e per la competitività della Cina. 

Praticamente  c’è una effettiva ri -scoperta del sud-est Europa. Per la Cina sono i Balcani la migliore via per arrivare in Europa. Entro la fine di questo 2024 la Serbia, con soldi cinesi, completerà la costruzione della tratta ferroviaria Belgrado-Subotica, lunga oltre 180 chilometri, i progetti cinesi in costruzione in Serbia, nonostante il forte inquinamento che stanno provocando, allontanano il paese dall’Europa, per un fortissimo  indebitamento serbo con la Cina, il quale potrebbe divenire il vero “ Cavallo di Troia” per entrare in Europa.  In attesa di conoscere il nuovo inquilino della Casa Bianca e le relative nomine diplomatiche, la questione del Kosovo rimarrà nel limbo sotto il monitoraggio passivo di Mosca, mentre crescerà l’influenza di Pechino insieme all’indebitamento verso le banche cinesi. Per la costituenda Commissione europea. 

Foto: fonte Osservatorio Balcani

La militarizzazione della Scandinavia: regione chiave per la sicurezza Russa, intanto la Finlandia adotta un accordo di difesa con gli Stati Uniti . Elena Tempestini

Il mondo sta ancora una volta subendo un cambiamento di guerra ibrida, si sono aggiunti confini di simulazione di guerra con la più grande esercitazione NATO degli ultimi decenni. In Finlandia, in Svezia, in Polonia, nel Mar Baltico: più di 90 mila uomini sono stati reclutati per oltre 6 mesi per la simulazione della difesa da un attacco militare da parte della Russia. Il conflitto Russo -Ucraino ci ha insegnato che è l’importanza delle quantità di operazioni militari a fare la differenza e non la superiorità tecnologica. La storia e l’ideologia che si incancrenisce può fare la differenza. Fu durante  la guerra di Crimea del 1853-1856 che i diplomatici europei furono espliciti sul fatto che l’obiettivo era quello di respingere la Russia in Asia ed escluderla completamente dalle questioni europee.  Questo potrebbe ben spiegare la feroce risposta della Russia al colpo di stato in Ucraina avvenuto nel 2014, quando la Russia rispose sequestrando la Crimea per paura di perdere la sua flotta strategica del Mar Nero a Sebastopoli a favore della NATO. 

Il mondo sta passando da un ordine mondiale unipolare a un ordine mondiale multipolare. In questi giorni Mario Draghi ha suonato la campana dell’allarme per l’Europa, insieme con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, presentando il rapporto sulla competitività del Vecchio Continente con gli Stati Uniti. Purtroppo l’Europa ne esce indebolita in questa sfida epocale e Draghi mette ben in evidenza tutta la fragilità. Gli Stati Uniti e’ da un po’ di tempo che hanno spostato  la loro attenzione, risorse e priorità verso l’Asia, cambiando anche le nostre relazioni transatlantiche. Gli Stati Uniti offriranno sempre meno a noi europei, e richiederanno sempre più lealtà in termini di economia e sicurezza. Questa è la vera sfida che dovremo affrontare, con tutte le conseguenze di recidere i legami economici con i “rivali degli americani”.


 La premier danese Mette Frederiksen ha esteso la leva militare alle donne. La Danimarca si sta riarmando con potenti investimenti per un sostegno supplementare all’Ucraina 

La militarizzazione della Scandinavia potrebbe trasformarsi in una escalation pericolosa, in una “ paura” irrazionale per una eventuale linea di contenimento di una Grande Guerra del Nord.  La Scandinavia ha interesse a mantenere i suoi confini pacifici con la Russia, ma la militarizzazione americana non potrà non destabilizzare  i confini russi

Glenn Diesen professore di politica estera russa ed esperto di Grande Eurasia, nel suo libro “ the Ukraine War & the Eurasian World Order”, affronta la fine dell’egemonia liberale, pur sottolineando che un ordine mondiale multipolare westfaliano non ha ancora preso forma, lasciando il mondo in un periodo di interregno. È emerso un vuoto legale, in cui le parti in conflitto stanno competendo per definire l’ordine futuro. L’espansionismo della NATO era una componente importante dell’egemonia liberale poiché intendeva consolidare l’egemonia collettiva dell’Occidente come fondamento per una pace democratica liberale. Invece, ha smantellato l’architettura di sicurezza paneuropea e ha messo l’Europa sulla strada della guerra senza la possibilità di una correzione di rotta. L’Ucraina come paese diviso in un’Europa divisa è stata una pedina cruciale nella competizione tra grandi potenze tra NATO e Russia negli ultimi tre decenni. La guerra in Ucraina è un sintomo del crollo dell’ordine mondiale. L’architettura economica si sta riorganizzando mentre il mondo si diversifica allontanandosi dall’eccessiva dipendenza da tecnologie, industrie, corridoi di trasporto, banche, sistemi di pagamento, sistemi assicurativi e valute occidentali. L’universalismo basato sui valori occidentali è sostituito dalla distinzione di civiltà, la disuguaglianza sovrana è scambiata con l’uguaglianza sovrana, la socializzazione degli inferiori è sostituita dai negoziati e l’ordine internazionale basato sulle regole è scartato a favore del diritto internazionale. Un ordine mondiale westfaliano si sta riaffermando, sebbene con caratteristiche eurasiatiche.

Parliamo al mondo di politica per la sicurezza ma è evidente che lo scettro del potere lo ha chi domina la competizione per la sicurezza: finché Finlandia e Svezia sono state neutrali veniva applicato il buon senso che la sicurezza derivasse dallo scoraggiare i sovietici ma senza mai cercare di provocarli.

A maggio 2024 Le autorità di mosca hanno deciso di modificare i confini marittimi della Russia con la Lituania la Finlandia nel Mar Baltico . Confini che andranno ad alterare Kaliningrad e le linee di confine delle isole russe nell’est del Golfo di Finlandia vicino a Baltiysk e Zelenogradsdi.

La mancanza della Russia ad un accesso affidabile ai mari del mondo, alle arterie del commercio internazionale che permette ad una nazione lo sviluppo economico, ha dimostrato che la guerra in Ucraina, come detto  dal vicesegretario generale della NATO nel luglio 2022,  riguarda principalmente il controllo del Mar Nero. Quindi la militarizzazione della Scandinavia è importante per sfidare l’accesso della Russia agli altri due mari sui confini occidentali della nazione: il Mar Baltico e il mar Artico.  Se le potenze egemoniche quali America e Gran Bretagna hanno sempre dominato i mari,  la Russia può essere contenuta, se non indebolita e sconfitta limitandone l’accesso. Il Financial Times sostiene che “la Danimarca potrebbe impedire alle petroliere russe di raggiungere i mercati” come parte delle sanzioni.

“L’ingresso della Finlandia e l’imminente ingresso della Svezia cambieranno totalmente la configurazione nella regione del Mar Baltico. La Russia sperimenterà Kaliningrad circondata”. ( Financial Times)

In questi giorni la magistratura tedesca ha  intensificato la sua inchiesta per l’attacco al gasdotto Nord Stream 1 e 2 , avvenuto il 26.9.22, atto che  ha ben dimostrato quanto il controllo sul Mar Baltico sia importante per tagliare la connettività economica russo-tedesca. Praticamente è in quel momento che si è formata  la guerra dei gasdotti. Facciamo un passo indietro negli  anni Duemila, l’Eni e la società russa Gazprom,  avevano realizzato la “pipeline Blue Stream”, un sistema di trasporto del gas costituito da due gasdotti gemelli, situata a una profondità marina mai raggiunta di 2,200 mt. Il gasdotto trasportava il gas dalla Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero. Successivamente  l’Italia nel 2007 con il governo Prodi, aveva sottoscritto un altro accordo tra Eni e Gazprom per realizzare il South Stream, un nuovo gasdotto per connettere direttamente Russia e Unione europea, eliminando dal transito ogni Paese extra-comunitario. Il progetto, per il quale Berlusconi aveva raggiunto nel 2009 un‘intesa direttamente con Putin, fu sospeso nel 2014 per le sanzioni a Mosca  in seguito all’annessione della Crimea.

