
“Move fast and break things” lo slogan motivazionale di Trump, già venti anni fa era usato da Mark Zuckerberg, suggerito dal suo finanziatore Peter Thiel. Per intero diceva: “Se non rompi cose, vuol dire che non stai andando avanti abbastanza rapidamente”. Un processo di trasformazione industriale che rivoluziona continuamente la struttura economica dall’interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creandone una sempre più nuova”. Lo abbiamo visto con il veloce sviluppo digitale che ha completamente cambiato il nostro modo di agire nel mondo reale. Se Elon Musk è l’uomo onnipresente c’è anche l’uomo ombra del Presidente Trump, colui che non era presente all’insediamento alla Casa Bianca. Il suo nome è Peter Thiel, nato a Francoforte e naturalizzato americano, Repubblicano e grande ammiratore di Ronald Reagan e della sua politica. Peter Thiel è abituato a sfuggire i riflettori, non ha interessi ad apparire ma a dare concretezza alle anticipazioni sul futuro. Ci riesce con una precisione quasi inquietante. In primis molti anni fa, ha fondato PayPal uno dei primi servizi di pagamento digitali al mondo, ha investito grandi cifre per l’apertura di Facebook, ha costituito una delle più importanti società di Cyber sicurezza del mondo, la Palantir Technologies, ed ha identificato in Trump il salvatore dell’america conservatrice. Thiel, uomo cattolico ha scelto personalmente il vice Presidente J. D. Vance a Yale dove era un giovanissimo protestante americano. Per i pensatori di questa “New Right” il liberalismo sta crollando sotto le sue contraddizioni, che ha generato l’opposto di ciò che vanta: diseguaglianze materiali, comunità sfasciate, crescita fuori controllo dei “poteri forti”. Nasce così un’agenda populista aspramente ostile alle “élite”, un comunitarismo spinto, un isolazionismo americanocentrico, che trovano un terreno fertile anche nei settori cattolici. “La rivolta del popolo comune”, tradizionalista, conservatore che vuole tornare “a incarnare il sogno americano”. E’ la storia del vicepresidente J . D Vance, raccontata nel libro “Elegia Americana” che spiega molto bene il concetto di vita quotidiana della classe lavoratrice, di quelle persone che hanno costruito l’America con la volontà e la rettitudine per conquistarsi una vita serena basata sulla famiglia e il lavoro. Si è voluto celebrare un individualismo ben radicato, corrompere il pensiero uccidendo la diseguaglianza di valore e di unione convinti di poter “arrangiare” la vita come meglio crediamo, e solo per soddisfare i nostri bisogni sempre più esterni e materiali. Un trionfo dell’appiattimento che già nel 1871 il filosofo Henri-Frédéric Amiel descriveva così: “ Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.”

L’essere umano sta perdendo le radici dei valori che lo contraddistinguono e quando la gente perde la base dei suoi valori culturali, questi declineranno sia a livello politico che a tutti gli altri livelli.

Elegia americana è stato voluto e finanziato dal “ padrino” di Vance, Peter Thiel tedesco di Francoforte, naturalizzato americano, divenuto l’imprenditore più potente della Silicon Valley. È’ stato il primo finanziatore di Zuckerberg per Facebook e, di Elon Musk per X. Figura controversa, amata e odiata al tempo stesso, il giornalista Franklin Foer, nel suo libro “ World without mind “ lo descrive come una figura che incarna il lato oscuro delle big Tech e la sua idea libertaria estrema, pericolosa per la democrazia, Thiel risponde che “ non crede più che questa nuova forma di democrazia sia compatibile con la libertà”: il sogno americano con la globalizzazione si è arenato. Thiel nel 2014 scrive un libro: “Zero To One”, un titolo che ci ricorda che per l’uomo al posto dello zero e di uno, il sistema binario del computer, il nostro cervello ha un sistema composto dal PENSIERO e dalle PAROLE, cioè il linguaggio, ma c’è una differenza: il computer ha una memoria limitata, il cervello più cose prende e processa più la sua memoria si espande per raccogliere dati. Nel libro Thiel sottolinea che ogni evento accade una volta sola. Quindi il prossimo Bill Gates non costruirà un sistema operativo. Il prossimo Larry Page o Sergey Brin non realizzerà un motore di ricerca. E il prossimo Mark Zuckerberg non creerà un social network. Se state copiando le loro imprese, non state imparando molto da loro. Ovviamente è più facile copiare un modello che realizzare qualcosa di nuovo. Fare quello che sappiamo già fare porta il mondo da 1 a ..un cambiamento incrementale che aggiunge un po’ di qualcosa che ci è familiare. Per costruire il futuro occorre invece un cambiamento verticale, trasformativo: bisogna andare da 0 a 1. L’atto della creazione è unico, così come il momento in cui essa avviene, e il risultato è qualcosa di originale e inusuale, che va perseguito a tutti i costi, perché chi non lo farà è destinato a scomparire.

Negli anni quaranta del XX secolo, il filosofo austriaco Joseph Schumpeter parlava di innovazione attraverso la “distruzione creatrice”, e il motto di Trump è proprio “ Move fast and break things” , “Muoviti velocemente e rompi le cose”. Venti anni fa nel 1999, nel salone dei cinquecento a Firenze si riunirono i presidenti degli stati Uniti Bill Clinton, del Brasile Enrique Cardoso e i quattro capi di governo europei Lionel Jospin, Tony Blair, Gerard Schroeder e Massimo D’Alema. L’obiettivo era quello di consentire una approfondita discussione fra i leader della sinistra democratica europea e delle forze democratiche americane sulle sfide dei futuri anni Duemila e sulle possibili risposte in chiave riformista e progressista, ma come sappiamo tutti l’attentato alle Torri Gemelle del 2001 devio’ completamente il corso della storia.

