
Mentre le televisioni e i giornali italiani si sono concentrati sull’Anatomia di uno scandalo di fine estate, nessuno si pone il problema che l’Italia è stata esclusa dal summit di Washington, per giunta nel momento in cui ha la responsabilità di presiedere il G7 , direi che questo è un pessimo segnale per il nostro paese. Ma a noi piace continuare a parlare dell’autopsia della “ notizia” SanGiuliano. Nel frattempo Draghi ha rilasciato una conferenza stampa allarmista, congiunta con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella quale presenta il suo rapporto sulla competitività del Vecchio Continente con gli Stati Uniti. Tra il PIL europeo e quello USA, si è creato un profondo divario di base pro capite, dal 2010 a oggi, il reddito disponibile reale in America è cresciuto quasi il doppio rispetto a quello Europeo. Draghi pone l’accento sui freni strutturali che in questi decenni hanno soffocato l’Europa: il ritardo nella capacità di innovazione, l’aumento dei prezzi dell’energia, la mancanza di manodopera specializzata, e la mancanza di capacità di difesa comune. La prima cosa che si evince dal rapporto dell’ex governatore della Banca Centrale europea è che la sfida per il rilancio della competitività è urgente e ineludibile. E che l’unico modo per affrontarla è crescere e diventare più produttivi, preservando valori e diritti fondamentali senza i quali l’Europa “avrà perso la sua ragione d’essere”. Una sfida epocale per l’Europa, politica e poi economica.
Stanotte 10 settembre 2024 ci sarà un tornante molto importante della campagna elettorale americana, il primo e forse anche unico “ duello” presidenziale, soprattutto per Kamala Harris. Con sondaggi che mostrano una situazione di sostanziale parità e una mobilità bassissima di opinioni, e di voti potenziali, diventa fondamentale galvanizzare il proprio elettorato, assicurandosi la sua piena mobilitazione verso il voto di novembre. Trump è in larga misura certo di averla questa mobilitazione; e si può permettere parole incendiarie senza pagare dazio alcuno. Harris ha margini di manovra ben più limitati. Dovrà apparire preparata, precisa e, appunto, presidenziale; ma dovrà anche trovare il modo di esporre questo radicalismo di Trump, che la paura di quel che l’ex Presidente rappresenta e può fare rimane la variabile più importante nello spingere elettori ed elettrici democratici a votare” …
Per non farci mancare nulla in queste ore nell’Indo-Pacifico, alti ufficiali cinesi e americani stanno avendo il primo colloquio in videoconferenza su questioni di interesse comune, riconsiderare l’uso di tattiche pericolose, coercitive e potenzialmente inclini a causare un’escalation di guerra nel Mar Cinese Meridionale.
Elena Tempestini