Al giuramento di Trump tecnologia e politica in prima fila, le impressioni del geniale uomo ombra Peter Thiel. Elena Tempestini

Se eravamo abituati agli insediamenti dei presidenti americani con gli attori di Hollywood in prima fila, adesso è l’epoca che mostra i CEO delle principali Big Tech, tra cui Elon Musk, Jeff Bezos, Tim Cook e Mark Zuckerberg accanto ai nuovi ministri: l’era che il presidente uscente Joe Biden ha definito la “nuova oligarchia”.

Mancava Peter Thiel, geniale consigliere ombra di Trump . Thiel interpreta la vittoria di Trump come un segnale del crollo dei liberal americani, la rivista radicale CounterPunch conferma aprendo con un articolo dal titolo “Don’t Mourn Hillary’s Lost: “Non piangiamo la sconfitta”: Prendiamo atto, facciamo una analisi e non guardiamo che i Democratici si inventeranno certamente qualche scusa per legittimare la sconfitta, perché’ essi devono accusare soltanto se stessi.. ” Non è solo colpa di Biden o Harris”, ha affermato Thiel, “ma di un intero sistema ideologico che non ha più nulla da offrire in termini di idee o sostanza”.

Peter Thiel

Thiel sostiene che il 2024 non è paragonabile al 2016, quando al primo mandato elettorale Trump “forse aveva avuto fortuna” contro Hillary Clinton. Questa volta, l’ex presidente ha battuto un Partito Democratico che ha investito tutto e ha fallito, nonostante miliardi di dollari a disposizione e una pioggia di cause e processi penali contro Trump.
Per Thiel, la vittoria di Trump segna anche la fine di un’era in cui il potere culturale di Hollywood e delle élite liberal dominava incontrastato. “Celebrity non significa più quello che significava negli anni ’90”, ha spiegato, criticando l’assenza di pensiero individuale tra le star progressiste e nelle università americane. In netto contrasto, Thiel vede Trump come il simbolo di una contro-élite che “pensa fuori dagli schemi” e sfida un sistema sempre più dogmatico.
Thiel ha messo in luce quanto sia ormai controproducente legare la propria proposta politica all’identità etnica, sessuale, culturale tutto ciò aliena più persone di quante ne attragga.

Peter Thiel tra i dieci campioni al mondo di Scacchi.


Come sappiamo da tempo, e la Presidente del Parlamento europeo lo ha ricordato, è’ iniziata una nuova era di complessa competizione geopolitica e geostrategica. Le principali economie mondiali stanno gareggiando per l’accesso alle materie prime, alle nuove tecnologie e alle rotte commerciali globali. Dall’intelligenza artificiale alla tecnologia pulita, dalla quantistica allo spazio, dall’Artico al Mar Cinese Meridionale: la competizione è appena iniziata.

Trump non è più l’eccezione ma la nuova regola americana. Thiel ha ammesso che il secondo mandato del presidente non sarà privo di sfide. Dalla crisi del confine meridionale alla crescente tensione con Cina, Russia e Iran, i problemi internazionali e domestici richiederanno soluzioni più incisive rispetto al passato. “Spero che Trump sia all’altezza”, ha detto, pur riconoscendo le difficoltà di governare un Paese che appartiene a un mondo di un’epoca complessa. La vittoria di Trump rappresenta l’occasione di una diversificazione, un’occasione per riconsiderare le fondamenta culturali ed economiche degli Stati Uniti. “La vera domanda”, ha detto Thile, “è se saremo capaci di sfruttare questa opportunità o se continueremo a ripetere gli errori del passato”. Solo il tempo, e non i giudizi affrettati ci daranno risposte.

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