Thiel fa entrare Vance nella cerchia di Trump, da lui osteggiato inizialmente fino al disprezzo, poi con una campagna elettorale a favore dei cittadini più deboli, i finanziamenti di Thiel, viene eletto al senato nel 2023 per lo Stato dell’Ohio. Il neo vicepresidente americano ama ricordare gli episodi e le letture che l’hanno portato alla conversione dal protestantesimo al cattolicesimo, da Sant’Agostino a un libro attuale “The Benedict Option” il quale si riferisce al grande capostipite del monachesimo occidentale nel declino del mondo antico, San Benedetto da Norcia.
Qui il link dell’intervista del 2017 al suo autore:
https://www.tempi.it/lopzione-benedetto-spiegata-dal-suo-autore-intervista-a-rod-dreher/

Peter Thiel ha profondi legami con la CIA e con il complesso militare-industriale statunitense e israeliano attraverso la sua azienda Palantir Technologies, la quale durante la pandemia ha avuto una crescita immensa della domanda di cyber sicurezza, big data e intelligenza artificiale con richiesta da aziende di tutto il mondo. Ha operato ovunque a servizio per la prevenzione e il controllo delle malattie usando l’analisi dei dati. Thiel è critico da anni nei confronti dell’approccio della Food and Drug Administration perché rallenta l’innovazione. Thiel e’ tra i dieci migliori giocatori mondiali di scacchi, ha una mente eccellente in matematica, super appassionato della Saga del Signore degli Anelli di Tolkien, al punto di chiamare alcune sue società con dei nomi ispirati dalla saga. Infatti i Palantir sono sette gemme, delle “Pietre Veggenti o Pietre Vedenti”, creati dagli elfi di Arda, l’universo immaginario fantasy dello scrittore inglese J. R. R. Tolkien per la saga del Signore degli Anelli. Ammiratore di Asimov, il quale è ritenuto uno dei padri del genere fantascientifico e ideatore delle tre leggi della robotica, un riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Siamo in un flusso circolare stagnante nel quale l’economia si riproduce senza cambiamenti e quindi non può avere nuove strutture. Si deve uscire dal Loop e creare una motivazione utilitaristica che non sia singola ma a disposizione della società . Questo il concetto dell’economista austriaco Joseph Schumpeter che negli anni quaranta teorizzò “ la distruzione creatrice” la quale avrebbe il merito di vedere le crisi periodiche che si ripresentano ciclicamente nel sistema capitalistico. Sono periodi di stallo o mancanza di crescita percepite come paralisi economiche, ma è anche un lasso di tempo necessario affinché un’invenzione visionaria possa generare un’ innovazione concreta, una capacità di attuare scelte innovative che possono essere considerate anche temerarie, il sistema creditizio sarà propenso a scommettere su chi apporta visione futura. Praticamente le vecchie strutture vengono smantellate per essere sostituite con delle nuove. L’innovazione è già insita nell’attribuire alla fase recessiva una funzione essenziale per una ristrutturazione globale. Quindi lo slogan di Trump, “Move fast and break things” lo possiamo trovare in coloro che sono stati definiti gli “Oligarchi del digitale”, coloro che sono a capo delle principali aziende tecnologiche e che hanno realmente stravolto e distrutto gli schemi della nostra società occidentale odierna per cercare di creare un capitale digitale di fiducia dove le idee hanno più potere della rabbia. Distruggere i vecchi schemi, preconcetti, giudizi e pregiudizi, convinzioni, convenzioni, modi di fare. La nostra mente ha inserito un comodo pilota automatico che non sta più “ sperimentando” il proprio potenziale, non riesce a creare valore, sono necessari nuovi bisogni o soddisfare i vecchi ma in una modalità completamente rivoluzionaria. Abbiamo sperimentato un prima e un dopo Internet, i social, le piattaforme di acquisto ecc. E se è stata “stravolta” la nostra società, stiamo assistendo ad un cambio della politica globale che porterà a dei mutamenti economici e sociali che dobbiamo essere in grado di affrontare. Se l’esternazioni di Trump sono estremamente controverse, spesso considerate “folli“, al tempo stesso tali “ pazzie” prendono forma e consistenza, seguendo perfettamente il concetto economico di distruzione e creazione, il Canale di Panama uscito dalla “ Belt on road cinese” sarà gestito da una società americana ed una italiana.

Come possiamo vedere ultimamente la Palantir nella persona del suoi fondatori, Thiel e Karp, hanno instaurato una relazione speciale tra Stati Uniti e il Regno Unito per lo scambio privilegiato di informazioni per la sicurezza. Gli algoritmi di Palantir possono essere utilizzati per identificare sospetti terroristi così come i migranti al confine, per elaborare i dati delle piattaforme militari in teatro bellico o quelli della Cia e dell’Fbi. Nel mese di febbraio 2025 la Palantir ha avuto una crescita vertiginosa a Wall Street, con una capitalizzazione che supera i 200 miliardi di dollari. Il titolo della società con sede a Denver gioiello per la Difesa americana, con l’ amministrazione Trump sta volando. La Palantir dalla sua quotazione in borsa è divenuta l’asset chiave americano per lo scontro tecnologico contro Pechino. Jacob Helberg consigliere senior di Karp, è oggi il direttore delle politiche economiche del Dipartimento di Stato guidato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, il cui ex consigliere per gli affari securitari, Jamie Fly lavora con Karp, Joe Lonsdale tra i primi finanziatori di Palantir sta lavorando con Elon Musk al DOGE.
Veri imprenditori schumpeteriani che applicano la “distruzione creativa” per una nuova società globale?
