Oggi, in una cornice straordinaria e profondamente simbolica come l’Arcivescovado di Firenze, si è tenuta la 42ª cerimonia di consegna degli Scudi di San Martino.

Si chiamano Scudi e non Mantello come ci ricorderebbe l’atto del Santo San Martino che dono’ parte del suo mantello ad un povero, in quanto il termine “Scudi” è il simbolo di protezione, e’ lo scudo cavalleresco che difende e onora il gesto, sia al valore civile che militare. San Martino era un uomo d’armi che scelse la via della misericordia. Come non ricordare la Compagnia dei Bonomini di San Martino, fondata nel 1441-42 da Sant’Antonino Pierozzi, la Compagnia dei Buonomini di San Martino e’ ancora oggi una delle più antiche e discrete realtà caritative della città di Firenze. Il suo scopo originario era assistere i “poveri vergognosi”, ovvero persone che un tempo erano benestanti poi cadute in disgrazia e troppo orgogliose per chiedere aiuto pubblicamente .

I “Buonomini”, erano dodici uomini che rimanevano anonimi, quando le loro risorse scarseggiavano , accendevano un lumicino all’ingresso dell’oratorio per ricevere offerte dai cittadini, dando vita al colorito modo di dire fiorentino “essere al lumicino” .

L’Oratorio fu ricostruito nel 1479, decorato con affreschi della bottega di Domenico Ghirlandaio per illustrare le Opere di misericordia: dal visitare infermi alla sepoltura dei morti, dall’assistenza alle madri al riscatto dei carcerati .

La Compagnia dei Buonomini di San Martino è un esempio straordinario di carità discreta, dignitosa e continua, che ha attraversato i secoli restando fedele al comando originario di Sant’Antonino: aiutare in silenzio e con cuore aperto. Un riconoscimento che dal 1983, è’ divenuta una cerimonia che celebra persone ed enti distintisi in attività di solidarietà, altruismo e coraggio civile.

Dopo la premiazione, si sono aperte le porte della Biblioteca del Seminario, un antico luogo di studio che custodisce il prezioso “Codice Rustici” un manoscritto miniato del XV secolo. Realizzato tra il 1448 e il 1450 da Marco di Bartolomeo Rustici, un orafo fiorentino che volle narrare, con parole e splendide illustrazioni, il suo pellegrinaggio spirituale da Firenze a Gerusalemme, passando per Roma e altri luoghi sacri.

È una delle testimonianze più affascinanti della devozione laica del Rinascimento, e rappresenta non solo un itinerario religioso, ma anche un prezioso affresco della Firenze del Quattrocento, con vedute dettagliate della città, delle chiese, degli edifici e delle consuetudini del tempo. Il codice è un capolavoro artistico, storico e spirituale, simbolo della profonda connessione tra fede, arte e memoria civile.
testimone della fede e dei pellegrinaggi medievali, a testimonianza del legame profondo tra memoria, impegno e spiritualità.

Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, religiose e militari, tra cui il Console di Francia e numerosi generali delle Forze Armate, a conferma della rilevanza nazionale e internazionale dell’iniziativa.

Dott. Lucie Calderon Cressent
L’Istituto di San Martino, fondato 42 anni fa a Firenze da Roberto Lupi e altri promotori, ha attraversato i decenni mantenendo intatto il suo scopo: far conoscere e premiare storie di coraggio silenzioso e dedizione agli altri.
“Quando abbiamo fondato l’Istituto Scudi di San Martino, mi ha raccontato Roberto Lupi, non avremmo mai pensato che la nostra realtà sarebbe stata capace di acquisire tutta questa importanza in Italia ed Europa.
L’idea mi è nata dopo un corso della Protezione Civile francese a Parigi. Pensai che fosse necessario trovare il modo migliore di celebrare coloro che si impegnano per il prossimo. Serviva una cerimonia che facesse conoscere a tutti queste storie di solidarietà e coraggio.
In questi 40 anni abbiamo premiato tantissime persone e istituzioni: dai vigili del fuoco di Chernobyl e di New York (dopo il disastro del 1986 e l’11 settembre 2001) a Madre Teresa di Calcutta. Siamo cresciuti molto ed oggi abbiamo delle delegazioni in Europa, Asia e Stati Uniti.
Non ci limitiamo a premiare: ci impegniamo anche noi in opere di solidarietà. Con il progetto ‘Mantello di San Martino’ doniamo generi alimentari alle persone più svantaggiate”.
Questa giornata ci ricorda che la solidarietà non è un gesto isolato, ma una scelta quotidiana, che attraversa confini, culture e generazioni.
Elena Tempestini