
Il Firenze Race Team (FRT) rappresenta uno degli esempi più virtuosi di come l’università possa diventare non soltanto luogo di trasmissione di saperi, ma soprattutto di sperimentazione, innovazione e crescita professionale. Nato nel 2000 presso l’Università degli Studi di Firenze sotto la guida del Professor Renzo Capitani, il team è oggi la più longeva realtà italiana impegnata nelle competizioni internazionali di Formula Student (o Formula SAE), prestigioso campionato accademico che coinvolge oltre 500 università nel mondo.

All’Automobile club di Firenze è stato messo in evidenza, dal Presidente Professore Massimo Ruffilli, già Prefessore Ordinario di disegno Industriale, il progetto accademico del team, che va oltre l’aula universitaria.
Firenze Race Team non è un semplice club studentesco: è un vero e proprio laboratorio interdisciplinare di progettazione e innovazione, in cui gli studenti, provenienti principalmente dalla Scuola di Ingegneria, ma anche da altre facoltà, mettono in pratica le competenze acquisite nei corsi universitari. La progettazione e la costruzione di una monoposto da competizione diventa un esercizio concreto di sintesi tra teoria e pratica, capace di coniugare:

La progettazione meccanica e strutturale, l’analisi fluidodinamica e aerodinamica avanzata, lo sviluppo elettronico e i sistemi di controllo, la gestione dei costi e del design, la presentazione e la comunicazione del progetto davanti a giurie internazionali.
Grazie a questo approccio, gli studenti acquisiscono competenze che vanno ben oltre quelle trasmesse nei programmi tradizionali, maturando una visione completa che unisce ingegneria, project management e lavoro di squadra.

Alla guida scientifica del progetto, c’è il Professor Renzo Capitani, Professore Ordinario di Progettazione meccanica e costruzione di macchine al Dipartimento di Ingegneria, il quale svolge un ruolo fondamentale non solo come referente accademico, ma anche come mentore. La sua attività si è distinta per la capacità di orientare gli studenti in un percorso che non si limita a replicare contenuti didattici, ma li spinge ad affrontare sfide reali con responsabilità e spirito critico. Sotto la sua direzione, il team è diventato un punto di riferimento internazionale, capace di ottenere riconoscimenti in molte competizioni e di attrarre collaborazioni con importanti aziende del settore automobilistico.
Il cuore dell’attività del Firenze Race Team è rappresentato dalle gare di Formula Student, dove le vetture vengono giudicate non solo per le prestazioni in pista, ma anche per il progetto complessivo: dal business plan al controllo dei costi, fino alla qualità ingegneristica delle soluzioni adottate. In questo contesto, il team fiorentino ha dimostrato più volte di essere competitivo, distinguendosi per innovazione tecnologica e solidità organizzativa. Negli ultimi anni, il gruppo ha sviluppato anche prototipi con guida autonoma, dimostrando la capacità di guardare al futuro e alle sfide emergenti della mobilità.

Con circa 70 membri attivi, il Firenze Race Team rappresenta una vera comunità studentesca, in cui ogni partecipante porta il proprio contributo, dall’ingegneria meccanica al design industriale, dalla gestione economica alla comunicazione. Le collaborazioni con aziende e partner industriali rafforzano ulteriormente l’esperienza, offrendo agli studenti opportunità di confronto con il mondo del lavoro e creando un ecosistema virtuoso di ricerca e innovazione. Praticamente un’eccellenza di valore accademico e formativo, unico.

Il progetto FRT si distingue perché integra nel percorso universitario un’esperienza pratica rara, difficilmente replicabile in altri contesti accademici. Partecipare alla costruzione di una monoposto da corsa significa operare in un ambiente altamente competitivo, innovativo e internazionale, che prepara gli studenti non solo a diventare ingegneri competenti, ma anche professionisti capaci di affrontare sfide complesse con spirito critico, leadership e creatività.

Il Firenze Race Team si è dimostrato un incubatore di talenti, un punto di incontro tra accademia e industria, un esempio concreto di come l’università possa essere palestra di eccellenza. Sotto la guida del Professor Capitani, il progetto continua a dimostrare che la formazione superiore, se arricchita da esperienze pratiche e sfide reali, è capace di generare risultati straordinari, tanto sul piano accademico quanto su quello umano e professionale.
