Papa Leone XIV e i 70 anni: il simbolo di un incontro tra cattolici e ortodossi in tempo di conflitti. Elena Tempestini.

Simposio e ecumenico dei 1700 anni del concilio di Nicea. “Verso l’unità cattolica ortodossa “

Dopo il Simposio Ecumenico dedicato al 1700° Anniversario del Concilio di Nicea, di giugno, riguardo al tema “Nicea e la Chiesa del Terzo Millennio: Verso l’Unità CattolicoOrtodossa”, il 14 settembre si è celebrato il 70º compleanno di Papa Leone XIV, celebrato a Roma e che ha assunto un significato che trascende la ricorrenza personale per assumere una valenza simbolica di portata geopolitica. L’evento ci restituisce l’immagine di una cristianità che tenta di mostrarsi unita proprio mentre il contesto internazionale è attraversato da fratture e da una nuova spirale di conflitti.

La presenza simultanea delle due Chiese non è soltanto un gesto ecumenico, ma un richiamo diretto a una delle costanti della geopolitica religiosa: il tentativo di sanare la frattura fra Roma e la cosiddetta “Terza Roma”, cioè Mosca. Secondo una tradizione sviluppatasi nel XVI secolo, dopo Roma e Bisanzio, Mosca sarebbe infatti il nuovo centro spirituale del cristianesimo universale, autodefinendosi “Santa Madre Russia”, custode dell’ortodossia e della fede autentica.

Questo simbolismo risuona oggi con particolare intensità: la guerra in Ucraina non è soltanto uno scontro territoriale, ma tocca la memoria della Rus’ di Kyiv, considerata la culla del cristianesimo slavo-orientale. Secondo la leggenda, l’apostolo Sant’Andrea avrebbe benedetto quelle terre, e proprio questa eredità storica viene ancora oggi rivendicata come parte dell’identità religiosa e geopolitica russa.

Il compleanno del Pontefice diventa così un atto di comunicazione politica. Nel momento in cui la contrapposizione fra NATO e Russia minaccia di assumere i contorni di uno scontro diretto, la foto rimanda a un’idea diversa: che le radici cristiane del continente non siano inconciliabili, e che esista uno spazio simbolico in cui Roma e Mosca possano riconoscersi almeno sul piano spirituale.

Da un punto di vista geostrategico, questo segnale è rilevante per tre ragioni:

Legittimità culturale, nel conflitto attuale, la Russia utilizza l’ortodossia come strumento identitario e politico. Mostrare cattolici e ortodossi insieme significa affermare un principio opposto: che la fede può unire, non solo dividere.

Soft power vaticano, la diplomazia della Santa Sede, storicamente capace di muoversi su piani diversi da quelli strettamente statuali, riafferma il proprio ruolo di attore indipendente e mediatore potenziale in scenari polarizzati.

Simbolismo strategico, in un mondo dove la dimensione religiosa è spesso ridotta a variabile marginale, il gesto ribadisce che le identità spirituali sono ancora strumenti decisivi nelle dinamiche di potere globale.

Non si tratta di illudersi su una riconciliazione immediata tra Roma e Mosca, ma di cogliere la forza di un’immagine che inserisce il discorso religioso dentro la grande partita geopolitica del XXI secolo. Così il 70º compleanno di Papa Leone XIV non è soltanto la celebrazione di una vita, ma un atto simbolico: ricordare che, anche quando i rapporti di forza sembrano spingere verso lo scontro, la cultura e la fede possono ancora aprire uno spazio di convergenza.

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