
A Pope and a President” di James MacDonough, pubblicato nel 2018, e’ un libro storico che racconta l’incontro, il patto e la complessa relazione tra il Papa Giovanni Paolo II e il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Il libro esplora il loro ruolo nel crollo dell’Unione Sovietica.
Dopo l’elezione del primo Papa americano e primo dell’Ordine Agostiniano, si potrebbe assistere ad una possibile convergenza tra il Vaticano e la politica MAGA, il “Make America Great Again” di Trump. E’ lecito porci la domanda del come mai non ci sia mai stato un Papa americano, la chiesa cattolica ha sempre voluto evitare una stretta connessione tra fede e potere imperiale. In questa epoca di un mondo multipolare con una grave crisi morale, un Papa americano può diventare simbolo di un nuovo occidente spirituale, ma deve riuscire ad essere un ponte tra tradizione e missione globale.
Abbiamo visto che il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance, è stata l’ultima persona ad essere ricevuta da Bergoglio poco prima della sua morte, Vance si è convertito al cattolicesimo nel 2019 proprio grazie alle letture di Sant’Agostino trasmessagli dal tedesco oligarca digitale, di fede reganiana, Peter Thiel. Una politica estera che si configura in uno scenario geostrategico globale estremamente complesso, in cui fede, tecnologia e potere si intrecciano in modo completamente inedito. Per Thiel l’Occidente deve ritrovare una base religiosa e gerarchica, come spesso cita nei pensieri di sant’Agostino, Carl Schmitt e René Girard. La tecnologia deve essere governata da Élite morali, non solo da tecnocrati o populisti.
Robert Francis Prevost divenuto Papa Leone XIV: un’“autorità morale occidentale”?
Se Papa Leone XIV incarna una linea agostiniana e tradizionalista, potrebbe essere simbolicamente affine al mondo conservatore americano. Rafforzerebbe l’idea di una “ rinascita morale dell’Occidente “, basata su radici cristiane, ordine sociale e senso del sacro. Vance ha sempre sostenuto che il suo modello oltre Sant’Agostino e’ San Benedetto da Norcia, un grande unificatore spirituale e culturale dell’Europa successiva alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, in un’epoca segnata da instabilità politica, invasioni barbariche e disgregazione culturale. Un modello di rigenerazione morale e spirituale, “ l’Archetipo” della rinascita attraverso la regola “ Ora et Labora”. La salita al Soglio Pontificio di Prevost potrebbe riattivare il ruolo geopolitico e strategico del Vaticano, come forza mediana tra le superpotenze, in chiave morale e culturale, lo dimostrerebbero anche i “ possibili” 14 milioni di dollari dati da Trump al Vaticano durante i funerali di Bergoglio, per sanare in parte il deficit di settanta milioni di euro della Santa Sede.
Peter Thiel e la visione post-liberale
Peter Thiel è da anni promotore di un pensiero post-globalista e post-liberale, in cui l’autorità tradizionale della chiesa, l’ordine e la cultura classica, sono viste come argine alla decadenza moderna. La tecnologia può e deve essere funzionale a una rinascita dell’Occidente, non certo alla sua dissoluzione. La religione, in particolare il cristianesimo ortodosso e il cattolicesimo tradizionale hanno un ruolo centrale nella costruzione di élite morali e decisioniste.
J.D. Vance, il cattolicesimo agostiniano e la politica MAGA
Un cattolicesimo “ agonico” che riconosce il peccato, la decadenza, ma cerca la redenzione pubblica e’ una visione in cui la fede diventa fondamentale per una politica identitaria e comunitaria. Un papa statunitense sul soglio di Pietro, potrebbe legittimare la difesa della “civiltà cristiana occidentale” come fondamento dell’identità americana, realizzare una politica estera moralizzata ma con una forza di volontà come aveva dimostrato Reagan: libertà religiosa, anti-comunismo, supremazia morale dell’Occidente.
Una Politica reaganiana rivisitata, una mutazione in era post-globale per una identità americana ma con un tono più aggressivo, meno ottimista e meno internazionalista.
In questo contesto, la chiesa cattolica potrebbe diventare il partner culturale di una visione geopolitica, soprattutto se guidata da una figura teologicamente ortodossa, americana, e dialogante col potere. Tutto ciò ha ovviamente delle complesse implicazioni a livello mondiale.
Si potrebbe quindi vedere che una convergenza tra un Papa americano, Trump, Vance, la politica MAGA, non sia una fusione istituzionale, ma un’alleanza simbolica e culturale che potrebbe riplasmare l’identità dell’Occidente, ridefinire le alleanze geopolitiche con nuovi criteri morali e religiosi.
Attenzione però : il Vaticano resta indipendente
Il Vaticano non attuerà mai una fusione tra chiesa e impero, un Papa americano con sensibilità agostiniana, attento all’etica della tecnica e critico del liberalismo senza fondamento, potrebbe divenire per la politica MAGA un riferimento morale globale, non per esercitare il potere ma per dare legittimità spirituale a una nuova visione dell’Occidente: gerarchico, ordinato, sacrale, ma anche responsabile della tecnica e dell’umanità.
In un mondo dove il potere è sempre più algoritmico, biopolitico, tecnocratico, un Papa capace di parlare alla coscienza del mondo digitale può diventare il nuovo “San Benedetto della civiltà dell’informazione” non opponendosi alla tecnica e al progresso, ma riconducendoli all’essere umano.