
Il 23 luglio Benjamin Netanyahu è andato a Washington dove ha parlato davanti al congresso americano. Dopo il ritiro di Biden, questa è’ stata la prima sfida per la vicepresidente Kamala Harris, in lizza per la corsa alla Casa Bianca. In passato la Harris è stata più volte criticata di non condividere come Israele ha condotto la sua guerra contro Hamas, alimentando il sospetto che se vincesse le elezioni potrebbe adottare una linea più dura nei confronti di Israele. Al contempo, la Cina sta mantenendo buoni rapporti con lo Stato Ebraico, nonostante che da decenni sostenga la causa palestinese. La Cina insieme ai paesi del Medio Oriente, come i Sauditi, sono favorevoli a una soluzione a creare due stati.

Ma la vera notizia da coniugare è che nello stesso giorno che il presidente israeliano era a Washington, a Pechino si stava firmando un accordo di unità nazionale tra 14 fazioni palestinesi, tra le quali Fatah e Hamas. Accogliendo per la prima volta dall’inizio della guerra Russo/ Ucraina il ministro della guerra russo Dmytro Kuleba.

Hamas e Fatah, sono i due principali partiti politici palestinesi ma sono sempre stati grandi nemici, in quanto Fatah è sempre stato molto moderato ed ha attaccato il comportamento di Hamas, fin dall’ inizio del conflitto scoppiato nel 2006, dopo il quale Hamas ha preso il controllo totale della Striscia di Gaza.
Per il governo israeliano, che ha fatto dell’eliminazione di Hamas uno se non il principale degli obiettivi dichiarati dell’offensiva a Gaza, l’accordo era stato dichiarato inaccettabile. Di recente il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha detto che Hamas porta sulle sue spalle “ la responsabilità legale, morale e politica“ di voler prolungare la guerra di Gaza. Gli occhi del il mondo, delle cancellerie internazionali sono tutti puntati sul confine tra Israele e Libano dove si teme l’innesco di un nuovo conflitto. Di recente il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha attaccato la moralità di Hamas.

Oggi 31 luglio il capo di Hamas, Ismail Haniyeh è morto in seguito a un attacco missilistico a Teheran contro una delle sue tante residenze. Haniyeh viveva in Qatar, anche se la sua era una vita in continua fuga. Già nel 2023 Pechino aveva mediato un’intesa tra Iran e Arabia Saudita che aveva portato al ripristino delle relazioni. E ancora prima, nel dicembre 2022, il presidente Xi Jinping aveva co-presieduto a Riad in Arabia Saudita il consiglio di cooperazione tra Cina e paesi del Golfo, chiudendo svariate decine di accordi commerciali.

Due giorni fa, esattamente il 28 luglio, a Roma si sono riuniti i capi della Cia, del Mossad e dei servizi segreti dellEgitto e del Qatar. L’obiettivo è favorire la liberazione degli ostaggi, arrivare ad una tregua del conflitto, riuscire a dare lo stop alle armi e sopratutto ripristinare le condizioni minime di vita nella vita palestinese, sprofondata in questi dieci mesi in una brutale crisi umanitaria. Questo potrà avvenire solo con la completa disarticolazione di Hamas.

Siamo arrivati al momento più caldo dell’escalation del conflitto Mediorientale?