Mentre in Europa si combatte la guerra russo-Ucraina e in Medio Oriente il conflitto israelo-palestinese si espande nel Libano, l’attenzione militare delle maggiori potenze del pianeta è concentrata in un altro luogo, il focus strategico è nell’Indo- Pacifico, il “ Pivot to Asia” per contenere e contrastare il potere crescente della Repubblica Popolare Cinese, la quale vorrebbe diventare la prima potenza mondiale. Per Pechino la questione e la perdita dell’isola di Taiwan è un affronto gravissimo, la sua riconquista è una priorità assoluta. Taiwan è spalleggiata da un peso massimo quali gli Stati Uniti. Washington ha sempre difeso l’indipendenza dell’isola ma ha anche dosato con cura le sue azioni per non irritare troppo la Cina, per esempio riconoscendo la Repubblica Popolare come “unica Cina” e scoraggiando Taiwan dal dichiarare formalmente l’indipendenza. Tutto questo perché nessuno vuole davvero una guerra che, se dovesse scoppiare, sarebbe disastrosa per tutti.
Finora la Cina è stata contenuta con la deterrenza, attraverso massicci investimenti militari da parte di Taipei oltre che con l’alleanza americana. Tuttavia la crescita militare cinese e i toni sempre più minacciosi di Pechino fanno temere un prossimo scontro attorno all’isola; uno scontro potenzialmente ad altissima intensità che coinvolgerebbe altri attori della regione e il cui esito potrebbe cambiare gli equilibri geopolitici del mondo intero.

Per la Cina, attaccare Taiwan significherebbe mettere alla prova la coalizione che tenta di contenere la sua ascesa al dominio dell’Asia, forse sarebbe meglio dire: del mondo. Conquistare Taiwan sarebbe una ferita nel petto degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Viceversa, se gli Stati Uniti riuscissero a difendere Taiwan colpirebbero al cuore le ambizioni egemoniche di Pechino e riaffermerebbero la propria supremazia mondiale . Quindi l’importanza di Taiwan va ben oltre le sue famose industrie di microprocessori.

Questo potrebbe spiegare perché gli aiuti militari americani all’Ucraina siano stati così scarsi e irregolari: se Washington avesse concesso a Kiev centinaia di caccia, gli Himars i missili con una gittata di 80 km e dozzine di carri armati, la guerra forse avrebbe preso una piega ben diversa, ma l’America si sarebbe privata di risorse importanti da impiegare in caso di confronto diretto con la Cina nell’Indo-Pacifico. Già nel 2022, quindi ad inizio conflitto Russo-Ucraino il Dipartimento della Difesa , Americana aveva pubblicato un documento il “National Defence Strategy” in cui si indicava la Cina quale minaccia numero uno e l’Indo-Pacifico come il quadrante prioritario della geopolitica mondiale. La minaccia russa all’Europa, nonostante la guerra è’ stata lasciata in secondo piano.

Proprio in questi giorni l’america ha rafforzato la sua presenza strategica nel Pacifico aspettandosi che su quel quadrante possa scoppiare la prossima “major war”, una guerra importante che inevitabilmente riguarderà la Cina. Praticamente potrebbe essere possibile se non probabile uno scontro aeronavale attorno a Taiwan. E’ di poche ore fa la notizia, oggi 22 ottobre 2024, che la flotta navale cinese ha cominciato una potente esercitazione militare vicino a Taiwan, il Presidente cinese ha invitato le truppe a prepararsi alla guerra, dopo aver già organizzato altre esercitazioni su larga scala fin dall’inizio di ottobre. Il presidente Xi Jinping ha annunciato che le esercitazioni saranno “con munizioni vere”.

Bisogna comprendere che mentre la guerra russo-Ucraina non cessa le armi, l’America non ha fatto mistero che non sia la Russia il loro interesse globale, ma la sfida con la Cina. Per Washington, la Russia è una minaccia concreta per gli alleati europei, così come Iran, Corea del Nord e il terrorismo internazionale, ma la Cina è qualcosa di più grave perché persegue l’egemonia sull’Asia intera e quindi sul mondo. Dal punto di vista strettamente economico-commerciale, l’Europa è un grande mercato ma l’Asia lo è di più. La Russia, per quanto aggressiva e vasta, ha un PIL 10 volte inferiore alla Cina e all’Unione Europea, quindi è improbabile che diventi la potenza egemone in Europa o in Asia; invece l’economia cinese domina il continente asiatico e per questo gli USA vogliono ricalibrare la loro presenza nel Pacifico, così da poter meglio contrastare eventuali azioni armate cinesi, come quella contro Taiwan . Razionalmente attaccare Taiwan presuppone una quantità di difficoltà e di conseguenze che la Russia non ha dovuto affrontare nell’attaccare l’Ucraina. Xi Jinping per un periodo di tempo si è dimostrato più cauto di Vladimir Putin e l’andamento della guerra in Ucraina avrebbe dovuto convincerlo che invadere Taiwan sarebbe troppo gravoso.
E’ possibile che i cinesi cerchino forme alternative al conflitto diretto, per esempio un blocco aeronavale? . Il blocco aeronavale potrebbe avere inizio con una finta esercitazione su ampia scala attorno a Taiwan, come quella già avvenuta nel 2022 e 2023. Se accadesse come sembra in questi giorni di ottobre , l’america e il mondo intero discuterebbero su come rispondere, e la Cina potrebbe tentare un colpo di stato per destituire rapidamente il governo di Taipei insediatosi da pochi mesi. Questo atto eviterebbe il conflitto militare aperto, il mondo non potrebbe reagire con un atto di guerra. La domanda da porsi è: “qualcuno” sarebbe pronto a sparare per primo alle navi cinesi per forzare il blocco, sapendo di innescare un conflitto su ampia scala e potenzialmente nucleare?

