Zia Caterina e il Taxi 25: la storia di una donna che ha trasformato un taxi in un messaggio di speranza

Zia Caterina con una sua piccola viaggiatrice

Non solo a Firenze,  ma in tutta Italia il nome di Zia Caterina è diventato sinonimo di coraggio, amore e solidarietà. Attraverso il suo Taxi 25, un veicolo coloratissimo con tanti disegni è ormai un simbolo cittadino. Ha raccontato al mondo intero che anche un gesto quotidiano come un viaggio in taxi può trasformarsi in un’esperienza di umanità e di vicinanza. La sua storia merita di essere ricordata e compresa, non solo per la sua dimensione personale, ma anche per l’impatto sociale e culturale che ha generato.

Zia Caterina, all’anagrafe Caterina Bellandi, è una donna fiorentina che ha saputo convertire un dolore personale in un’opera di bene. Dopo la perdita del compagno Stefano, tassista di professione, Caterina decise di raccoglierne l’eredità, guidando lei stessa il taxi numero 25. Non lo fece come scelta professionale in senso stretto, ma come atto d’amore: il taxi sarebbe diventato un luogo di incontro, un mezzo per accogliere persone, storie, sorrisi e soprattutto bambini malati, ai quali Caterina avrebbe dedicato la sua missione.

Zia Caterina con l’Autrice del suo libro Taxi 25 Alessandra Cotoloni e la giornalista Elena Tempestini, durante
“Corri la Vita”, manifestazione fiorentina che unisce sport, cultura e solidarietà per sostenere la lotta contro il tumore al seno e promuovere la prevenzione.

Il Taxi 25 di Firenze non è un taxi qualunque. Il numero 25 non è casuale: era quello del taxi del compagno Stefano, che lei ha voluto continuare a guidare come segno di memoria e di continuità. Da allora, Taxi 25 è diventato un segno distintivo di resistenza, amore e comunità. Caterina lo ha trasformato in un laboratorio mobile di gioia, decorandolo con colori, pupazzi, messaggi di speranza e simboli di allegria. L’obiettivo è sempre stato chiaro: donare un sorriso e un momento di leggerezza ai “supereroi”, come Caterina chiama i bambini malati di tumore o gravi patologie, e alle loro famiglie alle quali non solo dedica tempo e amore, ma gli sta accanto sempre. 

La storia di Zia Caterina non è solo personale, ma assume anche un valore sociale. Attraverso il Taxi 25: ha promosso la cultura della solidarietà attiva, dimostrando come ognuno può dare il proprio contributo;

Presentazione del libro di zia Caterina nelle sale della Regione Toscana

ha reso visibile la condizione dei bambini malati e delle loro famiglie, troppo spesso invisibili nel dibattito pubblico;

ha costruito una rete comunitaria attorno alla sua figura, diventando punto di riferimento per cittadini, volontari e istituzioni.

Dal punto di vista accademico, il caso di Zia Caterina rappresenta un esempio di welfare dal basso: iniziative nate dall’individuo che, senza fondi istituzionali iniziali, riescono a generare impatto sociale e culturale diffuso.

Alessandra Cotoloni insieme a Elena Tempestini

Il messaggio di Zia Caterina è arrivato ben oltre Firenze. Il Taxi 25 è stato raccontato da giornali, televisioni, eventi pubblici e pubblicazioni, è’ stata accolta in Costiera Amalfitana come una eroina, e’ diventata un simbolo di resistenza urbana, capace di mostrare come una città possa trasformarsi grazie a una singola esperienza di cittadinanza attiva.

Basta digitare il nome “Zia Caterina Taxi 25 Firenze” ed oggi si trova ovunque, non solo come curiosità locale, ma come storia di ispirazione globale, legata a valori di solidarietà, comunità e impegno civile. 

La storia di Zia Caterina e del suo Taxi 25 ha offerto al mondo una lezione: un taxi può essere molto più di un mezzo di trasporto; può diventare un simbolo di vita, di sorriso nel buio, di resistenza e sopratutto di speranza.

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