Il South Stream venne quindi sostituito dal Turkey Stream, una pipeline realizzata con l’accordo tra Putin ed Erdogan, per altro su fronti contrapposti in Siria, Libia e nel Caucaso. Prima della costruzione dei gasdotti, il gas russo passava via terra, attraverso i territori di Ucraina e Bielorussia. Una volta in funzione Nord Stream 2 avrebbe consentito a Mosca di trasportare verso la Germania grandi quantità di gas. La caratteristica principale del gasdotto era di bypassare completamente gli Stati baltici, di Visegrad: Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria, l’Ucraina e la Bielorussia, spazzando via qualsiasi eventuale pretesa ed eventuale pressione al tavolo dei negoziati con Mosca.

La militarizzazione della Scandinavia cambia gli scenari ancora una volta, in questa “ guerra ibrida” che si è manifestata in questo anno 2024, la Scandinavia comprometterà drasticamente la sicurezza della regione con il rischio di creare nuovi conflitti, la Russia si troverà  a rispondere a quella che potrebbe diventare una minaccia esistenziale. La Norvegia ha deciso di ospitare almeno 12 basi militari statunitensi sul suo territorio, mentre Finlandia e Svezia ne seguono l’esempio, con il controllo sovrano su parti del loro territorio dopo essere recentemente diventate membri della NATO.

“La capacità della Scandinavia di essere una regione di pace si basava sulla padronanza dell’equilibrio deterrenza/rassicurazione. Finlandia e Svezia erano stati neutrali come parte importante della cintura di stati neutrali dal nord al sud dell’Europa durante la Guerra Fredda, cosa che ha sempre contribuito a ridurre le tensioni. La Norvegia era un membro della NATO ma si è imposta delle restrizioni non ospitando basi militari straniere sul suo territorio e limitando le attività militari degli alleati nella regione artica. Era di buon senso che la sicurezza derivasse dallo scoraggiare i sovietici senza provocarli. Questo buon senso è ormai scomparso da tempo”. ( Glenn Diesen professore presso l’Università della Norvegia sud-orientale, professore di politica estera russa e Grande Eurasia.) 

Fonti e Foto: Comunicazione : USNI, NATO , The Barents Observer , British Army, Esercito Danese, Esercito Norvegese, Esercito Svedese ed Esercito Italiano. 

Unicredit compra il 9% di Commerzbank.

Unicredit ha fatto la sua scelta senza dire niente a nessuno. Non ha avvertito il governo tedesco e nemmeno la stessa Commerzbank

E di poche ore fa la notizia che Unicredit ha acquistato il 9% di Commerzbank e vuole puntare ancora più in alto, cioè puntare alla fusione, come confermato da Reuters e dal Financial Times, un asse che la banca tedesca non esclude, aprendo il dialogo ad una “potenziale aggregazione”. Secondo il Finacial Times, Commerzbank non sarebbe stata informata in anticipo da Unicredit dell’acquisizione della quota, di cui ha saputo solo questa mattina con le comunicazione regolamentari. Quindi il governo tedesco sarebbe stato colto di sorpresa e i sindacati chiedono a gran voce di fermare l’operazione. Il cancelliere Olaf Scholtz si aspettava una vendita frazionata tra diversi investitori, mentre Unicredit, offrendo un premio sul valore delle azioni in Borsa, ha sbaragliato la concorrenza. La quota del 9% è stata messa insieme con due diverse modalità. Da 150 anni Commerzbank è la banca leader delle piccole e medie imprese tedesche con 11 milioni di clienti. Al momento il primo azionista resta il governo tedesco con il 12%. Berlino si è impegnata a rispettare una restrizione di 90 giorni sulle vendite. Commerzbank può essere la «soluzione migliore in Germania», che si affianca al recente rientro in Polonia (Mbank) «dalla porta principale per completare la rete nell’area geografica dell’Est Europa».
Inoltre, da non sottovalutare le accuse rivolte alla banca tedesca, che sono le stesse che hanno portato il gruppo francese BNP Paribas a dichiararsi colpevole: violazione di sanzioni imposte dagli Stati Uniti su certi Paesi, trasferendo denaro attraverso le sue attività americane per conto di società con sede in Iran , Cuba e Sudan.

Elena Tempestini

“ Quello che devi fare, fal­lo al più presto” : giuda, “l’anatema” del cattolicesimo. Elena Tempestini 

Vorrei che fosse compreso subito che il lato oscuro della forza che compone l’essere umano mi ha sempre affascinata . Mi sento perfettamente in accordo  con la filosofia classica/orientale: non esiste il bello se non concepiamo il brutto, non esiste la felicità se non proviamo la tristezza, il buio esiste solo se al contempo contempliamo e siamo in grado di vedere la luce. Personalmente ho un’ idea “diversa”, fuori da solito coro nei riguardi di Giuda, e’ veramente “cattivo” oppure no? C’è qualcosa in più, qualcosa di previsto, forse doveroso… qualcosa che non può essere semplicemente etichettato con stereotipi e pregiudizi.

Entriamo  più nel profondo di questa figura, forse fra le più importanti.  Chi era Giuda?” E sopratutto quale ruolo aveva nel gruppo ristretto degli Apostoli?” Molte volte ci limitiamo a imparare nozioni, e vediamo come il tradimento sia stato un atto deplorevole, compiuto, ovviamente, da un altrettanto deplorevole individuo, ma la 

storia è un po’ più profonda di tutto ciò. 

Come posso affermare tutto ciò? 

Grazie al ritrovamento del Vangelo di Giuda. 

Il manoscritto, scritto in copto, che è stato autenticato, tradotto e mostrato pubblicamente dal National Geographic society di Washington. Il codice, scritto su papiro e legato da un laccio di pelle, è stato probabilmente copiato in copto intorno al 300 d.C. ed è stato ritrovato negli anni Settanta nel deserto presso El Minya, in Egitto. In seguito finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l’Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti, dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island per 16 anni prima di venire acquistato dall’antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000. 

Il manoscritto, noto anche come Codice Tchacos, verrà riconsegnato all’Egitto e ospitato dal Museo Copto del Cairo. 

Il Vangelo di Giuda presenta una nuova visione del rapporto tra Gesù e Giuda e fornisce nuove informazioni sul discepolo che tradì Cristo. Contrariamente a quanto raccontano Matteo, Marco, Luca e Giovanni nel Nuovo Testamento, dove Giuda è ritratto come un traditore, questo nuovo vangelo presenta un Giuda che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo. Gesù,  in privato avrebbe dato istruzioni a Giuda di portarlo alle autorità romane. Si spiegherebbe così la frase a lui rivolta e riportata dal Vangelo di Giovanni: «Qualunque cosa tu debba fare, falla in fretta». 

Caravaggio

Si tratta di un documento di straordinaria importanza che ribalta completamente la visione cristiana contemporanea e mostra quanto variegata fosse l’interpretazione della cristianità ai suoi albori. 

Il Vangelo di Giuda, in sostanza, afferma che Giuda Iscariota fu l’unico apostolo a conoscere la verità della grandezza del Cristo. Si presenta con un titolo fortemente evocativo: «Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua». Emergono temi che gli studiosi considerano coerenti con le tradizioni gnostiche. 

