Tra Oriente e Occidente: Sant’Andrea, la Cattedrale di Amalfi e l’eco dell’Ortodossia Russa nel cuore della Costiera. Elena Tempestini

Nel 2025, la tensione tra Oriente e Occidente non è più solo una questione di confini geopolitici, ma anche di identità spirituale. Mentre l’Europa cerca un equilibrio tra secolarizzazione e radici cristiane, la Russia afferma con sempre maggior forza la propria vocazione come Santa Madre e Terza Roma. In questo scenario, antichi luoghi come la Cattedrale di Sant’Andrea ad Amalfi e la chiesa di San Salvatore de’ Birecto ad Atrani si rivelano custodi silenziosi di una storia condivisa, di un’eredità cristiana che precede lo scisma e parla ancora oggi, sotto forma di pellegrinaggi, iconografie, liturgie e presenze simboliche.

Sant’Andrea e la “Terza Roma”

La figura dell’apostolo Andrea, il Protokletos, il Primo Chiamato, è centrale nella visione ortodossa russa. Secondo la Tradizione di Nestor, Andrea avrebbe attraversato il Mar Nero e raggiunto le colline dove sarebbe sorta Kiev, piantando una croce e profetizzando la nascita di un grande popolo cristiano. Per la Chiesa ortodossa russa, Andrea è quindi il fondatore spirituale non solo di Costantinopoli ma anche della Rus’ di Kiev, culla della civiltà slavo-cristiana.

Incastonata tra mare e roccia, la Costiera Amalfitana non è solo uno scrigno di bellezza naturale, ma anche un luogo denso di mistero e spiritualità. Le sue chiese raccontano una storia che intreccia Oriente e Occidente, Roma e Bisanzio, Cattolicesimo e Ortodossia. Due luoghi in particolare conservano le tracce visibili e invisibili di questa convergenza: la Cattedrale di Sant’Andrea ad Amalfi e la piccola ma potentissima chiesa di San Salvatore de’ Birecto ad Atrani. In questi luoghi si respira una spiritualità profonda, dove la presenza dell’apostolo Andrea, fratello di Pietro e primo chiamato tra i Dodici , funge da ponte spirituale tra le due grandi Chiese.

Sant’Andrea: il Primo-Chiamato e l’asse spirituale tra Roma e Bisanzio

Sant’Andrea è una figura centrale per la Chiesa ortodossa, tanto quanto per quella cattolica. Fu discepolo di Giovanni il Battista, il primo a seguire Cristo. Andrea è anche il fondatore spirituale del Patriarcato di Costantinopoli: secondo la tradizione bizantina, fu lui a evangelizzare le terre del Ponto e della Scizia, cioè l’attuale Ucraina e la Russia meridionale. La sua figura è, quindi, un simbolo della Chiesa indivisa, prima dello scisma del 1054, la grande divisione tra la chiesa orientale e la chiesa di Roma, nella quale la questione più spinosa era il ruolo del Vescovo di Roma cioè del Papa. L’Occidente affermava il primato universale del Papa come successore di Pietro, con giurisdizione su tutta la Chiesa. L’Oriente accettava un primato d’onore per il Papa, ma non un’autorità giuridica su Costantinopoli o le altre sedi patriarcali che erano Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. L’Occidente sviluppò il Cattolicesimo romano, accentuando la centralità papale, tanto che il Leone IX Papa scomunicò il Patriarca d’Oriente. L’Oriente a sua volta si definì come Chiesa Ortodossa, fedele alla tradizione conciliare e apostolica delle origini.

La Cattedrale di Amalfi e la Cripta dell’Oriente

La Cattedrale di Sant’Andrea ad Amalfi, dedicata proprio all’apostolo, custodisce le sue reliquie, arrivate nel 1208 da Costantinopoli, durante la Quarta Crociata. Ma più che il fatto storico, è il significato simbolico della traslazione che affascina: la presenza del corpo di Andrea ad Amalfi segna un punto di convergenza tra la spiritualità orientale e quella occidentale. Amalfi, repubblica marinara era il ponte tra i due mondi, la mediatrice anche nel sacro.

Nella cripta barocca, sottostante la cattedrale romanica, è custodita l’urna con le reliquie dell’apostolo. Ma ciò che colpisce è la manna di Sant’Andrea, un liquido che trasuda dalle sue ossa e che viene raccolto ogni anno, simbolo di grazia mistica e presenza vivente del santo. Questo fenomeno ha paralleli nella tradizione orientale, dove reliquie e “mirra” che nel linguaggio teologico ortodosso e’ il “fuoco spirituale liquido”, perché rappresenta la discesa dello Spirito Santo, segno della santità viva, oltre la morte.

All’interno della cripta si nota un crescente interesse e una devozione ortodossa, in particolare russa. Icone portate da pellegrini, preghiere davanti alla statua lignea del santo, manifestano una liturgia silenziosa ma intensa che si inserisce in uno spazio cattolico, creando un interspazio spirituale. Lì, tra mosaici e candelabri, si realizza quasi una “liturgia dell’invisibile”, dove il confine tra le Chiese si dissolve nel culto del santo comune.

San Salvatore de’ Birecto: la chiesa dei segreti di Atrani

A pochi passi da Amalfi, il piccolo borgo di Atrani custodisce un altro luogo misterioso: la chiesa di San Salvatore de’ Birecto. Costruita tra IX e X secolo, fu sede dell’incoronazione dei Dogi di Amalfi e cuore della spiritualità civica e politica dell’antica repubblica. Il nome “de’ Birecto” rimanda al birretto, simbolo del potere e della consacrazione, suggerendo una connessione rituale tra il potere temporale e quello spirituale.

Ma è nelle sue proporzioni geometriche e nella sua struttura a pianta centrale che San Salvatore rivela un significato esoterico più profondo. L’edificio sembra costruito secondo canoni simbolici: il quadrato della terra e il cerchio del cielo si incontrano nella cupola, richiamando la Gerusalemme Celeste e l’armonia delle sfere, come nelle concezioni neoplatoniche e nella cosmologia bizantina.

Anche qui si avverte la presenza dell’Oriente cristiano. Recentemente, la chiesa è tornata a essere punto di riferimento per la comunità ortodossa, soprattutto nei periodi delle grandi festività. La sua dimensione raccolta la rende adatta alla liturgia orientale, fatta di canti, icone, incenso, e silenzi che risuonano come preghiera. È un luogo in cui la storia si apre all’eterno, e la liturgia diventa ponte tra i mondi.

Chi visita questi luoghi non è solo un turista, ma un pellegrino. L’anima sensibile avvertirà, tra i vicoli silenziosi e le navate ombrose, una chiamata antica. Forse è proprio la voce di Sant’Andrea, il primo chiamato, che ancora sussurra ai cuori in cerca di verità.

Icona Russa custodita nella Cripta della cattedrale di Sant’Andrea ad Amalfi

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