
L’Europa affronta una tensione a più livelli, dove crisi interne e esercitazioni militari si intrecciano in un quadro complesso. In Francia, il presidente Emmanuel Macron naviga in una delle peggiori crisi politiche degli ultimi decenni. In questo contesto, l’articolo 16 della Costituzione francese emerge come uno strumento potenzialmente determinante: consente al presidente di assumere poteri straordinari in caso di “gravi minacce” alla sovranità nazionale, all’integrità del territorio o al funzionamento regolare delle istituzioni. Sostenuto dall’Europa, Macron potrebbe invocarlo per consolidare la propria posizione, controllare la crisi politica interna e ritardare pressioni che potrebbero costringerlo a dimettersi, trasformando una debolezza interna in un deterrente politico.
Sul piano internazionale, la coincidenza con l’inizio delle esercitazioni Zapad-2025 tra Russia e Bielorussia non è casuale. Varsavia ha schierato 40.000 soldati lungo il confine e istituito una no-fly zone, mentre i Paesi baltici hanno adottato misure di sorveglianza analoghe. La narrazione di un attacco di droni russi in Polonia, diffusa dai media occidentali, è stata smentita da fonti locali e dalla Bielorussia, che indicano che i droni erano vaganti provenienti dall’Ucraina. Questo scenario richiama analogie con l’incidente del 2022, quando un missile ucraino colpì la Polonia e fu attribuito a Mosca, mostrando come le azioni di terzi possano essere strumentalizzate per giustificare reazioni politiche e militari.
Dal punto di vista geostrategico, Mosca non ha interesse a trascinare direttamente la NATO in un conflitto; le esercitazioni Zapad-2025 hanno principalmente valore deterrente e addestrativo, mirano a testare scenari di chiusura del corridoio di Suwałki e a proiettare forza in Kaliningrad. Tuttavia, la percezione di minaccia rafforza la posizione di leader europei come Macron, che possono giustificare misure straordinarie invocando la sicurezza continentale.
Il quadro complessivo è quindi quello di un’interconnessione tra crisi interne e dinamiche internazionali: la stabilità politica francese, la pressione militare sul fianco orientale della NATO e le manipolazioni delle narrazioni sugli incidenti transfrontalieri creano una rete di leve strategiche dove politica interna, deterrenza militare e geopolitica continentale si sovrappongono. In questo contesto, ogni mossa, dalla decisione di Macron di invocare l’articolo 16 alla gestione della crisi droni, diviene parte di un gioco di equilibri complesso, che può condizionare l’intero assetto della sicurezza europea.