Gesù non sceglie a caso i suoi seguaci “Non ho forse scelto io voi, i Do­dici?” (Gv 7, 70) quindi Giuda doveva avere qualcosa per aver attirato l’attenzione del Maestro. L’appellativo “Iscariota” può avere una duplice provenienza: nel primo caso, si pensa derivi dal greco “sikarios”, assassino, per l’evidente ruolo che ebbe in tutta la vicenda; nel secondo, più probabile, il soprannome si crede sia legato al villaggio di nascita, “Querjoth”, località della Giudea. Ciò sarebbe anche curioso poiché, se fosse così, sarebbe stato l’unico apostolo non Galileo.

Penso che già qui possiamo capire quanto il pregiudizio possa dilagare se non si leggono le cose con attenzione e ricchezza di dettagli. 

Facciamo un passo in più. Giuda era uno “Zelota”, appartenente a un partito estremista ebraico, fortemente indipendentista. Il loro obiettivo era la liberazione dalla schiavitù romana, una filosofia molto importante quando andremo ad approfondire le motivazioni del tradimento. Fra gli apostoli, comunque, c’erano altre teste calde, in primis Pietro, e nel Vangelo poche volte viene evidenziata questa sua “scuola di pensiero”. Ma esiste, è presente, e corrode dentro, pone domande e interrogativi. Agli occhi di Giuda, chi era Gesù? Quale ruolo si aspettava da lui? 

l’ultima cena è l’inizio della fine, per voler fare una citazione filosofica. Gesù e Giuda conoscono bene cosa accadrà, mentre tutti gli altri festeggiano la Pasqua fra cibi e bevande. Nulla fa presagire gli eventi a breve, ma Giuda è nervoso, sta aspettando il momento giusto nel terribile dubbio di fare veramente  la cosa giusta. A smuovere l’impasse ci pensa Gesù: “Quello che devi fare, fal­lo al più presto” (Gv 13,27). Giuda si alza, nel pensiero generale che debba fare qualcosa legato al suo incarico da tesoriere per la festa della Pasqua.

“Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.” (Gv 13, 30) In tre parole Giovanni riesce ad arricchire un quadro oramai delineato. “Ed era notte”. La descrizione sarà stata certamente “fisica”, ma il significato può essere molto più astratto; la notte è il buio che scende sull’umanità, è l’oscurità che prende il sopravvento sulla luce, il tradimento che porterà l’agnello di Dio al sacrificio. “Il chicco di grano che cade in terra e muore per dare molto frutto”: Giuda è l’unico che riceve l’eucaristia da Gesù. Il Figlio dell’uomo dona la sua vita a lui che gliela ruba. Così rivela la sua gloria di Figlio, che è la stessa del Padre: amore incondizionato e assoluto. 

Tutto si compie, non perché Giuda tradisce, ma perché Gesù ama; non perché Pietro rinnega ma perché Gesù ama. La nostra vita si può compiere solo nell’Amore . 

Si vince il male solo con il bene

In Italia siamo concentrati e interessati sull’Anatomia e Autopsia di uno scandalo al sole con San Giuliano, nel frattempo nel mondo l’Italia è stata esclusa dal Summit di Washington, Draghi in conferenza stampa avverte del forte scricchiolio dell’Europa e stanotte si affrontano Kamala Harrys e Trump. Non di meno nell’Indo -Pacifico….

Mentre le televisioni e i giornali italiani si sono concentrati sull’Anatomia di uno scandalo di fine estate, nessuno si pone il problema che l’Italia è stata esclusa dal summit di Washington, per giunta nel momento in cui ha la responsabilità di presiedere il G7 , direi che questo è un pessimo segnale per il nostro paese. Ma a noi piace continuare a parlare dell’autopsia della “ notizia” SanGiuliano. Nel frattempo Draghi ha rilasciato una conferenza stampa allarmista, congiunta con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella quale presenta il suo rapporto sulla competitività del Vecchio Continente con gli Stati Uniti. Tra il PIL europeo e quello USA, si è creato un profondo divario di base pro capite, dal 2010 a oggi, il reddito disponibile reale in America è cresciuto quasi il doppio rispetto a quello Europeo. Draghi pone l’accento sui freni strutturali che in questi decenni hanno soffocato l’Europa: il ritardo nella capacità di innovazione, l’aumento dei prezzi dell’energia, la mancanza di manodopera specializzata, e la mancanza di capacità di difesa comune. La prima cosa che si evince dal rapporto dell’ex governatore della Banca Centrale europea è che la sfida per il rilancio della competitività è urgente e ineludibile. E che l’unico modo per affrontarla è crescere e diventare più produttivi, preservando valori e diritti fondamentali senza i quali l’Europa “avrà perso la sua ragione d’essere”. Una sfida epocale per l’Europa, politica e poi economica.
Stanotte 10 settembre 2024 ci sarà un tornante molto importante della campagna elettorale americana, il primo e forse anche unico “ duello” presidenziale, soprattutto per Kamala Harris. Con sondaggi che mostrano una situazione di sostanziale parità e una mobilità bassissima di opinioni, e di voti potenziali, diventa fondamentale galvanizzare il proprio elettorato, assicurandosi la sua piena mobilitazione verso il voto di novembre. Trump è in larga misura certo di averla questa mobilitazione; e si può permettere parole incendiarie senza pagare dazio alcuno. Harris ha margini di manovra ben più limitati. Dovrà apparire preparata, precisa e, appunto, presidenziale; ma dovrà anche trovare il modo di esporre questo radicalismo di Trump, che la paura di quel che l’ex Presidente rappresenta e può fare rimane la variabile più importante nello spingere elettori ed elettrici democratici a votare” …
Per non farci mancare nulla in queste ore nell’Indo-Pacifico, alti ufficiali cinesi e americani stanno avendo il primo colloquio in videoconferenza su questioni di interesse comune, riconsiderare l’uso di tattiche pericolose, coercitive e potenzialmente inclini a causare un’escalation di guerra nel Mar Cinese Meridionale.

Elena Tempestini

Dal calcolo delle probabilità alla crittografia di Telegram : una guerra cibernetica ai tempi delle criptovalute ?


Cosa leggi? ; Un libro sulla crittografia,
un libro di messaggi segreti?

Non segreti, è questo il bello. Sono messaggi che tu puoi vedere , ma che non potrai mai capire, se non hai la chiave.

Una settimana intensa per Palov Durov prima di decidere di atterrare a Parigi pur sapendo che c’era un mandato di arresto nei suoi confronti. Il viaggio  è iniziato in Kazakistan, proseguito in Kirghizistan e per ultimo in Azerbaigian, paese che ha molte controversie con Parigi: dalla guerra con gli Armeni ai cruenti scontri di aprile in Nuova Caledonia, territorio francese nell’Oceano Pacifico, dei quali il Ministro degli Interni francesi ha pubblicamente addossato la colpa all’Azerbaigian. E’ di queste ore la notizia che le assicurazioni potrebbero non pagare, causa negligenza dello Stato Francese. Il CEO di Allianz presume una causa miliardaria contro il governo di Macron per i risarcimenti. L’arresto di Dunov cela molte domande, l’ANSA di oggi 27 agosto, tramite l’agenzia di stampa russa Interfax , riporta la notizia che il Presidente della Duma, Viaceslav Volodin, ha accusato gli Stati Uniti di essere “dietro l’arresto” del patron di Telegram per cercare di prendere il controllo della piattaforma  prima delle elezioni, ma di fatto non ci sono prove a sostenere tali dichiarazioni. 

