
Unicredit ha fatto la sua scelta senza dire niente a nessuno. Non ha avvertito il governo tedesco e nemmeno la stessa Commerzbank
E di poche ore fa la notizia che Unicredit ha acquistato il 9% di Commerzbank e vuole puntare ancora più in alto, cioè puntare alla fusione, come confermato da Reuters e dal Financial Times, un asse che la banca tedesca non esclude, aprendo il dialogo ad una “potenziale aggregazione”. Secondo il Finacial Times, Commerzbank non sarebbe stata informata in anticipo da Unicredit dell’acquisizione della quota, di cui ha saputo solo questa mattina con le comunicazione regolamentari. Quindi il governo tedesco sarebbe stato colto di sorpresa e i sindacati chiedono a gran voce di fermare l’operazione. Il cancelliere Olaf Scholtz si aspettava una vendita frazionata tra diversi investitori, mentre Unicredit, offrendo un premio sul valore delle azioni in Borsa, ha sbaragliato la concorrenza. La quota del 9% è stata messa insieme con due diverse modalità. Da 150 anni Commerzbank è la banca leader delle piccole e medie imprese tedesche con 11 milioni di clienti. Al momento il primo azionista resta il governo tedesco con il 12%. Berlino si è impegnata a rispettare una restrizione di 90 giorni sulle vendite. Commerzbank può essere la «soluzione migliore in Germania», che si affianca al recente rientro in Polonia (Mbank) «dalla porta principale per completare la rete nell’area geografica dell’Est Europa».
Inoltre, da non sottovalutare le accuse rivolte alla banca tedesca, che sono le stesse che hanno portato il gruppo francese BNP Paribas a dichiararsi colpevole: violazione di sanzioni imposte dagli Stati Uniti su certi Paesi, trasferendo denaro attraverso le sue attività americane per conto di società con sede in Iran , Cuba e Sudan.
Elena Tempestini
