
La guerra in Ucraina ha ampliato la frattura tra la frontiera dei paesi orientali della Nato e il territorio geopolitico occidentale russo. La situazione in Kosovo, che è riconosciuto da Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito, non lo è dalla Russia e dalla Cina, le quali continuano a considerarlo una provincia autonoma della Serbia. A luglio del 2024 si sono intensificati gli accordi commerciali tra Cina e Serbia, un continuo equilibrismo precario per la Serbia, che si alterna tra i due poli opposti della geopolitica mondiale. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, Belgrado non ha adottato alcuna sanzione contro Mosca, ma ha dovuto fare i salti mortali per preservare buoni rapporti con il Cremlino.

Ad acuire i problemi c’è anche la potenza della Serbia che potrebbe divenire uno dei maggiori fornitori di Litio per l’Europa, componente indispensabile per la transizione green e per la competitività della Cina.
Praticamente c’è una effettiva ri -scoperta del sud-est Europa. Per la Cina sono i Balcani la migliore via per arrivare in Europa. Entro la fine di questo 2024 la Serbia, con soldi cinesi, completerà la costruzione della tratta ferroviaria Belgrado-Subotica, lunga oltre 180 chilometri, i progetti cinesi in costruzione in Serbia, nonostante il forte inquinamento che stanno provocando, allontanano il paese dall’Europa, per un fortissimo indebitamento serbo con la Cina, il quale potrebbe divenire il vero “ Cavallo di Troia” per entrare in Europa. In attesa di conoscere il nuovo inquilino della Casa Bianca e le relative nomine diplomatiche, la questione del Kosovo rimarrà nel limbo sotto il monitoraggio passivo di Mosca, mentre crescerà l’influenza di Pechino insieme all’indebitamento verso le banche cinesi. Per la costituenda Commissione europea.