Nel 2023 il Generale Michael A. Minihan, uno dei più importanti generali dell’Air Force americana, esperto di Pacifico rilascio’ delle affermazioni che alla luce di questi giorni sono “ profetiche”: “Spero di sbagliarmi, ma la mia logica mi dice che combatteremo una guerra nel 2025» il memorandum del Generale fu reso pubblico dalla tv americana Nbc, esprimendo le sue preoccupazioni e immaginando un conflitto aperto tra le due superpotenze: Cina e America. Il generale aveva citato le aspirazioni del presidente cinese Xi Jinping. Il momento critico sarebbero potute essere le elezioni presidenziali in programma nel 2024 a Taiwan, e dare il pretesto all’aggressione militare da parte del presidente cinese Xi Jinping. Il momento ideale era previsto per ottobre, quando gli Stati Uniti sarebbero stati distratti dalla corsa elettorale per la Casa Bianca. « il Generale Michael A. Minihan ha elaborato una analisi che ai fatti odierni, dopo due anni sembra manifestarsi. Le sue parole sembrano una profezia: “La squadra, la ragione e l’opportunità di Xi sono tutte allineate per una guerra nel 2025, concluse”

Il 2 maggio 2024, la forza arruolata dell’Air Mobility Command ha conferito la sua onorificenza più prestigiosa, l’Ordine della Spada, al Generale Minihan.

Ad oggi che vediamo le esercitazioni, denominate “Joint Sword-2024B”, che si stanno svolgendo in questi giorni di ottobre 2024 in diverse aree intorno a Taiwan, il comando dell’esercito cinese ha dichiarato che le manovre rappresentano “un avvertimento severo, una punizione” . Si parla di Taiwan ma si tace riguardo l’aumento su una serie di questioni controverse nel Mar Cinese Meridionale come le Isole Spratly , ma da non dimenticare l’isola di Hainan, la quale è segnalata e in risalto sulle mappe del Pentagono a Washington ed è scrutata costantemente dall’intelligence satellitare, cosa che infastidisce molto i cinesi.

Con dei tunnel scavati sotto il promontorio della baia di Yalong, c’è il porto di Yulin e la base militare di Longpo Naval Base dove la marina cinese protegge i suoi sottomarini nucleari e le portaerei della flotta. I tunnel si trovano sotto la baia di Sanya , sono caverne capaci di ospitare fino a 20 sottomarini nucleari, permettendo ai cinesi di scivolare in immersione fino al mare aperto, sfuggendo alla ricognizione satellitare americana. L’isola di Hainan è incastonata tra le coste del Vietnam, Malesia, Indonesia, Brunei, Filippine, Taiwan e Cina, praticamente è uno specchio d’acqua strategico irrinunciabile per i cinesi. Situata dalla parte opposta di Taiwan è in una posizione che si rivela preziosa per molte ragioni, geopolitiche, quale presidio militare, e per ragioni economiche, ogni ingerenza non cinese potrebbe far scattare ritorsioni “ punitive” come quella di Taiwan. L’isola è la sede della base più importante della marina cinese , parte della flotta del Mare del Sud. Isola importantissima e strategica: da un lato, consente l’accesso alle acque contese nel Mar Cinese Meridionale e, dall’altro, garantisce un controllo della rotta marittima che collega l’Asia e il Pacifico con India e il Medio Oriente. Pechino da tempo, ha lanciato un progetto per fare di Hainan il più grande porto di libero scambio entro il 2035, non sarà proprio quell’isola ad essere il centro di un contenzioso che potrebbe trasformarsi da esercitazione a guerra? “Tutti possono vedere la mie tattiche, nessuno può conoscere la mia strategia”.( Generale Sun Tzu V secolo A.C)
