Tra storia ed attualità la geopolitica del “perno” giapponese di Abe Shinzo, il “vento divino” nell’Indo-Pacifico . ( riassunto trasmissione del 16/07/2024)

Foto : ISPI

Per anni si è discusso di uno spostamento dell’asse mondiale dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico, per conferire un ruolo da protagonisti alle due potenze che si affacciano sul Pacifico, la Cina e gli Stati Uniti, ma anche l’Europa ha dovuto preoccuparsi degli interessi di Australia, dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud/est asiatico alla quale è legata l’area di libero scambio, alla quale appartengono: Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore e Thailandia, dopo il 1967 si sono aggiunti Brunei nel 1984, Vietnam nel 1995, Laos e Myanmar l’ex Birmania nel 1997 e la Cambogia nel 1999. Si affacciano sul Pacifico anche l’India che ha una posizione cruciale sullo stretto di Malacca e il Giappone. Per arginare e prevenire un eventuale guerra con la Cina si sta effettuando una strategia di contenimento dell’Indo Pacifico da parte occidentale. Tutto ciò comporta degli accordi, come quello siglato tra il Giappone e le Filippine l’8 luglio del 2024 con il nome di “ Accordo di reciproco accesso” il quale prevede lo scambio delle forze militari sui reciproci territori, le due nazioni hanno importanti controversie con la Cina, far cessare la guerra Russo-Ucraina e in ultimo riuscire mantenere un buon coordinamento della NATO con il QUAD che comprende anche l’ibrida e non sicura India, solo così si potrà garantire un futuro sereno.

Patto militare dell’8 luglio 2024 tra Giappone e Filippine

L’Indo Pacifico appare come un concetto “ moderno”, un’invenzione teorica e politica di uno spazio attribuito all’India e al Giappone , voluto e creato per resistere all’espansionismo della Cina. Non è corretto volerlo associare ad un’iniziativa degli Stati Uniti, esso racchiude in sé una storia molto più importante divenendo il vero perno del cambiamento geostrategico che sta ridisegnando la mappa dell’Asia. Il termine Indo-Pacifico attuale, è stato rei-introdotto in occasione di una visita del Primo Ministro giapponese, Abe Shinzo nel 2007, davanti al parlamento indiano. Abe Shinzo promosse un discorso intitolato “futatsu no umi no majiwari “ Convergenza dei Due Mari”, l’unione degli oceani Pacifico e indiano in un unico spazio geopolitico. l’Indo-Pacifico è un continuo che si estende dalla costa orientale dell’Africa fino alla West Coast statunitense, si rivela una immensa regione marittima che colloca al suo centro geografico il Sudest Asiatico. La scelta di Abe Shinzo di rivelare questa nuova teorizzazione dell’Asia-Pacifico nel suo discorso a New Delhi, non solo lo rese un visionario che già ben evidenziava la crescente rilevanza economico-strategica dell’India nella regione, ma anche un leader nipponico tra i più influenti del dopoguerra, forse per questo motivo fu assassinato l’8 luglio del 2022.

Foto: Limes

1. Discorso del Primo ministro Abe Shinzo, dal titolo, “Confluence of the Two Seas”, pronunciato davanti al Parlamento della Repubblica di India, 22 agosto 2007, disponibile online al link https://www.mofa.go.jp/region/asia-paci/pmv0708/speech-2.html.

Primo Ministro giapponese Abe Shinzo, foto ministero del Giappone

L’indo -Pacifico ha sulle spalle una storia che si interseca in epoche passate addirittura con Il nipote di Genghiz khan, Kublai , il quale decise di attaccare il Giappone con mille navi che partirono dalla Corea, ma un furioso uragano disperse e distrusse la flotta. Per i giapponesi l’uragano divenne il “vento divino”. I cinesi per secoli non riuscirono più a creare una grande flotta, rimanendo esterni al dominio del mare. Solo verso la fine della II Guerra Mondiale, i giapponesi che stavano per essere invasi dal mare usarono i piloti suicidi i “ kamikaze’ che in giapponese significa “ Vento Divino”.

Una mappa del 1904, tratta dal testo di Mackinder The Geographical Pivot of History.

Numerose potenze europee colonizzarono ampi territori in Asia e nell’Oceano Pacifico, l’Asia era percepita come uno spazio che si estendeva dal bacino dell’Oceano Indiano al Sudest Asiatico comprendendo: Cina, Corea e Giappone. Le rotte commerciali Britanniche della Compagnia delle Indie collegavano Singapore, Cina e Australia all’Africa e a Suez. La Royal Navy per mare e l’esercito inglese in India garantirono in breve la sicurezza e la regolarità dei commerci tanto che non esisteva una nazione asiatica che da sola si opponesse all’egemonia occidentale.

