Il Pozzo di San Patrizio: un simbolo di ingegno, perseveranza e ingegneria funzionale che si cela nelle più moderne infrastrutture urbane.

Scala elicoidale di Leonardo Da Vinci nel Castello di Chambord

Il termine “Pozzo di San Patrizio” nasce da una leggenda medievale irlandese secondo cui San Patrizio, patrono dell’Irlanda, avrebbe mostrato a un incredulo re pagano l’ingresso al Purgatorio attraverso un pozzo profondissimo situato su un’isola nel lago Derg (Irlanda). Questo pozzo leggendario rappresentava un viaggio iniziatico: chi vi entrava e sopravviveva alla discesa poteva ottenere l’assoluzione dei peccati e la promessa della salvezza eterna. Nonostante la leggenda non sia collegata direttamente a una struttura architettonica reale, il nome venne adottato per indicare strutture ingegneristiche di grande profondità e complessità, spesso ritenute “infinite” o straordinarie. Già nel I millennio A.C. gli ingegneri persiani svilupparono un sistema di gallerie inclinate e pozzi verticali per portare l’acqua in superficie dalle falde profonde, anticipando concetti moderni di ingegneria idraulica, come nel Pozzo di Giza in Egitto. Alcuni pozzi scavati nella roccia, risalenti all’Antico Regno egizio, venivano usati per scopi cerimoniali o pratici. Pozzi etruschi e romani, si trovano in tutta l’Italia centrale; i romani perfezionarono la tecnica dei pozzi rivestiti in pietra e la raccolta delle acque sotterranee anche con scale a spirale.

Pozzo di San Patrizio

E’ nel Rinascimento, con Leonardo Da Vinci che si evolve il concetto di “pozzo ingegneristico” assumendo una nuova dimensione del sistema di accesso a quote inferiori del terreno in modo razionale ed efficiente. Leonardo progettò e costruì la scala del castello di Chambord la quale anticipa di almeno 8 anni l’inizio della costruzione del Pozzo di San Patrizio di Orvieto. Un esempio di innovazione ingegneristica: due scale che permettono di salire senza incontrarsi, una soluzione pensata per consentire a cavalli e carri di scendere e risalire senza intralci. Il Pozzo di San Patrizio, invece, è un pozzo profondissimo con una scala elicoidale singola che permette di attingere acqua. Nonostante siano entrambe scale a chiocciola, i due progetti presentano caratteristiche diverse: Chambord mira a una maggiore praticità per il trasporto e quello di Orvieto a un attingimento d’acqua. Il pozzo di San Patrizio di Orvieto fu costruito tra il 1527 e il 1537 da Antonio da Sangallo il Giovane su ordine di papa Clemente VII, rappresentando la prima e più celebre realizzazione fisica del concetto leonardesco: Il pozzo ha una profondità di 54 metri con una scala doppia elicoidale: due rampe separate che permettono la salita e la discesa senza incroci, illuminazione naturale: fori lungo la parete che portano luce e aria: la sua funzione serviva per garantire l’approvvigionamento idrico in caso di assedio della città

Il pozzo divenne il simbolo di un’ingegneria “senza fondo”, tanto efficace da entrare nel linguaggio comune come metafora di qualcosa che consuma risorse senza mai esaurirsi.

Il principio delle rampe elicoidali indipendenti o accessi verticali razionali ispirati al pozzo di San Patrizio è ripreso in numerose opere attuali, sia architettoniche che infrastrutturali.

Tra queste ci sono:

Entrata ed uscita della rampa elicoidale della Stazione di Santa Maria Novella

La “Rampa elicoidale” della stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella: due rampe elicoidali indipendenti per salita e discesa sulla quale i veicoli non si incontrano mai. La scala ha oltrepassato il problema della costruzione dei parcheggi nelle città d’arte in cui diviene essenziale progettare l’intervento nel pieno rispetto di significative preesistenze.

La rampa elicoidale della stazione AV Foster di Firenze Belfiore, che riprende chiaramente la funzione logica e separatrice delle due spirali leonardesche. Una struttura elicoidale a doppia corsia, che consente movimenti separati per pedoni e mezzi. Il Design richiama il vuoto centrale del pozzo, con luce naturale che penetra dall’alto, simbolo di continuità tra passato e futuro, tra architettura rinascimentale e mobilità sostenibile. Foster + Partners riconosce nella profondità e nel movimento verticale un linguaggio architettonico continuo che parte dal Rinascimento italiano.

I Parcheggi a spirale

Molti parcheggi multipiano moderni usano lo stesso principio con rampe elicoidali separate per salita e discesa, migliorando il flusso del traffico interno e la sicurezza.

L Scale museali adibite ad architettura pubblica

Scala di Bramante Musei Vaticani

Progetti architettonici contemporanei come il Guggenheim Museum di New York che ha rampe elicoidali e il MAXXI di Roma impiegano percorsi elicoidali o rampe a spirale ispirati ai concetti rinascimentali di mobilità continua e fluida.

Possiamo concludere che il “pozzo di San Patrizio” è molto più di una leggenda o di un’opera architettonica: è un simbolo di ingegno, perseveranza e ingegneria funzionale. Da un accesso al purgatorio nella mitologia irlandese, al capolavoro di Leonardo Da Vinci e al concetto idraulico di Orvieto, fino alle moderne infrastrutture urbane che sono celate nelle nostre città , questo concetto ha attraversato secoli rinnovandosi nella forma ma non nella sostanza: ottimizzare lo spazio, il tempo e l’energia in percorsi verticali o a spirale.

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