
“Il passato non è mai finito anzi non è mai passato” scrisse William FaulknerIl, ed effettivamente il futuro è il risultato del presente nella stessa maniera in cui il presente è figlio del passato. Non possiamo comprendere né il passato recente né l’attualità presente senza conoscere gli attori più importanti che hanno contribuito a crearlo, Zbigniew Brzezinski è uno di questi, il visionario polacco al servizio del Vaticano e degli Stati Uniti, colui che aiutò a liberare la sua amata Polonia dal comunismo e a trasformare l’Afghanistan nel Vietnam dei sovietici, in particolare durante la sua attività di Consigliere per la sicurezza nazionale per l’amministrazione di Jimmy Carter. Nel suo libro scritto nel 1977 “ Between two ages: America’s role in the technotronic era”, “Tra due epoche: il ruolo dell’America nell’era tecnotronica” e per tecnotronica intendeva il digitale, si poneva la domanda di cosa l’America avrebbe dovuto fare, quali cambiamenti economici, politici e finanziari che la rivoluzione digitale avrebbe introdotto nelle società occidentali, il ruolo per rimanere al vertice dell’ordine mondiale.

una regione geografica strategica che si estende lungo le coste dell’Asia, dell’Africa e dell’America, inclusi i Paesi che facevano parte dell’ex Unione Sovietica. Questi paesi molto ambiti, sono caratterizzati dalla presenza di aree ricche, tecnologicamente avanzate, con grande disponibilità di risorse e facile accesso ai mari. Cartina di Limes
Brzezinski è un personaggio chiave più che fondamentale per comprendere, fu una delle eminenze grigie che più hanno contribuito a plasmare la storia dell’umanità. È al suo genio che gli Stati Uniti debbono la loro vittoria nella Guerra fredda. È alla sua lungimiranza che gli Stati Uniti debbono la forma della loro strategia per lo spazio postsovietico. La sua “ dottrina” prevedeva l’allargamento a Est della Nato, tra la fine degli anni Novanta e la prima decade dei Duemila, una strategia di isolamento della Russia, facendo leva sui sentimenti russofobi di larga parte delle Repubbliche ex-sovietiche dell’Europa orientale, che, non a caso, hanno sempre guardato con più interesse agli Usa e alla Nato che non alla Ue. L’uso della tecnologia per Brzezinski, doveva servire per l’interruzione della continuità del blocco euroasiatico: separare la Russia dall’Europa significava non solo indebolire economicamente e politicamente la Russia, condannandola all’isolamento, ma anche ricondurre l’Europa politica entro la sfera di influenza statunitense e sotto il quadro euro-atlantico definito dall’Alleanza. La rilettura di ciò che ha scritto Brzezinski dal dopo-guerra fredda fino al 2016, anno della sua ultima pubblicazione ci aiuta a comprendere gli eventi del passato, ma sopratutto ci dà la chiave per decifrare il presente e forse riuscire a fare maggiore chiarezza sul futuro. Brzezinski delineava quella che sarebbe divenuta la grande strategia degli Stati Uniti per l’Eurasia, una teoria che già a fine ottocento il Generale inglese Mackinder aveva delineato: “ Heartland o Perno Geografico, teoria presentata nel 1904, portata avanti nel 1919 e con una revisione nel 1943. Heartland, e’ la Russia, il cuore della Terra, l’area geografica che consente il controllo politico dell’Eurasia (Europa, Medio Oriente, India, Cina e Giappone) e di conseguenza del mondo intero.” Brezsinki anni dopo continua ad individuare i cinque Paesi “dinamici” che, nello scacchiere globale, costituiscono dei perni sui quali la politica estera e di sicurezza statunitense può giocare per svolgere il ruolo di grande egemone e prevenire l’ascesa di competitori strategici. Questi Paesi sono l’Azerbaijan, la Turchia, la Corea del Sud, l’Iran e l’Ucraina. Di quest’ultima nel suo libro “ The Grand Chessboard: American Primacy And Its Geostrategic Imperatives” scriveva: ”Senza l’Ucraina, la Russia cessa di essere un impero eurasiatico. Questo concetto assume un’importanza fondamentale per capire lo scenario geopolitico mondiale attuale, caratterizzato dallo scontro tra il Nuovo Ordine Mondiale unipolare iperliberista della potenza americana, e il Nuovo Ordine Multipolare guidato da Russia e Cina, uno scontro che si sta consumando al margine della Russia, in Ucraina. Nella visione geopolitica di Mackinder, l’Ucraina ha sempre svolto un ruolo fondamentale fin dai primi anni del Novecento: anche per impedire qualsiasi contatto economico e politico tra la Russia e la Germania, cercando di isolare il “perno geografico della storia”. È in tale contesto che vanno lette le sanzioni antirusse e la crisi del gas che in questi ultimi anni attanaglia l’Europa.

Brzezinski è il teorico della geopolitica della fede, la stessa che avrebbe ironicamente sconfitto l’Impero dell’ateismo con l’aiuto di preti e imam, di croci e mezzelune, e le cui analisi sembrano provenire da delle pietre veggenti nelle quali riesce a vedere il futuro. Negli ultimi anni la religione cattolica ha avuto un ruolo fondamentale e una crescita esponenziale tra i lavoratori del settore tecnologico e soprattutto tra i miliardari delle Big Tech, oggi chiamati Oligarchi digitali. Alcuni appartengono alla fede cristiana già da tempo, come Peter Thiel accomunati anche dall’aderire alla “ New Right” che ha preso più consistenza con l’elezione di Donald Trump. È’ stato Peter Thiel, miliardario tecnologico, co-fondatore di Paypal e Palantir Technologies a convertire al cattolicesimo il Protestante J.D.Vance , vice Presidente degli Stati Uniti, finanziandolo nella sua campagna elettorale e nella sua biografia dal titolo “ Elegia Americana”, libro che può far comprendere la strada intrapresa.

Non è una coincidenza che Brzezinski, sia un nome paradossalmente semi-sconosciuto in Europa, ma riscoperto e approfondito negli ambienti accademici di “due giocatori geostrategici” quali Russia e Cina , nel nome dell’antico e sempreverde “Arte della Guerra di Sun: “ conosci il tuo nemico”

Conoscere e studiare Brzezinski significa capire come, dove, quando e perché lo scacchista Stati Uniti muoverà i propri pedoni in quella grande scacchiera che è l’Eurasia, l’Isola-continente al centro del mondo da cui dipende e sempre dipenderà il destino del mondo.