Palantir: la veggenza del potere nel capitalismo dei dati. Elena Tempestini

Nel mondo di J.R.R. Tolkien, i Palantíri sono oggetti ambigui. Sette sfere veggenti, capaci di mostrare eventi lontani e di comunicare tra loro, ma anche pericolose: “ciò che si vede può essere reale, ma non è tutta la verità”. Sauron personaggio dalla figura oscura, corrompe una pietra, distorcendo la percezione del nemico e facendo precipitare i regni fantasticati nel caos.

Nel mondo reale, Peter Thiel, imprenditore libertario, investitore miliardario, ideologo della Silicon Valley, fondatore insieme a Zuckerberg di Facebook, finanziatore delle campagne elettorali di J. D. Vance, oggi vicepresidente degli Stati Uniti, e della sua conversione cattolica, ha scelto di dare lo stesso nome a una delle più potenti aziende di tecnologia del XXI secolo: la Palantir Technologies.

Fondata dopo l’11 settembre, in risposta alla percepita “cecità” dei servizi di intelligence, Palantir è diventata oggi il simbolo più avanzato del capitalismo della sorveglianza. Non produce armi, ma software. Promette  ai suoi clienti: governi, eserciti, banche, polizie ecc, una cosa fondamentale : vedere prima, meglio, e più a fondo degli altri.

Il cuore del progetto Palantir è la piattaforma Gotham: un colossale sistema informatico in grado di aggregare, collegare e interpretare enormi volumi di dati provenienti da fonti diverse, intelligence, sorveglianza, banche dati pubbliche e private, social network. dalla CIA per operazioni antiterrorismo in Medio Oriente; dalla polizia di New York per mappare i movimenti sociali; dall’esercito americano per analizzare scenari di guerra, da governi europei per gestire i flussi migratori.

A fianco, si trova “Foundry “ che è la versione “civile”: serve a grandi aziende come: Airbus, BP, Ferrari ecc per monitorare catene logistiche, ottimizzare processi industriali e prevedere rischi reputazionali. Praticamente Palantir non ti dice cosa fare, ma ti mostra cosa potresti non vedere.

Ma la domanda e’ perché chiamare la società “Palantir”?

Peter Thiel non ha scelto questo nome per caso. Anzi, la metafora è centrale nel messaggio politico e tecnologico che Palantir intende trasmettere: la Veggenza come dominio. Proprio come i Palantíri in Tolkien, il software di Palantir promette un potere unico: la capacità di cogliere pattern invisibili, di anticipare crisi, di capire i nodi nascosti del reale. In un’epoca in cui la guerra si combatte con algoritmi, valute e supply chain, chi vede per primo, comanda. Palantir è l’occhio del potere.

Nelle mani giuste, la sfera rivela. In quelle sbagliate, manipola. La tecnologia diventa così strumento o minaccia, a seconda di chi la usa e di cosa cerca. Ancora una volta non esistono cattivi strumenti ma buoni suonatori. 

Un potere che non si vede, ma agisce

A differenza delle tecnologie militari classiche, Palantir non è visibile sul campo. Non lancia missili, non alza muri, non occupa territori. Eppure sposta gli equilibri geopolitici.

Nel 2022, ad esempio, Palantir ha collaborato con l’Ucraina per ottimizzare la difesa territoriale e gestire la logistica di guerra. Nel frattempo, governi europei e americani la utilizzano per il monitoraggio delle pandemie, delle migrazioni e persino del dissenso interno.

Una rete di lettura del mondo che si propone come neutrale ma in realtà restringe i campi del possibile, orienta decisioni, imposta strategie. Lo possiamo chiamare “Capitalismo del discernimento”? Thiel, è convinto che il liberalismo moderno abbia indebolito l’Occidente, considera Palantir una tecnologia salvifica per l’Occidente in declino: quindi “vedere bene” equivale a “decidere giusto”.

Ma la domanda resta aperta: chi ha diritto di guardare? E cosa significa davvero “vedere”?

Nel Signore degli Anelli, Denethor, il reggente di Gondor, impazzisce perché crede di vedere tutto attraverso il Palantír. Ma in realtà, sta guardando solo ciò che Sauron vuole mostrargli. La lezione è chiara: il potere della veggenza detiene l’altra faccia della medaglia, c’ è anche il rischio della manipolazione.

In un mondo in cui la guerra è sempre più delegata ai dati, agli algoritmi e alla previsione, Palantir è l’immagine perfetta della nuova forma di potere: non ti controlla con la forza, ma ti anticipa. Ti conosce meglio di quanto tu conosca te stesso, per questo ti orienta.

Ma la vera battaglia non è tecnica, è etica e politica:

chi decide cosa si deve vedere? E per quali scopi?

Lascia un commento