
È stata annunciata a sorpresa dopo due giorni dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca la nascita di Stargate, la joint venture tra OpenAI, Oracle e Softbank, con i Ceo delle tre società: Sam Altman, Larry Ellison e Masayoshi Son. Stargate promette 100mila posti di lavoro per rafforzare il primato statunitense nel settore dell’Intelligenza artificiale. Trump ne ha parlato in modo entusiasta come di una iniziativa senza precedenti. Le immagini della cerimonia di insediamento avevano preceduto le parole, la prima fila era tutta occupata dai CEO di aziende come Google, Amazon, Meta e Tesla, dando un messaggio ben chiaro in questo senso.

E’ possibile , se non addirittura scontato l’ingresso tra i fondatori anche del fondo di stato per l’intelligenza artificiale di Abu Dhabi: l’MGX, che ha lo scopo di raccogliere e gestire da subito 100 miliardi di dollari e in prospettiva ben 500 miliardi di dollari per costruire infrastrutture per l’IA negli Stati Uniti, principalmente data center da mettere al servizio di OpenAI. Elon Musk, probabilmente per la ruggine con Sam Altman, rimasto alla conduzione di OpenAI quando Mister X se n’è andato, e’ abbastanza ostile al progetto Stargate.

L’operazione Stargate è interamente finanziata con capitali privati, e non meraviglia che possa entrare Abu Dabhi nell’investimento, Donald Trump vuole ampliare gli Accordi di Abramo per includere l’Arabia Saudita, un passo che potrebbe trasformare ulteriormente il panorama politico del Medio Oriente. L’Arabia Saudita, ha svolto un ruolo significativo nel plasmare il contesto politico del Medio Oriente. Una visione già prevista dal protocollo “Saudi Vision 2030” che vede molti interessi realizzarsi, primo fra questo è la fine di tutti i conflitti che bloccherebbero gli ingenti investimenti esteri nel Golfo. l’Arabia Saudita, ha confermato Trump, investirà da subito 600 miliardi di dollari, ma l’America ha chiesto di arrivare fino ad 1 trilione di dollari. Le parole di Trump a Davos hanno messo sotto i riflettori il ruolo cruciale nello scacchiere globale del Regno saudita, il quale è un pilastro delle dinamiche economiche, politiche e di sicurezza internazionale. Un segno che l’ambito protocollo Saudi Vision 2030, del quale vi abbiamo spesso parlato durante le trasmissioni a http://www.whiteradio.it con la collega Elisabetta Failla, si sta realizzando passo dopo passo. Saudi Arabia prevede una strategia di diversificazione economica mirando a ridurre la dipendenza dal petrolio e sviluppare settori strategici come tecnologia, turismo e difesa. La visione poggia su tre pilastri principali: rendere l’Arabia Saudita il “cuore del mondo arabo e islamico”, diventare una potenza di investimento globale e trasformare il paese in un hub di collegamento tra Africa ed Eurasia.

Intanto Abu Dabhi ha messo in atto un punto importante al quale teneva in modo particolare già da quando il 25 aprile 2019 dette l’ annuncio ufficiale di vendere il 5% di Aramco sul mercato azionario e di costituire un fondo sovrano da 2.000 miliardi di dollari, il più grande del mondo. La differenziazione era nata nel 1976 con i petrolchimici per convertire i sottoprodotti del petrolio in prodotti chimici, polimeri e fertilizzanti utili. Saudi Sabic è leader nel mondo, detentrice della “divisione Plastics “di General electric, ma in ultimo, a dicembre 2024 si è aggiunto l’acquisto del Colosso Petrolchimico tedesco Covestro, investimento di 15 miliardi di dollari. E’ stata la prima transazione avvenuta tra il Medio Oriente e l’Europa. A livello geopolitico, Riad gioca un ruolo di equilibrio tra le grandi potenze, mantenendo relazioni strategiche con gli Stati Uniti, rafforzando la cooperazione con la Cina e intensificando le proprie interazioni con l’Europa. L’adesione ai Brics e il rafforzamento dei legami con Pechino, il lavoro di Relazioni con la Russia attraverso il sistema OPEC+, evidenziano la volontà saudita di diversificare la propria politica internazionale secondo il cosiddetto “multi-allineamento”, il quale comprende anche la sua posizione geo strategica nel Mar Rosso, rotta marittima importantissima che per tutto il 2024 ha dimostrato le sue vulnerabilità con gli attacchi dei ribelli Houthi al commercio globale. Saudi Vision 2030 vuole formare una società più evoluta, migliorare l’urbanistica, dare la giusta importanza alla cultura, creando siti patrimonio dell’UNESCO, evidenziare lo sport e migliorare l’aspettativa di vita della società.

