
Da decenni affrontiamo il problema della perdita del lavoro artigianale, ma non solo in Italia, in tutta l’Europa. La manualità della conoscenza di maestri che formino le nuove generazioni, la condivisione della conoscenza del “saper fare”. Una formazione per vivere esperienze professionali, culturali e personali che moltiplichino le prospettive del futuro. In Francia c’è un Consorzio «Compagnons du Devoir» che prevede la formazione artigianale impiegando i giovani in aziende, in centri di formazione nei Paesi disposti ad accoglierli; praticamente una “soluzione” concreta agli apprendistati. Compagnon du Davoire e’ un’ Associazione nata senza scopo di lucro nel 1941.

Se facciamo un passo indietro la parola Compagnonaggio deriva dalle antiche corporazioni di mestiere che nel medioevo nascevano in Europa e a Firenze trovavano radici solide. Vi erano gli appartenenti a vari mestieri, fra cui i tagliatori di pietre, del legname, i carpentieri, gli scultori e in genere, tutti i Maestri d’Opera che i carteggi del Museo di Santa Maria del Fiore custodisce nei suoi Archivi. l’Arte dei Maestri di Pietra e Legname commissionò a Nanni di Banco il gruppo dei Quattro Coronati che sono i santi protettori dei architetti, Marmisti , scalpellini e falegnami. Realizzato tra il 1409 e il 1417 il loro ruolo di protettori della categoria di scultori e architetti è testimoniato anche dal bassorilievo alla base del tabernacolo, dove i Quattro Santi sono raffigurati alle prese con opere di costruzione, di falegnameria, di calcolo architettonico e di scultura in onore alla corporazione dei committenti dell’opera. Per quanto duro possa essere la materia da lavorare e dare significato al lavoro stesso essi indicano al cuore cosa significa essere umani. La lavorazione della pietra per dare sostanza all’architettura, e non da meno l’Arte del legname che scolpisce un putto, riportandoci all’antica metafora dell’Asino d’Oro di Apuleio, al biblico Giona nella Balena, fino ad arrivare nel pieno Ottocento con la metafora di vita del racconto di Carlo Lorenzini , Pinocchio. Chissà quante volte Carlo Lorenzini sarà passato davanti al bassorilievo di OrsanMichele frequentando assiduamente il caffè Castelmur sull’angolo di via dei Calzaiuoli. Nanni di Banco nel 1400 riuscì a dare a quest’opera la vera importanza delle relazioni umane , della discussione e sopratutto del saper lavorare in gruppo.


Lo stesso bassorilievo lo possiamo trovare in via dello Studio, la via che ospitava l’Università di Firenze nel 1364, spostata a Pisa da Lorenzo il Magnifico nel 1472, al lato dell’antica bottega delle Arti di costruzione dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

Due passi indietro per comprendere meglio il presente.
Andiamo nel territorio francese, nel periodo che precede di poco l’anno mille. Siamo nei Pirenei, precisamente tra Francia e Spagna, territorio di leggende, di storie, di tesori, segreti ed eresie. Il tipico destino di tutti i luoghi di confine e sopratutto di racconti complessi della storia come alcuni libri di successo ci hanno “ incuriosito”. Ricordiamo che nell’antica Roma Nell’antica Roma, Giano Bifronte, patrono dei “ “Collegia opificium atque fabrorum” , istituiti dall’etrusco re Numa erano le corporazioni degli artigiani e degli operai che celebravano le feste solstiziali. Giano bifronte divenne simbolicamente “ diviso” nei due San Giovanni. A Montsaunès, sui Pirenei in Spagna, incorporata nella parte inferiore della torre, della chiesa romanica di Sant Tomas di Casarilh, nella Valle di Aran, c’è una pietra templare scolpita con tre cerchi con altrettanti simboli: al centro il Chrisma simbolo dei costruttori, a destra una Croce Templare, a sinistra un fiore a quattro petali, inclinati verso sinistra. In basso sotto i tre cerchi possiamo vedere due teste, i due San Giovanni della tradizione cristiana. In alto in corrispondenza delle due teste abbiamo i due fiori di Lys, uno rivolto verso l’alto, sole alto nei cieli, solstizio d’estate, Giovanni Battista, l’altro capovolto sole nel fondo del cielo, solstizio d’inverno, Giovanni Evangelista.

Montsaunès ,
Torre di Sant Tomas di Casarilh nei Pirenei
Nel Medioevo nei Pirenei vivevano i Cagoti, una popolazione misteriosa, poco conosciuta coloro che come i Catari vedevano nell’opera delle loro mani la via del “ dovere” per vivere. Persone perseguitate, costrette a stare nei ghetti, ad indossare delle vesti con un segno particolare cucito sull’abito ; una zampa d’oca.

La storia ci dice che questo simbolo, che appare anche sulla facciata di Notre Dame fosse utilizzato dai Templari. Il simbolo veniva fregiato su case o locande per considerarle sicure per gli affiliati all’ordine. I racconti del tempo raccontano che nel “gioco dell’oca”, inventato dagli stessi Templari, fossero celati luoghi del Cammino di Santiago che avevano un particolare significato per gli affiliati all’Ordine . Solo gli iniziati naturalmente conoscevano la chiave per decodificarli.
Ancora oggi sono visibili le pietre della piazza della cittadina di Logroño, dove è stato ricostruito il pavimento con la raffigurazione della caselle del gioco dell’oca, che rappresentano le principali tappe del cammino di Santiago o Cammino delle stelle.