Il Daily Mail e il Times of India, scrivono di agenti dei servizi, di esperti di criptovalute  e di “ gaming” , branca della Teoria dei giochi e precisamente del calcolo delle probabilità. Facendo un salto indietro nella storia, troviamo l’ipotesi matematica sondata e scritta nel suo libro De ludo aleae (Il gioco dei dadi) scritto da Girolamo Cardano, italiano emigrato in Inghilterra nel 1500. A metà del 1600,  Blaise Pascal , matematico, riprese le teorie di Cardano e scrisse:

“La teoria della probabilità non è in fondo che buon senso ridotto a calcolo; essa permette di valutare con esattezza ciò che le menti illuminate sentono per una specie di istinto senza rendersene conto… E’ notevole come tale scienza, che è cominciata con gli studi dei giochi d’azzardo, si sia elevata ai più importanti oggetti delle conoscenze umane”. 

Nello stesso periodo Galileo Galilei scriveva il trattato  “Sulla scoperta dei dadi”, facendo riferimento, in modo intuitivo e in un esempio, alla “Legge dei Grandi Numeri” in collegamento con la “Legge Empirica del Caso”. 

I numeri non sono significativi che all’interno di un quadro teorico. In mancanza di questo quadro, il loro accumulo illumina il pensiero meno di quanto non lo schiacci. ( Oliver Rey)

Attraverso i secoli sono stati i grandi matematici ad occuparsi di Probabilità, e in questi ultimi giorni le teorie matematiche tornano alla ribalta anche in situazioni quali l’affondamento in Sicilia del veliero di proprietà dell’inglese Mike Lynch, genio dell’informatica  che aveva fatto ribattezzare il suo yacht in riferimento  al teorema sul quale aveva fatto la tesi: “ Bayesian”: teorema di Bayes. La teoria evidenzia il ruolo delle probabilità condizionate come strumento teorico per apprendere dall’esperienza, attraverso l’aggiornamento delle valutazioni di probabilità di una o più ipotesi, quando lo stato di informazione cambia a causa del verificarsi di uno o più eventi. 

Statua di
al-Khwārizmī in Uzbekistan , inventore dell’algoritmo tra l’813 e l’833, autore del Liber algebrae et almucabala tradotto
dall’inglese Roberto di Chester

Gli strumenti usati nelle analisi degli algoritmi e nello studio dei sistemi di comunicazione, sono basati sulla teoria della probabilità e sulla statistica. Sono relazioni tra la teoria della complessità computazionale, la teoria della probabilità, la teoria dei linguaggi di programmazione e la logica matematica.

Telegram è una piattaforma fondata dai fratelli, Nikolai e Pavel Durov, che si basa essenzialmente sui bot, software con accesso ai sistemi di comunicazione che usiamo , più precisamente , come viene spiegato dai tecnici,  sono degli script contenenti delle istruzioni e sono addestrati per svolgere azioni e interagire con gli utenti in carne e ossa in maniera “amichevole”, usando dei comandi semplici e rispondendo in maniera pertinente alle richieste ricevute grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Questi bot possono creare anche alti rischi, come gli schemi fraudolenti per attirare al guadagno facile grazie ad una criptovaluta che usa le tecnologie di Telegram.

Nikolai e Pavel Durov

Che i due fratelli fossero dei geni si e’ compreso, sia per il settore comunicativo e manageriale con Pavel, sia con il fratello più grande, Nikolai,  matematico e informatico che ha vinto per anni consecutivi le medaglie d’oro delle olimpiadi internazionali dell’informatica e della matematica. Il padre, Valerij Semënovič Durov è stato Professore Universitario di Filologia latina all’Università’ di Torino,  dal 1992 è a capo del dipartimento di filologia classica della facoltà di filologia dell’Università statale di San Pietroburgo. Anche il figlio Pavel è laureato con lode in Filologia a San Pietroburgo, conosce nove lingue tra le quali il persiano e il latino.

Nel 2006 appena laureato fonda in Russia la piattaforma social network VKontakte, il Facebook russo, venduto anni dopo all’apparato del Cremlino per dissapori verso il concetto di libertà di espressione,  non avendo voluto consegnare i dati personali degli utenti della piattaforma ai servizi di sicurezza russi.  Nel 2013  Nikolai, oggi Professore di informatica all’Università di San Pietroburgo dove continua ad essere un genio dello sviluppo matematico tecnologico, riesce a dare forma ad una grande idea di piattaforma messaggistica, evolvendola con la crittografia del protocollo MTProto, che come mi spiega un informatico permette  che un messaggio, o un multi messaggio, venga trasmesso su una rete utilizzando un protocollo di trasporto crittografato con un’intestazione esterna che viene aggiunta in cima al messaggio con una chiave di identificazione. Personalmente qui mi fermo, sia ad ascoltare l’informatico che a scrivere perché le mie competenze di algoritmi si sono esaurite. 

Non si è esaurita la mia curiosità che gira intorno all’arresto di Pavel Durov. Dopo la vendita del social network, giovanissimo e miliardario, lascia la Russia e si stabilisce a Dubai dove ottiene la cittadinanza degli Emirati Arabi. Successivamente ottiene la cittadinanza nell’Arcipelago caraibico di Saint Kitts e Nevis che si trova in America Centrale ma è Inglese. Nell’agosto del 2021, ottiene anche la nazionalità francese. 

Ma cosa sta succedendo? E’ in atto una “ cyber warfare” ? 

La guerra ibrida che si sta espandendo comprende il  “cyber warfare”; le operazioni strategiche e tattiche condotte mediante l’ausilio degli strumenti digitali, e la “ cyber war” che coinvolge uno Stato o più nazioni, avendo un notevole impatto sulle infrastrutture e sulla sicurezza di uno o più Stati anche contemporaneamente. Nel cyber spazio avvengono sempre più spesso, attacchi ai sistemi finanziari e di comunicazione, ed è in questo sistema che si inseriscono alcune minacce. Il ruolo delle criptovalute nella cyber warfare è in crescita, rendendo ancora più complessa la gestione dei conflitti digitali. Le criptovalute offrono sia opportunità che sfide: possono essere utilizzate per finanziare attività illegali, e allo stesso tempo offrire nuove possibilità per la raccolta di fondi in modo rapido ed efficiente. Le cripto valute sono un prodotto della “ futura rete Internet “ la blockchain, la quale sfrutta una rete informatica di “nodi”, i quali sono dei computer aventi una copia del registro di dati e informazioni senza un’entità centrale.

Le cripto valute , spesso utilizzate per riciclare denaro e finanziare attacchi informatici, rendono difficile rintracciare le transazioni e identificare i responsabili. Questo ha aggiunto una nuova dimensione finanziaria ai conflitti cyber, permettendo a gruppi di hacker di operare in modo impunito.

L’etimologia del termine  criptovaluta che in inglese e’ conosciuta come cryptocurrency, e’ composta da due parole ; cripto/nascosto e valuta / valore. La criptovaluta è un valore digitale, che di basa sulla crittografia. 

Telegram ha sede negli Emirati Arabi Uniti, un paese estremamente rigido con le sue leggi in tema di traffico di  droga e materiale pedofilo, parte delle accuse che il governo francese ha mosso contro la piattaforma di Dunov, ma anche per il Digital Service ACT europeo non ci sono motivazioni contro Telegram. 

E se il nodo  gordiano fossero  le criptovalute che finanziano le operazioni di guerra cibernetica come e’ successo in Ucraina? 

Sicuramente avere canali per finanziare in modo anonimo attacchi militari, rende estremamente difficile per una nazione prevenire e difendersi. La velocità, l’immediatezza di invio e ricezione del denaro hanno dimostrato l’efficacia dello strumento virtuale in un contesto di guerra, un potenziamento potrebbe avere gravi ripercussioni nel campo della sicurezza. Ma della tecnologia non dobbiamo avere paura,  bisogna considerarla con il rispetto della sua neutralità, la tecnologia, come tutti gli strumenti, non può essere il “male” dipende dall’uso che il buon suonatore ne fa. 

