Giovanni Spadolini, 100 anni di una vita tra storia, giornalismo e istituzioni

Il 21 giugno 2025 segna i 100 anni dalla nascita di Giovanni Spadolini, nato a Firenze nel 1925 in una famiglia di artisti. Di formazione giuridica, si distinse come storico, docente universitario e giornalista. Fu poi protagonista della vita politica nazionale: ministro, presidente del Consiglio, ministro della Difesa e Presidente del Senato, fino alla nomina a senatore a vita nel 1991  .

Suo padre, Guido Spadolini, incisore e pedagogista, trasmise un amore profondo per le arti. Giovanni si laureò in giurisprudenza nel 1947 e, già nel 1950, divenne professore di storia contemporanea presso l’Università di Firenze, a soli 25 anni . Tra le sue opere storiche si annoverano Il papato socialista (1950) e Le due Rome. Chiesa e Stato tra Ottocento e Novecento (1973)  .

Spadolini fu direttore del Resto del Carlino (1955–1968) e del Corriere della Sera (1968–1972)  . Al Corriere introdusse il rigore organizzativo tanto da utilizzare un “semaforo” per gestire gli accessi: una forma simbolica di disciplina e metodo . Nel 1978 prese la guida della rivista di cultura Nuova Antologia, rilanciando la terza pagina come spazio per riflessione storica, letteraria e politica  .

Nel 1974 Spadolini promosse e divenne primo Ministro per i Beni Culturali e Ambientali (1974–1976), creando il dicastero e avviando azioni legislative di tutela del patrimonio artistico  . Successivamente, nel 1979, ricoprì l’incarico di Ministro della Pubblica Istruzione, dove cercò un approccio riformista e inclusivo  .

4. Primo premier laico e difensore delle istituzioni. Nel giugno 1981 divenne il primo presidente del Consiglio laico (1981–1982), guidando una coalizione pentapartita e affrontando lo scandalo della loggia P2, la crisi inflazionistica e il terrorismo  . La sua leadership, definita dal rigore morale e istituzionale, fu elogiata anche all’estero.

Ministro della Difesa dal 1983 al 1987, affrontò importanti crisi internazionali. Tra queste, la crisi di Sigonella (1985), quando l’Italia rifiutò l’estradizione di terroristi del sequestro della nave Achille Lauro, posizionandosi con fermezza e autonomia diplomatica  .

Eletto Presidente del Senato nel 1987, fu confermato anche nel 1992, diventando figura di equilibrio durante gli anni delle inchieste giudiziarie (Mani Pulite) . Nominato senatore a vita nel 1991, fu presidente supplente della Repubblica tra le dimissioni di Cossiga e l’elezione di Scalfaro  .

Celibe per scelta, Spadolini coltivò passioni private: fu collezionista di oggetti napoleonici e garibaldini, prediligendo la figura di Napoleone, la cui biografia scrisse a 13 anni  . Amava i Carabinieri, testimoni della storia italiana, e ne ammirava coraggio e dedizione, affermando che incarnano valori democratici  . Il suo ordine metodo era ben rappresentato dal “semaforo” al Corriere, segno di un rigore professionale molto apprezzato e talvolta commentato con ironia dai colleghi .

Nel 1980 promosse la Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, che conserva la sua imponente biblioteca (oltre 100.000 volumi) e le sue residenze storiche, Pian dei Giullari e la casa in via Cavour a Firenze, oggi vincolate e visitabili  . La rivista Nuova Antologia continua la sua tradizione culturale .

All’inizio fu influenzato dal fascismo e da Giovanni Gentile, ma poi evolse verso un laicismo ragionato e aperto . Manteneva un forte rigore personale che coesisteva con il calore umano, tanto che a un certo punto venne sfidato per il suo rigore, come nel “semaforo” oggetto di protesta in redazione . Il suo collezionismo napoleonico era anche sintomo di una visione europea anticipatrice, volta a ritrovare radici comuni oltre i confini nazionali .

Celebrare il suo centenario, e’ un atto per rinnovare un modello di servizio pubblico, quindi la Fondazione nuova antologia  promuove:

Programmi culturali, convegni e mostre documentarie. La trasmissione di speciali Rai Cultura. Premi e borse di studio per studi sulla figura e sull’impatto di Spadolini .

Quindi possiamo dire che Giovanni Spadolini rappresenta un paradigma ancora attuale: il politico laico, guidato dal sapere storico, dal metodo giornalistico, dalla sobrietà morale e dal senso delle istituzioni. La sua figura è esempio di una politica di servizio elevata, lontana da populismi, e capace di dialogo tra culture e identità. Il centenario non è nostalgia, bensì solida opportunità per un rinnovamento civico e culturale.

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