La Linea di Wallace: faglia biologica e faglia geopolitica dell’Indo-Pacifico. Elena Tempestini.

Quando Alfred Russel Wallace, a metà dell’Ottocento, tracciò l’immaginaria linea che separa la fauna asiatica da quella australiana, non poteva immaginare che quel confine biologico sarebbe stato letto, un secolo e mezzo dopo, anche in chiave geopolitica. La Linea di Wallace, che corre tra Malesia, Indonesia e Filippine, non è solo un discrimine ecologico: è anche una faglia geostrategica che attraversa il cuore dell’Indo-Pacifico, oggi il principale teatro di competizione globale.

La Linea separa due mondi naturali distinti: a ovest, la fauna asiatica; a est, quella australasiana. È il risultato di profonde barriere marine che hanno limitato, per millenni, la migrazione delle specie. È un confine invisibile ma tangibile: le scimmie vivono a ovest, i canguri a est. Natura e geografia hanno dunque creato un “muro biologico” che non si lascia superare facilmente.

La Faglia politica e le isole come frontiera strategica. Quella stessa linea cade in una regione che, per la geopolitica, rappresenta un choke point planetario: a nord-ovest c’è lo Stretto di Malacca, arteria vitale per il commercio mondiale e per il rifornimento energetico della Cina. A nord-est il Mare delle Filippine, oggi epicentro della proiezione navale USA e del contenimento di Pechino. Al centro, l’arcipelago indonesiano: un mosaico di culture, religioni e identità che riflette la frammentazione naturale già segnata dalla Linea di Wallace.

La Linea diventa così anche una metafora geopolitica, separa e al tempo stesso connette, genera tensione ma anche scambio.

La Cina ha bisogno di attraversare questa zona per assicurarsi rotte sicure e accesso alle materie prime. Non a caso investe in porti e infrastrutture tra Indonesia e Filippine, parte della Belt and Road. Stati Uniti e Australia: vedono in questo spazio il “fronte avanzato” per bilanciare la potenza cinese. La collaborazione militare con Filippine e il supporto all’Indonesia vanno letti in questa chiave. ASEAN: prova a mantenere la centralità diplomatica, ma la sua stessa frammentazione interna richiama la diversità naturale tracciata da Wallace.

La natura ha segnato un limite invalicabile tra ecosistemi, ma anche la geopolitica oggi riconosce in questa linea una soglia tra due mondi: l’Asia continentale e il Pacifico aperto. È un confine che non si cancella, ma che si gestisce. In questo senso, la Linea di Wallace è la perfetta immagine della condizione indo-pacifica: un equilibrio instabile, dove la complessità biologica e quella strategica si rispecchiano.

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