Un problema che potrebbe porsi sono i paesi “ South Global”, i paesi aderenti ai BRICS, dei quali l’ultimo che ha fatto richiesta di adesione e’  proprio l’Arzebaijan pochi giorni fa, dopo la visita del Presidente Russo Putin. Per “ coincidenza” Dunov è partito dall’Azerbaigian per atterrare a Parigi.

Perché le cripto valute sono così importanti per i paesi emergenti? Perché potrebbero  sostituire il cosiddetto “ Petrodollaro” con una tipologia di criptovaluta simile allo L’E-Yuan digitale cinese che è emesso direttamente dalla Banca Centrale cinese.

Sir Jeremy Fleming, fino a Maggio 2023 è’ stato Direttore del Government Communications Headquarters, l’agenzia di intelligence, che si occupa di sicurezza, spionaggio e controspionaggio nell’ambito delle comunicazioni cyber del Regno Unito, ha espresso preoccupazione per la moneta digitale cinese, perché potrebbe servire per eludere le sanzioni internazionali. 

A fine giugno, in America c’è stata l’abolizione della “Dottrina Chevron”, che era nata negli anni ottanta per permettere alle Agenzie Federali di interpretare le leggi di cui sono responsabili. Con la sua abolizione si aprono le porte ad una frammentazione che avverrà Stato per Stato dell’economia americana. Abolendo la Dottrina Chevron, la Sec, la Securities and Exchange Commission, Commissione Federale per i Titoli e gli Scambi di valuta e responsabile della vigilanza sulla borsa, potrebbe avere dei grossi problemi per monitorare a livello nazionale le criptovalute. La dimostrazione è che in questi ultimi giorni la SEC andrà a processo contro la piattaforma di cripto valute Kraken. 

Tutto il mondo vuole un posto al sole per essere protagonista sullo scacchiere mondiale.

Luglio e Agosto 2024: palcoscenico di guerre ibride e di “ cyber War” . Elena Tempestini

Un lungo “ filo rosso” lega eventi che succedono in Paesi diversi di ogni continente,  i mesi di luglio e agosto sono stati il palcoscenico della geopolitica globale.

Cartina geografica del Bangladesh 

Il 7 gennaio di questo “ frammentato” 2024, in Bangladesh c’è stata la prima delle 76 elezioni politiche che il mondo sta affrontando e che termineranno con quelle americane. Per la quarta volta ha vinto la Prima Ministra  Sheikh Hasina. Il 6 agosto, a sette mesi esatti  dal rinnovato incarico,  il Bangladesh e’ nel caos. 

La premier Hasyna è dovuta fuggire in India dopo giorni di proteste e centinaia di manifestanti uccisi. L’esercito ha sciolto il parlamento e annunciato la formazione di un nuovo governo e nuove elezioni. 

Cartina geografica dell’oceano indiano e del Golfo del Bengala 

Il Bangladesh, un tempo paese ostile agli occhi di Pechino e’ divenuto per la Cina un paese nel quale investire ingenti somme di denaro. Pechino deve importare circa l’80% di riserve energetiche attraverso  l’Oceano Indiano e il golfo del Bengala, quindi per la Cina è vitale mantenere l’influenza su questa regione marittima, nonostante la competizione con l’India. Sono stati creati importanti accordi con Dhaka, dal 2002 fino ad oggi, un totale supporto cinese nella formazione del personale dell’esercito bangladese e nella fornitura di armi a Dhaka. Tutto per assicurarsi una “ via” per ridurre la dipendenza energetica, dal momento che una ipotetica chiusura dello stretto di Malacca da parte dell’India  avrebbe ripercussioni inimmaginabili sulla economia cinese. Dietro il golpe in Bangladesh, si nascondono gruppi islamisti e sicuramente pressioni esterne, ma il futuro dell’ex Pakistan orientale, il Bangladesh, ha un peso non indifferente tra le relazioni di Stati Uniti e India.

Cartina geografica che mette in evidenza lo stretto di malacca: Fonte rivista di geopolitica Limes

Il 2024 continua ad essere un anno di riassetti territoriali e di “ sfide” storiche da affrontare. “l’umanità non ha mai avuto così tanto potere su se stessa, eppure nulla può garantire che questo potere sarà usato saggiamente” ( Papa Francesco) 

SELA Tunnel : foto dal web

Sentiamo parlare di Taiwan ma tralasciamo il problema del Tibet e il riaccendersi in questi giorni estivi dei focolai di guerra sui 3800 km di confine tra Cina ed India: conosciuto come linea di McMahon. Il SELA TUNNEL,  e’ il tunnel stradale che sorge ai piedi dell’Himalaya. Iniziato a costruire nel 2019 e inaugurato a marzo 2024, e’ un contenzioso “ pericoloso” tra New Delhi e Pechino. Il tunnel Sela costruito a 3.000 metri di altezza e’ lungo quasi 13 km, può garantire il collegamento, in qualsiasi condizione atmosferica, da Guawahati nell’Assam a Tawang nell’Arunachal Pradesh. Ovvero nello stato che da oltre un secolo è oggetto di contenzioso fra India e Cina: l’India rivendica l’Arunachal Pradesh come territorio, per la Cina si chiama Zangnam e lo considera dentro i suoi confini come parte del Tibet meridionale.

Isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale

La regione dell’Indo-Pacifico non rende tranquilla Pechino per la presenza di militari americani nel Mar Cinese Meridionale e soprattutto attorno alle isole Spratly, rivendicate  da Cina, Filippine, Taiwan e Vietnam. La contesa tra Cina e Filippine sull’atollo di Sabina Shoal è uno dei nodi fondamentali della disputa territoriale. In quel tratto di mare c’è incagliata fin dalla seconda guerra mondiale, una nave “ la Sierra Madre” che viene usata dal governo delle Filippine per reclamare la propria sovranità su quel tratto di mare

Atollo Sabina Shoal

Area strategicamente importante non solo per la sua posizione nelle rotte marittime principali, ma anche per la ricchezza delle risorse naturali di gas e petrolio. Pechino risponde e rivendica alle Filippine usando la “Nine-Dash Line”, la “Linea dei nove tratti”, mappa che risale al 1947, ma con la quale la Cina afferma la sovranità su quasi l’intero Mar Cinese Meridionale.

Nine-Dash -Line : fonte immagine Insightias

La Cina ha costruito isole artificiali e basi militari nella regione per rafforzare la sua presenza. Le Filippine, l’8 luglio 2024 hanno siglato un accordo militare; “ Accordo di Accesso Reciproco ”  con il Giappone , rivendicando Sabina Shoal come parte della loro Zona Economica Esclusiva ( ZEE). Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, fanno parte di un confronto tra stati Uniti e Cina nel Pacifico. Manila, insieme a Taiwan, Giappone e Corea del Sud, hanno formato un  “cordone ” che Washington usa per la sua politica di contenimento dell’espansione cinese. Una strategia che include il rafforzamento delle alleanze con i paesi dell’Asia-Pacifico e con l’Australia,  tramite accordi economici e di sicurezza. Il Giappone si trova nel contesto di sicurezza più complesso dal dopoguerra: all’interno del “libro Bianco della Difesa”, rilasciato pubblicamente  a luglio, viene messa in evidenza  la preoccupazione per la crescente collaborazione militare tra Cina e Russia. Nelle Relazioni Internazionali si sta verificando un cambiamento storico dell’equilibrio di potere, e l’Indo-Pacifico è al centro di questa trasformazione. La Cina sta aumentando le attività militari intorno a Taiwan, ma nel documento vi sono elencati anche  i crescenti rischi per la difesa interna del Giappone associati con l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e la disinformazione che si sta espandendo a macchia di olio. La forza militare cinese sta intensificando le attività nel Mar Cinese Orientale, compresa l’area intorno alle Isole Senkaku, e nel Pacifico.