Nel 1924, il primo ad estendere il termine delle scienze marine e coniugare l’oceanografia alla geopolitica fu il geografo tedesco Karl Haushofer, ms solo durante il periodo della seconda guerra mondiale gli alleati denominarono , quale teatro di guerra contro l’Impero giapponese, il “bacino dell’ “Indo-Pacifico”, rendendo evidente l’influenza del pensiero di Haushofer.

La lezione di Haushofer tratta dal suo libro il “Blocco Continentale “ pubblicato dall’autore nel 1941

Haushofer fu allievo di Arturo Schopenhauer dal quale riprese alcuni elementi della filosofia di Platone, del romanticismo e della criticità di Kant, riuscendo a fonderli con le dottrine orientali del buddhismo e dell’induismo. Haushofer si ritrovò molto vicino alle politiche giapponesi, comprendendo il bisogno della terra della Manciuria per sviluppare le aree agricole e la necessità di avere il controllo delle coste cinesi in modo da estendere il commercio del petrolio, materia prima essenziale per lo sviluppo dell’industria nipponica. Nel suo libro del 1913 “ Dai Nihon” il Grande Giappone già intraprese la teorizzazione di una geografia difensiva, un pensiero politico che si era formato attraverso l’opera del generale e geo -politologo del Regno Unito Halford Mackinder padre della teoria di Heartland “ Terra-Cuore” , un’area geografica il cui controllo avrebbe consentito di dominare l’intero mondo. La teoria venne presentata il 25 gennaio 1904 alla Royal Geographical Society con il titolo: “il perno geografico della storia”.


l’Heartland, che spazia dal fiume Volga allo Yangtze e dall’Himalaya all’Artico. È la zona “pivot”, il centro del mondo intero, il generatore globale della storia. Nel 1919 nel suo libro scrisse i tre punti;
Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland
Chi controlla l’Heartland comanda la World-Island
Chi controlla la World-Island comanda il Mondo

Per Haushofer le potenze marittime quali la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti avevano costruito una sorta di “anello” per soffocare le potenze continentali; l’unica potenza che si era allontanata dal sistema era il Giappone che cercava di rafforzare la propria posizione sia a livello marittimo nel Pacifico, e quale potenza continentale estendendo il proprio controllo sul territorio cinese. L’unico modo per liberarsi da quest’anello è la creazione di “un’alleanza di difesa dalla pressione” da parte di Turchia, Russia, Afghanistan e India. L’inizio della Guerra Fredda creò la mappa moderna dell’Indo-Pacifico, ma la visione concretizzata e delineata la possiamo attribuire al leader Giapponese Abe -Shinzo nel 2007, ripresa nel 2011 dall’amministrazione di Obama con Hilary Clinton che crea “pivot to Asia.”

Barack Obama/Hilary Clinton “ Pivot to Asia 2011”

.E’ stata l’ascesa dell’India e della Cina, quali potenze economiche in un’area attraversata dalle più importanti rotte commerciali marittime al mondo, a creare i rapporti politici commerciali tra il nord-est asiatico e l’Asia del sud, sostituendo su scala geo strategica l’oceano Atlantico quale corridoio commerciale del XXI secolo.

Più del 30% del commercio marittimo globale, passa per lo Stretto di Malacca, nel cuore dell’Indo-Pacifico. 

Fonte: Foto Limes geopolitica

Lo Stretto di Malacca, nel Mar Cinese Meridionale, rappresenta virtualmente il punto di congiunzione tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, attraverso il quale transita più del 90 % delle risorse energetiche quali il petrolio che, dal Medioriente si dirige principalmente verso la Cina, il Giappone la Corea del sud e i paesi dell’Unione Europea. Nonostante che la riconfigurazione geopolitica dell’Asia nell’ “Indo-Pacifico” sia concettualmente e giustamente attribuita al Giappone, il termine è stato inizialmente introdotto nei discorsi politici nel 2010 dall’allora Segretaria di Stato Hillary Clinton, per poi essere incorporato nel White Defence Paper australiano nel 2013, nella politica estera giapponese e americana rispettivamente nel 2016 e 2017, nell’approccio regionale dell’ASEAN nel 2018, e dai paesi europei, Francia, Germania e Paesi Bassi, tra il 2018 e il 2020. Il 15 settembre del 2021 si formò’ l’Aukus il patto trilaterale tra Regno Unito, Australia e America che nell’aprile del 2024 ha aperto le sue porte al Giappone rendendolo nuovamente parte attiva e geostrategica dell’Indo -Pacifico.

Foto fonte Ministero del Giappone

Ed ecco che tutto “ circolarmente” ritorna, archiviati i dissapori giapponesi con la Corea del Sud, il paese nipponico è pronto per tornare al centro della scena. Dopo decenni passati in sordina, Tokyo ha la grande occasione per diventare, uno dei due perni fondamentali dell’Indo Pacifico a trazione statunitense insieme alla Corea del Sud

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