
dove appare il nome “America terra di Amerigo” di Martin Waldseemüller. ‘AMERICA NOVITER REPERTA’, conservata alla New York Public Library, è la più antica testimonianza cartografica dell’America, considerata dal Congresso Americano, che l’ha acquisita dalla Germania, e’ considerata un certificato di nascita.
Nel 1492, l’Europa chiudeva un’epoca e ne apriva un’altra. Oggi accade qualcosa di simile, sebbene in modo asimmetrico con strumenti, linguaggi e attori diversi. I parallelismi non sono perfetti, ma i cicli della storia si somigliano nei momenti in cui un ordine si spegne e un nuovo mondo cerca di imporsi.
Il 1492: e’ la fine del mondo medievale
Quel singolo anno è una rivoluzione:
La morte di Lorenzo il Magnifico, finisce l’umanesimo politico fiorentino, e l’Italia entra in una crisi di potere che culminerà con le guerre tra grandi potenze europee.
Papa Innocenzo VIII, consuocero di Lorenzo, incarna un papato ancora rinascimentale, nepotista, ma già alle soglie di una crisi spirituale che aprirà le porte alla Riforma Protestante del XVI secolo e che pose una sfida all’autorità papale.
La caduta di Granada segna la fine dell’Islam in Europa occidentale, la fine del pluralismo iberico, e il trionfo dell’identità cristiano-cattolica.
La scoperta dell’America da parte della Spagna spalanca le porte all’era coloniale: nasce l’Occidente moderno.
Gli ebrei vengono espulsi dalla Spagna: identità, fede, sangue e potere tornano a fondersi sotto un progetto nazional-religioso.
È la fine del mondo medievale e l’inizio di quello moderno, imperiale, cristiano, eurocentrico. Oggi: un nuovo “1492”?
Nel nostro tempo, un nuovo 1492? qualcosa di simile sta accadendo:
Il declino dell’ordine liberale globale post-1945 (ONU, globalizzazione, diritti universali) somiglia al tramonto della cristianità medievale.
L’ascesa di nuove potenze Cina, India, Turchia rompe l’unipolarismo occidentale, così come l’America nel 1500 rovesciò la centralità mediterranea.
La polarizzazione politica interna all’Occidente, Stati Uniti in testa e la crisi delle democrazie liberali ricordano le crisi di legittimità e autorità del Cinquecento.
La retorica del “ritorno” alla nazione, ai confini, alla religione, all’ordine, incarnata da figure come Donald Trump, J.D. Vance che si è convertito da protestante al cattolicesimo con sant’Agostino ( lo scrive nel suo “Elegia Americana”) mutatis mutandis, il ritorno del cattolicesimo come collante identitario.
Trump non è un re cattolico del XV sec ma costruisce un’identità politica sull’esclusione immigrazione, woke, Cina ma cerca l’unificazione. Corsi e ricorsi: nel 1492 il mondo cambiava: con la fine del pluralismo, l’inizio degli imperi, centralizzazione, religione come collante politico.
Nel nostro tempo, la globalizzazione vacilla, le identità si irrigidiscono, il potere torna a chiudersi nei confini, e il futuro si decide nello scontro tra visioni del mondo.
1492 non fu solo un anno: fu una frattura epocale e oggi siamo su quella soglia. La storia non si ripete mai identica, ma può insegnarci a leggere i segni del presente.
E se allora nacque l’Impero, oggi potremmo assistere alla fine dell’Impero Occidentale come lo conoscevamo.
La mappa fu ritrovata nel 1901 dallo storico e cartografo gesuita Joseph Fischer nella biblioteca del castello del principe Johannes di Walburg-Wolfegg in Germania. È stata poi acquisita per 10 milioni di dollari dalla Library of Congress, che possiede la collezione di carte più ricca del pianeta. La mappa, è formata dall’assemblaggio di dodici fogli, raffigura il Nuovo Mondo come un continente separato, documentando così l’idea rivoluzionaria di Vespucci che segnò il tramonto della tradizionale tripartizione del mondo in Europa, Asia e Africa. Non a caso, è stata soprannominata il certificato di nascita dell’America.