Un’economia che crei occupazione, inclusione delle donne nella forza lavoro, competitività internazionale, fondo per gli investimenti pubblici, investimenti diretti all’estero, esportazioni non petrolifere. Una nazione che si basi sul risparmio e sul buon reddito delle famiglie, creare organizzazioni non-profit e incentivare il volontariato.

Il progetto Transcendence con la partnership di Google di Alphabet aiuterà l’Arabia Saudita a colmare il divario con i giganti tecnologici quali Stati Uniti, in Europa e in Asia. Un investimento senza precedenti sulla costruzione di data center all’avanguardia, supporto alle start-up e sull’espansione dell’infrastruttura di AI per guidare sia la crescita interna che la competitività internazionale.

Praticamente, in modo globale, l’intelligenza artificiale insieme alle criptovalute ha dato il via ad un esecutivo di modello di collaborazione internazionale, che rafforzerà la leadership nella finanza digitale, un asset che Trump ha chiesto di visionare al più presto. Se Musk è l’uomo onnipresente c’è anche l’uomo ombra del Presidente, colui che non era presente all’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Il suo nome è Peter Thiel e’ abituato a sfuggire i riflettori, non ha interessi ad apparire ma a dare concretezza alle anticipazioni sul futuro e ci riesce con una precisione quasi inquietante. In primis molti anni fa, ha identificato in Trump il salvatore dell’america conservatrice, poi ha scelto personalmente il suo vice Presidente J. D. Vance quale successore a questo mandato. Peter Thiel ha profondi legami con la CIA e con il complesso militare-industriale statunitense e israeliano attraverso una azienda di sua proprietà, la Palantir Technologies, la quale durante la pandemia ha avuto una crescita immensa della domanda di cyber sicurezza, big data e intelligenza aumentata da aziende di tutto il mondo. Ha operato ovunque a servizio per la prevenzione e il controllo delle malattie usando l’analisi dei dati. Critico da anni nei confronti dell’approccio della Food and Drug Administration sulle autorizzazioni dei farmaci, perché a suo avviso “bloccano” l’innovazione allungando i tempi. Con l’amministrazione Trump 2025 potrebbe avere il coltello dalla parte del manico. Nato a Berlino Ovest, e’ tra i dieci migliori giocatori mondiali di scacchi, una mente eccellente in matematica, super appassionato della Saga del Signore degli Anelli di Tolkien, al punto di chiamare alcune sue società con dei nomi ispirati dalla saga. Ammiratore di Asimov, il quale è ritenuto uno dei padri del genere fantascientifico e ideatore delle tre leggi della robotica, divenute un riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Thiel e’ fondatore di PayPal, il primo investitore in Facebook e di molte aziende tecnologiche, Thiel governa gli enti di sovvenzione Breakout Labs e Thiel Fellowship, che finanziano la ricerca senza scopo di lucro sull’intelligenza artificiale.

Il presidente ha dato 180 giorni, per avere un rapporto con proposte legislative e regolamentari per sviluppare il settore e rafforzare la leadership statunitense al fine di promuovere il benessere umano, la competitività economica e la sicurezza nazionale. Senza giudicare siamo attenti ad osservare:
“Molti di quelli che muoiono meritano la vita e molti di quelli che vivono meritano la morte… Sei tu in grado di giudicare? Non aver fretta ad elargire morte e giudizi; nemmeno i più saggi conoscono tutti gli esiti.”
(Il signore degli anelli)