Fonte Immagine ISPI

La Corea del Nord sta portando avanti lo sviluppo di armi nucleari e missili balistici, la Russia continua l’invasione dell’Ucraina a proprio favore e la comunicazione è stata manipolata in favore della propaganda, adesso è molto difficile prospettare una vittoria dell’Ucraina. La Russia mantiene attive le operazioni militari nella regione dell’Estremo Oriente, nelle Isole Curili del Nord

Immagine Ministero della difesa Giapponese

Cinquantasei isole tra l’estremità nordorientale dell’isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka. Le isole Curili separano il mare di Ochotsk dal Pacifico settentrionale. In questi mesi si sono intensificate le esercitazioni della Russia con la Cina. E dalla Russia la Cina ha importato i caccia militari considerati di quarta generazione avanzata, come ha segnalato nella sua introduzione al libro Bianco,  il ministro della Difesa Giapponese Minoru Kihara.

Astana Kazakistan

La competizione tra Stati Occidentali e paesi emergenti è destinata ad intensificarsi, a luglio ad Astana in Kazakistan, in occasione del 24º vertice della Shanghai Cooperation Organisation ( SCO) al quale appartengono paesi come Cina, India, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, e da luglio 2024 la Bielorussia. L’emergere dei paesi “South Global” si arricchirebbero della Turchia che sempre di più strizza l’occhio per entrare nei BRICS, in quanto secondo il Presidente Erdoğan rifiutata dall’Europa. La Turchia sarebbe il primo paese NATO a farne parte, e fortificherebbe le relazioni sino-russe. 

l’8 luglio il Giappone ha firmato con le Filippine l’Accordo di  “interoperabilità” delle truppe militari, aprendo una nuova strada ad un’importante strategia nella regione dell’Indo- Pacifico per il prossimo/a Presidente della Casa Bianca.

28 luglio 2024 : Roma vertice dei capi agenzie di sicurezza Cia, Mossad,
Mukhabaràt egiziani, servizi del Qatar

Luglio e agosto sono stati mesi molto caldi, non solo meteorologicamente, di eventi all’apparenza non coniugati. Il presidente israeliano a fine luglio era a Washington, intanto a Pechino si stava firmando un accordo di unità nazionale tra 14 fazioni palestinesi, tra le quali Fatah e Hamas. Accogliendo per la prima volta dall’inizio della guerra Russo/ Ucraina il ministro della guerra russo Dmytro Kuleba. Hamas e Fatah, sono i due principali partiti politici palestinesi ma sono sempre stati grandi nemici, in quanto Fatah è più  moderato ed ha attaccato il comportamento di Hamas, fin dall’ inizio del conflitto. Il 28 luglio, a Roma si sono riuniti i capi della Cia, del Mossad, dei servizi segreti egiziani e del Qatar. L’obiettivo è la liberazione degli ostaggi, per arrivare ad una tregua del conflitto, riuscendo a dare la parola fine alle armi e sopratutto ripristinare le condizioni minime di vita nella vita palestinese, sprofondata in questi dieci mesi in una crisi umanitaria senza precedenti che e’ sfociata anche in una epidemia di poliomielite. Questo potrà avvenire solo con il completo annientamento di Hamas. Ma i mesi si sono dimostrati veramente “ caldi”, il 31 luglio il capo di Hamas, Ismail Haniyeh è morto in seguito a un attacco missilistico a Teheran contro una delle sue tante residenze. Haniyeh viveva in Qatar, anche se la sua era una vita in continua fuga. Pechino vuole essere artefice di pace nel Medio Oriente, nel 2022 Xi Jinping era a Riad in Arabia Saudita per il Consiglio di cooperazione tra Cina e paesi del Golfo, chiudendo svariate decine di accordi commerciali. Successivamente nel 2023 la Cina aveva mediato un’intesa tra Iran e Arabia Saudita che aveva portato al ripristino delle relazioni tra i due paesi.

Tra luglio ed agosto sono aumentate, grazie  all’invasione russa in Ucraina, le tensioni  nell’area dei Balcani occidentali. Il blocco euro-atlantico e la Federazione russa stanno introducendo nuovi scenari  di preoccupazione ed incertezza geopolitica  sopratutto in Bosnia Erzegovina.

Fonte : Osservatorio Balcani

Che questo 2024 sia un anno complesso con in atto guerre ibride non convenzionali e non alla luce del sole si era compreso. 

Cosa c’entrano le vicende di OpenAI, società  tra le più potenti di AI con la geopolitica mondiale? Più di quello che possiamo immaginare.

Inizio agosto, nove degli undici fondatori di OpenAI hanno abbandonato la società di intelligenza artificiale, oggi di proprietà di Infosys, azienda  di consulenza indiana. Poche settimane prima, OpenAI aveva tentato di estromettere Sam Altman dalla Presidenza. 

Era l’11 di luglio 2024 quando Microsoft è’ uscito dal Consiglio di Amministrazione di OpenAI e nel frattempo il 9 di luglio il Presidente Sam Altman ha bloccato l’accesso a ChatGpt alla Cina, impedendo ai programmatori e agli sviluppatori cinesi di interagire. L’improvviso «buco» ha creato uno Tzunami nel mercato asiatico . Il 19 luglio 2024 un blocco ai sistemi software  di Microsoft ha mandato in tilt il mondo intero: aeroporti, treni, apparati militari, banche, telecomunicazioni, aziende, transazioni finanziarie, sale operatorie ecc, un caos di cybersicurezza che ha interrotto il pianeta intero. 

Immagine : Corriere

La guerra ibrida che si sta espandendo comprende il  “cyber warfare” operazioni strategiche e tattiche condotte mediante l’ausilio degli strumenti digitali, e la “ cyber war” che coinvolge uno Stato o più nazioni, avendo un notevole impatto sulle infrastrutture e sulla sicurezza di uno o più Stati anche contemporaneamente. L’intelligenza artificiale e la cyber sicurezza hanno un legame sempre più stretto. Il 10 gennaio 2024 OpenAI  proibiva le “attività che presentano un alto rischio di danni fisici, tra cui lo sviluppo di armi” e l’uso di CHATGPT per scopi “militari e di guerra” il 10 gennaio 2024 nel pieno di un crescente interesse delle agenzie militari di tutto il mondo riguardo l’uso dell’Intelligenza Artificiale, OpenAI ha eliminato questa specifica dal suo Statuto pur preservando il divieto a non utilizzare il suo “servizio per danneggiare se stessi o altri”.

Da metà luglio 2024 OpenAI ha proibito ai suoi dipendenti di segnalare alle autorità di regolamentazione i “gravi rischi” posti dai suoi sistemi di intelligenza artificiale. 

Cyber war

Nella “ città della sapienza” nacque l’algoritmo . Elena Tempestini

Monumento dedicato ad Al Khwarizmi che si trova a Khiva in Uzbekistan, rappresenta il matematico persiano padre dell’algebra e dell’algoritmo ( 780 – 850)

La storia degli algoritmi si intreccia con quella della matematica e del calcolo fin dalle sue antiche origini con una figura di spicco: il matematico persiano Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, che visse durante il califfato abbaside attorno all’800 d.C. 

Al-Khwarizmi è considerato il padre degli algoritmi per i suoi contributi fondamentali in vari campi della matematica, che sono alla base dei metodi odierni:

La Nascita dell’Algoritmo

Il termine “algoritmo” deriva dal nome latinizzato di al – Khwarizmi in “Algoritmo”. Nella sua opera più celebre, il “Kitab al-Jabr wal-Muqabala” (Il libro del completamento e della riduzione), al-Khwarizmi ha sistematizzato e spiegato le soluzioni alle equazioni lineari e quadratiche, gettando le basi dell’algebra.

