Il Ritorno della Logica dei Blocchi: il Mondo tra Crisi, Caos e Riarmo militare. Elena Tempestini

Di fronte a un mondo sempre più instabile, l’ordine internazionale si sta ricompattando con nuove sfere di influenza, una strategia consolidata del capitalismo contemporaneo che vediamo nella finanziarizzazione estrema dei settori industriali, segno, quest’ultimo, di una crisi che si struttura e si dispiega su molteplici piani: militare, economico, geopolitico e che coinvolge l’intero scenario globale, tanto sul versante materiale quanto su quello immateriale. In gioco ci sono nodi cruciali come il ruolo dominante del dollaro e quello che, forse con un certo eccesso retorico ma non senza ragioni, si può definire il rischio del “declino dell’Occidente”. Al di là della retorica del declino, il dollaro resta il pilastro delle transazioni globali, le istituzioni finanziarie statunitensi hanno ampliato la loro sfera d’influenza, e l’apparato militare americano mantiene un vantaggio strategico. Ma dopo tre decenni di globalizzazione post-Guerra Fredda, ritorna una “logica di blocchi contrapposti”, ogni blocco ha una potenza guida che non agisce più solo ideologicamente, come durante la Guerra Fredda, ma con strategia sia economica che tecnologica. Il motore che li muove è una forte competizione, un conflitto latente . Un’era alimentata da guerre, crisi energetiche, rivalità strategiche e la crescente sfiducia nelle istituzioni multilaterali.

Al posto di un ordine unipolare dominato dagli Stati Uniti o di un multilateralismo efficace, si sta formando un sistema di blocchi geopolitici antagonisti, ciascuno con proprie agende economiche, militari e culturali.

Il Blocco Occidentale: USA, Europa, alleati Asia-Pacifico, guidato dagli Stati Uniti, include: NATO, Unione Europea, Giappone, Corea del Sud, Australia, Canada e altri partner, ed è centrato sulla Difesa collettiva quale la NATO. Il blocco occidentale si sta rafforzando anche attraverso le alleanze regionali quali l’AUKUS e il QUAD, con una forte ripresa del riarmo militare, in particolare in Europa.

Il Blocco revisionista è con: Russia, Cina, Iran, Nord Corea, formato da potenze che mettono in discussione l’ordine internazionale liberale, basandosi sul : Multilateralismo alternativo, BRICS+ e SCO, sulla Cooperazione militare e tecnologica di Russia-Cina-Iran.

C’è’ una volontà di disallineamento dal dollaro e dai circuiti finanziari occidentali. Un blocco che sostiene i regimi autoritari, alimenta la guerra ibrida e sfrutta conflitti regionali come in Siria, in Libia e nel Sahel per erodere l’influenza occidentale.

Ma ci sono anche i nuovi “non allineati”

Paesi come India, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Sudafrica, Brasile, si muovono tra i blocchi per massimizzare vantaggi strategici, mantenendo autonomia diplomatica.

L’India compra armi da Mosca ma collabora con stati Uniti ed Europa.

La Turchia gioca su più tavoli, dalla NATO al dialogo con Russia e Iran.

Il Mediterraneo e l’Africa: possono divenire il fronte sud dell’instabilità: la Libia. L’est del paese sotto il Generale Haftar è sempre più influenzato dalla Russia, che ha basi militari e legami con mercenari della ex Wagner e Black Russians. La regione è un potenziale cavallo di Troia per destabilizzare l’Europa, usando migrazione e crisi energetiche.

Il Sahel e il Corno d’Africa lo dimostrano con: Colpi di Stato, jihadismo, e l’espansione russa mercenaria che stanno erodendo la presenza occidentale. Il disimpegno francese ha creato un vuoto che è stato colmato da attori alternativi, tra cui Cina, Turchia e Russia.

L’Ucraina: l’epicentro della nuova Guerra Fredda. La guerra in Ucraina ha segnato un punto di non ritorno: con il riarmo massiccio dei paesi NATO. Militarizzazione dell’industria europea, rottura strutturale con la Russia. L’Ucraina è diventata una linea di faglia tra due visioni del mondo: democrazia e sovranità da una parte, revanscismo imperiale e autoritarismo dall’altra.

Ma è l’Indo-Pacifico: la vera posta in gioco del XXI secolo: La rivalità tra Stati Uniti e Cina è ormai il conflitto strategico centrale, Taiwan resta un possibile detonatore di confronto diretto. Il mar Cinese Meridionale è teatro di esercitazioni, provocazioni e militarizzazione. Le supply chain globali, cioè la catena di approvvigionamento, il processo che permette di portare sul mercato un prodotto o servizio, trasferendolo dal fornitore fino al cliente, si stanno riorganizzando in base alle logiche di blocco.

Quindi si crea una “corsa” al riarmo globale

La spesa militare mondiale ha superato per la prima volta i 2.400 miliardi di dollari (dati SIPRI 2024). L’Europa ha aumentato gli investimenti in difesa, cybersecurity e tecnologie dual use. La NATO sta collaborando con aziende come Palantir Technologies per digitalizzare e integrare l’intelligence militare

Il mondo di oggi non è esattamente quello del 1947. I blocchi non sono rigidamente ideologici, ma strategici, tecnologici e commerciali. Tuttavia, la logica di schieramento e contrapposizione sta dominando sempre più la scena internazionale, soffocando il dialogo multilaterale. L’instabilità nel Mediterraneo, la guerra in Ucraina, la pressione su Taiwan e la crisi in Africa convergono verso un nuovo ordine mondiale conflittuale, dove i confini tra guerra e pace, tra sicurezza e sviluppo, si fanno sempre più sfumati.

Il ritorno della logica dei blocchi non è nostalgia del passato, ma la fotografia di un presente che sta accelerando verso il confronto. Il mondo multipolare è reale, ma sempre più armato. Il rischio? Che il caos generi alleanze pericolose e scelte irreversibili.

Lascia un commento