Hamas e Israele hanno firmato l’accordo sulla prima fase del piano di pace a Gaza. Elena Tempestini

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth che i negoziatori di Hamas e Israele hanno infine firmato l’accordo sulla prima fase del piano di pace presentato la scorsa settimana dallo stesso Trump, dopo giorni di negoziati. Nel suo messaggio, Trump ha scritto che la firma significa che «tutti gli ostaggi, detenuti da Hamas, saranno liberati molto presto, mentre Israele ritirerà le sue truppe dietro una linea concordata».

L’annuncio è stato poi confermato dal primo ministro Netanyahu e da un comunicato di Hamas, ed entrambi hanno ringraziato Trump. L’accordo è stato mediato da Qatar, Stati Uniti ed Egitto, ma non sono ancora chiari alcuni dettagli significativi, che dovrebbero essere annunciati nelle prossime ore. È confermato che già nei prossimi giorni ci sarà uno scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi, per il quale entrambe le parti si stanno già preparando. Non è ancora invece del tutto noto come avverrà il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, e con che tempi.

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Nel suo comunicato, Hamas ha scritto che l’accordo «sancisce la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’occupazione israeliana, l’ingresso di aiuti umanitari e lo scambio di prigionieri». Ma Netanyahu, nel suo messaggio, ha finora parlato esclusivamente di liberazione degli ostaggi, e mai di ritiro.

Secondo il piano di Trump, nella prima fase Israele dovrebbe ritirare i propri soldati da un’ampia zona nel centro della Striscia, rimanendo però nel suo territorio. Le fasi successive del piano porterebbero a un ulteriore ritiro, fino a mantenere una “zona cuscinetto” lungo il confine della Striscia.

Se tutto dovesse procedere come previsto, l’accordo significa soprattutto un cessate il fuoco e la fine dei bombardamenti e degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. 

Il piano di pace su cui si stava discutendo in Egitto era stato annunciato il 29 settembre da Donald Trump assieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Quel testo prevede tra le altre cose anche l’esclusione di Hamas dal futuro governo della Striscia, e la sua completa demilitarizzazione. Non è chiaro se i negoziati degli ultimi giorni abbiano modificato queste condizioni.

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