Definizione di algoritmo: 

Un algoritmo è una serie di istruzioni o regole ben definite e organizzate che, se seguite correttamente, portano alla risoluzione di un problema o all’esecuzione di un compito. Gli algoritmi sono fondamentali nella matematica e nell’informatica, dove guidano il funzionamento dei programmi e delle macchine nel processare dati, effettuare calcoli e prendere decisioni. 

L’Antica Biblioteca di Baghdad: la casa della  sapienza e l’algoritmo

 Al – Khwarizmi, era tra i fondatori della “Casa della Sapienza ” conosciuta come Bayt al-Ḥikma, una struttura immensa che conteneva la prima grande collezione di libri accademici dopo la distruzione della Biblioteca di Alessandria. La città di Baghdad, “ città della pace”, nel 1250 era una delle più importanti del mondo: 

La Casa della Sapienza nacque orginariamente dalla biblioteca privata del califfo abbaside al-Rashid nel 832, in pochissime generazioni raggiunse lo straordinario patrimonio librario di mezzo milione di volumi, libri  che potevano contenere più opere all’interno, in lingua greca, siriaca, ebraica, copta, persiana, sanscrita. Nello stesso periodo in Europa le biblioteche cristiane non arrivavano a un migliaio di volumi.

Bayt al-Ḥikma non era solo una biblioteca, aveva anche la funzione di università pubblica dove si svolgevano corsi di specializzazione, in particolar modo in medicina, tanto che era anche un ospedale  che accoglieva tutti gli esseri umani  di qualsiasi etnia o sesso e che potevano essere curati gratuitamente. Un luogo dove conoscenze mediche provenienti da tre continenti si mescolavano per essere al servizio dell’umanità

Le opere di al-Khwarizmi, così come i lavori di molti altri eruditi, furono tradotte e studiate presso la Casa della Saggezza. Qui, gli studiosi non solo conservarono e tradussero testi da altre culture, ma estesero le conoscenze e le ricerche al Medioevo europeo attraverso la scuola dei traduttori di Toledo. La Scuola dei Traduttori di Toledo fu un centro culturale e intellettuale che raggiunse il suo apice nel XII e XIII secolo sotto il patrocinio dei re di Castiglia. La sua missione principale era la traduzione di opere dal greco, dall’arabo e dall’ebraico in castigliano e in latino, fungendo da ponte tra le diverse culture e conoscenze del tempo.

Toledo, dopo essere stata riconquistata dai Cristiani nel 1085, divenne un luogo di incontro per studiosi cristiani, musulmani ed ebrei. La coesistenza di diverse culture e religioni creò un ambiente fertile per lo scambio di idee e conoscenze. 

Importanti opere di filosofia, medicina, astronomia, matematica e altre scienze, scritte originariamente in arabo e greco, furono tradotte in latino e poi in altre lingue europee. Questo permise la diffusione di una vasta quantità di conoscenza scientifica nel mondo latino, influenzando significativamente il Rinascimento europeo.

Tra i personaggi più noti associati alla Scuola ci fu Gerardo da Cremona, che tradusse numerosi testi dal mondo islamico, incluso il famoso “Almagesto” di Tolomeo. Il lavoro svolto nella Scuola dei Traduttori contribuì notevolmente a  gettare le basi per i successivi sviluppi scientifici ed intellettuali che avvennero in Europa.

Evoluzione dell’algoritmo fino all’Intelligenza Artificiale

Gli algoritmi hanno subito un’evoluzione straordinaria da al-Khwarizmi ai giorni nostri. Con l’invenzione del computer nel XX secolo, la capacità di eseguire algoritmi complessi rapidamente e su larga scala ha rivoluzionato campi che vanno dalla criptografia alla logistica, dalla medicina all’intelligenza artificiale. Oggi, gli algoritmi sono il cuore pulsante dell’IA, consentendo lo sviluppo di sistemi capaci di apprendere da grandi quantità di dati, prendere decisioni, e persino superare le prestazioni umane in specifici compiti.

L’IA sta trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo con il mondo intorno a noi. La sua capacità di analizzare grandi insiemi di dati, riconoscere pattern. Il riconoscimento di pattern, si riferisce al processo di identificazione e di configurazioni o tendenze in un insieme di dati. Questa capacità è fondamentale in diversi campi, come la statistica, l’intelligenza artificiale, il machine learning, la psicologia e molte altre discipline scientifiche.

Nel contesto dell’IA e del machine learning o apprendimento automatico, una branca dell’intelligenza artificiale che consente ai computer di apprendere e migliorare le proprie prestazioni senza essere esplicitamente programmati per ogni singolo compito. Questo apprendimento avviene attraverso l’analisi e l’interpretazione di grandi quantità di dati. In pratica, significa che un computer può “imparare” a riconoscere schemi, fare previsioni, o prendere decisioni basandosi sull’esperienza (i dati) che ha raccolto, piuttosto che seguire solamente istruzioni fisse e predeterminate. il riconoscimento di pattern si occupa di identificare schemi automaticamente, per esempio, classificare immagini basandosi sul contenuto visivo, riconoscere la voce, interpretare sequenze di geni in biologia o analizzare trend di mercato.

«Gli egiziani scrivono libri, i libanesi li commerciano, ma è a Baghdad che vengono letti». ( proverbio della Mesopotamia)

ALPINISMO e ASCESI SPIRITUALE: di Emilio Servadio

Articolo pubblicato su Abstracta n° 1 (gennaio 1986)

Foto Elena Tempestini 2023

Il sottoscritto, da giovane, ha effettuato numerosissime scalate nelle Dolomiti — arrivando talvolta ai “gradi” considerati allora, rispettivamente, 5° e 6° (il “sesto grado” segnava in quel tempo il limite delle possibilità umane). Ricordo benissimo alcune di quelle che il grande psicologo americano Abraham H. Maslow ha chiamato peak experiences (“esperienze di vetta”), volendo indicare con tale espressione non già, o non soltanto, ciò che si può provare al termine di una difficile scalata, ma certe sensazioni, che si potrebbero anche chiamare “estatiche”, sperimentate in qualche specifica occasione della vita, come è capitato ad alcuni anche all’improvviso, anche al di fuori di una qualche eccezionale congiuntura o stimolazione. Uno studioso americano, Richard M. Bucke, ha coniato in proposito l’espressione cosmìc consciousness (“coscienza cosmica”). Si tratta infatti di una sorta di “dilatazione” della coscienza: di ciò che, al limite, certi santi o certi iniziati hanno cercato di esprimere, affermando di avere superato — sia pure per poco tempo — la consueta distinzione fra “io” e “non io”, e di essere — metaforicamente ma efficacemente parlando — “saliti in cielo”.

Fra i miei ricordi di alpinismo, c’è per esempio quello di una “perfetta” ascensione lungo la “perfetta” verticale dello spigolo della Torre Delago, la prima a sinistra per chi guarda le tre Torri del Vajolet dalla Val di Fassa. Ricordo che spinto da un vivo desiderio di provocare nuovamente una certa esperienza, attinsi la vetta due volte nello stesso giorno, salendo per due vie diverse (una la mattina, una nel pomeriggio) la vetta del Castelletto di Vallesinella inferiore, nelle Dolomiti del Brenta; scalai la “Piccolissima” delle Tre Cime di Lavaredo procedendo in salita per la via Preuss, e in discesa per la via Dülfer (gli esperti di storia dell’alpinismo ben sanno di quali imprese furono protagonisti questi due grandi pionieri), con una indimenticabile “esperienza di vetta” appena giunsi sulla cima. Debbo dire tuttavia che ebbi in quel tempo un “maestro” eccezionale, considerato allora una specie di scalatore-prodigio: Emilio Comici. Questi era, al pari di Messner, un uomo normalissimo, che tuttavia aveva, a sua volta, momenti “sublimi” in montagna, tanto che potè scalare da solo, qualche anno prima della guerra ’39-45, la formidabile parete Nord della Cima Grande delle Lavaredo, impiegando nell’ascensione poco più di quattro ore. Quando gli chiesi se avrebbe potuto rifare quell’impresa, mi rispose: «Non credo. Quel giorno, ero in stato di grazia. Alcuni alpinisti tedeschi, giunti in vetta per la via normale, non si capacitavano che non avessi avuto almeno un compagno di cordata, e seguitavano a guardare giù per la parete, in cerca di un “altro” inesistente!». Scrisse letteralmente Comici: «Tutte le volte che comincio ad arrampicare, avviene in me una trasformazione… Una forza sconosciuta [sic] entra nel mio sangue, e, più arrampico, più forte mi sento».