percorso del gioco dell’oca disegnato sulla piazza di Logroño sul Cammino di Santiago
I fondatori del compagnonnage furono il re Salomone, il maestro Jacques e il padre Soubise. I Maestri d’Opera delle cattedrali gotiche erano a capo di confraternite di costruttori chiamate “Compagnons”, la quale missione era quella di formare e accogliere igiovani nel Tour de France della compagnia. La Confraternita dei costruttori più importante era quella “ dei figli di Salomone legati all’Ordine del tempio, alle quali è attribuita la costruzione di molte chiese fra cui le cattedrali di Chartres, di Amiens e di Reims. Ci fu un accordo fra i Templari e i Compagnons in base al quale, i primi s’impegnarono a proteggere i Compagnons e a mettere le loro competenze a disposizione, mentre i secondi s’impegnarono di mantenere i segreti, gli insegnamenti sugli aspetti esoterici di costruzione. Senza la protezione dei Templari i Compagnons sarebbero stati costretti a sottomettersi all’ autorità ’ clericale.

Nelle comunità cagote c’erano diversi maestri costruttori sia a Béarn che a Navarra. In epoca più tarda, i Cagoti appaiono tra le comunità dei falegnami.
Nella società dell’Alto Medioevo la posizione dei maestri costruttori era più onorata di quella dei maestri falegnami. Nei primi tempi i documenti indicano, infatti, la presenza di cagoti agiati come Auriol Donat, al contrario delle epoche successive, nel 950/1000 d. C. inizia una vera e propria “ guerra” ai cagoti

Ma quale avvenimento, occorso nell’arco di questi cinquant’anni, portò alla rovina dei costruttori cagoti? Quale fatto determinò il loro declino sociale da maestri costruttori a falegnami?
Nell’anno 910 fu fondato l’Ordine Cluniacense di Cluny, che in breve tempo divenne il più potente e ricco d’Europa. Di pari passo con l’aumento dell’influenza di Cluny, peggiorava la situazione dei Cagoti. Più le abbazie cluniacensi si moltiplicavano, più i Cagoti erano emarginati. Eppure la rapida espansione cluniacense esigeva l’opera di maestri costruttori. Perché allora i Cagoti persero terreno? La risposta deve essere cercata nella rivalità fra le confraternite di costruttori.

La richiesta crescente di Cluny portò a creare una concorrenza spietata. Le confraternite rivaleggiavano per ottenere gli incarichi. Soprattutto due di esse” I fils du Pere Soubise geniali lavoratori del legno i falegnami, e gli Enfants de Maitre Jacques, grandi maestri della pietra. Ed è proprio tra gli Enfants che troviamo i Cagoti. Gli Enfants de Maître Jacques avevano costruito gli edifici sacri situati lungo la rotta che portava a Santiago di Compostela. Un itinerario dalle origini precristiane, la cui esistenza fu trasmessa alla posterità dai monaci mozarabi, cristiani della Penisola Iberica i quali sotto il dominio musulmano assunsero caratteri della civiltà araba, tanto che mozárabes significa “ arabizzati”. Erano coloro che salvarono la memoria del cammino di Santiago, originariamente un viaggio iniziatico ai confini della terra conosciuta, dai Pirenei fino all’oceano Atlantico chiamato il mare di Atlantide, riuscendo successivamente a collegarlo alla leggenda dell’apostolo San Giacomo.
È probabile che la causa della rovina dei Cagoti sia stata proprio questo stretto legame di cristiani arabizzati , dei maestri costruttori che erano a conoscenza della tradizione pagana dalla quale discendevano . Si può pensare che il potente Ordine Cluniacense abbia preferito i Fils du Pére Soubise , i lavoratori del legname piuttosto che i costruttori della pietra , in quanto cultori di un pensiero poco ortodosso per la cristianita’ dei tempi volendole la rovina? Potrebbe essere la risposta a molte domande.

Le tracce dei Cagoti emergono dall’ombra soltanto più di quattrocento anni dopo, nel Rinascimento, nel bassorilievo di Nanni di Banco e successivamente durante la Rivoluzione francese, quando si attivarono come Compagnons du Devoir de Liberté, detti più semplicemente “ Gavots”.
Dall’arte di maestri della pietra si adeguarono a quella, più modesta, di falegnami. Con il passare del tempo, nessuno ricordava più i momenti di gloria che avevano conosciuto gli architetti del Cammino di Santiago de Compostela. Il loro segno, però, rimase scolpito sugli edifici sacri. Era lo stesso che avevano adottato i loro predecessori, gli Enfants du Maître Jacques, e che i Cagoti portavano cucito sui loro abiti: “ la zampa d’oca”.

Nel 1314, dopo la morte dell’ultimo Gran Maestro del Tempio, a Parigi nacquero “le corti dei miracoli“, piccoli mondi di quartiere, rifugi di ladri, mendicanti e reietti. Qui i maestri della lingua dell’argot, i costruttori regnavano sovrani. Ed è Victor Hugo a raccontarli, li descrive nel suo capolavoro, il romanzo Notre Dame de Paris, Nostra Signora di Parigi. Proprio il suo personaggio Henri Sauval è uno degli ultimi capi della più grande corte dei miracoli parigina. Uno degli ultimi veri Re d’Argot, l’ultimo dei Cagoti ,colui che parlava la lingua l’argot.

un viaggio nella storia di notevole interesse culturale, con preziose informazioni talmente complesse e intrecciate che solo menti eccelse quali la Elena Tempestini riescono a fornire individuando, connettendo, mettendone in risalto alcune e lasciando nello sfondo altre, navigando nel tempo e nello spazio dai più ahimè dimenticati! Complimenti 🎈
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