Probabilmente sono ormai poche le persone che confondono l’alpinismo con il semplice escursionismo, o che vedono “l’amore dei panorami” come vera e unica motivazione di ciò che spinge un alpinista ad agire. Da parecchi anni, ormai, anche il grande pubblico ha potuto rendersi conto delle quasi sovrumane prestazioni che hanno caratterizzato certe imprese alpinistiche, e qualcuno ha cominciato a chiedersi se avessero proprio ragione quei razionalisti che riducevano l’alpinismo a una semplice manifestazione sublimativa di cariche nevrotiche (W. Reich), o all’ostinato bisogno di “sfidare” e vincere una natura indifferente od ostile.

A me sembra che, se in qualche caso potrebbero essere valide tali interpretazioni, esse non siano comunque “generalizzabili” per almeno tre motivi: in primo luogo, perché rimane sempre aperto il problema relativo alla “scelta” di un dato comportamento più o meno nevrotico (si può “sfidare” la realtà esterna in mille modi diversi) ; in secondo luogo perché gli stessi meccanismi della “sublimazione” sono ancora molto enigmatici; e in terzo luogo, perché non è più consentito, ormai, di “ridurre” a processi psicologici elementari, come se si trattasse di manifestazioni nevrotiche, o nevrotico-simili, ogni e qualsiasi attività umana — compresa la creatività poetica, o quella musicale. Già Freud confessava l’impossibilità, per la psico-analisi, di “spiegare” il genio creativo: ma si direbbe che molti psicoanalisti non abbiano ben recepito il suo ammonimento.

Come si potrebbe, per esempio, considerare “espressione sublimativa di conflitti nevrotici inconsci” l’attività di un Reynhold Messner, nel quale molti giustamente vedono il più grande alpinista di tutti i tempi, notissimo per avere al suo attivo varie ascensioni oltre gli 8000 metri, e per avere scalato da solo, nel 1980, l’Everest, ossia la più alta montagna del mondo? Chi conosce Messner sa che si tratta di un uomo perfettamente sano di mente e di corpo, dotato di un eccellente senso pratico, e dalla vita sentimentale felice. Tutto ciò non impedisce a Messner di percepire chiaramente le “elevazioni” che si possono sperimentare in certe prestazioni alpinistiche: i loro aspetti spirituali ed ascetici, il non raro verificarsi, in esse, di fenomeni oggi studiati dalla parapsicologia. «L’alpinismo è una via naturale verso altri stadi, e, al limite, verso l’uomo» — ha scritto Messner. Naturalmente, i livelli variano. Non tutti coloro che fanno dell’alpinismo potrebbero certo, per esempio, esprimersi come segue: «… Si vivono momenti che io chiamo “rotondi”, di una sensazione che va oltre la gioia, che prende tutto l’uomo, il cervello, gli occhi, il corpo… Qualche volta in vetta, oppure mentre si sale, oppure mentre si è accoccolati per una sosta. Ti sembra di cadere, di fluttuare nell’aria. Sensazioni indescrivibili, come è indescrivibile quello che si prova nell’atto d’amore». E ancora: «Quando sono andato solo sull’Everest sono arrivato al limite delle mie possibilità. L’ultimo giorno di salita è stato il punto più difficile della mia vita. Li sono arrivato al punto estremo … Lì ho arrampicato nell’infinito».

Messner non nasconde di avere avuto, durante certe ascensioni, esperienze “paranormali” — come il “comunicare” solo mentalmente, ma a lungo e con precisione, con il suo compagno di cordata; o percepire più volte la “presenza invisibile” di qualcuno, e particolarmente di un suo fratello, morto sul Nanga Parbat; o il “riconoscere”, senza tema di errore, il punto esatto dell’Everest dove scomparve, nel 1924, l’alpinista inglese Leigh Mallory. «L’ho sentito, l’ho visto, gli ho parlato», scrive Messner. Era una semplice allucinazione?! Da molti anni il celebre alpinista arrampica a quote estreme, senza maschera di ossigeno. «Ho avuto spesso» — scrive — «esperienze strane… Nel 70 sul Nanga Parbat sono caduto per qualche metro sulla neve. Mi vedevo rotolare come dall’esterno e non potevo far nulla per fermare quel corpo che rotolava… Ero al di fuori del tempo». Forse qualche psichiatra potrà pensare a quelle esperienze che nell’ambito della psicologia medica si chiamano di “depersonalizzazione”… Ma Messner non ha paura (lo ha detto a un giornalista che lo intervistava) degli eventuali giudizi degli psichiatri, e sorride quando gli dicono che qualcuno è incline a considerarlo pazzo. «Noi, uomini dell’Occidente, abbiamo paura di parlare con noi stessi», di pensare in termini «di un’altra dimensione, di un altro modo di essere». Della morte ha detto: «Non è un problema. La morte è parte di me stesso. Io ho lavorato molto su questo tema e ho avuto la possibilità, la sfortuna, la fortuna, non so, non c’è parola giusta, di essere già una volta “morto”, cioè di aver vissuto la situazione e di sentire “Adesso non m’importa più se muoio, devo morire”. La morte non è sempre presente nel mio cervello, però è parte di me. Detto in parole molto severe: “Io stesso sono la mia morte” ». Ma più oltre: «È importante accettare la amare di più la vita». Io non so se Messner abbia mai letto testi tradizionali, o se abbia ricevuto insegnamenti esoterici particolari. Non proprio, e perciò mi sembra tanto più notevole il fatto che egli abbia — tanto semplicemente ed efficacemente — accennato a quella che in parecchie tradizioni viene chiamata “morte iniziatica”. Questa è un’esperienza per la quale è tenuto a passare chi voglia affrontare la fine della vita con impavida serenità, e sapendo ciò che lo attende. In antico, la “morte iniziatica” veniva realizzata mediante pratiche durissime e pericolose. Oggi, si ricorre a mezzi alquanto più blandi (ma non troppo). Qualcuno però sperimenta la “morte iniziatica” senza averla consapevolmente programmata. Ciò può avvenire attraverso un certo tipo di alpinismo come attraverso altre vicende al confine tra la vita e la morte. Io credo che Messner abbia provato e superato l’esperienza della “morte iniziatica” con le sue arditissime ascensioni, facendo proprie le loro possibilità di “utilizzazione” e di arricchimento in senso ascetico e spirituale.

Dall’Olimpo al Sinai o all’Himalaya, gli uomini hanno sempre pensato alle alte vette montane come “sedi” di divinità, e teatri di esperienze spirituali. Aveva dunque ben ragione il francese Sonnier quando scriveva che la montagna «ha una singolare virtù: quella di liberare la verità degli esseri». E l’essenziale “verità” dell’uomo non è forse, esotericamente parlando, la sua “scintilla” immortale, il “dio profondo” che è in lui?